OldClaudio

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  • in risposta a: Sfalsare testo #80352
    OldClaudio
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      Il titolo in copro minore e la numerazione della sotto sottosezione so più che sufficienti a caratterizzare che quella è una sotto sottosezione; naturalmente non ha senso inserire una sotto sotoosezione da sola, i sezionamenti hanno senso, secondo me, solo se allo stesso livello ce ne sono almeno due di seguito con i loro testi.

      Se vuoi proprio differenziare pui usare un copro più piccolo per la serie delle sottos eszioni:`
      \begingroup\small

      \subsubsection{prima sotto sottosezione}
      Questo è il testo di una sotto sottosezione dove si espongono concetti fondamentali.

      \subsubsection{Seconda sotto sottosezione}
      Questo è il testo di un'altra sotto sottosezione dove si espongono altri concetti fondamentali.

      \par\endgroup`

      in risposta a: Tabella veramente complessa #80354
      OldClaudio
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        Non devi usare l’ambiente dideways ma il comando \rotatebox del pacchetto graphicx; documentazione texdoc grfguide, pagina 6.

        in risposta a: Intrecciare note già scritte con bibliografia #80303
        OldClaudio
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          No, la bibliografia viene creata con il tuo stile e i \footcite prende i dati necessari dalla bibliografia e li trascrive nella nota; è esattamente l’opposto di quello che vorresti fare, come meccanismo, ma è esattamente quello che vuoi ottenere come risultato.

          in risposta a: Sfalsare testo #80350
          OldClaudio
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            Di solito non si fa una cosa del genere; comunque è molto difficile farlo garantendo che la rientranza del bordo sinistro del testo si mantenga per una sotto sottosezione di più capoversi. Certo si potrebbe usare una lista creata ad hoc, ma penso che la cura sia peggiore del male.

            Ti suggerisco di sfogliare i testi di cui disponi; libri stampati possibilmente da case editrici importanti; prova a indicare anche un solo testo dove trovi applicata una soluzione del genere; questo per dirti che esteticamente/tipograficamente è brutto e le grandi case editrici non cadono in queste trappole che con Word si possono fare abbastanza facilmente. Siccome LaTeX non è Word, vedi che l’idea può essere abbandonata subito.

            Ovviamante questo è il modo di vedere la cosa e io non lo farei mai; ma chiunque è padrone di pensarla diversamante, purché ci sia una seria motivazione sotto per aiutare il lettore a leggere e a capire il contenuto del testo che sta leggendo.

            in risposta a: lettere greche a doppio esponente #80348
            OldClaudio
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              In ogni caso quei pedici non sono esponenti, caso mai deponenti; capisco che sia una pignoleria, ma ci ho messo un po’ a capire quello che volevi dire visto che parlavi di esponenti e usavi dei pedici.

              in risposta a: testatina sovrapposta #80326
              OldClaudio
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                Sono d’accordo: il risultato è quasi blasfemo, se si può usare una parola del genere per una bruttura del genere.

                Le intenzioni erano buone, non prendertela, se ti do del blasfemo e classifico il pezzetto di tesi come una bruttura; altri ti hanno già detto che cosa hai sbagliato e ti hanno raccomandato di violare le regole solo quando ne sarai padrone.

                In ogni caso è evidente che il corpo dei caratteri e la loro larghezza combinate assime fanno sì che UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA non stia in una sola riga, il che è quasi osceno, aumentato dal fatto che nei titoli e nelle intestazioni non si va a capo dopo una preposizione. Soluzione? diminuisci il copro, oppure scegli un font con caratteristiche diverse, del tipo “condensed” in modo che l’intestazione possa essere ugualmente alta, ma più stretta; a limite racchiodi il testo dell’intestazione nell’argomento di un comando \resizebox e specifica la larghezza complessiva del testo a \textwidth e l’altezza a \height, in modo che conervi la stessa altezza, ma restringi (comprimi) di quel poco che basta il font, o meglio, l’intera scritta, così da farla stare su na sola riga.
                È buona regola non mettere le testatine delle pagine composte su due o più righe, altrimenti può succedere quello che in effetti ti succede; se non ci fosse il filetto sotto il difetto si noterebbe di meno, ma capitolo e sezione uno sopra l’altro stanno così male che, se tu fossi un mio laureando e mi presentassi un documento, una bozza di tesi composta in questo modo, ne vedresti volare il fascicolo fuori della finestra; tutti sanno che mi accendo facilmente, ma poi ammettono che “can che abbaia non morde”.

