OldClaudio

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  • in risposta a: Incompatibilità XeLaTeX (o LuaLaTeX) e classe europecv #64105
    OldClaudio
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      Certo che lo puoi fare: l’importante è cambiare nome, modificare il contenuto di \ProvidesClass, cambiandone anche il messaggio esplicativo. Dopo dentro puoi fare le modifiche che vuoi, ma devi, per la licenza LPPL segnalare l’origine del tuo file modificato con adeguate righe di commento.

      Usando XeLaTeX stai attento anche al pacchetto babel, dato e non concesso che lo pre-carichi.

      Davvero hai bisogno di usare XeLaTeX per preparare il curriculum vitae?

      in risposta a: problemi con la gestione delle “floats” in una pagina #64091
      OldClaudio
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        L’ambiente changemargin mi sembra inutile e mal costruito.

        Indipendentemente dai margini, tu specifichi a \includegraphics un fattore di scala di 0.5, ma questo mi sembra errato; dovresti caso mai specificare una larghezza relativa alla larghezza della gabbia del testo, dicendo:

        `
        \includegraphicss[width=0.48\textwidth]{immagine}
        `

        Conviene infatti che la larghezza che risulta per ogni foto sia un po’ meno della metà della giustezza; in ogni caso puoi aggiustare il valore 0.48 ad un altro valore che ti faccia più comodo, sebbene, suppongo, tutte el figure hanno una larghezza iniziale uguale fra di loro. quindi tutte andrebbero proposte con una larghezza uguale fra di loro, sia pure scalate col fattore di scale che permette loro di essere larghe quanto 0.48\textwidth (oppure 0,49, oppure 0,495, ma non 0.50 e meno che mai con valori maggiori.)

        Visto che non usi più pstriks and company, perché continui ad importare figure in formato eps? Certo lo puoi fare, ma perché non le converti “una tantum” in figure pdf con ps2pdf (eventualmente passandole attraverso pdfcrop per togliere i bordi bianchi)?

        in risposta a: strani comportamenti di \pagestyle #64082
        OldClaudio
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          Il comando \chapter imposta da solo il comando \thispagestyle{plain} quindi non c’è nulla da fare se non, LOCALMENTE, vale a dire dentro a un gruppo, rendere plain equivalente a \empty o meglio ancora a \relax, oppure direttamente a basic, se lo vuoi per tutti i capitoli. direi che dovrebbe funzionare una cosa del genere:
          `
          \makeatletter
          \let\ps@plain\ps@basic
          `

          Il difetto di frenchb è che è un po’ invasivo ed è un problema noto; non dovrebbe produrre inconvenienti usare french, invece di frenchb. piuttosto scambiali di posto e poi selezione l’italiano, almeno la cosa dovrebbe diventare trasparente. Io, tempo fa, lo ammetto, l’ho fatto, rispecificando anche il codice di carattere minuscolo dell’apostrofo ( \lccode`\’=`\’) perché frenchb ci pasticcia un po’ sopra, e il tutto ha ripreso a funzionare correttamente. Ma french dovrebbe andare senza pasticciare.

          in risposta a: bizzarro risultato utilizzando ambiente tabular #64063
          OldClaudio
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            Strano risultato perché la tabella è strana.

            Definisci 5 colonne, una di tipo l e 4 di tipo S.

            Metti 4 intestazioni (niente nella rima colonna, e 4 nelle colonne successive).

            Riempi di numeri solo tre colonne, niente nella prima e tre di tipo S lasciando vuota la quarta di tipo S (la quinta in assoluto)

            I dati che contengono la D sono nella prima colonna S.

            Non ti converrebbe mettere i dati della tua prima colonna, privi di valori decimali, ma semplicemente sigle, metterli in una colonna normale, magari la prima, che è vuota e mettere gli altri numeri nelle colonne S (ma servono a qualche cosa visto che sono privi di decimali almeno quelli della terza colonna?).

