OldClaudio

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  • in risposta a: Come scaricare nuovi pacchetti con Mac tex #46129
    OldClaudio
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      Per sapere se hai o non hai certi pacchetti vai in

      \usr/local/TeXlive/2009/texmf-distr/tex/latex/

      e lì troverai qualche centinaio di catelle, ognuna, generalmente, dedicata ad un solo pacchetto; Molte come …/base/ contengono i pacchetti originali di LaTeX, fra cui inputenc e fontenc, e diversi altri.

      Se hai caricato MacTeX 2009, hai caricato “tutto” il possibile; tranne i pacchetti che non sono distribuiti da TeX Users Group nell’archivo CTAN. Quindi non so perché tu concluda che non disponi dei pacchetti standard di cui dispongono anche le versioni “minime” di qualunque distribuzione del sistema TeX. Probabilmente interpeti male le informazioni nella finestra della console.

      Quello che invece succede con i tuoi accenti è che TeXshop nasce configurato per usare l’encoding UTF-8; tu poi naturalmente impostarlo come ti ha detto Enrico; oppure puoi riscrivere il tuo file da complare, probabilmente scritto originariamente con l’encoding latin1, in modo da usare l’encoding UTF-8.

      Oppure puoi editare il tuo file sorgente cambiando globalmente ogni à con \`a, ogni è con \`e, eccetera. Se hai una tastiera italiana stai attento all’accento grave.

      In questo modo il tuo file contiene solo caratteri strettamente ASCII, e comunque si impostato il tuo TeXshop gli accenti vengono sempre bene. Questa via è un po’ masochistica, ma funziona; per altro sarebbe bene che seguissi le indicazioni di Enrico e di Lorenzo così da impratichirti di questa faccenda degli encoding., delle codifiche dei caratteri introdotti nel file sorgente mediante l’uso della tastiera.

      in risposta a: Aiuto sfacciato per una classe scritta da me. #46161
      OldClaudio
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        1) Con la classe report devi esplicitare l’opzione openright, quindi devi specificarlo anche per la tua classe.

        2) Sei sicuro di voler mantenere piè di pagina e testatina? Se sei assolutamente sicuro, ridefinisci nella tua classe \cleardoublepage (andando a vedere la sua definizione originale che sai dove si trova, visto che scrivi classi) e cambia \thispagestyle{plain} in \thispagestyle{headings}. Meglio ancora se la lasci vuota, ridefinendo \cleardoublepage con \thispagestyle{empty}, così la pagina resta totalmente vuota. Non ha molto senso lasciare pagine prive di testo ma con l’intestazione e il piedino; però talvolta ci sono esisgenze perticolari, quindi qui hai due strade da seguire: (a) vincoli esterni oppure (b) estetica.

        3) `
        \clearpage\null\thispagestyle{empty}\clearpage
        `

        in risposta a: pdf non visualizza EPS o atri formati #46138
        OldClaudio
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          Inoltre, non se se tu stia scrivendo in italiano o in qualche altra lingua, ma certamente avrai notato che il tuo MiKTeX non è configurato per la sillabazione italiana, ma corrisponde all’installazione di default. Lo leggi nelle prime righe del tuo file .log.
          Leggiti le istruzioni sull’help di MiKTeX per vedere come configurarlo anche per altre lingue, fra cui, direi che sia essenziale, anche l’italiano.

          in risposta a: lettere greche #45653
          OldClaudio
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            Dall’esempio che porti, sembrerebbe che le lettere greche che ti servono siano solo quelle che si riferiscono alla metrologia;

            se hai caricato il pacchetto textcomp (per poter usare il Text Companion Font) disponi già dei comandi \textmu e \textohm.

            Se hai bisogno di altre lettere allora puoi specificare
            `
            \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
            `
            e poi definirti un semplice comando per definirti localmente un cambio di encoding e per mettere la lettera che vuoi; per esempio
            `
            \newcommand*\GR[1]{{\fontencoding{LGR}\selectfont#1}}
            `

            L’argomento del comando lo specifichi con la lettera latina corrispondente a quella greca secondo quanto è scritto nel documento Greco.pdf che ti è già stato segnaleto.

