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TeXShop e TeXworks riconoscono le righe magiche che cominciano con la stirnga “% !” (senza virgolette) se sono posti entro un certo numero di righe dall’inzio del file, non ricordo bene se 20 o 100 righe, o se questo sia una prerogativa di Aquamacs con le sue righe magiche.Si attualmente la posizione degli spazi è critica e la completezza delle parole o delle opzioni è anche critica, quindi va bene che sia l’editor stesso che se le metta giuste guidato dall’utente come avviene con TeXShop.
Tommaso la specifica it_IT non serve per la sillabazione, ma per scegliere i dizionario italiano-italiano e non italiano-svizzero (per esempio). TeXShop non fa nessuna sillabazione come non la fa nessun altro editore per LaTeX che io conosca.
D’altra parte se l’autore di TeXnicle scrive un editor che può essere usato su un Mac, vuol dire che dispone di un Mac; e se ne dispone e scrive un editor per lavorare su file da usare con LaTeX, dispone di MacTeX, e quindi dispone di TeXShop. Forse le mie sono illazioni fuori luogo?
::Gnato” post=68735Ciao a tutti,
ieri improvvisamente mi è apparso questo errore:
(./Telefonia over TCP:IP.aux)
Runaway argument?
{
! File ended while scanning use of \bibcite.
\par
l.23 \begin{document}?
Qualcuno può aiutarmi???
Non riesco a capire…mi dà errore sul \begin quando stavo lavorando una ventina di pagine più in basso e compilavo di continuazione senza problemi…
Grazie ciao
\begin{document} fa molte cose, compreso quello di rileggere tutti i file ausiliari e bibliografici prodotto nell’esecuzione precedente.
Se qualche file ausiliario è corrotto o con righe troppo lunghe e tagliate, o contenenti errori derivanti da quanto nell’esecuzione precedente vi è stato scritto, è meglio cancellarli tutti e ricominciare senza di loro; se alla seconda esecuzione dopo questa cura drastica l’errore si ripete, allora bisogna esaminare nel dettaglio questi file ausiliari.
Inoltre se all’inizio del tuo preambolo inserisci la riga:
`
\setcounter{errorcontextlines}{10}
`
l’erore viene esposto con una decina di righe di traceback e forse si riesce a capire di più.Segui il consiglio di @robitex: elimina tutti gli spazi dai nomi dei file; io toglierei anche i due punti; lascerei solo il trattino normale, non quello ribassato. Il tuo main file sarebbe ugualmente identificabile se si chiamasse TelefoniaOverTCPIP.tex e TeX non tossirebbe quando lo deve elaborare. Lo stesso vale per le figure da includere, e per ogni altro dettaglio riguardante i nomi dei file.
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Non sarebbe male avere a disposizione una parte del tuo file eortologico .idx per vedere come lavorarci sopra.Dopo molti pensieri ho escluso che il problema si possa risolvere con makeindex, che è sostanzialmente un motore a 8 bit, che non può lavorare su file unicode. quindi se si modifica la sort_rule per adattarlo alla traslitterazione senza accenti del greco LGR, poi le voci scritte in alfabeto latino vengono male, cioè in disordine.
Bisogna per forza ricorrere a xindi; si tratta di scoprire come fargli leggere le codifiche e le sort_rule giuste in modo che non combini pasticci fra le entry in greco e quelle in caratteri latini. I file ci sono e unicode tiene ben distinti i codici delle lettere latine, anche accentate, da quelli greci anche accentati.
Dunque un esempio reale con una cinquantina di righe \indexentry{…}{…} sarebe molto utile; il tramite della dropbox va benissimo.
::Un possibile modo per correggere la frase potrebbe essere questo.
Un grande pregio che TeXworks condivide con pochissimi altri editor (solo TeXShop, Aquamacs e Vim permettono qualcosa di simile) è la capacità di interpretare i \emph{commenti speciali}, particolari righe precedute dal segno % da scrivere come prima cosa nel testo sorgente che, come i commenti veri e propri (si veda il paragrafo 3.4.5 a pagina 26) vengono ignorati da LaTeX, ma non dall’editor, che si auto-configura corrispondentemente.Proporrei un’altra minima modifica:
… i \emph{commenti speciali}, che sono particolari righe precedute dalla stringa “% !” da scrivere come prima cosa nel testo sorgente e che, come …
Complimenti per la nuova edizione dell’Arte che diventa sempre più bella e utile.
