OldClaudio

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  • in risposta a: Rapidità di esecuzione dello scalamento di una lunghezza #80690
    OldClaudio
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      Sì, lo so che quell’espressione è sbagliata; volevo solo rendere l’idea; in realtà non ci sono problemi a mettere numeratore e denominatore dello scalamento in due registri lunghezza e usare i registri invece dei valori espliciti.
      IN vece non sono d’accordo sul fatto che eseguendo le operazioni direttamente sui registri si ottenga lo stesso risultato. Infatti il prodotto parziale deve essere a 32 bit se si usano le operazioni primitive di TeX, mentre con \dimexpr si ha un valore intermedio a 64 bit; per cui si riduce a metà il pericolo dell’overflow. Inoltre \dimexpr esegue direttamente l’arrotondamento invece del troncamanto, il che, se vogliamo è solo estetica.

      Per quel che riguarda i tempi di esecuzione di \dimexpr non sono certo che siano maggiori di quelli dei comandi tradizionali, in quanto sono direttamente programmati nell’eseguibile come operazioni di long integer, almeno la moltiplicazione. Detto questo ribadisco che non sono certo perché non ho letto il volume TeX the program, dove per altro Knuth non ha descritto il codice di eTeX. Non ho nemmeno letto il codice sorgente delle “modifiche” di eTeX da inserire durante la compilazione dell’eseguibile (che per altro a noi utenti arriva già fatta con l’installazione prescelta — molti anni fa mettevo le mani sul codice Pascal e ricompilavo il tutto sul VAX su cui avevo accesso come amministratore, ma non mi sogno più di fare cose del genere.

      Per lo stesso motivo, @Liverpool; non sono in grado di spiegarti come nel TeX tradizionale di Knuth i registri interi che contengono il numero di scaled points vengano gestiti per moltiplicare il loro contenuto per quantità fratte; non son un mago della programmazione assembler, anzi, ma ho lavorato in questo campo in passato e non conosco altre vie di spezzare le operazioni fra parte intera e parte fratta del fattore fratto (be’, io a suo tempo sarei passato per una conversino in reale, anche se facendo ciò avrei avuto una perdita di bit significativi con lunghezze grandicelle; con gli scaled points interi arrivi a 2^{30}-1, mentre con i floaitng point arrivi fino a 2^(25)-1 bit significativi contando anche il primo bit nascosto che è sempre un 1). Se hai mai programmato a bassissimo livello, praticamente assembler o linguaggio macchina, sai di che cosa sto parlando. Ma anche senza questa esperienza capisci da solo che scalare per una quantità fratta un numero intero richiede accrcochi strani se si vuole rimanere nel dominio dei numeri interi.

      Se qualcuno più volonterosi di quanto io non sia, volesse leggersi il secondo libro della Millennium Edition di Knuth, il testo che descrive il programma sorgente di TeX, e ci spiega in dettaglio come vengano eseguiti questi scalamenti restando nel dominio degli interi è il benvenuto, almeno da parte mia.

      in risposta a: Rapidità di esecuzione dello scalamento di una lunghezza #80686
      OldClaudio
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        Ciao e bentornato

        Grazie epr il bentornato; certo sono tornato un poco sul forum e lo faccio quando riesco a trovere una free WiFi. In realtà sono a circa 17 000 km di distanza nello stato di Vittoria, in Australia:smile:

        Tornado al tuo problema Lo scalamanto di una lunghezza andrebbe fatto nel modo migliore sia per precisione, sia per velocità ricorrendo alle estensioni di eTeX che da diversi anni sono incorporate dentro ogni motore di composizione moderno, pdftex, xetex,luatex e forse anche altri. Questi sono i nomi dei veri programmi di composizione che insieme al file di formato latex.ltx formano pdflatex, xelatex, lualatex.

        Allora per scalare di un fattore 0.25 ovvero 1/4 hai queste possibilità:`\dimen0= \dimexpr \dimen0 * 0.25pt / 1pt \relax`oppure` \dimen0 = \dimexpr \dimen0 * 1pt / 4pt \relax`

        I due \relax sono facoltativi se non ci sono ambiguità con quel che segue; le dimensioni in puti tipografic possono venire rappresentate come multipli di \p@.

