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Questo thread è nato per usare i Garamaond Simoncini, mi pare, poi l’argomento si è diluito con aspetti tecnici, essenziali, ma che hanno spostato il fuoco del discorso.
Sul numero 2010/31 di TUGboat è appena uscito un magnifico articolo scritto da Christophe Caignaert, A story of kpfonts, che ho trovato eccezionale. L’autore spiega come sia rimasto coinvolto nell’adattamento dei Garamond e di altri font vettoriali ai suoi gusti (opinabili, condivisibili, non condivisibili, dipende appunto dai gusti) che è sfociato nei kpfonts, specialmente adattati all’uso di LaTeX sia per il testo, sia per la matematica, sia per gli scritti “tecnici” sia per quelli letterari. Contiene anche le legature ct e st e la Q a coda lunga, contiene due varianti di maiuscoletto, quello con le “minuscole” alte come le minuscole tonde e le “minuscole” alte una media fra le maiuscole e le minuscole del tondo –una adatta ai nomi e l’altra agli acronimi (sono maiuscoletti veri); ci sono i numeri “minuscoli” sia per il testo sia per la matematica. Tra file tfm, file pfb, encoding OT1 e T1, famiglie tonda, bastoncino e typewriter, font matematici, greco inclinato e greco diritto, tutti i simboli compresi quelli di AMS, serie chiara, media e nera, e font virtuali con i rispettivi file vf, sono quasi 2000 file 🙄Io sono rimasto molto favorevolmente impressionato; cerco di mettermi nei panni di un letterato e penso che ogni letterato che li provi potrebbe trovarsi molto bene. Tuttavia capisco che i gusti sono gusti; per esempio trovo questi font particolarmente leggibili, ma decisamente più larghi di quelli a cui sono abituato, ma ritengo che si tratti di font adattissimi alla lettura continua di lunghi documenti; la loro apparenza con o senza legature antiche è adattabile sia a testi moderni sia a testi classici. Insomma mi piacerebbe che venissero provati anche da altri e che ci scambiassimo le nostre impressioni. forse varrebbe la pena di aprire un nuovo thread?
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Se ho capito bene vuoi la botte piena e la moglie ubriaca. 😀Hai diversi cv (in italiano non si usa il plurale latino; non lo si è mai usato e la moda di scrivere curricula è nata da quando lo stile americano imperversa; gli angloamericani usavano i plurali latini anche in altri nomi ma ora usano il loro plurale regolare con la s, ma curriculum a quanto apre per loro fa eccezione. In italiano qualunque vocabolario ti dice che è invariante, anche se molti, oggi, ti indicano anche il plurale latino, perché oggi i lessicografi, a quanto pare, registrano l’uso dell’italiano senza più dare indicazioni di correttezza o di registro. se ti piace il plurale allora usa la parola italiana “curricolo”, ma non usare la locuzione curricolo vitae, che è un misto inaccettabile; piuttosto curricolo professionale, curricolo degli studi) da inviare a destinatari diversi, non usare uno solo file.
Apri un curricoloA.tex e copialo in curricoloB.tex e modifica il secondo come ti conviene per il particolare destinatario. Poi certo può definire comandi come \bfLaTeX, in modo da avere \LaTeX in nero, quindi ti risparmi di scrivere \textbf{\LaTeX}, ma dove aggiungere bf o \textbf lo devi fare a mano perché LaTeX non può sapere in quale capoverso \LaTeX va scritto in chiaro e dove va scritto in nero.
Così avrai anche il vantaggio di avere i file sorgenti dei vari curricoli che hai mandato ai vari destinatari, che ti restano come record distinti nel tuo archivio e sai che cosa hai mandato a chi.
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Allora ricominciamo. Ti ho detto tutto o quasi tutto quello che dovresti fare. Lo ripeto.1) Gnuplot.
Se apri gnuplot e dai il comando help e poi terminal può scegliere fra una moltitudine di formati di uscita, evidentemente compreso il formato postscript (eps), ma anche altri formati come latex, mp ed altri. Siccome non uso più gnuplot da anni, no ho un esempio da mostrarti; quello che ricordo è che latex ti produce un file latex che contiene un ambiente picture da includere direttamente nel file .tex da compilare o con latex poi dvips e ps2pdf, oppure forse anche con pdflatex (la cosa dipende, mi pare, dal fatto che vengono usati dei comandi \special che contengono la specifica postscript em: forse pdflatex non è in grado di interpretali). Un altro formato possibile è il formato mp (metapost); se ricordo bene questo formato, con estensione .mp deve essere processato con metapost per ottenere un file con estensioni varie, ma lla distribuzione TeXLive contiene un eseguibile/applicazione che si chiama mp2pdf (o mptopdf) che elabora il file mp producendo direttamente un file pdf smarginato (senza margini bianchi attorno); con il mio editor per Mac, se scelgo come motore di composizione “metapost”, mi lancia il file mp attraverso mp2pdf e ottengo direttamente il pdf, senza bisogno di altre trasformazioni; tuttavia la cosa può anche essere fatta a mano dal terminale.2) formato delle immagini.
il motore di composizione latex accetta solo le immagini con estensione .eps.
