Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Il fatto che spezzi la riga proprio dopo la `i’ di `il’ lascia supporre tante cose, compresa quella che l’errore sia molte righe prima, non nel punto in cui TeX, o meglio il programma pdftex non riesce più ad andare avanti.Forse si può ottenere maggiore informazione se scrivessi subito dopo \begin{document}
`
\errorcontextlines=9
`
così, invece di mostrarti solo l’ultima riga dove si è bloccato, ti stampa in ordine inverso 9 righe della successione di macro il cui sviluppo ha portato all’errore.
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Tommaso, se devi mettere qualcosa nei file nascosti, che non puoi vedere con il Finder direttamente, probabilmente puoi seguire le indicazioni di Ivan, ma io non ci sono riuscito.
Invece ci si riesce benissimo aprendo una finestra di Finder, se non ne hai una già aperta clicchi nella barra dei menù Go e poi scegli Go to folder, oppure premi senza mai usare il mouse Maiuscola+mela+G ; ti si pare una finestrina dove scrivi l’indirizzo del file dove vuoi andare e la finestrina provvede anche il completamento automatico quando contiene abbastanza caratteri per individuare il nome della cartella in modo univoco. Se tu ci scrivi dentro:
`
~/.inskcape
`
Finder completa in
`
~/.inkscape-etc
`
dopo di che clicchi sul bottone rettangolare blu, e… voila, sei dentro alla cartella nascosta dove puoi trascinare tutti i file che vuoi.Nota bene: le cartelle nascoste hanno il nome che comincia con un punto fermo! Non scordarlo nello scrivere questi nomi.
::francesco.biccari” post=65060
La Guida di Claudio invece non è chiaramente adatta a un principiante perché troppo approfondita
e, se posso permettermi la critica, non chiarissima. Personalmente quando cerco di spiegare cos’è una codifica di
input seguo più o meno questo approccio:Grazie Francesco per avermelo fatto notare.
Non ne ero soddisfattissimo nemmeno io e perciò avevo messo questo argomento ostico in appendice, ma aspettavo qualche feedback per sapere dove avevo “toppato”.
Che l’argomento sia ostico è un fatto; che sia difficile da spiegare a chi di informatica sa solo cliccare sulle icone è ancora più ostico; La Guida che ho curato non è per principianti, e la presentazione lo dice chiaramente; ma si può sempre migliorare anche per i non principianti.
Ma ci proverò.
Grazie
Claudio
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“Mi dà un sacco di errori” non dice molto. Che genere di errori? scatole troppo piene o troppo vuote? missing fonts?
Che distribuzione di TeX usi? MiKTeX? che versione? è completa? o basic?Scrivi davvero in inglese?, se sì, perché nonostante l’annotazione lasci scritto Sommario come titolo dell’abstract?
hyperref definisce anche i comandi per linkare gli url e non c’è bisogno di chiamare il pacchetto url. E gli url in \small\ttfamily non sono così attraenti.
Nello stesso modo chi ha scritto questo modello ti documento e ha definito il colore 333 non aveva le idee chiare, specialmente avendo caricato il pacchetto xcolor; se almeno avesse chiamato quel colore grigioscuro, si capirebbe molto meglio che con il nome 333…
Quali sono le specifiche di spaziatura, interlinea e logo?
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Hai forse pigiato il pulsante LaTeX?, forse il pulsante Build implica lavorare con LaTeX invece che con pdfLaTeX?
TeXnicCenter è talmente rattoppato che sarebbe meglio che tu lo abbandonassi e usassi o TeXworks, oppure, se sei innamorato dei pulsanti con le icone colorate, con TeXstudio (facile da configurare, ma bisogna configurarlo a puntino).
Io preferisco su macchina Windows sicuramente TeXworks e dei pulsanti di solito non me ne faccio niente, ma tu potresti avere un altro modo di lavorare e TeXstudio (freeware multipiattaforma) ti potrebbe andare meglio.
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Tommaso, recentemente ci sono stati dei thread che discutevano della possibilità di usare delle interfacce grafiche per avere l’uscita in codice tikz/pgf.
