OldClaudio

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  • in risposta a: Alle prime armi… #42005
    OldClaudio
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      Oggi LaTeX (pdfLaTeX) può incorporare diversi fomrati alcuni vettoriali (eps vero, non un contenitore per una bitmpa) pdf, svg, mps, e anche delle bitmap compresse, come le immagini jpg o png. Programmi di conversione di bitmapp da un formato all’atro per cui oggi non ci sono problemi a incorporare file di immagini con diversi formati; però le bitmap continuano ada vere i difetti delle bitmap, e i formati vettoriali continuano a presentare i pregi dei formati vettoriali.

      Tutto giusto tranne una cosa: pdflatex non è capace di includere SVG che va convertito in PDF. C’è un altro formato bitmap che si può inserire direttamente: jbig (e anche jbig2) che però non usa quasi nessuno.

      Ciao
      Enrico

      Lo so, Enrico, che il formato svg non è importabile direttamente, ma deve venire prima essere trasformato in pdf; l’ho citato solo perché la sigla: SVG= Scalable Vector Graphics, permettesse di capire che cosa volevo dire con immagini vettoriali. Ammetto che il mio discorso era ambiguo e hai fatto benissimo a precisare. Grazie

      in risposta a: Alle prime armi… #42002
      OldClaudio
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        Comunque tornando a noi:
        -non ho molto capito riguardo all’argomento IGES, puoi essere più chiaro?

        Per fare un parallelo, un file IGES sta ad un file .tex come l’immafine raster del file IGEF sta alla composizione PDF del file .tex.

        Negli anni ’80, quando LaTeX disponeva a mala pena di un piccolo strumento per inserire nei file DVI qualcosa scritto in PostScript, la norma IGEF era stata composta prendendo le “compilazioni’ delle immagini IGEF con gli strumenti CAD che potevano capire quel linguaggio; il risultato erano delle immagini raster, come lo sono le fotografie delel macchine fotografiche digitali; queste producono file in formato .jpg (o .jpeg, o .jpeg2, o…); le immagini prodotte con quei softare di CAD avevano altri formati, magari semplicemente bitmap, .bmp; per inserirle dentro a un file da comporre con LaTeX negli anni ’80 era necessario trasformarle in immgini .eps; generalmente queste erano formate da un file conforme allo standard Encapsulated PostScript, formato da un preambolo Postscript che diceva sostanzialmente “quanto segue è un bitmap, formata da tante righe per tanto colonne; qui comincia la bitmap”; poi c’era unn epilogo che diceva sostanzialmente: “qui è la fine della bitmap; chiudi pure le cose PostScript che hai aperto all’inizio; fine del file”.
        Capisci quindi che l’immagine veniva solo avviluppata in una specie di camicia eps, ma la sua sostanza continuava ad essere una bitmap.

        Le bitmap hanno il pregio della semplicità, non hanno il pregio della concisione, e, quel che più dà fastidio è che se sono fatte per essere riprodotte a, diciamo, 300 punit al pollice, vengono bene se e solo se sono riprodotte a 300 punti al pollice; Se si ingrandiscono si sgranano, se si rimpiccioliscono perdono dettagli.

        Oggi LaTeX (pdfLaTeX) può incorporare diversi fomrati alcuni vettoriali (eps vero, non un contenitore per una bitmpa) pdf, svg, mps, e anche delle bitmap compresse, come le immagini jpg o png. Programmi di conversione di bitmapp da un formato all’atro per cui oggi non ci sono problemi a incorporare file di immagini con diversi formati; però le bitmap continuano ada vere i difetti delle bitmap, e i formati vettoriali continuano a presentare i pregi dei formati vettoriali. Siccome le figure IGEF sono descrizioni astratte di disegni tecnici, ciooè disegni al tratto, sarebbe molto opportuno che la loro descrizione interna (tipicamente di tipo vettoriale) sia conservato nell’immagine “compilata”. Ecco perché, sabbeni io abbia alle spalle studi di ingegneria e abbia insegnato tanti anni in una facoltà di ingegneria, non ha mai sentito parlare di questo standard, almeno negli ultimi 20 anni.

