Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Quello che ha spiegato Enrico è un modello di chiarezza. Io credevo di aver ben spiegato la differenza fra i font bitmapped e quelli vettoriali (PostScript, TrueType, OpenType) nella Introduzione all’arte, ma evidentemente non sono stato sufficientemente chiaro. Vedrò di rimediare.
Nel frattempo il problema di lettrine è risolto magistralmente con le spiegazioni di Enrico, con un unica microscopica omissione: I font Latin Modern hanno i corpi corrispondenti a quelli della collezione Computer Modern, ma i loro file di descrizione, per esempio t1lmr.fd, contiene le descrizioni che consentono lo scalamento continuo a partire dal corpo più vicino; secondo me funzionano benissimo con lettrine.Personalmente li preferisco a qualsiasi altro font distribuito con il nostro caro sistema TeX, anche se per testi particolari uso anche altri font, come il Times (txfonts) se devo risparmiare un poco di spazio, il Palatino (pxfonts) se voglio aumentare un poco l’occhio e la larghezza dei caratteri e migliorare la leggibilità.
Mi rendo conto che esistono tanti altri bellissimi caratteri, ma poi, tutto sommato, se c’è della matematica di mezzo preferisco sempre i Latin Modern.
Se guardi nell’Introduzione trovi anche un esempio di capolettera, ma se vai a guardare il file sorgente, vedi che l’ho ottenuto senza ricorrere a lettrine; forse non è altrettanto professionale, ma…
Nell’Introduzione uso i Latin Modern.
9 Luglio 2010 alle 17:48 in risposta a: Numeri dentro le tabelle: minuscoli o maiuscoli? Come fare? #47101::
A me risulta che l’opzione italian di babel già contiene la virgola intelligente che funziona sempre correttamente in modo matematico (sempre vuol dire che da me con i file che scrivo io, il risultato è sempre quello che si vorrebbe in matematica).Io non userei nemmeno \newcolumntype; ma farei tutta la tabella con un array:
`
…
\usepackage[italian]{babel}
…
\begin{document}
…
\begiin{table}
\[
\begin{array}{*5c}
\toprule
D & P_u & u_u & \beta & G_f \\
\mathrm{(m)} & \mathrm{(kg)} & \mathrm{(m)} & & \mathrm{(Pa\cdot m)} \\
\midrule
5 & 269,8 & 0,000674 & 1,79 & 0,04089 \\
10 & 421,0 & 0,001035 & 3,59 & 0,04089 \\
20 & 640,2 & 0,001565 & 7,18 & 0,04089 \\
\bottomrule
\end{array}
\]
\end{table}`
Per quel che riguarda i font euler, con tutto il rispetto per Zapf, ti ho già scritto tempo fa che cosa ne penso 😯Aggiungo: \cdot è un operatore binario attorno al quale TeX mette già gli spazi giusti, tu avevi usato il codice per il “bullet-tino” testuale perché lavoravi in modo testo, ma la bona regola, tu mi insegni, è di scrivere la matematica in modo matematico.
::
Sei sicuro di voler fare un “tabella” così come la descrivi e la esemplifichi?Una cella multirow ha senso solo come spiegazione delle righe che abbraccia e ha senso solo se la si mette per prima o per ultima. Ma nel tuo caso non avrebbe senso nemmeno se mettessi le tabelle B e C dentro due multirow.
A me pare un sciocchezza, perché le righe e le colonne della tua tabella non sono correlate, quindi non ha senso usare una tabella.
Potresti più seriamete fare tre tabelle e disporle come credi meglio dentro un unico ambiente table e dentro un ambiente subtab (o come si chiama l’ambiente simile a subfig), ognuna con una susa piccola didascalia e il tutto con la didascalia generale dell’ambiente table.
Nota che una tabella realizzata con l’ambiente LaTeX tabular, è programmata mediante iil comando primitivo TeX \halign che serve per allineare verticalmente delle righe di celle.
TeX avrebbe anche il comando \valign che serve per allineare orizzontalmente delle colonne di celle. Non ho mai visto un esempio credibile di uso di \valign, utile forse per le lingue con scrittura verticale come talvolta il giapponese e il cinese. Forse con \valign potresti realizzare la tua “tabella”, ma, come ho detto sopra, ripensala!
::
La cosa più semplice è quella di scaricare da CTAN dalla cartella/ tex-archive/ systems/ texlive/ tlnet
il file
install-tl.bat
lanciando il quale dalla finestra cmd ti permette di installare il TeXlive manager (tlmgr). Lanciando questo programma puoi installare TeXlive completo o parziale secondo quallo che preferisci e ti permette di aggiornare l’installazioen per esempio ogni mese, coscché hai sempre il sistema aggiornato.
Sul tuo mak dal terminal puoi lanciare anche lì tlmgr e fare gli aggiornamenti che vuoi.
