Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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I warning non provocano arresti del programma, sono solo messaggi di avveritmento che prima della versione finale conviene esaminare leggendo il file .log; spesso si tratta di overful o underfull hbox o vbox, talvotla di font sostituiti. In ogni caso conviene sempre cercare di eliminarli perima di considerare concluso il lavoro.
Gli errori, invece, in modalità errorstopmode provocano un arresto della compilazione, qualche messaggio sulla “console” o sul “teminal” (dipende da come hai lanciato il programma di composizione) e poi si arrestano con un prompt formato da un punto interrogativo. Certo all’interrogativo si può rispondere con un invio, ma è suicida non leggere il messaggio che precede il punto interrogativo. Talvolta è un comando scritto male, il nome di un ambiente scritto male; letto il messaggio uno decide consapevolmente se premere Invio o se premere X e poi Invio, o se introdurre la correzione con il codice I seguito dalla correzione, seguito da invio. Premere invio senza leggere il messaggio è responsabile tanto quanto vedere accendersi una spia rossa sul cruscotto dell’auto e far finta che sia spenta.
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Partecipa a Pisa al Meeting 2010 del gruppo GuIT e lo saprai 😀Si svolge il 6 novembre; richiede l’iscrizione; vi si può partecipare comunque anche se non si è soci, ma sarebbe carino iscriversi; le associazioni di volontariato non vivono d’aria.
Leggi le varie notizie cliccando sul link che si trova nella home page del gruppo.Non posso dirti di più perché gli atti del Meeting vengono distribuiti ai partecipanti e vengono poi resi pubblici dopo un anno nel sito del GuIT 🙁
Il tutorial sulle animazioni è molto carino, sarebbe un peccato perderselo 😉
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Praticamente ogni volta che carichi un pacchetto cambi qualcosa nella classe che stai usando; talvolta aggiungi qualcosa, ma più spesso cambi.Quindi prima di avere classi nuove che rappresentino dei discendenti di book.cls o di article.cls, esamina i pacchetti che vengono sempre suggeriti ai frequentatori del forum, che sono indicati e consigliati nell’Arte, qui sopra, alcuni dei quali sono anche sommariamente descritti nell’Introduzione, qui sopra.
Poi certo, ci sono degli impallinati come me che, piuttosto di caricare un pacchetto creato da altri, preferisce riscoprire l’acqua calda e si scrive un file di classe, quasi sempre reinventando cose già rese di pubblico dominio da altri.
Generalmente non metto a disposizione le mie classi che servono essenzialmente per pubblicare i miei libri.
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Texmar sembra che sia configurato in “nonstopmode” quindi al primo errore di compilazione esce di brutto e smette di compilare. È già molto che ti informai che c’è una undefined control sequence, e te la scrive nell ariga precedente al punto interrogativo.Anche lavorando con la sshell succede la stessa cosa, ma se in “errorstopmode”; se leggi quel che c’è scritto nella riga prima del punto interrogativo trovi anche il comando con un erroe di scrittura (esempio: \emp invece di \emph). quando tu premi invio il compilatore ignora il comando che non conosce e tira dritto come se quel comando non l’avesse mai incontrato. Ma l’errore c’è lo stesso e pria o poi dovrai correggerlo.
Puoi anche configurare texmaker in modo che esegua latex e pdflatex in errorstopmode; io anzi farei decisamente cosi. La cosa è semplice perché basta eliminare ogni riferimento al modo di composizione dalla stringa con cui TeXmaker lancia il programma di composizione; la trovi scritta direttamente nella finestrella quando usi l’apposita Gui di configurazione che attivi cliccando nel menu in alto sulla voce giusta )mi pare Tools, ma siccome non ho ora acceso un altro PC, non posso vederlo).
