OldClaudio

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  • in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70426
    OldClaudio
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      Benissimo; nella prossima versione troverai un regalino ulteriore, che ho già inviato a CTAN ma tu sarai il primo a disporne.

      Per quel che riguarda le generalità da riportare, infatti, basta usare \nomeCliente, invece di generalitaCliente, e si riporta solo il nome, senza tutti gli altri dati.
      Però con le società dovrò pensare a qualche cosa d’altro; intanto con le persone fisiche va bene (forse?) così con il solo nome e cognome preceduti dall’appellativo.

      Prendo nota sia delle correzioni che hai apportato sia dell’osservazione del testo che mi è sfuggito di nuovo; è una correzione banale, ma mi sono scordato di portarla nella versione 6.

      Spero che nella versione 7, oltre al regalino, ci siano anche le società adeguatamente predisposte come hai detto.

      Per la parte relativa alla stampa di ricorsi di più di quattro pagine, in realtà sono io che sono rimasto indietro; non ho mai toccato né avuto fra le mani stampanti con l’opzione “fascicolo”; questo in effetti rende molto più semplici le cose, suppongo, anche se non so quanto sia efficace quella opzione per fascicoli di, diciamo, 22 pagine. Per fortuna, all’occorrenza, i programmi di cui dispone il sistema TeX possono imporre le pagine di un libro di 1000 pagine sulle facciate anteriori e posteriori di 250 fogli arrangiati a n a n così da poter avere delle segnature di 4n pagine ciascuna. Vabbe’, poi bisogna andare dal legatore a farsele cucire, ma il più è fatto.

      in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70424
      OldClaudio
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        Carlo, il mio terzultimo messaggio faceva riferimento a certe difficioltà che potresti incontrare personalmente o potrebbero incontrare le segretarie del tuo studio legale, quando ci sono da comporre ricorrsi di più di quattro pagine. Non vorrei che ti fosse sfuggito; beninteso potrei essere io malfidato e quelle che a me potrebbero sembrare difficoltà, non lo sono per te e i tuoi collaboratori/trici.

        Comunque meditaci attentamente.

        Perdonami se ti sembro un uragano; è vero che ultimamente ho viaggiato e guidato molto (viaggi di sette ore al volante non lasciano molto tempo per fare altro); è anche vero che io non ho uno studio da mandare avanti. Comunque capisco benissimo che potresti non gradire questi aggiornamenti frequenti e questa discussione sul forum. Puoi sempre contattarmi per e-mail trovando il mio indirizzo su quasi tutti i contributi che ho caricato su CTAN e sempre negli articoli che ho scritto per ArsTeXnica.

        Ciao e prenditela comoda … non è nemmeno detto che quello che io sto facendo ti sia davvero utile.

        Ciao
        Claudio

        in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72152
        OldClaudio
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          Bene, sono contento che tu ci sia riuscito.

          in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70422
          OldClaudio
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            Eccoci allora con la sesta edizione:

            http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso-6.zip

            Ora molte cose vanno a posto da sole, ma l’interfaccia utente è un po’ cambaita:

            1) se non si specifica l’opzione twoside ma si richiede macroricorso con l’opzione bollo, le righe vengono disegnate sempre con il margine grande a destra; può essere utile per un documento di archivio da mettere in un raccoglitore o da “cucire” in qualche modo, come se fosse un rapportino scritto solo fronte.

            2) Quando si specificano gli appellativi, specialmente \avv è meglio non usare tildi, perché la sillabazione non funzionerebbe a dovere; meglo andare a capo dopo avv. che avere una riga che sporge fuori dai margini della gliglia della carta da bollo.

            3) si possono ora specificare molti clienti, maschi e femmine; se si tratta di sole signore, tutti gli articoli, aggettivi, participi, appellativi vengono al femminile; se c’è anche un solo signore, allora tutti i participi e appellativi strettamante personli vengono adattati al genere dell’attore, mentre quelli “collettivi vengono messi al maschile singolare o plurale.

            4) per raccogliere i dati dei clienti bisogna racchiudere il loro elenco fra i delimiitatori \listaCLIENTI e \finelistaCLIENTI.

            5) il nome e cognome con relativo appellativo sono accessibili per ogni cliente specificando facoltativamente il numero d’ordine; solo il primo cliente della lista può essere richiamato nel testo senza numero d’ordine.