            Ti preciso che il comando \GR che ti ho scritto sopra serve solo se usi come font quelli delle famiglie Compuer Modern o Latin Modern; se usi dei Times, dei Platino, degli Utopia, dei… è molto probabile che non funzioni, visto che l’acronimo della “family” di quei font non è uguale all’acronimo del corrispondente font Computer/Latin Modern.

            in risposta a: Testo giustificato #45622
            OldClaudio
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              Controlla dove hai usato \centering; constaterai che ti sei dimenticato di racchiudere il testo da centrare dentro un gruppo e di terminarlo (prima della graffa di chiusura} con una riga bianca.

              Devi fare attenzione ad usare le dichiarazioni \centering, \raggedright e \raggedleft, perché non esiste un’alta dichiarazione per contrastale e tornare al testo giustificato. L’unica maniera è quella di usare quelle dichiarazioni dentro a gruppi, oppure di usare gli ambienti corrispondenti; questi ultimi però inseriscono anche uno spazio verticale bianco prima e dopo il loro contenuto. Le dichiarazioni possono essere usate dentro altri ambienti, per esempio l’ambiente figure:
              `
              \begin{figure}\centering
              \includegraphics[width=0.7\textwidth]{myfigure}
              \caption{Bla bla bla}
              \label{fig:bla}
              \end{figure}
              `

              L’effetto della dichiarazione \centering resta delimitato dall’ambiente figure e non si trasferisce al seguito.

              in risposta a: Tilde e trattino ondulato #45524
              OldClaudio
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                La tilde come segno diacritico si ottiene con \~{…} dove i puntini rappresentano una sola lettera sulla quale abbia senso la presenza di una tilde; in verità quel comando, da usare solo in modo testo, mette la tilde sopra qualunque cosa; è chi legge che deve trovare un senso alla tilde.

                Invece il trattino ondulato in modo testo non esiste: puoi ottenerlo in modo matematico con $\sim$. Se vuoi puoi creati un nuovo comando del tipo:
                `
                \bewcommand\Til{\ensuremath{\sim}}
                `
                magari inserendoci anche un paio di spazi, uno prima e uno dopo; dipende da cosa vuoi frane.

                Poi probabilmente si può usare l’encoding utf-8, che io non uso mai, e avere a disposizione un PC e un editore che accetti comandi per inserire segni UNICODE; la tabella UNICODE distingue certamente fra il “combining tilde” e la “tilde-trattino ondulato”, e sempre che il font di uscita disponga dell’opportuno segno.

                Secondo me è meno elegante, ma se carichi il pacchetto textcomp hai a disposizione il comando `\texttildelow` che mette una tilde bassa, e è più piccola del segno che ottieni con \sim.

                in risposta a: Numeri a larghezza fissa (tabular) per ogni famiglia di font #45573
                OldClaudio
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                  I CM lining sono i font di default e sono concepiti per avere la stessa occupazione nelle tabelle quindi usando i numeri normalmente, lasciando stare gli oldstyle, nelle tabelle i le cifre risultano perfettamente incolonnate.
                  Se si vogliono usare gli oldstyle insieme a quelli normali, con i CM è necessario specificare \olstylemnumbers ogni volta che li si vuole usare, perché non c’è modo per averli di default.

                  Credo che la stessa cosa succeda con gli altri font postscript che hai citato.

                  Io personalmente uso gli oldstyle sono in rare circostanze, mai nel testo, anche se ammetto che la cosa sia più elegante; li uso dentro le pagine di titolo, per esempio.

                  Il problema è che non scrivo testi letterari, quindi i numeri che appaiono nei miei testi sono sempre le indicazioni numeriche della misura di quantità fisiche; e se non si tratta di queste, si tratta comunque di informazioni”tecniche”.

                  In ogni caso non è difficile definire un alias più coro per specificare di voler usare le cifre old style.

                  in risposta a: giustificare in un makebox a seconda del numero di pagina #45562
                  OldClaudio
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                    Agostino, non ho sottomano la soluzione che ho implementato tempo fa; ma visto che siamo nel forum dico come risolsi il problema:

                    1) ho cercato nel file latex.ltx (il file sorgente del formato LaTeX) la definizione di \pageref: essa preleva il secondo elemento di 2 o di 5 argomenti (2 normalmente, 5 se viene usato hyperref) che contiene il numero della pagina
                    2) uso la macro di servizio che usa \pageref adeguatamente sottoposta ad un \if (precisamente \@ifpackageloaded) per sapere se devo prendere il secondo di 2 o il secondo di 5 argomenti.
                    3) prelevo il numero di pagina dal label della figura (magari bisogna far girare pdflatex due volte per essere sicuri che il valore della pagina sia aggiornato) e lo carico in un contatore;
                    4) uso il comando condizionale \ifodd per sapere se il numero di pagina è pari o dispari e poi mi comporto in modo corrispondente, cioè creo la scatola \makebox con l’opzione di posizionamento r o l a seconda della aprità del numero di pagina.

