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Secondo me, che uso sempre doc/docstrip, non c’è molta differenza fra un metodo di literate programming ed un altro; si tratta sempre di commentare abbondantemente il file sorgente della classe, secondo al sintassi propria del sistema in uso in modo che il codice sia chiaro sia a chi l’ha scritto sia a chi lo legge, in modo che a distanza di mesi o di anni si possa capire quello che si è fatto.
Annotare i file sorgente dei programmi è una cosa che o non si fa mai (o non lo si fa a sufficienza) o lo fanno solo i programmatori professionisti.Un file di classe è un programma; se usi solo comandi di alto livello, i nomi die comandi sono più o meno autoesplicativi, ma specialmente i comandi interni per i programmatori (quelli che contengono lettere maiuscole, per intenderci) i commenti possono essere ridotti al minimo; se si usano molto i comandi primitivi del linguaggio TeX (vedi the TeXbook) è bene che ogni cosa sia documentata a dovere, perché spesso quei comandi fanno cose che i comandi LaTeX di solito non fanno.
Quindi il problema non è tanto se sia meglio doc/docstrip oppure xdoc2 o xdoc, ma è quello di scrivere un buon programma adeguatamente commentato. Il controllo della versione è una cosa importante, ma, secondo me secondaria rispetto alla qualità del programma.
Siccome mi pare di capire che stai per scrivere la tua prima classe, concentrati su quella; poi le altre cose verranno da sole.
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Guarda che quando dalla segreteria di dicono che devi usare una doppia interlinea, quell’incompetente che ha dato quelle prescrizioni ha usato una terminologia da dattilografia, non da tipografia; se mitighi l’obbrobrio mettendo un coefficiente 1.5 per l’avanzamento di riga, quello stesso incompetente crederà che tu abbia usato la doppia interlinea. 💡
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O stai usando una vecchia versione di toptesi, o ricevi un mucchio di messaggi d’errore, o non hai letto la documentazione relativa a toptesi.Il Politecnico di Torino nel suo sito, nella sotto-pagina della Didattica, sotto-sotto-pagina relativa alla tesi, indica il link da cui scaricare il pacchetto toptesi; per altro esso è normalmente caricabile al volo con MiKTeX ed è già precaricato con TeXlive e MacTeX.
Inoltre il formato del frontespizio, nonché il formato della pagina sono ‘imposti” ai laureandi dalla Segreteria; quelle personalizzazioni con geometry sono senz’altro possibili con LaTeX, ma non devono venire eseguite perché viene alterata la geometria della pagina rispetto alle prescrizioni della segreteria.
Così molti pacchetti sono precaricati e non serve caricarli di nuovo; la documentazione dice quali pacchetti sono già caricati e con quali opzioni; infatti la documentazione dice che babel viene già caricato da toptesi con le opzioni di lingua english e italian; se vuoi usare altre lingue devi indicarne il nome fra le opzioni della classe, perché non puoi caricare nuovamente babel con opzioni diverse da quelle con le quali è già stato caricato; dovresti ricevere un messaggio d’errore del tipo “Option clash” facendo come fai tu.Documentati bene e usa la versione 5. che tra l’altro ti permette di produrre la tesi in formato PDF archiviabile; forse ora la segreteria non lo pretende ancora, ma è in procinto di non richiedere più le copie d’archivio in forma cartacea, bensì solo il formato elettronico, il file in formato PDF/A-1b. Se usi la versione 5. non puoi caricare hyperref perché è già caricato e l’\hypersetup va messo all’inizio del preambolo, non alla fine.
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Nella tua distribuzione del sistema TeX dovresti avere in …/doc/latex/ le cartelle iso/ e iso10303/; corrispondentemente nell’albero …/tex/latex/ dovresti avere le stesse cartelle con i pacchetti da caricare.la documentazione, per esempio quella in …/doc/latex/iso/ contiene tutte le informazioni epr l’uso; wilson ha creato quei pacchetti appunto per scrivere le noerme ISO con tutti i requisiti relativi alle revisioni e a ogni altro dettaglio per la composizione sia delle bozze sia delle versioni finali. Leggiti la documentazione e poi vedi se fa al caso tuo.