            In altre parole non ti converrebbe ripensare alla tabella descrivendo le colonne concordemente al loro contenuto e senza lasciare colonne vuote?

            in risposta a: Bibliografia ragionata #64023
            OldClaudio
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              Da termina dai il comando texdoc bibtex; vai al paragrafo 2.2. Lì c’è scritto tutto quello che è disponibile.

              Poi c’è il testo:Thame the beast (Doma la bestia) leggibile con texdoc ttb_en che ha un captolo apposito che descrive i file di stile della bibliografia.

              Poi c’è da leggere sempre con texdoc makebst e il file accessorio da leggere con texdoc merlin, manuali che insegnano come creare nuovi stili bibliografici o come modificare i vecchi, lanciando pdfLaTeX su un certo file che pone interattivamente un certo numero di domande, e a seconda delle risposte produce il nuovo stile bibliografico con il nome che gli avete specificato. Non è facile rispondere giusto a tutte le domande (giusto nel senso di produrre quello che si vuole) ma funziona, magari al secondo o terzo tentativo.

              in risposta a: Caratteri lituani #64033
              OldClaudio
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                Immagino che tu abbia consultato il sito http://en.wikipedia.org/wiki/Lithuanian_language

                Da questo sito io ho capito quanto segue:

                1) le vocali a, e, i, u possono prendere l’ogonek, che in LaTeX si indica con la macro epr accenti \k:
                \k{a}, \k{e}, \k{i}, \k{u}; l’ogonek si applica anche alle maisucole.

                2) le senza ogonek può prendere l’accento punto anche in maiuscolo \.e, \.E

                3) la u può prendere la lunga anche in maiuscolo \=u, \=U

                Fra le consonanti:

                4) c, s e z possono prendere l’hachek (un piccolo circonflesso rovesciato) anche in maiuscolo; questo accento con LaTeX si indica con \v: \v{c}, \v{s}, \v{S}, \v{C}, \v{z}, \v{Z}.

                Tutte le altre lettere dell’alfabeto cosiddetto latino sono identiche all’italiano e le trovi tutte sulla tua tastiera.

                Naturalmente è noioso scrivere quelle macro per gli accenti, ma siccome non disponi di una tastiera lituana, non hai alternative; se dovessi copiare (copia e incolla) delle stringhe di testo lituane da un sito internet, o da documenti di vario genere, allora potrebbe farti comodo usare l’encoding utf8; ti risparmi di indicare gli accenti e potresti sperare che questa codifica, così come è implementata nel file di definizioni che accompagna TeX Live (forse anche MiKTeX) comprenda anche questo gruppo di lettere minuscole e il corrispondente gruppo di lettere maiuscole, che ti potrebbe far risparmiare molto tempo.

                Attento a diritti di proprietà letteraria quando copi dalla rete o da altri documenti; va bene purché citi la fonte in modo inequivocabile e chiaro.

                in risposta a: Problemi con note a piè di pagina, setspace e linespread #64031
                OldClaudio
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                  Sì, ma dopo \linespread{1.0} nella titlepage ci vuole anche \selectfont; Il comando \linespread non viene usato se non si specifica \selectfont direttamente o indirettamente con un cambiamento di font qualsiasi, anche \bfseries o \itshape.

                  in risposta a: [Risolto] Ridefinire pag inizio capitolo in classe book #58739
                  OldClaudio
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                    Se avessi provato il comando avresti notato che l’argomento facoltativo viene usato per le testatine e per l’indice, mentra l’argomento obbligatorio viene usato per il titolo nella prima pagina del capitolo.

                    Quello che a prima vista mancherebbe è un controllo per verificare se l’argomento facoltativo è stato specificato (#1 diverso da \empty) e nel caso che non lo fosse assegnare il valore di #2 a ciò che deve andare nella testatina e nell’indice. Nella definizione originale di LaTeX questo controllo viene fatto da \@dblarg (una macro che ha un nome di questo genere). Ma non sarebbe difficile aggiungere questo controllo al tuo codice; se lo fai per esercizio impari un mucchio di cose. 🙂

                    in risposta a: Problemi con il raddoppio di corpo ed interlinea #63722
                    OldClaudio
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                      Virgolettato come?