                    Ovviamente la ricrca su latex.ltx serve solo per sapere come si chiama la macro di servizio; tutto il resto va programmato nel solito file di macro personali.

                    in risposta a: Problema installazione pacchetto pdftex.def su MikTex #45446
                    OldClaudio
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                      pdftex.def non e un pacchetto.
                      Si tratta del file di definizioni che il pacchetto graphics/x usa quando la compilazione viene fatta con il “motore” pdftex. Tuttavia il semplice compositore pdftex non credo che possa usare il pacchetto latex graphicx.

                      Il tuo file deve esssere quindi elaborato con pdflatex

                      il tuo preambolo deve quindi essere del tipo:
                      `
                      \documentclass[…]{…}
                      \usepackage[…]{inputenc}
                      \usepackage[…]{fontenc}
                      \usepackage{lmodern}% solo per quando si compila con pdflatex
                      \usepackage[…,italian]{babel}
                      \usepackage{graphicx}
                      % altri pacchetti

                      \begin{document}
                      `

                      Poi devi includere il tuo materiale grafico senza specificare l’estensione del file. pdflatex sa da solom che puo includere solo file grafici in formato pdf, jpg, png. Invece latex sa da solo che puo includere solo file grafici in formato eps e talvolta, se sono ben formati, anche ps:
                      `
                      \begin{figure}\centering
                      \includegraphics[…]{filegrafico_senza estensione}
                      \caption{…}\label{fig:…}
                      \end{figure}
                      `

                      Hai gia’ aggiornato a MiKTeX 2.8?

                      Hai gia’ installato TeXmakerX (che e’ diverso da TeXmaker) e SumatraPDF e li hai configurati per lavorare assieme? Se non l’hai ancora fatto, fallo subito, Non c’e. niente di meglio di lavorare direttamente con pdflatex ma con la possibilita’ di passare con un click dalla finestra tex alla finestra pdf e viceversa.

                      in risposta a: Carattere nell’ambiente verbatim #45463
                      OldClaudio
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                        `
                        {small
                        \begin{verbatim}

                        \end{verbatim}
                        }% su una nuova riga
                        `

                        in risposta a: MacTeX: problema gestione pacchetti #45425
                        OldClaudio
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                          Non so come aiutarti con l’installazione di MacTeX e il tlmgr aggiornato: probabilmente non sei obbligato ad aggiornarlo, ma ti consente di aggiornare tutti gli altri pacchetti; devo dire che recentemente, diciamo una settima fa, ho aggiornato il mio MacTeX, compreso il tlmgr, ma non ho riscontrato nessuno dei problemi che incontri tu.

                          La mia esperienza, però mi dice:

                          1) non ricorrere a Fink, se non in caso di estremo bisogno e poi comincia a pregare che vada tutto bene;
                          2) non ho una bella esperienza nemmeno con macports.
                          3) in ogni caso macports ha un difetto sostanziale: se installi qualcosa che richieda l’uso del sistema TeX: lui non va a guardare se è già installato un qualunque sistema TeX, e te ne installa un altro, il suo; ti ingombra il disco e produce conflitti fra le due versioni, tanto più che quella di macports raramente è aggiornata.

                          Ho imparato queste cose mie spese; sono stato fermo circa due settimane a causa di queste cose, passando quasi tutto il mio tempo a cercare di capire che cosa non andasse, poi ho dovuto ricorrere all’aiuto dei guru che mi hanno spiegato questa incompatibilità. Ho smontato quello che ho potuto; ho modificato l’impostazione del path (quello che tu vedi dalla finestra Termina se digiti (senza virgolette) :echo $PATH) in modo che il path di TeXlive2009 venisse prima di quello di macports, e le cose si sono sistemate; non ho potuto cancellare tutto quello che avevo caricato con macports, perché nonostante tutto c’era qualche programma che mi serviva.