        Il bello della \dimexpr è che la prima moltiplicazione viene eseguita in un registro da 64 bit (invece della lunghezza normale di 32 bit), quidi senza troncamenti né overflow. La divisione viene eseguite con il numeratore intero a doppia precisione e arrotondato, non troncato come succede con \divide. Sono due operazioni eseguite direttamente nei registri della CPU, quindi richiedono il minimo tempo macchina possibile. Il manuale di eTeX raccomanda di eseguire le operazioni di scalamento in questo modo. texdoc etex è illuminante a questo proposito.

        Ciao
        Claudio

        in risposta a: L’arte di scrivere con LaTeX • Edizione 2012 #80847
        OldClaudio
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          Riguardo a come installare LaTeX su Linux, un utente Linux (Ubuntu, se ben ricordo), mi ha detto che quello che c’è sulla guida è inutilmente complicato: mi ha detto che TeX Live si installa con pochi clic con un’interfaccia grafica. Non essendo utente Linux, non so come stanno le cose. A voi la palla!

          L’utente ubutntu con cui hai parlato ha detto solo una mezza verità: certo bastano pochi click di mouse per installare la versione TeXLive/Debian, ma ti ritrovi a bordo una versione non aggiornata e anche se appare del 2012, non è aggiornabile con tlmgr di cui non dispone. Recentemente in un altro filene si è messo in dubbio che la versione 2013 possa vedere la luce come versione Debian.

          in risposta a: Rapidità di esecuzione dello scalamento di una lunghezza #80684
          OldClaudio
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            Sia sulla Guida Guit sia nella guida tematica LaTeX Reference Manual commentato ho cercato di descrivere questa aritmetica 2fixed radix” come la chiama Knuth. Non credo che i miei esempi siano migliori degli esempi che ti ha fatto Enrico e non c’è molto di più da capire.

            Lua(La)Tex consente attraverso Lua di eseguire dell’aritmetica floating point. Ma tranne in casi particolari direi che l’aritmetica intera fixed radix è sufficiente nella maggior parte dei casi.

            La tua domanda in realtà, se ho capito bene, riguarda la velocità delle operazioni ottenute con \divide oppure con il coefficiente fratto già calcolato. Secondo quello che ho capito io la moltiplicazione per il coefficiente fratto è più onerosa rispetto alla divisione per un intero. Ma stiamo parlando di microsecondi, quindi in realtà si tratta di tempi del tutto trascurabili per i quali non vale la pena di preoccuparsi.

            in risposta a: Compilare degli excerpta #80913
            OldClaudio
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              Non ho detto di compilare gli indici a mano introducendo 3200 voci. Ho detto di di eseguire a mano il lancio di makeindex con le stesse opzioni che hai dato a \makeindex[…] con la sintassi di imakeidx.

              In realtà anche quello che ho detto è inutile e imprecisio.
              dopo aver compilato il tuo testo completamente con tutti gli indici del caso, ed avendo quindi imakeidx provveduto a creare gli indici ananlitici creando i file .ind, aggiongi l’opzione noauto a quelle di \makeindex[…] in modo da disabilitare l’elaborazione automatica degli indici: togli dalla lista di includeonly quello che non ti serve e compila di nuovo il tuo testo ridotto. Tutto lì,ti occorrono pochi secondi.

