OldClaudio

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  • in risposta a: Error \iint already definited #56797
    OldClaudio
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      Hai solo l’imbarazzo della scelta; o usi tikz o usi il semplice ambiente picture nativo di LaTeX che non abbisogna di caricare nulla, salvo, se fosse necessario la rimozione dei limiti mediante il pacchetto pict2e:
      `
      \documenclass{…}
      …
      \usepackage{pict2e}[2009/06/01]
      …
      \newcommand*\duecerchibarrati{{\unitlength=0.2ex
      \begin{picture}(6,2)
      \put(2,1){\circle{2}}\put(4,1){\circle{2}}
      \Line(0,1)(6,1)
      \end{picture}}}
      …
      \begin{document}
      `

      Aggiusta il valore 0.2ex segnato in rosso a quanto più ti aggrada; poi puoi usare il comando \duecerchibarrati sia in modo testo sia in modo matematico con le sue dimensioni che cambiano a seconda del font in mezzo al quale il simbolo è stato posto.

      in risposta a: [risolto] righe verticali tabella + equazioni ruotata #56807
      OldClaudio
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        1) \toprule e compapgnia (i comandi di booktabs) non sono compatibili con i filetti verticali;
        quindi se proprio non puoi fare a meno dei filetti verticali, devi usare l’ambiente tabular “normale”, vale a dire usando i filetti orizzontali \hline; questi però sono troppo vicini al contenuto delle celle; quindi devi alzare l’altezza apparente di almeno una cella delle prima riga della tabella che si preceduta da un filetto orizzontale e devi aumentare la profondità apparente di almeno una cella che si trovi in una riga della tabella seguita da un filetto orizzontale. devi usare dei “pilastrini”. Con LaTeX si realizzano con dei comandi \rule di cui la larghezza sia impostata a zero punti, per cui:
        a) per aumentare l’altezza apparente usa \rule{0pt}{3ex}
        b) per aumentare a profondità apparente usa \rule[-1ex]{0pt}{0pt}
        Aggiusta i 3ex e il -1ex al valore che più ti aggrada conservando però le unità ex, così cambiando corpo dei font il tutto continua a funzionare correttamente.

        2) per ruotare qualcosa e se hai caricato il pacchetto graphicx )se no, caricalo) usa il comando
        \rotatebox{90}{materiale da ruotare}

        Il materiale da ruotare può essere anche tutto quello che serve per scrivere il tuo matricione da \begin{equation} a \end[equation} includendo il \label se vuoi citare la matrice per “numero” di equazione.

        Documentazione: texdoc grfguide

        Non ti dimenticare mai della documentazione finché non la conosci a memoria 🙂

        in risposta a: Testo spezzato in ambiente mdframed #56729
        OldClaudio
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          No, non è facile scoprie l’esistenza di un carattere invisibile; e se lo si scopre è difficile scoprire che carattere sia.
          Tuttavia esistono degli editor esadecimali che permettono di aprire un file comunque fatto e “leggere” quello che c’è scritto dentro coma sequenza di coppie di cifre esadecimali; normalmente a destra di questa tabella c’è una tabella che indica i caratteri che corrispondono a caratteri ASCII stampabili. La lettura è molto difficile se non si è programmatori assembler o comunque se non si ha una grande pratica.

          Io invece uso un editor di puro testo, che forse potrebbe essere usato anche come editor per i file sorgente, ma io lo uso solo per scopi come quello che serve a te. si chiama TextWrangler. temo che esista solo per Mac, ma non sono sicuro; io ho un Mac, quindi per me va bene. Esso permette di visualizzare segni particolari al posto di tutti i caratteri invisibili. Se si confronta il segno particolare con la tabella dei segni che compare nel suo Help si riesce anche a scoprire di che segno si tratti. È comunque un’operazione molto difficile.

          Un’altra via è quello di aprire il file col solito editor per i file sorgente; mettere il caret all’inizio del testo sospetto e poi spostarlo con la freccia destra; ad ogni battuta del tasto della freccia il caret deve spostarsi di una posizione, se non si sposta(apparentemente) vuol dire che ha scavalcato un carattere invisibile; ecco allora la lente è quella dell’occhiale con il quale devi guardare lo spostamento del caret.

          [Il caret è quella sbarrettina verticale che normalmente sta fra due caratteri e segna il punto dove l’editor inserisce un carattere]

          in risposta a: il testo contenuto in \texttt esce dai margini #56753
          OldClaudio
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            … annottato…

            annottato?

            in risposta a: margini Classic Thesis #56741
            OldClaudio
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              ClassicThesis è caratterizzato dagli ampi margini legati al disegno del blocco del testo basato sul disegno del grande Bringhurst; se i margini non ti piacciono, non usare ClassicThesis.

