OldClaudio

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  • in risposta a: Errore aggiornamento #76354
    OldClaudio
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      Se l’hai modificato, lui lo vede come creato a mano.

      Se hai dei font tuoi, come ho scritto in precedente messaggio, crea una mappa e un file updmap.cfg nella cartella
      /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap.cfg

      in risposta a: Arara #76452
      OldClaudio
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        Enrico, sempre utilissime le tue osservazioni. Grazie mille
        Claudio

        in risposta a: Estremi di integrazione e esponenti frazionari #76506
        OldClaudio
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          Non usare \dfrac, ma \frac; se poi ti sembrano torppo piccoli usa le frazioni a barra, del tipo di 3/2, per intenderci.

          in risposta a: Colonna di tabella con due unità di misura #76503
          OldClaudio
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            Segui il consiglio di Orlando, ma per favore usa i millimetri, non i centimetri: e probabile che tu abbia più numeri interi da esporre..
            In ogni caso i millimetri, di cui tutti abbiamo la percezione intuitiva derivata da almeno una ventina di anni di uso di righelli millimetrati, sono sempre da preferire per misure inferiori, diciamo, a 200mm.

            in risposta a: Arara #76450
            OldClaudio
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              Sì, Enrico, sono tutte cose che sapevo e per questo il mio era solo un tentativo preliminare che richiedeva ulteriore studio. Infatti questa notte, nei periodi di veglia che mi capitano ogni notte, mi sono reso conto benissimo che quelle, e altre considerazioni, rendono quella mia piccola soluzione un giochetto che non ha validità generale.
              Grazie comunque per avermelo ricordato.

              Invece il seguente codice, che lascia la bibliografia indietro di un giro, ma non richiede altro che cliccare eventualmente una seconda volta il pulsante per eseguire la compilazione (o forse anche una terza alla conclusione della lavorazione del documento) sembra funzionare bene, ma appunto lascia la bibliografia indietro di un giro.
              `\usepackage{etoolbox}
              \AtBeginDocument{\renewcommand\bibliography[1]{\if@filesw\immediate\write\@auxout{\string\bibdata{#1}}\fi
              \AfterEndDocument{\immediate\write18{bibtex #1}}\@input@{\jobname.bbl}}}`
              Per fare una cosa seria, bisognerebbe inserire \AfterEndPreamble dentro la definizione idi \bibliography quale risulta alla fine del preambolo, dopo avere caricato tutti i pacchetti e predisporre la scelta di bibtex oppure biber prima di eseguire \write18; è chiaro che tutto ciò potrebbe stare in un pacchettino da immettere nel preambolo.

              Comunque resta il problema che durante l’esecuzione di \end[document} si chiudono i file aux, poi li si riapre per aggiungere le ultime cose, poi li si chiude di nuovo; siccome le citazioni che vengono usate da bibtex e biber si trovano nei file aux, non ci sono santi, bisogna restare indietro di un giro.
              Un’altra soluzione sarebbe quella di usare write18 per fare eseguire pdflatex di nuovo dopo aver eseguito bibtex/biber sottoposto a uno switch che eviti una ricorsione infinita. In questo modo la bibliografia sarebbe sincrona, ma secondo me non si guadagnerebbe nulla e si consumerebbe cpu time inutilmente, rispetto ad eseguire una ulteriore composizione (o due ulteriori composizioni) alla fine definitiva della lavorazione del documento.

              Ciao
              Claudio

              in risposta a: Arara #76448
              OldClaudio
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                Un primo abbozzo potrebbero essere queste poche righe aggiunte poco prima di \begin{document}
                `\AtBeginDocument{%
                \renewcommand\bibliography[1]{\if@filesw\immediate\write\@auxout{\string\bibdata{#1}}\fi\immediate\closeout\@auxout\immediate\write18{bibtex #1}\@input@{\jobname.bbl}}
                }`

                Per un semplice file senza parti incluse, dovrebbe funzionare; a me è riuscito con un file scritto con la classe octavo e compilato con pdflatex. Veramente ho fatto tutto molto in fretta e non ho verificato ogni dettaglio, ma insomma la bibliografia è uscita anche nelle compilazioni successive alla prima, cioè dopo aver introdotto qualche correzione al testo. Si mi rendo conto che il file \@auxout viene chiuso probabilmente troppo presto per la registrazione completa di tutto quello che serve, ma avendo la bibliografia alla fine del documento non sembrano esserci inconvenienti.