Tl mgr ha una interfaccia da linea di comando e una interfaccia grafica; questa è più facile da usare, ma è meo potente.
::
Casomai sostituisci le quadre con le tonde; o anche non mettere nessuna parentesi di nessun genere.
Inoltre siccome stai copiando da un documento scritto con il massimo disprezzo per le norme, a parte knots, che, se scrivi in inglese, va bene, non scrivere deg o degrees invece del pallino solito dei gradi, non mescolare il simbolo dei secondi con il nome dei metri, usa solo i simboli delle unità.
Le norme SI non sono cose da trascurare; servono ai tecnici per capirsi; non rispettarle vuol dire non farsi capire; la commissione che ha steso la relazione sull’ultimo incidente disastroso dello shuttle Columbia ha presentato una relazione incompatibile con le norme SI e tutti i membri sono stati “licenziati con disonore”. 🙁
::
Dai! che cosa ci vuole ad dare il comando texdoc pgf; in poche righe sapresti che quel programma con il suo ambiente tikz e le sue figure tikzpicture è fatto apposta per i disegni al tratto, come i diagrammi e, in particolare, anche gli schemi strutturali. Tikz fa anche cose molto più complicate.
Ma, diamine, leggi la documentazione che è già installata sul tuo PC!
2 Luglio 2010 alle 21:19 in risposta a: Una formula sfora il margine destra, ma rimane nel foglio #46879::
La soluzione di Enrico è perfetta, specialmente per formule molto lunghe.Se ti basta scorciare la formula al massimo del 10% puoi ridurre il corpo:
`
bla bla bla
{\small
\begin{equation}
equazione lunghetta ma non troppo
\label{equ:eq-lunga}
\end{equation}}% Nota la doppia graffa! la seconda chiude quella aperta prima di \small
e come si vede nell'equazione~\ref{equ:eq-lunga} bla bla bla
`Ma, ome dice Enrico, questi sono sotterfugi e non rappresentano la buona pratica tipografica.
::
Il logo dell’università è al centro perché così vuole il Politecnico di Torino. Effettivamente le altre università potrebbero volere diversamente.
No, non c’è un modo facile di eseguire questa modifica se non modificando profondamente il file topfront.sty.Puoi sempre stampare il frontespizio separatamente usando qualunque altro pacchetto, compreso frontespizio; ma anche semplicemente book e “disegnando” le informazioni che vuoi inserire direttamente usando tutte le scatole, le minipage, i parbox i tabular necessari.
Da un punto di vista estetico il frontespizio non deve somigliare ad un foglio di carta intestata, dove ha senso mettere il logo dell’azienda in alto a sinistra e nello spazio rimanente la ragione sociale e le altre informazioni dell’azienda sull stessa riga/fascia a fianco del logo. Mettere il logo da solo in una riga a se stante in testa alla pagina mi sembra che faccia un po’ schifo, ma forse sono io che non ho senso estetico. Mettere il logo in calce potrebbe essere un’idea; quasi tutte le case editrici mettono il loro logo nel frontespizio in calce in una riga a se stante..
Comunque se vuoi mandami come MP (messaggio personale) un frontespizio scandito secondo i tuoi desideri; vedo che cosa si può fare; per esempio una nuova opzione per toptesi al fine di collocare il logo dlel’università a scelta in due o tre posizioni predefinite.
::
Ora hai avuto la soluzione da Enrico; ma il tuo modo di cercare le risposte alle tue domandi usando Google non è certamente il più efficace.Qualunque distribuzione del sistema TeX tu abbia installato sulla tua piattaforma di lavoro, che sia Windows, Linux o Mac non ha importanza, la tua distribuzione contiene una cartella doc che contiene tutte le guide, tutte le informazioni, tutti gli esempi che vuoi, persino la Mica tanto breve guida a LaTeX (in italiano) che garantisce di poter usare LaTeX in 92 minuti 😀
Anche se si tratta di una guida semplice e introduttiva e un po’ datata, è veloce e rapida; Poi ci sono tutti i documenti ufficiali, sono tutti o quasi in inglese (ce ne è anche una in mongolo… 😯 ma serve solo per chi vuol scrivere in mongolo). Capisco che non tutti conoscano l’inglese, ma nemmeno Google da tutto in italiano. Certo, lo capisco benissimo, anche la documentazione in italiano va saputa leggere.
Qui sopra ci sono i link per scaricare l’Arte di scrivere con LaTeX e Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX entrambi in italiano; direi che non è che manchi la documentazione 8)
::
Per le sottosezioni numerate 1.2.c invece che 1.2.3 (strano modo di numerare; sei sicuro?) ridefinisci il comando \thesubsection:
`
\renewcommand\thesubsection{\thesection.\alph{\value{subsection}}}
`
Per il resto segui i consigli di Enrico e lascia le testaine diverse a sinistra con il titolo del capitolo e a destra con il titolo della sezione, però usa gli argomenti facoltativi:
`
\chapter[titolo breve]{titolo lungo}
\section[titolo breve]{titolo lungo}
`Non è una buona idea quella usare titoli di capitoli o di sezioni romanzati come certi titoli di film di Lina Wertmüller 😀
29 Giugno 2010 alle 22:35 in risposta a: Errore:report.tex:169:There’s no line here to end. & #46744::
Nelle tabelle lunghe o coorte non lasciare righe bianche.Inoltre, visto che riporti il file log, avrai notato che stai scrivendo in italiano ma non hai caricato nei formati di MiKTeX i pattern per sillabazione in l’italiano.