        -per il momento mio file master (si chiama così?) è questo:

        `
        \documentclass[12pt,a4paper]{report} %definisce documento tipo
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[english,italian]{babel} %definisce lingua
        \usepackage[T1]{fontenc} %legge termini con accento e li codifica
        \usepackage{indentfirst} %rientro prima riga
        \usepackage{color} %pacchetto colori
        \usepackage{hyperref} %pacchetto riferimenti
        \hypersetup{colorlinks,
        citecolor=blue,
        filecolor=black,
        linkcolor=black,
        urlcolor=blue}

        \usepackage{booktabs}
        \usepackage{graphicx}
        \graphicspath{{/home/sps/Scrivania/documenTesi/TESI/immagini/}}
        \usepackage[font=small,format=hang,labelfont={sf,bf}]{caption}
        \title{TESI}
        \author{sps}
        \date{}
        \begin{document}

        \maketitle
        \tableofcontents
        \listoffigures
        \input{/home/sps/Scrivania/documenTesi/TESI/Cap1/Cap1.tex}
        \input{/home/sps/Scrivania/documenTesi/TESI/GENERALE/bibliografia.tex}
        \end{document}
        `

        La specifica a4paper dovrebbe essere quella di default, se hai installato il sistema TeX come si deve; comunque non disturba.

        la classe report può venire sostituita dalla classe book, che di default compone fronte-retro, mentre la classe report compone solo fronte (di default) se vuoi conservare report, devi aggiungere alla classe l’opzione twoside se vuoi comporre fronte retro. Ma è meglio usare book.

        La parte con \hyperref e \hpersetup va messa per ultima, specialmente visto con con il pacchetto caption ridefinisci il modo di comporre le didascalie, che hyperref ha già ridefinito per conentire i riferimenti ipertestuali anche alle figure.

        Per i \graphicspath abbiamo già discusso; NON DEVI USARE PATH ASSOLUTO, MA SOLO PATHE RELATIVI ALLA CARTELLA DOVE SI TROVA IL MASTERFILE.

        Vale anche per i file che includi con \input; se i file hanno l’estensione .tex, non la devi specificare.

        Inoltre se quando usi le classi standard, esse calcolano la larghezza del testo e di conseguenza anche i margini superiori e inferiori, in modo che le righe non contengano più di una settantina di caratteri nel corpo del font specificato come normale, nel tuo caso il font da 12pt; se fossero di meno i margini sarebbero troppo larghi e il testo potrebbe risultare faticoso da leggere per la frequenza con cui gli occhi devono tornare all’inizio della riga successiva; se fossero di più il testo sarebbe difficile da leggere nel ritornare “a capo” con gli occhi, perché potrebbe essere difficile trovare a colpo d’occhio l’inizio della riga successiva. Quindi vedi che il gioco dei margini non ha nulla a che vedere con il risparmio della carta; sbagliare i margini vuol dire rendere comunque faticosa la lettura per un motivo o per un altro. L’ideale sarebbe 66 caratteri per ogni riga. Io dico sempre 66±5 caratteri per ogni riga, visto che una lunghezza ottimale corrisponde al minimo di una curva di “fatica”, e il minimo, in quanto tale, è sostanzialmente piatto nel suo intorno, per cui pochi caratteri in più o in meno non fanno una sostanziale differenza.

        Quindi non giocare con i margini se non hai la perfetta conoscenza dei fenomeni che stanno dietro a una scelta del genere. E non prendere a modello Word, che ti può (forse) permettere di comporre bene, ma non ti guida certo a comporre bene.

        in risposta a: [risolto] Personalizzare glossario con package glossaries #56968
        OldClaudio
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          Hai risulto tutto bene tranne l’ultima cosa: se hai specificato l’opzione italian al pacchetto babel il nome che printglossary usa è proprio Glossario; quindi se a te non succede questo, vuol dire che non hai impostato l’italiano come lingua di default.

          in risposta a: book vs memoir #56956
          OldClaudio
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            Memoir è basata su book, solo che ridefinisce praticamente tutto e incorpora anche la funzionalità di moltissimi altri pacchetti, per cui, di fatto, quando si usa memoir non si devono usare quei lunghi elenchi di pacchetti da caricare che si vedono in quasi tutti i preamboli che appaiono sul forum; questo non vuol dire che non sia necessario talvolta usare qualche pacchetto.
            la documentazione di memoir è completa, ma difficile da consultare; l’indice analitico aiuta, ma non troppo; tanto che io spesso e volentieri usa la funzione find del mio visualizzatore di file PDF per cercare quello che mi serve.
            Per un manuale tipo prontuario, forse una classe snella è meglio per poi usare i pacchetti adatti allo scopo del particolare prontuario; Io ne ho già composti un paio, ma alla fine mi sono costruito la classe completa che contiene tutto e solo quello che serve per il particolare prontuario. Ebbene sì: ho questo vizietto di usare poco i pacchetti con comandi preconfezionati e di scrivermi le mie classi. Può non essere la via migliore, ma dipende da quanto devi lavorare sui file sorgente.

