OldClaudio

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  • in risposta a: Scrittura CV – problema con font #85132
    OldClaudio
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      OK, il link fornito da @alegenn mostra il template del tuo curriculum.

      Nell’intestazione c’è scritto che deve essere compilato con XeLaTeX. Quindi la mia idea di poterlo compilare con pdfLaTeX era del tutto generica e prescindeva dal particolare file che stavi compilando; è risultata sbagliata, visto che il file DEVE venire compilato con XeLaTeX

      PdfLaTeX compila i documenti LaTeX usando font a 256 caratteri essenzialmente di tipo Type 1, anche se potrebbe usare anche i trueTyepe dopo un po’ di maquillage. XeLaTeX usa normalmente i font OpenType; puù sare anche gli altri, ma è fatto apposta per usare i font OpenType. Ci sono anche altre differenze fra i due programmi, ma sostanzialmente le prime di cui si accorge l’utente sono quelle che riguardano i font.

      Nell’intestazione del template c’è anche il sito da dove scaricare il font Fontin; l’ho fatto e ho scaricato la versione OpenType, visto che il curriculum deve essere compilato con XeLaTeX. Volendo ci sarebbe anche la versione True Type e la versione Type 1, ma quelle sono più difficili da installare.

      Io ho un Mac; quindi da me l’installazione dei font si fa in modo semplicissimo, cioè copiandoli nella cartella Fonts della mia cartella ~/Library.

      Ho compilato con XeLaTeX e il curriculum è venuto compilato senza problemi.

      Dunque il tuo problema è che hai scaricato i font OpenType, ma non li hai resi disponibili al sistema TeX ; probabilmente devi aggiornare la cache dei font; oppure li devi caricare in un’altra cartella diversa da quella dove li hai messi. Visto che usi Squeeze/Debian direi che devi aggiornare la cache dei font; mi pare che il comando possa essere fc-cache, ma è meglio che ti documenti in merito alla tua “incarnazione” di Linux.

      Se dopo aver aggiornato la cache non ti funziona ancora,dicci qualcosa di più, altrimenti non possiamo aiutarti; per esempio, in che cartella hai installato i font Fontin; se il loro modo d’uso è riservato al sistemista, all’utente, al gruppo, a tutti; in questo caso usa chmod e attribuisci a quel file almeno il diritto di lettura a tutti. Che cosa ti dice il file log della compilazione di cv_9.tex (che risiede nella stessa cartela di cv_9.tex e si chiama cv_9.log): quando viene commesso l’errore, nel fil log c’è scritto qualcosa di più di quello che ti scrive il sistema operativo dicendoti che il programma è terminato con codice di uscita peri a 1.

      in risposta a: Scrivere un indirizzo #85143
      OldClaudio
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        Letteracdp è una clase che vuole fare troppe cose ed è malissimo documentata;

        La classe standard letter è molto modesta, ma fa tutto quel che deve essere fatto in stile americano

        La classe scrlttr2 della collezione KOMA Script è meno elementare, ma consente gli stili europei (e anche giapponesi, ma certamente questa funzionalità non ti interessa); è abbastanza configurabile, ed è documentate in inglese insieme alle altre classi della collezione KOMA Script nel file che si legga da terminale dando il comando textdoc scrguien.

        in risposta a: ! LaTeX Error: File `utf8/latin1.def’ not found. #85104
        OldClaudio
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          L’errore sta nel fatto che se si carica tcolorbox, con le sue opzioni, non si deve caricare listings, perché ci pensa tcolorbox

          in risposta a: Scrittura CV – problema con font #85129
          OldClaudio
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            Il “seguente template” non si sa quale sia, ma oltre a usare una piattaforma Linux/Debian e Kile, vedo che usi anche XeLaTeX; la specifica di quel font (data con \fontspec ?) non sembra corretta e il font lì nominato mi è del tutto nuovo.

            Perché vuoi complicarti la vita compilando un documento con XeLaTeX, quando probabilmente esso è predisposto per essere composto con pdfLaTeX?

            in risposta a: Parentesi angolate più ampie #85111
            OldClaudio
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              Nel tuo codce non ho visto nessun impiego di \langle e \rangle; quindi non ti so dire esattamente come fare, ma ti posso suggeire qualcosa del genere. Se usi \textlangle e \textrangle ti vengono delle dimensioni del carattere che usi in quel brano di testo; se invece il barono da racchiudere nel testo è una figura, un logo speciale, un vattelapesca monolitico che non ha la dimensioni dei caratteri normali, allora ti conviene entrare in mdo matematico con un comando del genere`\newcommand\traparentesiancolate[1]{\ensurematj{$\left\langle\mbox{#1}\right\rangle$}}` ovviamente puoi scorciare il nome del comado con qualcosa che ti faccia compodo; l’oggetto strano è l’argomento del comando.

