Risposte nei forum create
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Non so se c’entri, ma mancano le graffe:
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\usepackage{imakeidx}
\makeindex[options={-s classic.ist}]
`
Le due colonne sono di default, non è necessario specificarlo.D’altra perte puoi veder come ho configurato io imakeidx e \makeindex in un file che ti ho recentemente inviato. La composizione di quel file dà luogo a numeri di pagina cliccabili, quindi…
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Ho lettola documentazione “abbondante”; ho letto il file ebook.sty. a parte configurare al pagina con 12cm per 16cm, fa poco d’altro, molto poco, decisamente poco. Io credo di avere fatto di più nella classe guidatematica.cls che accetta i formati A4, A5, B5, e tablet (9cm per 12cm); magari aggiungo anche 12cm per 16cm così può andarebene anche per dei book reader un po’ più grandi del tablet.Ma onestamente mi aspettavo di più; mi aspettavo un vero formato ePub, non un formato PDF impostato per una pagina più piccola del normale; questo lo sanno fare tutti.
Che delusione!
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Be’, quello che ahi allegato non si compila, ma cambiando tabular in tabulax si sitemano le cose; certo ahi definito una tabella con 10 colonne, la sesta c’è ed è vuota a causa del & di troppo prima del \\
Le altre colonne non ci sono perché non ci hai messo nemmeno i corrispondenti &; e i filetti orizzontatali ti scappano a destra per copire anche la sesta colonna vuota.Non so se darti un segno di incoraggiamento o se dirti che questo risultato è un filino peggiore del primo 😯
Ma non è mio compito di dirti se sia meglio o se sia peggio; il tuo compito invece è quello di scegliere ciò che ti piace di più; per centrare la prima colonna, fatta di celle con poco materiale, basta che metti il descritto c (minuscolo) al posto del primo X; se togli el 5 colonne suprannumerarie di vengono di nuovo gli errori di column separator canged to \cr (carriage return, N.d.T.).
In sostanza hai tolto un errore per mettercene degli altri; ma è proprio sbagliando che si impara! 😉
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Buon risultato.Alla fine della prima “schermata” sembra che ci sia qualcosa che non va nelle mappe; quindi si suggerisce di riptere l’operazione a mano; ti suggerisco di cercare il file pdftex.map, il cui percorso completo è indicato prima dell’errore nella seconda schermata. Aprilo pure con l’editor che usi per LaTeX e cerca i nomi dei font che hai/avresti installato; se ci sono, bne, altrimenti l’operazione di ricostruzione delle mappe va eseguita a mano.
Il messaggio d’errore che c’è nella secondo schermata indica che non si possono usare le espansioni de font quando si usano font non vettoriali. questo è preoccupante, ma prima bisogna verificare che i font ci siano davvero e che siano incati con le caratteristiche giuste, vale a dire che siano indicati i nomi giusti dei file reali, anche se nella prima colonna ci sono i nomi dei file virtuali.
Direi che se a buon punto, ma hai bisogno di farti un po’ di pratica con le mappe e microtype; quest’ultimo ammentte solo la protrusione per i font di cui non conosce le caratteristiche specifiche di espansione; può darsi che usi una descrizione di default di queste caratterisitvhe, il che vuol dire che potrebbe espandere malamente un font che non ha la sua descrizione specifica; tutta via il messaggio di errore che ahi ricevuto sembra che pdflatex non trovi nelle mappe un font adeguato, magari trova un sostituto che non è vettoriale.
L’ultima versione del programma che costruisce le mappe elimina i doppioni; tuttavia potrebbe eliminare il doppione sbagliato; quindi bisogna vedere esattamante il .log dell’esecuzione di updmap (eseguito da utente privato).
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Avevi messo quasi sistematicamente un segno & prima del comando \\ alla fine di ogni riga della tabella principale.Ho aggiunto qualche \minitab, di cui ho cambiato un poco la definizione.
