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Liverpool” post=66160
Le norme UNI CEI ISO 80000-2 (aprile 2010) suggeriscono il corsivo grassetto maiuscolo per le matrici (par. 15) e il corsivo grassetto minuscolo per i vettori (par. 17) ma, come dice Claudio, non vietano l’uso di altre combinazioni.Sì infatti; solo che ora non ho piì accesso alle norme, quindi devo riferirmi a surrogati; il migliore che conosco è il documento sp811.pdf emesso da NIST, liberamente scaricabile dal sito del NIST. Non è la norma, ma è l’interpretazione della norma ad uso degli scienziati del NIST; non dico che sia più autorievole, ma certamante contiene molte più indicazioni.
Liverpool” post=66160
Piuttosto, Claudio, non ho capito perché consigli di usare il newcommand al posto del DeclareMathOperator :?. Mi sfugge qualcosa?Non ti sfugge niente: Certo che DeclareMathOperator sarebbe stato il comando giusto, ma io avevo conservato \newcommand per correggere il testo sostitutivo. Del resto @Iovem voleva un simbolo alternativo per indicare l’operatore diag di matlab, quindi questo scritto in tt con \newcommand va benissimo per quello scopo perché non viene usato in matematica, ma viene usato nei brani di codice matlab.
Se avessi voluto indicargli l’operatore matematico, avrei certamente usato \DeclareMathOperator
1 Dicembre 2011 alle 11:47 in risposta a: [.cls] Caricare diversa classe base a seconda delle opzioni #67092::
Confesso che non le ho provate, ma ho solo letto il codice; da questa lettura solo la terza versine mi pare che possa funziinare, nel senso che le altre due secondo la mia lettura non funzionano.Mi spiego: finché dichiari una opzione con \DeclareOption il suo codice viene messo in una lista, ma non viene eseguito finché non viene eseguito il comando \ProcessOptions. Dunque nei primi due casi i vari \if che corrispondono ai discriminanti non sono impostati e di conseguenza le strutture condizionali funzionano solo con i valori di default di quelle variabili booleane, cioè false.
Ci sarebbe anche la possibilità di usare \ExecuteOption; questo crea una lista di opzioni da usare, con la clausola che se qualche opzione non è definita, viene silenziosamente ignorata.
Ci sarebbe anche da sfruttare il fatto che le opzioni non definite per una classe non producono errori, anche se funzionano daopzioni globali, ma viene solo emesso un messaggio “Option … not used”, che appare solo nel file .log.
Però secondo me la terza variante funziona benissimo; io ho incontrato delle difficoltà a passare opzioni a memoir dalla classe che la chiama, ma forse c’è ancora qualcosa che mi sfugge in tutto questo meccanismo.
1 Dicembre 2011 alle 10:38 in risposta a: Beamerposter: problemi nell’inserire un’immagine in headline #67083::
Certo che se non lo usi, non puoi accorgerti di che cosa faccia.Per tua informazione inserisce un pilastrino invisibile alto e profondo come una parentesi; siccome la parentesi è generalmente il carattere più alto e più profondo di qualunque font, esso assicura che la riga dove esso compare sia alta quanto gli ascendenti del font, e profondo quanto i discendenti del font, prescindendo dal fatto che la riga contenga in effetti dei caratteri con o senza ascendenti e dei caratteri con o senza discendenti.
Per esempio, per rendere le righe delle tabelle di altezza uniforme uno \strut viene messo di default nella prima cella di ogni riga della tabella.
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Mah, stando agli esempi della pagina 197 se tu metti il comando \caption{…} prima dell’ambiente tabular, ti mette la didascalia sopra con le necessarie spaziature; non mi pare che tu debba fare niente di particolare.
Volendo nella pagina precedente dice come cambiare il valore di \belowcaptionskip, ma io non lo aumenterei a 10 pt come in quell’esempio; il valore preimpostato va benissimo.
