OldClaudio

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  • in risposta a: [RISOLTO] Header \listoffigure rimane dopo \mainmatter #84344
    OldClaudio
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      `\chapter*{Introduction}\label{ch0}
      \addcontentsline{toc}{chapter}{Introduction}`
      Nessuno di questi comandi interviene sulle testaine; l’asterisco non toglie solo il numero, toglie anche l’entry nell’indice generale, a cui rimendi con \addcontentsline, ma non fai nulla per le testatine che l’asterisco non modifica; aggiungi una riga:
      `\chapter*{Introduction}\label{ch0}
      \addcontentsline{toc}{chapter}{Introduction}
      \markboth{introduction}Iintroduction}`
      Se l’introduzione è divisa in paragrafi non numerati con l’asterisco (\section*, per intenderci) aggiungi dopo ogni \section*
      [tt]\markright{titolo del paragrafo}[/tt]

      Attento! \label{ch0} raccoglie solo il numero della pagina, non cambia il valore dell’ultimo contatore che era stato usato; non può raccogliere il numero del cpaitiol “zero” visto che il capitolo non è numerato.

      OldClaudio
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        Poi, in realtà non è TikZ che inserisce il capoverso: se si toglie il secondo comando il testo scende comunque.

        Sì,l’ho capito, ma il problema non è solo \tikz; anche la prima scatola, benché di dimensioni nulle, impegna una riga; ecco perché il testo scende.

        Buona Pasqua a te e a tutti i frequentatori del Forum

        Claudio

        in risposta a: [Risolto] Compilazione lenta pdflatex #84341
        OldClaudio
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          Compila la molecola una volta sola con un file separato in un file pdf, \pagestyle{empty}, oppure classe standalone; se non usi la classe standalone che lo fa da sola, ritaglia la pagina che la contiene al rettangolo circoscritto alla molecola (usa pdfcrop); immetti la molecola disegnata come una qualsiasi figura nel punto dove ti occorre il suo disegno.

          Riduci i tempi di disegno per fattori di qualche decina, a spese di una compilazione separata per ciascuna molecola; è chiaro che se devi apportare modifiche al disegno della molecola devi ripetere il procedimento, ma avendo già il file apposta per disegnare quella molecola, puoi sempre fare in fretta lavorando solo sul file di quella molecola.

          OldClaudio
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            Infatti \tikz inserisce un nuovo capoverso; inoltre il pacchetto tiks è vietato per questo concorso, a meno che non si accetta al sfida che ha accettato claudio @cfiandra, di fare qualcosa di molto superlativo, per mettere la scritta su pagine scelte, per riferirsi allo specchio di stampa oppure alla pagina completa, e per fare altre acrobazie tipiche di tikz. Il “concorso” era per dimostrare che la cosa si può fare in modo relativamente semplice senza ricorrere a TikZ.

            Coraggio che se fai attenzione ci riesci, ci sei quasi.


            @franen
            , non gettare la spugna. Non esistono solo gli sviluppi in serie per l’arcotangente; non solo ma non è nemmeno necessario che il suo calcolo sia così preciso; a parte il fatto che si può risolvere il problema senza ricorrere all’arcotangente.

            Ciao
            Claudio

            OldClaudio
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              Che la sfida continui!

              Roberto, il codice è abbastanza elegante, ma parti da un valore dell’angolo di mezzo radiante (un po’ meno di 29°), per andare su di millesimo in millesimo fino ad angoli che superano il radiante; in una pagina della serie ISO l’angolo della diagonale è di circa 55°; nel formato letter è di circa 52°; Se partissi dall’equivalente di 45°, circa 0,7854 rad, risparmieresti quasi 300 iterazioni e il corrispondente tempo di calcolo.

              Il metodo è artigianale, di per sé buono, ma non certo “risparmioso” sulla quantità di calcoli.

              Quando vedrete (se verrà pubblicato su Ars) la mia soluzione senza l’uso dell’arcotangente vedrete che si può fare di meglio in pochissime righe di programma. È vero, bisogna eseguire il calcolo di una funzione “irrazionale” (non cablata con i comandi del semplice TeX) e richiede di conoscere intimamente i meccanismi interni, ma il codice rimane leggibile (in questo caso anche quello di L3 è abbastanza facilmente leggibile).

