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Fabio, non ha senso quello che chiedi; sarebbe come a voler dire che che vuoi fare un capitolo intitolato Capitolo 1 in modo che nella prima pagina del captolo ci sia scritto:Capitolo 1
Capitolo 1e nell’indice compaia
1 Capitolo 1
Con l’appendice è lo stesso
scrivi in fondo alla mainmatter
`
\appenndix
\chapter (Figure del testo}
parole introduttive.
\section{Figure del capitolo 3}
…
\section{Figure del capitolo 5}
…
\backmatter
…
\end{document}`In sostanza dai un nome a queste sezioni che non sia un nome generico; che sfoglia l’indice che cosa ne sa dell’appendice A se nell’indice non compare un titolo sufficientemente descrittivo?
11 Marzo 2020 alle 9:27 in risposta a: Progetto di un testo complesso e strutturato di contenuto giuridico; classe book #117476::
No, finora nessuno in Italia si è preoccupato di creare una classe per documenti legali; ma il tuo è un documento di commento; un saggio di commento ad alcune leggi, non è in senso stretto l’enunciato di una legge, di un devreto o di simili cose, che richiedono formati particolari.
Vedi, anche gli umanisti hanno bisogno di scrivere documenti critici, saggi su altri documenti, ma hanno delle idee strane, che i giuristi non dovrebbero avere. Non ci sono due umanisti che compongano una bibliografia nella stessa maniera e ovviamante secondo ciascuno di loro afferma che il suo metodo sia l’unico corretto; tuttavia nessuno di loro nemmeno si preoccupa di sapre se esistono delle norme per i riferimenti bibliografici, eppure esistono el norme ISO-UNI-EU che in Italian hanno valore di legge. Non scendono in troppi dettagli,ma specificano chiaramente quali siano gli elementi essenziali e quelli accessori di ciascun tipo di riferimento bibliografico.
Tuttavia dispongono di edmac.sty, ledmac.sty, reledmac.sty per comprre gli apparati di note, fino a 5 se ben ricordo, am tutti i momenti, anche nel forum, nascono richieste di modifiche o poersonalizzazioni di queste cose.Come ingegnere non ti saprei consigliare per i testi giuridici sono fuori dalla mia portata; sebbene… Fra di documenti scaricabili dalla sezione Documentazione del sito, c’è “Saper comunicare – Cenni di scrittura tecnico scientifica”, che ho scritto quando ero ancora in servizio (ora sono in pensione da più di 13 anni) per i laureanti del Politecnico di Torino e per gli aspiranti( già laureati) a sostenere l’esame di stato in modo da entrare nella professione con il peide giusto, anche se manca ancora l’esperienza del lavoro sul campo. Ma perizie, capitolati e simili osno documenti legali, quindi nel mio piccolissimo, microscopico ho contribuito qualcosa anche in questo campo.
Ma non, certamante, in un saggio del tipodi quello che ti accingi a scrivere.
Ti raccomando di usare un editor che comprenda le cosiddette righe magiche (le righe di autoconfigurazione) perché comporre un grande testo molto lungo frazionato in molti file sorgente diventa molto più facile. Ricorda con attenzione la differenza fra \include+\includeonly, \input e \import (del pacchetto pdfpages? – ti sconsiglio di usare questo tipo di importazione; vale la pena di copia-incollare i testi da importare mettendoli dentro file .tex da immettere nel documento complessivo con \include o \input; non è vietato, ma te lo sconsiglio). Data la velocita di compilazione dei moderni calcolatori, non è più necessario ricorrere a queste articolazioni annidate a più livelli, come era necessario/consigliabile fare 20 o30 anni fa, ma è molto comodo poterlo fare epr tenere in ordine file relativamente piccoli e per gestire separatamente file che contengono strutture difficile da comporre, come capita talvolta con schemi grafici o con tabelle complicate. Ma dimenticati di Word e degli altri word processor, come Writer, PAges, e tanti alri; Spesso non ce la fanno con file grosi e vanno in crash. Con LaTeX (RAM permettendo) non ci sono problemi di nessun genere anche con file immensi. Invece anche con LaTeX è meglio frazionare i file immensi in tanti file di minori dimensioni perché l’editing diventa più maneggevole; e ricordati di avere l’editor collegato ai dizionari ortografici opportuni, anche se scriverai prevalentemente o solamente in italiano.
