Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Io ho elaborato questo esempio minimo compilabile, partendo dal tuo primo EMC, e modificandolo per inserire il logo del mio ateneo, per inserire alcune cose necessarie, ma mancanti, per mettere dei nomi tipo Maria Rossi e Giovanni Bianchi (ci manca Ferrero e Brambilla, poi abbiamo usato tutti i cognomi più frequenti in Italia per indicare nomi qualsiasi; forse c’è qualcuno che si chiama così per davvero, ma è ovvio che in questo caso sono nomi casuali scelti in modo da vedere nomi e cognomi e non scritte qualsiasi; è una mia esigenza “estetica”). Il file compila benissimo come pure il file -frn.tex.Invece con il tuo EMC del tuo primo messaggio non compilava proprio perché mancavano righe necessarie e quindi mancava il nome dell’ateneo.`\documentclass[a4paper,
11pt,
twoside,
openright,
titlepage]
{report}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage%[write, standard, normal]% queste opzioni sono tutte di default
{frontespizio}
\usepackage{geometry}
\geometry {a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3cm,right=3cm}%\date{AA 2019/20}
%\author{Nome dell'autore}
%\title{Relazioni delle esercitazioni del corso.}\begin{document}
\renewcommand{\chaptername}{Esercitazione}\begin{frontespizio}
\Logo[3cm]{LogoPoliTo}
\Istituzione{Politecnico di Torino}
\Divisione{Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, il Territorio\\ e le Infrasturtture}
\Corso{Ingegneria sanitaria ambientale}
\Titolo{Relazioni delle esercitazioni del corso}
\Candidato[S123456]{Maria Rossi}
\NCandidato{Studentessa}
\Relatore{Giovanni Bianchi}{}
\NRelatore{Docente}{}
\Punteggiatura{}
\Annoaccademico{2019/2020}
\end{frontespizio}\chapter{hey}
this is a nice chapter.\end{document}`
::
@Samiel, non so dove hai preso qui numeri che non compaiono assolutamante nelle impostazioni dei file sorgente metafont; tuttavia non escludo che possano essere corretti. Semplicemente, dico che le leggere differenze fra cifre e lettere maiuscole, presenti in alcuni font, sono scelte di disegno che il loro creatore ha scelto perché si accoppino armoniosamente, almeno seocndo i suoi gusti. Sembra che, per il disegno dei CM, Knuth abbia avuto anche consigli da Herman Zapf. A molti i CM non piacciono; come al solito i CM diventano un po’ ripetitivi visto che sono i font di default. ma, per esempio, i Latin Modern assomigliano loro moltissimo, ma sono, secondo me, più versatili; per le cifre, se si carica il pacchetto cfr-lm, hai la possibilità di sceglire fra tre versioni di cifre, standard, lining, e tabular; forse sono gli stessi disegni, ma le spaziature sono diverse; puoi anche scegliere per il testo di usare di default gli “oldstyle”, mentre per la matematica i lining e per le tabelle i tabular. MA ci sono molti altri font disponibili; seri e non giocattoli come i Comics Sans. Oggi io usomolto i Libertinus sia in forma OpenType, sia con codifica T1 (per usarli con pdfLaTeX) che dispone anche dei libertinusT1math per i font matematici a 256 glifi (non a 128 glifi come i font matematici CM); ma ce ne sono molti altri; difficile sceglierne in mdo che lettere maiuscole e cifre siano sempre e inequivocabilmente della stessa altezza.Dettaglio, però, di cui non mi preoccuperei affatto: basta che cifre e lettere vengano dallo stesso font.
::
@egreg9, evidentemente non ci vedo bene; con il tuo esempio e i Computer Modern, con la lente di ingrandimento sullo schermo, vedo in effetti la differenza di un pixel in più delle maiuscole rispetto alle minuscole. Ora, avendo disegnato molti font, so con certezza che la dimensione nominale di un glifo è una cosa e quella effettiva implica dei piccoli overshoot e undershoot e cose ancora più vistose ai lati, tanto che per scrivere le unità di misura dei femtofarad in roman upright bisogna usare la correzione italica, non con tutti i font, ma certamente con i Computer Modern.
Ora questi piccoli overshoot e undershoot non sono altro che decorazioni dei caratteri che ne rendono il disegno particolare più gradevole all’occhio.