Recentemente ho anche suggerito ad un frequentatore del forum che usava una di queste interfacce grafiche, di lasciare perdere quella interfaccia grafica e di fare il suo disegnino concettuale direttamente con tikz, senza usare nessuna interfaccia. Il codice che gli ho inviato per il suo disegno, forse non era il migliore, ma era lungo un terzo di quello che gli aveva sputato fuori l’interfaccia grafica.Dai retta a me: sai che sono un fautore del semplice ambiente picture, con l’aiuto del pacchetto pict2e per disegnare cose semplici come questi diagrammi concettuali; ma ti assicuro che tikz è una fora della natura, anche se si tratta di disegno programmato; certo un disegno non è testo; comporre del bel testo un un programma e un linguaggio come LaTeX si può fare senza vedere in anticipo il risultato mentre si scrive il testo (WYSIWYG vs WYSIWYM); con il disegno lo stesso approccio può non essere altrettanto agevole, ma il risultai sono senz’altro eccezionali, quando lo strumento e il linguaggio sono quelli di tikz.
::frodo_jedi” post=64933si c´é troppo spazio bianco a destra e a sinistra
è ed È (terza persona singolare del presente indicativo del verbo essere) vogliono l’accento grave, non quello acuto.
Ma a parte questo dettaglio, tieni presente che se scrivi su foglio A4, largo 210mm, se togli 50 mm per i due margini(20mm quello interno + 30mm quello esterno) ti resta una giustezza di 160 mm; con un font di corpo 10pt ci staranno più di 100 caratteri in ogni riga, quindi avresti righe troppo lunghe in termini di caratteri e faticose da leggere in lettura continua.La lunghezza della riga deve essere proporzionata al corpo dei caratteri in modo che la facile lettura sia assicurata de un numero di caratteri medio per ogni riga compreso fra 60 e 70, l’ottimo sarebbe 65 caratteri.
Quindi o scrivi su carta più piccola, tipo B5 o A5 (B5 sarebbe il meglio; A5 ti permette di stampare due pagine su cara A4 e quindi diventa facile comporre un libretto di formato poco più grande di uno tascabile), oppure accetti larghi margini.
Tieni presente che la classe book ti dà i margini calcolati secondo il copro di default; col corpo 10pt sono decisamente larghi, col corpo 12pt sono “normali” sul foglio A4, ma il numero di caratteri con i font Computer Modern o meglio Latin Modern sono sempre compresi nell’intervallo ottimale di lettura.Tieni sempre presenti queste dritte quando vuoi comporre con uno stile non standard; il suggerimento di usare una classe standard e di regolare la gabbia del testo e i margini con il pacchetto geometry ti permette di fare meglio ma anche di fare molto peggio di quanto facciano le classi standard, se non ti fai un minimo di cultura tipografica. Tutti noi abbiamo cominciato senza averne alcuna (tranne chi era già tipografo), ma ce la siamo affinata studiando e osservando i bei libri, quelli che solo a guardarli ti danno una sensazione confortevole, senza che ci sia nessun elemento cosi stravagante che attragga l’attenzione.
Se vuoi cominciare a farti una cultura,e se conosci l’inglese, apri il terminale o prompt dei comandi e dai il comando texdoc memdesign; questo file pdf che ti si apre sullo schermo dà una buona idea di quello che sono stati gli ultimi 5 secoli di tipografia e, senza essere un vero testo tecnico di tipografia, ti apre gli occhi su cose che non hai mai osservato (nemmeno io le avevo mai notate, eppure di libri di tipografia, da dilettante, ne ho letti diversi). Vedrai che saltando le parti di programmazione in linguaggio TeX/LaTeX (che puoi sempre leggere in un secondo tempo) si tratta di una lettura interessante e istruttiva.
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Tommaso, ho forse detto qualcosa contro lilipond?L’unica cosa seria che ho detto parlado di musica, per giunta antica, è che non ne so niente.
