Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
13 Dicembre 2011 alle 8:58 in risposta a: far spezzare gli url nella bibliografia in un punto a caso #67646::
L’importante andando a capo è di non inserire caratteri ulteriori, perché non si saprebbe se sono dei trattini di cesura o parti dell’url.In ogni caso se leggi la documentazione del pacchetto url (texdoc url da terminale), in particolare alla sezione 5.2, puoi vedre che ti puoi deifnire qualunque serie di caratteri dopo i quali puoi avere l’a capo dell’url senza caratteri spurii.
::
Hai diversi modi; se sei in ambiente array basta ridefinire il valore di \arraystretch con un valore maggiore di uno. In ogni caso dopo il comando di fine riga puoi sempre inserire l’argomento facoltativo scrivendo \\[…] e mettendo al posto dei puntini l’ammontare dello spazio di cui vuoi aumentare la profondità della riga, esprimilo in unità ex e vedrai che un valore del tipo 2ex spesso è sufficiente, ma puoi mettere quello che ti pare, senza allargare troppo l’array.Perché usi un array e non usi gli apposti ambienti di incolonnamento delle equazioni che ti offre il pacchetto amsmath? l’argomento facoltativo di \\ funziona anche con quegli ambienti.
::
È una bufala; qualunque programma che ti converta una file bitmapped in un file eps semplicement piglia il codice binario dell’immagine bitmapped e lo avviluppa in una specie di contenitore in linguaggio postscript che die all’interpete postscitpt”Ora ti passo una bitmap; è codificata così, le sue dimensioni apparenti sono questa e quella, e finisce nel tal punto; l’interprete si incarica quindi di mettere l’immagine tale e quale era, cioè bitmapped, nel posto che deve occupare.Immagine vettoriale è una cosa del tutto diversa; sono date le coordinate dei punti attraverso i quali devono passare degli archi di Bézier che formano dei contorni chiusi al cui interno bisogna metterci pixel del tale colore e il contorno va disegnato con una punta spessa tot e di colore tat. Nelle immagini vettoriali si cambia solo la scala delle coordinate dei punti, ma il disegno resta sempre un algoritmo che deve essere interpretato da un opportuno interpreta che trasforma quelle istruzioni in una certa distribuzione di pixel sullo schermo o sulla carta ridisegnando la figura ogni volta che modifichi l’ingrandimento dello schermo o la densità di scrittura della stampante.
La trasformazione da jog a eps non più inventarsi l’informazione che non c’è nel file bitmapped; la rasterizzazione di una immagine da vettoriale può avere luogo perché la descrizione vettoriale dei contorni contiene molta più informazione di quella che contengono le schiere di pixel. Il programma autotrace (e altri simili programmi) cerca di trasformare in vettoriali i disegni bitmapped in contorni vettoriali, ma spesso il risultato lascia molto a desiderare a meno che l’immagine bitmapped non sia ad definizione molto alta e quindi contenga molta informazione. Il file che ottieni da un disegno colorato con molti colori e sfumature di colore aumenta almeno di 10 volte la dimensione in byte nella trasformazione fa jpeg a eps; per che cosa? non serve a nulla, visto che pdfLATeX dal 2010 in poi incorpora le immagini eps senza battere ciglio, e se erano vettoriali restano vettoriali; se invece incorpora immagini bitmapped come jpeg o png tali erano e tali restano.
::
Lavorando con pdflatex il font non c;era e l’ho dovuto caricare, ma nella forma che usa pdflatex che può maneggiare solo file di tipo Type 1; I garamond del mio Mac sono accessibili con XeLaTeX, ma come hai visto dalla fine del mio log quello è il tipico log prodotto da pdflatex e i font caricati sono tipicamente quelli contenuti nella mappa dei caratteri pdftex.map che, se hai scaricato i Garamanond da qualche parte in forma adatta a pdflatex, devi installare aggiungendo i garamond alla updmap.cfg nelle forme specificate o sulla GuidGuIT, o nella scarsa documentazione che accompagna il programma updmap-sys.exe (il .exe è per le macchine Windows). Scarica il file zip con il quale io ho caricato i miei Garamond adatti a pdflatex dall’indirizzo::
@Marco87
Infatti ltxdockit è documentato malisismo, ma non puoi cercare ltxdockit.cls con texdoc; lo devi beccare tu nella tua distribuzione (completa, spero bene, altrimenti puoi avere problemi): con qualunque distribuzione dovresti poter trovare dove si trovi questo file se dai il comando nel terminale:
`
kpsewhich -all ltxdockit.cls
`
e ti viene prodotto il nome completo del file compreso il suo path; puoi usare questa stringa da mettere nel campo file per aprilo con un qualsiasi lettore di file testuali, per esempio il tuo editor abituale per i file sorgente dei tuoi documenti. Oppure spostati in quella cartella dove si trova il file con Explorer, Finder, Navigator, o quel che hai come programma per navigare nelle cartelle e vedere i file, e clicca sopra il nome; il sistema operativo ti aprirà il file in base alle associazioni delle estensioni; casomai clicca su “Apri con” e scegli il tuo editor per file sorgente per aprire il file. Ma sempre restando nella stessa cartella ti trovi anche ltxdockit.sty e ltxdockit.def che contengono altre parti che la classe legge per comporre i documenti.