                          Ora capisco che se stai mandando avanti un progetto sul tuo Mac e su una macchina Linux, ti farebbe piacere usare lo stesso editor; allora scegli una altro editor multipiattaforma, come TeXmakerX; esso ha praticamente le stesse funzionalità di Kile, e gira su Mac, su Linux e su Windows. Oppure usa TeXworks, ancora sperimentale, ma anch’esso multipiattaforma e perfettamente usabile.

                          Altrimenti usa sulla tua macchina Linux un editor (per esempio Kile) adatto a quella macchina e su Mac l’ottimo TeXShop; l’importante è che per entrambi specifichi la stessa codifca dei caratteri in entrata, per esempio entrambi Latin1, e non avrai problemi a portare i file da una macchina all’altra. Secondo me TeXShop, nonostante certe mancanze, è unico (insieme al suo discendete TeXwork) ad essere integrato con il suo visualizzatore del formato PDF, e permette di eseguire il passaggio dalla finestra tex alla finestra pdf e viceversa con un solo click di mouse. Io ho già composto un paio di libri con TeXworks e non mi sono trovato male; certo bisogna farci un po’ l’abitudine, ma è come per tutte le cose.

                          Attento: se vuoi usare TeXworks su Linux, anche se la tua distro te lo consentisse, cerca di evitare di installarlo con la distro ma usa la compilazione da sorgente; sul mio Ubuntu 10.04 potrei installarlo con apt-get, ma anche questo installatore non controlla che ho una versione TeXlive 2009 già installata e me ne vorrebbe installare un’altra.

                          in risposta a: “L’arte di scrivere lettere con LaTeX” #27408
                          OldClaudio
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                            Lorenzo, Tommaso,
                            la classe scrlttr2 del pacchetto Koma-script rende obsoleta la precedente classe scrlettr, ma ne prevede una opzione di quasi compatibilità. Il capitolo 6 della scrguien.pdf in …/texmf-distr/doc/latex/komas-scr/ è tutto dedicato alla composizione delle lettere. Ovviamente, essendo la classe creata da un tedesco, le opzioni di classe prevedono un modello conforme alle norme DIN; per altro ci sono altre opzioni frutto del contributo di altri utenti che hanno fornito modelli confermi a certe norme francesi, alle norme svizzere e a diverse norme giapponesi.
                            È un po’ che non controllo le norme UNI, ma non ricordo di avere mai visto norme che riguardino le lettere in Italia. Può darsi che esistano, ma proprio non lo so.
                            Ecco: la classe scrlttr2 a me sembra la più ricca di personalizzazioni di tutte le classi che ho trovato; usando un file .lco da richiamare come opzione alla classe è possibile configurarsi la propria installazione in modo che loco, indirizzo istituzionale, testata, piedino, eccetera siano configurati una volta per tutti al punto di potersene dimenticare; Come avevo fatto io, la classe prevede l’indirizzo del destinatario in posizione adatta ad essere letto nella finestra della busta; esistono diverse opzioni per i vari tipi di buste normalizzate con finestrelle inserite in posizioni diverse.
                            Lorenzo, dovresti leggere la documentazione e provarla, se non altro perché il tuo articolo diventi più completo e fornisca informazioni ancora più avanzate al lettore interessato a scrivere lettere.
                            Tommaso, appena hai finito il grosso lavoro, ricordati dell’articolo “Come si scrive una lettera”; Per quanto sia completa la classe scrlttr2, secondo me il punto importante è proprio quello di imparare a scrivere lettere con un linguaggio anche formale, se è necessario, ma corretto da un punto di vista sintattico-grammaticale, dal punto di vista del mantenimento del registro giusto, che sia adeguato a chi riceve la lettera, che non sbrodoli fuori tema divagando su cose che non c’entrano per niente con lo scopo della lettera, eccetera.

                            in risposta a: Problema con sillabazione italiana #45395
                            OldClaudio
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                              Premetto che non uso più MiKTeX da alcuni anni perché sono passato al Mac; tuttavia mi caita di installarlo su PC di amici e conoscenti.\La versione 2.8 è quella più simile alle versioni per macchine UNIX o tipo UNIX; in particolare riconosce i vari alberi di sistema, locali, personali, eccetera; dovrebbe avere anche la nozione di ~ oppure /home, tipiche cose da macchine UNIX.