Se hai una versione non completa del sistema TeX (vuoi con una piattaforma Linux, vuoi con una piattaforma Windows) probabilmente devi installare quei pacchetti o attraverso lo specifico package manager o scaricandoli da CTAN e installandoli a mano. Fai riferimento al tuo sistema nel caso tu debba installare questi pacchetti. Con il Mac e l’installazione MacTeX sei già servito..
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Una volta usavo Prosper; ora, da qualche anno, uso beamer.Secondo me, e ovviamente si tratta di una opinione personale, beamer è meglio integrato con il formato PDF, l’unico che uso sempre, per qualunque composizione, e non passo mai attraverso il formato PS. Nota che prsper di default compone in PostScript e poi trasforma in pdf, se vuoi questo formato, passando attraverso ps2pdf oppure, con la debita opzione, attraverso distiller. In questo modo con prosper puoi usare pdftricks.
Con beamer, fatto per funzionar con pdflatex di cui sfrutta ogni possibile remota funzionalità, come per esempio le figure linkate invece che caricate direttamente in ogni slide, non potresti usare pdftricks, ma puoi usare Tikz che fa quasi tutto quello che può fare pstricks. In fondo pgf/tikz e beamer sono stati scritti dallo stesso autore, che lo ha fatto essenzialmente per se stesso per ottenere il massimo per le sue presentazioni — un po’ come Knuth ha creato TeX perché non era soddisfatto come le case editrici pubblicavano i suoi libri 8)
Personalizzare le slide con beamer non è semplicissimo, ma è facilitato dal fatto che i pacchetti accessori sono modulari e ci pensa beamer da solo a caricarseli a seconda delle opzioni che specifichi; sono sicuro che sul testo di Lorenzo trovi molte buone indicazioni in merito.
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A che cosa ti serve una simile bruttura?Per spostare le figure in fondo, almeno in fondo ai capitoli, puoi specificarle con
[cpde]
\begin{figure}[p]
[/code]Per raddoppiare l’avanzamento di riga alla moda dattilografica metti all’inizio del documento:
`
\begin{document}
\linespread{2.]\selectfont
`
Ma poi non lamentarti delle schifo che viene fuori.Se la spaziatura fra le righe serve a qualcuno per correggere o annotare il testo provvisorio, un aumento della spaziatura di 1.5 è più che sufficiente, anche se è brutto lo stesso; chiaramante il valore 2.0 è molto peggio. L’importante è che la versione finale sia stampata con l’avanzamento di riga di default.
Le figure al fondo? una vera cretinata; qualche rivista le chiede separate (quindi al fondo) perché ricompone tutto quanto. ma se usi LaTeX o pdfLaTeX fai fin troppo per queste redazioni per le quali Word è il massimo. Se vuoi una bella composizione le figure vanno dove LaTeX le mette spontaneamente e purché tu curi la preparazione delle immagini in modo che non contengano nessuno spazio bianco attorno alla figura vera e propria; lo spazio bianco giusto ce lo mette LaTeX.
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Lorenzo, volevo dire che i \vfill in paertura e in chiusura servono per centrare il tutto nella pagina; se usi più pagine il centraggio non c’è più e rischi, a seconda delle lunghezza dei capoversi di avere l’abstract che comincia verso il fondo della prima pagina.Il concetto che voglio sottolineare è che comunque l’abstract deve essere più corto di una pagina, altrimenti non è un abstract.
