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Sarà che occorra aggiungere il pacchetto bbold; io non l’ho mai aggiunto e ho usato spesso \mathbb. In realtà basta caricare i pacchetti amsmath e amssymb, il secondo in particolare, perché mette a disposizione tanti simboli e il blackboard board con il suo comando \mathbb. Se usi matrici, allora hai certamente bisogno di amsmath e di amssymb, che sono molto più utili del solo bbold.ma detto questo non ho mai saputo che le matrici si indicassero con il blackboard bold, che serve invece per gli insiemi; le norme ISO prescrivono il maiuscolo per le matrici e il minuscolo per i vettori composti entrambi con il corsivo matematico nero; quindi caso mai ti serve, oltre ai due che ti ho indicato il pacchetto bm che ti mette a disposizione il comando \bm per scrive in corsivo matematico nero il suo argomento; la matrice unità diventa pertanto \bm{\mathit{1}}; ovviamente puoi deifinirti un comando per evitare di scrivere tutta quella roba.
Definizione comandi: vedi l’Arte di scrivere con LaTeX.
::OBA” post=81764Grazieee per la precedente risposta .
Ora però devo fartene un’altra 😀
Se voglio spezzare una riga verticale nella tabella uso il comando \cline{} , io ora devo spezzarne una orizzontale ,che comando uso???
Credevo che fossero i filetti orizzontali ad essere spezzati con \cline, non quelle verticali.
Visto che hai delle difficoltà a distinguere il verticale dall’orizzontale, sarebbe meglio sei ti leggessi tutto l capitolo relativo alle tabelle sull’Arte di scrivere con LaTeX, dove queste cose sono tutte spiegate.
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Essenzialmente non usando wrapfig.È ovvio che se riduci la giustezza LaTeX può avere difficoltà a trovare i giusti punti di cesura; comunque dipende molto dalla lingua che usi e dalle parole stesse che usi; in italiano LaTeX, con parole non troppo erudite e piene di gruppi consonantici lunghi (per esempio “instradamento”) giustezza di 3 centimetri sono ancora sufficienti per un lavoro accettabile; in inglese, frncese tesco 3 centimetri sono una giustezza impossibile.
Nota che se leggi l’appendice sulla sillabazione della GuidaGuIT, scopri che quella divisione che LaTeX trova è quella che rende minima la bruttezza del capoverso; qualunque altra divisione introduce una bruttezza maggiore. dunque…
Se usi pdflatex e il pacchetto microtype la situazione può migliorare un poco.
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Usa \caption* dopo la prima volta dove hai usato \caption senza asterisco. Se vuoi ridurre il font, forse puoi guadagnare due o tre righe per ogni pagina, ma se scegli un font troppo piccolo, forse puoi far stare la taella in una pagina e mezzo, ma il font sarbe tanto piccolo che non riusciresti a leggerlo.
La dichiarazione va fatta prima di \begin{longtale} ma il tutto deve essere racchiuso in un gruppo. altrimenti il cambio di font si propaga a tutto il resto della tesi (be’, non proprio, ma si propaga oltre la tabella
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Più complicato che ruotarla; ti potrei scrivere una ventina di righe di codice che non sapresti decifrare e di conseguenza non sapresti modificare secondo i tuoi bisogni. Usa sidewaystable correttamente leggendone la documentazione con il comando texdoc rotating dato da terminale; esamina anche gli esempi che si trovano nella cartella …/doc/latex/rotating: copiati, se vuoi vedere il risultato composto, il file examples.tex da qualche parte e compilalo; vedrai per ogni impostazione che cosa ottieni. Comunque hai un certo margine di libertà fissando ceri spazi chiamati “skip” nella documentazione in inglese, quindi hai una certa libertà per collocare la tabella ruotata più o meno verso l’esterno.
::paolo2988″ post=81739
Sì, ma che paginazione hai impostato?
Non essendo un esperto di LaTeX in università mi è stato dato il main con queste direttive:
`
\documentclass[a4paper,12pt]{report}
\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3.5cm,right=3cm]{geometry}\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[pdftex]{graphicx}
\usepackage[intlimits]{amsmath}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{courier}
\usepackage[pdftex]{hyperref}
\usepackage{subfigure}
\usepackage{listings}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{float}
\usepackage{enumitem}
\usepackage{listings}
\usepackage{longtable,booktabs}
\lstloadlanguages{JAVA}
\linespread{1.5}
`Sono pochi giorni che lo sto usando, a volte davvero non capisco perché faccia certe cose. Ad esempio ora compilando mentre facevo diverse prove mi stampa questo nella prima pagina.
