OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,576 al 10,590 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: [RISOLTO] Label a coppia di equazioni #55016
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Scrivo un mucchio di macro per i miei usi e consumi, e spesso evito i \begin e \end negli ambienti che creo io, perché accelero un pochino l’esecuzione; la ratio sta nele fatto che \begin e \end creano delle sequenze di controllo che permetto a LaTex di eseguire la diagnostica; inoltre creano dei gruppi con \begingroup e \endgroup. Probabilmente sono questi gruppi che danno fastidio al codice e talvolta è pericoloso toglierli. Inoltre il comando \newenvironment{pippo}{apertura}{chiusura} in realtà crea due comandi \pippo ed \endpippo che vengono attivati dai comandi \begin ed \end quando gli ambienti vengono usati in modo normale.

      Quindi il mio modo di procedere, in questo caso, è stato quello del bricoleur, non propriamente ortodosso. Non invito nessuno a seguire questo modo di procedere a meno che non sappia esattamente che cosa ci sta dietro.

      in risposta a: Problema stampa bibliografia #55000
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Il comando \Ars (che scrive il titolo della rivista del GuIT con la A iniziale leggermente ruotata a destra) è definito nel pacchetto guitlogo.sty, distribuito assieme ad ognni distribuzione complete del sistema TeX, per esempio con TeX Live, probabilmente anche con MiKTeX.

        Per caso, dopo la segnalazione di \Ars undefined control sequence premi il tasto X?

        Oppure il tuo shell editor è configurato per non arrestarsi agli errori e di tagliare la compilazione al primo errore che trova?

        Che cosa c’è scritto nel file log dopo che ti ha trovato l’errore circa la mancata definizione di \Ars?

        Caricando il pacchetto guitlogo, non ti da più l’errore in merito ad \Ars e poi ti stampa la bibliografia?

        in risposta a: Modelli di tesi pronti per l’uso #36703
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          I file .sty si prono e si “modificano” usando lo stesso editor che usi per scrivere i file .tex dei tuoi documenti, con una sola piccola avvertenza: I FILE .STY SCRITTI DA ALTRI NON SI DEVONO MAI MODIFICARE.

          Se vuoi, puoi ridefinire i comandi che ti interessano e questo lo fai nei TUOI file, nel preambolo, dopo aver caricato i file .sty di cui vuoi modificare qualche cosa.

          Introduzione (link qui sopra) , capitolo 14, in particolare gli ultimi paragrafi.

          in risposta a: [RISOLTO] Label a coppia di equazioni #55014
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            A me funziona togliendo i \begin e \end dagli ambienti interni:
            `
            \newenvironment{sistemaeq}[1]{%
            \subequations\label{eq:#1}\empheq[box=\fbox]{align}
            }{%
            \endempheq\endsubequations}
            `

            Ti giuro che non so perché succeda così, ma almeno funziona.

            in risposta a: Opzioni pacchetto lettrine #55011
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              In ogni caso sia nella documentazione di lettrine sia nell’introduzione c’è scritto che questo pacchetto funziona correttamente solo con font che hanno un solo corpo ottico. I font delle collezioni CM, EC, CM-super, LM hanno diversi corpi e per farli funzionare correttamente bisognerebbe caricare type1ec che permette a lettrine di funzionare, ma peggiora visibilmente la resa dei font più grandi (vengono troppo neri) e più piccoli (vengono troppo chiari).
              D’altra parte il fatto che le lettere ti vengano sgranate, mi fa supporre che tu non abbia installato i font CM-super che sostituiscono la versione vettoriale degli EC, e non abbia installato nemmeno gli EC vettoriali. Ti consiglio, quindi, di usare il pacchetto lmodern che ti permette di comporre con gli ottimi Latin Modern vettoriali che sono certamente installati di default anche con la MiKTeX2.8.

              Poi segui il consiglio di Enrico; anzi segui la sua seconda parte: installa TeX Live 2010 per Windows e vivi felice.

              in risposta a: tabelle: testo a capo e grassetto #54683
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                In ogni caso creare una tabella con due colonne, entrambe larghe 0.5\columnwidth produce una tabella di larghezza maggiore di 2*(0.5\columnwidth)=\columnwidth, perché non tiene conto delle spaziature fra colonne, e prima della prima e dopo l’ultima colonna.

