OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,366 al 7,380 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Riferimenti indice analitico #83560
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Come vedi nelle mie impostazioni per hyperref non c’è nulla che riguardi l’indice analitico (index in inglese); hperref prvede una opzione booleana (pagina 8 del suo manuale, il primo documento che ottiene scrivendo nel terminale texdoc –showall hyperref) che si chiama hyperindex, ma questa è vera per impostazione predefinita, quindi, dovresti aver le pagine cliccabili nell’indice analitico.

      Visto che usi gli stessi colori per tutti i link (MidnightBlue) potresti provare a cancellare tutte quelle impostazioni di colore e inserire al posto [tt]allcolors=MidnightBlue[/tt]; chissà che non ti faccia diventare tutti i link, compresi quelli delle pagine dell’indice analitico di quel colore.

      Piuttosto, l’opzione linktocpage, serve per far sì che nell’indice generale sia cliccabile solo la pgina e non tutta la voce dell’indice; sei sicuro?

      Alcuni, qui nel forum sono contrari ai link colorati; mettendo l’opzione hidelinks tutti i link diventano neri; ti accorgi che si tratta di link solo quando passi sull’ “ancora” con il puntatore del mouse che cambia forma: da freccia diventa una manina.

      in risposta a: Riferimenti indice analitico #83558
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Hai caricato hyperref con le sue opzioni?

        Io uso quella configurazione di imakeidx e uno stile leggermente diverso da quello classic.ist, ma sostanzialmente si tratta solo di differenza sull’uso del grassetto, invece che la serie media.
        Hyperef è caricato e bne impostato con le sue opzioni, ma non mi pare di averne specificata nessuna per l’indice analitico; hyperref ne ha sia per la bibliografia sia per gli indici.

        Sono circa tre anni che uso questa tecnica e non ho mai avuto problemi. Le mie impostazioni sono le seguenti:`
        \usepackage{hyperref}
        \hypersetup{%
        pdftitle={…},
        pdfauthor={…},
        pdfsubject={…},
        pdfpagemode={UseOutlines},
        bookmarksopen,
        pdfstartview={FitH},
        colorlinks,
        linkcolor={blue},
        citecolor={red!80!black},
        urlcolor={blue}
        }% fine delle impostazioni di hyperref`

        in risposta a: TexShop non riconosce le lettere accentate. #83552
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          È il solito problema delle codifiche: non basta scrivere nel file .tex: \usepackage[utf8]{inputenc} perché le cose vadano bene, ma bisogna che l’editor con cui si scrive e si modifica il file .tex sia impostato per usare di default la codifica utf8; TeXnicle lo è, mentre di default TeXShop è configurato per lavorare con MacRoman. Però è banale aprire il pannello delle preferenze di TeXShop e impostare di default la codifica utf8; dopo di che TeXnicle e TeXShop produrranno gli stessi risultati su un file correttamente salvato su disco con la codifica utf8.
          Un po’ di documentazione nella guida tematica sulle codifiche che puoi scaricare da questo sito dalla sezione Documentazione.

          Attento che anche la maiuscole vanno accentate non apostrofate; con il Mac lo puoi fare facilmente, anche se hai la tastiera italiana; leggine le istruzioni, o meglio imposta con l’applicazione System Prefrences la tastiera che stai usando in modo che il menu che si apre quando clicchi sulla bandierina italiana mostri anche le due voci “Mostra la tabella dei caratteri” e “Mostra lo schema della tastiera” (ti cito queste cose ad sensum, perché io ho la tastiera usa e il SO in inglese, e quindi non ho idea di che cosa sia scritto di preciso nella versione italiana); però ti assicuro che lo schema della tastiera è utilissimo e quando l’avrai imparato ad usare scoprirai che è un sostanza una tastiera virtuale che puoi usare quando dovessi scrivere in greco ed avessi installato il driver per la tastiera greca politonica, oppure dovrai scrivere in russo e avrai installato la tastiera russa fonetica; oppure dovrai scrivere in ebraico e acrai installato la tastiera ebraica; e via di questo passo; io ho scritto anche in giapponese… con la tastiera giapponese; quindi in pratica non hai limiti se fai come ti ho detto.