[attachment=596]Problema_2013-01-31-2.JPG[/attachment]
Seguendo il tuo consiglio ho modifica il linespread che prima era a 2.
Chi ti ha dato quel preambolo non era granché competente, visto che alcuni pacchetti sono caricati due volte; inoltre NON bisogna specificare il driver né per graphicx né per hyperref. Cancella ciascuna delle chiamate doppie a hyperref e listings e conserva una sola chiamata per ciascun pacchetto.
I margini che sono stati imposti con il pacchetto geometry sono piuttosto ampi, ma non influiscono sulla tabella. quindi se quella prima colonna risulta così ampia, la colap non è dell’impaginazione ma di almeno una cella di quella tabella che occupa tutta quella larghezza, magari con spazio bianco, ma quello spazio c’è; potrebbe essere una scatola o anche semplicemente dei comandi di spaziatura.
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LaTeX fa tutto il possibile per comporre una nota tutta nella stessa pagina e nella stessa pagina dove appare anche il suo richiamo.Speriamo che bigfoot risolva il tuo problema.
Tuttavia, LaTeX o Word che sia, se una nota è troppo lunga, è troppo lunga. Non è che ci si possa girare attorno.
Cartamante il richiamo deve stare al suo posto, parola più, parola meno; prima o dopo un eventuale segno di punteggiatura dipende dallo stile che si vuole usare; alcuni raccomandano dopo la punteggiatura, altri invece raccomandano prima; prima è più logico, dopo è più estetico.Ma forse c’è una via d’usciata se la nota è veramente lunghisssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssima: si scrive una nota breve che rimanda ad una endnote (pacchetto endnotes (il pacchetto è scritto da Jon Lavagnino, un benemerito creatore di macro e di pacchetti ad uso umanistico, compreso edmac, il padre di ledmac, a sua volta padre di eledmac). Usando una endnote il suo lungo testo va alla fine del capitolo o del documento, come tu configuri il tutto, in modo che la lunghissima nota, (destinata a non essere letta, poi ti spiego perché) si toglie dai piedi e va dove non distrurba la composizione.
Le note non dovrebbero mai venire usate, secondo Knuth, il padre del sistema TeX; certamante se le si usa si devono usare testi brevi, il più vicino possibile al punto a cui si riferiscono e la cui lettura possa venire rinviata ad altro momento senza che la lettura del testo principale ne venga disturbata. Un lunga nota, che sia al piede della pagina o alla fine del capitolo probabilmente non verrà mai letta, perché appena il lettore la vede la rimanda certamente a momenti migliori, altrimenti perde il file del discorso. Gli scrittori che ritengono di essere molto eruditi riempiendo i loro scritti di troppe note (veci il pessimo uso di mettere in nota a piè di pagina le citazioni dei riferimenti bibliografici, ripetendoli all’infinito con formule tipo ivi, ibidem, loc. cit, e simili) fanno in realtà un pessimo servizio al lettore; se il contenuto della lunga nota ha qualche valore per il testo a cui si accompagna, allora il suo contento deve andare a finire nel testo. Altrimenti si fa un dispetto al lettore e la nota non verrà mai letta.
Credo di essermi spiegato con le infinite ripetizioni del concetto. Tuttavia io sono uno scienziato duro (come direbbero i francesi), non sono un cultore di scienze umane, quindi probabilmente ho un diverso approccio al modo di leggere i testi, i trattati, i saggi, che leggo abitualmente; quindi posso avere una antipatia personale per le note lunghe; quando ne devo scrivere cerco di non superare mai la decina di righe, considerando 10 righe già troppo e con la consapevolezza che quel testo in nota è nel posto sbagliato, ma sono troppo preso da altre cose per pensare come farne un uso migliore.Spero che questo sproloquio ti sia di aiuto. Aggiungi che la tesi è tua, non del tuo relatore. Lui ti può addestrare a scrivere un testo professionalmente corretto, ma alla fine il nome sul testo è il tuo, non il suo; quindi dovresti esercitare un po’ di autonomia nello scrivere come meglio credi valutando con accortezza il modo migliore per esporre il tuo lavoro.
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Non è un caso che io non avessi messo i filetti verticali; questi si usano solo con Word, perché Word induce l’utente a fare tutto quello che esso consente, solo perché lo consente. In buona tipografia non si usano i filetti verticali.Non si usa nemmeno \hline, perché non è abbastanza distanziato dal contenuto delle celle a meno che non si usino dei “pilastrini”.