Cercati sul forum questo topic, direi che salta fuori almeno una volta al mese.
E sì che l’uso delle impostazioni con MiKTeX setings (da Avvio|Programmi|MiKTeX) è facilissimo e richiede al massimo di leggere la documentazione di MiKTeX, sempre dallo stesso menù cliccando MiKTeX Help!
::
Magari ti sto dicendo cose che non c’entrano niente con i tuoi problemi con la Springer.Comunque ci provo; cerca in rete pdf2ps oppure usa tranquillamente il convertitore di gview; questo, tuttavia, anche secondo me non produce un risultato valido; mentre se consulti la documentazione di ghostscript trovi come trasformare un file pdf direttamente in ps o in eps senza passare attraverso gview. Ghostscript ha diversi script da azionare dalla finestra comandi che possono fare cose meravigliose, se si riescono a scrivere tutte le infinite opzioni che esso richiede; ecco perché la documentazione che accompagna ghostscript è fondamentale.
Le immagini jpg sono di tipo bitmapped e non si prestano a ingrandimenti o rimpicciolimenti rispetto al suo formato naturale; inoltre vanno abbastanza bene per le fotografie, ma vanno malissimo per di disegni al tratto, come per esempio i diagrammi; per questo scopo il formato png andrebbe meglio; ma se alla Springer vogliono solo formato eps, allora esiste un programmino jpegtops.exe per windows e simili programmi per gli altri sistemi operativi che “incarta” l’immagine bitmapped in un involucro eps e permette di generare file eps dove non è stato perso un solo pixel; chiaro che se l’immagine jpg era brutta, eps non la fa migliorare. Esiste anche pngtops; cerca in rete.
Se le tue immagini iniziali sono generate con photoshop, probabilmente, piuttosto che esportare in un dubbioso eps, conviene esportare in un buon png e trasformare in eps.L’eps dubbioso è quello che contiene al suo inizio anche una parte bitmapped con la risoluzione dello schermo; essa consente ai programmi di visualizzazione dei file eps di esporre la schermata più rapidamente; mi pare di ricordare che photoshop faccia proprio così.
28 Giugno 2010 alle 21:35 in risposta a: [Risolto] pdflatex non mi compila i caratteri accentati #46713::
Qualunque cosa tu stia scrivendo non indicare l’autore con i nome dopo il cognome; quello è burocratese spinto, incompatibile con la qualità dei documenti prodotti con LaTeX.Va bene l’opzione latin1 se il tuo TeXmaker è configurato per usare quella codifica; evidentemente non lo è; imposta la codifica nelle impostazioni di TeXmaker e vedrai che le cose si sistemano subito.
::
Ubuntu è (o era) un magnifico sistema operatovo delle famiglia Debian; la 9.10 girava benissimo sul mio vecchio portatile, mentre la 10.04 me lo incastra dopo pochi minuti. Tuttavia anche prima installavo TeXlive scaricando il tlmgr dal sito CTAN e installavo la TeXlive vera, aggiornabile col il tlmgr. Il tutto funzionava a meraviglia.Peccato che in questo modo non potessi installare certi pacchetti che secondo Synaptic/apt-get etc. avrebbero delle dipendenze dall’installazione del sistema TeX che, come ha giustamente scritto Enrico, non risulta nella lista dei pacchetti installati se non si segue l’ortodossia Debian.
Sembrerebbe che sia possibile aggirare questa difficoltà inserendo delle informazioni virtuali nei file con i quali Synaptic e apt-get gestiscono le dipendenze; ne ho trovato traccia navigando in internet, ma poi nel momento in cui mi accingo a modificare questi file delle dipendenze, dopo un po’ 10.04 si incastra e devo spegnere di brutto senza poter salvare niente. Ho rinunciato ad usare TeXlive su Ubuntu!. mantengo in azione il vecchio PC con Ubuntu solo per fare certe cosine che non riesco a fare né con Windows né con Mac; per esempio cancellare i file locked che si formano nelle chiavette quando uno ha la disgrazia di inserire una chiavetta in un PC infetto 😯
È un vero peccato che la situazione sia questa, comunque fra i due mali, sempre se 10.04 non si incastra, preferisco avere su tutte le mie macchine una vera distribuzione aggiornabile TeXlive, che la versione Debian congelata.
-
AutoreRisposte