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rollicking” post=82726scusa sono riuscito a sistemare il frontespizio l’unico problema è che non compare la scritta candidato sopra il nome.
Riporto in seguito il codice del frontespizio.
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\ateneo{POLITECNICO DI TORINO}
\facolta[III]{Ingegneria}
\CorsoDiLaureaIn{Corso di Laurea in }\corsodilaurea{Ingegneria delle Telecomunicazioni}
\titolo{……s}
\logosede{LogoPolito}
\relatore{….}\candidato{……}
\sedutadilaurea{Marzo 2013}
`Sei sicuro di avere composto con topfront avendo specificato l’opzione italian a babel?
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Io direi che la prima cosa da fare è cambiare array in tabular. poi non devi pi¨usare \mathrm che compone si in tondo quando sei in ambiente matematico, ma le spaziature e le crenature seguono le regole matematiche non quelle del testo. Ma Userei il pacchetto array (attento a non confondere il pacchetto array con l’ambeinte array); con questo pacchetto hai a disposizione anche altri tipi di descrittori di colonna; uno è quello che consente di incolonnare i numeri sulla base del separatore decimale meglio gestito con il pacchetto dcolumn che si appoggia al pacchetto array; leggine la documentazione con il comando texdoc dcolumn dato nel terminale o nel prompt dei comandi — se non sai cosa sono queste cose, qui sopra nella Documentazione c’è la guida tematica sulla linea di comando). ma c’è anche il descrittore m{…} che si comporta come il descrittore p{…}, standard di LaTeX, ma il suo contenuto, scritto su più righe, risulta centrato nella casella, invece che allineato ripetto alla celle adiacenti sulla base della prima o unica riga come succederebbe con il descrittore p{…}. Poi usi il comando \multicolumn per configurare diversamente l’intestazioen cheti serve:`
\begin{tabular}{*5c}
$\mathrm\# \,titoli insolventi}(x)$ & \multicolumn1{m{6em}}{perdita portafoglio} & \mbox{\% perdita portafoglio} & \mbox{perdita tranche} & \mbox{\% perdit ,tranche}\\
\midrule
0& 0& 0& 0& 0 \\
0,754883325& 0,749672006& 0,745124456 &0,741312163& 0,738033921 \\
0,43024817 &0,42882891 &0,42673803 &0,42461979 &0,42254624 \\
0,27873342 &0,28081557& 0,28099263 &0,28041493 &0,27938542 \\
0,11817909 &0,12566295& 0,13024649 &0,13311370 &0,13465608 \\
0,00717648 &0,00913121& 0,01089020 &0,01247244 &0,01379561 \\
\bottomrule
\end{tabular}`
Le colonne di numeri senza dubbi stanno molto meglio se i numeri sono allineati sulla base di un termine preciso, per esempio il separatore decimale. Inoltre nelle tabelle e nel testo non bisogna mai scrivere più cifre qi quelle che hanno significato; a me qui numeri con una parte fratta di 8 o 9 cifre puzzano di calcoli fatti con la macchinetta, e senza sapere che cosa rappresentino mi pare che non abbiano piu di tre cifre decimali significative; le altre 5 o 6 non rappresentano niente. Se tu sai che sono significative, allora lasciale, ma ricordati che l’ottava cifra decimale implica che il numero sia affetto da una incertezza assoluta pari a più o meno metà del peso di una unità nella ottava posizione decimale; quindi di una incertezza assoluta di ±5miliardesimi — sei assolutamente sicuro che i dati dai quali sei partito per fare i calcoli fossero così precisi? e nei numeri che cominciano per 80 l’incertezza sfiora il trilionesimo 😮
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L’ordine alfabetico secondo il cognome del primo o unico autore è il migliore, ma se ha composto la bibliografia direttamente con l’ambiente thebibliography, hai sicuramente assegnato una chiave a ciascun riferimento, del tipo:
`\begin{thebibliogrpahy{99}
\bibitem{bib:pippo} Pippo Goophy, \emph{Le mie stupidagini}, Disneyland, 1928
\bibitem{bib;topolino} Mickey Mouse, \emph{La mia collaborazione con il commissario Basettoni}, Disneyland, 1932
…
\end{thebibliography}`
quindi le citazioni le fai con il comando \cite, per esempio nel testo scriverai`
… nonostante le sciocchezze di Pippo, \cite{bib:pippo} le indagini che ho svolto con il commissario Basettoni, \cite{bib:topolino}, mi hanno portato a concludere che …`Ti occorrono almeno due compilazioni, ma poi i numeri delle citazioni saranno a posto, indipendentemente se nella lista bibliografica essi sono in un ordine piuttosto che in un altro.
