Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Capisco che il disegno con la legenda in inglese sia destinato ad un testo in inglese. Ma anche per gli inglesi e ancor più per gli Americani la separazioni delle cfre in gruppi di tre a desta e a sinistra del separatore decimale è proibita dalle norme ISO; vedi il §10.5.3 del documento sp811.pdf scaricabile dahttp://physics.nist.gov/cuu/pdf/sp811.pdf
Ci sono dei motivi seri per evitare una qualunque segno “nero” (virgola o punto) per seprare i gruppi di cifre a tre a tre.
::
@OldClaudio, dici a me quando mi chiami Roberto? La storiella che hai raccontato mi ricorda “Nove volte sette” (The feeling of Power) di I. Asimov in Le meraviglie del possibile, Einaudi, Torino 1959.Si nella mente mi riferivo a te, ce so benissimo che hai un altro nome, ma chissà perché mi è scappato Roberto; forse ne conosco troppi.
E sempre parlando della storiella, nel ’63 ero in grado estrarre con 10 cifre significative la radice quadrata di un numero con una calcolatrice elettromeccanica Monroe in circa 30 seocndi; preciso che non cera il tasto per la radice quadrata, ma bisognava far frullare le dita sulla tastiera a velocità impressionante. Oggi non potrei ripetere l’exploit, perché non ci sono più calcolatrici Monroe in giro. Comunque sono ancora capace di estrarre la radice a mano con carta e matita, avendolo imparato circa 60 anni fa. Chissà se i servizi segreti mi sequestrano…:grin:
::repez” post=72476 @OldClaudio
il mio libro di Botanica è fatto cosi allora mi sono ispirato a quello tutto li. Quindi non si indica mai a che capitolo o sezione osservando strettamente i canoni della tipografia ?Naturalmente i grafici editoriali ne inventano una al giorno, ma non è detto che il loro progetti grafici seguano i canoni indicati dai maestri del book design. Ci sono molti testi in giro; io, che non sono un tipografo e nemeno un book designer, mi ispiro sempre al testo di Robert Bringhurst, The elements of Typographic style, del quale sembra che esista anche una versione in italiano.
Le indicazioni di Bringhurst e il modello di disegno a cui si è ispirato nella pubblicazione di suo stesso testo, possono essere più o meno condivisibili, ma mai e in nessun esempio del suo manuale le informazioni di navigazione, capitolo e paragrafo sono nel piedino, dove invece, solo se al margine esterno, immediatamente visibile, può stare il numero della pagina. Nota che Bringhurst può anche dare delle idee moderne, ma si ispira alla moltitudine di libri e di codici scritti dagli amanuensi che sono stati stampati o scritti negli ultimi, diciamo, dieci secoli; sono disposizioni di pagina dettate dalle mode, certo, ma ma filtrate dall’efficacia del loro disegno, che ha o non ha incontrato il gusto dei lettori; in questi 10 secoli c’è stata una specie di evoluzione darwiniana; sono sopravvissuti solo le grafiche adatte allo scopo della sopravvivenza.
E non è difficile immaginare quale siano queste attitudini alla sopravvivenza; il libro si teine in mano, molto spesso, anche se esiste un tavolo o un leggio per sostenerlo e le mani sfogliano il libro generalmente lavorando sul bordo basso e sui margini esterni dei fogli; ecco perché le testatine e i margini esterni sono privilegiati rispetto ai piedini e ai margini interni.
Osservo inoltre, che la tua foto ha quelle cose nel piedino con spessi filetti e numeri in bianco su riquadri con sfondo colorato. Ma questo colore è verde abbastanza chiaro, già in linea con l’argomento botanico, ma non così luttuoso come se il colore fosse nero. Avrei preferito che quelle informazioni fossero nelle testatine, ma se l’editore e i suo grafico editoriale hanno preferito così, sono affari loro. Bringhurst stesso dice che le regole tipografiche si possono violare se c’è un buon motivo per farlo e se si sa che cosa si sta facendo. Poi sta al lettore decidere se è comodo avere il titolo del capitolo o del paragrafo nascosto sotto la mano appoggiata alla pagina mentre si legge. 😉
::
Non ero al corrente del fatto che esistesse una versione di ghostscript a 64 bit; finora conoscevo solo quella a 32 bit che da sempre si chiama gswin32c.exeVariabili d’ambiente: quando lanci una qualunque applicazione sulle macchine Windows scrivendone il nome nella finsitra comandi/terminale/prompt dei comandi/ o come si chiama su Win8, l’eseguibile viene cercato un una stinga che contiene ula lista di percorsi di ricerca. Questa stringa si chiama PATH (le maiuscole e le minuscole in Windows non dovrebbero avere uba differenza semantica); Come pathe esistono molte altre stringhe usate dal sistema operativo che hanno altri nomi ed altri scopi, ma putte hanno un nome. Questi nomi rappresentano le variabili di ambiente e sono conservate in appositi luoghi della memoria riservata al sistema operativo.