Ho cambiato la prima colonna da X a l (L minuscola)
Ma, più importante di tutto ho girato la tabella per farla stare meglio sulla pagina e per ingrandirla un poco, cosi ora il testo è in corpo footnotesize invece che in corpo tiny; almeno si riesce a leggere senza la lente.Ho modificato un poco anche i margini superiore e inferiroe, perché altrimenti il numero della pagina scappa quasi dal fondo della pagina.
Infine nota come ho scritto il materiale del file sorgente; Usando i rientri eseguiti con il tasto di tabulazione, riesci a tenere meglio sotto controllo la quantità di materiale che inserisci in ogni irga, così sai che hai 5 colonne e la scaletta delle rientranze deve aver 5 scalini (a rovescio, ma sempre scalini sono).`
\documentclass{article}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{multirow}
\usepackage{hhline}
\usepackage{rotating}
\usepackage [a4paper,left=1cm,bottom=2cm,right=1cm,top=2cm]{geometry}\begin{document}\errorcontextlines=9
\begin{sidewaystable}[tb]
\newcommand{\minitab}[2][l]{\begin{tabular}[t]{@{}#1@{}}#2\end{tabular}}
\footnotesize
\centering
\begin{tabularx}{0.8\textwidth}{lXXXX}
\toprule
\textbf{Tipi di terreno} &
\textbf{Dimensione grani (mm)} &
\textbf{Identificazione} &
\textbf{Aspetto dei grani e plasticità} &
\textbf{Resistenza al taglio}\\
\midrule
Grossi ciottoli &
$> 200$ &
esame e calibratura visuale &
Forma dei grani arrotondati irregolari con spigoli screpolati &
P.A. \\
\midrule
Ghiaie &
\minitab{grosse 60-20\\ medie 20-6\\ fini 6-2} &
facilmente identificabile dall'esame visivo &
Forma dei grani arrotondati irregolari con spigoli screpolati &
possibilità di trovare strati di ghiaie cementati o ghiaie
compatte miste a sabbie\\
\midrule
Sabbie &
\minitab{grosse 2-0.6 \\ medie 0.6-0.2\\ fini 6-2 mm} &
granuli visibili ad occhio nudo. Debolissima coesione per terreno secco &
tessitura rugosa liscia levigata &
Compattezza dei depositi omogenea o stratificata. La miscela con
limi o argille può produrre sabbie molto compatte\\
\midrule
Limi &
\minitab{grosse 0.06-0.02 \\ medie 0.02-0.006 \\ fini 0.006-0.0022} &
granuli invisibili.la prova di dilatazione permette la migliore
determinazione possibile.il limo può essere impastabile ma secco, una
semplice pressione delle dita polverizza la zolla secca &
non plastico o poco plastico &
in massima parte non plastico: le caratteristiche possono
essere identiche a quelle delle sabbie, se la materia è
prevalentemente grossa o sabbiosa.il limo più fino si
avvicina all'argilla e ha delle caratteristiche plastiche.
Spesso è misto a sabbia e argilla.la consistenza del limo0
varia dalla fase liquida al limo duro avente consistenza di
una pietra\\
\midrule
argille&
al di sotto dei 0.002 mm la distinzione fra limi e argille non va fatta unicamente
in base alla dimensione dei granuli, poiché le più importanti proprietà fisiche dei
limi e delle argille non hanno che un rapporto indiretto con la dimensione dei
granuli &
le argille hanno una coesione e una plastività significativa ma non reagiscono
alla prova di scotimento.i frammenti secchi non si riducono in polvere, ma
seccandosi si contraggono e si fessurano presentando un'alta resistenza al
taglio &
\minitab[l]{media plasticità \\forte plasticità} &
\minitab{molto molli: <20 kN/m$^2$\\ molli: 20-40 kN/m$^2$\\
compatte: 40-50 kN/m$^2$\\ tenaci: 75-150KN/m$^2$\\ dure: >150KN/m$^2$} \newline
la struttura può essere fessurata, intatta, omogenea, stratificata o
alterata \\\midrule
\minitab[l]{Torbe e \\terreni organici} &
varie &
possono essere identificate per il colore nero o bruno e spesso per il
loro forte odore e per la presenza di materie fibrose o legnose &
&
possono essere compatte o spugnose. la resistenza al taglio può
variare considerevolmente secondo le direzioni verticale ed
orizzontale\\
\bottomrule
\end{tabularx}
\caption{Tipi di terreno}
\end{sidewaystable}%& molto molli: <20kNm$^2$
\end{document}
`Aggiungi le maiuscole dopo i punti fermi e infine ricordati che il prefisso di kilo è k , non K (che a sua volta vuol dire kelvin); controlla le unità di misura una era kNm altre erano kN/m; io le ho corrette tutte secondo il secondo modello.