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But did you try to use \edindex[file]{index entry} without the class memoir? I told you that imakeidx uses the same syntax of memoir, so that apparently \eindex should behave the same even without memoir. Is I told you I have no sample text to test what I am saying. but you can easilly test it; let us know what’s going wrong if something goes wrong.
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Ti preannuncio che se vuoi usar toptesi devi togliere la chiamata a maolti pacchetti, perché toptesi, come molti altri pacchetti per comporre tesi di laurea è del tipo” prendere o lasciare”; questo può influire pesantemente non solo sul preambolo, ma anche sul contenuto della tesi.Inoltre hai fatto il solito errore di predendere un preambolo fatto da altri che non era un mago; per escirvere in inglese non hai bisogno di chiamare babel con l’opzione english, perché l’inglese è la lingua di default; non hai nessun bisogno per l’inglese dei font con codifica T1, perché in inglese non ci sono lettere accentate; dovresti avere invece specificata la codifica di entrata al pacchetto inputenc, che non vedo chiamato e questo non ha nulla a che vedere con l’inglese ma con l’editor che sui; o meglio, non è importante se non usi nessuna lettera accentate nemmeno ne frontespizio.
Non puoi caricare amssym e latexsym, visto che i simboli definiti nel seocndo pacchetto sono già definiti nel primo, e il primo usa una collezione di simboli diesegnati meglio di quelli usati da latexsym.
carichi il pacchetto fancyhdr, ma non mi pare di averlo visto in funzione.Invochi anche il pacchetto frontespizio; perché non ne leggi la documentazione in italiano (apri terminale, scrivici dentro texdoc frontespizio poi premi il tasto “invio” cosicché ti si apre il flle di documentazione).
Guarda, ho scritto toptesi, e mi piace vederlo usato, ma siccome sei alla fine, probabilmente non hai tempo da perdere e passare a toptesi ti consumerebbe almeno una settimana di lavoro per modificare tutto quello che occorre oltre a leggere tutta la documentazione (texdoc toptesi) 😉 Non farlo! Accontentati di usare il pacchetto frontespizio che è ottimo e non è un ripiego, anzi.
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1) la classe exam è del 2011 (nata nel 1994 e via via aggiornata) la documentazione in inglese si legge aprendo un terminale o propmpt dei comandi, e scirvendoci dento il comando texdoc exam; dopo aver premuto il tasto “invio” si apre una finestra con la documentazione. La classe examdesign è del 2001, mai aggiornata, documentazione in inglese leggibile con texdoc examdesign.2) già risposto in 1)
3) be’, non vorrei fare il tuo lavoro andandomi a leggere la documentazione dell’una o dell’altra classe; non ho mai usato né l’una né l’altra, quindi dovrei cominciare da zero come te. Scusami:neutral:
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Se guardi nel codice della classe di Lorenzo e non trovi nesusna indicazione sui font usati, hai usato i font di default, che sono i Computer Modern (oppure la versione con codifica T1 CM-super).
Se hai ottenuto il tuo frontepsizio in quel modo senza specificare nessun font particolare, vuol dire che hai usato gli stessi font del capitolo 1.Naturalmente la scritta Capitolo 1 e il titolo del capitolo sono di serie nera, neretta o grassetta, che dir si voglia, mentre quelli che hai usato nel frontespizio sono tutti di serie media, né chiari né scuri.
Se vuoi sapere i nomi dei font ti basta aprire il file composto e in formato PDF con Adobe Reader, premere ctrl+D e nel dialogo che si pare scegliere la sezione Fonts; l’è c’è tutto l’elenco dei font usati nell’intero file. Ma difficilmente ritroverai quei nomi sia nel file di classe di Lorenzo sia nel tuo file sorgente, perché in LaTeX i comandi per scegliere i font non si riferiscono direttamente ai nomi dei file che ne contengono la descrizione grafica. Per intenderci LaTeX Non è Word, dove ti basta cliccare in una finestrella perché si para un menù a discesa con l’elenco di tutti i font possibili immaginabili disponibili sul tuo computer.
Mi pare strano che tu possa avere composto l’intera tesi senza mai usare un comando per cambiare aspetto dei font; qualcosa come \emph, oppure \textit, oppure \textbf; come vedi l’accesso ai font in LaTeX si fa in modo diverso da Word.
Questo non vuol dire che non si possano scegliere font di collezioni diverse, ma lo si fa in generale attraverso pacchetti di estensione, per esempio specificando nel preambolo cose come \usepackage{txfonts}. Cose del genere possono anche trovarsi dentro i file di classe e dentro gli altri pacchetti di estensione che il file di classe potrebbe usare.
