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Chiedere aiuto oggi, per consegnare la tesi stampata domani (anzi, oggi stesso, visto che siamo dopo mezzanotte) è un po’ tardi, non ti pere?Vediamo se questo ti serve:
1) apri il tuo file con LyX e salvalo in formato tex (in realtà il formato è latex)
2) apri il file tex con un editor testuale, per esempio Notepad, oppure gedit, oppure textedit a seconda della macchina che stai usando (poi naturalmente ce ne sono tanti altri; se hai un editor adatto a gestire il file sorgente in formato tex tanto meglio)
3) dove trovi \tableofcontents, listoffigures e \listoftables, cancella qualunque cosa ci sia scritta in mezzo a questi tre comandi.
4) salva il file e apri una finestra comandi.
5) prova a dare il comando ` pdflatex myffile`
dove myfile.tex è il nome (fittizio) del file che hai appena modificato con l’editor testualeSe tutto va bene, sei fortunato; se no prendiitela con LyX e, a voler essere cattivi, con te stesso che hai scelto di usare un prodotto sconsigliato da (quasi) tutti quelli che scrivono su questo forum. Nessuno di noi usa LyX; ma se anche lo usassimo, non abbiamo (almeno io non ho) la competenza per dire che cosa LyX faccia dietro le quinte per trattare così male un file tex.
Spero che ti vada bene, perché io sarei il primo ad essere dispiaciuto se tu non potessi laurearti in questa sessione per una sciocchezza ‘giovanile” come questa.
Piuttosto, se non ci riesci, presentala in segreteria con i numeri sbagliati, e poi, con più calma, aggiusta le cose e presenta al tuo relatore un copia con i numeri giusti.
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Se le metti affiancate (ammesso che ci stiano) dove metti il numero dell’equazione?Se sono abbastanza “corte” e poco ingombranti e le vuoi davero numerate e affiancate, apri un ambiente a due colonne, caricando il pacchetto multicol, e usando l’ambiebte mutlticols, e vedi se ci stanno tenendo conto anche del loro numero e del fatto che il numero deve essere sufficientemente distante dall’equazione da non confondersi come un fattore dell’equazione stessa. altrimenti incolonnale con l’ambiente align del pacchetto amsmath.
Prima soluzione:
`
\begin{multicols}{2}
\begin{equation}
\begin{pmatrix}
a & b \\
c & d
\end{pmatix}
\begin{pmatrix}
x \\ y
\end{pmatrix}
=
\begin{pmatrix}
m \\ n
\end[pmatrix}
\label{equ:prima}
\end{equation}
\newpage % che a due colonne vuol dire “nuova colonna”
\begin{equation}
\begin{pmatrix}
d & e \\
f & g
\end{pmatix}
\begin{pmatrix}
w \\ z
\end{pmatrix}
=
\begin{pmatrix}
r\\ s
\end[pmatrix}
\label{equ:seconda}
\end{equation}
\end{multicols}
`Seconda soluzione:
`
\begin{align}
\begin{pmatrix}
a & b \\
c & d
\end{pmatix}
\begin{pmatrix}
x \\ y
\end{pmatrix}
&=
\begin{pmatrix}
m \\ n
\end[pmatrix}
\label{equ:prima}
\\
\begin{pmatrix}
d & e \\
f & g
\end{pmatix}
\begin{pmatrix}
w \\ z
\end{pmatrix}
&=
\begin{pmatrix}
r\\ s
\end[pmatrix}
\label{equ:seconda}
\end{align}
`Se le matrici non sono davvero piccole, la soluzione delle matrici affiancate mi pare una soluzione suicida.
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Gia, forse il \mainmatter di suftesi non funziona come quello di book. Never mind!È difficile indicarti quali togliere: se ne usi le funzionalità, toglierli vorrebbe dire rovinare il tutto.
