Risposte nei forum create
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Perché, pensi forse che noi prof universitari siamo tutti “angioletti caduti dal ciel per troppo peso”?Ahimè, quante bassezze ho scoperto nell’operato di molti colleghi, per altro validissimi, salvo che talvolta l’ambizione o la troppa considerazione di se stessi fa commettere azioni che a distanza di tempo pesano sulla coscienza, se uno ha appena il tempo di riflettere su quello che fa.
Quando ero presidente del Consiglio di Corso di Laurea, pretendevo (inutilmente) che ogni tesi avesse un solo relatore. In realtà i relatori erano sempre due, il “Prof” e il “prof”; il primo spiegava che il secondo era necessario per poter assistere il laureando quando lui non poteva farlo, impegnato in più alti compiti.
Il secondo faceva tutto il lavoro di assistenza. Magari il primo leggeva la tesi il giorno prima della seduta di laurea e apostrofava i laureando per le scelte fatte o le teorie azzardate prive di ogni base (ovviamente le teorie azzardate prive di ogni base erano state discusse e concordate con il prof, non con il Prof).Ammetto, non è così frequente come potrebbe apparire descrivendo solo casi di questo genere, ma purtroppo succedono, e anche il presidente di CCL o il preside sono impotenti a sradicare queste cattive abitudini.
Scusate l’OT
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Certo il peso; tra l’altro una scelta tutt’altro che in linea con i tempi moderni, dove i volumoni delle tesi devono andare a finire negli archivi dell’università, ripeiendo metri cubi di carta per lo più valido solo come documentazione dell’avvenuto deposito della tesi. Molte università stanno già passando o stanno studiando come passare all’archiviazione lelettronica proprio per “eliminare” lo spreco di spazio negli archivi usato dalle tesi.Forse c’è anche un altro motivo, puerile come chi, ai tempi delle macchine da scrivere usava l’interlinea 3 per far aumentare lo spessore di una tesi striminzita. È che certi relatori mostrando il loro armadio con la raccolta delle tesi dei loro laureandi, vogliono far vedere dorsi poderosi, tesi in più tomi, non tesi valide anche se di poche pagine.
La tesi del laureando Castigliano, moltissimi anni fa, conteneva il teorema di Castigliano, oggi ben conosciuto ed usato dagli ingegneri civili ed edili, ma la tesi era di una cinquantina di pagine. Sempre nell’ambito della Scienza delle costruzioni, la tesi del laureando Placido Cicala sulle volte sottili era di 29 pagine, e pur essendosi laureato una ottantina di anni fa, ci stanno studiando sopra ancora oggi (il prof. Cicala è stato il mio prof. di SdC; è morto qualche anno fa, quasi centenario, seduto alla sua scrivania mentre stava scrivendo il suo ultimo lavoro scientifico).
Purtroppo sia dal lato degli studenti sia dal lato dei relatori oggi si dà più importanza alla forma che alla sostanza.
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Ti ha risposto categoricamente Enrico. Ma ora tu ritorna sui tuoi passi: u_{in} rappresenta la tensione di ingresso (strano questo modo di indicare la tensione, molto tedesco, non sono sicuro che le norme CEI (Comitato Elettrotecnico italiano) prevedano il simbolo u per la tensione, ma se lo fanno i tedeschi, why not?).La variabile è u è distinta con l’apposizione “i” dalla tensione di uscita u_{out), oppure “in” è una variabile matematica di due lettere (vietate dalle norme ISO, CEI, UNI, eccetera) oppure qualcosa che rappresenta il prodotto delle variabili i ed n?
“Apposizione” significa un qualche elemento aggiuntivo che distingue una cosa da un’altra, un aggettivo qualificativo, un simbolo, una abbreviazione, eccetera, ma non una variabile matematica, Se indichi la tensione di soglia dipendente dalla temperatura con V_{V} scrivi correttamente con la T in corsivo perché quel simbolo indica la variabile fisica/matematica da cui dipende quella tensione. Sbaglieresti se la scrivessi in tondo. Quindi in matematica non ogni pedice o è una apposizione identificativa, ma può essere una variabile.