Sono convinto che con lilipond si possano fare cose egregie, per chi la musica la sa scrivere e la sa leggere; io mi sono limitato a cercare dentro TeX Live e sono caduto su gregorio solo per caso; se non fosse stato il caso probabilmente avri ricordato l’esistenza di lilipond che era stata oggetto di tuoi interventi anche diversi mesi fa.
Ma l’esempio aveva un altro scopo, diverso dalla confessione della mia ignoranza musicale; era far vedere che disporre di una versione completa è meglio che disporre di una versione parziale della distribuzione del sistema TeX; avrei potuto parlare di scacchi e del pacchetto skak; siccome non gioco a scacchi, qualunque giocatore avrebbe potuto dirmi che il programma picopallino farebbe gli schemi degli scacci molto meglio. ne sono convinto ed è giusto che sia così.
Chiunque di noi dice delle boiate quando parla di cose che ignora; l’importante è usare gli strumenti a disposizione per documentarsi e per imparare qualcosa di nuovo. E per questo ti ringrazio perché mi hai fatto toccare con mano la differenza che non conoscevo fra musixtex e lilipond.
Ciao
Claudio
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Sì ci sarebbe, ma non è facile spiegarlo sul forum; bisogna leggere la documentazione o aspettare una risposta da cfiandra, che sta scrivendo un documento molto ben fatto per insegnare a personalizzare beamer.Però hai due soluzioni: il comando title accetta un argomento facoltativo per contenere il titolo corto; certamente tu come molti altri studenti per caratterizzare col titolo la tua tesi hai scelto un titolo “narrativo”. I titoli devono sempre essere molto concisi, ma se il relatore vuole quel titolo, lascialo, ma escogitano uno che non contenga più di tre o quattro parole.
La seconda soluzione è quella di usare un altro tema che non preveda la riga in basso con autore e titolo, così tagli la testa al toro.
Non usare nemmeno le sezioni e meno che mai le sottosezioni. In una presentazione che se va bene dura 20 minuti lordi (lascia spazio per le domande e le risposte, quindi prevedi 15 minuti) non scendere in dettagli eccessivi e non sezionare la presentazione; l’importante è dire che cosa volevi fare, come l’hai fatto e che risultati hai ottenuto, niente di più, ma che questo poco sia esposto bene. Il sezionamento potrebbe essere utile per una presentazione di una lezione di due ore, non per una presentazione di un quarto d’ora.
::robitex” post=64882
Sotto Windows XP tuttavia, non ho trovato nella directory C:\Documents and Settings\nomeutente una cartella texmf.
L’ho creata sistemandovi un file di prova ma a “run time” ottengo un errore ! LaTeX Error: File `45454.dat’ not found.
Esiste una cartella .texlive ma non funziona nemmeno con questa.
Forse è un problema di percorsi.Mi aiutate a creare l’albero personale sotto Windows XP? Dispongo di TeX Live 2010.
Grazie.Sempre leggendo la documentazione di TeX Live con texdoc texlive devi costruire tutto l’albero personale con la TeX Directory Structure; naturalmente non è necessario che oltre alla radice e al tronco tu metta tutti i rami, sottorami, diramazioni, biforacazioni fino alle ultime foglie dell’intero albero/sistema TeX, ma devi rispettare i percorsi di ricerca, sempre spiegati nella documentazione; per esempio Enrico ti ha suggerito una parte del percorso; dopo …tex\latex\ ogni programma del sistema TeX è capace di trovare quello che gli serve ricercando in sequenza tutte le diramazioni fino alle ultime foglie, ma indipendentemente dal nome delle cartelle; ma fine a …\tex\latex il percorso deve essere quello; questo vale per i file da leggere da parte dei programmi, per la documentazione devi mettere il tutto sotto …\doc\latex, per i file sorgente devi mettere sotto a …\sorce\latex; eccetera. usa come modello il file texxmf-dist\
Ovviamente queste sono le uniche regole a cui deve soddisfare l’albero personale ma l’installatore non può creartelo se non sa che lo vuoi usare e quale parte vuoi usare; rischierebbe di creare una struttura di sole cartelle, par altro del tutto vuoto, che occuperebbe non poca memoria, visto che la struttura completa potrebbe contenere più di 100 000 file.
