OldClaudio

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  • in risposta a: microtype 2.5 beta mi dà errore con xetex #71000
    OldClaudio
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      con xelatex puoi ridefinirti \lsstyle e \textls usando le proprietà degli opne font di poter essere anche spazieggiati semplicemente aggiungendo delle features, per esempio \addfontfeature{…} come suffisso alla chiamata di un font; è descritto nel documento introxelatex.pdf di Enrico.

      ciao
      Claudio

      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47660
      OldClaudio
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        Visto che sto scrivendo una specie di GuidaGuIT su XeLaTeX e, senza esserne diventato un mago, l’ho usato e lo uso abbastanza, posso assicurare che Arte fa un cenno più che sufficiente per l’uso con il greco. Sostanzialmente XeLaTeX presenta dei grossi vantaggi per la gestione e l’uso dei font rispetto a psdflatex, ma presenta anche degli svantaggi, non molti ma ne presenta. la gestione dei font sembra semplice, nel senso che non c’è bisogno di fare altro che usare quelli che sono già installati sulla propria macchina, senza bisogno di creare mappe e altre diavolerie di font virtuali e di cambiamento di formato (per esempio ttf -> pfb) se si vogliono usare font che non siano preinstallati con lo stesso sistema TeX. Ma poi le infinite variazioni del font opentype e le altre piccole o grandi acrobazie che ci si possono fare non sono per niente semplici e vanno usate da utenti esperti; soltanto per gestire quelle cose la guida di Enrico dice già molto, ma non abbastanza. XeLaTeX consente di usare microtype solo a livello di protrusione e la tabella predefinita delle “protrusibilità” non è ancora priva di errori; scriverla per ogni font opentype disponibile su ogni sistema operativo è virtualmente impossibile; se e quando il motore di composizione di XeLaTeX userà una variante di pdftex (per non uscire in una variante di dvi da trasformare in pdf con una variante di dvipdfmx), invece che una variante di tex, non sarà mai troppo tardi. In matematica apparentemente le cose sono più semplici, poi usandola si scopre che molti segni semplicissimi da ottenere con le macro di pdflatex, non sono ottenibili con XeLaTeX; oppure che le frecce sui vettori talvolta sono quelle piccole che si ottengono con \vec in pdflatex, mentre questo stesso comando, con xelatex, ora produce frecce piccole ora frecce grandi in modo non prevedibile. Ho già segnalato questi glitch a Will Robertson; probabilmente egli ha già incorporato alcune macro che gli ho scritto, per tappare delle falle di XeLaTeX 9così almeno mi ha riposto). però con la matematica ancora ci sono grossi passi da compiere.

        Allora se hai bisogno di comporre in greco politonico, quello che c’è scritto sull’Arte è sufficiente; se hai bisogno di comporre haiku scrivendo in verticale, ti serve xelatex, ma è difficile, molto difficile, sia per la scelta dei font, sia per accedere agli ideogrammi giusti, perché poi la composizione in verticale diventa la parte meno difficile.

        Sarà che prima di scrivere su XeLaTeX dovrei farmi le ossa in modo più approfondito, ma XeLaTeX non è assolutamente per principianti, essenzialmente tesisti, come dice spesso Lorenzo.

        in risposta a: [RISOLTO]Badboxes con Hyperref #70974
        OldClaudio
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          Sto scrivendo la tesi e sono alle prese con la bibliografia gestita con biblatex. Ovviamente errori a volontà quando vado a compilare (su Windows7, uso TeXMaker a cui ho impostato Quick Build = latex + dvips +ps2pdf +view pdf). Tra gli errori c’è anche l’incompatibilità con ucs (io uso il pacchetto utf8x perché è fantastico per ogni sorta di accento, ma per lui è incompatibile, preferisce quel cesso di latin1).

          biblatex è noto per essere incompatibile con ucs, e c’è anche scritto nella sua documentazione, ma non con utf8 e per quel che ne so nemmeno con utf8x.

          latin1 non è un cesso e sono convinto che ti permette di usare molti più accenti di quelli che immagini; certo si riferisce a polizze di caratteri con soli 256 segni, mentre utf8 permette di indirizzare più di due milioni di segni, ma quando hai tolto i caratteri matematici, gli ideogrammi cinesi, giapponesi e coreani, il devanagari il telugu eccetera, non è che ne restino molti da usare quando di scrive nelle lingue occidentali, forse più di 256, ma vorrei sapere chi li usa tutti.

