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Dipende da quale encoding hai usato per i file sorgente; se il file lhai scritto con l’encoding ansinew su windows, devi specificare quell’encoding; se hai usato il latin 1. altrettanto devi fare per il sorgente. non poi mescolare gli encoding di entrata all’editor con gli encoding di entrata a LaTeX.
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in:
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texmf-distr/tex/latex/beamer/themes/
`Dove se non fosse lì. Nel segnarti l’indirizzo mi sono riferito agli alberi di TeX Live; se hai MiKTeX devi vedere tu dove hai la roba di MiKTeX, ma dopo texmf-distr\ (backslash al posto degli slash) il resto della “ramificazione” dell’albero dovrebbe essere la stessa.
22 Maggio 2011 alle 11:54 in risposta a: LYX – aumentare la grandezza del testo in tutto il documento #5913121 Maggio 2011 alle 22:20 in risposta a: LYX – aumentare la grandezza del testo in tutto il documento #59129::
Vuoi scherzare?Il testo del documento composto è predefinito in 10 punti; con le opzioni disponibili per il testo normale hai la possibilità di 11 punti o di 12 punti.
tenuto conto che un punto è circa un terzo di millimetro, vuol dire che 3 punti sono circa un millimetro: cercati un libro che non sia un abecedario per la prima elementare e misura con un righetto l’altezza di una parentesi aperta e verifica che in nessun libro per adulti trovi parentesi più alte complessivamente più di 4mm.
18 punti può andare bene per un abecedario; grandezza maggiori forse vanno bene per manifesti stradali, che LaTeX non può comporre, sebbene la classe memoir dica di poterlo fare con un corpo al massimo di 60pt!
Esiste una casa editrice che pubblica libri per adulti in copro 16 punti, ma specifica che lo fa per aiutare la lettura agli ipovedenti.
Se invece ti riferisci non al documento composto, a a quello che vedi sullo schermo, devi regolarti con le impostazioni di visualizzazione di LyX; siccome LyX è fortemente sconsigliato dai frequentatori di questo gruppo, ognuno che vuole usare LyX con front-end per LaTeX dovrebbe arrangiarsi da solo, perché praticamente nessuno di noi usa LyX.
Sia ben chiaro; non c’è niente di male ad usare LyX; ognuno è padrone di usare quello che vuole, solo che ci sono strumenti più comodi e strumenti meno comodi; la valutazione del più e del meno dipende dai gusti personali e dall’esperienza maturata. Vedrai che quando passerai ad un editor meno WYSIWYG e più WYSIWYM (LyX pretenderebbe di essere di questa categoria, ma secondo me non lo è) finirai col domandarti perché mai ti sia venuto in mente di usare LyX. 🙂
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Michele, hai provato a cercare la stringa \caption nei file contenuti nella cartella …/tex/late/base/ della tua distribuzione?Avrai non solo la risposta ma anche l’imbarazzo della scelta; ricordati anche che \probabilmente \caption non ti serve a niente ma devi cercar \@makecaption o \@makescaption (c’è una s di differenza), perché in effetti sono queste due macro che scrivono la didascalia; la seconda è presente solo in alcune classi e serve per eseguire davvero \caption* che, così asteriscato, nonsi trova nelle classi standard.
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Guardando la documentazione di fancyhdr ho cercato la stringa \headline e non l’ho trovata.
Però c’è qualcosa nelle classi Koma Script.Sei sicuro che quando dici che \headline non ti da problemi con la classe book, tu on stia usando, in realtà, scrbook?
Certo è che questa risposta non serve a risolvere il tuo problema, visto che serve solo per introdurre un dubbio, ma sei sicuro di non stare usando classi di categorie diverse? Io non ho mai incontrato \headline in nessuna classe che io abbia usato, né book, né altro, con nessun pacchetto che io abbia usato, né fancyhdr né altro.
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Allora leggiti le dieci paginette dell’estensione pict2e
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texdoc pict2e
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e fai i tuoi disegnignini con le sole forze dell’ambiente picture di LaTeX esteso con pict2e.
Nota che pict2e era già stato previsto da Leslie Lamport, il padre di LaTeX, già nel 1994 quando nacque LaTeX 2e, quindi è il più semplice mezzo per usare LaTeX e solo LaTeX.Io h disegnato con questo semplice mezzo quasi tutte i disegni al tratto contenuti nell’Introduzione all’arte il cui link è in questa stessa pagina, qui sopra.
In ogni caso se non hai mai usato un programma qualsiasi,, che sia pict2e, o TiKZ, che sia Draw o TeXdraw, o MetaDraw, o quel che ti pare, qualche documentazione più o meno lunga te la devi leggere; più semplice è il programma, più breve è la documentazione e minori sono le prestazioni, non si scappa!
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TeXShop non installa pacchetti; è un semplice editor fatto apposta per comporre documenti con il sistema TeX sul Mac.
