OldClaudio

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  • in risposta a: Template PhD-UNIVPM non funzionante #66445
    OldClaudio
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      Chi e quando imposta la variabile univpm@english ?

      è ovvio che prima di eseguire \ifthenelse la variabile booleana deve avere avuto una impostazione, non solo la definizione; se non l’ha avuta esegue solo il secondo ramo dell’alternativa e quindi english non verrà mai impostato in modo automatico.

      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47615
      OldClaudio
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        All’inizio del capitolo 7 si parla di come creare una bibliografia, nei paragrafi successivi di come farlo a mano o con biblatex, poi nel paragrafo 7.2.4 di come citare quanto compare nella bibliografia.

        Non direi che machi o sia sfuggito \cite.

        Nello stesso tempo all’inizio del capitolo 7 si potrebbero distinguere le tre fasi:

        1) creare database
        2) usare creare bibliografia a) a mano; b) in automatico
        3) citare i riferimenti.

        in modo da poter reindirizzare il lettore alla pagina giusta.

        Il codice va forse ripulito, ma leggendo a schermo ArteLaTeX in modo “normale” non si incontrano mai quei rimandi vuoti nei bordi della pagina oppure nascosti. Tuttavia se si usano le funzionalità di ricerca dei visualizzatori pdf quelle tracce del passato riemergono, quindi una ripulitina non guasterebbe.

        in risposta a: caratteri cirillici #65768
        OldClaudio
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          Non conosco il russo e non ho la più vaga idea di quale glifo corrisponda al nome yat.
          Tuttavia sul tuo Mac suppongo che tu abbia installato anche la tastiera russa (una delle tastiere russe); suppongo anche che tu abbia cliccato sui quadratini per far sì che anche quando clicchi sulla bandierina russa in alto, il menù a tendina ti permetta di mostrare la tabella dei caratteri (o la tastiera virtuale); clicca sulla mappa dei caratteri e scegli il cirillico; lì hai tutti i segni che i font disponibili ti consentono di inserire;in uno dei riquadri cè anche il nome ufficiale unicode, e il codice; ma se trovi quel segno ci puoi cliccare sopra quanto basta per introdurlo direttamente nel testo che stai scrivendo; altrimenti può provare con l’indirizzo esadecimale scrivendo \char”xxxx (più prudente \char\string”xxxx) dove la file di x sta per il codice esadecimale del carattere. Se non lo trovi nemmeno così, ho il sospetto che stai cercando un carattere che su Mac non esiste, e se non c’è sul Mac, è probabile che non esista davvero in nessun font OpenType.

          in risposta a: “litigo con ghostscript” #67809
          OldClaudio
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            1) miktex 2.8 ha circa due anni, forse di più. Perché non aggiorni alla 2.9?

            2) La distribuzione TeX Live 2011 per Windows (visto che devi aggiornare, tanto vale che tu lo faccia sul serio) contiene oltre a TeXworks, che forse non ti interessa ma potrebbe interessarti, anche un programma per visualizzare i file ps e pdf. Secondo me funziona piuttosto bene, ma è una questione di gusti; mi pare che si chiami PSview, ma non ho sottomano un PC Windows pre verificarlo. TeX Live installa anche ghostscript e gview

            3) Sulla tua macchina, ammesso che tu abbia installato sia ghostscript sia gview, clicca con il tasto destro su un file ps nella finestra dell’explorer, o sul desktop se ce l’hai sul desktop; scegli Apri con; ti si apre una finestra di dialogo che ti permette di scegliere il programma con cui aprire il file; fai scorrere la lunga lista; se ci trivi gview, sceglilo e poi clicca sul quadratino per confermare che vuoi usare quel programma per tutti i file con quella estensione; se gview non compare nella lista la finestra ti permette di aprire un’altra finestra di dialogo simile all’explorer per poter andare a cercare il programma negli alberi delle cartelle; a questo punto sta a te navigare correttamente per cercare dove si l’eseguibile gview.exe; quando lo trovi, selezionalo e procedi come sopra.

            4) Credo che se cerchi di aprire il file ps con TeXworks (che incorpora anche un visualizzatore di file pdf) provveda da solo a cercare ghostscript per “distillare” il file ps in un file pdf; in questo modo lo puoi vedere così trasformato direttamente nella finestra di TeXworks, ma il file ps resta nel disco esattamente dove l’avevi creato.