          Io ora uso utf8, ma ho usato per decenni latin1 e non mi sono mai trovato male, anzi; ora uso utf8 perché mi capita di scrivere cose in alfabeti diversi da quello latino. In fondo si tratta solo di esigenze personali e ognuno preferisce quello che gli piace di più.

          Invece sono stupefatto dal fatto che usi l’impostazione di default di Texmaker; latex-dvips,ps2pdf,viewer; mentre potresti usare pdflatex,viewer e potresti avere a disposizioni tutti i benefici del motore di composizione pdftex (che sta dietro a pdflatex), benefici che perdi se passi attraverso il formato dvi. La strada che segui tu può essere accettabile se usi PSTricks, ma non è certo il meglio, perché se usi quel pacchetto di disegno programmato (sostituibile al 99% con TiKZ che non ha nessuna incompatibilità con pdftex), allora ti converrebbe compilare con ps4pdf che gestisce separatamente le figure scritte in PostScript, ma ti compila con pdflatex. Visto che ti piace ottenere dei bei documenti, usando pdflatex puoi usare il pacchetto microtype che consente una composizione ancora migliore della composizione ottenibile con pdflatex; microtype non produce virtualmente effetti sensibili se passi per latex, ma produce effetti visibili passando per pdflatex.

          in risposta a: Eliminare sillabazione nei titoli di sezione e nel toc #70904
          OldClaudio
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            In realtà ho commesso un peccato veniale, “memoria” viene sillabato correttamente, al contrario di altre parole.

            Se hai trovato delle parole italiane sillabate scorrettamente devi farlo sapere a me, perché sono io quello che cura i pattern per la lingua italiana.:cool:

            Please, l’elenco; grazie!:wink:

            In 20 anni circa di funzionamento dei pattern per la lingua italiana mi è stato segnalato un solo errore; alcuni altri li ho trovati io, ma in 20 anni avrò corretto tre o quattro pattern. Perciò non sono assolutamente sicuro che i pattern che ho creato siano infallibili, ma senza il feedback degli utenti non posso trovare da solo gli errori di sillabazione possibili in tutte le parole italiane che sembra ammontino a un milione e mezzo circa. :mrgreen:

            in risposta a: Problema coi margini #70953
            OldClaudio
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              Dipende; se devi rispettare delle specifiche della tua università usa il pacchetto geometry specificando il rapporto dei margini unitario.

              Se invece vuoi avere una impaginazione corretta tipograficamente, il margine esterno deve essere più grande del margine interno; al massimo, usando geometry puoi specificare una binding correction di pochi millimetri (quanti dipende dal tipo di legatura, ma di solito non di più di 5 o 6 millimetri), ma il margine esterno, nonostante questa correzione per la cucitura, deve restare maggiore di quello interno.

              in risposta a: [Risolto] Rientri speciali #70795
              OldClaudio
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                Se non mi sbaglio la tua scaletta teatrale è scritta in furlan.

                Usare italian come lingua principale del documento è un po’ ehm, riduttivo, se non altro perché l’ortografia del furlan è diversa da quella dell’italiano. Scrivendo in bandiera con l’ambiente verse ti togli l’imbarazzo della divisione in sillabe che la lingua italiana non gestisce al meglio per la sillabazione furlana.

