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No, \\ non c’entra niente.Quelle righe hanno la colla (o gomma) un po’ larga (essenzialmente lo spazio fra le parole) e quindi appare uno spazio bianco eccessivo fra una parola e l’altra.
Le cause possono essere molteplici; di solito si risolvono riformulando il capoverso; però ci sono situazioni, come la composizione i colonne strette, dove non è possibile riformulare il capoverso, perché è la colonna stratta che richiede più elasticità nella composizione; in questo caso sarebbe meglio comporre ragged right, magari usando il pacchetto ragged2e che lascia una tolleranze sulla lunghezza della riga in po’ inferiore a quella lasciata dal comune comando \raggedright, e talvolta, ragged2e, inserisce anche qualche punto di cesura.
Se scrivi qualcosa in carattere typewriter, ricordati che per questo è vietata la sillabazione; le righe che contengono tratti scritti in typewriter type (\ttfamily} di solito presentano gravi difetti di composizione.
Mandami un messaggio personale (qui in basso c’è il bottoncino mp per farlo) accludendo un file sorgente con il preambolo e un qualsiasi capoverso che ti mostri questo problema; è chiaro che come una rondine non fa primavere, un solo capoverso non fa la regola. Tuttavia merita vedere che cosa c’è sotto.
Grazie; aspetto i messaggio personale.
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Il “leggermente rientrato’ fa pensare ad uno spazio spurio, di quelli che entrano dentro dopo un graffa chiusa senza essere in modo verticale. per esempio: la tua figura ha una riga vuota prima di \begin[figure} e una riga vuota dopo \end{figure}?Per esempio nel file sorgente il capoverso che comincia leggermente rientrato da che cosa é preceduto” da qualcosa che finiscee con una graffa chiusa, seguito da un “a capo”.
Devi dare la caccia agli spazi puri.
Non ha senso dire che “Aggiungo che ho impostato l’indentazione solo della prima linea di un nuovo capoverso.” che cosa vuoi dire? che hai caricato il pacchetto indentfirst? se è così hai abilitato il rientro della prima riga del primo capoverso di un paragrafo o di ogni sezione. Per il resto gli altri capoversi successivi al primo hanno sempre la prima riga rientrata quanto la prima riga del primo capoverso quando è stato caricato quel pacchetto indentfirst.
Se un “capoverso” risulta “leggermente rientrato:, non è un capoverso, ma quello che segue una qualche struttura che termina con una graffa chiusa a sua volta NON seguita da un segno di commento.
13 Febbraio 2011 alle 9:36 in risposta a: Problemi con didascalia tabella e gruppi di immagini. #55591::
Sì, usi il pacchetto graphicx che ti fornisce il comando \rotatebox,; nel primo argomento metti l’angolo di rotazione, nel secondo l’oggetto da ruotare. Accetta un argomento facoltativo per specificare il centro di rotazione. Documentazione:Da prompt dei comandi: texdoc grfguide
Ti confesso che io non o mai usato sidewaystable, perché ruota nel verso “sbagliato” sulle pagine pari. Sbagliato significa con la didascalia verso il margine esterno, mentre le tabelle e le figure ruotate di 90º dovrebbero venire ruotate solo in senso antiorario indipendente dalla pagina su cui avviene la rotazione. Io uso sempre questa strada che non è così più complicata dell’uso del pacchetto già predisposto.
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Be’, visto che hai usato un preambolo preconfezionato tieni presente questo:1) non è mai conveniente caricare pacchetti che non servono, si rischia solo di avere dei ocnflitti; vale la pena di correre il rischio se il pacchetto serve veramente.
2) togli le chiamate ai pacchetti che vengono già chiamati da altri pacchetti:
Codice:`
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{latexsym}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{eucal}
\usepackage{eufrak}
\usepackage{stackrel}
\usepackage{enumitem}
`Puoi quindi cancellare i due pacchetti marcati in rosso, perché il primo viene già chiamato da amssymb, e le prestazioni del secondo sono già fornite degli altri due. Il secondo è un cosiddetto “legacy package” e serve, caso mai fosse necessario, per far andare vecchi file composi prima del 1994 con il vecchio LaTeX209. Oggi non deve più venire usato: basta chiamare amssymb e si ottiene tutto e di più.
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Oso rispodere anche senza mai avere usato il pacchetto nomencl; La documentazione dice che per usarlo bisogna ad un certo punto mettere in ordine le voci della nomenclatura e a questo scopo serve bene l’uso del prefisso che viene richiesto opzionalmente nel comando \nomenclature e che viene prefissato alla voce da indicizzare nel modo che si preferisce;Ora tu scrivi{
`
\printnomenclature[2.5cm]
\nomenclature[X]{$\mathds{A}$}{spiegazione A}
\nomenclature[X]{$\mathbf{B}$}{spiegazione B}
`
e in questo modo la sort key (la chiave di ordinamento) diventa rispettivamente
`
X$\mathds{A}$
X$\mathbf{B}$
`
e perciò la prima voce si trova alfabeticamente dopo la seconda voce, come tu giustamente ti lamenti che accada, ma se tu iscrivi:
`
\printnomenclature[2.5cm]
\nomenclature[XA]{$\mathds{A}$}{spiegazione A}
\nomenclature[XB]{$\mathbf{B}$}{spiegazione B}
`
le chiavi di ordinamento diventano rispettivamente:
`
XA$\mathds{A}$
XB$\mathbf{B}$
`
quindi la prima voce cade alfabeticamente prima della seconda.Senza verificare sul campo, mi sembra che questa sia la soluzione che tu cerchi, ma naturalmente avendo un prefisso di due lettere devi stare attenta a come lo usi nelle altre voci.