Sono variabili perché queste aree di menoria possono venire lette e scritte come qualsiasi variabile di qualsiasi linguaggio di programmazione, il loro nome è appunto un simbolo, come lo sono le variabili dei linguaggi di programmazine, e serve aper accedere al tipo di informazione che esse rappresentano.
Si riferiscono all’ambiente di lavoro del programma che si vuole eseguire, o all’ambiente di lavoro dell’intero sistema operativo.
Se apri il terminale e dai il comando Set seguito dati vengono stampate tutte le variabili di ambiente che il PC conosce. Fra le tante c’è PATH. uno dei programmi accessibili dal pannello ci controllo permette di attivare una applicazione per l’impostazione delle variabili d’ambiente (environment variables); ne essitono di almeno due tipi; le variabili complessive per l’intera macchina e quelle locali che riguardano un particolare utente. Quando da terminale dai il comando SET ti vengono stampte le veriabili di utente tue, cioè l’unione di quelle relative all’intera macchina con quelle che ti sei definito per conto tuo o che risultano definite dei programmi destinati al tuo uso personale.
Detto questo, sta a te scovare come impostare le variabili di ambiente generali o personali (ti consiglio le personali, fai meno danni se ti sbagli) perché non sono molti in giro a usare la versione di sviluppo Win8 del sistema operativo.
Ma mi rendo conto che affermazioni banali come”imposta il path di ghostscript nelle variabili d’ambiente” oggigiorno, abituati come siamo a usare il PC come una black box, attraverso il mouse, e raramente con comandi da tastiera, ma di cui non interessa come funzioni dentro, basta che faccia quello che volgiamo, diventano delle frasi misteriose e indecifrabili.Per noi che abbiamo cominciato con il buon vecchio DOS, poco più di un sistema operativo-giocattolo confrontato con i sistemi operativi di oggi, sembra impossibile che ci siano persone che non conoscono questa terminologia elementare. Peccato; siamo noi vecchi (perdonami Roberto se ti metto fra i vecchi — vecchi di esperienza non d’età) che stiamo diventando obsoleti.
A quando diventerà realtà la storiella che si raccontava negli anni ’60, quando le calcolatrici elettroniche tascabili stavano diffondendosi; si raccontava infatti di un tizio che era stato sequestrato dai servizi segreti perché aveva scoperto come si facevano i calcoli a mano. Tra un po’ avremo anche le persone che non sapranno più nemmeno scrivere a mano, visto che negli USA si sta discutendo di non insegnare più a scrivere a mano a partire dalle scuole elementari, visto che ci sono i tablet. E anche da noi ci sono persone adulte, mature e vaccinate,perfettamente convinte che quella sia la strada da percorrere.
Mi sento molto obsoleto.:sad:
PS @repez, non ce l’ho con te, assolutamente; semplicemente il tuo messaggio mi ha dato lo spunto per un discorso generazionale che va ben al di la di te e di me.:smile:
::
Non preoccuparti per la stampante; lo dicevo solo per sottolineare l’interesse che ho anch’io per il formato B5.rifilato vuol dire passato alla taglierina per rifilare il tre bordi liberi del libro, tutti tranne il bordo della cucitura; in tipografia usano anche fogli più frandi con le stesse sigle ma con il prefisso SR, per specificare che è un formato lorodo, che può essere rifilato per ottenere i formati giusti; se tu volessi un libro esattamante di formato B5, non puoi partire da carta multipla di B5, perché quando si piegano i folgi per formare le segnature da brossurare o da legare/cucire, i bordi non potrebbero essere pari; aggiungi poi qualche imprecisione dovuta lla piegature e vedi che togliere 5mm da ogni bordo è forse il minimo che si possa fare per avere le pagine della stessa dimensione.
