OldClaudio

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  • in risposta a: Sistemare la tastiera in Windows per le accentate maiuscole #48569
    OldClaudio
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      Carissimi, studiando i layout delle tastiere ho trovato questo link, che trovo interessantissimo sia per gli utenti Windows, sia per quelli Linux, anche se questi si trovano certamente meno impacciati degli utenti Windows, perché il loro sistema operativo e il loro driver di tastiera è molto più efficiente:
      `
      http://eurkey.steffen.bruentjen.eu/
      `

      Da quello che capisco si tratta della possibilità di scaricare il driver di tastiera sia per Windows, sia per Linux che produce il layout EurKey il quale consente usando i soliti tasti Ctrl, Shift, Alt, AltGr, eccetera, di poter introdurre più di 200 segni, di avere i tasti morti per gli accenti, tasti morti che funzionano anche con le maiuscole, di avere direttamente le maiuscole accentate dalla tastiera e di inserire una moltitudine di altri simboli; da quanto ho capito c’è persino un tasto che permette di passare al layout greco.
      Suppongo che il tutto sia basato sulla codifica UNICODE e che quindi l’opzione utf8 sia d’obbligo per ogni preambolo di file LaTeX.

      Certamente richiede una paziente ri-etichettatura dei tasti, perché i layout di base è quello USA, che permette di inserire liberamente tutti i 95 segni ascii su cui è basato il markup di TeX, LaTeX, luatex, context, xetex, xelatex, eccetera, ma questo driver dovrebbe essere in grado di inserire tutti i segni nazionali di tutte le lingue europee che scrivono in alfabeto latino (più il greco, forse…).

      Purtroppo scrivere col pennarello, anche quello indelebile, sui tasti della propria tastiera non serve a granché; dopo poco la scritta sparisce; d’altra parte anche le serigrafie sui tasti si consumano con l’uso.

      Conviene arrangiarsi con delle piccole etichette di carta, leggermente più piccole della superficie del tasto, e fissarle con dello scotch trasparente che ne protegga un po’ anche la parte esposta al contatto con i polpastrelli.

      In pratica con ogni tasto si possono inserire quattro segni a seconda di quali tasti modificatori si usano.

      L’etichetta del download permette di scaricare il driver che fa al caso.

      L’ultimo aggiornamento del sito (e del software?) risale al 15 ottobre 2010, recentissimo.

      Segnalo solamente, perché ho trovato l’informazione su internet, ma non l’ho sperimentato.

      in risposta a: Font nel titolo #51763
      OldClaudio
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        Per scrivere in italiano BISOGNA usare l’opzione T1 di fontenc.
        ma per produrre il risultati in un buon PDF con font vettoriali e non font bitmapped, DEVI anche caricare i font vettoriali adatti, siano essi i CM-super o i Latin Modern o qualunque altra famiglia di font vettoriali.

        I CM-super, lo vedo ora nell’ultima versione di TeX Live e MacTeX sono quelli di default quando invochi T1 e sembrano più sottili di quelli che ti appaiono senza l’opzione T1, che probabilmente sono solo bitmapped (a matrici di punti, non vettoriali).

        Io ti consigli di esplicitare i font Latin Modern, se il tuo testo contiene abbastanza matematica; Eviterei i vari Times, Garamond e simili, perché poi non si sposano bene con la matematica. I LM sono leggermente chiari sullo schermo, a a stampa vengono benissimo. Nonostante quel che si dice in gioro a proposito degli accostamenti fra le lettere, io per un testo senza matematica o con poca matematica userei i Palatino eXtended (pacchetto pxfonts); comunque è una scelta tua e puoi sbizzarrirti.

        Per sapere che tipo di font sono stati caricati nel tuo file PDF, aprilo con Adobe Reader,
        esegui Ctrl-D oppure cmd-D a seconda del tuo PC, e ti si apre una sinistra con diversi pannelli, scegli quello che si riferisce ai font; vi sono elencati tutti i font usati con i loro nomi veri se sono vettoriali, con nomi del tipo F24, F31, eccetera, se sono bitmapped.

