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13 Settembre 2011 alle 12:56 in risposta a: install-tl.zip rimanda al repo di uniroma2 e fallisce … #63668::
Sì, lo vedo, ma prima di lanciare install-advanced.bat o prima di lanciare install.bat, leggi la documentazione con la quale dovresti essere in grado di dare il comando dalla linea di comando (sudo solo se sei su una macchina UNIX o simili):
`
sudo install-tl -gui -lang- it -repository htttp://archive.cs.uu.nl/mirror/CTAN/systems/texlive/tlnet
`
Naturalmente specifichi la parte -lang it solo se vuoi l’interfaccia in italiano; di default è in inglese.
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Senti, se l’installazione è andata a buon fime e tu non trovi la cartella bine, è perché non la cerchi bene; Apri l’explorer (non internet explorer, ma quel programma che su Windows ha questo nome e talvolta si apre con Start|Programmi|Accessori|Explorer, qualche volta con Start|Risorse del computer, qualche altra con Start|Computer, eccetera.
Seleziona il disco C:
Seleziona programmi
seleziona texlive
seleziona 2011 (se hai 2010, hai installato per sbaglio la versione vecchia, ma funziona lo stesso solo che non si può aggiornare con il manager)
Seleziona bin
Seleziona win32e a quel punto nella cartella trovi tutti gli eseguibili di cui TeXLive dispone.
13 Settembre 2011 alle 12:38 in risposta a: Produzione di un manuale tecnico – chiedo suggerimento #63141::
Perché metti \chapter prima dell’indice? l’indice usa \chapter per conto suo.Senti, non so se i file sorgente della GuidaGuIT ti possano essere utili, ma dal vecchio sito erano scaricabili col file GuidaGuIT.zip. Pur avendo messo insieme quel lavoro, però, non te lo consiglio, perché la tua conoscenza di LaTeX è modesta e quei file sorgente sono difficili.
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Confermo: a pagina 11 della guida di texlive, quattro righe dal fondo, c’è scritto che per le macchine Windows bisogna trovare dove innestare l’albero personale semplicemente guardando che cosa contiene la variabile di environment %USERPROFILE%; basta perciò aprire un finestra dei prompt dei comandi e eseguire il comando
`
echo %userprofile%
`
che permette di ricevere nella riga successiva esattamente quanto basta al sistema per trovare la base dell’albero. Su XP si ottiene quanto dice @elrond, su WinVista e Win7 si ottiene quello che hanno scritto Lorenzo e Tommaso.
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Guarda che LED è un editor vecchiotto; sono 6 anni che non uso più Windows, quindi, benché abbia guardato in giro e abbia visto che il suo nome è stato aggiornato (ma non è molto diverso) non mi pare che ora abbia la ricerca diretta e inversa tra i file sorgente e PDF. Secondo me questa è una necessità assoluta. Quindi al di là di essere in italiano (molti altri editor per LaTeX lo sono) e molto intuitivo (tutti sono intuitivi a modo loro, dipende dal tipo di intuizione che ha chi li usa) secondo me non dovrebbe nemmeno più essere nominato. lED ha avuto un grosso pregio iniizialmente: è forse stato il rpimo editor che sfruttando gli schermi con rapporto di forma 16:9 (schermi panoramici) ne ha sfruttato la larghezza per avere aperte una di fianco all’altra la finestra del file sorgente e quella del file composto, in modo da poter eseguire la ricerca in entrambe le direzioni: perccato che il file fose composto nel formato DVI, che oggi non si usa praticamente più. Il motore di composizione ora è pdftex, non più tex; pdftex può venire configurato o usato in modo tale da potersi comportare esattamente come tex, ma sarebbe come usare una Ferrari per andare a fare la spesa. Si rinuncia a tutte le belle cose che pdftex piò fare in più rispetto a tex; non sto ad elencarle, perché sono tutte descritte nelle guide. Ma il difetto più importante è che tex (o pdftex, usato con l’impostazione per comportarsi come tex) non permette di usare la microgiustificazione, che in tipografia è importantissima, anche se, quando non si può usare, tocca fare di necessità virtù. Dunque, perché usare LED se si è costretti a passare attraverso il formato DVI durante la lavorazione di un qualsiasi documento? Anche se poi LED consente di comporre la versione finale direttamente pdflatex, è durante la lavorazione che sarebbe importante avere a disposizione il file PDF su cui eseguire esattamente tutte le leggere modifiche che sono eventualmente necessarie.
13 Settembre 2011 alle 8:31 in risposta a: Produzione di un manuale tecnico – chiedo suggerimento #63139::
Stai facendo confusione: parli di una classe document.cls che non esiste e nel tuo preambolo usi la classe article.sostituisci article con report e facci saper che cosa succede; togli anche la ridefinizione di \section, che nella classe report si rova sotto al livello di chapter e quindi non serve a niente andare a pagina nuova ad ogni sezione; basta andare a capo ad ogni capitolo.