                Se hai voglia e tempo, mi potresti assistere per la generazione dei pattern furlans e del file di descrizione della lingua. Trovi il mio e-mail nei file di documentazione di diversi pacchetti che ho scritto e sono distribuiti con TeXLive e con MiKTeX, per esempio canoniclayout. Tu conosci la lingua, che io ho appena sfiorato su internet; io conosco il metodo per creare i pattern e le regole per creare il file furlan.ldf necessario a babel per comporre in quella lingua. Unendo le competenze si potrebbe fare un bel lavoretto, utile non solo a te ma a tutti i furlans che vogliano usare LaTeX 🙂

                in risposta a: ps4pdf per gli appassionati di PSTricks #70926
                OldClaudio
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                  Ma le immagini raster sono i codici a barre?
                  Io per i codici a barre mie ero copiato una quindicina di anni fa quello che oggi è diventato il pacchetto ean, se non ricordo male il nome, e l’avevo modificato per le mie necessità particolari (volevo poter usare esternamente solo il numero specifico dell’oggetto-libro, e il resto del codice ce l’avrebbe messo il codice, calcolando anche la cifra di controllo. Poi quando è uscito il codice ISBN a 13 cifre, di fatto producente il codice ean, la casa editrice mi aveva chiesto di produrre un codice a barre formato solo dalle righe bianche e nere, con sotto il codice ean a 13 cifre e sopra il codice ISBN vecchio a 10 cifre.) ma non ho mai usato pstricks, perché il tutto veniva realizzato con i font OCR (di cui mi ero creato con mftrace i file pfb) e con i \vrule primitivi; quindi pdflatex ci lavorava sopra alla grande e il pdf usciva senza apparente consumo di tempo.

                  PSTricks è una cosa geniale, ma è tremendamente laboriosa. ps4pdf è migliore di latex+dvipdfm(x) perché fa tutto in un passaggio; nel senso che l’utente non deve eseguire due programmi ma quello soltanto; dietro le quinte c’è tutta la trasformazione degli ambienti pspicture dal formato dvi al formato pdf, quindi di fatto svolge lo stesso lavoro che fanno anche i pacchetti pst2pdf e simili, ma il vantaggio è che il programma di tipocomposizione che viene fatto girare è sempre e soltanto pdflatex, per cui il file prodotto contiene anche quelle azioni che derivano dalle istruzioni primitive di pdftex, il motore di composizione sottostante, per esempio si possono eseguire le inclusioni di pagine di pdf esterni con pdfpages.

                  Uno script che lanciasse prima latex poi dvipdfm(x) farebbe forse prima, come tempo totale, ma il formato dvi intermedio non è in grado di sfruttare quelle speciali primitive di pdftex e quindi il file pdf finale non potrebbe beneficiarne. È un po’ il difetto che si presenta con XeLaTeX che passa attraverso un file “extended dvi”, ma che non può sfruttare completamente la microgiustificazione ne fare altre cosette che solo pdftex sa fare.

                  Probabilmente quei pacchetti come pst2pdf sono equivalenti all’uso di ps4pdf, perché il motore di composizione è sempre solo pdflatex, ma via via che si incontrano quelle figure scritte con pstrick, ci pensa il pacchetto di estensione a trascrivere il codice pstricks in file di servizio e, sfruttando \write18 lanciando dietro le quinte, latex, dvips+ps2pdf oppure dvipdfm(x), pdfcrop, e poi, tornando al file principale, includendo l’immagine scontornata prodotta a parte. Può darsi che questi continui passaggi da pdflatex al sistema con write18, e ritorno, rallentino la produzione del file finale, rispetto a quello che fa ps4pdf, ma non credo che ci siano delle differenze vistose; per altro le funzionalità delle primitive di pdftex vengono mantenute tutte.