            5) puoi anche compilare direttamente in pdf; quando sei a posto e non hai più modifiche da fare, puoi trasformare il file pdf in ps usando il programma da terminale pdf2ps (o pdftops) e sei a posto con il tuo ufficio; che a quanto pre non si è ancora aggiornato al formato pdf che ha molte funzionalità in più (come formato, non come linguaggio) rispetto al formato ps.

            in risposta a: [RISOLTO] Codici (listings) su più pagine — float #67804
            OldClaudio
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              Gli oggetti flottanti, qualunque cosa contengano non possono venire spezzati fra più pagine; nel tuo caso, però direi che te la cavi egregiamente se carichi il pacchetto afterpage ne usi il comando \afterpage così:
              `
              \afterpage{\lstinputlisting{…}
              `

              Per il “\listpath” non ne ho idea; leggi la documentazione di listings con texdoc listings

              Per il tuo preambolo, non caricare i pacchetti che non usi; minimizzi i rischi di conflitti; e non caricare nemmeno i pacchetti che sono già caricati da altri pacchetti (come per esempio amsfonts che è caricato da amssymb).

              Infine hyperref e le sue impostazioni debbono essere caricati e specificate per ultimi, perché esso ridefinisca alcuni comandi, e i pacchetti che carichi dopo potrebbero ridefinirli in modo diverso, Quindi perché i link funzionino è essenziale che hyperref sia caricato per ultimo.

              in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47610
              OldClaudio
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                Il problema si manifesta anche con Preview/Anteprima col Mac (ArteLaTeX nell’edizione diell’11/11/11).

                Sembrano tracce di ancore o target lasciati lì da hyperref; prova a vedere che cosa succede a cancellare tutti i file ausiliari e a ricompilare due o tre volte.

                in risposta a: Riconoscere carattere utf “problematico” #67040
                OldClaudio
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                  Controlla anche se nella tua chiavetta si trova anche l’editor TeXworks; questo non riconosce automaticamente la codifica, ma riconosce le righe magiche con al sua sintassi e con quella di TeXShop per autoconfigurarsi al volo sulla codifica del file. Il suo uso è semplicissimo, anche se manca della fantasmagoria di icone e di colori di altri editor.
                  Dubito che cambiare TeXstudio (ex Texmakerx) in Texmaker produca cambiamenti. Tuttavia tentar non nuoce.

                  in risposta a: Riconoscere carattere utf “problematico” #67037
                  OldClaudio
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                    temp” post=66780La cosa si sta facendo veramente noiosa… proverò un’ultima volta con texlive, altrimenti passo a openoffice e festa finita.

                    Non c’è dubbio che tu possa provare una certa dose di frustrazione, tuttavia la soluzione chiavetta può essere utile per cose modeste, ma non per problemi seri.

                    Per altro ora sappiamo che hai MiKTeX su una chiavetta, una versione abbondantemente incompleta. Ma l’incomprensione fra l’editor e il programma di composizione potrebbe dipendere dal falso riconoscimento automatico da parte del tuo editor. Ma non sappiamo, o almeno a me è sfuggito, quale sia il tuo editor.

                    Ti posso assicurare che un certo editor molto gettonato riconosce la codifica utf8 in modo automatico, ma considera tutte le altre codifiche dei segni accentati formate da un solo byte indistintamente come latin 1 (ISO 8859-1) e ovviamente se il file non ha quella codifica ,a ha per esempio Western MacRoman, il programma di composizione si trova frastornato ed emette quegli errori, perché l’informazione che gli viene passate è sbagliata. Da me, sul mio Mac, TeXstudio si comporta così.

                    in risposta a: Scrivere codice con listings #67709
                    OldClaudio
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                      L’inglese è pervasivo, specialmente con le parole con un etimo latino, ma non solo: backuppare non ha niente da spartire con i latino e chi l’ha usato per primo diffondendo la mala semenza ne sconterà il fio in eterno 😈 !

                      Ma prendiamone un altro, che per fortuna non ha nulla a che vedere con la tipografia o con l’informatica, quindi per noi è neutro.