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Io la metterei in questi termini, per altro condividendo quello che Till Tantau ha scritto nel manuale di Beamer.Una presentazione di una tesi deve comunicare qualcosa alla commissione, non intrattenerla con giochetti grafici, che magari divertono i membri della Commissione, ma li distraggono da quanto stai esponendo.
Scoprire un quadro un poco alla volta, va bene, e infatti non è un’animazione, ma in “incremental display”.
Avrei dei dubbi sul fatto di usare transizioni da un quadro al successivo; forse ne userei una o due come stacco fra un argomento e un altro; servirebbe agli ascoltatori a capire che un certo ragionamento è finito e ne comincia un altro, ma la transizione deve essere molto sobria; se non c’è fa lo stesso.
Ricordati hai circa un minuto per ogni quadro! Se disponi di 20 minuti per la tua esposizione, tenuto conto dei tempi morti e del tempo che devi lasciare per eventuali domande e risposte, puoi contare su 15 quadri; se non contengono molto, poi anche salire a 17, ma non andrei oltre. Vedi quindi che invece di perdere tempo con le acrobazie grafiche ti conviene studiare con attenzione forma e contenuto dei pochi quadri che puoi proiettare in modo da ottimizzare la tua presentazione.
Le animazioni a cui fai riferimento sono cose da PowerPoint; come tutta la suite di MS Office, si tratta di programmi adatti per lo più all’uso commerciale amministrativo. Le animazioni di PowerPoint in generale sono piuttosto belle, ma proprio perché sono belle attraggono l’attenzione e distraggono da messaggio. Per essere cattivissimo, le vedo più adatte per un impiegato che vuol fare bella figura con il capoufficio, senza comunicargli niente o qualcosa che il capo non conosca ancora. Sono fumo negli occhi.
Ho fatto parte di moltissime commissioni di laurea (sono in pensione dopo una cinquantina d’anni di università, ti puoi immaginare l’esperienza che mi sono fatto alle lauree…); ho constatato che in un certo senso erano più serie, anche se realizzate con mezzi modesti, le presentazioni eseguite con i famosi “lucidi” di metacrilato messi sul piano della vecchia lavagna luminosa, che non le presentazioni fatte con PowerPoint che, ripeto, fa benissimo il suo mestiere, ma fuori da un’aula dove si discutono tesi di laurea serie. E la fatica del laureando è proprio quella di concentrare in due o tre manciate di minuti quello che gli/le ha richiesto il lavoro di mesi per svolgere al sua ricerca, scriverla e presentala.
Poi c’è la bambina… dedica il poco tempo che ti rimane a lei, piuttosto che alle dissolvenze e le transizioni o, peggio ancora, alle animazioni. Da nonno di 6 nipoti ti garantisco che non c’è confronto sull’efficacia del tempo dedicato alla bimba confrontato con quello dedicato ai giochetti grafici.
Un bacione alla piccola
Claudio
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Grazie Enrico.
Questa mattina ho avvisato i responsabili di unicode-math poco prima di chiedere a te.Poi mi è venuto in mente che forse aggiornando… In effetti ho aggiornato a tre ore fa e il problema sembra che sia stato risolto alla fonte.