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Ho guardato dotesi.tex e il file accanto. Mi ricorda i bei tempi di quando lavoravo su un main frame VAX/VMS ed ero l’unico abilitato ad lavorare sui file del sistema TeX con i privilegi di amministratore, sapendo che disponevo della versione di TeX 2.qualcosa; stiamo parlando della fine degli anni 80! Anch’io avevo predisposto ina versione separata sia per LaTeX sia per le classi (le mie si chiamavano libro, rapporto, articolo, lettera) per lavorare in italiano, visto che a quei tempi TeX poteva sillabare una sola lingua e certamente non volevamo testi in italiano sillabati in inglese (la lingua di default).Sì, come dice Enrico, quel file è una porcheria, è obsoleto, e se lo si vuole conservare lo si fa per scopi di museologia o di archeologia informatica.
Vai tranquillo con la classe memoir come hai trovato in giro, ma leggiti prima L’arte di scrivere con LaTeX”, il cui link è qui sopra in testa alla pagina del forum. Da quello che racconti sembri essere molto a digiuno del sistema TeX. Come astronomo non dovresti avere difficoltà a capire come si usa LaTeX, anche se i “rumors” che girano in rete affermano che esistono fisici nucleari, capaci di scovare i neutrini, ma che affermano che LaTeX è difficile. 😀
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Puoi non essere soddisfatto dal risultato, ma se scrivi in italinao, babel ti mette a disposizione un comando \ap per mettere apici si nel testo sia in matematica, ma in matematica ti vengono in tondo, e \ped che ti mette un pedice anche in modo testo, ma in modo matematico te lo mette in tondo.Non si può avere la cosa in automatico, altrimenti come potesti distinguere $V_i$ da $\pad{i}$; il primo indica l’i-esimo elemento di una successione $V-1, V_2, V_3,\dots,V_N$;
nell’altro il pedice testuale potrebbe significare “ingresso”, “intrinseco”, o qualcos’altro che cominci per “i”
Il pedice deve essere composto in corsivo matematico se rappresenta una variabile matematica, e in tondo se rappresenta una “apposizione testuale”.
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Su qualunque guida c’è scritto come si usa il comando \vspaceVuoi cambiare il nome della lista delle figure e quello della lista delle tabelle?
Anche questo c’è sull’Arte; in ogni caso devi ridefinire \listfigurename e \listtablename con i nomi che vuoi. La riga sopra che cosa sarebbe? Quella della testatina? Se è così, come si cambia stile delle pagine? Su ogni guida c’è scritto come si fa.
Non voglio essere cattivo, ma dovresti “darti un andi”, come si dice in Piemonte. La netiquette di questo forum prescrive che rima di inviare richieste di aiuto è obbligatorio documentarsi; un aiuto saltuario a chi non si documenta lo si dà volentieri, ma poi non deve diventare un’abitudine.
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Il file unsrt.bst serve per lavorare SENZA biblatex. Purtroppo la documentazione su BibTeX descrive in dettaglio come comporre il database bibliografico da far digerire a BibTeX, ma non dice come richiamarlo.
C’è scritto nell’Introduzione all’arte (link in alto nella pagina del forum}.In buona sostanza nel preambolo devi scrivere solo
`
\bibliographystyle{unsrt}
`Poi verso la fine, quando vuoi comporre la bibliografia devi scrivere
`
\IfFileExists{\jobname.bbl}{\input{\jobname.bbl}}{}
`Poi devi fare andare pdfLaTeX una volta, quindi devi fare andare BibTeX o cliccando sul bottone dell’editor o dando il comando a mano dalla finestra comandi, poi devi fare andare di nuovo pdfLaTeX almeno due volte, comunque fino a quando in fondo al file log non ci sono più avvertimenti che alcune citazioni non sono state risolte o che alcuni riferimenti incrociati non sono ancora a posto.
