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Certamente i programmi della distribuzione TeX Live 2012 non hanno bisogno di nessun programma esterno per convertire i file eps in file pdf. basta richedere l’imminssione con \includegraphics{…]{nomefile.eps} dove confiene esplicitare l’estensione.Per i resto non saprei dirti. ma se abc2ps viene distribuito come pacchetto di file sorgente da compilare, con una macchina Windows sei sicuramente in difficoltà. Bisogna sapere in che linguaggio sono scritto e bisogna disporre del compilatore. sono cose possibili, ma richiedono non poca esperienza qualunque sia il programma da compilare. Se invece viene distribuito come file compilato (abc2ps.exe) allora non dovresti avere difficoltà, eccetto quella di di metterlo in una cartella dove il sistema operativo possa trovarlo. Forse devi creare o modificare una variabile d’ambiente che aggiunga il perorso fiono a quel file. Se non capisci le parole che ho appena scritto, allora non hai abbastanza esperienza per mettere le mani nella configurazione del tuo sistema operativo. Nemmeno io l’avevo prima di farmela, e ho dovuto reinstallare il sistema operativo più di una volta; per fortuna sono passati molti anni da quei tempi di completa ignoranza.
::grnivan” post=79431Quella di seguito è il miglior risultato che sono riuscito ad ottenere.
Bibliografia
[1] .
[2] .
[3] .
[4] In: ().
[5] .
[6] In: ().
[7] In: ().
[8] In: ().
[9] In: ().Qualcuno sa dirmi come posso fare di meglio?
Ri-Grazie in anticipo.Il codice che ho utilizzato è:
\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\usepackage[utf8x]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[]{biblatex}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{geometry}
%\addbibresource{BibliografiaMatteo.bib}
\bibliography{BibliografiaMatteo}
%\documentclass[a4paper,11pt]{book}
%\usepackage[T1]{fontenc}
%\usepackage[utf8x]{inputenc}
%\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage{geometry}
%\usepackage[autostyle,italian=guillemets,⟨altre opzioni⟩]{csquotes}
%\usepackage[bibstyle=⟨…⟩,citestyle=⟨…⟩,backend=biber]{biblatex}
%\addbibresource{BibliografiaMatteo.bib}%\usepackage{hyperref}
\begin{document}
\setcounter{secnumdepth}{3}
\setcounter{tocdepth}{3}\tableofcontents
\cleardoublepage
\addcontentsline{toc}{chapter}{\refname}
\printbibliography
@grnivan, questo è il codice che hai inviato con il tuo ultimo messaggio; Sarebbe meglio che invece di copiarlo e incollarlo nel messaggio tu lo racchiudessi fra i tag ` e `, ma lo faria con i prossimi messaggio.Io ci leggo due volte la riga commentata [tt]%\addbibresource{BibliografiaMatteo.bib}[/tt] e una volta la riga [tt]\usepackage[]{biblatex}[/tt] seguita dopo poche righe dalla riga [tt]\bibliography{BibliografiaMatteo}[/tt].
Se hai letto bene i messaggi di questo filone, vedi benissimo i tuoi errori: usi utf8x che è già stato spiegato essere incompatibile con biblatex; non usi [tt]\addbibresource{BibliografiaMatteo.bib}[/tt] perché ne commenti la riga; non specifichi se stai compilando la bibliografia con bibtex o con biber; se vuoi compilarla con bibtex devi dirlo fra le opzioni di bibtex con la specifica frontend=bibtex, altrimenti biblatex e biber non sanno che cosa devono elaborare e con che mezzi; devi anche specificare a bibtex diverse altre opzioni che dipendono da che cosa vuoi ottenere.
Rispondi a @illinguista1972 indicando quello che ti ha chiesto, altrimenti nessuno ti potrà aiutare, salvo indicarti gli errori evidenti che si possono leggere nel tuo preambolo, ma probabilmente ce ne sono altri nella tua procedura.
::lucabenvenuti” post=79412Salve,
io ho scaricato il pacchetto tesi moderna di lorenzo pantieri e miktex 2.9 completa.
Dopo averci lavorato un po’ mi sono accorto che non mi scrive del tutto la bibliografia.
