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A me non risulta che sull’Introduzione (link qui sopra) questo argomento sia trattato senza spiegare il lavoro congiunto che svolgono \includeonly e \include, che ovviamente sono due cose diverse.E siccome io uso questo metodo per comporre i miei documenti corposi, so bene che cosa ho scritto.
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Premetto che non sono un utente assiduo di ucs e utf8x, ma il primo (da caricare per primo) è necessario per far funzionare il secondo e l’accoppiata consente di scrivere, per esempio, in greco con i miei font; mi spiego meglio: se hai una tastiera o qualche altro sistema per scrivere in greco direttamente nel file sorgente, allora con quei due pacchetti vedi il risultato composto, impaginato sillabato anche nel documento finale. Se non disponi di qualche mezzo per fare l’input direttamente in greco, i due pacchetti non servono a niente (non so per altri alfabeti diversi dal greco) e devi scrivere il testo sorgente con caratteri latini e con le istruzioni che sono contenute nel documento consultabile con texdoc babel, paragrafo 28 “The Greek language”, se usi il greco modern con un solo accento (monotoniko), oppure con texdoc teubner-doc se scrivi in greco polytoniko (leggi l’ultima versione dell’Arte di scrivere con LaTeX dove queste cose sono descritte molto bene). Per cirillico, ebraico, arabo, eccetera non saprei dirti se quei due pacchetti servano a qualcosa. e siano meglio del semplice utf8. Con il greco, se non disponi di una tastiera vera o virtuale, utf8 è più che sufficiente, secondo la mia esperienza.
::OldClaudio” post=62835Attenzione ad non aggiornare TL in questi giorni, almeno se usa XeTeX o XeLaTeX e la matematica unicode.
Ieri ho aggiornato e non posso più usare quei due programmi per alcuni giorni.
Ho già scritto a Will Robertson che spera di poter risolvere il problema per domani; nel frattempo fontspec e unicode-math sono incompatibili.
Ciao a tutti
Claudio
In merito al mio precedente messaggio vi comunico che oggi ho aggiornato TeX Live 2011 e fontspec e unicode-math ora funzionano correttamente.
Per polyglossia è ancora necessario caricare, prima di polyglossia, il pacchetto xkeyval, tuttavia con questo patch (sul quale quelli di polyglossia stanno lavorando, XeLaTeX non mi pare che dia più nessun problema; se devo esprimere una sensazione, assolutamente personale, mi pare che la velocità di composizione si diminuita un poco. Poca cosa, ma potrebbe dipendere anche dal mio disco un po’ pieno. In compenso su questo portatile prima ricevevo un errore dopo circa 400 pagine e l’avevo attribuito a insufficienza di RAM; ora non ho cambiato nulla nell’hardware, ma la compilazione procede fino alla fine.
::carlo2002″ post=62920Grazie, molto gentile.
Però ho cercato di capire il comando, ma non trovo spiegazioni sulle varie guide.
Sarebbe possibile avere anche una breve delucidazione sul suo funzionamento?Sull’Arte di scrivere con LaTeX non mi pare di averlo visto, ma sull’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX c’è. Non farti spaventare dalla mole: ci sono 6 indici analitici in fondo quindi secnumdepth lo trovi facilmente, senza bisogno di leggere centinai di pagine. Inoltre cè una appendice che è una versione ragionata del manuale di Lamport e lì c’è quasi tutto quello che ha scritto Lamport, compreso tutto quello che serve per numerare o non numerare i sezionamenti.
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Bruttissima equazione.Ti consiglierei di non annidare il secondo aligned dentro al primo. ma di separare le condizioni con una frase di testo e un secondo numero. Oppure di inserire \intext{subject to} fra le due serie di equazioni.
Ricordati che la funzione min si scrive \min.
Per @cfiandra. equnarray con o senza asterisco non si deve mai usare; in questo caso non ci sono i segni di relazione fra le coppie di &, ma in generale la spaziatura è errata. Si usa solo align con o senza asterisco e aligned dentro un altro ambiente matematico.
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Dipende.Sembrerebbe che Knuth, inventore del sistema TeX, abbia recentemente fornito la sua consulenza alla MicroSoft per rivedere il loro Equation editor e per definire le specifiche dei font matematici in modo che il risultato fosse all’altezza. Se ho capito bene, l’equazione viene sostanzialmente scritta in un linguaggio di tipo TeX, come on OLE (object Linked Element) che viene mostrato a schermo già composto, ma che può venire modificato ad libitum (editato) perché l’editing riguarda il codice dietro le quinte, che è sostanzialmente memorizzato insieme al documento quando è in formato docx. Chi sa meglio di me queste cose può essere più preciso e magari può smentirmi immediatamente e completamente.