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Lorenzo, condivido la tua posizione, ma c’è un problema: a non seguire il mio consiglio rischi di aspettare 5 anni prima che Johannes Brahms provveda a eseguire la correzione.Siccome le mie collaborazioni con il TUG datano dall’inizio degli anni ’90, quando ho fatto l’upload della sillabazione italiana, so benissimo che nei primi anni del 2000 Johannes rispondeva, agiva, sgridava, correggeva, aiutava, consigliava. {poi a un certo punto, pur rimanendo gelosamente responsabile quasi unico del sistema linguistico del sistema TeX, è virtualmente sparito; tra il 2005 e il 2008 c’è stato un solo aggiornamento di Babel; raramente ci sono degli aggiornamenti del file ldf (descrizione di una lingua (recentemente ho visto aggiornare il file relativo al croato) ma altrimenti non si muove nulla. Uno dei collaboratori al progetto polyglossia mi dice che polyglossia non esisterebbe se Johannis facesse qualche cosa.
Dunque, non correggere il proprio file secondo il mio consiglio, per una correzione assolutamente banale, e andare avanti con un file di sistema che non verrà presumibilmente aggiornato per anni, rischia di passare per un comportamento masochistico.
Chiunque altro che legge questo forum può evidentemente seguire il mio consiglio, non è una cosa riservata per me o per gli amici e conoscenti; invito a diffondere la notizia a tutti, anche nei forum internazionali. e non lo dico solo per difendere il mio lavoro di analisi, prognosi e terapia, ci mancherebbe altro. Chiunque trovi un errore vero e lo segnali, secondo me è sempre il benvenuto; se il manutentore ufficiale provvede prontamente, tanto meglio.
Ciao
Claudio
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I percorsi sono relativi alla cartella dove risiede il main file, quindi quando pdflatex legge questo codice
`
\begin{center}
\lstinputlisting{../source_code/point_class/point.h}
\begin{figure}[h!]
\caption{\code{Point} class interface}\label{code: pointinterface}
\end{figure}
\end{center}
\begin{center}
\lstinputlisting{../source_code/point_class/point.cpp}
\begin{figure}[h!]
\caption{\code{Point} class implementation}\label{code: pointimplementation}
\end{figure}
\end{center}
`
il comando ../ fa risalire il riferimento alla cartella precedente a quella del main file.
metti un punto solo e non dovresti avere più problemi (spero)
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Allora, ragazzi, ci sono; I due spazi nascono da uno o due spazi dopo graffe chiuse non eliminati con i commenti dopo le due graffe.L’errore è nel file babel.def; io ho il sistema TeX aggiornato a due o tre giorni fa, quindi dovrei avere l’ultimissima versione di tutto quello che è distribuito worlwide; quindi ho lo stesso filei latin.ldf che avete voi e lo stesso babel.def che avete voi con la specificazione 2008/07/06 v3.8l .
In questo file ci vuole un % a fine riga nelle due righe numerate 191 e 246
che devono leggersi rispettivamente:
riga 191:
`
\fi}% <-------------- spazio ` riga 246: ` \csname normal@char\string##1\endcsname}% <------ spazio ` Potete correggere i vostri file babel.def, salvandoli nel vostro albero personale. Per la verità non sono sicuro che ci vogliano entrambi i commenti, mi pare che quello essenziale sia il secondo, ma metterci anche il primo non disturba niente e nessuno Io intanto vedo di segnalare i bug alla commissione; incrociamo le dita... Ciao Claudio::
Lorenzo, non c’è niente da stupirsi dei gli esempi commentati bloccano il programma; semplicemente non sono definiti; Troveresti el tue risposte più rapidamente se aprissil il file latin.ldf e andassi a vedere che cosa c’è scritto dentro. Non è sempre facile capicri qualcosa, ma in questo caso si andrebbe a vedere il comando \ProsodicMarks, che definisce il significato ei segni ^ e = quando sono attivi; vedresti che ^a è una scorciatoia per scrivere più rapidamente \u{a}; ci sono analoghe definizioni per le altre quattro vocali; ci sono anche le definizioni che funzionano da scorciatoie in matematica, anche se dubito che un latinista che scrive un grammatica latina o un vocabolario mono o bilingue latino scriverebbe anche della matematica con simboli così complessi.Però questo spiega la risposta di Enrico.
Ciao
Claudio
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