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Ci sono due o tre errori. INtanto la formula, se scrivi in italiano, va scritta così:
`
\begin{equation}
\frac{\partial \langle c_{B\gamma} \rangle^\gamma}{\partial t} + \nabla \cdot (\textbf{v}\ped{eff} \langle c_{B\gamma} \rangle ) = \nabla \cdot \boldsymbol{\mu}\ped{eff} \cdot (\nabla \langle c_{B\gamma} \rangle^\gamma)
\end{equation}
`Ma devi caricare nel preambolo il pacchetto amsmath, e magari anche amssymb, così sei sicuro di disporre del comando \bolsdymbol che mette in neretto anche i simboli tratti dall’alfabeto matematico; \textbf{mette in neretto solo le lettere tratte dall’alfabeto degli operatori.
Inoltre il pedice _{eff} NON VA ASSOLUTAMENTE SCRITTO CON L’ALFABETO MATEMATICO. Usando la lingua italiana disponi del comando \ped che scrive correttamente il pedice in tondo e non in corsivo matematico, (eff sta per “efficace” e non è la sequenza delle tre variabili matematico-fisiche e, f, f). Se stai scrivendo in un’altra lingua, allora potresti anche usare \textup (per far scrivere eff in tondo; esempio: \mu_{\textup{eff}}) oppure ti definisci un comando per fare la stessa cosa che fa \ped in italiano.
Per queste cose puoi leggere l’Arte oppure l’Introduzione, i cui link sono entrambi in alto a sinistra nella schermata dell’Indice del forum.
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Ho meditato a lungo e ho cercato, nonostante le tue “reticenze” a farci sapere di più, di immaginare uno scenario nel quale la tua coda non si svuota.Sono arrivato a concludere che il meccanismo di output delle pagine a te non si attiva, perché non hai abbastanza testo prima di arrivare alla diciannovesima figura.
Perciò \aftepage{\clearpage} non può funzionare e il parametro di posizione [p] non può funzionare nemmeno lui.
Non ti resta che mettere esplicitamente \clearppage dopo ogni figura che metti in coda:
`
\begin{figure]\centering
\includegraphics{fig1}
\caption{Fig 1}
\label{fig:1}
\end{figure\clearpage
\begin{figure}
…
\end{figure}\clearpage
…
\begin{figure}\centring
\includegraphics{fig18}
\caption{Fg 18}
\label{fig:18}
\end{figure}\clearpage
`Inoltre tu dici che l’opzione 20cm non centra niente. È vero non dovrebbe entrarci per niente nella gestione della coda, ma è una scelta, ehm, folle. Se stampi su un foglio A4, come di solito si fa in Italia, questo è largo 21cm; quindi, centrando la figura con \centerline, (e non è detto che risulti centrata se i margini di composizione sono diversi), avresti 5mm di margine a destra e a sinistra, il che è chiaramente fuori di ogni ragionevole criterio tipografico.
Scala le tue figure alla larghezza del testo con
`
\includegraphics[width=\textwidth]{Fig18}
`
e le tue figure saranno abbastanza gradi, ma non esagerate al punto di non consentire nemmeno di fare i fori per mettere i fogli stampati in un raccoglitore ad anelli.Inoltre un paio di domane: sei sicuro che le tue figure siano scontornate? Sei sicuro che le tute figure non siano comunque troppo grandi? perché non esamini la possibilità di usare il comando
`
\includegraphics[width=\textwidth,height=.8\textheight,keepaspectratio]{Fig18}
`In questo modo sei abbastanza sicuro che la tua figura stia in una pagina e dentro i margini del testo, ma mantenga il coefficiente di forma in modo da non risultare deformata in orizzontale o in verticale.
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Allora ho messo insieme il tuo oreambolo con l’esempio non funzionante.