          in risposta a: TexLive2012: aggiungere pacchetti #83530
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            I font di cui si occupa il pacchetto emerald. sty, non si scricano e si montano come un semplice file .sty; certo l’albero perosnale aiuta, ma l’installazione di quei font non è facile epr neitne e ho il sospetto che i documenti che accompagnano il file .sty siano per guru o per wizerd. Non li ho letti, e vado solo a naso.

            La domanda che mi pongo, però e la gioro a te, Fabrixio, è questa: a che cosa ti servono quei font? sono essenzialmente brutti; tranne forse un apio di eccezioni e un testo composto con qui font potrebbe assumere facilmente la sciatteria di un documento composto con un noto word processor usato da un principiante.

            Ti sconsiglio vivamente di perdere tempo con quei font e con l’installazione di quel “bundle”. Naturalmente questa è un’opinione personale e sei padronissimo di non tenerne nessun conto.

            in risposta a: [RISOLTO] Gestione font ebraico #83400
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::

              Ho installato il pacchetto cjhebrew ma la selezione del carattere in ebraico avviene tramite la tastiera con caratteri latini e questo costringe ad avere una tabella di conversione sempre sotto mano.

              Se disponi solo della tatiera latina e non disponi di un Mac, non vedo altre possibilità che usare la translitterazione che quel pacchetto ti offre, o il pacche=tto bidi, o simili altri pacchetti.

              Il fatto di usare XeLaTeX è certamante un buon suggerimento, ma l’immissione del testo mediante al tastiera ltina resta sempre lo stesso.

              Con il Mac, invece, puoi installare anche il driver per la tatiera ebraica, anche se di default usi quellaitaliana, o comunque una tastiera in caratteri altini, e poi quando vuoi scrivere in ebraico selezioni quel driver, apri il visualizzatore interattivo della tastiera e suai quella tastiera virtuale per immettere il tuo testo; certo si scrive più lentamante, ma non ci sono problemi, specialmente con XeLaTeX che è in grado di intepretare correttamente caratteri di qualunque alfabeto destroso o sinistroso.

              in risposta a: Indice analitico dell’Arte #83515
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Non basta caricare imakeidx per ottenenre l’indice alla ArteLaTeX; bisogna anche aggiungere una lista di opzioni al comando \makeindex, per esempio:` \makeindex[options=_-s classic.ist}, intoc]` e magari leggere anche al documentazione di imakeidx con il solito texdoc imakeidx; si vede allora che non c’è più bisogno di mettere niente prima di \printindex.

                in risposta a: pacchetto listings #83394
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Non è`\renewcommand{\babelinstrecht}{1.8}` ma`\renewcommand\baselinestretch{1.8}`

                  Dunque basta che tu metta`\renewcommand{\baselinestrecht}{1}` e le righe si accostano come desideri. Non scendere sotto all’unità, al massimo scendi di pochi centesimi, tipo 0.95, non scendere oltre.

                  Poi, magari, se propro devii, puoi ripristinare il valore 1.8. 1.8 è un valore che nessun tipografo userebbe: due conti sulle dita: se scrivi in corpo 10pt, l’avanzamanto di riga normale è di 12pt, quindi c’è uno spazio bianco di due punti tipografici fra una riga e l’altra, se metti 1.8, l’avanzamanto di riga passa a 18pt, con 8 pt di spazio bianco fra una riga e l’altra; quindi fra una riga e l’altra c’è uno spazio bianco quasi equivalente ad una riga scritta; tipograficamente è un’oscenità. Potrebbe andare bene per le bozze, per poter inserire le correzioni fra una riga e l’altra, ma poi la stampa della “bella copia” va fatta con il fattore di ingrandimento unitario, e quindi tutto il lavoro va re-impaginato; LaTeX fa un buon lavoro per reimpaginare, ma qualche intervento manuale va fatto comunque.