              in risposta a: Di che font si tratta? #85051
              OldClaudio
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                Può darsi che il README dica quelle cose, ma la documentazione di mathdesign di paul Pichereau, leggibile con texdoc mathdesign, non fa riferimento ai font opentype; dice solo:

                A recent TEX distribution is recommended (e.g. MikTEX v2.2 or later, teTEX v3.0 or later) as the configuration is really simple with the updmap utility.

                e come vidi si tratta di cose che si riefriscono a font Type1 ; le distribuzioni a cui fa riferimento sono vecchie, vecchissime, precedenti all’esistenza di TeXlive; la documentazione è del 2006, quando XeTeX era appena nato e credo che non esistesse ancora nemmeno XeLaTeX e gli altri pacchetti per gerstire i font opentype.

                Cero, ora come allora, certi font commerciali erano disponibili solo nella forma opentype ed era necessario usare fontinst o simili per spezzare i font opentype in monconi tali da poterli usare con TeX, LaTeX, pdfLaTeX.

                Se vai a esplorare il disco, con MiKTeX o TeXLive ha una cartella …/tex/latex/mathdesign/ (per windows cambia gli slash con backslash); guarda che cosa contiene: contiene dei file .fd che sono usabili solo con i font Type 1, cioè sono in file di cui necessita pdflatex per associare un particolare font identificato con il nome del suo file tfm, con la sequenza dei comandi che specificano codifica {del font), famiglia, serie, forma e corpo; tutte informazioni di cui XeLaTeX non ha bisogno, perché attraverso fontspec trova tutte queste cose dentro il file otf selezionato come famiglia, non come singolo font.

                Se leggi texdoc MD-urw-garamond-doc vedi che dice:

                A complete TEX installation is required. In particular, the Urw Garamond font family must be already present on your system. It is probably the case, as these fonts are now distributed with all the main TEX distribution.

                You only need the binary outline font files of the Urw Garamond font. If your TEX hierarchy is TDS compliant, you will find these files in the directory
                $TEXMF/fonts/type1/urw/garamond
                where $TEXMF is the root of your TEX hierarchy (e.g. /usr/local/texmf).
                If these files are not present on your system, create the previous directory, download the fol-
                lowing files
                ugmr8a.pfb ugmri8a.pfb ugmm8a.pfb ugmmi8a.pfb
                from a CTAN repository2 and place all the files in the directory.

                e vedi bene che si parla di file .pfb (PostScript Font in Binary format) e questi sono per pdfLaTeX.

                Il file README non è presente nella distribuzione TeXLive, nemmeno nella cartella …/suource.

                Non escludo che nella distribuzione TeXLive 2013 che è in fase di impacchettamanto non ci siano estensioni tali da rendere accessibile il pacchetto mathdesign anche a XeLaTeX, ma ne ho seri dubbi; non lo escludo però. Non mettere mai limiti alla Provvidenza.:smile:

                in risposta a: ! LaTeX Error: File `utf8/latin1.def’ not found. #85099
                OldClaudio
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                  Se esplori il disco vedi che non esiste nessun file latin1.def contenuto nella cartella utf8, che per quel che mi risulta non esiste. Posso controllare. Ma quella parte di programma che viene dopo il comando [tt]\ref{fig:centralenucleare}[/tt] invoca scorrettamente la codifica di qualcosa. non escluderei che quel che vien dopo sia un pzzo di codice copiato e incollato che contiene anche delle righe che non andavano copiate. Ma cerca chi chiama l’opzione utf8/latin1 e elimina quel comando.

                  in risposta a: Mathptmx e greco #85083
                  OldClaudio
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                    Mi pareva di averti sconsigliato di usare quanto descritto nell’Arte; mi pareva di averti detto che per così poche parole isolate non valeva la pena.

                    Tuttavia se vuoi usare il vero greco, che siano i miei font (quelli di default) o altri ofnt greci accessibili con la stessa codifica LGR, devi avere una installazione completa e seria di TeX Live; segui l’indicazione che ti ha dato Enrico. Con una installazione completa non hai mai bisogna di installare nulla di nuovo, perché hai gia a bordo tutto quanto sia disponibile per il sistema TeX.

                    Alcuni sul forum hanno anche consigliato di smontare la TeXLive/Debian e di soddisfare le dipendenze degli altri programmi Debian truccando la lista dei pacchetti caricati, in modo che gli alri programmi possano accedere alle funzionalità della TeeXLive vera, invece che di quella Debian. Diversi messaggi dicono come fare. Gli ultimi su questo argomento rislgono a meno di una decina di giorni fa.