::Un grande pregio che TeXworks condivide con pochissimi altri editor (solo TeXShop, Aquamacs e Vim permettono qualcosa di simile) è la capacità di interpretare i commenti speciali, righe precedute dal segno % da scrivere come prima cosa nel testo sorgente e che, a differenza dei commenti veri e propri (si veda il paragrafo 3.4.5 a pagina 26), non vengono ignorati da LATEX.
Tommaso, la parte in rosso è errata: quei commenti vengono ignorati da LaTeX, ma vengono interpretati da TeXShop e da TeXworks che si auto configurano corrispondentemente; Quelle righe servono solo per quei due editor e per il loro stesso funzionamento e non hanno nulla a che vedere con LaTeX o qualunque altro motore di composizione che si possa far girare con quegli shell editor.
Mutatis mutandis le righe “magiche” per Aquamacs fanno la stessa cosa: sono interpretate da Aquamacs (in realtà da emacs) e lo configurano, ma non sono assolutamente lette da LaTeX o da qualunque altro programma di composizione della famiglia TeX.
I commenti sono sempre commenti Per LaTeX & friends; quei particolari commenti servono solo per gli editor.
Mi permetto di segnalre questo errore sul forum, perché la sezione sulle righe magiche è nuova, perché non si tratta di un refuso, e perché almeno i frequentatori del forum non prendano quella frase per vera.
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Guarda, so che è possibile sia con makeindex sia con xindy, ma non ho la più vaga idea di come comporre il file .ist o .xdy per farlo. Tra l’altro alcune idee vengono dalla lettura dei pacchetti relativi al tedesco, che ha un ordinamento alfabetico specifico e diverso da quello valido per l’inglese (e per quel che intuisco, anche per l’italiano).Nella cartella texmf-dist/makeindex/base/ ci sono alcuni file .ist dove si parla anche di sotring groups e di sort_rules; in particolare dentra o din.ist ci sono le regole TeX e LaTeX per gestire correttamente le dieresi in tedesco, ma di documentazione non ho trovatto traccia in nessun angolo, anche il più remoto dell’intera distribuzione TeX Live. Per altro aprendo quei file con un qualunque editor ASCII, si può leggere che vengono richiamanti altri file che nella distribuzione TeX Live non esistono.
Con texdoc ind si legge una descrizione del programma scritta da chi ha creato makeindex, ma non si parla affatto di sort_rule e sort_group che dovrebbero essere alla base di quel che ti serve.
Nessuna idea nemmeno da file per la composizione di indici analitici in greco politonico; ce ne è uno che si riferisce al greco, ma specifica solo che cosa fare per mettere i titolini (le lettere iniziali di ogni sezione) centrati nelle colonne dell’indice. Del sorting nemmeno l’odore.
Forse riuscirei a scrivere uno stile per l’ordinamento con le lettere latine corrispondenti alla codifica LGR e senza accenti, come ho suggerito in qualche mail precedente. Ma la vedo difficilissima.
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Caro @Chatruc,
ogni cella di ogni tabella fatta dentro tabular, o dentro longtable, o dentro supertabular, o dentro ctable, o… è una scatola e nessun motore TeX è in grado di “rompere le scatorle” 🙂 Gli ambienti mobili o flottanti non c’entrano per niente, al più se avessi messo la longtable dentro un ambiente table, cosa che probabilmente è vietata, la tabella non si spezzerebbe mai a fine pagina e non flotterebbe per niente.A parte gli scherzi, tu vuoi fare una cosa impossibile da fare in modo automatico.
A mano ci potresti provare, ma sarebbe un supplizio come vuotare il mare con un mestolo. Dovresti comporre la \multirow intera, diciamo di 100 righe; poi vedi dove la longtable potrebbe essere spezzata; prendi nota dell’ultima riga che potrebbe stare nella pagina e, spezzi la \multirow i due esattamente dopo le parole che formano quella riga; il resto della \multiorow lo metti dentro un’altra \multorow che inserirai nella longtable in una nuova serie di righe; all’occorrenza ripeti il procedimento.