Ciao
Claudio
::
Se ho capito bene: la carta su cui devi scrivere ha, diciamo, 4 cm in alto per contenere i loghi dei vari enti e 3 cm in basso con altra roba già stamta sulla carta poi tu devi aggiungere delle testatine e dei piedini che aiutino la navigazione nel documento.Ben, allora usa geometry e specifica il disegno della tua pagina in modo da lasciare in testa e in calce abbastanza spazio per non andare a ricoprire quello che c’è già prestampato e geometry ti ricalcola tutti i margini e le distanze della pagina stampata in modo che il blocco del testo assime alle sua “decorazioni” (testatine e piedini creati da LaTeX) siano nelle posizioni giuste per non ricoprire quento è già sulla carta intestata..
Mi dirai: ma così l’altezza del testo si riduce! ebbene si e non si può fare diversamente, a meno che to non voglia mettirti a giocare con scatoline di testo da intercalare ai loghi degli enti negli spazi in testa e in calce dove ci sono ancora dei rettangolini bianchi; verrebbe sicuramente una porcheria, ma riusciresti a far convivere l’immagine a piena pagina costituita dai vari loghi con le informazioni “serie” di cui LaTeX dispone per usare il documento in modo agevole.
Per mettere le suddette scatoline solo tu puoi farlo con l’ambiente picture, oppure con tikz, oppure con altri pacchetti di disegno programmato, ma non possiamo suggerirti noi qualcosa se non vediamo questa benedetta pagina prestampata che per altro non puoi scandire e immettere in un tuo messaggio. Quello però che potresti fare è di prendere un foglio A$ bianco, disegnare degli scarabocchi che occupino lo stesso spazio dei tuoi loghi in testa e in calce, e poi disegni dei rettangoli dove vuoi che appaiano le tue informazioni per le testatine e i piedini; fatto questo lo scandisci e alleghi l’immagine scandita. la privacy del tuo “committente” viene rispettata e noi capiamo qualcosa di più per darti una mano seriamente.
::
ci sono vari metodi per non avere Indice nel primo capitolo non numerato del documento. Alcuni ti sono stati già indicati. Altri possono dipendere dalla classe che stai usando e se vuoi o non vuoi i capitoli non numerati nell’indice.Un metodo è quello di specificare \pagestyle{plain} subito dopo \begin{document} e di specificare \pagestyle{…quello che vuoi…} subito prima del primo capitolo numerato. I capitoli creati con \chapter* non vanno nell’indice né nelle testatine.
Un altro metodo che funziona con la classe book, ma non con la classe report, ma funziona in generale per la altre classi destinate ai libri, consiste nello specificare \frontmatter subito dopo \begin{document} e creare i capitolo con \cjhapter senza l’asterisco. Poi subito prima del primo capitolo che vuoi numerare metti \mainmatter. La numerazione dele pagine che era in numeri romani prima di \mainmatter diventa in cifre arabe e ricomincia da 1; i capitoli vengono numerati e mandano le loro informazioni sia nelle testatine sia nell’indice; quando invece è in vigure \frontmatter, la numerazione delle pagine è romana, lo stile delle pagine è plain per le pagine iniziali dei capitoli (come sempre) ed è quello che hai specificato o è specificato dalla classe come stile di default per le altre pagine; i comandi di sezionamento producono capitoli, paragrafi eccetera non numerati, ma i loro titolo vanno nell’indice; quindi le testatine non sono vuote ma contengono quello che capitoli e paragrafi vi mettono di solito. È chiaro che nella \frontmatter metti un capitolo dichiarato con \chapter* esso inizia davvero un capitolo non numerato, ma il cui titolo non va né nell’indice né nelle testatine, quindi con \chapter* il problema si ripresenta sempre e devi usare esplicitamente \marckboth se vuoi cambiare il contenuto della testatina, oppure devi usare lo stile plain se non vuoi nemmeno la testatina.
Io personalmente preferisco usare il lavoro congiunto di \frontmatter e \mainmatter, ma talvolta mi capita di usare \markboth
7 Maggio 2012 alle 6:15 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72696::Liverpool” post=72287
Una piccola considerazione: si tratta di un bug abbastanza grave, che mostra come il pacchetto (splendido, peraltro) soffra ancora di qualche (inevitabile) difetto di gioventù.