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Per icone, intendi il simbolo dell’euro?Dipende dall’encoding che usa LyX e dal fatto che LyX trasmetta al file .tex l’encoding che ha usato; apri il file .tex direttamente con un programma tipo notepad o wordpad o gedit o kedit o, certamente, con TeXworks che doresti avere già sul disco anche se non sai di averlo installato insieme al sistema TeX, di cui KyX ha bisogno. Guarda che opzione LyX abbia specificato al pacchetto inputenc. In ogni caso fa sì che LyX scriva nel file .tex di caricare anche il pacchetto textcomp.
1 Dicembre 2011 alle 10:10 in risposta a: Beamerposter: problemi nell’inserire un’immagine in headline #67081::
Non ho capito bene quello che hai fatto, ma non importa, visto che sei riuscito a risolvere il problema.\makebox produce una scatola larga quanto il testo. Se ci metti dentro un rettangolo nero con \rule{\textwidth}{2pt}, e questo non sta nei margini, vuol dire che non sei dentro l’ambiente table; fuori infatti il rientro di capoverso è non nullo e prima di usare la scatola LaTeX inserisce il rientro del capoverso.
Per il resto se non specifichi nessuna opzione a \makebox, il suo contenuto se lo centra al suo interno; dunque se sei senza rientro del capoverso e hai specificato la larghezza della scatola con \textwidth, e ci metti dentro una tabella larga \textwidth +20mm, l’uso della scatola ti cetnra la tabella facendola sporgere 10mm a sinistra e 10mm a destra.
Dunque quello che hai detto nel penultimo messaggio è incoerente con l’uso di makebox, oppure ci sono altri motivi, come per esempio il rientro non nullo.
Visto che tanto hai risolto diversamente, sono contento per te. Ti invito tuttavia a cercare di renderti conto perché al tuo ultimo messaggio non funzionava.
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Con quelle opzioni a \documentclass e l’intenzione di usare layoaureo puoi fare a meno di usare memoir.Memoir vale la pena se usi i suoi comandi di personalizzazione, il che implica che tu ti legga un po’ della sua documentazione; non è necessario che tu legga tutto il malloppo, ma almeno renditi conto, anche soltanto guardando le figure, di quello che ci potresti fare. Devi avere almeno die desideri di personalizzazione, poi quando li hai ben chiari in mente, allora puoi cercare di realizzarli con memoir. Non puoi chiedere ad altri di fare delle scelte per te; non sarebbero scelte personali, e quindi non avrebbe senso la personalizzazione.
30 Novembre 2011 alle 18:18 in risposta a: Beamerposter: problemi nell’inserire un’immagine in headline #67078::
Be’, sai aprendo il file dell’headrpostr con Adobereader e premendo CTRL+D si pososno leggere le dimensioni del support; quinidi l’immagine è di 5 metri e 90 millimetri. sei sicuro che il tuo poster possa accettare una immagine con le dimensioni ntaurali di più di 5 metri?Io rifarei il disegno con le dimensioni giuste o quasi giuste e regolerei la larghezza con width=\textwidth del comando \includegraphics.
::~awake” post=66025Come TeX uso questa su Arch Linux:
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TeX 3.1415926 (TeX Live 2012/dev/Arch Linux)
kpathsea version 6.0.2dev
Copyright 2011 D.E. Knuth.
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Eh purtroppo non aggiorno da un po’.Da algorithm.sty
`\NeedsTeXFormat{LaTeX2e}[1999/12/01]
\ProvidesPackage{algorithm}
[2009/08/24 v0.1 Document Style `algorithm' – floating environment]`Grazie mille per le informazioni.
Il tuo messaggio mi ha spinto ad approfondire e ho trovato quanto segue:*) La documentazione è scritta nel file \algorithms.pdf che si trova nella cartella …/texmf-dist/doc/latex/algorithms
*) I file ,sty connessi a questa distirbuziono sono algorthmic.sty e algorith,.sty che si trovano nella cartella …/texmf-dist/tex/latex/algorithms
è quella s terminale che ha imbrogliato sia me che te.