                Tutto preso con le molle, perché bisgnerebbe che facessi un’analisi dettagliata di ciò che il programma esegue passo passo; ma almeno c’è un primo risultato — magari da cestinare, ma c’è.

                in risposta a: Arara #76445
                OldClaudio
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                  Ciao Claudio,

                  in effetti anche a me darebbe fastidio aspettare ogni volta la fine di due o tre compilazioni successive!
                  Però sarebbe comodo che biblatex lanciasse in automatico biber o bibtex ogni volta che si compila,
                  o che il comando bibliography lanciasse bibtex. Questo passo in più sarebbe quasi istantaneo.
                  In questo modo l’utente deve solo sapere, come già dovrebbe, che con LaTeX bisogna compilare
                  più di una volta per vedere tutti i riferimenti a posto.

                  Ciao ciao.
                  Fra

                  In effetti ci sto pensando a fare un comando \bibliography che faccia più o meno quello che fa makeindex con gli indici analitici.

                  Ciao
                  Claudio

                  in risposta a: Problema di visualizzazione del testo in grafici Matlab #76498
                  OldClaudio
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                    Questa procedura è disponibile dalla 2010. Dalla 2011 in poi non è nemmeno necessario avere attiva l’opzione –shell-escape, perché esegue esternamente un programma “protetto” e garantito, che non induce i rischi che si potrebbero avere con le porte aperte da –shell-escape a ogni malware dilagante o anche ad errori banali.

                    Sembra che con la 2012, ma forse era già da prima, si disponibile la possibilità di aggiungere alla lista dei programmi sicuri altri programmi non indicati in prima installazione. Io non l’ho ancora mai attivata e mantengo attiva l’opzione –shell-escape, stando molto attento a quello che faccio, sia con gli antivirus sia con un’attenzione particolare per evirare di dare a \write18 un argomento del tipo [tt]del *.*[/tt] che mi cancellerebbe tutta la cartella di lavoro e le sue cartelle subordinate. 🙁 😥 😈

                    in risposta a: Xelatex e le specifiche alternative dei font #76423
                    OldClaudio
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                      Doc” post=75632In effetti, a pensarci bene, su linux….. πϡ βϐ φϕ θϑ σϛ 🙂
                      Qui si preme il tasto [tt]AltGr[/tt]!

                      Infatti c’è sempre l’occasione di imparare qualcosa di nuovo; grazie ancora per le informazioni su Linux.

                      Ti chiederei un favore; il mio indirizzo di posta elettronica lo trovi nei file di documentazione dei diversi file o pacchetti che ho contribuito a CTAN; se mi scrivi un messaggio io acquisisco il tuo e-mail; ti mando lo schemino per disegnare una tastiera; mi ci metteresti dentro in ogni tasto i segni graci, mettendo nella parte a destra di ogni tasto ciò che produce con il tasto AltGr premuto? T spiego di più nel messaggio con cui accompagnerò il codice (ovviamente ambiente picture…:cool: ).

                      Ciao e grazie
                      Claudio

                      in risposta a: inserire didascalia in tabularx #76470
                      OldClaudio
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                        Dr Spencer Reid è sempre reticente; secondo me ha detto bene che ha risolto il problmea senza dice come, perché simmagino che dopo aver messo [tt]\captionof{ff}[/tt] senza che gli funzionasse, deve aver letto meglio il messaggio a proposito del pacchetto caption, non del comando \caption, come egli scrive, e deve essersi accorto della sua distrazione nel non aver caricato il pacchetto caption, oppure che \captionof, definito dal pacchetto caption, richiede due argomenti, non uno solo.

                        Chi non ha mai avuto distrazioni alzi la mano; io NON alzo la mano! 🙁

                        in risposta a: Problema di visualizzazione del testo in grafici Matlab #76496
                        OldClaudio
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                          E poi perché usi la trafila di : file eps + epstopdf” quando pdflatex è in grado di importare le immagini eps (convertendole da solo in immagini pdf già smarginate)?

                          in risposta a: Xelatex e le specifiche alternative dei font #76421
                          OldClaudio
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                            Evidentemente sto perdendo colpi, perché la soluzione al mio problema è di una semplicità infantile.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                            % !TEX TS-program = XeLaTeX

                            \documentclass[11pt,a4paper]{book}

                            \usepackage[libertine={Ligatures=TeX,RawFeature=+onum}]{libertineotf}

                            \newcommand\textogreco{ἀλλά μοι δοκεῖς ϑ β φ βάμβαξ}

                            \begin{document}
                            Nel mezzo del cammin di nostra vita

                            \textogreco

                            {\addfontfeatures{RawFeature=+aalt}
                            \textogreco}

                            \textogreco

                            1234567890

                            {\addfontfeatures{RawFeature=+lnum}
                            1234567890}

                            \end{document}`
                            Infatti basta usare in input il segno alternativo della teta, senza ricorrere a nessun artificio.