`
\documentclass[10pt]{article}
\usepackage[greek, latin]{babel}
\languageattribute{greek}{polutoniko}
\DeclareRobustCommand{\greco}[1]{%
\begin{otherlanguage*}{greek}#1 \end{otherlanguage*}}
\usepackage{ledmac}\makeatletter
\renewcommand*{\para@vfootnote}[2]{%
\insert\csname #1footins\endcsname
\bgroup
\notefontsetup
\interlinepenalty=\csname inter#1footnotelinepenalty\endcsname
\floatingpenalty=\@MM
\splittopskip=\ht\strutbox \splitmaxdepth=\dp\strutbox
\leftskip=\z@skip \rightskip=\z@skip
\l@dparsefootspec #2\ledplinenumtrue % new from here
\ifnum\@nameuse{previous@#1@number}=\l@dparsedstartline\relax
\ledplinenumfalse
\fi
\ifnum\previous@page=\l@dparsedstartpage\relax
\else \ledplinenumtrue \fi
\ifnum\l@dparsedstartline=\l@dparsedendline\relax
\else \ledplinenumtrue \fi
\expandafter\xdef\csname previous@#1@number\endcsname{\l@dparsedstartline}
\xdef\previous@page{\l@dparsedstartpage} % to here
\setbox0=\vbox{\hsize=\maxdimen
\noindent\csname #1footfmt\endcsname#2}%
\setbox0=\hbox{\unvxh0}%
\dp0=0pt
\ht0=\csname #1footfudgefactor\endcsname\wd0
\box0
\penalty0
\egroup
}\footparagraph{A}
\footparagraph{B}\renewcommand{\notenumfont}{\footnotesize}
\newcommand{\notetextfont}{\footnotesize}%\addtolength{\skip\Afootins}{1.5mm}
%\addtolength{\skip\Bfootins}{1.5mm}%\count\Afootins=825
%\count\Bfootins=825\newcommand{\abb}[1]{#1%
\let\rbracket\nobrak\relax}
\newcommand{\nobrak}{\textnormal{}}
\newcommand{\morenoexpands}{%
\let\abb=0%
}\newcommand{\Aparafootfmt}[3]{%
\normal@pars\scriptsize
\parindent=0pt \parfillskip=0pt plus1fil
\notenumfont\printlines#1|\enspace
% \lemmafont#1|#2\enskip
\notetextfont
#3\penalty-10\hskip 1em plus 4em minus.4em\relax
}\newcommand{\Bparafootfmt}[3]{%
\normal@pars\scriptsize
\parindent=0pt \parfillskip=0pt plus1fil
\notenumfont\printlines#1|%
\ifledplinenum
\enspace%
\else
{\hskip 0em plus0em minus.4em}%
\fi
\select@lemmafont#1|#2\rbracket\enskip
\notetextfont
#3\penalty-10\hskip 1em plus 4em minus.4em\relax }\newcommand*{\previous@A@number}{-1}
\newcommand*{\previous@page}{-1}\makeatother
\let\Afootfmt=\Aparafootfmt
\emergencystretch40pt
\author{}
\title{}
\date{}\begin{document}
\beginnumbering
\pstart
\paragraph*{1} \textsc{STORAX NON REDIIT HAC NOCTE A CENA AESCHINUS} Haec fabula palliata Adelphoe, ut ipsum indicat nomen, et plurali numero, cum sit una, et \edtext{masculino genere}{\Afootnote{masculino genere CL} \ genere masculino {AK}},
\par\end{document}
`Ci manca evidentemente qualche cosa perché produce un grave errore (senza invocare nessun greco} in quanto \end{document} sarebbe emesso mentre il programma sta ancora elaborando del testo dentro delle scatole.
Perché funzioni, almeno in caratteri latino dopo {AK}}, credo che ci voglia qualche cosa d’altro, ma io non conosco ledmac e non ho guardato dentro i comandi che hai definito, quindi non so che cosa aggiungere (qualcosa che faccia il paio con \pstart forse?) per fargli terminare quel che deve fare prima di chiudere il documento.
Mi completi quanto c’è scritto dentro \begin{document}…\end{document}, per favore?