Secondo me si tratta di un vero e proprio errore di programmazione molto grave, che mostra come il disegno in tre dimensioni non sia attendibile. Prendiamo ad esempio l’assonometria isometrica. Per realizzarla dobbiamo porre l’azimut e l’elevazione rispettivamente pari a 45° e atan(sqrt(2)/2)*180°/pi, cioè [tt]view={45}{35.26}[/tt]. In che modo possiamo verificare ad occhio che la proiezione sia realizzata correttamente? Semplice: un cubo deve apparire come un esagono regolare. Eppure questo codice non dà il risultato corretto
`\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [axis equal=true, axis lines=none, view={45}{35.26}]
\addplot3 [mark=cube, mark size=2cm] coordinates {(0,0,0)};
\end{axis}
\end{tikzpicture}`Ho verificato che per avere l’isometria bisogna porre l’elevazione pari a circa 58,5°. Non chiedetemi perché. In tal caso anche la sfera appare come un cerchio.Un altro aspetto che è stato totalmente ignorato dall’autore del pacchetto è la possibilità di produrre proiezioni prospettiche, opzione disponibile sia in Mathematica sia in Matlab, che sono i due software che stiamo usando maggiormente per il confronto. Spero che la lacuna venga colmata al più presto.
P.S.: scusate la scarsa partecipazione, ma in questi giorni ho un po’ d’impegni.
Ci ho pensato a lungo, ed ecco perché questo mio commento arriva così tardi. Gli angoli 35,26° e 58.5° sono sospettosamente quasi complementari; tenuto conto che il valore di 58,5° sembra ottenuto ad occhio, quindi con una relativa tolleranza nella valutazione dell’esagono, che cosa succede se si usa il valore esattamante complementare 54,74° ? Secondo me, l’esagono continua ad essere esagono (ad occhio, s’intende).
Questo mi fa sorgere il sospetto che invece dell’altezza ci vorrebbe il suo complemento; e quindi sospetto che ci sia una confusione fra la colatitudine e la latitudine nella scelta delle coordinate sferiche. È solo un sospetto; potrebbe essere una solenne cretinata.
::repez” post=72442lol grazie per il chiarimento ! ci ho pensato e ho creato questo esempio di piedino con paint che ne dite? è possibile realizzarlo? ovviamente eliminando del tutto la testatina sia filetto che informazioni..
Vuoi mettere quelle cose nel piedino:???:
Le mettessi anche nella testatine, invece che nel piedino o riga di piè di pagina, a me non piacciono per niente. Ma la tesi è la tua e te la fai come vuoi. Da un punto di vista tipografico te lo sconsiglio; In tipografia meno roba nera si usa meglio è, dai filetti ai font in neretto.
::
Intanto non usare l’ambiente displaymath, casomai \[…\]; in particolare usa il pacchetto amsmath, dove le spaziature sono particolarmente curate; non so se memoir gli ridefinisca le spaziature prima o dopo, ma certamente, se leggi la documentazione di amsmath (texdoc amsmath dal tuo terminal) trovi che definisce \allowdisplaybrak e il comando \displaybreak.
Il primo è un comando globale che vale per tutto il documento; il secondo è locale e va usato solo negli “incolonnamenti” di equazioni dove tu e solo tu autorizzi di cambiare pagina a meta “incolonnamento”.Ho messo incolonnamento fra virgolette, perché amsmath non solo provvede ad ambienti alternativi a eqnarray (bacato da tutte le parti da un punto di vista tipografico) ma anche ad ambienti adatti per comporre lunghe formule spezzandole su più righe e anche a mettere incolonnamenti di espressioni matematiche dentro altri incolonnamenti. Gli unici incolonnamenti che amsmath non può spezzare sono quelli contenuti dentro l’ambiente cases, a causa della parentesi graffa che raggruppa i vari casi. Naturalmente amsmath ti dà molto di più degli incolonnamente di espressioni matematiche, e lo puoi vedere leggendo la documentazione del pacchetto;
Ti suggerisco anche di leggere con attenzione la lista di pacchetti che memoir simula e che non è opportuno caricare; si trova in fondo alla pagina 29, nel paragrafo Packages; come potrai vedere i pacchetti simulati, quindi le funzionalità già presenti dentro memoir sono sterminate e caricare altri pacchetti che possano fare le stesse coso potrebbe produrre danni (amsmath non è fra i pacchetti che possono produrre danni).