Ricordati di togliere ogni possibile riferimento a biblatex nel tuo preambolo. Biblatex è previsto epr comporre bibliografie in qualunque modo diverso dal “unsorted”, che a quanto pare è richiesto in alcuni articoli pubblicati in alcune riviste, ma in genere non è molto apprezzato.
Tieni anche a mente che unsrt.bst inserisce le paroline di default dentro le citazioni in inglese, non in italiano; da qualche parte, forse nel sito GuIT dovrebbe trovarsi anche un file unsrt_ital.bst ma ora non saprei indicarti dove; prova a cercarlo con google se ti interessa la bibliografia con le paroline in italiano.
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Hai presente i gruppi?
`
\begingroup
\small
\tableofcontents
\clearpage
\begingroup
\def\cleardoublepage{\vspace{3\baselineskip}
\listoffigures
\listoftables
\endgroup
\endgroup
`Cambia small in footnotesize se small ti pare troppo grande’ cambia 3\baselineskip in quello che ti pare per aumentare lo spazio fra la fine di una lista e l’inizio della successiva.
Se non hai esigenze particolari e non è semplicemente una questione estetica, non fare nulla e lascia che LaTex componga l’indice e le liste come farebbe da solo perché va bene così.
Nell’Arte si para diffusamante come eseguire diverse bibliografie; ma i riferimenti citati sono una cosa e quelli consultati sono un’altra, quindi vanno composti con due liste di riferimenti intestati diversamente e magari anche composti diversamente. Sull’Arte dovresti trovare il tutto spiegato ed esemplificato.
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Ma è ovvio: devi prevedere due stili di pagina predisposti con l’aiuto di fancyhdr, uno che si chiamerà, per esempio “pagine-interne” e uno che si chiamerà “prima-pagina” e non li chiamerai entrambi “fancy” come invece hai fatto tu.Io solitamente non uso facyhdr, quindi non sono sicuro di scriverti del codice giusto se te lo scirvessi, ma quello che ho scritto sopra non solo è evidente, ma credo che sia anche abbondantemente esemplificato nella documentazione di fancyhdr che puoi leggere dando da terminal, finestra comandi, xterm, come si chiama nel tuo sistema operativo, il comando texdoc fancyhdr
PS: triviale in italiano ha un significato molto diverso dall’inglese; ti suggerirei di evitare questa “quasi parolaccia” quando scrivi in italiano. È chiaro che non è una parolaccia, ma quando parli di triviale ti riferisci alle attività che si facevano generalmente in un trivio, incrocio a tre vie dove le prostitute di strada si disponevano all’esercizio della loro attività ai tempi degli antichi romani; oggi in italiano triviale è praticamente sinonimo di “molto volgare”, non di “semplice” o “banale” come in inglese.
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Già, chiedo scusa per aver detto che \newpage in modo a due colonne vuol dire “nuova colonna”. Questo è vero quando si è in modo due colonne con \twocolumn, non con \begin{multicols}{2}. In effetti in questo ambiente uso un metodo diverso per cambiare colonna, ma nella fretta ho fatto confusione fra le due modalità.Per \diff c’è la spiegazione dettagliata nell’ Introduzione all’arte (link in alto nella paigna del forum} basta cercare\diff nel primo degli indici analitici,cliccare sul numero di pagina e andare a vedere la discussione che accompagna la macro. Per altro la spiegazione di Enrico è già più che sufficiente.
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Senti: se dopo aver fatto l’indice generale, come si accinge a fare il promo \listof… qualcuno o qualcosa gli dice di rimettere a zero il contatore delle pagine.Esporta il file in formato tex, come ti ha detto @spike e va a guardare: se davvero nel file tex non c’è niente, nemmeno un \pagenumbering{arabic} (che, appunto, prima rimette a zero il contatore del pagine e poi imposta la numerazione i cifre arabe) vuol dire che è la classe che stai usando che ha al suo interno o \setcounter{page{0} o \c@page=0 o \pagenumebring{arabic}. Modificare la classe è più difficile, ma la si può sempre cambiare!
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