                Quindi una tabella così composta non può essere centrata bene e dà luogo ad una pagina troppo larga

                Forse si potrebbe specificare la larghezza della colonna con \dimexpr (\columnwidth-2\tabcolsep)/2\relax per ridurre di quel che serve la larghezza di ciascuna colonna affinche la tabella occupi tutta la larghezza della colonna senza fuoriuscire dai margini.

                in risposta a: Modifiche a caption e sidecap #54973
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Nota che 50$ o 50 € non sono proprio la stessa cosa, ma il liblo comunque sia li vale fino all’ultimo centesimo; si tratta di un malloppo di circa 1200 pagine: a quel prezzo è regalato. Lo so che 50€ sono sempre un gruzzoletto, ma tra i tanti che più o meno spendiamo per cose futili o transienti, 50€ si riesce sempre a farli uscire per un cosa che vale davvero.

                  in risposta a: Come scrivete “teorema” #25946
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Il Chicago manual of style (oppure, all’ingllese, The Chicago Manual of Style) — nel seguito CMS — dedica praticamente l’intero capitolo 7 alla scrittura di vari tipi di nomi e sulla loro possibile capitalizzazione (scrittura con l’iniziale maiuscola). Tra l’altro afferma che gli americani più che gli inglesi oggi sarebbero più inclini ad usare un minor numero di casi di capitaliazzazione. La mia personale esperienza di lettura mi lascia perplesso su questa affermazione, ma qui è una sensazione, non un fatto.

                    Ai capoversi 7.139, 7.140, 7.141 il CMS descrive la capitalizzazione dei termini che si riferiscono a parti di libri e afferma che le parole del tipo di: foreword, preface, introduction, contents, appendix, glossary, bibliography, part, index, chapter, vanno scritti senza capitalizzazione;

                    Al capoverso 7.146 afferma che le parti di un poema o di un’opera teatrale: canto, stanza, act, scene vanno scritti senza capitalizzazione.

                    Al capoverso 7.120 afferma che: Only proper names attached to nams of laws, theorems, princiles, and the like are capitalized. E infatti elenca:
                    Boyle’s law
                    Avogadro’s theorem.
                    Plank’s constant
                    Einstein’s general theory of relativity
                    Newton’s first law

                    Nel capoverso 11.7 si afferma che la parola figure” non subisce la capitalizzazione e che non va mai abbreviata se non nei riferimenti parentetici. Non ho cercato il capoverso dove si dicono le stesse cose per le tabelle, ma nell’uso il CMS tratta la parola table come la proal figure.

                    Lo stesso vale per la parola equation.

                    Ovviamente quando si scrivono i teoremi, lemmi definizioni,ipotesi, regole, congetture e simili, il loro titolino comincia con una lettera maiuscola e lo mette in evidenza solitamente in maiuscoletto. Capoverso 13.44.

                    in risposta a: Come scrivete “teorema” #25944
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      I gusti sono gusti ma… Teorema di Pitagora oppure teorema di Pitagora vogliono dire esattamente la stessa cosa solo che il primo a me puzza di angloamenricano.

                      Come noto io sono assolutamente contrario alle iniziali maiuscole per i nomi comuni quando si scrive in italiano; quando si scrive in inglese le maiuscole di usano a proposito e a sproposito; anche Knuth usa l’iniziale maiuscola nelle frasi introdotte dai due punti, tipica abitudine americana. Conoscete tutti il fatto che in inglese si scrive “…in Fig.2.6…” mente in italiano si scrive “…nella figura 2.6…” (troppo spesso, purtroppo, si usa la preposizione semplice invece della preposizione articolata). Naturalmente in tedesco la maiuscola è comunque obbligatoria per tutti i nomi e l’ambiguità fra teorema e Teorema non si porrebbe nemmeno.

                      Per fortuna di tutti, mentre esistono delle tradizioni consolidate per le iniziali maiuscole dei nomi delle opere, non esistono tradizioni di nessun genere per i teoremi; io preferisco affidarmi alla grammatica che dice che i nomi comuni iniziano con la minuscola e i nomi propri con la maiuscola.

                      Mutatis mutandis, io non scriverei mai Palazzo Grassi (il noto palazzo di Venezia), ma scriverei palazzo Grassi, e similmente il duomo di Milano, il ponte di Rialto, l’autovettura Punto, la moto Benelli, il treno Freccia Rossa, l’aereo Concord, ma scriverei il Colosseo, l’Altare della Patria, la Mole Antonelliana.

                      in risposta a: Come scrivete “teorema” #25941
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Sono propenso a teorema sempre minuscolo: “teorema di Pincopallino” e se citi nome e numero fa lo stesso, sempre minuscolo.

                        Capisco il rispetto per Pincolallino, ma non è la stessa cosa parlare di un teorema, benché unico e associato al nome di Pincopallino, e un’opera, diciamo La Gioconda di Leonardo da Vinci, che per giunta, secondo le migliori consuetudini tipografiche, andrebbe scritta in corsivo. Teorema, secondo me, resta sempre un nome comune, non un nome proprio dell’opera.

