Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Leggi la documentazione di fancyhdr con texdoc fancyhdr da terminale o prompt dei comandi, o comunque si chiami su Windows 8 la finesra in cui i comandi vengono scritti a parole, invece di cliccare col mouse; vi troverai una sezione per configurare lo stile plain con i comandi specifici di quel pacchetto.
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Ecco la versione 8; il link è http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso-8.zipAspetto sempre un tuo messaggio privato.
Sono a posto le liste di resistenti e dei controinteressati; è a posto anche il pacchetto del codice fiscale che ora da messaggi d’errore anche per codici da verificare con meno o con più di 16 caratteri e prevede al verifica anche dei codici divisi in campi; ora c’è anche una versione asteriscata che oltre a verificare scrive il codice da verificare se passa le verifiche; cioè: [tt]\codicefiscaleitaliano{CCC NNN 22M11 L123 K}[/tt] viene verificato e se passa anche la verifica, viene scritto nel testo.
La lista degli avvocati non sarebbe un problema, ma come firmano?
Invece la relata non mi è chiara: come si fa a scrivere il messaggio contenente i numeri delle raccomandate, timbrato dall’ufficiale postale, prima di psedire le raccomandate e quindi prima di disporre dei numeri?, certo non sarebbe un problema lasciare i puntini abbastanza lunghi per scrivere i numeri delle raccomandate a mano, ma a questo punto come vuoi che sia fatta la relata? Visto che non capisco il problmea dovresti dirmi qualcosa di più.
Certamente non sarebbe difficile predisporre un altro file che usi una delle varie classi letter o una classe ad hoc, che importi il ricorso con pdfpages e dove gli indirizzi potrebbero essere prodotti dalle stesse liste usate nel ricorso. Non banale, ma fattibile. Certo la classe non potrebbe inserire nella parte finale i vari numeri giusti delle raccomandate inviate ai destinatari giusti (eh, eh, sarebbe facilissimo mettere numeri sbagliati accanto ai nomi dei destinatari sbagliati 😳
Ciao
Claudio
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Andrea, non darti del salame! Se ti sembra troppo generico puoi sempre usare “Indice generale” e “Indice analitico” e distingui benissimo di quale dei due stai parlando.Non confonderli con i comandi LaTeX per produrli da un lato hai \tableofcontents (tavola dei contenuti, che in italiano suona molto barocco), dall’altro hai \makeindex, \index, \printidex e simili, che si riferiscono tutti all’indice analitico, che in inglese si chiama “Index”.
Ciao
Claudio
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Vista l’ora, cado dal sonno anch’io.Ti propongo di continuare questo dialogo attraverso la posta elettronica, perché temo che i frequentatori del forum si possano annoiare a leggere le idee che ci scambiamo sul forum. Naturalmente non è per lasciarli a bocca asciutta, ma con la promessa di far conoscere loro le conclusioni a cui saremo arrivati.
Alcune delle cose che richiedi sono di difficile realizzazione e richiederanno moltissime botta-e-risposta; ecco è questo che vorrei risparmiare ai lettori del forum. e siccome sono duro di comprendonio, questi botta-e-risposta potrebbero essere molto numerosi.
Il mio indirizzo di posta elettronica lo trovi in calce al README file che accompagna il pacchetto codicefiscaleitaliano che si trova su CTAN, e che viene installato con l’ultimo aggiornamento di TeX Live, o che si può installare a mano recuperando il pacchetto zippato da CTAN.
Intanto mi metto al lavoro con quello che ho capito, poi ti invierò direttamente i pacchetto zippato come allegato alla posta (se mi avrai scritto con il tuo indirizzo di ritorno — ti assicuro la masisma confidenzialità), oppure continuando su dropbox, come preferisci.