        Se i tuoi font un filino più scuri sono bitmapped, Adobe Reader te lo dice in quel modo.

        in risposta a: Ridefinire comando ref #51740
        OldClaudio
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          \definecolor{MyBlue}{rgb}{0.2,0.2,0.5}
          \renewcommand{\ref}[1]{\textcolor{MyBlue}{\ref{#1}}}

          questo comando compila alla perfezione ma i link restano neri

          Sarà!? ma quella è una tipica definizione ricorsiva (un comando che chiama incondizionatamente se stesso) e queste sono cose da non fare… 😯

          in risposta a: Texmaker e file con estensione *.latex #51722
          OldClaudio
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            Onestamente non ho mai visto l’estensione .latex.

            Mentre ho visto l’estensione .ltx

            Questa è una delle estensioni che tutti gli shell editor riconoscono come facente parte dei file sorgente del sistema TeX. Tanto che il file sorgente del formato latex si chiama latex.ltx.

            Non è molto diffusa, ma se si vuole distinguere i file scritti per plain TeX da quelli scritti per LaTeX, l’estensione .ltx è quella giusta.
            Non ho idea del perché Kile non protesti mentre TeXmaker invece segnali errore, ma se vuoi distinguere prendi l’abitudine di usare l’estensione corretta .ltx

            OldClaudio
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              Grazie mille, finora nessuno aveva segnalato questo errore oppure non sono stato abbastanza attento a leggere il forum.

              Ciao
              Claudio

              in risposta a: TeXworks #51665
              OldClaudio
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                Grazie. Io mi aggiorno da mirror.switch.ch, che forse non è altrettanto veloce a sincronizzarsi, ma è molto affidabile. Riaggiornerò fra una settimana così vedo come va.

                Ciao
                Claudio

                in risposta a: TeXworks #51663
                OldClaudio
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                  Ieri ho aggiornato la versione TL su un PC windows e sono scesi più di 300 aggiornamenti, ma quello di TeXworks ieri non c’era.

                  in risposta a: [Risolto]Opzione cucitura nel pacchetto Toptesi #51639
                  OldClaudio
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                    I 7 mm sono frutto di un compromesso lungamente discusso con i miei studenti. tuttavia, se vuoi modificare copia toptesi.cls in mytoptesi.cls e toptesi.sty in mytoptesi.sty

                    In mytoptesi.cls cambia la chiamata a toptesi in mytoptesi.

                    In mytoptesi.sty cerca le righe di codice:
                    `
                    \if@binding
                    \typeout{Messaggio Toptesi: Ricalcolo i margini}
                    \advance\oddsidemargin 7mm
                    \advance\evensidemargin -7mm
                    \advance\marginparwidth -7mm
                    \advance\marginparwidth -7mm
                    \fi
                    `

                    e metti il valore che vuoi al posto dei 7mm.

                    Nella tua tesi userai la classe mytoptesi invece della classe toptesi.

                    Purtroppo questa correzione non si può (è difficile da) fare dopo aver già invocato la classe, perché è la classe che determina i margini e lo specchio di stampa e per motivi vari fa ricorso a una struttura intermedia difficile da gestire a posteriori.

                    Con il tuo intervento, però, mi hai dato uno spunto per aggiungere una opzione sull’ampiezza della correzione della cucitura, e ti ringrazio; apparirà nella prossima distribuzione, ma nel frattempo ti sarai già laureato 8) .

                    in risposta a: Lettere greche minuscole: forme principali e varianti #48306
                    OldClaudio
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                      Grazie Decimo della breve ma bella lezioncina sull’origine delle lettere e sul loro uso. ricordo di avere avuto per le mani un testo del Trissino del 1525 dove la sua “ortografia” era usata alla grande, ma dove distingueva anche k da ch e i suoni “liquidi” della l e della n con digrafi particolari (noi oggi li scriviamo gli e gn, ma il primo non ha un suono costante, come in anglicano, glicerina, e simili).