Ho consultato L ’ ARTE DI GESTIRE LA BIBLIOGRAFIA CON BIBLATEX di lorenzo pantieri* del 1 novembre 2009 scaricando i pacchetti aggiornati biblatex.zip e etoolbox.zip
Sono quindi ripartito dal pacchetto originale e ho seguito i seguenti passaggi:
1 – compilo tesi.tex con pdflatex
2 – compilo tesi.tex con bibtex
3 – compilo Tesi-frn.tex con pdflatex
4 – compilo tesi.tex con pdflatex
5 – compilo tesi.tex con pdflatex
Però non c’è verso che riesca a far uscire la bibliografia.
Suggerimenti?
grazieSarebbe meglio aggiornarla; io ho la versione del febbraio 2012; ma se vai nella sezione Documentazione del forum e cerchi le Guide di Pantieri, hai il link per scaricare l’ultimissima versione; Tommaso Gordini ha preannunciato un ulteriore aggiornamento molto imminente. Ne darà sicuramente notizia su forum quando sarà scaricabile.
Il punto che lamento è che tre anni di obsolescenza di una qualsiasi guida in campo informatico sono troppi; nel frattempo biblatex è stato pesantemente cambiato e di default non funziona più con bibtex; nel senso che funziona ancora con bibtex, ma bisogna dirglielo esplicitamente. Ora per impostazione predefinita funziona con biber.
Siccome hai aggiornato MiKTeX 2.9 e ce l’hai completo, ha anche a bordo tutto quel che ti serve per leggere la documentazione del nuovo biblatex e di come vanno specificate le risorse (i file bib) e come si può, volendo, specificare di usare la compilazione del file bibliografico tramite bibtex, invece che con biber; si perdono alcune funzionalità avanzate, ma non è terribile, dipende dal tipo di riferimenti che hai.
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Il metodo suggerito nel link di Doc funziona benissimo; per altro se con un motore di ricerca qualsiasi cerchi su internet con la stringa windows greco politonico trovi di tutto e di più, compresi i disegni già fatti per le tastiere simulate; trovi anche un link alla corrispondenza con una tastiera italiana (che non andrebbe mai usata da un utente avanzato di qualunque elaboratore per fare qualunque lavoro diverso una qualunque lettera commerciale o burocratica).Io sono circa 30 anni che usa la tastiera USA e non ho mai avuto problemi a scrivere i miei programmi con diversi linguaggi di programmazione; contemporaneamente non ho avuto problemi a scrivere le lettere accentate italiane (o anche di altre lingue); da quando, poi, ho il Mac, di problemi non ne ho proprio nessuno, e la mia tastiera continua ad essere USA Extended.
Invidio Doc, che ha scritto libri interi completamente in Greco classico con la tastiera che ha descritto; il fatto è che lui è un “umanista” mentre io sono un “vil meccanico”.
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Separiamo i due problemi:
1) input del testo greco;
2) font unicode contenente un bel greco.Il secondo punto è facile: il font Old Standard unicode è distribuito con ogni versione moderna di TeX Live e quindi è già installato anche sulla tua macchina; l’unica cosa che non conosco è come far vedere ad una macchina Windows i font OpenType distribuiti con il sistema TeX — la spiegazione è semplice: da tempo non uso più Windows.
Per il primo problema hai due vie:
1.a) Se hai davvero tanto da scrivere in greco potresti prendere in considerazione di acquistare una tastiera greca per Windows, eventualmente una tastiera con connettore USB che puoi (col debito driver per il greco politonico) usare anche con un laptop innestandolo un una delle sue prese USB. Una alternativa hardware (un po’ costosa) sarebbe quella di cambiare PC o laptop, prendendo un Mac; questo, fra le opzioni per la tastiera, ha anche una specie di tastiera virtuale dove, impostata la tastiera greca politonica, puoi cliccare con il mouse, ma dopo 10 minuti conosci a memoria le posizioni dei vari segni e degli accenti morti e quindi puoi procedere spedito con i tasti “latini”; per qualche segno raro ti basta sbirciare la tastiera virtuale. Io trovo questa soluzione estremamente comoda e ho abbandonato Windows circa 6 anni fa proprio per le comodità offerte dal Mac, una delle quali è proprio questa.
