Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
6 Settembre 2012 alle 19:36 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72824::
Quello che ti ha detto Enrico è sacrosanto.
Inoltre, se mi consenti, ammesso che esistesse un tale ambiente anche per la classe book, dividere le colonne in modo che siano esattamente la metà della larghezza del testo, vuol dire che i loro contenuti sarebbero adiacenti senza spazio intermedio, il che non sarebbe ina grande idea.Tornando a noi, l’ambiente column vale solo per beamer che non ha (normalmente) il problema di dividere le pagine per andare ad una pagina/frame nuova. Nella classe book tu non sai dove cadrà il tuo testo; se cadesse a fondo paigna come verrebbe spezzata la tabella e il testo?
Allora devi scegliere fra alcuni accomodamenti:
1) puoi usare il pacchetto wrapfig (leggi prima la documentazione: texdoc wrapfig da terminale/prompt dei comandi) che non serve solo per le figure ma anche per le tabelle; scegli i parametri con intelligenza; eventualmente previsi che la tabella, da mettere dal lato del margine esterno, possa anche eventualmente sforare nel margine.
2) Se il testo che affianca la tabella si riferisce solo alla tabella e non è una cosa che prosegue il testo precedente o quello seguente, può inserire il tutto dentro un ambiente table, così anche la didascalia della tabella ha il titolino corretto; dividi lo spazio fra due minipage di larghezza pari a, diciamo, 0.475\textwidth; in una minipage metti la tabella con la sua didascalia, nell’altra metti il testo; separi le due minipage con [tt]\hfill[/tt] e lasci flottare l’ambiente table dove LaTeX trova il posto per metterlo;
3) concepisci la tabella in una altro modo, se possibile, e fai sì che sia larga abbastanza per occupare l’intera \textwidht, per esempio scambiando le righe con le colonne; e la usi come tutte le altre tabelle rese flottanti con l’ambiente table.
Visto che le guide non parlano o parlano troppo poco dell’ambiente minipage, trovi abbastanza documentazione nella guida tematica LaTeX Handbook commentato, qui sopra nella sezione Documentazione.
::
Puoi provare a specificare [tt]openbib[/tt] fra le opzioni della classe; non so se funzioni anche con il tipo di bibliografia e con gli strumenti che hai usato per comporla (tipo biblatex) ma potrebbe funzionare; in sostanza compone la bibliografia ragged right (in bandiera allineata a sinistra) e andando a capo per ogni nuova informazione. Se funziona, la bibliografia impegnerà più pagine, ma gli sforamenti potrebbero sparire.
::
Ti ringrazio per la segnalazione; in effetti si tratta di un editor fuori del comune.
Gli usi di BabelPad possono essere molteplici, compreso quello di cambiare codifica ai file .tex, ma ha alcune limitazioni: gira solo su Windows e non può servire come shell editor per gestire la compilazione, visualizzazione, eccetera, dei file che vengono lavorati con i programmi del sistema TeX.Noi non ne abbiamo parlato perché prima della tua segnalazione, almeno io, non ne sapevo niente. Ma se anche l’avessimo conosciuto non so se l’avremmo indicato come strumento principe per la conversione di codifica; come hia visto abbiamo dato più attenzione agli shell editor multipiattaforma e a TeXworks che è installato di default sia con TeXLive sia con MiKTeX su tutte le piattaforme, tranne Linux i cui package manager ce l’anno già inserito nell’elenco die programmi installabili con pochi click, senza bisogno di domandarsi dove andarlo a cercare.
Però devo ammettere che BabelPad mi ha impressionato. 😉
Claudio
::
Tommaso, ho letto il changelog, ma se c’è scritto qualcosa a proposto delle righe magiche è ben nascosto.La specificazione del glitch riguarda la documentazione, che è stata aggiornata solo in alcune parti; quella piccola imperfezione diventa evidente solo alla luce dei fatti provando con una codifica “insolita” come Apple Roman, altrimenti probabilmente non me ne sarei accorto.
Texmaker ha fatto progressi anche lui sotto questo punto di vista; ora distingue utf8 dagli altri, se non è utf8 prova latin1 ma si accorge se la cosa non va e offre un dialogo per consentire all’utente di scegliere la codifica che vuole.
Tutto ciò non appare né nel changelog di TeXstudio né in quello di Texmaker, o, se c’è, io non sono capace di vederlo; e sì che conosco l’inglese scritto, letto e parlato piuttosto bene.
::
La documentazione di TeXstudio 2.4 sembra ancora quella vecchia, per la quale l’encoding predefinito è utf8, e se non lo è viene assunto latin1; ho però aperto un file con la riga magica relativa ad MacOsRoman e l’ha decifrata correttamente; ha compilato il file correttamente e lavisualizzazione sul previewr PDF interno è risultata corretta.Direi che a parte questo piccolo glitch della documentazione, si possa confermare che TeXstudio sappia decifrare le righe magiche.
::
Se ti manca xparse, vuol dire che hai una distribuzione non completa del sistema TeX.Noi tutti raccomandiamo di disporre sempre di una installazione completa, come quella che si può avere con TeX Live, multipiattaforma che funziona e is installa su Windows, Linux e Mac (su Mac si chiama MacTeX). Mi puoi obbiettare che la distirbuzione compelta serve anche per scrivere in mongolo e che non hai nessuna intenzioni di cimentarti in quella lingua; d’accordo, ma è molto più semplice installare tutto, che fare una cernita dei paccheti da installre e di quelli da non installare; non si sa mai, fra quelli da non installare potrebbe esserci i famosi pacchetti mancanti per fare davvero questo o quello. Mai dire mai; chissà che fra 20 anni non ti dedichi al mongolo 🙂
Quindi qualunque distribuzione tu abbia usa il package manager, o wizard, o come si chiama, e completala, non cercare di installare solo xparse.