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Avrai notato che hai sbagliato a copiare il codice dal lavoro di Lapo Mori: rileggitelo:
`
\newcommand{\fncyblank}{\fancyhf{}}
\newenvironment{abstract}%
{\cleardoublepage \fncyblank \null \vfill \begin{center}%
\bfseries \abstractname \end{center}}%
{\vfill \null}
`Hai saltato una o due pagine per cominciare sulla pagina di destra, hai definito uno stile di pagina con testatine e piedino vuoti, hai centrato in neretto il titolo dell’abstract (cioè la parola Sommario) poi hai chiuso il sommario/abstract con un riempimento elastico infinito (\vfill} senza impedire in nessun modo il troncamento della pagina. Il risultato è quello che ottieni.
La definizione dell’ambiente abstract che Lorenzo ha copiato dalla classe report, operazione che avresti potuto fare tu stesso, contiene quelle penalità che impediscono di saltare pagina, sempre supponendo che l’abstract si più corto di una pagina. Se fosse un sommario lungo, anche il codice copiato dalla classe report non funzionerebbe correttamente.
Ma senza ricorrere a nessun ambiente particolare puoi comporre una minipage di cui specifichi sia larghezza sia altezza e con gli argomenti facoltativi specifichi la loro collocazione all’interno della minipage (la sintassi completa per l’ambiente minipage è sicuramante nll’Introduzione all’arte…, con il link qui sopra; sono quasi sicuro che ci sia anche nel testo di Lornzo, L’arte di…, con i link qui sopra); comici centrando il titolo Sommario in neretto e poi prosegui fino alla fine della minipage.
Se l’abstract risultasse troppo lungo, la minipage non si spezza fra le pagine, ma ti viene segnalato che hai una overful vbox. Se fosse così, sapresti dove intervenire, cioè scorciare il sommario, visto che il sommario deve essere una cosetta di non più di una decina di righe, altrimenti che “estratto” sarebbe? Sarebbe piuttosto un riassunto della tesi, e allora andrebbe scritto come un capitolo non numerato; meglio ricorrere all’introduzione dove spieghi da dove parti, dove vuoi arrivare, come ci arrivi, se hai centrato il bersaglio, cosa bisognerebbe fare per centrare meglio il bersaglio
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Per MS Office c’è l’estensione Word2Latex, che è shareware e non è proprio”regalato”; però funziona molto bene.Se sei un utente dei sistemi Windows, tieni presente che la suite OpenOffice.ord, distribuita gratuitamente dalla Sun Microsystems, ha una installazione anche per i sistemi Windows; magari ti consuma un buon 50 o 60 MiB di disco, ma secondo me vale la pena; ha tanti di quei plugin scaricabili dal sito, ma cliccando direttamente dentro a OpenOffice she nello “splash screen” ha un certo numero di icone, una delle quali serve appunto per andare direttamente nel sito dove sono scaricabili gratuitamente tutte le estensioni. L’aspetto grafico è differente da quello della suite della Microsoft, e fa alcune cose in più e alcune cose in meno, rispetto a Word, Excel, PowerPoint, eccetera, Io però sulle macchine Windows che ho in casa non ho installato MS Office, ma OpenOffice e anche i membri di famiglia si trovano bene, dopo un periodo di adattamento di poche ore. la componente Writer di OOo corrisponde al Word di MSO; i file si possono leggere sia in formato .doc sia negli altri formati basati su XML di MSO, per esempio i file .docx. Si possono salvare negli stessi formati o nei formati Open Document.
Ora è evidente che non c’è niente di meglio di LaTeX & company; ma se uno dispone già di cose scritte con quei formati e le vuole esportare per gestirle con LaTeX, quelle estensioni che ti ho indicato vanno piuttosto bene. D’altra parte se vuoi esportare la tua tabella Excel come file di testo CSV (comma separated values), come ti suggerisce Enrico, va benissimo anche quello, va benissimo anche quello, perché poi sia editando a mano, si ricorrendo a pacchetti adeguati poi gestire la tabella con tutta tranquillità.
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Secondo me la tua tabella e la sua didascalia hanno un paio di erroretti, a parte quello che Enrico ti ha già detto come correggere:non so se usi pacchetti particolari, che non specifichi, ma usando solo array e booktabs la didascalia resta appiccicata al \toprule; certo se usi altri pacchetti questo non succede; all’occorrenza inserisci un `\bigskip` dopo la didascalia.