            Con Tommaso abbiamo fato diverse cose con memoir; ma lui fa il modesto dicendo che non conosce bene questa classe: la conosce tanto quanto la conosco io. E io l’ho usata solo con Tommaso… 🙂

            in risposta a: Alle prime armi… #41998
            OldClaudio
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              Su quel sito si nomina il programma di composizione LaTeX che “integra le immagini raster generate dai file IGES nei file PostScript inviati alle stampanti laser jet,”

              Non dice affatto che LaTeX integra direttamente le immagini IGES scritte nel loro formato. Quanto il programma che elabora le immagini IGES e produce un file di output con l’immagine disegnata a matrici di pixel (raster), quindi non vettoriale. Poi con opportuno programma questa matrice di pixel viene avvolta in un involucro eps e data in pato a PostScript che, a quei tempi, in cui si parlava di usare LaTeX per comporre la norma IGES (anni ’80), era praticamente l’unico formato che i programmi del sistema TeX riuscivano a “macinare”.

              Non ho idea di quali programmi esistano oggi per elaborare le descrizioni Hollerith degli schemi IGES; ma sarebbe molto meglio se fra questi programmi ce ne fossero di quelli che possono salvare la figura disegnata in formato vettoriale, eps o pdf o svg; poi, se necessario, bisogna convertire dette immagini in formato pdf, sempre vettoriale, e infine importale in un documento LaTeX composto con pdfLaTeX.

              La tua precedente tesi, stampata con quella dichiarazione di classe è stampata solo fronte e il blocco del testo è centrato orizzontalmente nella pagina, a meno che tu non abbai modificato qualcosa nella pate successiva del preambolo.

              Se scrivi fronte retro devi immaginare il fascicolo aperto in modo da poter vedere simultaneamente due pagine affacciate; se i margini delle pagine fossero uguali, al centro vedresti una enorme striscia bianca; ´per questo che stampando fronte retro il margine interno (quello che risulterà dal lato della cucitura delle pagine) deve essere minore di quello esterno, proprio per evitare l’effetto sgradevole dell’eccesso di bianco al centro. Secondo i disegni classici il margine interno doveva essere la metà di quello esterno; Oggi si tende piuttosto ad un rapporto 2:3. Ma dipende molto anche da come le pagine sono cucite e quindi da quanto siano incurvate al centro del testo.

              ClassicThesis ha un formato del blocco del testo che rispetta la sezione aurea: base : altezza= 1 : 1,618 (oppure base : altezza = 0,618: 1, come preferisci — il numero magico 1,618 [numero aureo] e 0,618 [sezione aurea] hanno proprio quella proprietà); stampndo il blocco del testo in rapporto aureo su una pagina A4 (base :altezza = 1:\sqrt{2}) o i margini interno ed esterno sono molto grandi, oppure i margini superiore e inferiore sono troppo piccoli; Lorenzo suggerisce di aggiungere un centimetro alla larghezza di default del blocco del testo di ClassicThesis; Nell’Arte, dove ha usato ClassicThesis, invece, ha riempito il margine esterno con moltissime note marginali.

              Io ti consiglierei una classe di tesi o di documento un po’ più tradizionale; in rete ce ne sono molte; Se poi la tua università ti impone una gabbia del testo particolare, non hai scelta. Puoi sempre usare gli stessi font che usa ClassicThesis, sempre che la tua università non ti imponga un certo font e magari al spaziatura doppia 😯 Le segreterie di facoltà che impongono certi stili compositivi, solitamente conoscono solo Word e non hanno nessuna idea di che cosa sia la composizione tipografica.

              in risposta a: Inserimento di immagini con intorno del testo #56887
              OldClaudio
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                E, con tutto il rispetto per chi ha idee diverse dalle mie, NON FARLO!

                Sì, è vero che quella soluzione, rispetto a inserire la figura fuori testo che risulterebbe affiancata da molto spazio bianco, ti farebbe risparmiare dello spazio e quindi alla fine dei conti delle pagine, specialmente se ne hai tanti di questi inserti; ma anche se wrtapfig dice di rendere questo oggetti flottanti, di fatto fa i capricci spesso e volentieri; bisogna intervenire a mano e infine non ti assicura che le figure con didascalia vengano inserite nell’ordine giusto, a meno che la figura on sia contornata dal testo die primo capoverso di un capitolo e che per nessun motivo inserirai mai un altro capoverso prima di quello, ad ogni modifica del tsto ti ritroverai a dover andare a cercare che fine ha fatto la figura e dovrai intervenire a mano per rimetterla a posto.