::
Io invece compilo il tuo file senza problemi; il mio log finisce con:
`
38i,11n,43p,311b,925s stack positions out of 5000i,500n,10000p,200000b,50000s
{/usr/local/texlive/2011/texmf-dist/fonts/enc/dvips/ly1/texnansi.enc}
Output written on MemoirMathdesignAmsmath.pdf (1 page, 32643 bytes).
PDF statistics:
…
`
Direi che tu abbia un problema con il file ugmm8a.pfb; se ha problemi a leggerlo, probabilmente è “corrotto”.Siccome quando ho testato mathdesign con i font Garamond, la mia distribuzione non li conteneva, li ho scaricati, non ricordo da dove, e li ho installati nel mio albero personale, come vedi dal mio log. e con il tuo file di prova il font ugmm8a.pfb non viene nemmeno caricato.
Il lavoro con TeXLive (MacTeX) 2011 aggiornato a due o tre giorni fa.
::
nello stesso folder dove si trova mathspec.pdf c’è anche il file sorgente mathspec.tex; risulta che sia stato compostoao con la classe ltxdockit.cles che si trova in …/tex/latex/ltxdockit/in questo file ci sono comandi presi in prestito o presenti nelle classi KOMA, quindi direi, tutte le informazioni che ti servono sono in quei file sorgente, e di classe.
::cfiandra” post=66482
se il tuo scopo è velocizzare la scrittura, non è il completamento automatico che ti serve, ma un buon corso di dattilografia: con un po’ di allenamento si arriva anche a 2000 battute al minuto (che non sono poche).
Ciao
ClaudioDavvero? quando 50 anni fa si facevano gare di battiturara, per dattilografi/e professionisti/e su macchine elettriche, il massimo della velocità era di 630 battute al minuto, circa.
Claudio tieni presente che 2000 battute sono quelle di una pagina dattiloscritta di 40 righe con 50 battute in ogni riga, e corrispondono a poco più di 33 battute al secondo; Ogni tastiera può essere configurata per non ripetere ciascun tasto se non lo si tiene premuto più di un certo tempo, di solito almeno un decimo di secondo, quindi non si possono fare solitamente più di 600 battute al minuto.
::
@illinguista1972, sono d\accordo a 100%.
Io la prima cosa che faccio con un programma che esegue la correzione automatica, la disabilito; mi sta bene che mi sottolinei in rosso quello che il programma crede che sia errato, ma, per carità, che non me lo corregga come vuole lui!
::
Attento che come prima release hai messo una data del 2009 nel file dtx. 😉
ciao
ClaudioPS: mi riprometto di guardare con maggiore dettaglio il file dtx; per ora la prima cosa da fare è togliere i commenti in linea dalla parte del codice e metterli tutti una riga prima (almeno) perché i commenti e le annotazioni vadano tute a finire nel file pdf, e non nel file cls.
::
LaTeX le mette solo a partire dalla pagina nella quale si trova “immerso” il codice, ma non le metta mai prima. significa che il brano di codice che va da \begin{figure} a \end{figure} compresi non viene mai messo in pagine precedenti a quella del testo che circonda quel brano.Tuttavia sarebbe “buona educazione” per non dire che sia una buona “regola”, visto che le regole in tipografia sono generalmente solo dei consigli (tranne dove ci siano norme internazionali come ISO o EC oppure nazionali come UNI, che diano norme precise), non metterle mai prima della citazione.
Io personalmente in un testo fronte-retro non avrei esitazioni a mettere una figura nella pagina pari per poi citarla nella pagina dispari successiva. Per altro:
a) usando il pacchetto varioref oltre al numero si dice anche in quale pagina si trovi la figura, quindi la ricerca della figura avanti o indietro è comunque semplicissima;
b) perché non si dovrebbe poter citare nel capitolo 15 una figura esposta nel capitolo 10? Nel capitolo 10, magari, la figura sarà stata esposta dopo il punto in cui è state descritta o citata, ma nel capitolo 15 certamante si fa riferimento a molte pagine prima; varioref aiuta specialmente in questi casi.
Concludendo; non mi risulta che ci sia una norma in questo senso; credo di avere spiegato perché la norma avrebbe poco senso; ho detto che cosa fa però LaTeX per conto suo.
-
AutoreRisposte