                      Esempio minimo compatibile, per favore.

                      in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64015
                      OldClaudio
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                        elle” post=63058ah e poi dimenticavo: devo inserire una cosa particolare nelle didascalie di una foto, uso questo:

                        `\begin{figure}[!h]
                        \centerline{
                        \includegraphics[scale=0.4]{test2}}
                        \caption{Secondo Test sul Maschio Angioino. Precisione 85,3155$%$}
                        \label{fig:Secondo Test sul Maschio Angioino. Precisione 85,3155$%$}
                        \end{figure}`

                        ma giustamente da errore sul %. soluzioni???

                        Tutti sanno che per scrivere il % bisogna inserire nel sorgente LaTeX \%

                        Vedere lista dei caratteri speciali in qualsiasi guida elementare.

                        in risposta a: Ambiente con comandi interni #64026
                        OldClaudio
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                          `
                          \makeatletter
                          \newcommand{\descrizione}[1]{\def\d@scrizione{#1}}
                          \newenvironment{scheda}[2]{% apertura
                          #1, #2\\[3ex]
                          \d@scrizione
                          }
                          {% chiusura

                          }
                          `

                          Però onestamente, se usi descrizione così com’è e non ci fai niente, salvo stamparlo dop dopo il Luogo e l’Anno, definire un ambiente (dove bisogna psecificare anche i comandi di chiusura) non serve a granché; proviamo a renderlo così:
                          `
                          \newenvironment{scheda}[2]{% apertura
                          \par\bigskip
                          #1, #2, \\[\bigskipamount]
                          }
                          {% chiusura
                          \par\bigskip\ignorespacesafterend
                          }
                          `

                          Da usarsi così:
                          `
                          \begin{scheda}{Urbino}{1544}
                          Urbino in quel tempo era una città ricca, ma senza più la guida dei duchi di Montefeltro.
                          Il Duca Federico era morto nel 1482 e suo figlio Guidubaldo era morto di tifo a 22 anni,
                          poco dopo la morte del padre.

                          Eccetera
                          \end{scheda}
                          `

                          La scheda ti viene composta a piena pagina con una riga di spazio bianco sopra e una sotto.

                          È perfettamente inutile mettere i vari capoversi della descrizione in una variabile \d@scrizione, quando comunque usando il comando \def non consente di dare al suo oggetto definito un argomento che consti di più di un paragrafo. Nello stesso tempo che cosa metteresti come contenuto dell’ambiente? Quando chiudi l’ambiente, tutto quello che è stato usato o definito o assegnato a i contatori o ai registri, viene dimenticato perché queste cose sono strettamente locali.

                          Se vuoi cimentarti in simili piccole acrobazie devi studiarti per bene il testo di Enrico “Appunti di programmazione in TeX e LaTeX”.

                          Per curiosità: se definisci una macro con argomenti all’interno di un’altra definizione devi raddoppiare il segno #; devi cioè scrivere ##1, ##2, eccetera.

                          in risposta a: Tesi e C…e Varie -.- #64006
                          OldClaudio
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                            Leggiti con texdoc la guida fntguide.

                            Allora vedresti che puoi impostare con font continuamente scalabili la grandezza che ti pare con l’interlinea che ti pare; in fondo \large, \Large, eccetera usano quella tecnica (impostano anche altre cose, ma per i titolo non ha importanza): allora sostituisci \Large dei titoli dei capitoli (che corrisponde a 17,28pt, invece di 16pt, con una differenza poco superiore a un terzo di millimetro; sfido chiunque ad accrogesene). Comunque se vuoi sedici definisci:
                            `
                            \newcommand\myLarge{\fontsize{16}{19}\selectfont
                            `
                            e usa quel comando per i capitoli. per le sezioni ti chiedono 14pt? Benissimo
                            `
                            \newcommand\mylarge{\fontsize{14}{16.8}\selectfont}
                            `

                            Per curiosità il primo numero è il corpo; il secondo è l’avanzamento di riga; per i titoli dovrebbe servire a poco, ma ci vuole e di solito è maggiore del corpo del 20%.