                            Il punto, come al solito è il driver della tastiera; sul mio Mac, impostato il driver Greek Polytonic, se si preme il tasto “u” viene la teta che non mi piace, mentre se si premono i tasti “alt+u” viene il segno desiderato.

                            Non è che funzioni con tutti i font; funziona con Libertine, perché dispone di entrambi i glifi; ma non funziona , per esempio, con Artemisia, perché i due glifi sono scambiati, quindi non è necessario premere “alt” per avere il disegno che mi piace, ma è necessario premerlo per quello che non mi piace.
                            Invece con Libertine”f” e “alt+f” producono i due disegni della fi, ma con Artemisa si produce lo stesso identico disegno e non è possibile ottenere ϕ con l’asta verticale.

                            Tuttavia, come vedete la soluzione, almeno con un driver serio dotato di tastiera virtuale come quello del Mac, le cose si risolvono facilmente, senza bisogno di ricorrere agli arcani delle features de font OpenType.

                            Non sono in grado di dire come fare con Windows o Linux, perché comunque li ho virtualizzati sul mio iMac, ma la tastiera è sempre la stessa, anche se lavora con driver diversi.

                            in risposta a: Xelatex e le specifiche alternative dei font #76419
                            OldClaudio
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                              Vedi, Domenico, libertineotf.sty carica lui fontspec alla sua riga 70; quindi il vantaggio di usare questo pacchetto è una interfaccia tra utente e fonspec più userfriendly (strano che si trovi nella cartella texmf-dist/tex/latex/libertineotf/ e non in una cartella (inesistente) texmf-dist/tex/xelatex/libertineotf/, visto che fra le righe 59 e 68 viene controllato il motore di composizione e se non è xelatex o lualatex, segnala un \PackageError…:roll: ).

                              Il bello del pacchetto è che imposta una quantità di features di default, features che all’utente comune come me non verrebbero mai in mente e definisce famiglie di font della collezione liberitne che uno non saprebbe nemmeno che esistono, visto che i rispettivi nomi e caratteristiche sono per lo più inimmaginabili; belle le chiavi di biolinum per mostrare i disegni dei tasti della tastiera e i disegni relativi al mouse; bella la possibiliità di usare lettere speciali per i capolettera o capilettera (qualunque dei due sia corretto).

                              Ma, a parte l’interfaccia userfriendly, non mi pare che permetta di usare varianti diverse da quelle predefinte nel font; in ogni caso sto sperimentando; grazie per avermi indirizzato a libertineotf (come il pacchetto cfr-lm per i font Latin Modern con pdflatex) che permette di usare caratteristiche della collezione di font che non sarebbero altrimenti accessibili.

                              Infatti:`
                              % !TEX TS-program = XeLaTeX
                              % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                              \documentclass[11pt,a4paper]{book}

                              \usepackage[libertine={Ligatures=TeX,RawFeature=+onum}]{libertineotf}

                              \begin{document}
                              Nel mezzo del cammin di nostra vita

                              ἀλλά μοι δοκεῖς θ β φ

                              {\addfontfeatures{RawFeature=+aalt}
                              ἀλλά μοι δοκεῖς θ β φ}

                              ἀλλά μοι δοκεῖς θ β φ

                              1234567890

                              {\addfontfeatures{RawFeature=+lnum}
                              1234567890}

                              \end{document}`
                              a parte la correzione della riga magica del programma che Mac e TeXshop vogliono con le maiuscule al posto giusto, e la riga dell’encoding deve contenere anche la parola Unicode, le lettere greche che si ottengono sono esattamente quello che ottenevo io specificando numericamente le alternative/varianti; la variante 0 (o maggiore di 0, non fa differenza) equivale alla variante aalt. Comunque devo provare con altri testi greci per vedere se per caso non distingua la beta isolata, o iniziale o mediale.

                              Domenico, ti ringrazio ancora moltissimo.