                Risparmierai forse della carta, ma certamente non il tuo tempo. 🙂

                in risposta a: formato figure e conversione #56875
                OldClaudio
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                  Sì, è importante sapere che cosa sono el immagini iniziali.
                  Devi tenere presente due cose: Gimp può aprire immagini eps e pdf (vettoriali< ma dopo averle elebaorate non può salvarle in quei vettoriali, anche se "forse" (il mio Gimp non credo che lo faccia} può salvare le immagini raster dentro ad un involucro eps. Perciò se hai una immagine ipg e la vuoi trasformare in eps, piuttosto usa jpegtops, un applicativo che crdo esista per diverse piattaforme (Windows di sicuro, forse anche Linux, Mac non ne ha bisogno perché il suo Anteprima fa questo ed altro.), non usare Gimp che fa perdere in risoluzione. Poi la domanda fatidica: perché usi le immagini eps? La verisone 2010 di TeX Live, MacTeX e la 2.9 di MiKTeX conosentono a pdfLaTeX di importare le immagini eps, mentre prima non potevano, ma pdfLaTeX può importare direttamente immagini png, pdf, jpg, mps e altri formatidirettamente, senza bisogno di nessuna conversione.

                  in risposta a: Formule e funzione “split” del pacchetto amsmath #56867
                  OldClaudio
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                    In matematica non si usano spazi esplicit così grandi come quello prodotto da \ .
                    In matematica si usa \, (spazio fine), e \: e \; che rappresento due spazi un po’ più garndi ma non grandi come \ .

                    C’è anche nell’Arte, nota a piè di pagina 93

                    in risposta a: allineamento celle verticale in riga #56855
                    OldClaudio
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                      Visto che hai caricato il pacchetto array, carica anche booktabs e poi prova con questo codice dove le colonne sono classificate come m{…}. I \cr per finire al tabella servono per specificare che si tratta di fine tabella, non di fine riga dell’ambinete centering; ci sono comandi più ortodossi per farlo, ma io trovo comodo servirmi di questi comandi di basso livello.
                      `
                      \begin{table*}\centering
                      \setlength{\extrarowheight}{1pt}
                      \caption{Criteri dell'audit clinico }\label{cdsan1}
                      \bigskip
                      \begin{tabular}{m{80mm}*2{>{\centering}m{20mm}}}
                      \toprule
                      Raccomandazione & Intensità & Qualità \cr
                      \midrule
                      In media, le dosi di metadone per il mantenimento
                      devono essere comprese nell’intervallo di $60-120$ mg al giorno
                      & FORTE & BASSA\cr\noalign{\medskip}
                      L’assistenza psicosociale deve
                      essere offerta di routine in associazione
                      al trattamento farmacologico
                      della dipendenza da oppiacei
                      & FORTE & ALTA\cr
                      \midrule
                      \scriptsize {Fonte: OMS, 2009.}\\
                      \bottomrule
                      \end{tabular}
                      \end{table*}
                      `

                      Perché hai secificato \small e poi subito dopo ‘footnotsize?
                      Non specificare mai [htpb], come è stato detto mille volte nel forum.
                      non usare mai l’ambiente center che lasia spazi sopra e sotto non voluti: a tenbra che vada bene perché metti la didascalia prima della tabella, ma lo spazio sotto si traduca in una spaziatura eccessiva fra la tabella e il testo che la segue.
                      Per i descrittori m{…} leggi la documentazione del pacchetto array.

                      in risposta a: Alle prime armi… #41995
                      OldClaudio
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                        Ma una domanda: perché usi immagini ..eps?

                        Perché era uno dei formati indicati sulla guida. Oppure cosa dovrei usare?

                        Atra domanda: per comporre usi latex o pdflatex?

                        Usando Texmaker 2.2 clicco su PdfLaTeX che credo indichi compilazione pdflatex. Sempre così ho trovato consigliato sulla guida.

                        Ulteriore domanda: se usi pdflatex, usi una versione del 2010 che sia abilitata all’input dei file .eps?

                        Ed io che ne so, come faccio a saperlo? Comunque ho scaricato l’ultima versione di Texmaker in questo forum consigliatami.