                Le testatine su più righe vanno bene per le intestazioni di lettere commerciali o ufficiali, non nelle testatine di documenti dove il lor contenuto ha una funzione non “reclamistaca” come può essere un bella carta intestata di un ente o di una ditta, ma servono per agevolare la navigazione nel documento.Quindi pensaci bene prima di persistere in questa bruttura.

                Sarò stucchevole ma la citazione ci vuole: Errare humanum est, perseverare diabolicum.

                in risposta a: Copyright, Creative Commons & Public Domain #80314
                OldClaudio
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                  Non sono riuscito a trovare una soluzione per poter utilizzare il simbolo del “Pubblico Dominio”

                  Te la crei imitando la definizione degli altri simboli: per esempio:`\DeclareRobustCommand{\ccpd}{%
                  \ifmmode{\nfss@text{\text@ccpd}}\else\text@ccpd\fi}

                  \DeclareTextCommandDefault{\text@ccpd}{%
                  \let\origfontfamily\f@family
                  \let\origfontseries\f@series
                  \chardim\fontdimen6\font
                  \divide\chardim by 2
                  {
                  \fontfamily{phv}\fontseries{b}\selectfont%
                  \textcircled{%
                  \raisebox{.12ex}{\fontsize{\chardim}{\baselineskip}\selectfont{PD}}%
                  }
                  }
                  \fontfamily{\origfontfamily}\fontseries{\origfontseries}\selectfont
                  }`

                  Questo è solo un esempio da inserire, se ti piace, in un file di acro personali, oppure nel tuo preambolo ma devi precedere il codice con la solita dichiarazione [tt]\makeatletter[/tt]

                  Non l’ho collaudata, ma forse devi aggiustare quel 0.12ex che è stato inserito per usare il logo \textcircled{CC}.

                  Naturalmente nessuno ti vieta di usare \textcircled{PD}, ma se usi le macro copiate dal file di Gianluca e modificate, sei sicuro di mantenere lo stile invariato.

                  in risposta a: Cosa è tipograficamente più accettabile? #80266
                  OldClaudio
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                    Ci sono delle classi che permettono di definire diversi stili di pagina, di memorizzarli e di richiamarli per nome. Per esempio memoir lo fa e un semplice \thispagestyle{nome dello stile} permette di usarlo solo per quella pagina. La differenza di stile può riguardare anche \textwidth, anche se è una pratica sconsigliabilissima. Però quanno ce vo’ ce vo’!

                    Poi ci sono i comandi primitivi di TeX che permettono di gestire i capoversi, i singolo capoversi, per esempio riducendone la larghezza, ritagliandone un riquadro a sinistra o a destra, eccetera si rifanno a \parshape e \hangafter; tutto descritto sul TeXbook, ma direi che anche questi sono piuttosto sconsigliabili, perché un capoverso composto con una giustezza diversa da quella degli altri capoversi circostanti è veramente brutto, anche se lo spazio che rimane a destra può essere occupato da una nota marginale.

                    Le note marginali sono tipicamente oggetti mobili; da quel che descrivi sembra che con ledmac non lo siano più; può darsi che il meccanismo che descrivi implichi note inserite con opportuni \whatsit (altra magia dei comandi primitivi di TeX). In questo caso non conosco altri metodi per ovviare al fattaccio.

                    Ti consiglierei di provare il primo metodo, non necessariamente ricorrendo a memoir, ma creandoti un nuovo stile che comporti anche variazioni di margini e di giustezza. Ma certo si tratta di un ripiego, accettabile se non porta danni, e bisogna verifcare con attenzione.

                    Inoltre anche il suggerimento di Doc potrebbe andare, ma bisogna vedere se il margine esterno è abbastanza largo per accettare marginalia più larghe anche solo di 5mm.

                    in risposta a: Problema con tabella #80289
                    OldClaudio
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                      silv3rR” post=79489Ciao a tutti, leggo questo forum da tempo ma questo è il mio primo messaggio. Sto cercando di dare alla tesi della mia ragazza una veste grafica migliore, ‘traducendola’ da Word a LateX.. C’è una tabella (l’argomento all’interno del mondo TeX del quale ho meno esperienza) che non riesco proprio a riprodurre..
                      Questo: http://img197.imageshack.us/img197/6166/tabellabd.jpg è il risultato che vorrei ottenere.. Leggendo L’Arte di Pantieri penso che la strada giusta sia usare i comandi multirow e multicolumn uno dentro l’altro (cosa che non ho mai fatto in vita mia).
                      Questo è il codice (che non genera errori ma il cui risultato grafico si commenta da sè..) che ho scritto:

                      \begin{table}[htpb]
                      \centering
                      \caption{Coefficienti di aggiustamento per classi di età ed educazione nella popolazione italiana (Magni et al., 1996)}
                      \label{tab2}
                      \begin{tabular}{|c|c|c|c|c|c|}
                      \hline
                      \multirow{2}*{\textbf{Livelli di educazione}} & \textbf{Intervallo di età}\\
                      &\multicolumn{1}{c}{}\textbf{65-79} & \textbf{70-74} & \textbf{75-79} & \textbf{80-84} & \textbf{85-89}\\
                      \hline
                      0-4 anni & +0.4 & +0.7 & +0.1 & +1.5 & +2.2\\
                      \hline
                      5-7 anni & -1.1 & -0.7 & -0.3 & +0.4 & +1.4\\
                      \hline
                      8-12 anni & -2.0 & -1.6 & -1.0 & -0.3 & +0.8\\
                      \hline
                      13-17 anni & -2.8 & -2.3 & -1.7 & -0.9 & +0.3\\
                      \hline
                      \end{tabular}
                      \end{table}

                      Qualcuno mi sa aiutare dicendomi dove sbaglio o almeno dandomi qualche consiglio per usare un comando all’interno dell’altro?
                      Grazie infinite in anticipo.
                      Claudio.

                      Tipica tabella Word; si risolve benissimo usando correttamente ‘multirow (documentazione leggibile con texdoc multirow), con \multicolumn (documentazione, per esempio, nell’Arte di scrivere con LaTeX o nella guida tematica LaTeX reference manual commentato, entrambi qui sopra nella sezione Documentazione); togliendo tutti quegli orribili filetti verticali (non vanno usati mai) e buona parte dei filetti orizzontali (non vanno usati quasi mai), ma componendo quei pochi filetti orizzontali accettabili con il pacchetto booktabs (documentazione con texdoc booktabs).

                      Prova il file seguente:`\documentclass{article}
                      \usepackage[utf8]{inputenc}
                      \usepackage[T1]{fontenc}
                      \usepackage{lmodern}
                      \usepackage[italian]{babel}
                      \usepackage{booktabs,multirow}

                      \begin{document}
                      \begin{table}[htpb]
                      \centering
                      \caption{Coefficienti di aggiustamento per classi di età ed educazione nella popolazione italiana (Magni et al., 1996)}
                      \label{tab2}
                      \begin{tabular}{*6c}
                      \toprule
                      \multirow{2}*[-0.5ex]{\textbf{Livelli di educazione}} & \multicolumn5c{\textbf{Intervallo di età}}\\
                      \cmidrule(lr){2-6}
                      &\textbf{65-79} & \textbf{70-74} & \textbf{75-79} & \textbf{80-84} & \textbf{85-89}\\
                      \midrule
                      0-4 anni & +0.4 & +0.7 & +0.1 & +1.5 & +2.2\\
                      5-7 anni & -1.1 & -0.7 & -0.3 & +0.4 & +1.4\\
                      8-12 anni & -2.0 & -1.6 & -1.0 & -0.3 & +0.8\\
                      13-17 anni & -2.8 & -2.3 & -1.7 & -0.9 & +0.3\\
                      \bottomrule
                      \end{tabular}
                      \end{table}

                      \end{document}`

                      in risposta a: Cosa è tipograficamente più accettabile? #80264
                      OldClaudio
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                        e si pianta

                        Non è che si pianti: si ferma per darti il tempo di leggere e basta dare “invio” per rifarlo ripartire.

                        Dunque; le tue note devono avere una distanza minima di 5pt; un po’ poco, sono meno di due millimetri, ma pur sepre uno spazietto sufficiente a non farle sovrapporre.
                        Quindi continuo ad essere in imbarazzo a spiegarmi quello che ti succede.
                        Speriamo che altri utenti di ledmac o eledmac sappiano aiutarti.

                        in risposta a: centrare verticalmente contenuto di una cella #80253
                        OldClaudio
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                          Infatti con il codice che ti ho mandato “parola” è centrata rispetto all’elenco puntato che abbia due, tre, quattro o cinque \item.

                          in risposta a: Cosa è tipograficamente più accettabile? #80259
                          OldClaudio
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                            Ma’, è strano quello che ti succede, perché LaTeX di default ha un parametro che si chiama \marginparpush (pagina 10 della Guida tematica LaTeX reference manual commentato) che serve proprio per distanziare le note marginali affinché non si sovrappongano. Forse ledmac o eledmac interviene su questo parametro? \se \scrivi in prossimita di quel testo numerato e annotato [tt]\showthe\marginparpush[/tt], che cosa ti risponde il programma di composizione quando lo lanci?