Per quanto riguarda OpenOffice.org Writer, esiste un plug-in che registra dentro il file il codice LaTeX, e mostra sullo schermo la formula composta con LaTeX stesso, tanto che è necessario avere installata sul computer anche una distribuzione del sistema TeX.
Naturalmente non è detto che con Word o con Writer siano stati usati l’equation editor frutto della collaborazione con Knuth o il plug-in citato. Quindi non saprei se si possa fare con software libero.Tuttavia per OpenOffice.org esiste un plug-in che si chiama writer2latex che permette di aprire un file doc o docx, e di esportalo in formato LaTeX; dentro questo file latex le formule dovrebbero essere scritte in linguaggio LaTeX. Io ho installato e ho provato ad usare questo plug-in, ma pur avendo esaminato il codice LaTeX prodotto, non mi sono soffermato sulla matematica, quindi su due piedi, senza fare delle prove apposta, non saprei cosa dire a proposito della funzionalità della conversione e della qualità del codice.
De
19 Settembre 2011 alle 11:35 in risposta a: Cambio carattere su tabelle e formattazione di base #62592::
Come prof. universitario in pensione ti posso assicurare che se dai la tua tesi in word a chiunque nel mondo accademico verrà usata per pubblicare qualcosa a proprio nome senza nemmeno citare i laureando che ha fatto il lavoro. Sono ferocemente contrario a queste porcherie. Del resto chi ti ha risposto prima di me ti ha già dato ottimi consigli.Io non perderei tempo a convertire la tesi in Word; se il prof, dopo avergli detto che l’hai fatta in LaTeX, insiste per averla in word, fagliela cadere dall’alto dicnedo che per la conversione ci vuole del tempo e che prima devi trovare un buon programma che esegua la conversione in modo decente, e che nessun modo è veramente decente quando si usa word.
Se il tuo prof fosse interessato al contenuto della tessi, per leggerlo e magari per passere il file a qualche altro laureando che prosegua il lavoro, la versione PDF sarebbe più che sufficiente, anche per copiarne piccole parti. Un file PDF protetto in realtà non è protetto per niente. Già su questo forum sono stati trattati questi argomenti per sottolineare che nemmeno il PDF si può proteggere efficacemente. Quindi dato per scontato che si può copiare il testo e le figure (e anche le formuule viste come figure) e incollarlo in documenti da comporre con altri programmi, e il prof. volesse copiarne anche due sole righe, lo potrebbe fare anche con il formato PDF.
Io una pagina di avviso che la tesi è coperto dalla Creative Commons la inserirei nella versione finale PDF e cartacea della tesi. Poi uomo avvisato mezzo salvato. Se qualcuno copia è suscettibile di essere soggetto a a denuncia per plagio. E successo ad uno studente della facoltà a cui appartenevo e tra penale e civile ci ha rimesso una fortuna. Questo vale anche per i prof., ma questi solitamente pensano di avere dei diritti sulle tesi, mentre seguire un laureando non è merito di noi prof. ma è nostro compito istituzionale. e i laureandi/laureati di solito non denunciano i loro prof. per plagio. Risultato questo malcostume si propaga senza fine.
Se un prof. ritiene che adeguatamente scorciata sia pubblicabile e che ci abbia messo qualcosa di suo oltre a quello che ci ha messo lo studente, l’articolo viene pubblicato a due nomi. Se l’idea è completamente del prof. e lo studente l’ha semplicemente realizzata/implementata, vale lo stesso discorso: su pubblica a due nomi.
Questa è la mia idea e io, in 45 anni di insegnamento, mi sono sempre comportato così. Poi spetta ad ciascuno fare le sue scelte e comportarsi in modo coerente con le proprie idee.
PS. Puoi provare anche a convertire dal sorgente LaTeX al formato XML, magari passando al formato HTML. Dal formato XML credo che Word (versione 2003 e successive) sia capace di salvare in formato docx e in formato doc. Anche il writer di OpenOffice.org e il Writer di LibreOffice sono capaci di fare altrettanto. Sulle macchine Linux ci sono altri programmi che spesso sono in grao di convertire “tutto in tutto”. il risultato non è mai bellissimo, ma spesso è accettabile.