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La sezione dedicata al programma di composizione ConTeXt è certamente sbagliata.Non c’è confronto fra MiKTeX e TeX Live su Windows.
Nota che io sono un utente della prima ora di MIKTeX e ho anche verato a Christian Schenk il mio versamento volontario per “compensarlo” in minima parte per l’ottimo lavoro che ha fatto fin dall’inizio. Ho usato MiKTeX per una quindicina d’anni e sono riuscito a riconvertire diversi colleghi ad abbandonare prodotti commerciali grazie a MiKTeX.
Quindi non si pensi male di me quando dico che oggi MiKTeX è un po’ sorpassato, essenzialmente per due motivi:
1) il sistema TeX con tutti i suoi programmi e le novità che appaiono quasi quotidianamente sta evolvendo ad una velocità incredibile;
2) a causa di questo Christian, che lavora da solo, non ce la fa a stare dietro a tutto questo fiorire di novità.Avendo installato MiKTeX decine di volte sia sulle mie macchine sia su quelle di colleghi, riconosco che l’installazione è abbastanza semplice, finché non si vuole usare il sistema in modo un po’ meno convenzionale.
Il Wizard per gestire i pacchetti andava bene fino a una decina di anni fa’, oggi non ce la fa più.TeX Live, invece nasce da una squadra di persone che collaborano assieme per aggiornare, correggere, creare, aggiungere, gestire la mole di cose che sono collegate al sistema TeX. Il TeX Live Manager con la sua interfaccia grafica permette all’utente finale di aggiornarsi in modo semplice e relativamente rapido anche settimanalmente, accedendo direttamente ai repository principali o ai mirror ufficiali, senza bisogno di re-impacchettare le cose con un taglio diverso e in formato .cab, come deve fare Christian con MiKTeX.
Inoltre la prima installazione (o l’installazione annuale) di TeX Live di default è l’installazione completa; non ho mai provato a fare una installazione parziale, ma configurare l’installer per eseguire una installazione parziale è un lavoraccio. Quindi virtualmente tutti gli utenti di TeX Live dispongono della distribuzione completa; richiede quasi 3GiB di disco, ma con i dischi di oggi non è un problema; in totale sono circa 2300 pacchetti che vengono installati, ma ogni pacchetto contiene anche decine di file.
È eccessivo avere una distribuzione completa? Secondo la mia esperienza non è assolutamente eccessivo. Io non so niente di musica, er esempio e fino all’anno scorso avrei giurato di non dovermi interessare di composizione musicale; poi mi sono trovato a dover consigliare del software per comporre la musica gregoriana a un paio di conventi, e in pratica o usi il sistema TeX o usi il sistema TeX; recentemente abbiamo visto trattare dell’integrazione di lilipond con LaTeX sul forum; non so quanto lilipond sia adatto alla musica gregoriana, ma il pacchetto gregorio, che si appoggia a musixtex è solo una estensione del sistema TeX, non è una integrazione di un programma esterno con il sistema TeX. Non avrei potuto farlo se non avessi avuto a disposizione la distribuzione completa. Poi non so se i monaci o le monache benedettine a cui ho suggerito di usare il pacchetto gregorio, ma so che monaci e monche non si arrendono davanti a niente.
Come gruppo ufficiale degli utenti italiani del sistema TeX, forse l’intero GuIT dovrebbe sposare in esclusiva la causa di TeX Live, ma probabilmente Christian non si merita un abbandono così “ufficiale”.
::robitex” post=64882Grazie a tutti per le risposte.
L’idea dell’albero personale (che come avete capito confondevo con l’albero locale), mi è piaciuta.
Ho pensato di creare una directory DatiProgetti dove sistemare questi file dati, che essendo nell’area del file system gestita dall’utente, mi sembra sia un buon equilibrio tra facilità di gestione e comodità d’uso da parte del codice TeX.Sotto Windows XP tuttavia, non ho trovato nella directory C:\Documents and Settings\nomeutente una cartella texmf.