Non devi quindi preoccuparti, a parte il fatto che hai già risolto, ma la documentazione è prorpio uella che ti avevo indicato, quella con la s.
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Ti do il mio parere estetico, per quello che vale; sai com’è: de gustibus disputandum non est!A me pare che il tuo layout sia una imitazione del layout di default di Word e che la binding correction sia assolutamente esagerata, specialmente quando disponi di un margine interno di un pollice. Inoltre scrivere in corpo 12/18 (onehalfspacing) può andare bene per le bozze, certamente non per il documento finito.
Testatina e piedino, figure 1 e 2 della documentazione di geometry sono predefiniti fuori del textblock, se ti va bnee, ma il numero della pagina ti apre troppo in basso, puoi ridefinire \footskip ad un valore minore; prova diversi valori da 10pt in su. Oppure includi testatina e piedino nel text block, magari riducendo i margini superiore e inferiore.
Capisco che se stampi oneside e metti una binding correction probabilmente vuoi conservare il documento in un raccoglitore ad anelli, quindi l’estetica non è così fondamentale; se invece fai una di quelle “legature” con i buchi, il cartoncino forato e le clip a forcella con i bottoni sul fronte del documento e le linguette ripiegate sul retro, allora non hai nessun problema con l’estetica, perché il tutto sarebbe davvero una porcheria 🙂 naturalmente secondo il mio gusto estetico che è diverso dal tuo e ognuno ha il suo. Con l’estetica è difficile dire chi abbia ragione e chi torto; magari sono io che ho fatto illazioni che a te non erano neanche venute in mente. Tuttavia un “rapporto” oneside non richiede le dritte estetiche di grandi disegnatori come Bringhurst e simili.
Sarebbe diverso se tu usassi geometri per determinare la gabbia di composizione in base al criterio di Bringhurst, basato sulla lunghezza dell’alfabeto del font principale che usi e lasciando i margini diversi, con quelli interno e superiore più piccoli di quelli esterno e inferiore; vedi figura 4 della documentazione di geometry, magari non con margini così grandi.
In ogni caso nel paragrafo 8 della documentazione ci sono molti esempi anche per testi centrati (con valori di bindingoffset molto minori del tuo) dai quali puoi prendere ispirazione.
Se poi leggi con texdoc il manuale memdesign, puoi avere delle idee più precise di che cosa la tipografia e il disegno della pagina abbia fatto nei secoli; ci sono dei disegni di pagina che a me non piacciono per niente, ma quello che noto è che pochissimi abbiano lo “spinemargin” complessivo di 45.4mm, quasi il doppio del margine esterno.
Per le intestazioni dei capitoli puoi consultare la documentazione del pacchetto titlesec per vedere se trovi qualcosa che ti piaccia di più; anche memdesign discute molto di frontespizi e di titoli dei capitoli.
Chiudo come ho cominciato: de gustibus disputandum non est!
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Benvenuto nel forum.Se non usassi LyX sull’Arte (link qui sopra in Documentazione) troveresti la o le soluzioni; se come interfaccia usi LyX, credo che pochi siano in grado di darti una mano, perché qui, virtualmente, nessuno lo usa, anzi…
Prima ti liberi di LyX prima scoprirai dell’indipendenza che ti offre un qualunque editor, per esempio TeXwork che è preinstallato con Windows TeX Live, con Windows MiKTeX, con MacTeX, e che richiede una installazione apposita con il package manager diverso da distribuzione a distribuzione anche sulle piattaforme Linux. È un editor da primo approccio, ma ha il grande pregio di avere una finestra di visualizzazione del file PDG effettivamente generato e puoi raggiungere i punti corrispondenti dalla finestra del file sorgente alla finestra del file composto e viceversa con dei semplici click col mouse. LyX magari lo fa dalla nascita (forse) ma ti lega le mani più di quanto tu non creda.
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