Il motore di composizione pdflatex accetta di default le immagini con estensioni (e formati) .pdf, .png, .jpg, .mps. Da quando l’eseguibile pdftex ha il numero di versione 1.40 (o successivo) esso è in grado di eseguire anche dei comandi di sistema, purché nella linea di comando (anche quella della configurazione di texmaker o di qualunque altro editor) ci sia indicata l’opzione -shell-escape. Per sapere se il tuo pdflatex ha queste capacità compila con pdlatex un file .tex minimale, per esempio il solito piccolo file che scrive hello world!
`
\documentclass{minimal}
\begin{document}
Hello world!
\end{document}
`
che salvi con il nome helloworld.tex; lancia pdflatex e poi apri il file helloworld.log; leggi la prima ventina di righe; Nelle primissime c’è scritto il numero di versione del motore pdftex, segue poi l’indicazione se lavora in extended mode e se write 18 è attivo (enabled) (eventualmente ci può essere scritto “restricted write 18 enabled”; va bene lo stesso, anzi meglio); poi seguono le lingue per le quali sono stati preinstallati i pattern di sillabazione [occhio: se manca dall’elenco “italian”, datti da fare immediatamente per inserire la sillabazione italiana — qui sul forum ci sono molti thread che spiegano come installarla su ubuntu e su altri sistemi linux/debian].
Se c’è scritto “write 18 enebled” sei a cavallo; predisponi il tuo file .tex in modo che tra i pacchetti letti ci sia anche epstopdf. In questo modo pdflatex è in grado di assorbire anche i file .eps. Se invece c’è scritto “restricted write 18 enabled”, allora ancora meglio; pdflatex è in grado di leggere e convertire da solo i file .eps in file .pdf senza bisogno di specificare niente. Disponendo della tua figura o2.eps nella cartella pippo/, apri il terminale e vai nella cartella pippo/ In questa cartella creati il file odue.tex così:
`
\documenclass{article}
\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\includegraphics[width=.5\textwidth]{o2}
\end{document}
`
poi compila questo file con pdflatex. se la tua figura ti appare sul video sei a cavallo: fai la stessa cosa per il tuo rapporto/tesi/documento che stavi preparando. Se non ti appare aggiungi la chiamata al pacchetto epstopdf:
`
\documenclass{article}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{epstopdf}
\begin{document}
\includegraphics[width=.5\textwidth]{o2}
\end{document}
`
e riprova a compilare; se sul video ti appare la figura, se a cavallo e devi fare la stessa chiamata nel tuo documento.
Se ancora non ti appare la figura, vuol dire che write18 non è autorizzato; ma se la tua versione di pdftex è successiva o uguale a 1.40, prova a dare il comando da linea di comando:
`
pdflatex -shell-escape odue
`
Se la compilazione va a buon fine senza errori e se dai il comando acroread odue.pdf oppure xpdf odue.pdf dovresti vedere la tua figura o2.
Se infine nemmeno questo funziona dai da terminale il comando
`
epstopdf o2.eps
`
e questo ti produce il file immagine o2.pdf che poi pdflatex ti assorbe senza problemi.3) Le opzioni
Come hai visto nei miei esempi non ho mai specificato l’estensione del file grafico n´il driver per il pacchetto graphicx. Questo perché il motore di composizione sa perfettamente se sta componendo in latex o in pdflatex e sa caricarsi da solo il driver che gli serve; per te è più comodo perché non devi modificare il file sorgente in base al motore di composizione che usi; per lui è più comodo perché non si sbaglia.
Non specificare nemmeno l’estensione dei file grafici; il motore di composizione sa benissimo quali file con quali estensioni può aprire; se tu gli specifichi l’estensione metti in imbarazzo il motore di composizione se per caso nella cartella c’è un file che potrebbe elaborare ma non ha l’estensione che tu gli hai specificato.Ho ripetuto quello che ti avevo scritto in messaggi distinti; ora ce l’hai, adeguatamente esteso, raggruppato in un solo messaggio.