13 Settembre 2011 alle 8:26 in risposta a: install-tl.zip rimanda al repo di uniroma2 e fallisce … #63666::
Certo buoi creare il CD dall’ISO, e il CD così costruito ti sostituisce il repository. Scarichi intall-tl.zip dal CD, leggi le istruzioni, cercandovi come specificare esattamente il repository su Windows, perché usi il CD invece che la rete, e dopo averglielo detto installi tutto dal CD, nel senso che l’install-tl provvede da solo a metterti anche il perl e quant’altro sia necessario che su Windows non ci sia già, come invece c’è su Linux e Mac.Solo che non sperare di metterci meno temo: ci vuole una mzz’oreta per scaricare l’ISO, forse anche Windows è in grado di leggere direttamente l’ISO senza bisogno di registrarla su un , anzi un DVD, visto che dovrebbe essere attorno ai 2GiB. Ma po devi installare TeX Live e rete o disco ci vuole una buona altra mezz’oreta, se va bene. Io l’ultima volta che ho scaricato dalla rete ci ho messo 80 minuti complessivi a scaricare e ad installare.
Ti segnalo il mio repository preferito, visto che anche quello di Bologna, più veloce di Roma2, mi ha fatto qualche scherzetto:
http://archive.cs.uu.nl/mirror/CTAN/systems/texlive/tlnetBuona fortuna:smile:
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Vacci piano con i quadratoni; certo non è difficile riquadrare una minipage di qualunque dimensione automatica o specificata; basta usare \fbox e metterci dentro la minipage; dentro la minipage ci puoi scrivere quel che ti pare, comprese le equazioni, ma…Una grande scatola come minipage, riquadrata o non riquadrata, diventa un oggetto ingombrante che scompagina tutta la composizione, e può provocarti delle pagine orrendamente poco riempite, o la scatola che fuoriesce “dal foglio”.
A quel punto devi cercare i pacchetti che ti consentono di riquadrare scatole che possono venire spezzati a fondo pagina e proseguire nella pagina successiva; ce ne sono, ma secondo me producono delle composizioni mal fatte (una scatola spezzata come fai a far capire al lettore che prosegue nella pagina successiva?
Ci sono diversi mezzi per aggirare questi inconvenienti, il primo che mi viene in mente è una longtable con filetti iniziale finale in ogni moncone di tabella e con filetti laterali, con i piedi normali che contengono una frase del tipo “prosegue nella pagina successiva” e righe iniziali che contengono una frase del tipo “continua dalla pagina precedente; una sola colonna larga \textwidth -2\tabcolsep-\2\fboxsep\-2\fboxrule col contenuto matematico che ti permetta di centrare le equazioni.
Non so se facendo in questo modo puoi usare gli ambienti di equazioni numerate di LaTeX e del pacchetto amsmath, ma con qualche magia non dovrebbe essere troppo complicato stampare a fine riga un numero di formula e di richiamarlo con \label.
Tutto ciò non è una cosina da poco. Per cui ti raccomando di pensarci bene se vuoi davvero riquadrare insiemi di formule, cioè se il riquadro è davvero la soluzione giusta per portare il messaggio al tuo lettore..
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Ti esce (??) perché il numero giusto ti compare dopo la seconda compilazione, sempre, non solo in questo caso.Il funzionamento è che LaTeX scrive con \label l’etichetta di qualunque oggetto “etichettato” insieme con il suo numero, la pagina, eccetera, in un file ausiliario; alla esecuzione successiva esso legge il file ausiliario e sa che cosa deve fare con l’etichetta che usa \ref.
13 Settembre 2011 alle 7:47 in risposta a: Produzione di un manuale tecnico – chiedo suggerimento #63137::
Se usi la classe article il comando \chapter non è definito; se usi book o report, \chapter manda su una nuova pagina automaticamente, sempre. Se usi altre classi, per favore dicci quale classe usi, e possibilmente, se è book o report, facci vedere anche il tuo preambolo (tutto quanto da \documentclass a \begin{document}.
::dearick” post=62599Salve,
ricevo errore e non capisco da cosa dipenda:
\documentclass[11pt,italian,a4paper,final,twoside,reqno,fleqn]{book}
\usepackage[nocomment,nochange]{optional} % esclude commenti e modifiche%================================================
% colore
%================================================
\usepackage{color}
\definecolor{chaptercolor}{named}{MidnightBlue}! package color Error: Undefined color MidnightBlue
R.
Non ho mai visto l’opzione reqno, ma sicuramente non ha nessuna relazione con il problema del colore che si risolve con xcolor, come ti è già stato detto.
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Fammi capire: compili quella matrice con le indicazioni delle righe e delle colonne, e ottieni un file ???, poi converti questo file con che cosa per ottenere un file eps; che cosa te ne fai del file eps.Ho la sensazione che tu stia usando font inadatti, bitmpped, e non vettoriali, che produci un file dvi, che lo converti con dvips senza avere un sistema Tex configurato per usare i font vettoriali, poi produci un file eps, poi inserisci questa “figura” dove?
Ma perché dovrebbe venirti male la figura eps? se hai usato font vettoriali e i programmi giusti non può venirti male; certo se salvi in formato bitmapped la schermata dopo aver fatto la compilazione e poi inglobi la bit map dentro un involucro eps, ci credo che venga male. Ma non è così che si fa. Si produce il risultato in formato pdf e si usa il formato pdf dopo averlo scontornato; se proprio serve il formato eps, si prende il pdf scontornoato e lo si converte in eps; cosicché i font vettoriali restano tali.
Oppure non ho capito niente di quel che ti succede. Mi capita; sarà l’età 🙁
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