            5) la sintassi del comando Cliente è simile a quella delle verisoni precedenti, ma gli argomenti “facoltativi” fra parensi quadre sono solo 4 e vengono poi raccolti in un unico comando utente \generalitaCliente[numero d’ordine] che ho visto si usa solo nel prologo e nella procura; separare i vari elementi delle generalità a quel punto sembra irrilevante; volendo si potrebbe mettere un test per controllare se qualcuno dei campo “facoltativi” non contiene nulla, in modo da evitare di scrivere “residente a,” senza luogo né indirizzo, per esempio.

            6) al controllo del codice fiscale sto lavorando.

            Ti prego, esamina gli esempi e sottponi il nuovo pacchetto ad un collaudo approfondito.

            Sono sempre in attesa di uno o più esempi di “generalità complete” per una società.

            Ciao
            Claudio

            in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72149
            OldClaudio
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              Ecco, ci risiamo.

              Quante vole abbiamo detto di non usare mai distribuzioni del sistema TeX che non siano complete. La tua sembra una distribuzione MiKTeX molto di base. Se non lo è, è comunque una distribuzione molto incompleta.

              Per cui non ti resta che: 1) installare la distribuzione completa, oppure 2) installare il package cab o deb che sia (a seconda della distribuzione) che ti installa standalone. Per farlo devi conoscere la tua distribuzione e seguirne le istruzioni. Oppure elggere le decine di messaggi che sono stati scritti a questo forum dove si spiega come installare la TeX Live 2011 completa, buona anche per Windows; c’è persino un filone a due o tre messaggi di distanza da questo che stai leggendo.

              Per altro, scusa, se decifri che “standalone.cls not found” è il messaggio d’errore; il suo significato è chiarissimo: ti manca quella classe! perché?, Semplicemente perché hai risparmitato sul tempo di collegamento e hai installato una versione minimale o poco più del tuo sistema TeX; Soluzione; una di quelle che ti ho scritto sopra. Non hai bisogno di chiederlo al forum. 😉