              Forza matematici; forza ingegneri; forza appassionati di codice TeX/LaTeX!

              Il problemino è semplice, nel senso che richiede complessivamente poche decine di righe di programma, ma richiede un po’ di lateral thinking e di saper maneggiare bene le modeste capacità di calcolo di TeX, anche se ora sono arricchita dalla libreria dei calcoli floating point di L3 (complessivamente include anche i comandi per definire che cosa si vuole scrivere in diagonale, DRAFT, BOZZA, RISERVATO, CLASSIFIED, o altro, e le alternative se usare graphics, oppure no, se usare pict2e oppure no, e simili)

              in risposta a: [Risolto] Problema con \setlength e \addtolength #84316
              OldClaudio
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                Molto non saprei, ma certamente quella serie di sottrazioni (che potresti rendere meno oscura usando il comando primitivo \dimexpr seguito dagli operandi gisuti e terminato con \relax — vedi la documentazioni con texdoc etex da terminale) non tiene conto degli spazi intercolonna e degli spazi esterni alle due colonne estreme; devi togliere, in sostanza, 2\tabcolsep per ciascuna colonna, compresa quella X.

                Di default \taboclsep vale 6pt, ciò circa due millimetri; con 5 colonne, quattro di larghezza specificata e una di larghezza aggiustata, tu arrivi a circa 20mm di differenza, cioè a 2 \time\6pt \times 5 = 60pt di differenza.

                OldClaudio
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                  Roberto, la tua soluzione va bene solo per la pagina A4 scritta per la classe article, quindi con quella particolare gabbia. Semplice ma di tipo “one shot”: o usi la classe article standard o non funziona.


                  @franen
                  si può evitare di calcolare l’arcotangente, ma se la vuoi usare rivolgiti alle frazioni continue, non alle serie.

                  Nota che fra la matematica di pgf/tikz nell’apposita libreria c’è il modo di calcolare l’arcotangener, ma si basa su una tabella di interpolazione di un migliaio di punti; siccome è vietato usare pgf/tikz nel concorso, quella soluzione non è accettabile, evidentemente, nemmeno se la rprlichi nel tuo codice.

                  Ma fa piacere che il concorso attragga ancora qualche affezionato frequentatore del forum; io ho già fatto il mio compitino e ho trovato due o tre soluzioni, sceglibili a piacere; una non calcola l’arcotangente.

                  in risposta a: Come si fa un glossario? #84300
                  OldClaudio
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                    \glossaryname è già deifnit nel file italian.ldf di babel.

                    è definito anche nel file gloss-italian.ldf di polyglossia.

                    invece devi usare bene i comandi per fare l’elenco dei acronimi, perché \acronymname con il contenuto Acronimi” è già definito nel file glossaries-babel di glossaries, Non ho letto la documentazione, quindi non so come si specifichi la lingua della glossario o quella della lista degli acronimi, ma sai certamante tu come differenziare e come comporre la lista degli acronimi visto che l;hai già fatto seguendo la documentazione ufficiale di glossaries. Probabilmente bisogna caricare il pacchetto translator o caricare espressamente il pacchetto glossaries-babel.

                    in risposta a: Miglior pacchetto per l’elenco dei simboli #84292
                    OldClaudio
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                      Marco87″ post=83586Ciao,

                      nella mia tesi ho deciso di inserire l’elenco dei simboli. Ho preso questa decisione dopo aver letto la tesi di un altro studente. Le motivazioni che mi hanno spinto a inserire l’elenco dei simboli nella mia sono stati:

                      1. Nel redigere l’elenco dei simboli, ogni volta che ne inserisco uno nuovo controllo nell’elenco già compilato se quel simbolo è già stato usato. In questo modo evito una notazione che non sia univoca;
                      2. Quando, come è capitato a me con la tesi dell’altro studente, qualcuno legge una tesi in cui vengono introdotti molti simboli, capita che a un certo punto della lettura non si ricordi esattamente che cosa voglia dire un certo simbolo. A quel punto se non esistesse l’elenco dei simboli, per andare a beccare la prima volta in cui è stato inserito (e quindi introdotto e spiegato) dovrebbe perdere diverso tempo a scorrere anche molte pagine per andare a trovare quel punto;
                      3. Quando dopo qualche tempo da che si è letta una tesi (magari anche la propria), la si riprende in mano, e si considera un pezzo di essa (un capitolo o addirittura un particolare paragrafo), è facile che qualche simbolo non sia del tutto chiaro. Una rapida visione nell’elenco dei simboli fornirà una concisa ma efficace spiegazione.