Grazie mille, comunque, perché si impara sempre dai suggerimenti che dai.
Claudio
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Non so che cosa dirti; comunicaci che cosa riesci ad ottenere e come quando uscirai vincitore da questa battagli con i font otf con metriche diverse. Nella distribuzione del sistema TeX i soli oft di cui mi sia accorto che abbiano i corpi ottici sono i Latin Modern, ma questi hanno font otf distinti per ogni copro, non un unico file otf che li contenga tutti.Forse autoinst che è più moderno di fontinst e fatto apposta per i font otf riesce a risolvere il problema.
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Mmmm, ti ringrazio di tutte le informazioni che hai inviato; resto perplesso perché io uso Mac OS X 10.7.5 e TeXshop, ma non sono riuscito a replicare il tuo errore di hyperref. Effettivamente hyperref funziona in modo leggermente diverso con latex e pdflatex perché quest’ultimo gestisce i link interni ed esterni direttamente, mentre il primo li gestisce attraverso i programmi di trasformazione, visto che il formato DVI non sa che cosa siano i link; essi diventano funzionanti se si trasforma il file DVI in PDF tramite il programma dvipdfm oppure attraverso la doppia conversione tramite dvips e poi ps2pdf.Prova a mettere un comando [tt]\phantomsection[/tt] prima dell’undicesima equazione e vedi che cosa succede con pdflatex
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Allora, sono riuscito a compilare quello che hai allegato ai tuoi messaggi; in effetti il risultato della compilazione è modesto, e ti scrivo qui sotto i miei commenti:
1) La spaziatura delle righe è orrendamente ampia con quel \linespread{1.3}; puoi conservare questo valore durante la lavorazione della tua tesi, finché componi le “bozze”, magari, se vuoi, per stampare le bozze su carta riciclata, per poter più agevolmente segnare le correzioni da fare. Ma nella versione finale assolutamente devi togliere questa impostazione.2) Le formule chimiche sporgono perché sono composte sostanzialmente in modo da non poterle dividere in fin di riga. Ci sono diversi modi per aggiustare le cose; per esempio quella di non scrivere tutto quanto in riga, ma di mettere parte del discorso in una lista fuori testo; per esempio:
`$\textbf{Analisi elementare}:$ Calcolato per $\mathrm{Pt_{6}C_{82}H_{100}O_{4}P_{4}N_{6}}$: $C 38,94\%; H 3.99\%; N 3,32\%$; Trovato $C 38,24\%; H 3,58\%; N 3,01\%$\\ `contiene diversi errori logici e può essere cambiato così:`\textbf{Analisi elementare}:
\begin{itemize}
\item Calcolato per $\mathrm{Pt_{6}C_{82}H_{100}O_{4}P_{4}N_{6}}$:
\begin{itemize}
\item$C 38,94\%$;
\item $H 3.99\%$;
\item $ N 3,32\%$
\end{itemize}
\item Trovato:
\begin{itemize}
\item $C 38,24\%$;
\item $H 3,58\%$;
\item $N 3,01\%$
\end{itemize}
\end{itemize} `3) non mettere le citazioni attaccate alla formule, mettici almeno una virgola e uno spazio; per esempio:`Ad esempio, nei polimeri \ce{[Pt3(\mu _2-dppm)3(CN-Ar-NC)]_$\infty$^2+}(Ar=\textit{p}-\ce{C6R4}, R=H,Me)\cite{Bradford1994}, le unità Pt$_{3}$` può essere aggiustato così:`Ad esempio, nei polimeri \ce{[Pt3(\mu _2-dppm)3(CN-Ar-NC)]_$\infty$^2+}(Ar=\textit{p}-\ce{C6R4},