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`
\begin{figure}[!h]
\begin{center}
\includegraphics[scale=1]{o2.eps}
\end{center}
\end{figure}
`Questo codice può andare bene per latex che può leggere e inserie solo file eps. Ma NON devi mettere l’estensione. Se usi latex, questo cerca da solo il file 02.eps; se usi pdflatex esso cerca da solo o2.pdf, o2.png, o2.jpg, o2.mps e incorpora la prima che gli va bene (ol’unica che c’è)
Inoltre in ogni messaggio viene sempre ripetuto di non usare il simbolo di posizione facoltativo !h, mai e poi mai. Spesso non dà nessun fastidio, ma se lo dà, sono guai perché quella figura rischia di andare a fine documento e non “qui senza tergiversare!”.
Comunuqe tu dici che non sei esperto e stai facendo quello che ti hanno insegnato a fare. Ma se chi ti ha insegnato ti ha detto di usare [!h], di scrivere l’estensione del file grafico, di compilare con latex e non con pdflatex, e di usare gnuplot con l’unica uscita in eps, quel qualcuno non sapeva lui stesso quale fosse la procedura corretta.
Ora, non è per insistere, sei padronissimo di fare quello che vuoi, ma se non comprendi appieno i suggerimenti che stai ricevendo nel forum, chiedi spiegazioni, ma non insistere a cercare di fare quello che facevi prima, senza cercare di seguire le indicazioni.
Ora io non posso darti indicazioni rispetto all’uso di ubuntu10.04 di cui non dispongo. so che quella distribuzione, se non è una installazione completa fatta dal DVD originale di TeXLive o dall’immagine ISO scaricata dalla rete, è una installazione incompleta e “vecchia”. La politica Debian fa sì che la versione di TeXLive installata con Ubuntu sia di almeno due anni prima dell’attuale — la puoi mettere in un altro modo: la distribuzione Ubuntu/Debian di TeXlive è in ritardo di almeno due anni. Tuttavia io con la TeXlive del 2008 (quella di Ubuntu forse è ancora quella del 2007) io usavo il pacchetto epspdfconversion, eseguivo pdflatex e mi venivano incorporate tutte le figure in formato eps che assegnavo al comando \includegraphics; naturalmente doveva essere abilitata la funzione -shell-escape nella definizione di lancio di pdflatex nella configurazione dello shell editor. Con la versione 2010 di TeXLive, non c’è bisogno di specificare nessun pacchetto, perché l’opzione -shell-escape è già abilitata e il pacchetto per la conversione è già cablato dentro al configurazione di pdflatex.
Vuoi continuare a usare latex? Padronissimo, ma dopo aver ottenuto il file dvi devi convertirlo in pdf attraverso il doppio passaggio attraverso dvips e pstopdf, oppure attraverso il passaggio semplice dvipdfmx; Il tuo shell editor ha i bottoni appositi per fare queste cose oppure ha le debite voci nei menù a discesa.
Se tutto fallisce, prova ad eseguire ogni compilazione o trasformazione dando i comandi dalla linea di comando; se qualcosa non va lo vedi dai diagnostici del particolare programma che hai lanciato.
Se è latex o pdflatex che fa i capricci, inviaci la parte del file logo dove sono segnalati questi capricci; riusciremo ad aiutarti solo vedendo il file log, almeno quella parte del file log.
Cerca nel forum; troverai come installare la TeXlive 2010, facendola convivere con la distribuzione obsoleta presente su Ubuntu; puoi aggiornati a la TeXLive 2010.
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`
\author{\\ \\ F. Fazioni \and \\ \\ D. Gualdi \and \\ \\ M. Zanoli}
`Visto che ci siamo quella riga del tuo codice non va assolutamente bene Se vuoi i nomi dei tre autori sulla stessa riga, scirvi omettendo tutti i \\.