                        in risposta a: Rientro sulla prima riga #54915
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Non so come la vuoi mettere…

                          Certo è che quello che scrivi è scritto in un inglese maccheronico e in un LaTeX altrettanto maccheronico. 😯

                          Potremmo darti una mano con LaTeX, ed Enrico gentilmente ti ha già dato un esempio di rimessa in sesto del testo del precedente messaggio sia come inglese sia come LaTeX.

                          Ma, ricevuto un esempio, segui il modello. ❗

                          in risposta a: Underfull \vbox #36884
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::

                            `Underfull \vbox (badness 3158) has occurred while \output is active
                            Underfull \vbox (badness 1097) has occurred while \output is active`

                            quando compilo mi da questi 2 avvisi che però non credo vadano a inficiare il risultato finale, però se qualcuno lo sa può dirmi come eliminarli??

                            Si tratta solo di avvisi piuttosto innocenti che informano il compositore (te, nella fattispecie) che ci sono due pagine che presentano un piccolo grado di “bruttezza”.

                            Ti da fastidio vedere queste informazioni? Metti nel preambolo il comando
                            `\vfuzz4000`

                            Vuoi sapere perché ci sono due pagine con una eccessivo allargamento della gomma verticale tale da segnare una bruttezza al massimo del valore 3158?

                            Devi prima sapere che cos’è la bruttezza; è un parametro che grosso modo rappresenta di quanto TeX ha dovuto dovuto allargare la gomma complessiva della spaziatura verticale per allineare la pagina al fondo del blocco del testo. Precisamente la bruttezza è proporzionale al cubo dell’ammontare dell’allargamento rispetto al disponibile, cioè è proporzionale al cubo del rapporto fra l’allungamento che è stato necessario imporre alla gomma, rispetto a quanto la gomma era disponibile ad essere allargata.

                            Se tutte le righe della pagina fossero alte nelle stesso modo e l’altezza del testo \textheight fosse un multiplo intero dell’altezza della riga, (è solo una mezza verità) non ci sarebbe nessun bisogno di allargare la colla. Se la pagina contiene alcune cose la cui altezza non è un multiplo intero dell’altezza della singola riga, TeX è costretto ad allargare al colla.

                            Gli oggetti che possono avere altezze diverse da multipli interi di una riga di testo sono moltissimi, dalle equazioni, alle figure, tabelle, titoli si \section, \subsection, eccetera.

                            La colla da allargare generalmente si trova prima o dopo gli oggetti fuori testo, come le equazioni, le figure, le tabelle, i titoli delle \section, \subsection, eccetera; ma si trova anche un poco di colla nello spazio che precede ogni capoverso.

                            Inoltre esistono i vincoli per le righe vedove e le righe orfane; una riga vedova è l’ultima riga di un capoverso solitaria all’inizio di una pagina; una riga orfana è la prima riga di un capoverso solitaria alla fine di una pagina. Inoltre i titoli delle sezioni non possono essere separati dal primo capoverso del loro testo; quindi per evitare righe orfane il titolo di un paragrafo deve essere seguito da almeno due righe di testo del primo capoverso prima che possa aversi un cambio di pagina (e sempre che il capoverso non sia di sole tre righe — perché?),

                            Ne segue che per evitare le righe vedove ed orfane e per evitare salti di pagina dopo il titoli delle sezioni, TeX preferisce allargare la colla presente un una data pagina per poter spostare qualche riga nella pagina successiva.

                            Questo lungo spiegone, forse troppo tecnico, ti fa intravedere la complessità dei calcoli che TeX esegue dietro le quinte per comporre nella maniera eccellente che tutti conosciamo; naturalmente non sempre fa quello che ci piacerebbe che facesse e talvolta (quasi sempre) siamo noi a sbagliare le nostre pretese rispetto a quanto TeX sa fare eccellentemente da solo.

                            Spesso non è colpa altro che del testo; magari spostando una frase, aggiungendo un aggettivo (possibilmente non pleonastico) riformulando una frase, si riesce ad ottenere l’utile e il dilettevole (TeX compone il nostro testo come vogliamo noi e anche come vuole lui).

                            Tuttavia conoscendo le cause della formazione di scatole verticali (o orizzontali) troppo vuote, da un lato sappiamo come comportarci e nel caso possiamo ignorare i Warning come quelli che hai ricevuto tu; Se la badness valesse 10000 (nel gergo di TeX 10000 vuol dire “infinito”) allora dovremmo preoccuparci, altrimenti impostare \hfuzz e \vfuzz a valori di poche migliaia ci permette di non essere disturbati da informazioni spesso del tutto trascurabili; Non le dovremmo trascurare solo per una composizione perfettissima; talvolta TeX ci riesce, talvolta dobbiamo dargli una mano.

