OldClaudio

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  • in risposta a: [strano pacchetto color] Windows e Ubuntu #58943
    OldClaudio
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      Usa il pacchetto geometry, ma leggi prima la documentazione; i margini di default in generale vanno abbastanza bene, ma cambiarli non è semplice se si vuole mantenere l’armonia della composizione, e evitando di spostare i tabulatori nella riga superiore come si farebbe con Word…

      in risposta a: Evitare di far andare a capo formule matematiche nel testo #58988
      OldClaudio
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        Lo so perfettamente che non si deve andare a capo all’interno di una espressione fra parentesi, e questo, in particolare nlle formule in display, può succedere, nel senso che in display la formula non va mai a capo da sola, ma è il compositore che deve decidere dove andare a capo e in display le espressioni possono essere molto lunghe.

        A me le formule il linea col testo LaTeX me le ha spezzate sempre nei posti giusti, mai dentro una espressione fra parentesi, ma mentre sono sicuro che non spezzi mi dopo una parentesi aperta, non sono sicuro che non spezzi dopo un operatore di relazione o dopo un operatore binario; tuttavia a me non è mai successo. Allo stesso tempo non sarebbe impossibile mettere l’espressione fra parentesi dentro una scatola, oppure, senza usa re una scatola, usare le graffe di gruppo dentro le quali specificare mediante un breve comando le penalità infinite per i possibili break point dopo gli operatori di relazione e gli operatori binari. come non sarebbe impossibile scrive una acro dal nome tanto breve da renderlo comodo da usare il cui argomento (matematico) non debba venire spezzato per nessun motivo.

        Inve quello che ti hanno insegnato a scrivere con carta penna e inchiostro non va bene quando si compone tipograficamente; come quello che si insegnava per dattilografare un manoscritto non va bene in tipografia. Avevano insegnato anche a me a duplicare il segno a inizio riga e ho provato un vero senso di liberazione quando ho scoperto che oltre a poter essere ambiguo era anche tipograficamente errato.

        in risposta a: Evitare di far andare a capo formule matematiche nel testo #58986
        OldClaudio
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          ritengo che l ripetizione dl simbolo di relazione o il simbolo binario dopo essere andati a capo, oltre a violare certe regole di tipografia (almeno come le descrive Knuth nel TeXbook) sia di pessimo gusto e residuo di una vecchia tradizione, direi, dattilografica.
          (pdf)TeX, (pdf)LaTeX, XeLaTeX funzionano bene così come sono impestati e l’unica cosa che potrei accettare per modificarne le impostazioni predefinite sarebbe quello che ti ha suggerito Enrico per aumentare le penalità per evitare di andare a capo nelle formule in linea con il testo. Naturalmente tu sei tu, e si padronissimo di scegliere lo stile di scrittura dlela matematica che più ti ispira; i rischi di essere frainteso (specialmente con due segni meno, uno prima e uno dopo l’ “a capo”) li corri tu.
          Capisco che manuali di tipografia che trattino anche di matematica ce ne sono pochi in giro; capisco che anche i grandi book designer come Bringhurst accennano appena alla matematica, e si capisce che non ne hanno mai scritta molta; ma andare a capo in quel modo, secondo me, e chiunque può essere di parere opposto, non ha senso: già i font usati anche dopo l’ “a capo’, lasciano capire che l’espressione continua, poi il fatto che la riga dove si va a capo termini con un segno di relazione o un segno binario ribadisce il concetto che l’espressione non è finita. Quini a che cosa serve l’operatore di relazione o quello binario? Forse leggendo 15-20 cm più a destra e tonando indietro all’inizio della riga successiva il lettore si è già dimenticato di quello che sta dicendo la formula prima di andare a capo?

          Mah; fai come credi, ma ti consiglio di ripensare a quello che ti proporresti di fare.

          in risposta a: ho cambiato versione di winedt e miktex #58966
          OldClaudio
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            Perché non usi pdflatex direttamente?

            in risposta a: TeX dietro la facciata, i processori e ciò che non si vede #58931
            OldClaudio
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              Ciao Riccardo,
              studiare lplain è fuori luogo perché l’ultima volta che l’ho visto non esisteva ancora LaTeX2e 🙂

              Se invece vuoi davvero impratichirti di programmazione TeX con i comandi primitivi devi leggere il TeXbook; oppure TeX by topic, al limite persino TeX for the impatient.
              Ma le cose che descrivi per il comando ‘ibox sono di due specie:

              1) l’uso della scatola 256 te l’ho insegnato io e prevede una distribuzione del sistema TeX moderno, cosicché sia tex, sia LaTeX, sia ConTeXt mk ii, sia XeTeX e XeLaTeX usano motori di composizione che incorprano le estensioni di e-EeX e quindi anche i registri oltr e quello numerato 255, che ear il minte massimo quando il moter di composizione era il tex-Kunthiano.