Capisco che questa risposta possa lasciarti insoddisfatto, am questa è la realtà.
Se vuoi una impressione, non un fatto, a me quei font sembrano del Computer Modern; visto che gli esempi di frontespizio e di Capitolo 1 che invii non presentano lettere accentate, non sono in grado di dirti se si tratti di Computer Modern semplici, o super, os se si tratti di font Latin Modern, che sono tutte varianti dei font Computer Modern inizialmente creati per essere usati di default con i programmi del sistema TeX (latex, pdflatex, xontext, xelatex, lualatex, eccetera).
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È normale; diamine, se leggessi la documentazione, sapresti perché succede e che cosa devi fare per ovviare.Visto che la soluzione \frontmatter \mainmatter non lhao voluta o potuta usare;, visto che la soluzione \tocdepth e secnumdepth non l’hai voluta o potuta usare, usa la soluzione [tt]\markboth{Introduzione}{Introduzione}[/tt], un po’ più artigianale, ma funzionanate;
Oppure dichiara lo stile delle pagine plain} così non hai le testatine; lo ripristini a headings quando le rivuoi.
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Suppongo che tu abbia fornito a babel le lingue italian e english (almeno queste, forse anche altre); suppongo che la tua tesi sia in inglese, quindi english sarà l’ultima lopzione specificata a babel. Senza acrobazie basta fare così:`
\documentclass{…}
…
\usepackage[…,italian,english]{babel}
…
\begin{document}% la lingua inglese è quella di default
…
\begin{abstract}% Abstract
…
\end{abstract}\begingroup\seelctlanguage{italian}
\begin{abstract}% Sommario
…
\end{abstract}\endgroup% ora, chiuso il gruppo, la lingua torna automaticamente alll'inglese`
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Dipende dalla classe che usi.
Per esempio, se usi la classe book, scriverai:\frontmatter
\input{frontespizio}
\tableofcontents
\section{Introduzione}
…
testo dell’introduzione
…
\mainmatter
\chapter{Primo capitolo}In questo modo ciò che sta fra \frontmatter e \mainmatter non viene numerato però va nell’indice generale, a meno che si usino i comandi asteriscati (come \section*{…}); da \mainmatter in poi vi coamandi di sezionamento vengono numerati e vanno nell’indice (a meno che non siano asteriscati).
Con altre classi, per esempio report e article, i comandi \frontmatter, \mainmatter e \backmatter non sono definiti.
Quindi, come dicevo all’inizio, dipende dalla classe che usi.Se la tua classe non prevede quei tre comandi, te la puoi cavare impostando e reimpostando certi contatori (tocdepth e secnumdepth) come spiegato nella guida tematica LaTeX Reference Manual commentato, scritta in itlaiano, scaricabile liberamente dalla sezione Gudide tematiche, nella Documentazione in questo sito.
3 Marzo 2013 alle 21:05 in risposta a: fancyhdr, acronym e tableofcontents composti da più pagine #83309::1) …se non fosse che modificando \usepackage[applemac]{inputenc} con \usepackage[utf8]{inputenc} o latin1 come suggerito nella guida dà errore e non riesce a compilare (ho inserito anche \usepackage[T1]{fontenc} \usepackage{textcomp})… cosa manca?
Nella guida che ti ho segnalato c’è anche descritto come cambiare cosifica a un file salvato con una codifica diverse; questo, apparentemente è quello che manca.
Se hai capito che la codifica dell’editor e quella che usa il sistema TeX devono coincidere, ma sono due cose slegate, allora il capitolo 3 ti dice come legarle.Per il \mioFont ti suggerisco qualcosa di più avanzato, che risparmia al motore di composizione di ristabilire tutto i suoi parametri ad ogni testatina; non hai idea di quanto lavori dietro le quindie il programma per selezionare un font; eccoti la soluzione, particolarmente indicata per le testainae, appunto:`\DeckareFixedFont{\mioFont}{T1}{ppl}{b}{sl}{9}`
Poi lo usi nelle testaine togliendo \slshape che è già incluso nella dfininzione di \mioFont.Maggiori informazioni nella guida dei font, quella officiale leggibile dando nel terminale il comando texdoc fntguide; trovi tutto in fondo alla pagina 7.