                      Queste sono le mie ragioni. A mio avviso, inserire una nomenclature durante la scrittura di una tesi toglie pochissimo tempo, ma ne fa risparmiare a chi la leggerà.

                      Ciao,
                      Marco.

                      Le tue motivazioni sono condivisibili; naturalmente dipende dalla natura della tesi; in teoria i simboli per indicare la maggior parte delle grandezze sono già, se non imposti, certamente fortemente consigliati da diverse normative, da ISO e elenchi emessi da organizzazioni scientifico-porfesisonali specifiche.
                      Questo non impedisce naturalmente di definire altri simboli, quindi, giustamente di crearne un elenco.
                      Quello che mi lascia perplesso, però, è che se i simboli ISO o Applied Physics Union, o altri enti, non sono sufficienti, vuol dire che bisogna fare sottili distinzioni fra i simboli consigliati e quelli effettivamente usati; perciò le descrizioni nell’elenco dei simbolo rischiano di essere molto complesse. In questo caso, per non scrivere una lista romanzata, bisogna ridursi a dire:

                      . Vedi alla pagina .

                      Sempre meglio che niente, ma mi pare che forse non vale lo sforzo, anche se LaTeX soccorre molto bene con i riferimenti incrociati.

                      Non sono contrario a queste liste; dico solo che bisogna pensarci bene. Per esempio quella che ora è la lista degli acronimi nell’Arte di scrivere con LaTeX, è una buona lista (a parte le maiuscole o le minuscole), ma dovrebbe essere molto più ampia; invece negli ultimi anni si è andata riducendo.
                      Perché dico questo? Perché quella guida è destinata a lettori alle prime armi con la composizione mediante LaTeX e gli altri programmi delle distribuzioni del sistema TeX, quindi non conoscono quasi niente, salvo eccezioni che confermano la regola, delle varie sigle che compaiono nella guida. Certo, se la leggo io, quella guida, o la leggi tu che non sei un novizio, non andiamo nemmeno a sfogliare quella parte della Guida; ma un novizio vero sì che la sfoglia, o che la dovrebbe sfogliare. E per invitarlo a rendersi conto che c’è una lista di tali sigle, la metterei all’inizio subito prima o subito dopo gli indici.

                      Proverei e poi la lascerei in quella posizione che non si può fare a meno di vedere.

                      in risposta a: Template tesi A5 #84282
                      OldClaudio
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                        Capisco che forse hai fretta…
                        Tuttavia se hai la pazienza di aspettare ancora un giorno o due, , forse fino a lunedì di Pasqua, troverai il pacchetto toptesi pronto per essere aggiornato con il TeX Live Manager. Nel frattempo, se vuoi è già scaricabile da CTAN dalla cartella macros/latex/contrib/toptesi/

                        Da me funzionano tutti i formati: A4 è il formato di default, ma ho compilato gli esempi allegati al pacchetto fino all’A5. Per il logo ho usato il logo del Politecnico di Torino, ma puoi usare qualunque logo.

                        Leggi la documentazione in toptesi-doc-xetex.pdf — il fatto che il nome del file contenga anche il suffisso xetex implica che toptesi funziona ANCHE con XeLaTeX, non solo ocn XeLaTeX. Per quanto riguarda il logo, se ne possono inserire un numero qualsiasi (in teoria non ci sarebbe limita, in pratica quattro sembra un limite ragionevole, altrimenti diventano troppo piccoli).

                        Naturalmente componendo con suftesi si hanno molte più possibilità di configurazione e globalmente il risultato è certamente più elegante. La differenza è che il pacchetto suftesi è creato per creare virtualmente qualunque documento; il pacchetto toptesi, invece solo le tesi o poco più.