                    [OT] Chissà perché gli utenti Ubuntu e gli utenti Windows che installano MiKTeX non sono interessati alla lettura della documentazione e a quanto viene detto sul forum. Per entrambi viene sempre detto di eseguire una installazione completa; per gli utenti Ubuntu viene sempre detto di seguire le indicazioni del documento che ha indicato Enrico, e si è anche spiegato perché sia importante avere su Ubuntu la versione TeX Live vera, non quella ridotta Debian.

                    in risposta a: Di che font si tratta? #85049
                    OldClaudio
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                      mathdesign non lavora con i font otf.

                      Vedi la lunga conversazione avuta con @samiel non molto tempo fa. lui voleva appunto installare i font opentype per usarli anche con pdflatex, e con l’ausilio del programma autoinst c’è parzialmente riuscito (non è riuscito ad estrarre le paigne del greco classico, se ho capito bene).

                      Come si faccia a richiamare gli Adobe Gramand, Pro, convertiti in file Type 1 o TreuType a 256 caratteri e resi accessibili a pdflatex per mezzo di file virtuali, forse si può fare tranquillamante purché i file virtuali e i corrispondenti file tfm siano chiamati con gli stessi nomi che mathdesign si aspetta, quindi con file .fd che contengano quei nomi.

                      Non impossibile da fare, ma delicato, molto delicato ed “error prone”.

                      in risposta a: Tabelle con celle contenenti liste di items #85021
                      OldClaudio
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                        Amedeo” post=84472Ok. Grazie. Ho inserito [tt]\vspace*{-\baselineskip}[/tt] prime del [tt]\begin{itemize}[/tt] e prima del [tt]\end{itemize}[/tt]

                        Logicamente sta meglio dopo; può darsi che il risultato finale sia lo stesso; nel senso che con “dopo’ si avrebbe: termina la lista; aggiungi un spazio verticale di fine lista; torna indietro di uno spazio verticale equivalente.

                        Mentre con il “prima” sarebbe: torna indietro di un spazio verticale equivalente a quello di fine lista; termina la lista, aggiungi uno spazio verticale di fine lista.

                        in risposta a: Tabelle con celle contenenti liste di items #85019
                        OldClaudio
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                          E allora inserisci spazi verticali negativi prima e dopo la lista [tt]\vspace*{-1.5\baselineskip}[/tt]

                          in risposta a: Mathptmx e greco #85080
                          OldClaudio
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                            Sull’arte c’è scritto come scrivere in vero greco, anche se per parole così semplici e isolate forse non vale la pena di scomodare babel con il greco politonico e i font testuali greci.

                            Mi pare, comunque che τόποι vada con l’accento acuto e che θέρμοι richieda l’accento acuto ora mancante.

                            [OT} Mi piace il tuo argomento; lo stesso genere che io uso contro coloro che scrivono curricula; per coerenza dovrebbero seguire gli itinera legislativi e disegnare sugli alba da disegno con i lapides colorati; ovviamente tutti i loro acquisti andrebbero fatti gratiis (et amore Dei) 😀

                            in risposta a: [Risolto] Errore nella compilazione di Tesi Classica #85038
                            OldClaudio
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                              Lo script di compilazione manca della compilazione del frontespizio:`
                              Script di compilazione
                              ———————-
                              #!/bin/sh
                              pdflatex $1
                              pdflatex $1-frn # per compilare il frontespizio
                              pdflatex $1
                              pdflatex $1 # ripetuto tre volte per linkare referenze, indici e altro
                              echo ” Fine Compilazione … in attesa di visualizzare file .PDF”
                              evince $1.pdf
                              echo ” Fine ”
                              `

                              in risposta a: eBook in formato pdf #82458
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                                Marzio, non ti scoraggiare.

                                Il fatto che a me gli ebook non piacciano non è un buon motovo per escluderli.

                                Come ho indicato all’inizio, c’è un articolo di Luca Merciadri che può essere interessante; credo però che si accessibile solo agli associati al TeX Users Group (TUG: http://www.tug.org).

                                Il problema degli ebook è che il frmato ePuB è uno speciale adattamento del linguaggio JTML (o XML) il che, con tutto il merto che possono avere questi programmai, è come chiedere di arare un campo con un aratro tirato da due muli, invece che con un potente trattore a 16 erpici.