              in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72145
              OldClaudio
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                Nel capitolo 4 sostituisci quanto ahi scritto per importare la figura creata con inkscape con il codice seguente:
                `
                \begin{sidewaysfigure}
                \centering
                % \def\svgwidth{\columnwidth}
                % \input{IMMAGINI/CAPITOLO4/FIGURA7_4.pdf_tex}
                \includegraphics[width=\textwidth]{myfigure7-4} % <---- \caption{Schema circuitale del trasmettitore.} \label{FIGURA7_4} \end{sidewaysfigure} ` Preparati poi un altro file myfigure7-4.tex: ` \documentclass{standalone} \usepackage[T1]{fontenc} \usepackage{lmodern} % altri pacchetti eventuali, come forse amsmath; forse, invece, non serve nient'altro \begin{document} \input{IMMAGINI/CAPITOLO4/FIGURA7_4.pdf_tex} \end{document} ` Elabora con pdflatex questo file e ottinei il file smarginato o scontornato o senza spazio bianco inutile attorno all'immagine e alle sue etichette myfigure7-4.pdf Successivamente elabora il tuo file del progetto della guida in fibra ottica togliendo la parola standalone dalle opzioni della classe: ` \documentclass[12pt,oneside]{book}% tipo documento: libro ` (Anche titlepage è superfluo, visto che è di default per la classe book) Per maggiore coerenza riorddina il materile nel preambolo: ` %---------------------------------PREAMBOLO----------------------------------% \documentclass[standalone,12pt,oneside,titlepage]{book}% tipo documento: libro \usepackage[T1]{fontenc}% package per i font \usepackage[latin1]{inputenc}% package per l'uso diretto dei caratteri accentati \usepackage{lmodern}% package per i font \usepackage[italian]{babel}% package per traduzione in italiano dei termini chiave \usepackage{geometry}% ottimizza i margini -- potrebbe farlo, ma non ne usi le funzionalità \usepackage[signatures,norules,nouppercase]{frontespizio}% package per creare il frontespizio \usepackage{setspace} % package per interlinea \usepackage{fancyhdr} % per le testatine \usepackage{microtype}% migliora la composizione sfruttando la protrusione e l'espansione dei font % <--- ;-) \usepackage{indentfirst}% prima riga di sezioni rientrata \usepackage{rotating}%package per ruotare figure \usepackage{graphicx}% package per le immagini \usepackage{subfig}% package per le figure affiancate \usepackage{ulem}% package per sottilineature % <-- da non usare nemmeno sotto minaccia delle armi :-( \usepackage{caption}% package per le didascalie delle figure affiancate \usepackage{booktabs}% package per i filetti delle tabelle \usepackage{upgreek}% package per lettere greche dritte % <-- ti servono davvero? \usepackage[bibencoding=ascii,style=numeric]{biblatex}% bibliografia \usepackage[babel]{csquotes}% bibliografia \bibliography{BIBLIOGRAFIA/ARCHIVIO-BIBLIOGRAFIA}% archivio bibliografia \usepackage{array}% package per disporre di altri descrittori di colonna per le tabelle% <-- nota bene \usepackage{amsmath} %pacchetto per la matematica ben composta% ,-- nota bene; secondo me ci vorrebbe anche amssymb \usepackage{esint}% package per integrali % ti serve davvero? i primi comandi di questo pacchetto da \int a \oint sono tutti compresi in LaTeX e amsmath \usepackage[pdfauthor={Daniele Gheremedin}, pdftitle={Progetto linea di ritardo in fibra ottica}, colorlinks,linkcolor=red]{hyperref} % testatine e numeri di pagina personalizzate \pagestyle{fancy} \fancyhf{} \renewcommand{\headrulewidth}{0pt} \fancyfoot[C]{\thepage} \fancyhead[RO]{\nouppercase{\slshape\rightmark}} \fancyhead[LE]{\nouppercase{\slshape\leftmark}} \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\thechapter\ #1}{}} \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}} \setlength{\headheight}{15pt} %capitoli personalizzati \makeatletter \renewcommand{\@makechapterhead}[1]{\vspace*{50 pt}{\setlength{\parindent}{0pt}\raggedright \normalfont\bfseries\Huge \ifnum \value{secnumdepth}>1 \if@mainmatter\thechapter\ \fi\fi#1\par\nobreak\vspace{40 pt}}}
                \makeatother

                \defbibheading{bibliography}{\section*{Riferimenti bibliografici}}
                `

                Il pacchetto ulem serve per usare la sottolineatura che in tipografia NON DEVE ESSERE USATA; serve anche per spazieggiare certe parola, ma i comandi necessari sono già disponibili e fatti meglio con il pacchetto microtype.

                Il pacchetto geometry è utilissimo se le ne usano le funzionalità; tu invece lo richiami ma non ne ho visto nessun uso apparente.

                Ho solo riordinato delle rigehe mettendo prima ciò che logicamente va prima.

                Vediamo se ora mi sono spiegato.

                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72658
                OldClaudio
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                  Lo so che tu @Liverpool sai cosa vuol dire usare molti o pochi nodi; dicevo solo che ti eri espresso male e ora ho capito che cosa volevi dire.

                  Ho anche detto che non so per quale miracolo interno di pgfplots spezzare un dominio di disegno in due renda la cosa compilabile, mentre non lo è per sforamento della memoria se il dominio del disegno viene mantenuto unico. Certo deve avvenire un parziale svuotamento di memoria se la suddivisione del dominio produce effetti positivi.

                  Ma il discorso di tanti disegni che saturano la memoria è collegato anche al meccanismo di svuotamento della coda delle figure. È evidente che finché una figura è in coda le sue centinaia di migliaia di dati impegnano la memoria; non appena la figura esce dalla coda e viene spedita fuori nella sua pagina e appesa al file pdf di uscita, le centinaia di migliaia di dati liberano ogni tipo di memoria che possano occupare.

                  Lorenzo, a te non è mai capitato di saturare la memoria perché una grande figura blocca la coda delle figure e trattiene in memoria anche figure più piccole che invece non riescono ad uscire perché sono bloccate da un elefante che non passa attraverso al porta? A me è capitato, ma è successo quando non conoscevo a fondo il meccanismo di svuotamento delle code. Ma la complicazione della figura e la coda contenente una moltitudine di figure sono due cose diverse anche se possono produrre effetti simili. Detto in altri termini; se disegni il sombrero con Mathematica e lo salvi in formato pdf, il file che lo contiene quanti mega occupa? se passi da 50 campioni in ogni direzione a 300 campioni, quanto varia la dimensione del file pdf? Non è che il disegno fatto con pgfplots sia più grande o più piccolo in termini di mega, ma prima di poter essere spedito fuori, lo stesso disegno eseguito con pgfplots deve restare nella pancia di pdftex compresi i calcoli intermedi, ed è quella la memoria di pdftex che può saturarsi.