                              Per la verità io su WinXP e con 2.8 non ho incontrato nessuna difficoltà, anche perché mi ci sono sempre trovato nelle vesti di amministratore. Tu probabilmente non hai le prerogative giuste, anche se sei l’unico utente della macchina. Controlla le impostazioni della tua utenza da Pannello di Controllo -> Utenti -> Tuo_nome_utente; vedi ce prerogative hai; se sei un utente normale non hai certi diritti; se sei un superutente li ha quasi tutti, se sei amministratore li hai tutti. In un certo senso è utile non essere né superutenti né amministratori durante i lavoro quotidiano, così si evita di premere il tasto sbagliato e combinare pasticci a livello di sistema.
                              Tuttavia certe volte è necessario; se la macchina te l’ha messa su qualcuno diverso da te, probabilmente ha creato un utente abilitato a tutto (a lui) e un utente per te. Se invece nessuno ha messo le mani sul tuo pc dovresti comunque essere in grado di aumentarti le prerogative a quelle di amministratore.

                              Ciò premesso, da qualche parte (in uno dei vari alberi del sistema) dovrebbe esserci la cartella web2c che contiene i file di formato *.fmt e i rispetti file .log. apri con un editore di testi il logo corrispondente al formato pdflatex.fmt e/o quello relativo a latex.fmt; verso il fondo ci sono le registrazioni delle lingue di cui si è caricata la sillabazione in relazione alla scelta delle lingue. prima di english (che deve sempre essere al prima lingua) c’è anche il nome del file con la descrizione delle lingue da usare; si chiamerà languages.dat oppure languages.def. cercali e vedi se la riga relativa a italian è o non è preceduta da un commento; se è commentate, vuol dire che la spunta dell’italiano dal dialogo per la scelta delle lingue non ha avuto successo; puoi decommentare a mo se vuoi; in ogni caso controlla anche sul file log se il file di sillabazione dell’italiano è stato correttamente utilizzato, oppure non è stato trovato; se non l’ha trovato perche la riga di italian era commentata allora quello è il motivo della mancanza dell’italiano dal tuo elenco; se invece l’inizializzatore ha trovato a riga italian decommentata, ma non ha trovato il file italian, probabilmente ha continuato con le altre lingue ma ha lasciato un messaggio di “file not found”

                              Inoltre controlla se hai più versioni dei formati; può darsi che l’operazione con i MiKTeX settings sia stata eseguita correttamente, ma che il file di formato che il tuo eseguibile ha usato non sia quello aggiornato; normalmente il sistema TeX esplora tutti gli alberi di installazione del sistema cominciando dall’albero personale, e proseguendo per quello locale e poi quello di sistema; se la procedura con i MiKTeX Settings ha aggiornato il formato di sistema ma tu ne hai un altro nell’albero locale o nell’albero personale, il programma usa il primo che trova, quindi usa quello sbagliato.

                              Informazioni molto tecniche, come vedi, che richiedono di saper esplorare gli alberi del sistema MiKTeX e di trovarne le informazioni corrette e utili; una volta presa dimestichezza con questo genere di esplorazioni, vedrai che saprai risolvere da solo molti più problemi, anche molto più complessi.

                              in risposta a: Margini sfondati #45361
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Il meglio che sono riuscito a fare è scendere a 10pt dichiarando localmente \footnotesize; poi ho giocato ocn le scatole:
                                `
                                \documentclass[12pt,draft]{book}
                                \usepackage{amsmath}

                                \newenvironment{sistema}%
                                {\left\lbrace\begin{array}{@{}l@{}}}%
                                {\end{array}\right.}