::
Benvenuta nel forum.Benché tu abbia inserito due esempi d’uso del frontespizio, essi non sono compilabili, perché (giustamante) hai occultato tutti i dati sensibili, ma, specialmente, non hai inserito nemmeno un’immagine fasulla del logo che dovresti usare. Ora è quasi mezzaanotte, quindi non sono lucidissimo, anche perché oggi mi sono fatto 7 ore di guida. Domani dò un’occhiata ai tuoi esempi, usando un logo di un ateneo che dalla forma del tuo numero di maricola credo di conoscere. Credo che fosse quello di cui favevo parte prima di andare in pensione, ma di cui faccio parte ancora come emerito. 😉
Ma una cosa ti chiedo subito: hai letto la documentazione del pacchetto frontespizio? è un pacchetto un po’ particolare, che alla prima passata sultuo main-file.tex produce un main-file-frn.tex; dopo avere compilato questo secondo file disponi di main-file-frn.pdf; Se ricompili main-file.tex esso si accorge dell’altro .pdf e lo incorpora e ottieni un main-file.pdf completo di frontespizio.
Cerco di completare i tuoi esempi con on logo di cui dispongo. ci metterò senz’altro una dimensione inferirore ai 10cm, perché non resterebbe nessuno spazio a disposizione del resto; il logo non diventerà lo sfondo della pagina, come hai potuto vedere dalla lettura della documentazione del pacchetto frontespizio; non devi cercare in rete questa documentazione; ce l’hai già nella tua installazione di TeX Live o di MiKTeX; ti basta aprire una finestra comandi; dare il comando texdoc frontespizio; come mandi in esecuzione il comando premendo il tasto Invio/Return/Enter (comunque si chiamo nella tua tastiera) ti si apre la finestra che contiene la documentazione e non ti resta che leggere.
::
Che font stai usando; a me non risulta che i font che uso più spesso, i Latin Modern, abbiamo le lettere di dimensioni diverse daile lettere maiuscole. forse non le ho guardate con la dovuta attenzione? ma se mi dici quali font usi posso forse crearti un comando per pareggiare le altezze per quei font.
::
Benvenuto nel foru.Dipende da cosa vuoi scrivere; se metti qualcosa a esponente, stai scrivendo della matematica qundi i caratteri delle dimensioni che usa LaTeX vanno bene così; se stati scrivendo altre cose, allora devi fornire un esempio mimimo compilabile in modo da capire che cosa stai scrivendo.
Qualunque cosa tu stia scrivendo, comunque, i caratteri teletype (ttfamily, mathtt, eccetara) fanno al caso tuo, ma te li sconsiglio caldamente.
28 Agosto 2020 alle 8:38 in risposta a: [TOPfront] Spostare logo università e allineare a destra dicitura “laureando” #118523::
Per il logo togli l’asterisco. Per l’allineamento devi ridefinre i comandi specifici di topfront.sty copiandoti le macro da modificare nel tuo preambolo racchiuse fra \makeatletter e \makeatother, e modificano queste definizioni e non quelle che si trovano in topfront.sty.Alternativa: togli gli \hfill che hai messo prima del nome e del numero di matricola, e lascia tutto allineato a sinistra. Tra la’tro per mettere il numero di matricola il comando \candidato accetta come argomento facoltativo proprio il numero di matricola. Vedi toptesi-it.pdf.
Altra alternativa: usi tipotesi=custom e ti crei il frontespizio come ti pare e piace, co i vari oggetti dove vuoi; dei colori che vuoi, con i font che vuoi, con le spaziature che vuoi; in toptesi-it.pdf c’è un esmpio per costruire un frontespizio in landscape; ma non è tanto ol landscape quello che conta, ma è un esempio di che cosa si può fare con tiptesi=custom.
27 Agosto 2020 alle 19:16 in risposta a: [TOPfront] Spostare logo università e allineare a destra dicitura “laureando” #11852127 Agosto 2020 alle 12:23 in risposta a: [TOPfront] Spostare logo università e allineare a destra dicitura “laureando” #118519::
Non usare TOPfront, ma usa l’opzione stiletesi=frontespizio; leggil a documentazione di frontespizio. La documentazione di qualunque pacchetto si ottine aprendo una finestra comandi o terminale, eseguendo il comando (nel tuo caso) texdoc frontespizio e dopo aver mandato in esecuzione il comando, leggendo la documentazione di frontespizio.
::
La tua preoccupazione è legittima, ma ci sono alcune attenuanti e vie d’uscita.a) intanto le note sono scritte in un font chè del 20% minore del font del testo (\footnotesize) quindi la traduzione in nota occupa meno spazio della traduzione se fosse scritta nel corpo del testo; Se le traduzioni sono di poche righe, l’allungamento del testo è perfettamente accettabile; ma sel la citazione occupa una pagina intera, non seguirei questa strada, ma la b).