Io non caricherei diversi pacchetti perché preferirei scrivermi le macro da solo; ho più controllo sul risultato e posso eseguire modifiche più facilmente. Alcuni pacchetti come, per esempio, emptypage, servono solo a lasciare una pagina completamente bianca nel caso che \cleardoublepage aggiunga una pagina per ricominciare con una pagina dispari; Io preferisco definirmi il seguente comando:
`
\renewcommand*\cleradoublepage[1][empty]{%
\clearpage\ifodd\value{page}\else\thispagestyle{#1}\null\fi\clearpage}
`
che funziona solo a una colonna, ma mi permette di esprimere facoltativamente uno stile per la pagina vuota, che altrimenti viene composta in stile empty.Come vedi la mia macro fa di più da un lato e di meno dall’altro rispetto alla versione contenuta in emptypage.
Analogamente non caricherei mai texdraw; invece di color caricherei xcolor, che offre più possibilità di definire e gestire i colori; epigraph? ma! non credo che sia una buona idea inserire epigrafi all’inizio di ogni capitolo — io non lo farei, meno che mai nella tesi, — ma ognuno è padrone di scegliere che cosa mettere nei propri documenti. ifpdf è diventato sostanzialmente obsoleto: il driver hyperref se lo trova da solo (quindi è inutile, forse specificare pdftex oppure ps2pdf quando le altre opzioni sono identiche. E se usi ifpdf solo lì, tanto vale semplificare le cose scrivendo:
`
\ifpdf
\usepackage{hyperref}
\else
\usepackage[ps2pdf]{hyperref}
\hypersetup{%
pagebackref=true,
colorlinks=true,
citecolor=blue,
linkcolor=black,
unicode
}
`
Sei sicuro che pspicture ti serva a qualche cosa? Con la versione 2010 di TeX Live pdflatex è diventato capace di gestire le figure in formato ps da solo. ma poi perché usi figure in formato ps? forse perché usi texdraw? Vedi che una scelta tira l’altra?Se ti funziona così, vai avanti così; ora sei agli sgoccioli per presentare la tua tesi; fallo senza preoccuparti di rifinire il codice e la scelta dei pacchetti. Poi quando diventerai più esperto potrai divertirti a ripulire il codice; vedrai che un buon numero di pacchetti che hai caricato non ti servono, oppure li hai caricati perché non si sa mai, ma poi non ne hai sfruttato le funzionalità.
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Samuele, \pagenumbering{arabic} dopo \mainmatter è superfluo, visto che lo fa già \mainmatter.Non vedo invece la scelta di una font che ti permetta di scrivere correttamente anche l’italiano; così come è configurato il file (con pacchetti che io non userei mai, nemmeno sotto minaccia delle armi, ma ognuno è libero di avere le sue preferenze) i font con cui scrivi la tesi sono i CM in codifica OT1, la vecchia codifica senza lettere accentate; va benissimo per l’inglese, ma l’italiano ne soffre un poco; se di italiano nella tua tesi ce ne è pochissimo, per esempio solo nel frontespizio, allora non preoccuparti, ma se ha delle citazioni in italiano sarebbe meglio aggiungere
`
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
`
che usa i font Latin Modern (sostanzialmente gli stessi font) ma con le lettere già accentate, non ottenute per sovrapposizione dell’accento alla lettera da accentare che produce un effeto meno corretto, ma che inibisce in parte la sillabazione della parola.
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Quello che ti ha suggerito Lorenzo è molto utile, ma, che io sappia, non esiste un modo automatico per creare un indice analitico a partire da una lista di lemmi.Non avrebbe nemmeno senso: pensa di volere indicizzare la parola “lemma” e la metti nella lista; poi fai girare il software necessario e nell’indice ti vengono elencate tutte le pagine in cui compare “lemma”, il che non ha senso; di quelle 400 istanze della parola “lemma” due o tre al massimo avranno senso, che so, la sua definizione, un suo uso particolare, l’uso che ne fa lo scrittore Mario Rossi, ma le altre 373 istanze non sono da indicizzare.