Perché quella prima colonna sia così larga non te lo saprei dire senza vedere il codice dell’intera tabella e dalla particolare impaginazione che sembrerebbe essere responsabile di quel comportamento. Io non riesco a replicarlo nemmeno con il tuo preambolo della longtable modificato come non avresti dovuto fare con i filetti verticali.
Hai provato a mettere un \centeirtng prima di aprire la longtable?
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Per quanto rigurada quella teribile interlinea, se l’hai ottenuta con il pacchetto setspace, imposta \onehalfspacing invece di \doublespace: nessuno se ne accorgerà.
Se invece l’hai impostato con \linespread, usa il fattore 1.3 oppure 1.4; nessuno se ne accorgerà che nella pagina ci sono più righe di quello che ti è stato detto.
Ma almeno non ti vergognerai di aver prodotto una tesi con LaTeX, ma con un difetto di tipografia enorme.
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Mentre stavo preparandoti la risposta, ti ha risposto Enrico; comunque qui c’è il file con diverse correzioni anche per quel che riguarda il capitolo col titolo Appendice eper la didascalia. si può fare di meglio usando anche il pacchetto dcolumn, per incolonnare i numeri sulla base del loro segno di divisione decimale, per esempio.
` \documentclass{book}
\usepackage{longtable,booktabs}\begin{document}
\appendix
\chapter{Valori della sperimentazione}In questa appendice sono riportati i valori ottenuti durante la sperimentazione.
\begin{longtable}{cccc}
\caption{Valori della sperimentazione}\label{tab:sperimentazione}\\
G2 & mpcgen & ngvck & nrlg \\
\midrule
\endfirsthead
\multicolumn4l{\itshape continua dalla pagina precedente}\\
G2 & mpcgen & ngvck & nrlg \\
\midrule
\endhead
\midrule
\multicolumn4r{\itshape continua nella pagina successiva}
\endfoot
\bottomrule
\endlastfoot
0,965517 & 0,944444 & 0,418182 & 1 \\
0,965517 & 0,888889 & 0,413043 & 0,947368 \\
0,944444 & 0,888889 & 0,54386 & 0,933333 \\
0,965517 & 0,5 & 0,433962 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,484849 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,47619 & 0,947368 \\
0,965517 & 0,952381 & 0,461538 & 0,947368 \\
0,965517 & 0,944444 & 0,469388 & 0,947368 \\
0,965517 & 0,925926 & 0,418182 & 0,947368 \\
0,965517 & 0,909091 & 0,545455 & 0,947368 \\
0,967742 & 0,75 & 0,428571 & 0,947368 \\
0,967742 & 1 & 0,611111 & 0,947368 \\
1 & 0,909091 & 0,38 & 0,947368 \\
1 & 0,947368 & 0,34375 & 1 \\
1 & 0,925926 & 0,382979 & 1 \\
1 & 1 & 0,619048 & 1 \\
0,967742 & 0,954545 & 0,483871 & 1 \\
1 & 0,925926 & 0,5 & 1 \\
1 & 1 & 0,44898 & 1 \\
0,967742 & 0,909091 & 0,418182 & 1 \\
0,967742 & 1 & 0,3125 & 1 \\
1 & 0,75 & 0,482759 & 1 \\
1 & 0,954545 & 0,396226 & 0,947368 \\
0,967742 & 1 & 0,359375 & 1 \\
0,961538 & 0,925926 & 0,558824 & 0,947368 \\
0,967742 & 0,925926 & 0,415094 & 0,947368 \\
0,961538 & 1 & 0,418605 & 1 \\
0,961538 & 0,952381 & 0,270588 & 0,947368 \\
1 & 0,5 & 0,457627 & 1 \\
1 & 0,952381 & 0,434783 & 1 \\
0,961538 & 1 & 0,433333 & 1 \\
1 & 0,888889 & 0,557143 & 1 \\
1 & 0,928571 & 0,528302 & 0,947368 \\
0,961538 & 0,928571 & 0,384615 & 1 \\
0,961538 & 0,928571 & 0,493671 & 1 \\
0,961538 & 0,888889 & 0,577465 & 1 \\
1 & 0,925926 & 0,409091 & 1 \\
1 & 0,888889 & 0,5 & 1 \\
1 & 0,956522 & 0,491803 & 1 \\
1 & 0,956522 & 0,433333 & 1 \\
1 & 0,952381 & 0,358491 & 1 \\
1 & 1 & 0,446429 & 1 \\
1 & 0,925926 & 0,453125 & 1 \\
1 & 0,952381 & 0,396226 & 1 \\