                  Lo stesso vale per le foto; una volta, quando le macchine fotografiche facevano delle foto in formato jpg con 800px per 640px si potevano spedire decine di foto allegate ad un messaggio di posta elettronica; oggi che i sensori delle macchine digitali possono produrre foto anche di 12-15 mega pixel, sei fortunato se ne puoi spedire una sola (tenuto conto che il protocollo di posta elettronica spedisce un byte di 8 bit ogni 5 bit del file allegato). Ma quanti sono coloro che aprono il Finder o l’Explorer e leggono le dimensioni dei file da allegare e si rendono conto di quel 60% di ingombro in più per il protocollo di posta?

                  Lo stesso può succedere con i disegni programmati, con l’aggravante che non è facile sapere quale sia l’ingombro della memoria di un disegno programmato.

                  in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72143
                  OldClaudio
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                    Vedo che parliamo lingue diverse e non ci capiamo; tanto per cominciare smarginare, come ti ho spiegato, vuol dire togliere i margini bianchi che stanno attorno alla figura; NON vuol dire che se una figura esce dai margini, la riporti dentro i margini. Sinonimo di smarginare: scontornare.

                    Se sei capace di usare inkscape, allora sei capace anche di usare \input{disegno.pdf_tex} e ci pensa lui ad usare i font giusti che gli specifichi nel file ausiliario con cui generare solo il file pdf da importare nel documento generale.

                    Non voglio essere cattivo, ma se non riesco a spiegarti il procedimento, vuol dire che proprio non ce la faccio a spiegarmi; speriamo che qualcun altro sia più abile comunicatore di me.:sad:

                    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72655
                    OldClaudio
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                      Ragazzi, non ho la spiegazione di tutti i quesiti che ponete; ma ho detto mille volte che non bisogna mettere un numero inutilmente alto di campioni.

                      Un grafico di 100mm di base e con 300 campioni lungo tutto l’asse contien 3 campioni al millimetro e qindi un campione al punto tipografico; tranne nel caso di pendenze quasi verticali, un campione al punto è una densità enorme e numeri di campioni dell’ordine di 10000 sono approcci di persone che non si fanno due conti sulle dita; quando si fa della grafica i due conti sulle dita bisogna sempre farli. Senza offesa per nessuno; ci sono cascato anch’io.

                      Liverpool: quando dici che per il sombrero hai suato 300+300 campioni ti sei espresso male e di fatto hai perso di vista la realtà del problema; in una figura a 3 dimensioni, hai due campionature, una lungo l’asse x e una lungo l’asse Y che produco ordinate lungo l’asse z; quindi quando campioni 300 volte lungo l’asse x e 300 volte lungo l’asse y produci in totale 90 000 campioni, che impegnano la memoria per 180 000 dati numerici da conservare; ogni dato numerico è fatto di 32 bit, cioè 4 byte, quindi impegni la memoria con 720 000 byte di dati.

                      Tutti possiamo leggere nel file log a quanto ammonta la memoria, o meglio, a quanto ammontano le varie memorie di cui si servono i programmi come pdftex; è scritto nelle ultime righe del file log. vedrai che 720 000 byte non sono tutta la memoria disponibile, ma una bella fetta; leggi quanta memoria è stata impiegata per una compilazione “normale” e riferisciti a quella per sapere di quanta altra memoria puoi disporre.

                      Aggiungere memoria ai vari programmi del sistema TeX non è difficile, ma di solito è inutile; se si arriva alla saturazione della memoria bisogna domandarsi sempre quale errore si sia fatto; e si scopre che si è fatto l’errore di non farsi due conti sulle dita prima di fare qualunque grafica.