              È come dire che vuoi usare una Rolls Royce, ma vuoi il frontale più basso, il baule più rientrato, il parabrezza più inclinato, le ruote più larghe, gli sportelli che si aprono nell’altro verso, le decorazioni interne in mogano invece che in radica di noce, e le maniglie di plastica invece che d’argento. [ho esagerato un pochino… 😀 ]
              Non guardare la RollsRoyce, cercati un’altra macchina che abbia le caratteristiche che vuoi o dove le modifiche costino di meno.

              in risposta a: il testo contenuto in \texttt esce dai margini #56749
              OldClaudio
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                Il font typewriter type impedisce la sillabazione, perché viene usato, appunto, nei listati dei programmi, oppure anche in mezzo al testo scritto in altro font per inserire alcune parole del linguaggio di programmazione di cui si sta parlando. È voluto, non è un difetto di LaTeX. Sarebbe improponibile parare di un linguaggio di programmazione con le parole del programma divise in sillabe quando il segno – può avere, e in effetti ha, altri significati in quel linguaggio; sarebbe una confusione completa.

                Per i listings il tuo linguaggio di programmazione consente certamente di spezzare gli statement su può righe, quindi rimaneggia il file sorgente affinché nessuna riga si più lunga di una settantina di battute, compresi gli spazi. Eventualmente specifica il corpo \small in listings usando le opzioni opportune e specifiche di quel pacchetto.

                Per il testo, o cambi fraseggio, oppure metti fuori corpo le parti scritte in tt, magari con un \begin{flushleft}…\end{flushleft}. Ricordati che il testo normale è abbastanza flessibile per essere modificato in maniera “creativa”; anche semplicemente scambiare un nome con il suo aggettivo, non cambia il significato della frase (se la lingua lo consente, e l’italiano lo consente) ma dando altre possibilità di elaborazione al programma di composizione per trovare i giusti fine riga di un capoverso difficile.

                Infine, ma questa è una soluzione estrema a cui ricorrere quando non si sa più a che santo votarsi, usa l’ambiente sloppypar specificando al suo inizio che accetti una \tolerance pari a 9999 (che per TeX è molto grande, ma non infinita):
                `
                \begin{sloppypar}\tolerance=9999\relax
                Capoverso con righe in tt che sforerebbero
                \end{sloppypar}
                `
                Il capoverso avrà degli spazi interparola molto maggiori degli altri capoversi, ma le righe verosimilmente non sforeranno più.
                Ovviamente la scelta di usare sloppypar è tua 🙂 ! Io ti ho dato la pistola, ma sei tu che la usi; io non c’entro se i risultati sono tipograficamente brutti, ti ho solo avvisato. 🙁

                in risposta a: [Risolto] Numerazione figure + Matrici “particolari&quo #56551
                OldClaudio
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                  Sei già stato aiutato da Enrico che ti ha detto dove guardare. Ti espando il suo messaggio:
                  se hai una mmacchian windows apri una finestra “Prompt dei comandi”; se hai una macchina Mac/Linuc apri un terminale. Dentro scrivici quello che ti ha detto Enrico
                  `
                  texdoc mathmode
                  `
                  e poi premi “Invio”.

                  Ti si apre il tuo programam di default per leggere i file in formato PDF; in effetti la prima schermata ti presenta la prima pagina del documento mathmode.pdf intitolato “Math mode”
                  e scritto da Herbert Voß.

                  In questo documento ci sono tutte le risposte alle tue domande; siccome sai leggere, sai cercare in un indice generale, cerca la pagina giusta e leggila. Ma è scritto in inglese! E be’? L’inglese collegato al sistema TeX è talmente semplice che lo capisce anche chi di inglese non conosce una parola. Le matrici ci sono, i comandi per produrle ci sono, le indicazioni di righe e colonne ci sono. Leggi, capisci e agisci!

                  in risposta a: Testo spezzato in ambiente mdframed #56724
                  OldClaudio
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                    Be’, allora ricordati che \sffamily è una dichiarazione che non vuole argomenti; quindi la graffa che ho segnato in rosso io e quella che hai segnato tu sono del tutto superflue. La dichiarazione è già dentro l’ambiente mdframed e quindi il suo effetto si esaurisce con la chiusura dell’ambiente.

                    Detto questo non so perché si succedano gli inconvenienti che segnali. ma quel gruppo (inutile) aperto prima che il medaglione possa essere spezzato, e poi chiuso nell’ultimo moncone, mi farebbero tremare le vene e i polsi se dovessi crearne io le macro che lo realizzano. Non ho letto tutta la documentazione di mdframed, ma se cominci a togliere quelle due graffe rosse non sbagli di sicuro e forse poni anche riparo agli inconvenienti.

                    in risposta a: Problema di formattazione #56717
                    OldClaudio
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                      Se usi pdflatex e hai immagini eps hai due possibilità:
                      1) o le converti a mano una a una con ps2pdf e pdfcrop
                      2) oppure aggiorni la tua versione di MiKTeX (o qualsiasi altra versione della distribuzione del sistema TeX); dalla fine del 2010 anche pdflatex accetta immagini eps.

                      Inoltre NON USARE MAI PER NESSUN MOTIVO FILE I CUI NOMI CONTENGANO DEGLI SPAZI!