Siccome TeX non lo fa da solo, devi farlo tu per lui e questo, chiaramente richiede un mucchio di lavoro; che alla prima modifica di quello che hai messo prima della longtable ti potrebbe obbligare a ripetere tutta l’operazione per riaggiustare la longtable affinché si spezzi un un punto diverso.
Forse si potrebbe fare qualcosa usando il comando primitivo \vsplit, l’unico comando che i programmi di composizione del sistema TeX possono usare per spezzare le scatole, ma onestamente, pur avendo usato \vsplit qualche volta, non avrei nessuna idea di come usarlo in questo caso. siamo quindi di nuovo in alto mare e per quel che ne so non si può fare nulla in modo automatico. Non conosco abbastanza luaLaTeX per poter escludere l’impossibilità di poterlo fare con quel motore.
Come vedi la soluzione al tuo problema dipende da te, non dai motori di composizione del sistema TeX.
Per quel che ne so io il problema non è risolubile nemmeno col programma dello zio Bill, a parte il fatto che possa gestire fogli di calcolo di solo 65000 righe circa.
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Allora se hai la versione di MiKTeX aggiornato il font callig15 è già disponibile in formato Type 1, quindi se usi pdflatex questo lo travo direttamente e lo usa; perché vuoi usare i font raster (bitmapped, a matrici di punti) che hanno una cattiva resa se il supporto per leggerli non ha la stessa densitià di pixel di quell con cui i font raster sono stati creati.Lascia perdere i font .mf quando disponi già dei font Type 1 (nnella fattipsecie callig15.pfb) usa il pacchetto calligra.sty e scrivi in calligrafico mettendo il testo come argomento di \textcalligra; compila con pdflatex.
Calligra.sty è un pacchetto vecchiotto, del 1996, ma quel poco che contiene per usare i font calligrafici callig15.pfb c’è già tutto.
Se vuoi controlla che il file calligra.sty si trovi sul percorso: …/tex/latex/fundus/calligra.sty
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Strano che non scarichi un file .cab.Mah; per me questo è un motivo in più per disinstallare MiKTeX e installare TeX Live ricaricando la nuova versione una volta all’anno, ma usando una volta ogni 7-10 giorni tlmgr per eseguire gli aggiornamenti per i quelli solitamente non si hanno problemi. in 5 anni che uso tlmgr ho incontrato solo una volta un grosso problema, che ho risolto da solo, ho mandato il rapporto al LaTeX3 tema, e l’indomani mattina era già disponibile l’aggiornamento che ha permesso a tutti in giro per il mondo di rasserenarsi, visto che il problema era stato risolto.
Comunque ho usato MiKTeX per 15 anni circa con grandissima soddisfazione; mi domando coma si faccia a installare la versione completa di MiKTeX se alcuni pacchetti sono in formato tar.bz2, mentre la stragrande maggioranza sono in formato .cab e il wizard apparentemente sa gestire solo quelli.
Da quando uso TeX Live la mia soddisfazione è molto maggiore.
::Infine vorrei segnalare il fitto che l’installazione con miktex e’ difficile. Si scarica un file.tar.bz2, che deve essere aperto a mano e bisogna mettere i diversi file a mano nelle diverse cartelle come spiegato nella guida al pacchetto. E’ un problema di miktex oppure una cosa voluta?
Sì, è così difficile se uno si diverte a fare le cose a mano.
Se uno invece usa il package manager di MiKTeX (Start -> MiKTeX -> 2.9 -> MiKTeX Settings -> Package Wizard — andando a memoria mi pare che si chiami Wizard e non Manager, ma una volta che sei al livello dei MiKTeX Settings lo vedi come si chiama — io non uso più MiKTeX da quando non ho più una macchina Windows) cerchi fra i pacchetti da installare e lo trovi; poi il wizard fa tutto da solo dopo che hai selezionato il pacchetto che cerchi e l’hai aggiunto alla lista dei pacchetti da installare.