                      La parola impatto in senso fisico e metaforico oggi significa “urto”, “colpo”, o cose simili. In realtà viene dal participio passato del verbo impingere (quindi radice latina) che vuol dire “schiacciare”, perciò impatto indica “schiacciato” o, sostantivato, “cosa schiacciata”. Infatti sul vecchio Petrocchi della fine dell’ottocento, cerchi impatto e trovi che indica lo strame schiacciato dagli zoccoli di buoi o cavalli nella stalla, senza nessuna menzione agli urti o ai colpi (il cui effetto spesso è quello di uno schiacciamento, d’accordo, ma…); ad usare “impatto” invece di “urto” non c’è nemmeno la brevità della scrittura, quindi perché si usa impatto? Ma certo, per mostrare di conoscere le lingue :mrgreen: !

                      in risposta a: Riconoscere carattere utf “problematico” #67027
                      OldClaudio
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                        Non basta che l’editor abbia il riconoscimento automatico della codifica, ma l’opzione passata a inputenc deve andarci d;accorso.

                        L’editor e il programma di compilazione (pdflatex, per esempio) sono due cose indipendenti e autonome. L’editor fa quel che deve fare fio al salvataggio del file sorgente, dopo subentra il compilatore e non gliene importa niente di quale editor abbia predisposto il file sorgente da compilare e comporre.

                        Il messaggio di errore che incontri te lo dà il programma di composizione, non l’editor; se distingue da solo la codifica del file su cu sta lavorando, ne dovrebbe mostrare la codifica nella riga inferiore della sua schermata. Controlla che vada d’accordo con l’opzione di inputenc.

                        in risposta a: installare il pacchetto mathtools #67763
                        OldClaudio
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                          Ragazzi, perché continuate a confondere l’editor con il programma di composizione; LEd e TeXstudio non c’entrano niente. Manca solo il pacchetto mathtools che @Nebula non ha nella sua installazione, perché non ha l’installazione completa; Scommetto che @Nebula `disponga della MiKTeX basic…

                          in risposta a: Centrare il contenuto di una colonna X #67613
                          OldClaudio
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                            Perché invece di scrivere 15 volte >\centering X non scrivi cosi?
                            `
                            \begin{tabularx}{\columnwidth}{*{15}{>\centering X}}
                            `

                            in risposta a: Testo colorato #67664
                            OldClaudio
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                              E se leggessi la guida color semplicemente dando dal tuo terminal (o prompt dei comandi su windows) il comando texdoc color ?

                              in risposta a: Titolo section testatina – memoir #67608
                              OldClaudio
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                                Mah, secondo me le cose seguendo le indicazioni del manuale vanno fatte diversamante, perché far precedere ‘houppercaseheads alla dichiarazione \pagestyle, vale, a quanto pare solo pre gli stili già definiti, ma se tu ti ridefinisci il tuo allora va premesso alla tua definizione; in fatti il codice seguente:
                                `
                                % !TEX TS-program = pdflatex
                                % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                                \documentclass{memoir}
                                \usepackage{lipsum}

                                \nouppercaseheads
                                \makepagestyle{myheadings}
                                \createmark{chapter}{both}{nonumber}{}{}
                                \makeevenhead{myheadings}{\thepage}{}{\scshape\leftmark}
                                \makeoddhead{myheadings}{\small\scshape\rightmark}{}{\thepage}

                                \begin{document}

                                \pagestyle{myheadings}

                                \chapter{Prova della testina personalizzata}
                                \lipsum[1-5]

                                \section{Prova delle testatine dispari}
                                \lipsum[6-10]

                                \end{document}
                                `
                                funziona come desiderato.
                                Ho cambiato \mdseries in \scshape nella testatina dispari solo per essere sicuro che entrambe le testate ricevessero lo stesso trattamento. Tu naturalmente fai come credi.

                                in risposta a: array di equazioni numerate con \subeqnarray #67661
                                OldClaudio
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                                  Benché il pacchetto subeqnarray sia firmato da Johannes Braams e non sia tanto vecchio, solo del 2004, vuole essere una estensione di eqnarray che è l’ambiente di allineamento delle equazioni del nucleo di LaTeX, che NON bisogna usare perché la spaziaure attorno alla colonna che contiene il segno di uguale non è coerente con le spaziature matematiche.

                                  Per altro tu carichi amsmath; quindi perché non usi le facility di amsmath? Amsmath è più vecchio, ma è ben collaudato e funziona come un orologio svizzero: nella sezione 3.11.3, pagina 7, descrive l’ambiente subequations dentro il quale qualunque altro ambiente di allineamento viene numerato con la numerazione composita e con gli allineamenti perfetti che solo gli ambienti di amsmath sanno fare.

                                  Vedo che @ansys mi ha preceduto di qualche secondo, ma credo di avere aggiunto anche il perché non devi usare subeqnarray.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,391 al 9,405 (di 11,287 totali)

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