Devi usare TeX Live Utility.app che si trova in Applications/TeX/Usa qualunque mirror tranne quello di Roma2 che è quello di default per noi poveri italiani; quello svizzero va benissimo
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Prova con questo
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=10001&highlight=intestata
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Potrebbe essere che hai trasferito i vary file dal vecchio al nuovo PC usando un CDROM o un DVD non riscrivibili; in questo caso i file sul disco CD o DVD sono marcati come read only; quando li copi sul nuovo disco rigido ti restano marcati come read only e con permessi di accesso relativi al vecchio utente sul vecchio PC.Allora può vederne le qualifiche e i permessi andando a vedere quanto di dice l’applicato delle Proprietà che ottieni cliccando col tasto destro sul nome del file (il nomefile.log nella fattispecie) e se l’ownership e i permessi ti confermano che il file del disco rigido non puoi modificarlo perché con scarsi privilegi o li cambi se hai i privilegi sufficienti, oppore esegui il log out, rientra ma facendo un log in da utente con privilegi di amministratore, apri un terminale (Prompt dei comandi) , vai nella cartella dove ci sono i file incriminati e cambia collettivamente le specifiche a tutti i file indistintamente. Mi pare di ricordare che da console si debba dare il comando
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attrib +w *.*
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Sto andando a memoria perché non ho più sotto le mani una macchina Windows, e in particolare Win7, comunque sempre da terminale dai il comando
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help attrib
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per controllare che la sintassi che ti ho dato vada bene.Dopo di che non dovresti più avere problemi a sovrascrivere i file sui quali ti dice di non poter scrivere; non so per Win7, ma Windows non ha una chiara distinzione fra amministratori e anche fra file importati o regolarmente generati sul disco. Win7 dovrebbe, seocndo le réclame di Micrososft, aver superato queste cose, ma non si sa mai.
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Continuo con i suggerimenti.Dopo aver incluso il frontspizio specifichi la numerazione romana, dopo aver incluso gli indici invochi la numerazione araba. e specifichi anche di ricominciare da un con il comando firstpage.
Usando la classe book per la tua tesi hai dei mezzi più efficienti per fare tutto ciò; la classe book offre tre comandi il cui significato è più traparente dei comendi che hai dato: \frontmatter, \mainmatter e \backmatter.
All’inizio della tesi basta dare \frontmatter (materiale inizlale); la numerazione cominicia con le cifre roman e non occorre farla ripartire da 1 con gli indici; Normalmente i libri presentano un occhiello (non è il caso per la tesi) che anche se non ha il numero segnato, corrisponde alla pagina i; poi, visto che i liri sono stampati twoside, il suo retro, senza numero, avrebbe il numero II; nella prossima pagina viene il frontespizio numerato (invisibilmente III), quindi viene la pagina del copyright, numerata (invisibilmente) iv; poi prosegue il materiale iniziale con pagine in sitile plain o headings con la numerazione romana che prosegue e nel tuo caso la prima pagina dell’indice generale sarebbe numerata v; Nella front matter i capitoli, anche se non sono indicati con il comando \chapter asteriscato, non vengono numerati.
Alla fine della parte iniziale si emette il comando \mainmatter (materiale principale, il libro o la tesi vera e propria) e la numerazione delle pagine ricomincia automaticamente da 1 in cifre arabe; i capitoli vengono numerati e vannno a finire nell’indice generale.
Alla fine del corpo del libro/tesi si dà il comando \backmatter; la numerazione araba prosegue, ma in capitoli non vengono più numerati.
In ogni caso ricordati che il comando \pagenumbering, oltre a impostare lo stile di scrittura dei numeri, reimposta il contatore della pagina a 1 e quindi il comando \firstpage è del tutto inutile. Lavorare mediante \frontmatter, \mainmatter e \backmatter è molto più semplice e, sorattutto, è un mark-up molto più chiaro.
In fondo prima della bibliografia mettere la sequenza
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\newpage
\cleardoublepage
`
è decisamente ridondante, visto che \cleardoublepage esegue da solo i fine pagina necessari per ricominciare a comporre su una pagina dispari (di destra), quindi \newpage è decisamente superfluo. Per carità non succede niente di male, ma non è un bello stile di scrittura del mark-up.
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No, il tuo lungo codice contiene dei reperti archeologici, per esempio i font ae; so che vengono ancora distribuiti ma sono completamente sostituiti dal font LaTin Modern, molto più completi e con tutti i caratteri previsti dall’encoding T1.latexsymb non deve venire chiamato MAi; esiste per compatibilità con documenti precedenti al 1994..
amssymb chima amsfonts, quindi è superfluo chiamre i secondo quando si chiama i primo.
Mi pare che chiami listings due volte.
il colore gray . si definisce molto meglio con il modello di colore gray e con:
`
\definecolor{grigio}{gray}{0.65}
`Mettere la ridefinizione di \figureame in quel modo vuol dire perdere la ridefinizione se cambi lingua e poi torni all’italiano. Sarebbe meglio, come abitudine} usare il comando \addto:
`
\addto{\captionsitalian}{\def\figurename{Fig.}}
`
Ci hai pensato bene? (Le abbreviazioni in tipografia sono generalmente consentite solo dentro a incisi parentetici)Ora devo scappare; ma se vuoi ti posso dare altri suggerimenti; non te li do in merito a geomentry perché prima devi provarci tu.
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