L’ho creata sistemandovi un file di prova ma a “run time” ottengo un errore ! LaTeX Error: File `45454.dat’ not found.
Esiste una cartella .texlive ma non funziona nemmeno con questa.
Forse è un problema di percorsi.Mi aiutate a creare l’albero personale sotto Windows XP? Dispongo di TeX Live 2010.
Grazie.Roberto,
sotto XP io ho l’albero personale \texmf radicato in:
`
C:\Documents and Settings\Claudio\texmf\
`
e ci tengo dentro praticamante solo le informazioni che riguardano i font miei personali, che spesso ho disegnato io stesso, o per i queli ho scritto i file .fd per accedervi.
Per quel che mi risulta le mappe vengono viste, coì i file .tfm e .type1 oltre ai file .fd.
Non uso mai il programmino per creare o aggiornare i file name database, e il file LS-R non c’è in questo albero e non c’è nessun altro file che possa far pensare ad una funzione simile. Nota che da quando uso (ormai pochissimo) i SO operativi della serie Windows, configuro sempre il programma di visualizzazione dei file nei vari alberi, rami e cartelle del sistema in modo che mi siano mostrate sempre sia le estensioni dei file sia i file nascosto, quindi non dovrebbe sfuggirmi nulla.L’albero di configurazione di TeXworks è innestato accanto all’albero texmf sempre nella stessa cartella Claudio\ e anche TeXworks funziona perfettamente.
Nota che sia in Windows XP, sia sul Mac sia con Ubuntu l’albero personale può essere radicato in diversi posti (il porta innesto può essere diverso) ma non è mai preceduto dalla cartella TeXLive, né dalla cartella dell’anno.
Infatti l’idea dell’albero personale NON deve venire aggiornato quando si passa dalla distribuzione TL2010 alla TL2011, per esempio.
Come hai visto l’albero locale è un’altra cosa e serve per soddisfare le esigenze di tutti gli utenti della stessa macchina.
Leggi con texdoc texlive il paragrafo relativo agli alberi di TeX Live.
::mattmich” post=64885ciao, sto cominciando a preparare la presentazione della tesi in beamer e sto facendo delle prove….
\documentclass{beamer}
\usepackage[italian]{babel}
\title{titolo}
\usepackage{fontenc}
\usetheme{Berkeley}
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definizione}{Definizione}
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{thm}{Teorema}
\begin{document}
\begin{frame}
\maketitle
\end{frame}
\begin{frame}
prova
\end{frame}
\end{document}a me escono i due seguenti warning: fontshapeOT1/cmss/m/n’ in (size4) not aviable (font) size<5>substituted
size substitutions with differences(font) up to 1.o pt have occurred.che presumo significhino che sono stati ingranditi di un punto i caratteri. come faccio a togliere questi due avvertimenti?
grazie a tuttiUsere il pacchetto fontenc senza specificargli un’opzione non serve a granché; infatti stai usando per l’uscita i font con la codifica di default OT1, quella che viene “quasi” proibito di usare a qualunque utente di questo forum che scriva in italiano; poi sarebbe meglio che usassi font scalabili con continuità, come i Latin Modern
Inoltre vorrei sapere con quelle impostazione/dichiarazione/comando riesci a chiedere a qualunque programma di usare un font di corpo 4; persino più piccolo di quello usato per i bugiardini delle medicine o per scrivere le clausole di un contratto 😉 Con beamer non cambiare corpo ai font; sono già dimensionati bene per il formato di ogni frame e per la giusta prioezione sull schermo mediante un videoproiettore.
Ti propongo le seguenti correzioni:
`
\documentclass{beamer}
\usetheme{Berkeley}
%
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[lmodern]
\usepackage[italian]{babel}
%
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definizione}{Definizione}
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{thm}{Teorema}
%
\title{Titolo}
\author{A.U. Tore}
%
\begin{document}\begin{frame}[plain]
\maketitle
\end{frame}\begin{frame}{Frame di prova}
prova
\end{frame}\end{document}
`
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AutoreRisposte