Per altro nella pagina 5 della documentazione vis si dice:
In order to maintain a constant height it may stretch or shrink some vertical spaces (e.g., between paragraphs, around headings or around floats or other inserts like displayed maths). This may have a deleterious effect on the color of some pages.
quindi mi pare improbabile che lo stretching delle tue pagine avvenga solo prima dei sezionamenti, e non anche prima o dopo le equazioni; probabilmente questo succede con gli incolonnamenti che non vengono spezzati, ma con \allowdisplaybreak oppure \displaybreak ti risolvi il problema.
::
Per un filetto 1pt è una riga nera che assomiglia alla fascia nera da lutto da portare al braccio; per il resto 1pt è approssimativamante un terzo di millimetro.Per le testatine e i piedini le impostazioni di default vanno benissimo; al massimo potresti voler comporre le testatine in minuscolo, invece che in maiuscolo e con font diritto invece che inclinato; certamente i filetti di 1p sono molto ingombranti e vistosi; non mettere mai troppe informazioni selle testatine o nei piedini, pena il fatto che potrebbero accavallarsi o uscire dai margini.
Nella pagina iniziale dei capitoli la testatina ci sta come i cavoli a merenda; il titolo del capitolo è già sufficiente per far capire in quale capitolo si trova quella pagina. Al massimo ci vuole il numero della pagina, molto discreto, nel piedino.
::
@repez,
shell escape è quella operazione con la quale un programma lancia un altro programma; i programmi di composizione del sistema TeX sono capaci di farlo; Le verisoni recenti di TeX Live e MiKtEx lo fanno spontaneamente in modo protetto e sono capci di fermarsi, far eseguire programmi come METAFONT, makeindex, bitex, e simili, per poi riprendere a lavorare quando il programma lanciato ha finito.
Per lanciare gnuplot da dentro una compilazione fatta con pdflatex, per esempio, non basta l’esecuzione delo shell escape protetto, ma ci vuole lo shell escape NON protetto.Per fare questo bisogna che l’editor con il quale esegui pdflatex sia configurato (usando i suoi mezzi di configurazione) in modo che la stringa con la quale dice al sistema operativo di eseguire pdflatex contenga anche l’opzione -shell-escape (che con MiKTeX, se nulla è cambiato, si chiama –enable-write18, mentre con TeX Live rimane -shell-escape), in modo da autorizzare pdflatex ad eseguire questo lancio di un altro programma, gnuplot nel tuo caso, senza nessuna restrizione.
Perché lo shell escape non è attivato per impostazione predefinita? perché con tutti i virus che circolano specialmente per le piattaforme Windows, è pericoloso lanciare un programma qualsiasi; potrebbe essere unn programma bacato e quindi i danni che il PC potrebbe subire potrebbero essere irrimediabili.
A causa di questo, se vuoi lanciare pdflatex in modo che esegua gnuplot, sarebe meglio che lo facessi da console/terminal/prompt dei comandi, comunque si chiami la finestra dove dai i comandi scritti sulla tua macchina, e specificassi tu nel tuo comando scritto una cosa come
`
pdflatex -shell-escape -synctex=1 -errorstopmode “il mio bel file tex”
`
aggiungendovi altre opzioni, se vuoi, o modificando quelle che ho scritto io, in modo adeguato anche alla tua distribuzione del sistema TeX.Da terminale puoi sempre dare pdflatex –help e ti esce nel terminale stesso tutta la sinstassi del comando pdflatex.
::
È sostanzialmente il formato B5 rifilato; il formato B5 è 176mm per 250mm.Tra l’altro sono mesi che, senza troppo entusiasmo, visto che sarebbe una spesa molto voluttuaria, sto cercando una stampante dal costo non proibitivo che stampi anche su carta B4 oltre che A3, A4, B5, ecc. e faccia il fronte retro. La carta B4 e la carta B5 sono difficili da trovare, ma esistono in vendita le risme B4; non si trovano dappertutto, ma esistono. Per le stampanti sembra che il mercato offra solo modelli da ufficio abbastanza costosi.
Ritengo che per la maggioranza delle applicazioni, anche quelle nostre di dilettanti tipografi, la carta B5 e quella B4 siano le carte più adatte e che producono meno spreco. Forse mi sbaglio, ma ritengo che sia un peccato che il formato della serie B sia così trascurato.
-
AutoreRisposte