              in risposta a: Compilare degli excerpta #80911
              OldClaudio
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                Strano problema, anche perché se quello che ti è venuto in mente è fattibile, vuol dire che hai o puoi disporre dell’inero libro comeposto con LaTeX (pdfLaTeX). Non mi capacito delle necessit

                in risposta a: Problemi con la composizione della monografia #80868
                OldClaudio
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                  L’autore di TOptesi attualmente è in Ausralia con mezzi ridotti per partecipare a forum.
                  Suggerisco la lettura di toptesi-doc-xetex con texdoc toptesi-doc-xetex
                  Il paragrafo 3.4 dovrebbe contenere tutto quello che ti serve. Tranne una cosa:
                  Una serie di candidati a e di relatori in una monografia (tesi triennale) al PoliTO non è accettabile. La monografia al PoliTO è un lavoro strettamente personale non supervisionato da nessun docente, ma semplicemente letto e valutato per l’esame finale.
                  Poi capisco che con l’anarchia introdotta dalla eliminazione delle scuole, ogni dipartimento pensi che debba comportarsi in modo “originale” rispetto ad ogni altro dipartimento. Non metto lingua, quindi cerca di fare come ti è stato prescritto.

                  in risposta a: Ridefinire \maketitle (oopure no?) #80820
                  OldClaudio
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                    L’ambiente center inserisce dello spazio bianco sopra e sotto ciò che vi viene scritto dentro, quindi i 20mm sopra e i 9mm sotto devono venire ridotti di quanto basta.

                    meglio ancora basta NON usare l’ambiente center ma usare la dichiarazione \centering dentro ad un gruppo chiudendo il capoverso con un comando esplicito:
                    `
                    {\centering
                    \vspace*{20mm}
                    \fontsize{16}{19.2}\selectfont
                    \textbf{SCRIVERE UN ARTICOLO CON \LaTeX} % Qui va il titolo
                    \par
                    \vspace*{10mm}
                    \fontsize{13}{16}\selectfont
                    \textsc{Pinco Pallino} % Qui l'autore
                    \par
                    \vspace*{9mm}
                    }
                    \fontsize{11}{13.5}\selectfont

                    \lipsum[1-10] % Qui l'articolo
                    `

                    in risposta a: Quesito di Imakeidx #80750
                    OldClaudio
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                      Prima di fare cose strane leggiti la documentazione con texdoc imakeidx, lì avresti trovato anche intoc=true.
                      Ciao
                      Claudio

                      in risposta a: Liturgia delle ore con LaTex #80536
                      OldClaudio
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                        E’ possibile che sia fattibile, ma io non sono capace di farlo.
                        d’altra pert io ho fatto una cosa simile in un libro di circa 900 pagine.

                        Uso una distribuzione di TeXLive 2012, e mi posso servire di diversi editor che henno il visualizzatore interno incorporato. Apro il documento; imposto il visualizzatore pdf in modo che mi mostri due pagine affacciate, pari a sinistra e dispari a destra, vado sull’ultima pagina e procedo all’indietro. scorro il documento finché trovo una colonna o una pagina che ha la strofa tagliata da un fine pagina. Con un click passo dalla finestra pdf al punto corrispondente della finestra tex; inserisco la lineeta rossa; torno nella finestra pdf, senza ricompilare; sempre sfogliando all’indietro, cerco un’altra strofa taglia da un fine pagina e ripeto il ciclo. Con 50 pagine e 100 colonne le istanze di strofe tagliate potranno essere una decina; l’operazione dura quindi poche decine di secondi. Arrivato al frontespizio, o comunque dove non ho più poesie da controllare, compilo e in un sol colpo appaiono le lineette rosse dove devono comparire. Su un testo di 900 pagine l’operazione mi è costata una ventina di minuti; a te due minuti dovrebbero bastare.

                        in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80617
                        OldClaudio
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                          La Guida GuIT usa la paginetta disegnata con uno sfondoc celeste chiaro da alcuni anni. Ora sono all’estero e non mi ricorso se il codice è commentata nel testo, oppure è solo inserito fra le macro usate per la compilazione della Guida. Si tratta di un codice molto simile a quello invato da Francesco. Ci volgiono vermante pochi minuti per programmare quel disegnino. Io non ho aperto il manuale e non sono un esperto di TiKz.