                            in risposta a: centrare verticalmente contenuto di una cella #80251
                            OldClaudio
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                              Gurad un po’ questo:`\documentclass[10pt,a4paper]{article}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage{array}
                              \newcommand{\cellavuota}{\multicolumn{1}{c|}{}}
                              \newcommand{\centra}[1]{\begin{center}#1\end{center} }
                              \begin{document}
                              \begin{tabular}{|c|m{1.5cm}|m{10cm}|}
                              \hline testo & \multicolumn{2}{c|}{testo} \\
                              \hline \textbf{mcdf} & & tante cose \\
                              \hline \cellavuota &
                              \centra{parola} &
                              \begin{itemize}
                              \setlength\itemsep{0pt}
                              \item A
                              \item B
                              \item C
                              \item D
                              \item E
                              \end{itemize}\\
                              \cline{2-3}
                              \cellavuota &
                              \centra{parola} &
                              \begin{itemize}
                              \setlength\itemsep{0pt}
                              \item A
                              \item B
                              \end{itemize}\\
                              \cline{2-3}
                              \hline \textbf{mcdf} & & tante cose \\
                              \hline \cellavuota &
                              \centra{parola} &
                              \begin{itemize}
                              \setlength\itemsep{0pt}
                              \item A
                              \item B
                              \item C
                              \end{itemize}\\
                              \cline{2-3}
                              \cellavuota &
                              \centra{parola} &
                              \begin{itemize}
                              \setlength\itemsep{0pt}
                              \item A
                              \item B
                              \item C
                              \end{itemize}\\
                              \cline{2-3}
                              \end{tabular}
                              \end{document}`

                              Per la \cellavuota, non ti serve usare un comando apposta; basta che tu non scriva niente nella cella; se ti serve visivamente un “segnaposto” allora va bene, ma allora ti suggerirei di scrivere semplicemente `\let\cellavuota\relax` coì almeno non fai lavora pdflatex per niente.:smile:

                              Attento: tu hi parlato di centrare verticalmente, non orizzontalmente; per scrivere la “parola” centrata orizzontalmente non ti serve l’ambiente center: ti basta la dichiarazione \centering, che non mette spazi bianchi sopra e sotto come fa l’ambiente center.

                              in risposta a: ABC package+abcm2ps #80243
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
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                                Allora: pur non sapendo nulla di musica e di abc ho voluto vedere quali siano le difficoltà.
                                Innanzi tutto abc è gia installato in TeX Live e la documentazione di Enrico Gregorio (in inglese) si legge aprendo un terminale (consolo/prompt dei comandi, o come si chiama sul proprio calcolatore e sistema operativo), digitando texdoc abc e premendo invio.

                                La documentazione dice tutto quello che bisogna fare in particolare specifica la faccenda dello shell escape.

                                Ho scoperto che abcm2ps non si torva installato nel calcolatore, quindi sono andato nel sito http://abcplus.sourceforge.net/#abcm2ps e ho scaricato il file zip per il Mac, visto che io lavoro su un Mac; ho dezippato il file e ho copiato il file eseguibile in una mia cartella che ho sul PATH di ircerca dei programmi; alternativamente le istruzioni dicono di metterlo in /usr/local/bin/ ma io evito accuratamente di “sporcare” le cartelle di sistema; Se lavorassi su una macchina Windows farei lo stesso: creerei una cartella bin nella mia area personale e aggiungerei il percorso di questa cartella al PATH (variabile di ambiente) dell’utente (cioè di me stesso) usando gli strumenti messi a disposizione dell’utente dal particolare sistema operativo in uso; peccato che questi strumenti siano sempre diversi ad ogni nuova versione del sistam operativo Win2k, WinXP, WinVista,Win7, Win8, eccetera (questo è uno dei tanti motivi per il quale sono passato al Mac; certe cose sono difficili anche sul Mac, ma almeno non cambiano così vistosamente da una versione all’altra, almeno da quando esiste la versione 10.4).

                                Torniamo a noi: ho copiato il file di esempio selezionandolo dalla documentazione abc.pdf copiandolo e incollandolo in un file che ho chiamato TestABC.tex; ho copiato e incollato anche la musichetta poll.abc del file esterno. in un file chiamato appunto poll.abc.