Inoltre la Conferenza dei Pesi e delle Misure ha stabilito che le parentesi quadre servono per indicare le dimensioni di una grandezza, non per indicare le unità di misura; quindi, visto che tu metti le unità di misura fra parentesi quadre in una riga a se stante, toglile del tutto oppure sostituiscile con delle parentesi tonde; oppure per seguire le norme UNI scrivi esplicitamente “in lb”, in ft”, eccetera, con la preposizione in e senza parentesi di nessun tipo.
Se poi, nonostante l’argomento aeronautico volessi inserire uno spazio fine nei numeri con più di 4 cifre per indicare i gruppi di tre cifre a partire dalla posizione vera o implicita del separatore decimale, sarebbe ancora meglio. Inoltre, purtroppo, in aviazione si usano ancora le quote in piedi, se non altro perché gli altimetri aeronautici (anche per le mongolfiere) autorizzati da ogni agenzia di controllo aereo sono apparecchi costruiti specialmente negli USA, una indicazione di 35\,000 ft per la quota indica una misura con l’incertezza di un piede, mezzo piede in eccesso e mezzo piede in difetto; nessuna altimetro è così preciso. Inutile lamentarsi, lo so, ma al posto di 35\,000 ft, io preferirei leggere 10,7 km.
Infine che cosa ti serve usare il comando `\SI{35\,000}{}` se non specifichi le unità di misura, che hai già messo nell’intestazione?
`
\begin{table}[t]\footnotesize
\centering
\caption{Caratteristiche del motore IAE V2525-D5}
\begin{tabular}{%
>{\centering}m{.8cm}% 1
>{\centering}m{.8cm}% 2
>{\centering}m{.8cm}% 3
>{\centering}m{1cm}% 4
>{\centering}m{1cm}% 5
m{.5cm}% 6
m{1cm}% 7
>{\centering}m{1cm}% 8
>{\centering}m{1cm}% 9
>{\centering}m{1cm}% 10
>{\centering\arraybackslash}m{1cm}}% 11
\toprule
& & & & \multicolumn{4}{c}{Crociera} & & & \\
\cmidrule{5-8}
Spinta [lb] & $BPR$ & OPR & Flusso massa [lb/s] & Quota [ft] & $SFC$ & \Mach & Spinta [lb] & $L_{CF}$ [m] & $D_{FC}$ [m] & Peso [lb] \\
\midrule
25\,000 & 4.8 & 27.7 & 784 & 35\,000 & 0.574 & 0.8 & 5773 & 3.204 & 1.682 & 5252\\
\bottomrule
\end{tabular}
\label{tab:IAE2525}
\end{table}
`
Scusa la pignoleria, ma a me come a te piace che la tabella sia composta bene sotto ogni punto di vista
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L’Intruduzione all’arte… ha un intero capitolo dedicato alle tabelle; forse più avanzato sotto certi aspetti del capitolo sull’Arte, e sotto certi altri più legato a LaTeX standard che ai bei pacchetti che Lorenzo consiglia nell’Arte.Tuttavia una tabella di 40 colonne mi pare una esagerazione, sarà difficile comunque farla stare dentro in margini anche se la metti ruotata di 90º.
Per trasformare un file word nel formato LaTeX ci sono diversi metodi automatici; io personalmente ne ho provati diversi, ma il più efficace a me pare l’estensione Writer2Latex di OpenOffice.org. siccome i file .doc di testo con tabelle e i file .xls sono leggibili anche con il modulo Writer di OpenOffice.org oppure con il modulo Calc sempre della collezione di OpenOffice.org, se installi quell’estensione di OpenOffice.org puoi fare il lavoro che desideri; Poi devi rimetterci le mani per migliorare l’estetica e per controllare bene gli spazi che contornano le celle nella tua mega tabella, ma almeno non devi digitate quei quasi 500 dati che hai già disponibili nel file Excel.
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