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In ogni caso il comando \label va sempre messo dopo all’elemento che attribuisce il numero dell’oggetto a cui ci si vuole riferire; non sempre questo elemento è evidente, ma nel caso di \caption è chiarissimo che è lui a generare al didascalia numerata, quindi \label va messo dopo. per le equazioni il numero viene incrementato prima di scrivere l’equazione da \begin{equation}, ma negli incolonnamenti di amsmath la documentazione indica di mettere il \label subito prima di \\ o di \end{…}. Io quindo per essere sicuro metto semrpe il ‘lable dopo l’elemento numerato, dopo le equazioni, dopi i \caption delle tabelle e delle figure, dopo le aperture dei teoremi,ovviamante dopo i titoli delle varie sezioni \chapter, \section, …, eccetera.Come dice Lorenzo, bisogna studiarsi bene l’ Arte di scrivere con LaTeX
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da quello che ho capito expl3 ora non esiste più e le sue funzionalità sono conglobate dentro l3experimental. Siccome non uso siunitx (forse sono l’unico del GuIT a non farlo) non mi sono posto il problema di come aggirare queste cose che non dovrebbero succedere mai; non si mettono le mani nel nucleo del sistema senza essere sicuri che tutti i pacchetti de da esso dipendono continuino a funzionare. Oppure si avvisano i manutentori dei pacchetti di verificare immediatamente e aggiornare. Mi rendo conto che questa mia osservazione è utopistica. Per fortuna che i pacchetti che ho fornito io non dipendono da nessuno dei nuovi comandi sperimentali e sulla sintassi rinnovata inventata dal LaTeX3Team, ma anche io non dormo sonni tranquilli, perché può darsi lo stesso che qualche comando del nucleo di LaTeX sia stato cambiato in modo da fare riferimento alla nuova sintassi.
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Sì, è ufficiale; polyglossia non funziona più perché fonspec non carica più xkeyval. Me l’anno confermato quelli del gruppo lingue di Tug, in particolare l’autore di polyglossia Charette.presumo un imminente upgraade di polyglossia, nel frattempo quanto hai indicato funziona benissimo per sistemare polyglossia. Se in qualche documento, dopo che polyglossia sarà aggiornato, la richiesta di usare xkeyval non produrrà nessun inconveniente, perché polyglossia ricorrerà a \RequirePackage che (come del resto anche \usepackage) non carica di nuovo un pacchetto se è già stato caricato.
Ti ringrazio moltissimo.
Ciao
Claudio
::Doc” post=62838
Attenzione ad non aggiornare TL in questi giorni, almeno se usa XeTeX o XeLaTeX e la matematica unicode.
Ieri ho aggiornato e non posso più usare quei due programmi per alcuni giorni.
Ho già scritto a Will Robertson che spera di poter risolvere il problema per domani; nel frattempo fontspec e unicode-math sono incompatibili.
Ciao a tutti
Claudio
Non uso pacchetti di matematica, ma, da utente XelaTeX, ho notato con “piacere” i problemi con fontspec.
Se può essere utile, io li ho risolti, caricando, prima di polyglossia, il pacchetto xkeyval.
Ciao
DomenicoIl punto non è se esistono problemi o se è conveniente caricare xkeyval prima di polyglossia; il problema è che con la versione precedente di qualche pacchetto che ignoro, non era necessario ricorrere a nessun rimedio.
Prima io non avevo mai avuto problemi con fontspec e la matematica e nemmeno con altri font; difficile da usare, non lo nego, ma problemi non ne avevo incontrati; anche polyglossia funzionava senza problemi; evidentemente un certo pacchetto a me ignoto è stato modificato e là dove si puote ciò che si vuole, non è stato fatto un lavoro di verifiche incrociate adeguato. Will Robertson sembra aver individuato che cosa impedisce a fonstpec di lavorare correttamente con unicode-math o viceversa e ha promesso la correzione immediata, ma ha richiesto qualche giorno di tempo. Per polyglossia, certamente la tua soluzione elimina il problema all’origine, ma perché prima polyglossia se lo caricava (o qualche altro pacchetto essenziale lo faceva per lui)? D’altra pert il linguaggio sviluppato dal LaTeX3Team è talmente complicato per chi non ha partecipato ai lavori di quel Team, che anche una persona esperta di linguaggio TeX primitivo e di comandi interni di LaTeX non riesce a metterci le mani (almeno io, che mi ritengo esperto su tutti e due i fronti, non ci capisco nulla, o intravedo appena che cosa potrebbe venire eseguito, ma non ne capisco i dettagli).
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