                        Toptesi ha il suo frontespizio automatico; si può, volendo, usare anche il pacchetto frontespizio di Enrico, senza usare le funzionalità del pacchetto toptesi al fine di creare il frontepsizio (per la verità non l’ho mai provato congiuntamente con toptesi, ma separatamente non dovrebbe dare problemi — congiuntamente potrebbe esserci un conflitto fra il nome del comando \frontespizio di toptesi, e l’ambiente frontespizio del pacchetto frontespizio). Quindi la personalizzazione del frontespizio potrebbe essere un elemento decisivo per scegliere quale pacchetto usare.

                        in risposta a: Inserimento immagine eps e creazione del PDF con Kile #81726
                        OldClaudio
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                          Nel mio precedente messaggio ti avevo chiesto di trascriverci le prime 10 righe del file log (copia da.log, incolla nella finestra di composizione qui del forum, selziona quello che hai copiato e poi fra le icone qua sopra clicca su quella che dice “Code” ( è quella rappresentata da un quadrato con due segni <> disegnati in blu.
                          Il tuo codice contiene diversi errori, come gia segnaltoti da Ivan:
                          `\documentclass[pdflatex,12pt,a4paper,twoside,openright]{book}

                          \usepackage{ucs}
                          \usepackage[utf8x]{inputenc}
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \usepackage{fontenc}
                          \usepackage{graphicx}
                          \DeclareGraphicsExtensions{.jpg, .jpeg, .png, .ps, .eps}
                          \usepackage{subfigure}
                          \usepackage[small,it,bf]{caption}
                          \usepackage{amsmath}
                          \usepackage{amssymb}
                          \usepackage[strict]{changepage}

                          \usepackage{hyperref}`
                          va corretto così:`\documentclass[12pt,a4paper]{book}

                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \usepackage{lmodern}% o altro font
                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage{graphicx}
                          \usepackage{subfig}
                          \usepackage[small,it,bf]{caption}
                          \usepackage{amsmath}
                          \usepackage{amssymb}
                          \usepackage[strict]{changepage}

                          \usepackage{hyperref}`
                          Senza sapere che TeXLive usi, non ti possiamo dire come risolvere il tuo problema con le figure .eps

                          Non dirci quando hai installato Kile; Kile non c’entra niente; chi compone non è Kile, ma è pdflatex che è un programma della distribuzione TeX Live; dici che hai scaricato 500MiB; sono pochi per una installazione completa ed aggiornata.

                          Scarica il file di questo collegamento Ubuntu; sono poche pagine; leggile con attenzione e seguile con cura adattando le date per installare la versione 2012, l’ultima disponibile. Installazione completa, assolutamente completa: 4GiB.

                          in risposta a: Miglior pacchetto per l’elenco dei simboli #84289
                          OldClaudio
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                            Una nomenclatura è sostanzialmente una lista diescription, formattata in modo diverso, ma l’idea è quella.

                            Quando si usa una lista dei simboli, detta anche nomenclatura (parola che scritta con la k mi ricorda brutte cose). Tutte el volte che si usano abbreviazioni ed acronimi non uifficientemente diffusi o noti al lettore tipo; qualunque documento tu scriva lo devi adattare al letteri tipo, almeno come te lo immagini, ed avendone fatta una analisi accurata.
                            Persino in un testo didattico, dove spieghi certe cose e come si chiamano, potrebbe valere la pena di inserire una lista dei simboli e/o delle locuzioni per una rapida consultazione degli allievi, ben inteso con la pagina dve il concetto è definito.

                            Dove si mette? Ba’, dove vuoi, prima dell’inidcie generale, dopo l’indice generale, prima della bibliografia, dopo la bibliografia. In venerando testo molto autorevole, il Dizionario di Ingegneria, UTET, (fine anni ’60, inizio anni ’70 –l’opera uscì in una dozzina di volumi ad un ritmo di circa due volumi all’anno), la lista dei simboli, di una ventina di pagine, era all’inizio prima al posto dell’indice generala (era un dizionario e questi testi solitamente non hanno un indice generale).