Ciao
Claudio
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Non sei riuscito a scaricare ricorso-7.zip?Tra l’altro, come forse hai letto in altri messaggi del forum, il “regalino” è già un rete; se usi TeX Live e l’hai aggiornato, ce dovresti averlo già sul tuo disco con il nome codicefiscaleitaliano, la cui documentazione bilingue si legge come al solito con texdoc codicefiscaleitaliano.
Se lavori con MiKTeX devi scaricarne il pacchetto da CTAN e installarlo come detto nel README file (bilingue).
5 Maggio 2012 alle 14:30 in risposta a: Numeri in minuscolo in tutto il documento con pdfLaTeX #73292::
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\usepackage{cfr-lm}
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per avere i Latin Modern con i numeri minuscoli in tutto il documento.Il che, bene inteso, potrebbe non essere la scelta gisuta; i numeri minuscoli sono a spaziatura variabile e non si incolonnano bene nelle tabelle; però il pacchetto che ti ho indicato contiene anche i debiti comandi per avere i numeri lining/maiuscoli equispaziati adatti alle tabelle. La documentazione si legge dando il comando texdoc cfr-lm da terminale.
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Nel tuo codice sorgente ci sono diverse… ehm, imprecisioni; forse non hanno un grande effetto sul curriculum vitae, ma potrebbero averlo in altre circostanze; per esempio il pacchetto hyperref e le sue impostazioni, vanno caricati per ultimi, tanto più se usi altri pacchetti che modificano i comandi di sezionamento.
Babel con l’opzione italian va caricato dopo aver scelto le codifiche e i font.
Ma non voglio insistere; in fondo sei agli inzi ed è giusto che tu commetta imprecisioni. Il codice che ti mando usa al posto della fototessera il piccolo file Subflower.jpg, ma tu lo sostituirai con il nome del file della tua fototessera.Tutti sanno che io sono impallinato dell’ambiente picture, nativo di LaTeX e che non richiede nessuna risorsa aggiuntiva, nessun pacchetto di estensione, insomma, specialmente per mettere delle figure di dimensioni (apparentemente) nulle. Puoi aggiustare i 130 (millimetri) e i 25 (\unitlength) della foto come ti pare, puoi anche decidere di sollevare o abbassare la figura cambiando il valore 0 dell’ordinata contenuta nella posizione specificata da \put. In sostanza puoi mettere la tua foto dove ti pare, senza scombinare il resto del testo, ma scegliendo le coordinate e la dimensione della foto in modo che non vada a ricoprire il testo; sono solo due numerini che puoi lasciare così o cambiare come meglio credi.
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\documentclass[10pt]{article}\usepackage{verbatim}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{geometry}\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[sc,osf]{mathpazo}\linespread{1.1}
\pagenumbering{Roman}\usepackage{graphicx}
\usepackage{float}
\usepackage{color}\def\name{\textsf{Mario Rossi}}
\def\footerlink{http://www.mariorossi.it/curriculum.pdf}\hypersetup{
colorlinks = true,
urlcolor = black,
pdfauthor = {\name},
pdfkeywords = {curriculum vitae, curriculum, mario rossi},
pdftitle = {\name: Curriculum Vitae},
pdfsubject = {Curriculum Vitae},
pdfpagemode = UseNone
}\geometry{
body={6.5in, 9.0in},
left=1.0in,
top=1.0in
}% Customize page headers
%\pagestyle{myheadings}
%\markright{\name}
%\thispagestyle{empty}\usepackage{sectsty}
\sectionfont{\sffamily\mdseries\Large}
\subsectionfont{\sffamily\mdseries\large}% Don't indent paragraphs.