Oppure liberati di MiKTeX, se disponi di questa distribuzione, e installa TeX Live 2012 (completa); tienila aggiornata circa una volta ogni due settimane tramite il TeX Live Manager (il programma tlmgr) e ti ritrovi con la versione ufficiale, sempre aggiornata, facile da aggiornare, completa, e non ti mancherà (quasi) mai niente. Il quasi si riferisce a pacchetti privati o sparsi per internet o obsoleti; dei quali bisogna diffidare, tranne di quelli privati, ma solo se tu li ricevi direttamente dal loro creatore e purché sia una persona affidabile e di cui tu abbia la massima fiducia.
::
… e, a meno che tu non voglia distorcere la figura, non usare mai contemporaneamente width e height, senza usare anche keepaspectratio. Come dice il nome, questa opzione serve per evitare distorsioni dell’immagine mantenendo costante il rapporto di forma base/altezza che ha la figura originale; come fa? semplicemente usa solo o width o height, la più grande delle due che non faccia diventare la scatola della figura troppo larga (perché uscirebbe dai bordi laterali della griglia di stampa) o troppo alta (perché, tenuto conto anche della didascalia, il tutto uscirebbe dai margini superiore o inferiore della griglia di stampa.Non usare mai nemmeno \begin{center}…\end{center} dentro l’ambiente figure, e non mettere ulteriore spazio sotto alla didascalia; ci pensa LaTeX a metterci lo spazio che ci vuole. Usa la dichiarazione \centering che non aggiunge spazi inutili.
Componendo a due colonne l’ambiente figure non asteriscato ammette solo i codici di posizionamento t, h e b (h è sconsigliabile); l’ambiente asteriscato di default ha la sola posizione t; entrambi possono venire messi un una pagina di oggetti mobili, a sarebbe un orrore se vi venissero mescolate figure a piena larghezza di pagina con figure a larghezza di colonna. Ricorda anche che gli oggetti mobili vengono messi nel file di uscita nello stesso ordine con cui compaiono nel file di entrata, quindi potrebbero uscire oscenità ancora peggiori mescolando a fine articolo figure a piena pagina e figure in colonna.
::
Ho appena provato con il pacchetto ifsym caricato con l’ipzione alpine, come hi fatto tu; dentro begin{document} ho dato il comandi \Hut; i font metafont sono presenti nella distribuzione completa TeX Live 2012 e pdflatex ha chiamato metafont pre creare i font raster; poi li ha usati correttamente disegnando la casetta.Quindi se a te non succede, vuol dire che la tua distribuzione è o vecchia, o bacata o incompleta.; se hai MiKTeX prova a vedere con il Package Wized se hai a bordo i font ifsym in formato metafont (estensione .mf); se non è così usa quel wizard per caricare proprio il pacchetto di font mancante.
Poi c’è un workaround che consiste nel disegnare la casetta con picture, completo del pacchetto pict2e, del 2009; si tratta di disegnare due spezzate (comando \polyline) usando come unità di misura 1ex o una frazione piuttosto grande di 1ex, per esempio 0.9ex.
Oppure carica il pacchetto tikz e disegna quelle due spezzate direttamente con [tt]\tikz \draw… ;[/tt] direttamente nel punto dove nel sorgente metteresti il comando \Hut; o se preferisci definisci il comando ‘Hut con quell’espressione di \tikz e poi usalo come se fosse il comando che usa il carattere di ifsym. Devi comunque caricare il pacchetto tikz; se la tua versione è una MiKTeX vecchia e incompleta è possibile che tu non abbia nemmeno tikz.
Soluzione generale? Se hai MiKTeX buttalo; poi (se anche avessi TeX Live vecchio o bacato) installati TeX Live 2012 come descritto nell’Arte.
::
Simone,
sono molto contento della tua revisione, ma scrivendola qui sul forum si riempiono le pagine di cose che sicuramente interessano me, ma poi gli altri frequentatori, che non possono autocorreggersi la Guida, forse non gradiscono o forse non sanno cosa farsene.Per le prossime segnalazioni, ti pregherei di scrivermi direttamente per posta elettronica; il mio indirizzo lo trovi facilmente in quasi tutti i pacchetti che ho scritto e sono sia su CTAN sia nella distribuzione TeX Live. 🙂
Ciao e grazie
Claudio
::
L’ho provato e…
Ho aperto un file codificato in applemac, non me l’ha riconosciuto come utf8 e l’ha aperto in latin1 😮Siamo alle solite: un programma per Mac che non riconosce applemac, pretendendo di saper riconoscere la codifica. Lo stesso problema di Aquamacs.
Non sembra riconoscere nessuna riga magica, nemmeno con una sua sintassi personale.
Sembra che abbia ottime caratterisitiche, megli di TeXnicle, ma questa faccenda della codifica non mi va giù. Preferisco un editor come TeXshop o TeXworks che non riconosce automaticamante la codifica, ma è in grado di aprire e di salvare qualunque documento scritto con qualunque codifica e salvato con qualunque (altra) codifica.
-
AutoreRisposte