1.b) Esiste, e ne ha parlato Enrico in un filone di questo forum non molto tempo fa, un file da usare con XeLaTeX che permette di usare la traslitterazione con i tasti latini basata sui miei font con codifica LGR (fatti apposta per i grecisti; li avevo preparati quando XeLaTeX non esisteva ancora); dopo averci preso la mano, si procede molto speditamente, anche se sullo schermo ti appare una sequenza di segni ASCII che rendono un po’ difficile all’inizio riconoscere il greco, in particolare per controllarne l’ortografia; nel file composto PDF, però, le lettere appaiono in greco complete dei debiti diacritici e iota sottoscritte.
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Se leggessi la documentazione di toptesi sapresti che:
1) il file di configurazione serve per il frontespizio;
2) che la cara A4 è quella di default per toptesi
3) che la codifica T1 è quella di default per il pacchetto fontenc
4) che babel è già caricato con le lingue inglese ed italina, quest’ultima come lingua di default
5) che è estremamente pericoloso ricaricare pacchetti già caricati, specialmente se si specificano opzioni diverse.
6) che la documentazione, contenuta nel file toptesi-doc.pdf allegato al pacchetto toptesi, è scritta in italiano, quindi non ci dovrebbero essere problemi linguistici di mezzo, e queste cose ci sono già scritte.
7) che il pacchetto toptesi e già dotato di un paio di modelli, altamente configurabili e completamente personalizzabili.Segui il consiglio di documentarti su una bella guida iniziale come l’Arte di scrivere con LaTeX che puoi scaricare dal link che c’è qui sopra nella sezione di documentazione.
Usa poi la finestra comandi per scriverci dentro texdoc toptesi-doc al fine di poter leggere la documentazione che hai già sul tuo disco e non devi andare a cercare chissà dove.
Se poi la tua distribuzione di toptesi non è quella ultima caricata su CTAN, aggiorna la tua distribuzione, perché negli ultimi messi si è già arrivati alla versione 5.61b.
::F4bry” post=79359Scusate, come si fa a mettere l’indice su due colonne? grazie.
Quella discussione e la soluzione indicata da Enrico vanno certamente bene per un documento cartaceo scritto su un foglio A$ o B5.
La domanda posta da@F4bry in questo filone dove si parla di beamer e di un “foglio di carta di 12 cm di base, cona i bordi decorati eccetera, mi fa sorgere il sospetto che @F4bry volesse l’indice a due colonne in un frame di una presentazione eseguita con beamer.
In questo caso la risposta, se la mia ipotesi è corretta, l’indice della presentazione composta a due colonne in un solo frame non ci sta e a meno che non lo si scriva con corpo “tiny”. Nel qual caso sarebbe illeggibile, e quindi non servirebbe a niente.
Inizialmente la domanda era stata posta anche da @Ada.La risposta di @cfiandra era eloquente:
Una soluzione potrebbe essere quella di mettere l’indice su due colonne.. ma detto onestamente, non so se sarei in grado di farlo.
e
E se non è capace di farlo BeamerClaudio ( 😉 ) credo che non sia capace nessuno.Sottolineo il fatto: tre voci nell’indice per una presentazione (di @Ada) di 130 frame, servono e non servono ma almeno non occupano tanto spazio comunque le si componga. Se per 130 slide si ritiene di dover mettere più di tre entries nell’indice, bisogna ridurre il corpo finché l’indice non è più leggibile.
Se proprio fossero necessarie molte voci per illustrare il contenuto della presentazione, allora è meglio, appunto, comporre questa specie di indice/sommario in diversi frame successivi e illustrare a voce le varie parti della presentazione.
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Marco, il fatto che il tuo processore consenta la doppia precisione e ti garantisca 10 cifre significative “esatte” non credo che abbia nulla a che vedere con la precisione con cui pgfmath faccia i conti.il pacchetto fp (floating point) apparentemente garantisce un precisione quasi illimitata, ma è lento perché fa i calcoli simulando i contatori floating point di un processore a 64bit con un numero adeguato di contatori interi TeX, e simula i calcoli (che nella CPU vengono fatti con pochi cicli di clock) lavorando con una cifra alla volta come si farebbe a mano su un quaderno quadrettato.