                        Comunque nel file log ho trovato questo:

                        [ul]I could not locate the file with any of these extensions:
                        .png,.pdf,.jpg,.mps,.jpeg,.jbig2,.jb2,.PNG,.PDF,.JPG,.JPEG,.JBIG2,.JB2
                        Try typing to proceed.
                        If that doesn’t work, type X
                        to quit.[/ul] Era quello che chiedevi?

                        E quindi come risolvo?

                        Grazie mille

                        Premetto che ho letto anche il tuo messaggio successivo, quindi la soluzione l’hai già trovata.

                        Nell’elenco delle estensioni dei file grafici manca .eps, quindi lì c’è la risposta al tuo problema.

                        Ma come fai a sapere quale versione di pdflatex usi?
                        Semplice: per prima cosa non devi confondere TeXmaker, che è solo un editor di testo, con pdflatex che è il programma di composizione. Invece di texmaker potresti usare un’altra dozzina di editor di testo, ma di pdflatex, a parte la versione, ce n’è uno solo, quello della tua distribuzione del sistema TeX.

                        Se hai un Mac, probabilmente hai installato MacTeX; quindi vai a vedere con Finder che cosa c’è scritto nella cartella /usr/local/texlive/

                        Se c’è scritto 2009, come penso, la tua versione è del 2009; se c’è scritto 2010, la tua versione è del 2010. se c’è scritto un altro numero quello rappresenta l’anno della distribuzione.

                        Allora, visto che la tua versione non è aggiornata, procedi con tutte le figure eps come hai già fatto con la figura che hai convertito in pdf; se il programma di conversione non lo fa da solo, provvedi a scontornarla usando, sempre da terminale, il comando pdfcrop. Poi inserisci le tue immagini, sempre senza specificare l’estensione, con il solito \includegraphics.

                        Ma come fai a metterci una didascalia? be’ una qualunque guida elementare te lo dice: usa il comando \caption.

                        Come fai a mettere l’elenco delle figure prima della bibliografia? Non farlo a meno che l’indice non sia subito prima; l’elenco delle figure va inserito dopo l’indice generale e così anche l’indice delle tabelle. Non puoi mettere (o meglio lo puoi fare ma sarebbe una schifezza) l’indice generale nelle prime pagine e l’elenco delle figure nelle pagine finali; o per caso metti anche la bibliografia nelle pagine iniziali? Allora rileggiti qualunque guida, per esempio l’Arte (link in testa a questa pagina) per sapere in che ordine vanno messe le varie parti di un documento strutturato.In ogni caso, sì, per mettere l’elenco delle figure devi dare il comando \listoffigures.

                        Lascia stare i margini; se li vuoi modificare, il pacchetto e i comandi da usare sono quelli di geometry; ma siccome sei ancora abbastanza a digiuno di composizione, leggiti prima l’Arte, ma non fare finta, leggila per davvero.

                        L’impaginazione destra-sinistra; vuoi dire naturalmente fronte-retro; lascia fare alla classe; se non ti fidi, dai l’opzione twoside fra le opzioni della classe; ma naturalmente dipende dalla classe; usi la classe book? report? toptesi? ClassicThesis? altro? ogni classe ha i suoi modi per comporre; leggiti la documentazione; specialmente leggiti l’Arte, ne hai davvero bisogno.

                        Che cosa vuol dire che “Insomma le immagini non hanno margine col testo e poi non c’è una didascalia di descrizione.”
                        Per mettere la didascalia ti ho detto come fare, ma che cosa intendi per le “immagini non hanno margine col testo”. Non si capisce proprio.
                        Vuoi le immagini centrate ma della dimensione opportuna? mettile dentro all’ambiente figure seguite dalla didascalia ma cominciando l’ambiente con \centering (vedi l’Arte); le vuoi con la stessa larghezza del testo? specificalo fra le opzioni di \includegraphics (vedi l’Arte). Ma pensaci bene, non tutte le immagini devono essere larghe come il testo; in particolare non le devi mai ingrandire o rimpicciolire troppo altrimenti possono risultare decisamente brutte. Se, invece, con “immagini non hanno margine col testo” intendevi qualcos’altro, cerca di spiegarti meglio.

                        in risposta a: Installare LaTeX e TDS #56829
                        OldClaudio
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                          Ho l’impressione che tu stia confondendo l’impostazione di codifica di TeXShop con l’impostazione per il programma di composizione.