Se usi un Mac e se usi il suo editor TeXShop, se gli hai installato i dizionari ortografici necessari, lui sa ricercare l’ortografia corretta nella lingua appropriata senza che tu marchi diversamente i brani i lingue diverse (ovviamante li devi marcare comunque perché LaTeX usi almeno la sillabazione/cesura in fin di riga corretta.Scusa se mi dilungo, ma mi viene in mente che su richiesta di giuristi in passato ho implementato nel modulo babel-italian la numerazione principale delle liste numerate con lettere, invece che con cifre, non solo ma mi era stati chiesto che si potessero numerare vuoi con le 26 lettere dell’alfabeto “latino/occidentale”, sia con le 21 lettere dell’alfabeto “italiano”. Quidi qualcosa esiste già per i documenti giuridici, anche se si tratta di una cosa minima. Oggi sarebbe molto meglio configurare le liste di tipo enumerate mediante le funzionalità del pacchetto enumitem.
11 Marzo 2020 alle 7:35 in risposta a: Progetto di un testo complesso e strutturato di contenuto giuridico; classe book #117474::
Ho esaminato con attenzione il tuo progetto.
Non male come complicazione, ma la struttura che vuoi implementare è già contenuta nella classe book; sta a te realizzare le varie sezioni del tuo progetto con i suoi comandi.Vorrei farti un’osservazione che riguarda i libri in generale; mi riferisco ai libri il cui contenuto è strutturato, cioè forse divios in parti, sempre diviso in capitoli, che a loro volta sono divisi in sezioni (paragrafi), sottosezioni (sottoparagrafi) volendo fino ai sottocapoversi; tutte queste parti possono venire numerate gerarchicamente, ma di default la classe book numera solo dalle parti fino si sottoparagrafi, ma nette nell’indice generale solo fino ai paragrafi. è facilissimo impostare certi parametri per numerare anche le sotto-sotto-sezioni (sotto-sott0-paragrafi), i capoversi e i sotto-capoversi (anche se a mio parere numerando fino ai sotto-sotto-paragrafi si esagera forse un po’, ma dipende dal testo che uno scrive).
Ora nel tuo progetto dividi in parti, ciascuna di queste divisa in sezioni; mmm; sarà un questione di terminologia, ma questa cosa non può essere fatta con la classe book; o tu chiami capitili quelle che nel tuo progetto hai chiamato sezioni, oppure chiami capitoli quelle che nel tuo progetto chiami parti.
Cominciamo: i supersezionamenti; un libro strutturato contiene tre supersezionamenti principali: l’inizio, il corpo e la fine che si introducono con \frontmatter, \mainmatter, \backmatter. Di default la classe book le gestisce in questo modo:
Front matter: la numerazione delle pagine è in numeri romani; i sezionamenti non sono numerati; ogni chapter comincia indifferentemente su una pagina qualsiasi.
Main matter: la numerazione delle pagine ricomincia da 1 con cifre arabe; i sezionamenti sono numerati; ogni chapter comincia su una pagina dispari (di destra); i sezionamenti subalterni non vanno nell’indice generale
Back matter: la numerazione delle pagine prosegue in cifre arabe quella della main matter; i sezionamenti non sono numerati; ogni chapter comincia su una pagina qualsiasi; tutti si sezionamenti fino ali sottoparagrafi vnno nell’indice generale
Nota che ho scritto chapter, non chapter*, perché il comando \chapter* non mette niente nell’indice né modifica le testatine, indipendentemente dal fatto che sia usato nelle front, main o back matter; i sezionamenti subalterni non vanno nell’indice generle.
Ovviamente queste impostazioni possono essere modificate; nella Guida GuIT ho descritto come ho fatto, per esempio ad ottenere la numerazione romana in maiuscoletto (visto che i romani non conoscevano il minuscolo (tranne quando scrivevano sui muri con una forma arcaica di scrittura legata precorritrice della scrittura legata dei nostri giorni — vedi Pompei). Ma vi ho scritto anche come sia sostanzialmente una questione di stile (più o meno apprezzabile) quella di numerare l’inizio con una numerazione diversa e oggi non sussistono più i motivi pratici per i quali una volta, quando si componeva in piombo, si faceva così.
Nella front matter ci stanno il frontespizio, l’indice generale, la prefazione, l’introduzione (purché questa non sia un \chapter diviso in sezioni subalterne — non è proibito, ma ma di solito non si fa); Gli acronimi si possono mettere nella front matter, ma stanno meglio nella backmatter
Nella main matter va il copro del docuemnto e le appendici numerate; queste hanno bisogno di essere numerate se sono più di una, altrimenti una sola appendice comincia la back matter.