\setlength\parindent{0em}% Make lists without bullets and compact spacing
\renewenvironment{itemize}{
\begin{list}{}{
\setlength{\leftmargin}{1.5em}
\setlength{\itemsep}{0.25em}
\setlength{\parskip}{0pt}
\setlength{\parsep}{0.25em}
}
}{
\end{list}
}\begin{document}
{\huge \name}\bigskip
Nato a Roma (RM) il 22.12.1990
\bigskip
\begin{minipage}[t]{0.4\textwidth}
\emph{Residenza} \\
via delle Tuberose, 32 \\
12345 Morlupo (RM)\begin{picture}(0,0)\unitlength=1mm
\put(130,0){\makebox(0,0)[br]{\includegraphics[width=25\unitlength]{Sunflower}}}
\end{picture}\\
\vspace{2mm}\\
\emph{Domicilio}\\
via Guido Betti, 11\\
12345 Roma (RM)
\end{minipage}
\begin{minipage}[t]{0.4\textwidth}
{\color{white}p}\\
{\color{white}p}\\
{\color{white}p}\\
\vspace{2mm}\\
\emph{Contatti}\\
Mobile: \texttt{(+39) 1234567890}\\
Email: \href{mailto:mario.rossi@mail.co.uk}{\texttt{mario.rossi@mail.co.uk}}
\end{minipage}[…]
\vspace{2cm}
{\footnotesize \emph{Ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003 riguardante la protezione dei dati personali, dichiaro di essere a conoscenza del mio diritto di poter chiedere la cancellazione, l'integrazione, l'aggiornamento e la rettifica dei miei dati personali e quindi acconsento al loro trattamento con il solo fine della valutazione della mia candidatura.}}
\vspace{2cm}
\begin{center}
{\small (Mario Rossi)}
\end{center}\bigskip
% Footer
\begin{center}
\begin{footnotesize}
Ultimo aggiornamento: \today \\
\href{\footerlink}{\texttt{\footerlink}}
\end{footnotesize}
\end{center}
\end{document}
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Sai, TeXworks dovrebbe essere multipiattaforma e dovrebbe essere desiderato per almeno un buona ragione: è l’unico editor che io conosca, di tipo multipiattaforma, non solo molto resistente alle codifiche dei file, ma anche eccellente per modificarne la codifica con qualche click di mouse.
Data la moltitudine di codifiche e dalla facilità con cui ci si può scambiare file creati su macchine diverse con codifiche diverse, un editor come TeXworks rappresenta la manna dal cielo. se puoi uno lo vuole usare anche come editor, va piuttosto bene anche come editor, anche se non ha le vistose barre degli strumenti di altri editor, e manca di un certo numero di funzioni che per la verità non è grave non avere.
Io che lavoro sul Mac, uso abitualmente TeXShop, ma ricorro spesso a TeXworks come “editor in seconda”; non uso altri editor multipiattaforma o specifici per il Mac, se non per cercare di riprodurre i problemi che i frequentatori del forum sottopongono sul foum in cerca di aiuto.
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Che io sappia le versioni per Linux non installano automaticamente nessun editor; per altro, esemplificando con Ubuntu, il package manager di Ubunto può installare TeXworks già sincronizzato con il suo visualizzatore interno per i file PDF,, Kile (da sincronizzare con Okular, se ben ricordo), emacs, (se non fa già parte dell’installazione ordinaria) auctex, lo script lisp che configura emacs per lavorare come shell editor per il sistema TeX; e certamente tanti altri; ricordo anche TeXmaker, non mi pare TeXstudio; VIM e il suo adattamento a LaTeX; eccetera.Invece l’installazione di TeX Live per il sistema operativo WinXXX (uno qualunque da XP in poi) installa di default solo TeXworks; l’installazione di teX Live per Mac, che si chiama MacTeX, instala TeXShop e TeXworks.
Sembra che sotto questo aspetto Linux sia svantaggiato; da un lato c’è il fatto che esistono centinaia di versioni diverse di Linux, dall’altra Linux è sempre molto ben fornito di suo e i suoi programmi di installazione, comunque si chiamino, sono sempre ricchi di offerte; e quindi non rimane che l’imbarazzo della scelta.