                                \begin{document}

                                \begin{itemize}
                                \item Ecco il primo sistema di equazioni:\\[1ex]
                                \makebox[\linewidth][r]{%
                                \footnotesize
                                \(
                                \begin{sistema}
                                \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} + \dfrac{1}{3} \dfrac{L}{E I_t} \biggr) X_A – \dfrac{1}{6} \dfrac{L}{E I_t} X_B – \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_C – \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{q L^3}{24 E I_t} + \dfrac{7 p h^3}{360 E I_p} + \dfrac{p_p h^3}{24 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                \dfrac{1}{6} \dfrac{L}{E I_t} X_A – \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{L}{E I_t} + \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} \biggr) X_B + \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_D + \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{q L^3}{24 E I_t} + \dfrac{7 p h^3}{360 E I_p} + \dfrac{p_p h^3}{24 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_A – \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} + \dfrac{1}{K} \biggr) X_C + \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{p h^3}{45 E I_p} + \dfrac{p_p h^3}{24 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                – \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_B + \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} + \dfrac{1}{K} \biggr) X_D – \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{p h^3}{45 E I_p} + \dfrac{p_p h^3}{24 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                \dfrac{X_A + X_B + X_C + X_D}{H} = 0 \\[1.0ex]
                                \end{sistema}
                                \)%
                                }\\[1ex]

                                da cui si ricavano:\\[1ex]

                                \makebox[\linewidth][c]{%
                                \footnotesize
                                \(
                                \begin{sistema}
                                X_A = -\dfrac{1}{60} \dfrac{30q E L^3 I_p^2 + 10 q L^3 I_p H K + 14 I_p H^3 I_t E p + 30 I_p h^3 I_t E p_p + 5 p_p h^4 I_t K + 2 p H^4 I_t K}{6 E I_p^2 L + 4 E I_p I_t H + 2 H K L I_p + H^2 I_t K} \\[2.5ex]

                                X_B = – X_A \\[2.5ex]

                                X_C = \dfrac{1}{60} \dfrac{HK (8 I_p L p H^2 + 15 I_p L p_p H^2 – 5 I_p q L^3 + 3 I_t H^3 p + 5 I_t H^3 p_p)}{6 E I_p^2 L + 4 E I_p I_t H + 2 H K L I_p + H^2 I_t K} \\[2.5ex]

                                X_D = -X_C\\[2.5ex]

                                \eta = 0\\[1.0ex]
                                \end{sistema}
                                \)%
                                }
                                \end{itemize}
                                \end{document}
                                `

                                Però se riesci a fattorizzare almeno il numeratore della prima frazione del secondo sistema, probabilmente si riesce a fare di meglio; altrimenti quello è tutto quello che si può fare; non è lecito infatti spezzare una frazione; al massimo potresti scrivere quel numeratore con tutti i suoi termini disposti su due righe, ma credo che stia molto peggio di come si ottiene con la brutta soluzione che ti suggerisco.

                                in risposta a: Margini sfondati #45359
                                OldClaudio
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                                  A me non sfonda nemmeno con 12pt e itemize: prova il mio codice:
                                  `
                                  \documentclass[12pt,draft]{book}
                                  \usepackage{amsmath}

                                  \newenvironment{sistema}%
                                  {\left\lbrace\begin{array}{@{}l@{}}}%
                                  {\end{array}\right.}

                                  \begin{document}

                                  \begin{itemize}
                                  \item Ecco il primo sistema di equazioni:
                                  \begin{equation*}
                                  \begin{sistema}
                                  \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} + \dfrac{1}{3} \dfrac{L}{E I_t} \biggr) X_A – \dfrac{1}{6} \dfrac{L}{E I_t} X_B – \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_C – \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{P H^2}{16 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                  \dfrac{1}{6} \dfrac{L}{E I_t} X_A – \biggl( \dfrac{1}{3} \dfrac{L}{E I_t} + \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} \biggr) X_B + \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_D + \dfrac{\eta}{H} – \dfrac{p H^2}{16 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                  \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_A – \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} X_C + \dfrac{\eta}{H} + \dfrac{P H^2}{16 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                  – \dfrac{1}{6} \dfrac{H}{E I_p} X_B + \dfrac{1}{3} \dfrac{H}{E I_p} X_D – \dfrac{\eta}{H} – \dfrac{P H^2}{16 E I_p} = 0 \\[2.5ex]

                                  -2 F – P + \dfrac{X_A + X_B + X_C + X_D}{H} = 0 \\[1.0ex]
                                  \end{sistema}
                                  \end{equation*}
                                  \end{itemize}
                                  \end{document}
                                  `

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 11,191 al 11,205 (di 11,287 totali)

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