                  Meglio ancora se l’impostazione al valore 1 la metti insieme al listato del tuo algoritmo dentro un gruppo:`{% apri gruppo
                  \renewcommand\baselinestretch{1}%
                  \begin{lstlisting}
                  …
                  \end{lstlisting}
                  }% chiudi gruppo`

                  in risposta a: \ctable: Elenco all’interno di una cella #83465
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::

                    Gioo86″ post=82806E se volessi, sempre utilizzando \ctable che il testo nelle celle, utilizzando per la larghezza p{width}, non sia giustificato?
                    Grazie a tutti!

                    La documentazione di ctable si legge aprendo un temrinale, scrivendoci dentro texdoc ctable, premedo il tasto “invio” e leggendo quel che appare sullo schermo. dalla pagina 5 in avanti ci sono diversi esempi che mettono in luce le funzinalità del pacchetto. Le tue domande sono tutte esemplificate lì.

                    in risposta a: pacchetto listings #83392
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      Ga” post=82807Grazie in ritardo della risposta! Sono riuscita ad inserire il file alla fine. Adesso però avrei un’altra domanda, e cioè come posso fare la stessa cosa, ovvero diminuire lo spazio tra le righe rispetto alla mia interlinea, utilizzando il pacchetto algorithm2e? Come opzioni del pacchetto ho [ruled,vlined] e l’interlinea è di 1.8 (maledetta!).
                      Grazie a tutti di nuovo.

                      1.8 che cosa? vuoi dire che l’avanzamento di riga è 1.8 volte il corpo?

                      Se è così, mi viene il sospetto che tu stia usando il comando \doublespacing del pacchetto setspace; se è cosi, sempre solo per ipotesi:

                      1) non usare il pacchetto setspace e i suoi comandi per aumentare l’interlinea.
                      2) in ogni caso, se proprio devi usarlo per ordinai superiori, al posto di \doublespacing usa \onehalfspacing (o quel che è il comando per l’ampliamento dell’avanzamento di di default); nessuno se ne accorgerà e nessuno avrà voglia di andalo a misurare con un tipometro.

                      Inoltre sono sicuro che nella documentazione di listings ci sia anche il modo di specificare un’opzione per impostare il fattore moltiplicativo dell’avanzamento di riga.

                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        @Sommariva, non ho guardato le tue immagini, anche perché, pur diponendo di un Mac, non dispongo di Adobe Acrobat 9.5.4 nè di versioni precedenti, quindi non sono in grado di interpretare le informazioni contenute in quelle immagini.

                        Però nella GuidaGuIT, scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito, sia in volume unico (comodo per leggere a schermo) o in tre volumi (tomi) comodi per venire stampati, cuciti e legati, c’è u captolo appaosta per creare direttamante file pdf/a direttamaente con pdflatex, oppure per convertire file ps o pdf (ottenuti con XeLaTeX) usando ghostscript. In tutti i casi ci sono le cautele che bisogna osservare per avere una buona speranza che il file prodotto sia conforme alle norme pdf/a. La certezza non c’è; affidarsi ad Acrobat per correggere gli errori è un’impresa quasi disperata, perché certi errori non sono correggibili

                        Ti suggerisco di scaricare la Guida GuIT e di andare direttamante al capitolo sul PDF archiviabile; non è lungo e probabilmente non hai nemmeno necessità di leggere capitoli precedenti; però può aiutarti a capire i messaggio del tuo Acrobat, ammessi che ce ne siano, dopo che hai creato o trasformato il file in pdf/a con le procedure descritte in quella guida. Io ci ho messo circa sei mesi a capirci qualcosa di pdf/a e ho cercato di distillare la mia esperienza in quel capitolo; dovrebbe almeno risparmiarti non poca fatica, se non proprio risolverti i problemi.