                      Il fatto che oggi i calcolatori possano disporre di diversi gibibyte di RAM, non autorizza a sprecare la memoria; il tempo di esecuzione dipende anche da quanti swap il programma deve fare fra la memoria RAM disponibile e la memoria virtuale del sistema operativo (di solito il doppio della RAM); Non è infatti una questione di memoria, o soltanto di memoria, è anche questione di RAM e tempo di esecuzione.

                      Si vede che nessuno di voi ha mai usato il sistema TeX sotto DOS, quando la memoria disponibile di solito era una frazione dei 640KiB che dovevano essere spartiti anche con il sistema operativo 😎 Fare qualunque elaborazione disponendo un una frazione di 640 KiB era un vero problema, ma ci si riusciva gestendo al memoria dei programmi in uso con molta attenzione.

                      Obbiezione: ma per avere diagrammi di alta definizione bisogna avere molti campioni; non è vero: per avere disegni ad alta definizione bisogna usare le spline cubiche di Bézier che permettono di disegnare archi piuttosto lunghi con due nodi e due punti guida; gli stessi archi disegnati con la stessa definizione richiedono diverse centinaia di campioni. Detto in altri termini: l’interpolazione lineare (curve di Bézier del primo ordine: segmenti) richiede un mucchio di punti; l’interpolazione quadratica (curve di Bézier del secondo ordine; parabole raccordate in modo che mantenere la continuità della tangente) funzionano molto meglio e i contorni dei glifi dei font TrueType sono appunto realizzati con curve di Bézier quadratiche; notate qualche difetto? Con curve del terzo ordine (curve di Bézier del terzo ordine: curve cubiche che possono presentare sia flessi sia nodi/intrecci) occorrono ancora meno punti; i contorni dei font Type 1 sono descritti da curve di Bézier del terzo ordine. Le curve di Bézier del terzo ordine sono raccordate in modo da mantenere la continuità della tangente sia quella della concavità. Fidatevi di Bézier: le quadratiche vanno già bene; le cubiche vanno ottimamente.

                      Sia tikz sia pgfplots possono usare tranquillamente le curve di Bézier; con grossi vantaggi sul disegno e sull’impiego modesto della memoria.

                      Scusate il solito sproloquio…

                      in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72141
                      OldClaudio
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                        gheremedin.daniele” post=72119Non mi è chiaro cosa intendi per il termine smarginare, quindi non sto capendo, se puoi spiegarmi sinteticamente cosa intendi per smarginare.
                        Poi la classe standalone equivale ad a4paper poi non devo modificare null’altro.
                        Ed ancora la sintassi è corretta del codice che hai postato. (Parentesi aperta-chiusa)
                        ` \begin}document}
                        `
                        E poi qual’e il pacchetto per avere i font di latex nel disegno?
                        E ancora, è vero che inkscape lascia dei residui ed infatti è una palla sta cosa.

                        È evidente che due graffe chiuse per indicare \begin{document} sono un refuso; manco a chiederlo:oops: .

                        Smarginare : s privativo più margine/marginare -> togliere i margini. Non me lo sono inventato e c’è in ogni guida. In inglese si dice to crop

                        Standalone è una classe che esegue lo smarginamento in automatico; può anche darsi che di default usi il formato della carta a4paper, perché comunque pdflatex ha bisogno di un formato di carta, ma i margini li toglie da solo. Esiste anche il pacchetto standalone che fa cose simili; leggine la documentazione (vedi sotto).

                        Se non usi nessun pacchetto per stabilire dei font né la loro codifica, ogni classe usa i font Computer Modern con la codifica OT1, che sono quelli predefiniti per ogni composizione LaTeX; se usi la codifica T1 (\usepackage[T1]{fontencoding}) e non specifichi nessun pacchetto per scegliere i font, vengono usati i font della collezione cm-super. Ma la mia frase stava a dire che dovresti usare gli stessi font e la stessa codifica del documento dove vuoi importare la tua figura fatta con inkscape; quindi se nel tutto documento finale usi
                        `
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage[lmodern]
                        `
                        allora devi usare gli stessi pacchetti nel creare il disegno smarginato con la classe standalone, o con qualunque altra classe, che però richiede di smarginare il risultato finale.