16 Ottobre 2010 alle 21:39 in risposta a: TexnicCenter problemi con i pacchetti graphicx e color #51236::
Già ho perso la scommessa, ma solo a metà: riguarda il file che hai allegato:
`
\documentclass[a4paper,12pt,oneside,pdflatex,ngerman,english,italian,final]{article}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{hyperref}
\setcounter{secnumdepth}{0}\hyphenation{con-fi-gu-ra-zio-ni}
\makeindex
\begin{document}
\input{file1.tex}
\tableofcontents
\end{document}
`Le opzioni per l’inglese e l’italiano oltre che per il tedesco col lo spelling moderno le ha specificate alla classe, ma ti sei scordato di chiamare babel; aggiungilo e vedrai che le cose andranno un po’ meglio.
`
\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[ngerman,english,italian]{babel}
\usepackage{hyperref}
\setcounter{secnumdepth}{0}%\hyphenation{con-fi-gu-ra-zio-ni}
\makeindex
\begin{document}
\input{file1.tex}
\tableofcontents
\end{document}
`Ovviamente compili con pdflatex e se vuoi una versione che non sia final, eventualmente aggiungi l’opzione draft alle altre due opzioni rimaste a \documentclass.
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Bea(trice?)
i due file che hai allegato non sono i preamboli, o meglo contengono il rpeambolo, ma poi prosegui cone altre righe di codice; faccio finta di tagliare i due tuoi file alla riga \begin{document}. Vedo che cosa posso ottenere e scoprire.Domani (20/10) sarò in viaggio tutto il giorno, ma la sera dovrei poter riaccendere il portatile e vedere di combinare qualcosa.
A presto.
PS da buona filologa, benché esperta di latino e di greco, ehm…, conosci certamente la differenza fra l’accento grave e l’accento acuto; perché scrivi é invece di è?
Eppure sulla tastiera italiana dovrebbe essere più comodo scrivere è, piuttosto che é.
15 Ottobre 2010 alle 17:11 in risposta a: TexnicCenter problemi con i pacchetti graphicx e color #51234::
Bene hai reinstallato tutto e ora funziona tranne la sillabazione.Apri il file .log del file che hai appena compilato con successo: leggi le prime, diciamo, 20 righe: vi appare l’elenco dele sillabazioni installate. Scommeto che “italian” manca.
Io lo so per certo, perché nessuno ha mai avuto problemi con la sillabazione delle parole italiane “normali” (se sbagliasse leishmaniosi, potrei capire, ma se sbaglia “configurazioni” allora è certo che non hai installato la sillabazione italiana.
èil solito prolema di MiKTeX; apri Start|MiKTeX|MiKTeX Settings e procedi di conseguenza; vedrai che devi spuntare il nome dlela linga italiana, cliccare si OK o qualcosa del genere, ricostriire i formati, e vedrai che l’italiano non avrà più bisogno di liste di eccezioni (incidentalmente leishmaniosi viene diviso correttamente anche se le norme UNI non dicono niente di come si faccia a dividere in sillabe queste parole strane)
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È già meglio che un errore.Visto che ci siamo, la sigla da scrivere in greco \greco{CL} ha poca probabilità di riuscire.
Se leggi bene il riassunto di teubner su come si usa la tastiera latina per comporre in greco, vedrai che alla C non corrisponde niente (o meglio corrisponderebbe un gruppo di diacritici, mi pare di ricordare dolce+circonflesso, ma in fondo non è importante quale sia questo gruppo), mentre a L corrisponde un lambda maiuscolo.
Vedo di andare più a fondo delle questione, ma mi servirebbe tutto il tuo preambolo, non solo quelle poche righe che che hai indicato nel primo messaggio; infatti con quelle sole righe, e aggiungendo un comando \documentclass e qualche altra cosetta, a me il tuo esempio non gira per niente; quindi non posso analizzare il debug dell’operato del compilatore.
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