                        in risposta a: Problema caratteri accentati #83443
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Lo so che Lorenzo è particolarmente affezionato alla codifica MacRoan; non c’è nulla di male se la usa per i suoi lavori personali, ma per le cose che mette in rete perché altri possano servirsene, non dovrebbe essere codificata in MacRoman che è una codifica specifica delle macchine Apple, e il 95% degli utenti non usa macchine Apple, benché la percentuale stia aumentando, è sempre molto minoritaria.

                          Oggi poi, che tutti propendiamo per la codifica UTF-8 (me ne sono convinto anch’io, strenuo difensore della codifica Latin 1 negli anni passati) dovremmo davvero tutti optare per questa codifica “universale”; dà ancora qualche problemino? Forse, ma solo per cose rarissime che l’utente normale difficilmente incontra e ogni mese che passa gli aggiornamenti delle distribuzioni MacTeX offrono soluzioni anche per le situazioni più insolite.

                          L’Arte, come Tommaso sa, potrebbe accennare anche al file di codifica inputenx, da usare al posto di inputenc, che risolve un altro buon numero di problemini legati alle codifiche di ingresso.

                          Tuttavia al lettore che ha aperto questo filone di discussione, @claudoRM, consiglierei di cercare nella sezione Documentazione, qui sopra nel sito GuIT, la guida tematica sulle codifiche; potrebbe comprendere meglio questo genere di problemi e imparare anche a cambiare codifica ai suoi file senza bisogno di cambiare/riscrivere a mano ogni lettera accentata.

                          in risposta a: Tabella: come spezzare la frase di una colonna #83377
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Nell’Arte le equazioni sono citate fra parentesi tonde come ha detto @Marco87. Le figure, le tabelle, i capitoli, i paragrafi, e ogni altro oggetto a cui ci si può riferire con \label, \ref,\vref, eccetera, non ẁ mai citato fra parentesi tonde.

                            Personalmente, anche se le formule sono etichettate con un numero al margine racchiuso fra parentesi tonde, non trovo sconveniente non usare \eqref nel testo per citarle; se si scrive in buon italiano dicendo “…la formula 3.1 rappresenta…” va bene anche senza parentesi, mentre scrivendo “.. la (3.1) rappresenta…” ci vogliono senz’altro le parentesi, ma non è buon italiano (e nemmeno buon inglese, francese, eccetera); scrivendo “… l’eq. (31.1) rappresenta…” si compie un ulteriore errore, nel senso che le abbreviazioni in tipografia sono concesse solo all’interno di incisi parentetici, per esempio “(\vedi eq. 3.1)”, e in questo so le parentesi che racchiudono il riferimento dell’equazione sarebbero davvero di troppo.

                            Vedi dunque che l’estetica tipografica, le abitudini consolidate sia personali sia generali, il fraintendimento del significato delle citazioni, sono cose su cui si trova una soluzione solo ragionandoci sopra, documentandosi e mantenendo un comportamento coerente, visto che questa è forse l’unica regola tipografica che non si può violare.

                            in risposta a: Bibliografia e font. #83455
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Documentazione di toptesi-doce-xetex.pdf da leggere con texdoc.

                              Esisterebbe l’opzione chapterbib, ma è un comando che nessuno usa, quindi è rimasto com’era fin dall’inizio per usare direttamente l’ambiente thebibliography con il contenuto messo dentro a mano; l’opzione assicura che i riferimenti numerici abbiano un numero che contiene anche il numero del capitolo. Troppo artigianale, come vedi; vedi se riesci ad usa il pacchetto chapterbib, oppure se biblatex ti offre qualcosa di più comodo.

                              I font sans serif sono quelli che ottieni con la dichiariazione \sffamily o ocn il comando \textsf{…}; Visto che non consci queste cose elementari, forse comporre le bibliografie per capitolo è un po’ oltre le tue possibilità. ma se invece conosci questi comandi e vuoi davvero usare l’helvetica, sull’Arte di scrivere con LaTeX dovrebbe esserci scirtto; comunque c’è scritto nella guida tematica sui font da scaricare liberamente dal sito della Documentazione di questo forum.