                            Per i capitoli rideifnisci pure \thechapter come hai indicato ma ridefinisci anche \the section:
                            `
                            \renewcommand\thesection{\arabic{chater}.\arabic{section}}
                            `
                            questa rideifnizione dovrebbe funziona re anche per i sezionamenti di livello più basso.

                            Chi ti ha dato quelle prescrizioni per la tesi è chiaramante un utente di Word e chiaramente non sa nulla di tipografia. al massimo conosce la dattilografia e l’impaginazione dattilografica come la poteva conoscere un dattilografo di 50 anni fa.

                            in risposta a: modo alternativo #63988
                            OldClaudio
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                              Qui sopra c’è la targhetta Guide (o Manuals); lì ci sono alcuni titoli di guide varie fra cui l\arte di scrivere con LaTeX e Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; di quest’ultimo sono il curatore (oltre che autore di alcune parti).
                              Dovresti scaricarti questo malloppo (in prima battuta ti serve solo il file pdf), cercare nell’indice analitico (quello generico non nei 5 indici tematici) la parola \includeonly, cliccare sopra il primo numero di pagina in blu accanto alla parola, e andare a leggere dove il lettore di file pdf ti porta.:smile:

                              in risposta a: Sesto Empirico e biblatex #63991
                              OldClaudio
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                                Hai provato a racchiudere Sesto Empirico fra parentesi graffe? Hai provato a invertire Seto e Empirico nel databse, così ti vengono giusti nella bibliografia?

                                Visto che stai citando un libro in in cui il lavoro è stato curato da un curatore, perché non metti anche il curatore e usi la tipologia inbook (o simili) dove il curatore è importante e dove gli autori dei vari contributi sono altrettanto importanti?

                                in risposta a: Copertina #63972
                                OldClaudio
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                                  Per modificare classi esistenti (tutte già sul tuo disco; quelle di default commentate in un file che leggi dando il comando texdoc classes; la documentazione delle altre è contenuta nella documentazione del pacchetto che le fornisce) devi seguire due strade che per uno cono conoscenze di programmazione non dovrebbe essere difficile (altre ultime parole famose…):

                                  1) copi dalle classi che vuoi modificare quei quattro comandi che vuoi modificare; li copi in un file mymacros.sty. modifichi quesi comandi cambiando \def o \newcommand in \renewcommand (tenendo conto che \def potrebbe essere stato usato perché n\newcommand non riesce ad eseguire la definizione voluta) oppure per gli ambienti cambi \newenvironment in \renewenvironment. Poi all’interno della definizione del comando o dell’ambiente fai quello che vuoi. Infine quando usi la classe non modificata, subito dopo inserisci \usepackage{mymacros} . Ovviamente mymacros è un nome a caso; tu usa un nome meno scemo. L’estensione .sty invece deve essere quella.

                                  2) modifichi l’intera classe, ma le cambi nome, perché è assolutamente vietato modificare le classi distribuite con il sistema TeX; se chiami la tua classe myclass.cls, dentro ci poi mettere quello che ti pare opportuno; devi usare un nome meno scemo di myclass, ma devi usare l’estensione .cls.

                                  Siccome io ho messo le mani dentro le classi seguendo le strade descritte sopra, ti assicuro che la parola facile deve essere bandita, per non dover abusare della locuzione “ultime parole famose”. Perciò ti suggerisco di seguire i consigli che ti danno sul forum e di usare i pacchetti già esistenti per modificare le prestazioni delle classi; leggi sempre la documentazione; se ti dà fastidio che sia in inglese, impara l’inglese; questa non è una frase ad effetto tanto per fare lo snob. L’inglese tecnico scritto non è troppo difficile da capire.

                                  L’uso di LaTeX a livello di utente è piuttosto facile; modificare il programma che c’è sotto spesso risulta una cosa piuttosto difficile. quini ti ripeto un consiglio che ti è già stato dato; prima impara ad usare in ogni sfumatura le tre classi standard, article, report e book, poi forse puoi davvero cimentarti nella modifica delle classi seguendo le linee guida che ti ho indicato sopra.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,811 al 9,825 (di 11,287 totali)

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