Se li vuoi su tre righe diverse ometti gli \and e evita i doppi \\, usanodne uno solo, magari con l’argomento facoltativo per aumentare la saziatura, del tipo:
`
\author{\\[\baselineskip] F. Fazioni \and \\[\medskipamount] D. Gualdi \and \\[\medskipamount] M. Zanoli}
`Se puoi evita di usare la conversione tramite Gimp per il tipo di ocnversione che dovresti eseguire; Gimp è in grado di aprire file con disegni vettoriali, come i file .eps, ma non può salvare in quel formato o in altro formato vettoriale (come pdf o mps); salva solo in formati bitmapped che possono far scadere la qualità dell’immagine in modo non accettabile. Se proprio non puoi evitare questo tipo di conversione, visto che stati trattando diagrammi (disegni al tratto o, in inglese, line art) usa il formato png, la cui compressione è meno efficace della compressione dei file jpg, ma non genera artefatti, perché non sfrutta la presunta ridondanza dell’immagine. Jpg va bene solo per le foto a colori sfumati, senza bruschi cambiamenti e senza linee parallele.
Suppongo e spero che tu indichi come nome del file nell’apposito argomento di \includegraphics come nome di file senza estensione:
`
\begin{figure}
\includegraphics[…]{mypicture}
\caption{…}\label{…}
\end{figure}
`Latex e pdflatex sanno aggiungere da soli le estensioni che sono in grado di elaborare, ma se tu l’estensione la metti, non li lasci liberi di cercare il file con l’estensione giusta.
Infine, se continui a non riuscire ad ottenere il risultato desiderato, estrai dal file log le righe a cavallo del messaggio nel quale si spiega perché l’immagine tal dei tali non viene inserita. e mettilo in un tuo post in questo thread.
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Guarda che gnuplot pù anche esportare i suoi risultati in formato LaTeX e ancor meglio, in formato metapost. Pdflatex importa direttamente il raro formato metapost, che non viene mai citato, Basta che cambi l’estensione in .mps.Inoltre puoi sempre cambiare a mano i tuoi file .eps da terminale dando il comando eps2pdf (o epstopdf ?) e li trasformi tutti in pdf. Se sei su Windows esiste persinao una interfaccia grafica per fare questo lavoro; forse è persino distribuita insieme a MiKTeX.
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`
\documentclass[a4paper,11pt]{article}\usepackage[utf8x]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern} % solo se usi pdflatex
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[margin=2.5cm]{geometry}
\usepackage[dvips]{graphicx}\title{FIBRA OTTICA}
\author{\\ \\ F. Fazioni \and \\ \\ D. Gualdi \and \\ \\ M. Zanoli}
\date{23 Novembre 2010}
`È difficile che pdflatex ti importi le figure in formato eps o un qualunque altro formato se gli espliciti il driver che NON fa per lui; non esplicitare nessuna driver, cancella la arte rosssa e le parentesi quadre che la racchiudono. Latex e pdflatex sanno trovare e leggere il file driver giusto senza bisogno di dirglielo.
Inserisci anche i pacchetti segnati in blu; suppngo che tu voglia inserire tutti i segni accentati possibili immaginabili se usi in input la codifica utf8x; in generale basta utf8, ma non dovrebbe essere un problema la presnza della x. Ma se poi non usi dei font in codifica T1, ;e lettere accentate mancano e vengono costuite sovrapponendo l’accento alla lettera da accnetare; questi comandi per inserire gli accenti in questo modo riducono le possibilità di sillabazione ed è per questo che `e consigliabile usare la codifica T1 per la famiglia di font da usare per comporre il documento, Se però usi LaTeX senza dvips (come sarebbe sempre sconsigliabile) non puoi vedere il file dvi se non hai per il documento composto i font bitmapped, anche se qualche programma di visualizzazione del formato dvi consentirebbe di generare al volo le matrici di punti partendo dai font vettoriali; a scanso di equivoci non usare né i font Latin Modern (per altro ottimi) né nessuna altro font che esista sul tuo PC solo in forma vettoriale. Ma, come ti è stato consigliato, evita di compilare con latex per ottenere un file dvi.
Per le immagini in formato eps, se la tua TeX Live è la 2010, questa importa direttamente i file eps, convertendoli in file pdf dietro el quinte e non ti accorgi nemmeno che pdflatex rallenti qualche decimo di secondo per eseguire questa conversione (una tantum, perché un avolta fatta e memorizzata l’immagine in un file pdf, non ha più bisogno di rifarla). Mi dicono che con MikTeX questo non sia ancora possibile, ma tu hi detto di aver installato una TeX Live full. Hai fatto bene; ti saresti comportato da “pollo” se ne avessi fatto una installazione solo parziale.
Se invece hai una versione più vecchia devi chiamare anche il pacchetto eps2pdf, che ti estende la possibilità di conversione anche alle versioni anteriori, ma non troppo vecchie.Dopo di queste correzioni e piccole attenzioni, non vedo perché il tuo file pdf non debba farti vedere le immagini che gli hai fornito.