                        Se tu leggessi la documentazione, per esempio l’Arte di scrivere con LaTeX, tanto per citarne una, troveresti le risposte alla maggior parte dei tuoi quesiti senza bisogno di attendere le risposte sul forum; può darsi che nell’Arte non sia citata al classe standalone, ma questo è un dettaglio di cui avresti compreso l’uso anche se non è descritto nell’Arte.

                        Inoltre ti raccomando di leggere la documentazione dei pacchetti: con texdoc <nome-pacchetto> leggi direttamente la documentazione che hai già sul tuo disco: texdoc standalone ti mostra sullo schermo la documentazione della classe standalone. Naturalmente il comando va scritto nella finestra comandi, terminal, prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo (questo è ben descritto nell’Arte).

                        in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70421
                        OldClaudio
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                          Ecco dunque la versione 5 leggermente modificata:

                          http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso-5bis.zip

                          Ora il “timbro” dello studio legale è più in alto in modo che la linea del \giudice giaccia sulla prima linea della griglia.

                          Ho modificato anche il disegno della griglia in base alle pagine pari o dispari; se ricordo bene il margine esterno è sempre più ampio del margine interno nella carta da bollo (che non vedo più in giro da nessuna parte da molti anni; si può ancora comperare dal tabaccaio?). Dunque un ricorso il cui testo superi la pagina deve essere scritto con l’opzione twoside e i margini della carta da bollo vanno spostati di conseguenza.

                          Ne ho approfittato anche per eliminare il ricorso a tikz — sia ben chiaro, non ho nulla contro tikz, ma stavolta la sintassi dell’ambiente picture nativo di LaTeX produce lo stesso effetto con un codice più semplice: tre righe per gli statement necessari per scoprire la parità della pagina; e tre statement per disegnare le due righe verticali e le 25 righe orizzontali nei due casi di pagina pari o pagina dispari. Più semplice di così…

                          Piuttosto: suppongo che più di un ricorso vada stampato su più di quattro facciate; probabilmente la maggior parte dei ricorsi; e suppongo che per fare questo lo studio debba usare una stampante A3 che stampi fronte e retro. Ne deduco che l’avvocato e/o la segreteria dello studio Fantozzi, oltre a saper usare LaTeX, sappiano usare anche il pacchetto pdfpages per le imposizioni giuste di N (maggiore di 4) pagine a quattro a quattro su fogli A3 fronte e retro nell’ordine giusto affinché i fogli A3 piegati a metà formino un “quaderno”, una “segnatura”, con le pagine ordinate correttamente per poter sfogliare il quaderno anche quando sia spillato in modo che non se ne disperdano i fogli.

                          Giusto? 😎 😆 😯 🙂 😉 🙄

                          in risposta a: A proposito di atti su Carta Bollata #73096
                          OldClaudio
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                            Be’, sicuramente twoside è importante ma non è risolutivo se vuoi anche il grigliato della carta da bollo; perciò dentro all’argomento di \AddToShipOutPicture hai certamente bisogno del test che hai impostato, perché le due righe verticali della carta bollata vanno spostate verso l’interno per le pagine pari. Che io sappia la figura generata con i comandi tikz dentro l’ambiente tikzpicture non sono in grado di spostare automaticamente quelle due righe verticali.

                            Quindi quel test che hai aggiunto ci vuole comunque.

                            Ora però faccio una osservazione: eso-pic usa l’ambiente picture nativo di LaTeX per collocare un disegno di ingombro nullo esattamente nel vertice inferiore sinistro della pagina rifilata. dentro questa ascatola di dimensioni nulle ci può stare qualunque cosa, compresa una figura tikzpicture, s’intende, ma…

                            Perché non continuare invece con i comandi dell’ambiente picture? perché usare un cannone (tikz) [er ammazzare una zanzara (la griglia della carta da bollo)?
                            Si ottiene il medesimo risultato, anzi secondo me persino migliore, usando il codice nativo:

                            `
                            \AddToShipOutPicture{%
                            `\unitlength=1mm\color{lightgray}
                            \ifodd\value{page}
                            \multiput(27,0)(130,0){2}{\line(0,1){297}}
                            \else
                            \multiput(52.5,0)(130,0){2}{\line(0,1){297}}
                            \fi
                            \multiput(0,24)(0,10){25}{\line(1,0){210}}
                            }
                            [/code]
                            I valori numerici possono essere aggiustati di mezzo millimetro: io non ho carta bollata sotto mano per poter misurare con precisione la distanza della riga interna dalla piegatura del foglio, né la distanza della riga esterna dal bordo della carta, né la distanza fra le righe verticali.