              2) le istruzioni che descrivi nella definizione di \inbox sono le stesse, tranne i valori parametrizzati delle crenature che vengono eseguiti durante l’esecuzione di \fbox o, mutati mutandis, di \frambox.
              Quindi probabilmente puoi trovare un minimo di descrizione in quella parte del codice documentato per il formato di latex che si trova in texnf-ditr/source/…

              In realtà la documentazione del nucleo di LaTeX è più scarsa di quella che sostanzialmente ti ha dato Enrico nel messaggio precedente. I suoi appunti di programmazione sono eccellenti e te li avevo già consigliati tempo fa.

              Se ti leggi gli Appunti e arrivi a capire in ogni dettaglio, non a sommi capi, ogni problema di programmazione lì illustrato, sei a vallo e non hai più nulla da imparare per apprendere la programmazione con i comandi primitivi di TeX 🙂

              in risposta a: XeLaTeX e il circoletto dei gradi #58870
              OldClaudio
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                Già il solito errore: quando c’è troppa documentazione si finisce con evitare di cosultare quella più utile. Mi ero messo in testa che il testo di Michel Goossens, xtexmain.pdf, fosse molto più approfondito di xetex.pdf, e ragionavo col il solito criterio “nel più sta il meno”; non è sempre vero.

                Grazie
                Claudio

                in risposta a: XeLaTeX e il circoletto dei gradi #58868
                OldClaudio
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                  Per Bacco ai ragione a proposito dell’ordinale maschile! Pensare che sono anni che lo uso al posto del simbolo dei gradi e l’ho sempre ritenuto valido; si vede che con i font che usavo la mia acutezza visiva non mi permetteva di discernerlo.

                  Invece a proposito di \XeTeXmathcode il testo di Goossens non ne parla, o io non sono riuscito a trovalo; ma le prove le ho fatte prima con \XeTeXmathchardef e usando la control sequence così definita; quel comando richiede i tre valori esadecimali come tu dici a proposito di \XeTeXmathchar; Invece \XeTeXmatcharnum vuole un solo numero che ho fatto fatica a determinare, appunto perché non riuscivo a rendermi conto dei 21 bit.

                  Tuttavia famiglia 2 o famiglia 4 ti posso garantire che la famiglia 0 non funziona, per lo meno con me non ha funzionato; è la prima a cui ho pensato. Ci posso riprovare, ma ho dei dubbi che possa venire usato, come con TeX, il font di testo, lo stesso usato per gli operatori. Ora siccome il circoletto deve andare accanto a una cifra e le cifre di XITS Math sono più alte di quelle di Linux Libertine O, (due font citati a caso) il pallino di Libertine non starebbe bene di fianco ad una cifra di XITS. La famiglia 2 è la prima che mi ha dato un risultato accettabile, quindi mi sono fermato l’ì e non ho esplorato le successive famiglie.

                  Sul MathType 0 oppure 7 si può discutere; probabilmente hai ragione.

                  Grazie comunque per gli spunti di riflessione.

                  PS: scusa dove hai trovato la descrizione di \XeTeXmathchar?

                  Ciao
                  Claudio

                  EDIT: SCUSATEMI TUTTI IL DISTURBO, MA SE NON FOSSE STATO PER ENRICO NON MI SAREI MAI RESO CONTO CHE IL PALLINO DEI GRADI FUNZIONA BENISSIMO IN MATEMATICA SENZA NESSUNA ACROBAZIA, MENTRE L’ORDINALE MASCHILE EVIDENTEMENTE NO!

                  ANCORA GRAZIE ENRICO

                  Claudio

                  in risposta a: [risolto] plain – confronto condizionale fra stringhe #58843
                  OldClaudio
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                    No, \edef esegue l\espansione del contenuto della definzione, quindi \etb@tempa non contiene più \detokenize{#1} ma contiene il parametro #1 detokenizzato, cioè come una stringa di caratteri a ciascuno dei quali è stato tolto il codice di categoria iniziale; e lo stesso succede per l’altra variabile\etb@tempb.