TeX fa conto solo con quantità intere.
Calc e le nuove istruzioni di e-TeX (già incorporate in pdftex e xetex, i motori di composizioni “normali, e luatex che però può ricorrere ai calcoli in ambiente Lua) sembra che eseguano i conti con quantità fratte, ma in realtà lavorano con grandezze in punti espresse come valori interi di scaled points, ovvero, il che è in pratica lo stesso, con valori fratti in punti, a a virgola fissa e con 16 cifre binarie nella parte fratta. per la parte intera si arriva solo a 14 cifre binarie, quindi la massima grandezza in valore assoluto è di 16 384pt, anzi, per l’esattezza 16383.99999pt.
Ne segue che il massimo numero di cifre fratte che si possono usare in aritmetica a virgola fisse, come quella che usano tex, pdftex, xetex, equivale ad una “precisione” di circa 5 o 6 cifre decimali fratte. Non puoi fare di meglio se non usare il pacchetto fp, che però è lentissimo.
Tutto ciò premesso, i calcoli a virgola fisse implicano degli errori di troncamento o di arrotondamento ad ogni operazione eseguita, per cui le cifre “esatte” alla fine di qualunque conto sono meno di 5 cifre fratte.
In qualunque corso di programmazione si insegna che i confronti con lo zero sono banali lavorando con gli interi, e sono difficili con i numeri fratti a causa di questi arrotondamenti e troncamenti. Il concetto sostanzialmente è che invece di confrontare qualcosa con lo zero bisogna confrontare il valore assoluto di quel qualcosa con un numero piccolo e non nullo. In termini logico-matematici in aritmetica finita a virgola mobile, bisognerebbe confrontare due quantità relativa, per esempio, detta D la distanza calcolata e D0 una distanza di riferimento bisognerebbe confrontare ` |D/D0| < epsilon` dove epsilon è una quantità positiva sufficientemente piccola, abbastanza minore di uno ma non così piccola da non poter essere rappresentata nell'aritmetica finita di TeX; potrebbe andare bene qualcosa come 0.001pt. Allora il test eseguito è vero se se il primo valore assoluto è minore di epsilon, vale a dire che in quel caso D si può considerare trascurabile rispetto a D0, quindi, scelto D0 in modo adeguato, ma in modo che sia paragonabile col il massimo delle addendi algebrici usati nei calcoli precedenti, allora D si può considerare nullo entro la tolleranza relativa stabilita con epsilon. Il fatto che possa impostare il limite del troncamento ad un valore qualsiasi con i comandi che presenti, non mi sembra una cosa da fare e lo considererei un bug di pgfmath se consente di farlo. Non sperare di poter mai ottenere differenze nulle fra distanze lavorando con i programmi del sistema TeX; Non ci riusciresti nemmeno se usassi triangoli pitagorei; nel momento in cui calcoli, per esempio, la radice quadrata di x al quadrato più y al quadrato dove x=3 e y=4, non sperare di ottenere 5; al meglio potrai ottenere 4.99973 oppure 5,00013 o cose del genere. Non voglio deprimerti con queste indicazioni, ma sperare di poter ottenere dei valori nulli eseguendo delle differenze fra numeri fratti è praticamente impossibile.
::@OldClaudio: grazie! Mi sarebbe piaciuto conoscerti.
E a me altrettanto e mi sarebbe piaciuto offrire la cena anche a te.
Sulle qualità della polenta e su come girarla con l’apposito bastone abbiamo avuto discussioni più animate che non su LaTeX 🙂
Il bastone per la polenta, in piemontese si chiama toirol (ëd la polenta) [pronuncia: tui’rul əd la pu’lɛnta] e non ci si arriva per induzione se non ci fosse la frase fra parentesi. Enrico sostiene che la forma dell’apposito bastone e quella tronco-conica della pentola in cui cuoce la polenta è fatta apposta per girare la polenta in senso orario, solo con la mano destra, e i mancini devono arrangiarsi. Ne deduco che in Veneto la polenta viene cotta in pentole di forma diversa e il bastone ha forma diversa dal toirol piemonteis, che può essere girato con qualunque mano e da qualunque persona…:smile:Ciao
Claudio
::
Direi che la risposta che ti ha dato Enrico sia perfettamente funzionale al tuo problema.Sai che io non amo usare i pacchetti esterni, ma mi piace modificare localmente e per il singolo documento, i comandi interni della classe o magari anche quelli innocui del nucleo di LaTeX; quindi so dove cercare e che cosa cercare ciò che voglio modificare.