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Certamente @cfiandra te ne sa dire di più, ma è molto originale, per non dire sbagliato, scrivere qualcosa come:
`
\begin{frame}
\frame{…
…
}
\end{frame
`
perché sostanzialmente metti un frame dentro un altro.Prova a scrivere:
`
\begin{frame}{Descrizione traffico GST}
\begin{columns}
\begin{column}{0.6\textwidth}
\includegraphics[scale=0.4, clip=true]{GST}
\end{column}\begin{column}{0.4\textwidth}
\begin{block}{Entity class}
\alert {Generatore GST}
\begin{itemize}
\item $M$= $32$
\item generazione burst
\end{itemize}
\alert{Burst GST}
\begin{itemize}
\item link sorgente GST-wavelength
\item Livello priorità $1$
\item Rilascio risorsa
\end{itemize}
\end{block}
\end{column}
\end{columns}
\end{frame}
`
Tra l’altro rientrando i contenuti di ogni ambiente riesci ad avere un miglior controllo di avere aperto e chiuso correttamente ogni ambiente.
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Be’, tanto per cominciare io metterei direttamente una sorting key facendo cosi: per mandare nell’indice Ἀγαθὲ io scriverei
`
… Ἀγαθὲ\inxex{Agaje@Ἀγαθὲ} …
`
usando cioè la traslitterazione latina secondo i miei font o con qualunque altra traslitterazione latina che sembri più conveniente; ovviamente parlando dell’indice eortologico, stiamo in realtà parlando, sì, degli incipit, ma sostanzialmente di semplici parole. La chiave di sorting prima del segno @ può contenere anche diverse parole, non solo la prima parola del versetto, sempre traslitterate secondo lo schema prescelto.Fra le traslitterazioni, quella corrispondente ai font LGR è la seguente¨
`
α β ς δ ε φ γ η ι θ κ λ μ ν ο π χ ρ σ τ υ ξ ψ ω ζ
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u x y w z
`Un’altra possibile traslitterazione potrebbe essere:
`
α β γ δ ε ζ η θ ι κ λ μ ν ξ ο π ρ σ τ υ φ χ ψ ω ς
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y
`Peccato che nelle finestre del codice il font monospaziato latino sia decisamente più largo di quello greco, ma entrambi hanno 25 segni in ordine.
Il vantaggio della traslitterazione LGR è che i segni latini, tranne due o tre corrispondono alle lettere greche “giuste” come suono o come forma; il suo svantaggio è che mettere in orine alfabetico rispetto a questa traslitterazione le parole greche non sono in ordine rispetto all’alfabeto greco; Il vantaggio della seconda traslitterazione è che l’ordinamento è corretto per il greco, ma è molto più difficile scrivere le parole.
Per preparare una tabella di sorting direttamente in greco, tenendo conto anche dei diacritici, è molto più difficile e richiede un mucchio di tempo; avrebbe il vantaggio di non richiedere di modificare tutte le istanze del comando \index.
::
Io sono persino stupito che makeindex, il motore di alfabetizzazione che viene lanciato da imakeidx riuscisse a ordinare in qualche modo delle entry in greco codificato utf-8. Incredibilmente sorpreso; il fatto poi che metta le parole che cominciano con un diacritico dpo quelle senza diacritico non mi stupisce affatto perché nella tabella unicode vengono dopo (hanno indirizzi più alti) delle corrispondenti lettere senza diacritici.
Secondo me texindi dovrebbe poter lavorare correttamente con i caratteri accentati e in codifica utf-8; per i caratteri latini non ho dubbi; per quelli greci probabilmente bisogna preparare una lista di ordinamento raggruppando le maiuscole e le minuscole con accenti vari secondo un ordine che inserisca questi cluster fra le consonanti nello stesso posto che occuperebbe la vocale minuscola non accentata. Ma credo che sia un lavoraccio, anche perché alphaacute va prima o dopo di alphagrave? le maiuscole e le minuscole con gli stessi accenti con che ordine vanno messi? e via di seguito con altre domande dello stesso genere.
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