R=H,Me), \cite{Bradford1994}, le unità Pt$_{3}$`4) La bibliografia è effettivamente un po’ rozza; se guardi i vari stili che si possono usare con biblatex, puoi fare meglio; ma il punto è che se non specifichi sorted e non dai un criterio di sorting, bibtex non può fare altro che lasciarti i riferimenti nell’ordine in cui li trova nel file .bib, e quindi le citazioni, benché corrette, riportano i numeri di dove sono elencati i vari riferimenti. Ricordati che oltre ai riferimenti numerici puoi avere anche riferimenti più “eleganti”; comunque in un lavoro di chimica i riferimenti numerici non ci stanno male, però bisogna integrarli nel testo un po’ meglio, anche semplicemente un inciso fra virgole, oppure fra parentesi [tt](vedi \cite{Bradford1994})[/tt] può andare bene. Volendo, puoi anche chiedere a biblatex di ordinarti i riferimenti in ordine di citazione, il che è di soliti quanto si fa negli articoli scientifici con un numero modesto di riferimenti; In una tesi non userei questo titpo di ordinamento, ma sceglierei un ordinamento alfabetico per cognome del primo o unico autore e un sistema ci citazione alfabetico formato da tre lettere del cognome del primo autore e dalle due ultime cifre dell’anno di pubblicazione. Poi ci sono altri metodi di citazione, tipo autre-anno per disteso, che sono più eleganti, non si confondono con le formule matematiche o chimiche, ma vanno integrati meglio nel discorso.
5) non usare MAI il codice di posizionamento H per gli oggetti mobili (figure, tabelle, ecc.);Scrivi sempre una didascalia completa, non solamente [tt]\caption{\label{figura2}}[/tt] e comunque la didascalia va sempre iniziata con una letterea maiuscola.
6) Non andare mai a capo con [tt]\\[/tt]; se devi cominciare un nuovo capoverso lascia una riga vuota; se non vuoi cominciare un nuovo capoverso NON andare a capo.
Scusami se mi sono permesso di criticare quello che hai scritto; ho cercato di mettere in luce gli errori da non fare e di suggerirti dei procedimenti accettabili per risolvere alcuni tui problemi. Tutti siamo stati principianti e tutti abbiamo fatto gli errori che ti ho segnalato; poi con gli anni e tanta esperienza abbiamo imparato alcuni piccoli o grandi elementi dell’arte tipografica e abbiamo imparato ad evitare la maggior parte degli errori tipografici.
Poi, va da sé, nesuno è perfetto…:sad:
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Be’ il formato Type 1 l’ha inventato l’Adobe; oggi tendono a essere meno usati in favore dei font in formato OpenType e TrueType. ma se non nascondi l’estensione dei font, l’estensione ti dice il formato: .pfa: Type 1 in caratteri ASCII; .pfb Type 1 in binario; .ttf TrueType; .otf OpenType. Anche font forge se li pare ti permette di sapre tutto sul font cliccando l’apposita voced di uno dei menù.È importante che ogni sistema operativo sia configurato in modo tale che le estensioni dei file non siano mai nascoste. L’estesione dice una cosa importantissima che l’icona associata all’estensione non dice; la corrispondenza non è uno a uno, quindi non è biunivoca.
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Senza almeno un pezzettino del file biblio.bib è difficile dire qualcosa.In ogni caso io non userei i richiami as apice, anche se fossero racchiusi fra parentesi quadre; tu infatti citi qualcosa anche subito dopo una formaula chimica, Benché chimica, dove gli esponenti sono rari, un richiameo bibliografico ad apice può essere scambiato per un esponente.
Ci sono inoltre tanti stili che puoi usare con biblatex, ma devi dirglielo, non base dire che vuoi usare biblatex e che vui estrarre i riferimenti bibliografici dal database usando bibtex; leggi la documentazione di biblatex aprendo un terminale o prompt dei comandi, come si dice con il tuo sistema operativo, scrivi dentetro texdoc biblatex poi premi il tasti di invio e leggi ben bene la documentazione, vedrai che lo trovi uno stile simile a quello che vorrestii, esclusi i richiami ad apice, non perché non sia stato previsto in qualche stile, ma perché con le formule non ci sta bene.