                    Quindi il test è vero quando le due stringhe sono identiche indipendentemente dai codici di categoria che ogni carattere poteva avere prima di essere detokenizzato. Se non ci fosse il comando \detokenise, l’espansione delle due stringhe andrebbe fino in fondo e non si fermerebbe al primo livello.

                    in risposta a: [RISOLTO] Andare a capo dopo un paragrafo #58864
                    OldClaudio
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                      OK, allora dopo la parentesi chiusa dell’argomento del \paragraph mettici una tilde e poi la riga vuota oppure, se ti fa più piacere. il comando \\

                      Nel primo caso si comincia un nuovo capoverso con la sua rientranza, nel secondo caso vai a capo e basta.

                      in risposta a: [RISOLTO] Andare a capo dopo un paragrafo #58862
                      OldClaudio
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                        Lascia una riga vuota dopo la riga che contiene \paragraph{…}

                        in risposta a: errore biblatex philosophy-modern #58632
                        OldClaudio
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                          A me è venuto in mente che la causa del vostro problema, restando con MiKTeX (anche se il consiglio di passare a TeX Live continua ad essere valido), sia che la versione 2.9 NON sostituisce la versione 2.8, ma vi convive accanto. Con due distribuzioni della stessa specie sullo stesso PC possono succedere guai di diverso genere, come per esempio quello che succede a voi; dopo aver traferito tutte le vostre impostazioni (anche quelli di MiKTeX Settings) dalla distribuzione 2.8 alla 2.9 seguendo scrupolosamente le indicazioni che si trovano sul sito di MiKTeX, disinstallate completamente, che non ne resti sul PC nessunissima traccia, la versione 2.8. Alcune tracce potrebbero restare sulle variabili di environment o sul PATH. cercate sui vostri PC le informazioni con l’help di sistema per trovare le variabili di environment e i path di sistema e quelli di utente, Poi li potete modificare come vi conviene, togliendo quello che resta della versione 2.8 e aggiungendo, se occorre, quello che riguarda la versione 2.9. Poi dovreste essere sistemati e avere la versione 2.9 che funziona correttamente.

                          Se cancellate/disinstallate tutte due le versioni MiKTeX e installate TeX Live, la cosa può giovarvi molto, perché questa distribuzione e multipiattaforma e i suoi path e le sue variabili di environment sono locali al programma stesso e non possono venire confuse con altre variabili; anche TeX Live può essere presente sullo stesso disco in versioni successive, ma è molto raro doverne trattenerne qualcuna. il TeX Live manager è in grado di tenere aggiornata la distribuzione TeX Live in modo quasi simultaneo agli aggiornamenti che vengono eseguiti sugli archivi internazionali, mentre MiKTeX richiede che il bravissimo Christian Schenk impacchetti gli aggiornamenti nei famosi file .cab specifici di Windows, ma siccome ci sono mediamente 50 aggiornamenti alla settimana, il suo lavoro diventerebbe improbo, e i suoi aggiornamenti sono molto più rari e non sono mai veramente aggiornati all’ultimo giorno.

                          Buona fortuna

                          in risposta a: Modifica stile #58851
                          OldClaudio
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                            Quello che si può fare con Word non è tipografia. Imitare quello che fanno gli altri va bene se e soltanto se gli altri sono in gamba e producono delle cose possibilmente professionali o quasi. C’è abbastanza tolleranza per variazioni modeste; comunque capisco che ti vuoi esercitare sugli stili.

                            Evita di definire cose come \thickrulefill con del “filetti” alti 10 centimetri; altro che testi listati a lutto; sarebbero testi listati a catastrofe! (per fortuna non ne fai uso in quelle macro che definisci tu}

                            Ti consiglierei di studiare la classe memoir, invece di usare la classe book; è molto flessibile e configurabile; consente di definire diversi stili per varie parti del documento, compresa l’intestazione dei capitoli.

                            Da terminale da’ il comando
                            `
                            texdoc MemoirChapStyles
                            `
                            e poi leggiti anche il manuale di memoir con:
                            `
                            texdoc memman
                            `

                            In questi due documenti trovi tutto quel che ti serve anche per produrre intestazioni di capitolo più interessanti di quella che hai in animo di fare.