                          in risposta a: albero locale #80526
                          OldClaudio
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                            Se hai instalato bm.sty nell’albero locale, evidentemente non l’hai installato usando gli strumenti di installazione della tua distribuzione; quello è un pacchetto standard , un pacchetto del sistema TeX, il fatto che tu l’abbia installato a amno, oltre a produrti i danni che lamenti, indica che hai una installazione incompleta. Sono anni che raccomandiamo di non installare mai il sistema TeX in forma basic o comunque i n forma incompleta.
                            Quindi sia che tu usi MiKTeX sia che usai TeX Live (non la versione Debian) installa la versione compreta. Se usi TeX Live nella versioen Debian su una macchina Linux che sia Debian Comliant, installa TeX Live, quella vera (che ti serve solo per soddisfare le esigenze e le dipendenze degli altri programmi) leggendo il documento texlive-ubuntu.pdf (cerca su google).
                            Roberto ti ha spigeato esattamante a che cosa servono gli albero locale e peronale, quindi non servono a metterci i file di sistema. Segui le sue indicazioni, ma prima installa una versione completa e “vera”.

                            in risposta a: Liturgia delle ore con LaTex #80534
                            OldClaudio
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                              aa me pare che mettere [tt]\textolor{red}{—}[\tt] alla fine del verso dopo il quale si cambia pagina serva al tuo scopo. Naturalmente stari usando il pacchetto xcolor (oppure color), ma il resto sono comandi “normalli”.

                              in risposta a: albero locale #80523
                              OldClaudio
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                                Nell’albero personale ci metti la roba tua senza problemi di autorizzazioni e prerogative. Nell’albero locale ci mette della roba solo l’amministratore o chi ha i suoi privilegi.
                                Perchè? Perché l’albero locale serve una moltitudine di ambienti e riguarda la macchina nella sua interezza; L’albero personale, appunto è personale e vale solo per l’utente che ne è proprietario.

                                Ma se io sono l’unico utente, che differenza c’è? Solo la burocrazia dei privilegi di amministratore 🙁 ! per una macchina multiutente la differenza è ovvia.

                                Debbo dire che sulle macchine Windows la burocrazia dei privilegi si riduce a pochissimo, è d è per quello che quelle macchine sono così vulnerabili al malware; Sulle macchine di stampo UNIX, invece, i privilegi di amministratore e quelli di “super user” sono importanti e sono quelli che richiedono di introdurre la password giusta ad ogni richiesta del sistema per poter fare anche le cose che sembrano le più semplici; la protezione è una cosa seria, quindi…

                                in risposta a: TABELLE E PARAGRAFO #80528
                                OldClaudio
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                                  Benvenuta!

                                  Se hai più tabelle che testo, quello che ti succede è il minimo.

                                  Il meccanismo con cui il programma di composizione inserisce gli oggetti mobili nel documento è estremamente complesso. È descritto in apposita appendice nella Guida GuIT (vedi sopra nella sezione Documentazione).

                                  Il collocamento degli oggetti flottanti dipende dalle dimensioni di ciascuno di essi, dai parametri di collocamento, (che tu hai scelto come htb) dall’eventuale parametro di collocamento ! (punto esclamativo), dal numero massimo di oggetti che possono venire inseriti nella paigna, dal numero massimo di oggetti che possono essere messi in testa alla pagina, dal numero massimo degli oggetti che possono essere messi al piede della pagina, alle percentuali massime e minime di spazio riservate agli oggetti flottanti o al testo.

                                  Potrebbe essere un’idea collocare tutte quelle tabelle alla fine di un capitolo o alla fine di una sezione. In ogni caso tutte le didascalie devono avere il loro \label con l’etichetta univoca; e a tutte si fa riferimento con espressioni del tipo “… mostrato nella tabella~\ref{…}…” (dove i puntini indicati come argomento di \ref contengono l’etichetta specificata con il comando \label per la tabella specifica a cui ci si vuole riferire. Non si usano mai espressioni del tipo “.. come si vede nella tabella seguente…”.

                                  Questo discorso dei riferimenti incrociati è ben spiegato nell’Arte di scrivere con LaTeX (sezione Documentazione qui sopra). È la strada maestra da seguire in ogni testo ben composto.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,741 al 7,755 (di 11,287 totali)

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