Per esempi: tutte le classi definiscono o ridefiniscono certi comandi che servono per comporre le voci dell’indice generale; questi comandi, ovviamente interni e contenti il segno @ sono formati agglutinando il prefisso [tt]\l@[/tt] con il nome del comando di sezionamento; quindi, per esempio, la macro che interesserebbe a te sarebbe [tt]\l@chapter[/tt]
Basta clonarla dalla classe, cambiare \def o \newcommand con \renewcommand e modificarla a piacere; dove? ovviamente nel preambolo, o in un file di macro personali da leggere nel preambolo, o in un file di impostazioni personali da leggere nel preambolo.
Giustamente Enrico non scende in questi dettagli, e dice: modifica il comando [tt]\chapter[/tt] e non ti preoccupare di quel che succede dietro le quinte, ma come vedi nemmeno lui va a cercare pacchetti esterni.
Attento: non demonizzo affatto i pacchetti esterni, ci mancherebbe altro; anzi, sono comodissimi, specialmente se vuoi fare in fretta certe cose senza perdere troppo tempo per studiare manuali di 700 pagine; semplicemente che spesso e volentieri faccio prima a cercare i comandi da modificare che andare a studiare come modificarli attraverso l’uso di pacchetti esterni.
::una cosa che non centra un accidenti con questo post:
LaTeX, per la classe book, ha come default la stampa della testatina formata da: nome capitolo (capito 1, capitolo 2 etc) ed il numero di pagina.
Non sono riuscito a trovare l’impostazione giusta da inserire nel preambolo per avere la stampa del solo numero di pagina.Hai mai sentito parlare del pacchetto fancyhdr? Se ne parla ogni due o tre filoni ed è abbondantemente descritto sia sull’Arte di scrivere con LaTeX sia nella documentazione di fancyhdr che leggi direttamente con il comando da terminale texdoc fancyhdr
::
Questa come ti pare?`\documentclass{article}
\usepackage{graphicx,multirow,booktabs,array}\begin{document}
\newcommand\duecolonne[1]{\tabular{p{.5\textwidth}p{0.1\textwidth}}#1\endtabular}
\begin{table}[htbp]
\centering
\caption{\dots} \label{tab:DFactor}
\small
\begin{tabular}{m{0.3\textwidth}m{0.6\textwidth}}
\toprule
\textbf{\dots} &\duecolonne{\textbf{\dots} & \textbf{\dots}}\\
\midrule
\includegraphics[width=3cm]{fig1} &\duecolonne{text & 1 \\
& } \\
\midrule
\includegraphics[width=3cm]{fig2} &\duecolonne{text & 2\\
text & 2bis} \\
\midrule
\includegraphics[width=3cm]{fig3} &\duecolonne{ text & 3\\
& } \\
\midrule
\includegraphics[width=3cm]{fig4} &\duecolonne{ text & 4\\
& text} \\
\midrule
\includegraphics[width=3cm]{fig5} &\duecolonne{ text & 5\\
text & 5bis} \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\end{document}`
Senza multirow che sarebbe sempre meglio non usare con contenuti così grandi a fianco di righe così bassine.
Attento al pacchetto array che permette di usare il descrittore m di colonna.keepaspectratio ha un senso solo quando specifichi sia la larghezza width sia l’altezza height e i fattori di scala nelle due direzioni risultano diversi.
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Allora prima colora la metà superiore e poi la sovrascrivi con un \multirow grigio messo nella metà inferiore specificando correttamente con i parametri opzionali che vuoiallineare la cella \multirow in basso e vuoi sovrascirvere le celle precedenti; esamina bene le opzioni sul manuale di multirow.
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