                  A me è sembrato utile segnalare la possibilità di usare ps4pdf e di installare l’engine corrispondente in alcuni degli shell editor avanzati. Poi ciascuno, come hai fatto tu, sperimenta e decide quale strada seguire. Ma in effetti anche ps4pdf è solo una via alternativa ad altre, non offre vantaggi strabilianti.

                  in risposta a: Eliminare sillabazione nei titoli di sezione e nel toc #70900
                  OldClaudio
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                    orrendamente (anche se giustamente)”memoria” in “memor-“, “ia”

                    Posso essere d’accordo con te che memor-ia sa orrendo, ma non sono d’accordo sull’ (anche se giustamente); anzi, nemmeno in inglese ti eseguirebbe quella sillabazione, perché in inglese LaTeX vuole che l’ultimo moncone di parola contenga almeno tre lettere.

                    SCHERZIAMO? 😈 😈 😈

                    Senti: memor-ia salta fuori perché in qualche momento hai messo \selectlanguage{english} e poi ti sei dimenticato di ripristinare l’italiano. Se invece ha diviso in memo-ria, la divisione è giusta, ma a te pare orrenda. Anche a me pare orrenda, ed è per questo che \raggedright risolve il tuo problema.

                    Invece non c’è niente da scherzare su “conte-sto museale”, che è diviso correttamente in italiano e non è affatto orrendo, perché dopo la cesura va a capo anche con un’altra parola. Se non ti va, \raggedright, come già detto risolve il tuo problema.

                    Quello snippet di codice, caso mai ti servisse, si trova in book.cls ed è:
                    `
                    \newcommand\section{\@startsection {section}{1}{\z@}%
                    {-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}%
                    {2.3ex \@plus.2ex}%
                    {\normalfont\Large\bfseries}}
                    `
                    e basta aggiungere \raggedright subito dopo \bfseries; ma se non usi la classe book, guarda nella classe che usi e negli eventuali pacchetti che aggiungi; comunque quanto ti è stato suggerito è molto più comodo.

                    Invece per l’indice o te la cavi con tocloft.sty, oppure copi lo snipped di codice che si trova nel file latex.ltx:
                    `
                    \def\@sect#1#2#3#4#5#6[#7]#8{%
                    \ifnum #2>\c@secnumdepth
                    \let\@svsec\@empty
                    \else
                    \refstepcounter{#1}%
                    \protected@edef\@svsec{\@seccntformat{#1}\relax}%
                    \fi
                    \@tempskipa #5\relax
                    \ifdim \@tempskipa>\z@
                    \begingroup
                    #6{%
                    \@hangfrom{\hskip #3\relax\@svsec}%
                    \interlinepenalty \@M #8\@@par}%
                    \endgroup
                    \csname #1mark\endcsname{#7}%
                    \addcontentsline{toc}{#1}{%
                    \ifnum #2>\c@secnumdepth \else
                    \protect\numberline{\csname the#1\endcsname}%
                    \fi
                    #7}%
                    \else
                    \def\@svsechd{%
                    #6{\hskip #3\relax
                    \@svsec #8}%
                    \csname #1mark\endcsname{#7}%
                    \addcontentsline{toc}{#1}{%
                    \ifnum #2>\c@secnumdepth \else
                    \protect\numberline{\csname the#1\endcsname}%
                    \fi
                    #7}}%
                    \fi
                    \@xsect{#5}}
                    `
                    e aggiungi \raggedright nei due punti in cui c’è scritto #7 (prima di #7).

                    probabilmente esistono modi più semplici, come quelli di usare i pacchetti giusti, ma quanto ti ho detto nel precedente messaggio e in questo funziona; basta saper trovare dove sono i file che contengono le definizioni e poi puoi correggere tutto quello che ti pare come vuoi tu. Non sai dove siano i file che ti ho indicato? Too bad! Esamina meglio il tuo disco. Quando l’avrai esaminato bene scoprirai che è una miniera di informazioni, che tutto è documentato nelle apposite cartelle e tutto è accessibile. Non è tempo perso, specialmente con il sistema TeX.

                    in risposta a: Numero di caratteri per riga #70949
                    OldClaudio
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                      Fra le guide tematiche, qui sopra nella sezione Documentazione, ce ne è una sul disegno della pagina; L’ì è anche descritto un breve codice che serve per “misurare” la lunghezza della riga in funzione della larghezza dell’alfabeto; anzi c’è anche una figura/nomogramma con la quale puoi tranquillamente specificare la larghezza del corpo del testo in modo da avere il numero di caratteri medio che ti serve.