                            Detto questo, però, io di solito non ho trovato quasi mai utile una lista dei simboli o delle locuzioni; certo non sono il lettore tipo, ma quando trovo una sigla che non conosco la cerco in rete dove verosimilmente trovo più spiegazioni che non in quattro righe nella lista dei simboli e delle locuzioni. Questo mi capito sovente quando leggo di “informatichese” dove chi scrive di informatica crede di essere molto “trendy” se usa più sigle che può, ovviamente senza spiegarle, assumendo che tutti le capiscano per scienza infusa, e non hanno questa infusione, allora non sono “degni” di leggere i loro scritti.

                            Colgo l’occasione per raccomandare ai chi scrive in questo forum di non usare acronimi o sigle; non tutti i lettori le conoscono.

                            in risposta a: Installare font manualmente: il caso MT2 #84284
                            OldClaudio
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                              Il messaggio d’errore dice che non ha trovato il file a 600dpi. Questo significa che non hai eseguito correttamente la costruzione dei file genrali di mappa, almeno con TeXLive (l’editor non c’etra niente).

                              L’ultima domanda: Serve davvero MT2? Mi dicono che si una bella collezione di font, ma in quasi trent’anni di LaTeX non ne ho mai sentito il bisogno.

                              Siccome vuoi usare i Times come font di testo, ti suggerisco di usare i pacchetti newtxtex e newtxmath (leggendo la documentazione da terminale con texdoc newtx) e vedrai che non hai nesusn bisogno di usare i font MT2.

                              in risposta a: Bibliografia ti odio #83764
                              OldClaudio
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                                Quando ero in servizio io un relatore cosi l’avrei potuto esonerare dal suo compito e assicurami di procurare allo studente che era ricorso alla mia autorità avesse un altro relatore senza cambiare tesi. Queste cose non succedono mai nelle università in generale, ma nella mia potevano succedere; ne ho richiamati sicuramente un paio al rispetto del loro laureandi e hanno capito l’importanza di non fare perdere del tempo ai laureandi a causa del loro “capricci”, compresi i loro sacrosanti impegni che vanno comunque commisurati con le esigenze altrui.

                                Ora sono in pensione da 4 anni; non dico che mancando il gatto i topi ballino, ma ho lasciato una traccia di rigore.

                                Scusa l’OFF TOPIC.

                                in risposta a: Template tesi A5 #84277
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Ho provato a modificare la classe TOPtesi (che presto caricherò su CTAN, per toglierle il vincolo del formato A4. Ora si puotrà usare qualunque formato accettato dalla classe report di LaTeX (memoir accetta più formati). questa verisone non è ancora disponibile, perché dopo aver eseguito questa modifica devo cambiare anche la documentazione e ogni altro file presente nel pacchetto inviato a CTAN.

                                  Tuttavia ti anticipo che con il formato di carta A5, che è veramente piccolo (105mm per 149mm) e con il frontespizio creato con il comando interno di TOPtesi, è possibile far rientrare tutto quel che occorre nel frontespizio, tranne il logo dell’ateneo, a meno di non lasciarlo di dimensioni minuscole. Naturalmente se il nome dell’ateneo, che deve stare in una sola riga, con il font di default risultasse troppo lungo, sarebbe encessario definire il nome dell’ateneo in modo che contenga un corpo inferiore; per esempio il nome dell’ateneo “École Nationale Superieure d’Èlectronique de Grenoble” è troppo lungo e bisognerebbe invece scrivere”\normalsize École…” o arrivare persino a \small. Cosa bruttissima, naturalmente. Ooppure per far stare un nome così lungo su due righe dove dovrebbe essere su una sola riga si potrebbe scrivere “\parbox{\textwidth}{École Nationale Superieure\\d’Électronique de Grenoble}”; sempre brutto ma forse un po’ meno. Insomma con un formato A5 ci si può trovare in imbarazzo per aggiustare le cose in modo che il frontespizio contenga tutto quello che è richiesto dalla burocrazia per la pagina del titolo.

                                  Siccome non sei il primo a richiedere un formato minore dell’A4, ho preso spunto dal tuo messaggio per modificare la classe; per questo ti ringrazio molto.
                                  Ciao
                                  Claudio

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