                                Da terminale, non con l’editor (io uso TeXshop) ho dato il comando pdflatex -shell-escape TestABC e premuto invio; magicamente si è formato il file TestABC.pdf che contiene i tre spartiti dell’esempio, compreso quello rappresentato dal file esterno poll.abc.

                                Sul mio Mac ho configurato TeXshop in modo che agisca sempre con l’opzione -shell-escape attiva. Ho semplicemente aggiunto questa stringa nelle preferenze e configurazione del motore di composizione pdflatex, e da allora non ci penso più. Qualcuno dice che la cosa è pericolosa perché si potrebbero combinare pasticci di vario genere e si potrebbe anche mandare in esecuzione del malware; a me sul Mac non è mai capitato e corro il rischio.

                                Con TeXstudio bisogna aprire il menù Options, scegliere Configure TeXstudio e nel pannelo che si apre si va nella riga corrispondente a pdfLaTeX dove c’è scritto `”/usr/texbin/pdflatex” -synctex=1 -interaction=nonstopmode %.tex` e aggiungere l’opzione così:
                                `”/usr/texbin/pdflatex” -shell-escape -synctex=1 -interaction=nonstopmode %.tex` Si dà poi OK e l’eseguibile pdfLaTeX (sceglibile, mi pare, con la chiave F6, oppure dalla apposita riga del menù Tools) è diventato capace di operare con lo shell escape attivo.

                                Sta a te decidere se correre il rischio di configurare TeXstudio in questo modo; dipende dalla piattaforma; io su una macchina Windows non lo farei, ma sun una piattaforma di tipo UNIX lo farei, come in effetti ho fatto sul Mio Mac.

                                Se configuri così il tuo TeXstudio, allora apri il tuo file corrispondente al mio TestABC.tex con TeXstudio, lo compili con pdfLaTeX e poi apri il visualizzatore interno e ti trovi la musica ben composta come solo i programmi del sisteam TeX sanno fare.

                                Se non ti fidi a configurare TeXstudio nel modo che ti ho detto, allora devi sempre operare a mano dalla “finestra comandi/console/terminale/prompt dei comandi/xterm”, comunque si chiami quella finestra sul tuo PC.

                                Attento: la riga magica non ti serve a niente per lanciare abcm2ps; ricordatene; essa serve solo a configurare l’editor per dirgli che quel certo file deve essere compilato con quel tal programma e non con il programma predefinito nelle impostazioni dell’editor.

                                Credo che questo sia tutto quello che ti serve. Se ci sono riuscito io che non sapevo nulla di abc e non sapevo nulla di musica, certamente ce la puoi fare facilmente anche tu.

                                in risposta a: ABC package+abcm2ps #80241
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  % !TEX TS-program = pdflatex -shell-escape abc.tex

                                  La parte in rosso è estranea alla sintassi delle righe magiche.

                                  % !TEX TS-program die a TeXshop, a TeXworks e a TeXstudio che il file deve essere trattato (typeset) con pdflatex, anche se l’impostazione di default dello shell editor fosse quella di usare un altro programma.

                                  per lanciare da dentro TeXshop o dentro un altro degli altri due shelle editor un programma diverso, bisogna farlo:

                                  1) abilitando attraverso le preferenze dello shell editor lo “shell escape”; di solito lo si fa modificando la riga che l’editor manda al sistema operativo per lanciare pdflatex e dipende da quale dei tre shell editor usi.
                                  2) Con lo shell edior apri abc.tex e fai quello che devi fare, ma se a un certo punto devi lanciare abcm2ps, allora a quel punto scrivi nel file abc.tex l’ordine di eseguire il programma esterno nel modo seguente:
                                  `\write18 abcm2ps …`
                                  mettendo al posto dei puntini quello che ci vuole (forse niente?)
                                  3) clicchi sul bottone typeset o sul bootone verde o quel che è con il tuo shell editor; così facendo lanci la compilazione del documento che dovrebbe concludersi con il testo contenuto in abc.tex regolarmente composto e le figure eps prodotte da abcm2ps debitamente incluse.

                                  Siccome però io non so niente di abc, posso averti detto delle stupidaggini enormi, salvo spiegarti in pratica che cos’è lo shell escape e come lo si usa in generale. Se poi non bisogna usarlo così con abc, questa è un’altra faccenda che ti può spiegare qualcun altro che sappia che cosa sia abc. Scusami, ma più in là non sono capace di andare.

                                  D’altra parte hai guardato questa discussione di 5 anni fa? http://www.guitex.org/home/forum/5-tex-e-latex/11250-installazione-e-uso-di-abcsty?lang=it#11250

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,786 al 7,800 (di 11,287 totali)

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