Fare un indice analitico è laborioso, non tanto perché LaTeX fa la parte tipografica da solo, ma perché nessuno può sostituire l’autore nello scegliere quali parole indicizzare e quali loro istanze indicare nell’indice.
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`
\@ifpackageloaded{minitoc}
{%
\setlength{\mtcindent}{0pt}
\renewcommand{\mtifont}{\normalsize\sffamily%
\scshape\lsstyle}
\ifthenelse{\boolean{italian}}%
{%
\def\ptctitle{indice}
\def\mtctitle{indice}
\def\stctitle{indice}
}
{\relax}
}
{\relax}
`Così non va bene? La verifica sottoposta a italian riguarda solo la parola “indice”
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OK; supponiamo che io voglia imitare un testo del Bodoni (di cui ho una copia originale);
prendo il tipometro o qualunque buon righello di misurazione, prendo le pagine del libro e le fotocopi ingrandendole di un fattore maggiore di 1 (diciamo 3 o 4), misuro la gabbia bodoniana, l’avanzamento di riga, vedo di misurar qualche caratteristica che mi faccia indovinale il corpo del font, sperando di poter disporre di caratteri bodoni che assomiglino agli originali, misuro lo spessore di filetti con i quali Bodoni incorniciava i suoi specchi di stampa, eccetera, eccetera. Voglio usare numeri interi? benissimo; uso i punti Didot (quali? è irrilevante, non sono in grado di misurare i micrometri) Poi prendo la classe momoir e configuro la carta grezza, la pagina finita, lo specchio di stampa, eccetera, e inserisco questi dati nei comandi di memoir; che poi TeX internamente usi i punti angloamericani o gli scaled points è irrilevante.Voglio scrivermi una classe dove tutto sia indicato in dd, che problema c’è? mica devo lasciare gli stessi numeri, devo metterci i miei e me li posso indicare in dd, in pt, in mm o anche in pollici se proprio volessi (ovviamente non voglio).
Vuoi convertire le misure di parametri simbolici come per esempio \abovedisplaysckip oppure \topskip in dd? basta rifare la assegnazioni moltiplicando il secondo membro per il fattore 0.93480099582 (rapporto fra i due numeri che ti ho indicato nel precedente post) e hai fatto la conversione:
\topskip =0.93480099582\topskip
\abovedisplayskip=0.93480099582\abovedisplayskipse invece vuoi assegnare 10dd e 12dd a quei due parametri glieli dai direttamente:
\topskip=10dd
\abovedisplayskip=12ddDetto questo, che sicuramente avrai già fatto nella tua classe, non vedo la necessità di convertire i pt in dd in modo “automatico”
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Nella figura 2.3 della Introduzione all’arte sono mostra alcune scale in unità tipografiche e in misure del SI. La differenza fra i punti Postscript e quelli angloamericane son invisibili ad occhio nudo, mentre quell fre in dd e i pt si vedono ad occhio nudo, ma onestamente la differenza non è grande: fra 300pt e 300dd ci saranno un otto millimetri di differenza, certo non una cosa trascurabile, ma veramente ben poco.Per quel che riguarda le misure dllo specchi di stampa certamente la differenza è sensibile, ma se usi geometry puoi specificare le unità che vuoi; per i contrografismi, che solitamente non superano la dozzina di pt, la differenza forse è osservabile ad occhio nudo solo da un occhio molto esercitato.
Ricorda:
1dd = 0,3759715104 mm
1pt = 0.35145980351 mm(di punti Didot ne esistono diversi che variano di qualche μm l’uno dall’altro)
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La data numerica ISO è aaaa-mm-gg con il trattino e non con la barra, come ha fatto notare Enrico, ma comincia con l’anno, non con il giorno.
Usando LaTeX e la lingua italiano dove il doppio apice è attivo si può scrivere 2011″-06″-29 (la data di oggi) per poter andare a capo dopo il trattino. In una bibliografia potrebbero esserci dei problemi nel file bib con il doppio apice.
::Grazie delle informazioni, Claudio.