                                Mi spiego: per leggere su scrmo, specialmente uno schermo piccolo, gestibile sia in verticale sia in orizzontale, ma sempre con formati dello schermo ridotti e non uniformi, diventa necessaria la riformattazione istantanea della schermata. Questo implica certe funzionalità specifiche (tipo i muli che arando concimano anche il terreno), ma alle spese di pesanti concessioni sulla qualità della composizione e ricomposizione; di solito righe composte in bandiera, o se giustificate, con spazi improponibili fra le parole; niente matematica; mancanza di corss reference che si aggiorni da sola ad ogni ricomposizione della schermata, eccetera.

                                Il formato PDF è il trattore a 16 erpici; compone benissimo, anche con le raffinatezze della microtipografia; matematica del sistema TeX, cross reference perfetta; navigazione interna ed esterna, figure di ogni genere, eccetera; non è un caso che il formato PDF sia stndardizzato per la produzione di documenti da archiviare per tempi indefiniti, conservandone l’aspetto originale di qui a 50 anni, 100 anni, alcuni secoli, e per il futuro successivo ci penseranno i posteri. Però il formto PDF una volta composto non può venire ricomposto, meno che mai al volo; la pagina una volta formata resta immutata per sempre, a meno di volerla modificare con programmi/editor del formato PDF di tipo ultra professionale e costosissimi.

                                Allora: se vuoi fare un ebook in formato pdf per un tablet, devi isizialmente sapre le dimensioni dello schermo del dispositivo; i tablet non sono di dimensioni unificate, ma direi che il 90mm per 120mm sia uno dei più piccoli; la pagina costruita per questo, va bene anche per gli scrmi più grandi; tuttavia si perde un poco nella qualità perché una pagina così piccola è difficile da comporre.

                                Prendi geometry e specifichei le dimensioni della carta di 90mm per 120mm; poi specifichi un totalbody di 80mm per 110mm; il totalbody include anche testatina e piedino; specifichi i quattro margini di 5mm.

                                Poi componi il tuo testo; se si tratta di novelle o comunque di solo testo non dovresti avere particolari problemi semplicemente compilando con pdflatex; al massimo devi aggiustare qualche capoverso in cui appare almeno una riga che sfora il margine.

                                Se devi scrivere della matematica puoi avere necessità di comporla dentro ad ambienti particolari, per poter comporre le espressioni un po’ lunghette spezzandole a mao nei punti in cui la lettura della matematica lo consente. Le dimensioni delle figure vanno parametrizzate a frazioni di \textwidth; le tabelle devono contenere poche colonne e non troppo larghe, magari può essere utile il pacchetto tabularx e l’ambiente tabularx per comporre le colonne di tipo X che si aggiustano in larghezza in modo che la tabelle a ragginuga la larghezza specificatale, ovviamente non superiore alla \textwidth; per tabelle un po’ coprose probabilmente devi ricorrere all’ambiente longtable.

                                Cuoi ricomporre in formato 170mm per 240mm? nessun problema: commenti la riga del comando geometry con cui hai specificato le dimensioni per la finestra di un tablet, e ci metti quelle adatte alla pagina fisica di superficie più di quattro volte più grande, lasciando margini più generosi, asimmetrici, come dovrebbe essere in ogni libro stampato bene; ricomponi, al piì apportando qualche modifica a quelle espressioni matematiche che non hanno più bisogno di essere spezzate su più righe, e il gioco è fatto.

                                Come vedi non è difficile; ma con il formato pdf probabilmente ti puoi sognare di sfogliare con il dito passato sullo schermo touch screen, a meno che il visualizzatore del PDF sul tablet non lo consenta di suo. Però la lettura sarà molto più confortevole che su un libro composto in formato ePub.

                                Poi ci si può domandare come si possa studiare un manuale universitario, specialmente di scienze dure (matematica, fisica, ingegneria, chimica e simili) su uno schermo di 90mm per 120mm; si può invece leggere comodamente un saggio in scienze umane, perché solitamente contiene solo testo. In entrambi i casi non è facile annotare il testo come puoi fare su un libro cartaceo (annotazioni che più accademicamente chiamerai glosse — ricorda: l’Università di Bologna è stata fondata nel 990 A.D. anche grazie ai glossatori che già operavano in quella città annotando sul margine i codici di giurisprudenza disponibili allora). Annotare il testo è fondamentale per un libro di studio di qualunque materia, inessenziale per un romanzo.

                                Non scoraggiarti e provaci. Facci sapere, poi, come è andata.

                                Ciao
                                Claudio

                                in risposta a: [Risolto] Errore nella compilazione di Tesi Classica #85036
                                OldClaudio
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                                  Hai compilato tre volte la sequenza tesi,tex, tesi-frn.tex, tesi.tex come ricordato nei commenti del modello che hai detto di usare?

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