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Bel codice, non c’è che dire.Sottoscrivo la richiesta di Roberto; latex3 fa cose meravigliose, ma la sua sintassi è decisamente ostica; probabilmente non è più complessa del linguaggio primitivo di TeX, salvo il fatto che fa cose incredibili, ma i suoi comandi sono decisamente criptici e bisogna prenderci la mano; una guida tematica sarebbe una buona introduzione.
Grazie Enrico
Ciao
Claudio
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Sembra che nel 2009 la URW abbia consentito di rilasciare i suoi font sotto licenza LPPL. Non sono sicuro che questo valga per tutte le versioni del Garamond. Tuttavia lo Stempel Garamond fa parte del set di 136 font che farebbero parte di PostScript 3 e che sarebbero distrinuiti con tutti i sisitemi operativi; vedi http://en.wikipedia.org/wiki/PostScript_fonts e cerca la stringa Garamond.A suo tempo (qualche mese fa) ho scaricato il FontCatalogue.tar.gz; decompresso si possono avere esempi dei vari glifi che si possono ottenere con i vari pacchetti del sistema TeX, Garamond incluso. Sorpresa; si hanno solo le forme di serie media roman e italic, anche se il apcchetto ugm.zip ne contiene sostanzialmente 4 versioni, due regolari e due medium. Gli esempi del cataologo confermano. Manca il maiuscoletto. e non vedo bene come si ottenga il nero. Mathdesign apparentemente ci riesce, almeno in parte.
Io cercherei di orientare la casa editrice verso un font che sia più ricco di proprietà, o megli verso pacchetti che contengonao le tre famiglie graziata, sgraziata e monospaziata, con le serie almeno nera e media, e con le forme tonda, corsiva, maiuscoletta, mentre non mi impegnerei per l’inclinata o il corsivo diritto.
Fra i vari pacchetti disponibili per questo scopo io penso che i font ottenuti con il pacchetto fourier e quelli ottenuti con il pacchetto kpfonts siano i più adatti; i primi hanno la famiglia graziata che deriva da Utopia; i secondi da Palatino. Per venire incontro ai sostenitori di Garamond, direi che i fourier/Utopia siano i più adatti; utopia è un bel font non troppo dissimile dal Garamond, non largo come il Palatino, che per altro a pari corpo ha un occhio maggiore, quindi è più facilmente leggibile e consente giustezze maggiori.
Il discorso della casa editrice fa acqua quando vorrebbero usare il Garamond ma si dimenticano che non ci sono solo i testi umanistici, ma anche i testi scientifici da comporre. mathdesign fa quello che può con i Garamond, ma non ha problemi di nessun genere con utopia né ne ha il pacchetto fourier.
Francesco, componi qualche cosa che contenga testo, matematica, bibliografia con i nomi degli autori in maiuscoletto, usando gli stessi testi e gli stessi corpi, con titolini in neretto se lo vogliono, o in maiuscoletto (alla Bringhurst) se lo preferiscono; mostrali alla casa editrice e senti che cosa ti dicono.
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Gianpaolo,
esiste anche la via privata per ricevere assistenza; capisco che il tuo lavoro non possa essere esposto sul forum, visto che il tuo cliente potrebbe non essere contento; e neppure tu lo saresti se il clinete venisse a sapre che oltre a divulgare i suoi loghi vai a chiedere in giro come fare per risolvere un problema. Anch’io non divulgo sul forum la mia posta elettronica; che è però un segreto di Pulcinella visto che si trova scritto in calce agli articoli che ho scritto per ArsTeXnica, e nei contributi che ho inviato a CTAN.Se mi invii una scansione della carta intestata problematica e quello che dovresti aggiungerci ancora, posso vedere se ci riesco o se posso trovare alcune delle soluzioni a cui accennavo. Chiamente senza vedere il rpoblema grafico è difficile proporre soluzioni.
Capisco benissimo che con un logo che prende l’intera larghezza della carta intestata il problema si pone in modo abbastanza difficile da risolvere.
Ciao
Claudio
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AutoreRisposte