1 & 1 & 0,446429 & 0,933333 \\
0,967742 & 0,888889 & 0,412698 & 0,933333 \\
1 & 0,947368 & 0,358491 & 1 \\
0,965517 & 1 & 0,448276 & 0,947368 \\
1 & 0,888889 & 0,382979 & 0,947368 \\
1 & 0,947368 & 0,5 & 0,947368 \\
0,967742 & 0,75 & 0,510204 & 0,947368 \\
0,967742 & 1 & 0,508197 & 0,947368 \\
0,967742 & 1 & 0,37234 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,525 & 0,947368 \\
0,967742 & 0,888889 & 0,274809 & 0,947368 \\
0,967742 & 1 & 0,636364 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,409091 & 1 \\
1 & 1 & 0,464286 & 1 \\
0,967742 & 0,925926 & 0,363636 & 1 \\
1 & 1 & 0,465517 & 0,947368 \\
0,961538 & 0,75 & 0,431373 & 1 \\
0,961538 & 0,75 & 0,490909 & 1 \\
0,961538 & 0,888889 & 0,46 & 1 \\
1 & 1 & 0,421053 & 1 \\
1 & 1 & 0,464286 & 0,947368 \\
1 & 0,954545 & 0,560606 & 0,947368 \\
0,952381 & 1 & 0,482143 & 0,953488 \\
0,952381 & 0,944444 & 0,333333 & 0,947368 \\
1 & 0,952381 & 0,372549 & 1 \\
1 & 0,928571 & 0,441176 & 1 \\
1 & 1 & 0,37037 & 0,947368 \\
1 & 0,928571 & 0,404255 & 0,947368 \\
0,952381 & 0,95 & 0,589041 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,446429 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,519231 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,614035 & 0,947368 \\
0,952381 & 0,875 & 0,423077 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,336 & 0,953488 \\
1 & 0,928571 & 0,478261 & 0,947368 \\
0,952381 & 1 & 0,357143 & 0,947368 \\
0,952381 & 0,928571 & 0,442623 & 0,948718 \\
0,952381 & 0,952381 & 0,46 & 0,948718 \\
1 & 1 & 0,482759 & 0,948718 \\
0,952381 & 0,875 & 0,491228 & 0,948718 \\
1 & 0,928571 & 0,433962 & 0,947368 \\
1 & 0,928571 & 0,392157 & 0,947368 \\
1 & 0,925926 & 0,551724 & 0,948718 \\
1 & 1 & 0,372549 & 0,947368 \\
1 & 0,952381 & 0,57971 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,468085 & 0,947368 \\
1 & 0,888889 & 0,545455 & 0,947368 \\
1 & 0,925926 & 0,522388 & 0,947368 \\
0,965517 & 0,952381 & 0,545455 & 0,947368 \\
1 & 1 & 0,45283 & 0,935484 \\
1 & 0,925926 & 0,55 & 0,947368 \\
1 & 0,952381 & 0,491228 & 0,933333 \\
1 & 0,928571 & 0,509804 & 0,933333 \\
1 & 0,909091 & 0,525424 & 0,933333 \\
1 & 0,95 & 0,3 & 0,933333 \\
1 & 0,5 & 0,564706 & 0,933333 \\
\end{longtable}\end{document}`
::
Usa il pacchetto array, definisci la colonna (oppure con \multicolumn definisci la singola cella) con il descrittore m{…} specificando una larghezza pari a circa un numero di em pari alla metà dei caratteri della parola da centrare,; oppure, sempre usando le funzionalità del pacchetto array, usa il modificatore di descrittore >. Per esempio, la tabellia che hai allegato al tuo messaggio potrebbe venire composta così:
`'begin{tabular}{m{5em}m{4.5em}}
\toprule
Componente & \% Varianza totale \\
\bottomrule
\end{tabular}`Oppure se la vuoi con un maggiore respiro`\begin{tabular}{>{\centering}m{7em}>{\cenntering}m{7em}}
\toprule
Componente & \% Varianza totale \tabularnewline
\bottomrule
\end{tabular}`
::
Ti ho corretto alcune poche cose e trovi il tuo file al link:In particolare ho aggiustato il frontespizio dove avevi equivocato il significato di \FacoltaDi{…}
::dearick” post=81702scusa Claudio e per togliere quel brutto rosa e renderlo blu midnight?
Riccardo
`\hyperestup{colorlinks, linkcolor={MidnightBlue}, linktocpage}`
ma funziona solo se il colore MidnightBlue è deifiinito con il pacchetto xcolor; se non vuoi usare xcolor, hyperref capisce il colore blue.
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