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Benvenuto!Basta che tu prema la freccetta o l’icona con scritto pdflatex e che visualizzi il il file scegliendo il visualizzatore pdf.
Non so se hai l’ultimissima versione di texmaker e/o quella di texmakerx (versione 2.0 o successiva); entrambe hanno il loro visualizzatore interno per i file pdf con i quali, sembrerebbe, che si possa fare la ricerca diretta e inversa (dalla finestra di composizione alla finestra pdf e viceversa); sul Mac io non sono riuscito ad attivarla, ma le istruzioni di entrambi i texmaker con o senza x dicono come fare per realizzare questa funzionalità usando altri visualizzatori pdf e come configurare texmaker e il visualizzatore perché collaborino nel modo giusto.
Per altro, se ci tieni ad usare latex e il visualizzatore dvi, controlla di disporre del visualizzatore xdvi e che sia correttamente configurata la sua chiamata nella schermata di configurazione di texmaker(x).
8 Dicembre 2010 alle 17:57 in risposta a: Strano comportamento dello stile philosolphy-modern? #53529::
Le parentesi nell’esempio di Lorenzo erano messe diversamente: Pantieri e Gordini (2010), e Pantieri e Gordini (ivi). È evidente che non state parlando della stessa cosa o che avete usato stili diversi, o che il tipo di citazione usato da Lorenzo è diverso da quello fornito da questo stile. In ogni caso quello che ha ottenuto Lorenzo (assolutamente improponibile) non deve essere ottenibile nemmeno “sbagliando” il tipo di citazione.
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No, i caratteri senza grazie sono più faticosi da leggere con continuità. Questo fatto non è una mia invenzione, sta scritto dappertutto e d è frutto di studi psicosociologici.I caratteri senza grazie sono adatti ad avvisi e a brevi testi da leggere “una tantum”, oppure da non leggere mai, come i “bugiardini” che accompagnano le confezioni di medicinali.
Vengono talvolta usati nelle guide turistiche ed in altri manuali, i cui testi, però non vengono letti con continuità.
È invece molto importante che tu scelga il corpo, il font (con grazie) e la \textwidth, la giustezza del testo, in modo che questo segua la “legge di Bringhurst” ; questa specifica che la giustezza è ottimale se contene 66 +- 5 caratteri di quel font in quel corpo (quindi da 61 a 71 caratteri, contando anche gli spazi e i segni di interpunzione).
La classe memoir dispone di comandi specifici per calcolare il layout della pagina in modo da rispettare la legge di Bringhurst. Tuttavia anche nell’Introduzione (link qui sopra) è spiegato come fare per eseguire i calcoli a mano e con l’aiuto di LaTeX stesso (capitolo “Geometria della pagina”).
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Qualunque cosa si metta dopo \enf{document} non viene ne etto né elaborato.\endinput è utile in quei file (inclusi) che non contengono \end{document}; niente vien letto e incluso dopo \endinput.
Perché non leggesse il file proit2.tex che pur c’era nella cartella è difficile dirlo, d’altra parte se è bastato copiarne il contento in un altro file e cambiare nomi, quello risolve empiricamente il problema; magari, semplicemente, non l’avevi ancora salvato.
Ciao
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Qualunque guida anche elementare (un primer, come direbbero gli americani) ti avrebbe permesso di sapere che latex accetta solo figure in eps, pdflatex solo figure in pdf, jpg e png; dalla distribuzione TeXLive 2010 pdflatex abilitato all’esecuzione di comandi di sistema è in grado di usare anche le immagini in formato eps, ma anche versioni precedenti con l’aiuto di determinati pacchti, tipo eps2pdf, epspdfconversion, e altri sono in grado di farlo.Ti raccomando, anche se sei alle prime armi, leggi la documentazione e ti consiglio l’Arte il cui link è in cima a questa pagina.
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Dipende da che cosa vuoi fare, ma in genrale è una pessima idea quella di usare un copro per le formule diverso da quello del testo. Se ci tieni puoi fare così:
`bla bla bla
{\Huge %terribilmente grande
\begin{align}
…
\end{align}}%
`ma se vuoi solo ingrandire delle frazioni che ti sembrano rimpicciolite rispetto al resto del testo matematico allora devi usare \displaystyle.
Se invece le vuoi più spaziate devi esprimere l’argomento facoltativo alla fine di ogni equazione:
`
\begin{align}
… \\[1ex]
… \\[1.5ex]
…
\end{align}
`[/code]
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