b) Puoi omettere del tutto la traduzione se ti rivolgi a lettori che presumibilmente conoscono la lingua della citazione; in sostanza se scrivo un testo di fisica, non cito Archimede in lingua originale, ma lo cito in italiano, annotando la citazione con l’indicazione che si tratta di un mia traduzione del testo presente in \cite[p.37]{book:Archimede} o facendo citazioni simili della sorgente dalla quale hai tratto il testo citato. Ma se i miei lettori sono degli ellenisti (linguisti specializzati in greco antico) non tradurrei niente e lascerei che i lettori si godano una citazione nella lingua oggetto dei loro studi; la citazione del testo dai quale hai tratto il brano di Archimede va fatta comunque. Per testi come quello di Archimede, non esistono libri moderni pubblicati da Archimede stesso con i metodi di desk pubblishing di allora (scrittura su papiro); i pochi papiri giunti fino a noi sono gelosamente custoditi in archivi super-protetti; invece esistono tante edizioni critiche virtualmente do ogni cosa che ci sia arrivata dal passato; quindi puoi citare leventuale traduzione eseguita da famoso ellenista specializzato in Archiede, e citare la sua edizione critica.
Ovviamente l’esempio del testo di Archimede è solo un esempio “estremo”; tuttavia so di un frequentatore di questo forum che è specializzato in Archimede e ha già scritto alcune edizioni critiche si scritti archimedei; quindi l’esempio non è campato in aria.Come al solito il testo viene scritto per essere letto: ma chi è il lettore-tipo del tuo scritto? La risposta a questa domanda ti suggerisce come comportarti
::
Non sei un gran lettore di documentazione e lasci il sospetto che il tuo preambolo non sia farina del tuo sacco. Spero di sbagliarmi. Tuttavia specialmente quando si è alle prime armi, è sempre prudente elggere la documentazione di ogni pacchetto che si carica. Io lavoro con LaTeX da più di 30 anni e leggo la documentazione tranne dei pacchetti che uso quotidianamente, ma in caso di dubbio, visto che non mi imparo a memoria tutto quanto la documentazione contiene, spesso e volentieri mi vengono dei dubbi. Per esempio, sai che cosa fa il pacchetto cproptect? Io non lo so e non l’avevo mai visto usare prima di vedre il tuo preambolo. Sono andato a vedere la sua documentazione e scopro che è un vecchio pacchetto del 2011, non più aggiornato serirebbe per inserire testo verbatim dentro altre macro; per ottenere questo risultato ci sono i pacchetti verbatim e fancyverb, tenuti sotto manutenzione costante; io preferisco fancyverb, ma non userei mai, per un’operazione così delicata, un pacchetto non aggiornato agli sviluppi recenti del sistema TeX.Ma carichi amsfonts; sebbene in tutta la documentazione che abbiamo scritto qui nella sezione documentazione del Forum, abbiamo scritto che (a) amssymb carica già lui amsfonts; e (b) è sempre poco prudente caricare un pacchetto che è già stato caricato; nel tuo caso non hai nessun inconveninete, ma con altri pacchetti potresti ottenere l’errore “Option clash”.
Se avessi letto la documentazione di amsthm (terminale -> comando texdoc nome pacchetto; leggere) avresti visto che viene consiglito di leggere il file thmtest.tex; ne puoi vedere il risultato con texdoc thmtest. A me sembra che ci sia la risposta al tuo quesito, Se non bastasse ci sono gli esempi di codice de paragrafo 4.3.2 di amsmath dove si usa il comando \thmname nella definizione dello sile e dove certamante puoi anche inserire \textbf.
::Il link che mi proponevi mi porta su una pagina 404.
Già, ho semplicemente copiato il link andando nella pagina di ArsTeXnica. speravo di agevolarti, ma evidentemente ci sono ancora dei problemi per quel che riguarda la pagina di ArsTeXnica.
Allora vai nel forum, non importa se fai o non fai il login; selezione nella barra nera la sezione ArsTeXnica; nella schermata che ti si apre, a sinistra ci sono tutti i fascicoli indicati sia con un numero sia con una data formata dal mese (solo aprile o ottobre) e l’anno; clicca su aprile 2015; sulla deestra ti appaiono in vari articoli colo lor titolo di solito piuttosto descrittivo, il nome dell’auore e il link con cui scaricare quel solo articolo; Se vuoi puoi scaricare il file pdf che contiene tutto quanto; ma non caso specifico, trovo molto istruttivo in generale quello che vi viene enunciato; forse non va bene per il legalese, ma sarebbe bene tenere quelle regole sempre molto ben presenti; in particolare per distinguere le liste puntate dalle enumerazioni, che sintatticamente sono molto diverse; ogni item di una lista puntata NON è MAI un capoverso completo; ogni item di una enumerazione è formato solo da uno o più capoversi completi; passare al secondo livello da una enumerazione si può fare sempre con liste puntate o altre enumerazioni subordinate; passare ad una enumerazione partendo da una lista puntata è VIETATO, passare ad un’altra lista puntata si può fare, ma la sintassi dell’intero capoverso diventa troppo complicata e sarebbe meglio evitarla.
-
AutoreRisposte