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Sonja, non te la prendere; visto che hai copiato il preambolo da chissà dove, scritto da qualcuno che probabilmente lavorava con LaTeX209 e che poi ha adattato in parte per lavorare con LaTeX2e, che non leggeva le istruzioni dei pacchetti che usava (visto che usa amsmath non ha nessuna bisogno di definire comandi come [tt]\zerarcounters[/tt] e i relativi \renewcoommand\theequation e compagnia, quando avrebbe più efficientemente usato il comando [tt]\numberwithin[/tt]). è possibile che i vari comandi e i vari pacchetti siano caricati in un ordine tale che si influenzano a vicenda; per altro non ci hai detto, a parte che lavori su un Apple, che sistema operativo hai, che distribuzione TeX usi, che verione ha, a che data è stato aggiornato, che versione ha il programma pdftex e via di questo passo; sono tutte informazioni scritte nel file .log. Non ci hai detto che editor usi. Per esempio, se il tuo main file si chiama IlMioArticolo.tex prova ad aprire un terminale e a compilare scrivendo il comando pdflatex IlMioArticolo e poi premendo il tasto. Se compila senza errori, comunque senza quegli errori che lamenti, il problema può essere l’editor. se produce gli stessi errori, allora il problema è pdflatex, il suo file di formato, i suoi pacchetti, eccetera. Il fatto che con latex compili e pdflatex non lo faccia, lascerebbe ipotizzare che intervengano i tipici problemi che si presentano con le distribuzioni vecchiotte dove latex produce un file di uscita in formato DVI, ma nel quale si possono includere figure in formeto EPS; invece con pdflatex vecchiotti i file EPS non possono venire inclusi in file PDF, ma vi potevano essere incluse solo figure nei formati PDF, JPG, PNG e MPS. da una paio d’anni la situazione è molto diversa vista che il programma pdflatex riesce a convertire al volo i fiel EPS in formato PDF cosicché pdflatex li possa incorporare tranquillamente.
Ancora una cosa: io non conosco il russo o le altre lingue che si scrivono in caratteri cirillici; Nel tuo preambolo non appare nulla in merito di usar qualche famiglia di font con codifica T2A o T2B o T2C, e neppure X2 (sono per i caratteri cirillici); non vedo nemmeno babel chiamato con [russian,english] fra le opzioni, non vedo la chiamanta di un pacchetto che facci pensare né la russo né all’ukraino, ne la bulgaro, né al…; però pur non consocendo nessuna di queste lingue sui miei calcolatori apple ho attivato anche il drivere per la tastiera russa che posso selezionare con un click in alternativa alla mia tastiera latina; posso cliccare anche sulla bandierina russa in alto a destra e farmi aprire i Keyboard Viewer”, che rappresenta una tastiera virtuale russa sulla quale posso agire con il mouse; nonostante la mia ingoranza delle lingue scritte in cirillico posso scrivere abbastanza rapidamante anche cliccando con il mouse sulla tastirea russa; ne segue che specificando l’input encoding con l’opzione utf8 e usando font normali cirillici posso avere il file sorgente scritto in alfabeto latino alternato a mio piacere con l’alfabeto cirillico che mi verrà poi composto nelfile PDF esattamente come deve essere. Non appare niente nel tuo preambolo in merito all’input encoding né ai font encoding(s).
Prova a riportare qualcosa di più sia di preambolo sia di testo da comporre (anche in cirillico –bastano una parola o due) con tutti i pacchetti che carichi, e che riproduca il problema. Capisci bene che se non riusciamo a riprodurre il tuo problema, nessuno di noi ti può dire qualcosa di sicuro e certo su come eliminarlo.
Nell’altra macchina che usi che versioni di sistemi operativi, di distribuzioni TeX, di file di formato, eccetera vengono usati?
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