                              in risposta a: Arara #76442
                              OldClaudio
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                                OK, se tra le opzioni di Typeset di TeXshop c’è una voce in più che si chiama arara e fa tutte quelle belle cose, va benissimo per chi lo vuole usare. Io continuo a pensare che non serva a niente, anche se sembra ben fatto e utile.
                                Ripeto, ognuno ha le sue esperienze e le sue abitudini consolidate, e io che ho i miei anni di attività con LaTeX ho tutti i difetti delle persone anziane che diventano estremamente tradizionalisti e non abbandonano le loro abitudini. Lo confesso.
                                Ma onestamente non ricompilo mai per l’indice analitico, perché uso sempre imakeidx nei miei documenti che sono dotati di indice analitico.
                                Eseguo bibtex (o biber) solo quando è veramente necessario, e quindi abbastanza raramente rispetto alle volte in cui eseguo il programma di compilazione pdflatex o xelatex; se mettessi su le righe per arara e i file di configurarzione per arara consumerei molto più tempo che:
                                (1) clicco sulla frecciolina accanto alla finestrella di Typeset, per scegliere bibtex;
                                (2) clicco su Typeset;
                                (3) se ci sono errori torno si Bibdesk per esaminare il database bibliografico e riprendo da (2);
                                (4) altrimenti riclclicco sulla finestrella e scelgo LaTeX (che con Texshop vuol dire pdflatex) o su XeLaTeX e poi sul bottone Typeset una sola volta;
                                (5) se dopo questa compilazione non ottengo messaggi del tipo Labels may have changed, oppure Undefined references, ho terminato;
                                (6) altrimenti riprendo da (5) o vado a vedere quali references non siano definite e procedo con le correzioni necessarie.

                                Tenuto conto dei possibili errori nelle varie compilazioni, erroriche andrebbero comunque corretti, ritengo che questa procedura sia più efficiente che non usare il deprecato TeXnicle (che funziona abbastanza male, e conserva l’unico pregio di avere le due finestre, sorgente e pdf, belle grandi assieme a pieno schermo, il che non è un pregio da poco; però sto meditando di disinstallarlo e di non pensarci più) o Kile, o latexmk, o arara, o quant’altro che possa automatizzare l’intera procedura.

                                in risposta a: Arara #76436
                                OldClaudio
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                                  francesco.biccari” post=75605So che la mia domanda non c’entra moltissimo con Arara, ma non capisco una cosa.
                                  Così come il pacchetto imakeidx lancia makeindex in maniera del tutto trasparente
                                  per l’utente, perché non si può modificare biblatex per lanciare biber in automatico,
                                  oppure il comando bibliography per lanciare automaticamente bibtex?

                                  Ciao ciao.
                                  Fra

                                  Ai tempi in cui avevo proposto a un nostro meeting l’idea di compilare l’indice analitico, avevo pensato anche alla bibliografia, e in effetti dopo la presentazione del mio articoletto embrionale, ci sono state alcue domande in merito; poi quel lavoretto “seminal” come direbbero gli americani, ha stimolato Enrico e ne è nato imakeidx.

                                  Onestamente non mi ricordo più perché avevo concluso che con la bibliografia c’erano delle limitazioni, ma che in linea di principio si poteva fare anche per la bibliografia; io non l’ho mai fatto, e Enrico,a quanto pare, ha lasciato cadere la cosa.; probabilmente lui conosce meglio di me perché ha/abbiamo abbandonato il progetto della bibliografia.

                                  Chissà…

                                  Onestamente però, uso pdflatex o xelatex in pratica ogni giorno; e voi partecipanti a questo filone di discussione, probabilmente fate altrettanto. Non ho mai apprezzato questo genere di automatismi; per l’indice analitico passi, per un pacchettino che faccia compilare la bibliografia, onestamente ne sento meno il bisogno; via via che scrivo un documento aggiungo voci al database; perché dovrei eseguire sempre ad ogni compilazione del documento la trafila delle quattro compilazioni, talvolta cinque? Ne basta una, e la bibliografia si compone alla fine della settimana. Uno dei motivi per i quali ho abbandonato Kile su Ubuntu è stato proprio perché cliccando il pulsante pdflatex eseguiva tutta la trafile delle quattro compilazioni; a suo tempo non ero stato capace di disabilitare questa funzionalità. Insomma Arara fa sicuramente quello che deve fare, ma fa cose che io non apprezzo in modo particolare.
                                  Dal numero di messaggi che questo argomento ha suscitato in poche ore, direi che sono proprio la pecora nera del gruppo, nel senso che non mi viene nemmeno la curiosità di provarlo; anzi, ne sconsiglierei l’uso durante la lavorazione di un documento complesso. Scusatemi, sono proprio quello che nel coro canta un’altra canzone.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 8,311 al 8,325 (di 11,287 totali)

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