                          La codifica di TeXShop si imposta da Preferenze aprendo il meù a tendina che si ottiene cliccando sul nome TeXShop scritto in neretto a fianco della mela nella barra superiore a sinistra. L’encoding che tu scegli per l’editor non dipende dalla tastiera (conosco la tastiera svizzera, nella versione francese e anche nella versione tedesca).

                          Poi l’informazione al programma di compilazione la dai specificando nel file sorgente
                          `
                          \usepackage[…]{inputenc}
                          `
                          dove al posto dei puntini scrivi il nome che pdflatex è capace di decifrare; pdflatex conosce le codifiche applemac, ansinew, latin1, utf8.

                          TeXShop conosce le codifiche Western (Mac OS Roman), Windows Latin1, Western (ISO Latin 1), UTF-8,

                          Come si vede sono sigle diverse e tu fai riferimento a quelle di pdflatex, non a quelle dell’editor TeXShop.

                          Attiva TeXShop; clicca sul suo nome nella barra in alto a sinistra; seleziona Preferenze; seleziona Source; in basso a desta c’è la finestra per selezionare l’encoding dell’editor.

                          in risposta a: Installare LaTeX e TDS #56823
                          OldClaudio
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                            No, puoi tranquillamente impostare TeXShop come editor di default per tutti i file con le estensioni del sistema TeX.

                            Per quel che riguarda i rombi neri e il punto interrogativo, ricorda sempre di impostare l’encoding dell’editor conformemente con la codifica dei caratteri effettivamente usati; se nei vecchi file avevi impostato come encoding AppleRoman e ora hai di default l’impostazione UTF-8 è evidente che qualsiasi editor, non solo quelli che hai citato, produce pasticci. Queste argomento è stato trattato una infinità di volte sul forum.

                            Nell’Intruduzione (link qua sopra) c’è una intera appendice dedicata a questo argomento.

                            in risposta a: Alle prime armi… #41992
                            OldClaudio
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                              Nel \graphicspath indica solo la parte del path che sta a valle della cartella dove tieni il main file della tua tesi; se hai questo file in TESI/ allora indicherai solo
                              `
                              \graphicspath{{immagini/}}
                              `
                              Se invece il tuo mainfile si trova in documenTesi/ allora indicherai
                              `
                              \graphicspath{{TESI/immagini/}}
                              `

                              Ma una domanda: perché usi immagini ..eps?
                              Atra domanda: per comporre usi latex o pdflatex?
                              Ulteriore domanda: se usi pdflatex, usi una versione del 2010 che sia abilitata all’input dei file .eps?

                              è chiaro che se la tua versione di pdflatex non è quella distribuita con TeX Live 2010 e, forse, con MiKTeX 2.9, e il graphicspath è corretto e la tua immagine si chiama
                              ASCII.eps, allora pdflatex cerca ASCII.png, ASCII.pdf, ASCII.jpg, ASCII.mps, ma non ne trova nessuna variante e ti dice “File not found”.

                              Apri il file .log e leggi che cosa vi viene scritto in corrispondenza von il manifestaris di questo errore.

                              in risposta a: Installare LaTeX e TDS #56821
                              OldClaudio
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                                Anche se sei l’unico utente del tuo Mac, l’albero TDS di cartelle personali in ~/Librari/texmf/
                                non ha bisogno di venire gestito con i soliti strumenti per aggiornare il database dei nomi dei file, quindi qualunque cosa tu ci metta è sempre subito disponibile e il sistema TeX cerca nel tuo albero personale prima che negli alberi di sistema.
                                Non importa che tu crei una struttura TDS completa, si pure con cartelle vuote fin dall’inizio (l’unica cosa che potrebbe fare in automatico TeX Live e MacTeX quando installi il sistema), ma tu innesti rami, rametti e foglioline sul tuo albero personale quando ne hai necessità. se devi mettere un tua nuova classe che hai chiamato pippo.cls, la metterai nella cartella ~/Library/texmf/tex/latex/pippo/
                                tutto quello che viene prima di pippo/ fa parte della struttura TDS; basta che guardi una delle strutture degli alberi del sistema pper vedere che cosa devi mettere prima dlela tua cartella per essere sicuro che TeX la trovi.
                                Documentazione in
                                `
                                texdoc tds
                                `
                                Il documento è intitolato: “A Directory Structure for TEX Files”

                                in risposta a: Tabella #56574
                                OldClaudio
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                                  L’unica che è mostrata nel messaggio d’errore dove la riga errata è spezzata appena dopo l’ “offending object”, come sempre con qualunque messaggio d’errore!

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