                              in risposta a: Beamer gestioni immagini #83419
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Intanto non puoi usare l’ambiente figure (*) ma devi usare direttamente \includegraphicx[…]{…} oppure i comandi specifici di beamer per gestire le fiigure; in realtà \includegraphics va benissimo per immagini che usi una sola volta, mentre i comandi specifici di beamer vanno meglio per usare ripetutamente un’immagine, per esempio un logo; i comandi interni sono \pgfdeclareimage e \pgfuseimage; li trovi spiegati nella documentazione di beamer.

                                (*) l’ambiente figure serve per rendere mobile una figura e renderla comprensibile con una didascalia numerata a cui si può fare riferimento con \label, \ref, \pagerf, eccetera. In una presentazione le figure mobili non hanno senso. \includegraphics può venire usato in qualunque momento, non solo dentro l’ambiente figure. Del resto che senso avrebbe in una presentazione fare riferimento ad una figura di un frame differente che lo “spettatore” non può vedere e non potrebbe ricordarsi che figura corrispondeva al numero 12?

                                in risposta a: [RISOLTO] Pdflatex – Greco con Libertine #83414
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Sì, quella pagina si riferisce ai font OpenType: i font Linux Libertine OpenType sono forse quelli più completi per quel che riguarda gli alfabeti; mi risulta che contengano i caratteri latini normali ed estesi, i greci normali ed estesi, i cirillici normali ed estesi, più una quantità di altri segni; In quella pagina ci sono i effetti gli esempi di tutti i glifi presenti in quei font nelle varie pagine UNICODE.

                                  Non so se la cosa sia applicabile al problema di @Doc, ma qualche decina di messaggi fa, Enrico ad una domanda simile aveva risposto con il seguente suggerimento:

                                  Sarebbe meglio avere un esempio minimo; ma
                                  `
                                  \usepackage[LGRx,T1]{fontenc}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                                  \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                                  `
                                  ti permette di usare le lettere greche direttamente e il tutto non dà problemi con biblatex.

                                  Il problema riguardava biblatex e non avevo visto menzione di altri font;

                                  Comunque la soluzione che ha trovato Ivan con gli Artemisia va benissimo (al massimo si può obbiettare sul disegno degli Artemisia se, per esempio, non piace la eta senza discendenti) ma l’occhio mediano delle lettere è uguale e la nerezza dei font è la stessa. suppongo che la soluzione di Enrico, unita la soluzione di Ivan si sposino benissimo.

                                  Ma… Ivan, che cosa intendi dire quando scrivi:

                                  `\makeatletter
                                  \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
                                  \usefont{LGR}{artemisia}{\f@series}{\f@shape}}%
                                  \DeclareTextFontCommand{\textgreek}{\greektext}
                                  \makeatother`
                                  Il codice è preso da suftesi, ma non chiedermi che significa. Funziona, tuttavia

                                  Si tratta di comandi standard di LaTeX, descritti nella guida ufficiale sui font fntguide da leggere con il solito texdoc.

                                  L’unico comando di definizione che può lasciare perplessi, perché il suo nome non è auto descrittivo, è [tt]\DeclareTextFontCommand[/tt]:
                                  esso associa il comando [tt]\textgreek{…}[/tt] alla dichiarazione [tt]\greektext …[/tt] per selezionare il font greco e scrivere il testo indicato con i puntini in greco tenendo conto della codifica LGR del font greco usato. Il comando, a differenza della dichiarazione non ha bisogno di delimitatori di scopo e inoltre introduce le eventuali correzioni italiche prima e dopo il suo testo specifico; il comando dovrebbe, se possibile, essere sempre preferito alla dichiarazione; questa è più utile nella scrittura di macro, ma per l’utente è sempre preferibile il comando.

                                  Ciao Doc, ciao Ivan
                                  Claudio

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,366 al 7,380 (di 11,287 totali)

                                Go to top▲