3 Marzo 2013 alle 18:07 in risposta a: fancyhdr, acronym e tableofcontents composti da più pagine #83307::
1) non usare la codifica applemac; si usa solo sui mac, e chiunque altro debba lavorare su tutto o parte dei tuoi file, “will be prone to pronounce profanities”, come dicono elegantemente gli inglesi. A questo proposito leggiti l Guida tematica sulle codifiche (qui sopra nella sezione documentazione; l’abbiamo scritto io e Toomaso e siamo entrambi di macchine Mac, quindi non abbiamo scritto il nostro commento su applemac con nessun dente avvelenato, ma in base alla nostra esperienza di lavoro collaborativo con gruppi diversi di persone).2) chiamanre babel per comporre in inglese, che è già di per se la lingua predefinita di LaTeX serve a poco, non trovi?
3) per le testatine, da quel che capisco stai perdendo tempo; hai ridefinito con i comandi di fancyhdr lo stile plain, in modo che abbia il nemore della pagina al centro. hai definito lae testatine dello stile fancy con il numero delle pagina in alto. Bene; non capisco perché ti dia fastidio visto che da sempre la prima pagina di un capitolo numerato o non numerato è senza testatina e il numero della pagina, se lo si vuole indicare è al piede, mentre le altre pagine del capitolo hanno le testatine con il numero della pagina.
Non ti piace? Non capisco perché, visto che la maggior parte dei documenti ben composti, è composta in questo modo. Trovi che non stia bene con le pagine dell’indice, degli acronimi, e così via?, imposta prima di tutti questi lo stile plain con [tt]\pagstyle{plain}[/tt] ma ricordati di specificare [tt]\pagestyle{fancy}[/tt] come stile di default quando comincerai il testo vero e proprio; questo però continuerà a mettere il numero della pagina al piede nella pagina iniziale dei capitoli e il numero della pagina in testa nelle successive pagine di ogni capitolo.
4) indentfirst serve per rientrare il primo capoverso di ciascun paragrafo; questa rientranza fa parte della tradizione tipografica francese che ha anche avuto una grande influenza in Italia specialmente nel XiX secolo e all’inizio del XX.
Il rientro di un capoverso ha la funzione di staccarlo dal capoverso precedente, la cui ultima riga potrebbe riempire l’intera giustezza e la mancanza del rientro farebbe perdere lo stacco fra i due capoversi. Il primo capoverso di ogni paragrafo (o di ogni capitolo) non è preceduto da nessun altro capoverso, quindi non ha bisogno di nessun rientro. Non è vietato metterlo, ma è inutile, non svolge nessuna funzione; sul fatto dell’estetica e dell’alleggerimento della pagina è una questione di gusti.5) [tt]\clearpage{\pagestyle{empty}\cleardoublepage}[/tt] è un’operazione barocca e pericolosa; invece ti converrebbe caricare il pacchetto emptypage, che rende completamante bainco il verso della pagina prima dll’inizio di un nuovo capitolo. Il tip [tt]\pagestye{empty}[/tt] rischia di diventare lo stile di default delle pagine, tranne la tprim di ogni cpaitolo che comunque viene composta in stile plain.
6) Hai definito il comando \helv per usare il font Helvetica: hmmmm; hai preso in considerazione che l’occhio di quel font (la x-height, l’altezza della x come prototipo delle lettere minuscole senza ascendenti) è probabilmente il 10% più grande della x-height dei font con grazie usato nel resto del tuo documento.
7} Hai definito il nuovo comando`\newcommand{\helv}{\fontfamily{pzc}\fontseries{b}\fontsize{9}{10}\selectfont}` ma non lo hai mai usato; È chiaro che finché non dai il comando \helv non succederà nulla.
Se volessi usare quel font per tutto il documento, ripensaci; sembra che i font senza grazie non siano particolarmente indicati epr la lettura continua; inoltre se nella tua tesi ci metti un po’ di matematica, il risultato sarà certamente un orrore; non è impossibile usare caratteri senza grazie anche per la matematica, ma, specialmente se scrivi di scienze applicate, devi rispettare le norme ISO che richiedono l’uso di certi font per scrivere le varie parti del testo matematico e nessuno è un font senza grazie; la dice lunga sull’uso dei font sans serif in matematica.
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Certo, se hai impostato la classe con l’opzione twoside e il capitolo ti finisce su una pagina pari, prima di iniziare a comporre il capitolo successivo inserisce una pagina bianca. È normale, è così che si deve fare.Naturalmente non è vietato, anche se non è adatto per una tesi, ma può andar bene per un romanzo, aprire i capitoli dove capita, che la pagina sia pari o dispari; basta aggiungere l’opzione openany e LaTeX lo fa.
Ripeto, di solito NON si fa così, ma non è vietato farlo.
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