                      Ma, permettimi, trovo particolarmente adatto al nostro forum la frase francese che metti in calce ai tuoi messaggi. Forse andrebbe evidenziata maggiormente 😀

                      in risposta a: MiKTeX+TeXworks #51594
                      OldClaudio
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                        OK, ragazzi, tutto bene.

                        Ho cancellato da c:\Documents and settings\\Impostazioni\…\miktex\2.9\ l’interca cartella TeXworks. Poi ho inserito it_IT.* nel file …\hunspell\. Poi ho avviato TeXworks e l’italiano era lì.

                        La prima cancellazione forse era inutile, ma rendeva “vergine” l’installazione di TeXworks, così era come se fosse la prima volta.

                        Quindi fra tutti voi si è trovata la soluzione che, per altro, contrasta profondamente con quanto scritto nel Manual di TeXworks alla voce Spell Checking. Benche i path siano indicati con il backslash, quindi sembrino scritti apposta per i sistemi Windows, l’informazione lì contenuta è sbagliata.

                        Grazie ancora a tutti.

                        Forse possiamo considerare chiuso questo thread.

                        in risposta a: Font che disperazione… #51628
                        OldClaudio
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                          Perché non leggi i capitoli sui font sia nell’Arte sia nel’Introduzione qui sopra?

                          in risposta a: Font che disperazione… #51626
                          OldClaudio
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                            Enrico ti ha dato le informazioni giuste, compresa quella di lasciar perdere calligra (in fondo la tua dedica non è una partecipazione di nozze 😀 ).

                            I font CM-super sono molto ingombranti come occupazione del disco: prendi in considerazione di usare i font Latin Modern
                            `
                            \usepackage{lmodern}
                            `
                            che dovrebbero essere presenti in ogni distribuzione solo in formato Type 1 o anche in formato OpentType. A me piacciono di più dei CM-super, anche se questi ultimi contengono anche il cirillico, mentre gli LM contengono solo i font latini.

                            in risposta a: MiKTeX+TeXworks #51591
                            OldClaudio
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                              Grazie, proverò appena ho di nuovo disponibile il netbook dove ho armeggiato senza fortuna. Certo che è frustrante accorgersi di NON dover lanciare TeXworks per configurarlo… 🙄

                              in risposta a: immagini #50789
                              OldClaudio
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                                @Lorenzo

                                Sono d’accerdo con te, ma non credo che mmmm intendesse quello; il lungo thread iniziato con le sue immagini derivava dal fatto che arrivato alla 19-esima figura riceveva un messaggio d’errore di “float lost”.

                                Non ci ha mia voluto inviare il suo file log, e non ci ha mai dato un esempio di figura che, magari replicata 19 volte, producesse lo stesso errore.
                                Non ci ha mai detto nemmeno se ha riolto il suo problema, anche se ha ringraziato della chiarezza delle spiegazioni circa il funzionamento del motore di composizione.

                                Poco male, ma ci ha lasciato tutti con la curiosità di sapere come è andata a finire 😉

                                in risposta a: compilo con latex su shell ma non su texmaker #51543
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  @nkint

                                  I warning non provocano arresti del programma, sono solo messaggi di avveritmento che prima della versione finale conviene esaminare leggendo il file .log; spesso si tratta di overful o underfull hbox o vbox, talvotla di font sostituiti. In ogni caso conviene sempre cercare di eliminarli perima di considerare concluso il lavoro.

                                  Gli errori, invece, in modalità errorstopmode provocano un arresto della compilazione, qualche messaggio sulla “console” o sul “teminal” (dipende da come hai lanciato il programma di composizione) e poi si arrestano con un prompt formato da un punto interrogativo. Certo all’interrogativo si può rispondere con un invio, ma è suicida non leggere il messaggio che precede il punto interrogativo. Talvolta è un comando scritto male, il nome di un ambiente scritto male; letto il messaggio uno decide consapevolmente se premere Invio o se premere X e poi Invio, o se introdurre la correzione con il codice I seguito dalla correzione, seguito da invio. Premere invio senza leggere il messaggio è responsabile tanto quanto vedere accendersi una spia rossa sul cruscotto dell’auto e far finta che sia spenta.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,891 al 10,905 (di 11,286 totali)

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