                            I valori numerici indicati sono assolutamente trasparenti: io ho messo 27mm per la distanza della riga verticale interna dalla piegatura; 130mm per la distaza delle righe, 52.5mm per differenza rispetto al formato A4; 210mm e 297mm sono le ben note misure del foglio A4 a cui si conforma il formato della carta bollata piegata nella sua piega. I numeri delle righe 2 e 25 sono autoesplicativi.

                            Questa è una mia ulteriore lancia spezzata a favore del semplicissimo strumento di disegno nativo di LaTeX; non dico che bisogna usare solo questo strumento; dico semplicemente che usare strumenti più potenti è uno spreco di risorse anche intellettuali, non solo materiali.

                            in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72139
                            OldClaudio
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                              Il file pdf da creare e da smarginare può essere fatto con il solito \iput{disegno.pdf_tex}.

                              Se vuoi evitare di smarginare con pdfcrop, usa la classe standalone così:
                              `
                              \documentclass{standalone}
                              \usepackage{…}
                              \begin}document}
                              \input{disegno.pdf_tex}
                              \end{document}
                              `
                              e non dovresti avere problemi né di font (con \usepackage{…} puoi caricare un qualsiasi pacchetto che ti imposti i font di LaTeX; all’occorrenza non ne carichi nessuno e usi i Computer Modern di default) né di margini bianchi.

                              Tuttavia per mia esperienza inkscape lascia indietro dei pixel isolati che non vedi a grandezza normale e quindi standalone e pdfcrop ne vengono ingannati e ritagliano un rettangolo più grande del disegno. Controlla benissimo il file prodotto da inkscape con il massimo ingrandimento che ti riesce al fine di individuare questi residui di disegno che devono essere accuratamente cancellati.

                              in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70420
                              OldClaudio
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                                I contributi non sono mai inutili; per esempio @furbenzio ha fornito le formule per i ricorsi, che se non sbaglio riguardano il civile; ma il penale ha bisogno di altre cose; ora, come ho detto, io sono ingegnere (laureato in ingegneria) e ricercatore nel campo della sintesi dei circuiti concentrati e distribuiti; su questi argomenti posso dire molto, ma sulle formule giuridiche non credo di poter dire niente, benché io sia capace di programmarle in LaTeX. 🙂

                                in risposta a: [RISOLTO] Problema con immagini #72137
                                OldClaudio
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                                  Passare per inkscape può in effetti essere un problema con lo scalamento; io però farei così, anche se sembra più complesso:
                                  1) produrrei un file PDF con una sola pagina contenete solo l’immagine non scalata;
                                  2) con pdfcrop (distribuito insieme al sistema TeX) la smarginerei;
                                  3) la importerei con \includegraphics[width=0.85\textwidth]{…}

                                  Attento: se hai già usato tiny per rimpicciolire i caratteri al tua figura è certamente mele impostata e mal “progettata”. È veroc he la goustezza varia al variare del copro dei font, ma certamente puoi stampare una pagina di solo testo con il corpo che usi nel tuo documento e puoi misurarne la larghezza con il doppio decimetro.

                                  Ecco; quando fa qualunque cosa con un programma esterno dovresti avere cura di realizzarlo in modo dale da non avere bisogno di ingrandimenti o rimpicciolimenti e i font che usi nell’immagine non dovrebbero mai scendere sotto agli 8 punti, a parte gli esponenti e i deponenti che potrebbero arrivare al corpo 6pt, ma quest’ultimo valore solo come extrema ratio. I rimpicciolimenti eccessivi possono rendere illeggibili i dettagli più minuti dell’immagine, ivi compresi i font di corpo troppo piccolo (incidentalmente se tu volessi usare il corpo 3pt, potresti farlo con il comando \fontsize{3}{3.6}\selectfont, ma puoi stare sicuro che non sarebbe leggibile da parte di nessuno, specialmente se stampato); gli ingrandimenti eccessivi potrebbero rendere le immagini troppo sgranate, e questo succede sempre con le immagini bitmapped, come le foto e in genere con tutti i formati non vettoriali.

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