Ora ho sentito dire che i Latin Modern, che sono già di default con XeLaTeX, diventeranno di default anche per pdfLaTeX;
Magari, non vedo l’ora!
Che voi sappiate, gli errori segnalati in questo post sono stati risolti?
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4785
(scusate se sto andato off-topic, se volete possiamo continuare nel post linkato).Ultima domanda e poi la smetto: i CM-super includono il cirillico ma non il greco mentre
i LM né greco né cirillico, giusto?Ciao ciao.
FraPer l’adozione dei Latin Modern come font di default ha risposto Enrico.
Per quel che riguarda il confronto fra i CM-super e i Latin Modern la differenza sostanziale sta nel cirillico. se non usi il cirillico, i LM sonno più compatti e soffrono di un minor numero di corpi ottici risetto ai font CM-super, come Enrico lamentava nel thread che chi messo nel tuo post, Onestamente il fatto che il massimo copro ottico sia quello a 17 pt, invece di quello a 35.83pt non mi sconvolge più di tanto, ma forse non ho abbastanza sensibilità per apprezzare le differenze. Voglio dire, se dovessi usare un font di corpo superiore al corpo di 20pt, probabilmente è perché devo fare qualcosa di molto speciale, per il quale userei un font altrettanto speciale.
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È chiaro che per i due stili di testatine devi definire due stili di pagina distinti da impostare uno all’inizio e poi di nuovo prima delle appendici, e l’altro subito prima del materiale iniziale.Se i capitolo non numerati li componi usando \chapter* allora il contenuto delle testatine lo devi inserire con \markboth{titolo capitolo o appendice}{}. Se invece usi una classe che accetti i comandi \frontmattere, \main\matter e \backmatter, a parte il diverso stile delle pagine, non dovresti avere bisogno di inserire nulla a mano.
Questo da un punto di vista “tecnico”.
Da un punto di vista “estetico”: ci hai pensato bene? il titolo del capitolo num erato e quello del paragrafo numerato potrebbero essere troppo lunghi per stare nella testatina seza interferire l’uno con l’altro. Non è un caso se la classe report (ma anche la classe book e tante altre classi, quando compongono solo in bianca (oneside) mettono nella testatina solo il numero e il titolo del sezionamento gerarchicamente più alto, cioè solo il titolo del capitolo.
Abbreviare scrivendo solo Capitolo 1 è del tutto ridondante perché quell’1 è la prima cifra della numerazione decimale gerarchica della sezione; metterci il titolo per disteso si rischia di non dare abbastanza informazione se non si vuole superare la mezza giustezza; Scrivere solo §1.1 per il paragrafo è meglio che un calcio nelle gengive, ma di fatto non serve a nulla.
Pensaci bene; la composizione in bianca e volta (twoside) mette a disposizione due testatine nelle pagine affacciate ed è tutt’altra cosa, anche esteticamente. Sei sicuro di dover stampare solo i bianca?
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Non c’è dubbio: i Latin Modern sono completi, mentre i CM (quelli veri) sono senza lettere accentate. I CM-super sono un buon tentativo di coniugare i font EC vettoriali con i font cirillici vettoriali (e in progetto c’erano anche i font greci, ma poi il curatore dei CM-super ha trovato che non avevano gli stessi parametri grafici e ha desistito. I font EC veri sono distribuiti insieme alla versione commerciale VTeX, ma su CTAN ce ne è solo un sottinsieme. Il bello dei font LM, tra l’altro, è che sono corredati di file .fd che permettono la scalamento continuo ad qualsiasi dimensione, pur disponendo di corpi ottici (il font di corpo 5pt non ha lo stesso disegno di quello a 10pt il quale a sua volta è diverso da quello a 17pt — naturalmente gli LM non hanno solo questi tre corpi)Ora ho sentito dire che i Latin Modern, che sono già di default con XeLaTeX, diventeranno di default anche per pdfLaTeX; avevo sentito già dal 2011, ma non ho ancora scaricato la versione TL 2011 sperimentale e non posso confermare questa informazione.
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