                            Ma ricordati sempre: Word non è tipografia. La tipografia è fatta di finezze, non di cose vistose. Bisogna accordare la tipografia con la natura del testo al quale viene applicata. nessun testo deve avere un aspetto che “gridi”: GUARDAMI!. Word ti consente di fare molte cose e di violare con grande facilità qualsiasi norma tipografica (questo non vuol dire che, avendo una adeguata preparazione tipografica, non si possa fare qualcosa di buono anche con Word). Anche con LaTeX si possono fare delle schifezze, ma bisogna impegnarcisi per bene per ottenerle.

                            Continuo ad essere del parere che quella intestazione di capitolo a piena pagina non sia adatta ad una tesi; ma la tesi è tua, quindi sei tu che scegli.

                            In ogni caso prendi in considerazione la possibilità di usare la classe memoir; è altamente configurabile senza bisogno di invocare infiniti pacchetti esterni; è professionale (scritta da un tipografo) anche se non è garantibile che qualsiasi utente la usi professionalmente; permette di comporre qualunque documento esclusi, direi, solo i dépliant pubblicitari. I due manuali che ti ho consigliato, per altro, sono un esempio di quello che si può fare.

                            Per tua informazione scaricati da http://www.ctan.org/tex-archive/info/memdesign il documento PDF memdesign.pdf. C’è un bell’excursus storico di tipografia e storia della tipografia; ti fa capire e valorizzare molte cose che nel tuo entusiasmo del momento tendi a trascurare.

                            in risposta a: Modifica stile #58848
                            OldClaudio
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                              No, l’avevo vista prima che mi apparisse la donnina 🙂

                              È per quello che ti ho chiesto se ritieni che qulla grafica sia adatta ad un frontespizio (perché altrimenti ripeteresti il titolo della tesi ad ogni capitolo?) e ora che lo specifichi, a maggior ragione una pagina tutta dedicata al titolo del capitolo, in una tesi mi pare sprecata, davvero sprecata. Ma parte le mie preferenze personali, ribadisco: per ora pensa al contenuto, poi quelli casomai saranno sfizi che ti potrai togliere alla fine e, impratichito di LaTeX, saprai farlo da solo perché non è davvero difficile.

                              in risposta a: Modifica stile #58846
                              OldClaudio
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                                Terribile: ho aperto la tua immagine per cercare di capire il tuo problema, poi vi ho cliccato sopra e mi si è aperto il browser full screen con una giovane e procace donna che mi invitava a fare un pokerino 🙂

                                Ho subito marcato il sito come sito da bloccare, e questo fatto dovrebbe far pensare gli amministratori del forum a come indirizzare gli utenti del forum per includere immagini, senza interferenze pokeristiche o peggio. 😮

                                Veniamo al tuo problema.

                                Cominci la tesi pensando al frontespizio?

                                Io penserei al contenuto e poi cercherei presso l’università se ci sono delle norme relative al frontespizio della tesi; poi userei il pacchetto frontespizio presente in ogni distribuzione completa del sistema TeX, che sia TeX Live o MiKTeX non fa differenza.

                                Il contenuto è molto più difficile da mettere insieme che non il frontespizio.

                                Poi, sì, in effetti è banale, ma lo imparerai da solo quando avrai finito il corpo della tesi e sarà banale anche per te. Ora è decisamente fuori luogo; inoltre ti sei domandato se un disegno della pagina del frontespizio fatto in quel modo sia adatto ad una tesi?

                                in risposta a: Classic Thesis: modificare citazioni #55270
                                OldClaudio
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                                  Be’ no, DatiX era solo un esempio. Tu come hai chiamato il tuo link simbolico? giovanni.bib? Allora cancella il link giovanni.bib.
                                  Come hai letto nell’help di Windows (Start ->Programmi -> Accessori -> Prompt dei comandi) il comando dir ti mostra tutto quello che hai nella cartella; ma help mklink ti dice che senza specificare opzioni il link simbolico si riferisce ad un file, non ad una cartella.

                                  Ma non devi avere apura a cancella re il link; supponendo che si chiami My_bib.bib, darai il comando del My_bib-bib e il link sparisce, non sparisce il file vero nella cartella fisica dove si trova il vero databse bibliografico.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,276 al 10,290 (di 11,287 totali)

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