                      Ora è chiari che prescrivere righe di 60-65 caratteri in ogni riga è una prescrizione che andava bene con le macchine da scrivere a spaziatura fissa; è altrettanto chiaro che quelle macchine da scrivere sono morte e defunte da decenni, salvo pochi esemplari nei musei o dimenticate in qualche soffitta.

                      Ne consegue che un qualunque word processor e qualunque programma di tipocomposizione, che usa carattiri “proporzionali”, non poò avere le righe scritte con un numero fisso di caratteri, ma al più con un numero medio di caratteri.

                      Ecco, quel nomogramma ti permette di sapre esattamente quanti punti o quanti millimetri del essere largo il testo normale, quindi quanto deve essere lunga ogni linea di testo normale, per contenere un numero ragionevole di caratteri; stai sul conservativo; nel nomogramma usa la lettura per 60 caratteri, piuttosto che quella per 65; oppure leggi quella per 65 caratteri e diminuisci del 10%.

                      Leggi anche la spiegazione prima di quel diagramma, perché vi si dice come misurare la larghezza dell’alfabeto minuscolo e vi sono esplicitate le formule che portano al nomogramma, formule che puoi adattare alle tue necessità per calcolare il valore della lunghezza della riga per un numero qualunque di caratteri.

                      Ricordati di usare quel valore come impostazione della pagina con il pacchetto geometry; non eseguire nessuna impostazione a mano

                      in risposta a: Eliminare sillabazione nei titoli di sezione e nel toc #70890
                      OldClaudio
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                        Sì, con \raggesright: esempio:
                        `
                        \section{\raggedright Titolo lunghissimo di una sezione logorroica che deve sicuramente venire composto su più righ anche nell'indice generale}
                        `
                        Magari metti un \protect davanti a \raggedright.

                        Se non vuoi ridefinire tutti i titolo delle sezioni, copiati nel tuo preambolo dal file di classe e/o dal file late.ltx, e poi modificalo, il comando \@secdef in modo che di default componga tutti i titoli correnti a bandiera allineata a sinistra (\raggedright).

                        nel tuo preambolo ricordati di far precedere il tratto di codice copiato e modificato da \makeatletter, altrimenti il carattere @ ti produce errori.

                        in risposta a: matrice particolare #70932
                        OldClaudio
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                          Lo spazio fra le colonne si controlla assegnando un nuvo valore alla lunghezza \arraycolsepp, per esempio \arraycolsep=3pt

                          Comunque guarda il filone di discussione che ti è stato segnalato; lì è descritto come mettere lo sfondo grigio sotto a gruppi di caselle; per le indicazioni fuori del bordo delle matrici, tendo conto specialmente di quanto sta scritto all destra della matrice, direi che tikz sia assolutamente necessario.

                          in risposta a: Inputenc error (e ci risiamo!) #70843
                          OldClaudio
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                            Mi hai convinto
                            Grazie
                            Claudio

                            in risposta a: Inputenc error (e ci risiamo!) #70841
                            OldClaudio
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                              Evidentemente mi sfugge qualcosa. Non ne ho trovata una sola.:neutral:

                              in risposta a: Aspetto riferimenti bibliografici #70866
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Be’, certo per le tabelle devi specificare che vuoi i lining numbers mediante gli appositi comandi del pacchetto.

                                in risposta a: Personalizza stile indice, capitoli, sezioni ecc #70290
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
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                                  Invece di 137mm scrivici \linewidth

                                  \linewidth è il valore della lunghezza di riga corrente, sia che tu componga a piena pagina sia in più colonne; è anche la larghezza ridotta della riga quando ti trovi dentro ambienti come description, itemize, enumerate.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,001 al 9,015 (di 11,287 totali)

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