                            in risposta a: Rientro sulla prima riga #54905
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Ci sono due errori:
                              1) una riga vouta, vietata nelle equazioni che non sono divisibili in capoversi
                              2) inconsistenza dei \begin e degli end: in particolare ci sonto tre \begin{aligned}
                              e due \end{aligned.

                              Forse volevi scrivere questo?
                              [code}
                              \begin{equation*}
                              \begin{aligned}
                              &\left.\begin{aligned}
                              &\text{Current in superconductor flow only on the surface.}\\
                              &\text{Inside the material is no current.}
                              \end{aligned}
                              \right\}&
                              \left(
                              \begin{array}{cc}
                              &\text{prove in calculation}\\
                              &\text{using } \nabla\times\overline{B}=\mu_0\overline{f} \text{(2.1)}
                              \end{array}\right )
                              \end{aligned}
                              \end{equation*}
                              [/code]

                              Io però non capisco che cosa vuoi dire con quelle espressioni allineate, indipendentemente dalla scrittura della matematica; forse è spiegato nel testo che precede o che segue quell’equazione non numerata, ma ti consiglio di scrivere in modo più semplice, e non come faresti su un quaderno di appunti o sulla lavagna.

                              in risposta a: Consiglio interlinea #54898
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Se si tratta di poche righe, lascerei stare.

                                In alternativa c’è un trucco non sempre usabile: se la notazione particolare da usare sporge un poco, poco, poco, sopra l’altezza della riga, e sopra non ha coaratteri con discendenti, si pu`p racchiudere la notazione particolare come argomento del comando \smash, il cui scopo, coma dice il nome, è quello di far apparire il suo contenuto come se fosse di altezza nulla. Sapendo questo e sapendo che ciò che è racchiuso nell’argomento di \smash non può venire di viso in fin di riga, sta te te sperimentare e vedere se ti serve a qualcosa.
                                Il pericolo è che le parti superiori interferiscano con la riga precedente, o che le parti inferiori interferiscano con la riga seguente, Se non c’è nessuna interferenza, direi che la soluzione di \smash è preferibile alla interlineatura automatica prodotta dal motore di composizione.

                                in risposta a: Puntini verticali in una matrice #54843
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Questa è una porcheria, ma se proprio devi mettere i puntini, questo è il meglio che sono riuscito a confezionare:
                                  `
                                  \documentclass{article}
                                  \usepackage{amsmath}

                                  \makeatletter
                                  \newcommand*{\vdotsfill}[1][0]{%
                                  \ifdim#1\p@=\z@\relax
                                  \else
                                  \hskip\arraycolsep\raisebox{-1.66\dp\strutbox}{%
                                  \dimen@=\dimexpr \ht\strutbox+\dp\strutbox \relax
                                  \vbox to 1.66\dimen@
                                  {\xleaders\vbox to.33em{\vss\hbox{.}\vss}\vfill}}\hskip\arraycolsep
                                  \fi
                                  }

                                  \begin{document}
                                  \arraycolsep=4pt
                                  \leavevmode
                                  \begin{equation}
                                  \left(
                                  \begin{array}{cc@{\vdotsfill[7]}ccc@{\vdotsfill[7]}cc}
                                  a_{1,1} & \dots & a_{1,m} &\dots & a_{1,n} & \dots & a_{1,p} \\
                                  \hdotsfor{7} \\
                                  a_{m,1} & \dots & a_{m,m} &\dots & a_{m,n} &\dots & a_{m,p} \\
                                  \vdots & \vdots & \vdots&\ddots&\vdots & \vdots& \vdots \\
                                  a_{n,1} & \dots & a_{n,m} &\dots & a_{n,n} &\dots & a_{n,p} \\
                                  \hdotsfor{7} \\
                                  a_{p,1} & \dots & a_{p,m} &\dots & a_{p,n} &\dots & a_{p,p} \\
                                  \end{array}\right)
                                  \end{equation}

                                  \end{document}
                                  `

                                  Il file rappresenta un documento minimo compilabile; se ti va non hai che da copiare la definizione di \vdotsfill e usarla come l’ho usata io nell’esempio.

                                  Per la verità credo che ci siano modi più eleganti di affrontare il problema, sebbene io stesso abbia visto qualche volta delle matrici suddivise così; non che siano un modello di buona tipografia, ma…

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,576 al 10,590 (di 11,287 totali)

                                Go to top