                      Poi che cos’è questa porcheria:
                      `
                      \def\teff{$T\rm_{eff }$}
                      `

                      \rm è un comando di plain TeX, che era accettabile con LaTeX209, e rimane per compatibilità nelle classi standard; ma la tua classe mem non è una classe standard, quindi rischia di essere una bomba ad orologeria.
                      Non avrei nulla da dire se usassi la sintassi ortodossa di LaTeX (riservandoti la sintassi di TeX per quando sarai più esperto e saprai quello che stai facendo e i rischi che corri):
                      `
                      \newcommand*{\teff}{\ensuremath{T_{\mathrm{eff}}}}
                      `
                      Devo dire che anche \kms non mi piace, ma almeno non contiene errori grossolani:
                      `
                      \def\kms{$\mathrm {km s}^{-1}$}
                      `
                      potrebbe venire definito meglio con:
                      `
                      \newcommand*{\kms}{\ensuremath{\mathrm{km/s}}}
                      `
                      Meglio ancora se usassi un pacchetto come siunitx che ti permette di scrivere sempre le unità di misura in modo corretto e di fare tante altre cose utili, sia nel comporre i numeri, sia nel metterli in colonna nelle tabelle, sia nell’inserire spazi fini fra la misura e l’unità di misura, come richiedono le norme, eccetera.

                      in risposta a: Testo spezzato in ambiente mdframed #56722
                      OldClaudio
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                        Una domanda: che cosa ci sta a fare la solitaria parentesi graffa a peprta nel codice segnata in rosso:
                        `
                        \begin{mdframed}
                        \sffamily{
                        {\bfseries\large Dialettica}
                        \medskip
                        \end{mdframed}
                        `

                        Che sia quel gruppo aperto e non chiuso che provoca gli inconvenienti che lamenti?

                        in risposta a: Alle prime armi… #41987
                        OldClaudio
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                          Mi sto accorgendo che la sillabazione non è perfetta.

                          -in primo luogo parole o frasi in inglese richiedono un’attenzione particolari
                          -parole come fornitori vengono sillabate come forn-itori invece che for-nitori

                          Come dovrei muovermi? Per ogni termine tecnico inglese uso \hypenation{parola}? E per le frasi in inglese?

                          Grazie per l’aiuto

                          Enrico ti ha già fatto la diagnosi e ti ha detto la cura.

                          Ma per essere sicuro al 100% che tu sia vittima di MiKTeX, apri il file .log del tuo documento (puoi usare lo stesso editor con cui scrivi i file sorgente .tex) e leggi nelle prime righe di quel file l’elenco delle lingue per le quali è abilitata la sillabazione; vedrai che italian non c’è. Dunque la cura è quella di abilitare al’italiano attraverso il pannello MiKTeX Settings, oppure, meglio ancora, seguire l’indicazione di Enrico di disinstallarti l’attuale MiKTeX installato sulla tua macchina e di metterci al posto MiKTeX 2.9 COMPLETO, non la versione base, ma COMPLETO!

                          in risposta a: Simboli #56649
                          OldClaudio
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                            E che ne diresti di questi composti con il banale ambiente picture di LaTeX senza bisogno di ricorrere a comandi esterni”
                            `
                            \documentclass{…}
                            …
                            \usepackage{pict2e}[2009/06/01]
                            …
                            % comandi \sqwave e \sawtooth
                            \newcommand*\sqwave[1][0.125ex]{{%
                            \unitlength=#1\relax
                            \picture(20,10)
                            \polyline(0,0)(6.5,0)(6.5,15)(13,15)%
                            (13,0)(19.5,0)
                            \endpicture}}

                            \newcommand*\sawtooth[1][0.125ex]{{%
                            \unitlength=#1\relax
                            \picture(20,10)
                            \polyline(0,0)(6.5,0)(6.5,15)(13,0)%
                            (19.5,0)
                            \endpicture}}
                            `

                            Nota che entrambi i comandi ti generano il disegno on the fly; l’argomento facoltativo ti può servire per farli di dimensioni diverse da quelle di default, che sono in proporzione con il font in uso Se scrivi con un certo font con una cera dimensione ex ti viene il disegnino di una certa dimensione; se cambi font con una ex diversa il disegnino cambia corrispondentemente di dimensione.

                            Naturalmente puoi ottenere lo stesso effetto con TikZ; con metapost ottieni il diegno che ti ha suggerito Enrico e puoi trovare da solo come inserirlo nel testo con le dimensioni cambiate in modo adeguato.

                            Come vedi c’è solo l’imbarazzo della scelta.

                            in risposta a: immagini nella tabella #56589
                            OldClaudio
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                              Perché non dai una occhiata all’Introduzione (link in alto in questa pagina); c’è un itero paragrafo def=dicato alle figure inserite nelle tabelle.

                              in risposta a: Simbolo forza elettromotrice #56582
                              OldClaudio
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                                Nell’Introduzione(link nella pagina qui sopra) c’è un completa nomenclatura tratta dalle norme; anche la forza elettromotrice vi è elencata, e non è il caso di inventari delle notazioni nuove quando ci sono quelle codificate.

                                in risposta a: Tabella #56570
                                OldClaudio
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                                  E, orrore! orrore!, non mettere el unità fra parentesi quadre.

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