Nella back matter vanno tutte le parti di consultazione, compresa eventualmente l’unica solitaria appendice non numerata; quindi oltre a questa appendice, ci stanno bene la bibliografia, l’indice analitico, il glossario, gli acronimi, eccetera. Per averli indicati nell’indice bisogna configurarli apposta.
Ora non voglio scendere in troppi dettagli perché il messaggio diventerebbe troppo lungo. Tuttavia la struttura che io vedrei sarebbe la seguente:
`\frontmatter
Frontespizio
Indice generale
Prefazione
Introduzione\mainmatter
\chapter{La legge xyz …}
\section{Articolo 1 della legge}
testo
\subsection{Commento prima questione}
testo
\subsubsection{Fonte AAA}
testo
\subsubsection{Fonte BBB}
testo
\subsection{Commento seconda questione}
testo
…
\chapter{Articolo 2 della legge}
…\backmatter
\chapter(acronimi)
\chapter{glossario}
\chapter(indice analitico)
\chapter{Giurisprudenza citata}
\chapter{Bibliografia}`Poi in un secondo tempo rifinisci le cose, personalizzi lo stile dei dettagli, ma non preoccupartene prima di avere composto il tutoo.
Ti raccomando le seguenti guide tematiche:Il LaTeX Reference Manual commentato
Tipocomporre in italiano
Font e tipografia
La bibliografia in biblatex e i programmi di gestione dei record
Introduzione alla creazione dei file di classe
Introduzione alla definizione della geometria della pagina,Oltre, naturalmente alle guide generali: L’Arte di scrivere con LaTeX e Introduzione all’arte della composizione tipogrfica con LaTeX.
10 Marzo 2020 alle 23:13 in risposta a: Errore ClassicThesis “Cannot find file CalssicThesis.bcf” #117482::
Non è la prima volta che scrivi, ma da quello che chiedi, osereisupporre che non hai mai letto né una guida, né le risposte date ad altri che hanno richiesto in passato supporto su questo tema.Il messaggio che ricevi dipende dal fatto che non hai seguito passo passo le istruzioni per comporre la bibliografia; in particolare usando biblatex e l’estrattore di riferimenti dal database bibliografico.
a) Prima di poter comporre una bibliografia con biber devi aver predisposto il database bibliografico. con l’estensione bib e i record composti ciascuno a suo modo a seconda del tipo di riferimento,
b) Nel preambolo del documento devi avere richiamato il pacchetto biber con le opzioni del caso per dare all’elenco dei riferimenti e allle citazioni dei riferimenti la forma che vuoi tu
c) Nel corpo del documento devi avere citato diversi riferomenti; oppure se non ti interessa citarli espressamente ti basta insererire l’istruzione [tt]\nocite{*}[/tt] da qualche parte nel file sorgente (o nel file principlale, se hai suddiviso il “sorgente” del tuo documento in un file principale e tanti file secondari.
d) Verso il fondo del documento sorgente devi avere messo il comando [tt]\printbibliography[/tt] con le opzioni del caso.
e) devi avere composto il documento almeno una volta prima di comporre la bibliografia; in questo modo tutte le chiavi delle tue citazioni vengono scritte nel file ausiliario;
f) devi lanciare biber su un file che ha lo stesso nome del file principale del tuo documento, ma lo devi specificare senza estensione; biber sa quale estensione usare. Non devi ricevere errori del tipo che non trova il file .bcf; se continua a trovarne, rivedi i passi precedenti e ricontrolla di avere usato i nomi giusti (un errore comune è quello di chiamare biber specificando il nome dell file bib invece del nome del file principale del tuo documento). Controlla che dopo questa operazione nella cartella principale del tuo documento compaia il file con estensione .bbl.
g) Ricompila il tuo documento il tuo documento due o tre volte, finché nella console e nel file .log non appaiano più Warning del tipo che non tutte le references sono state decifrate e che le crossreferences non corrano il rischio di essere cambiate.
Infine se ti rimane qualche dubbio tienei presente che nella sezione Documentazione di questo sito ci sono due guide tematiche che dovresti leggere e seguirne le indicazioni. Una riguarda la costruzione della bibliografia; l’altra riguarda la costruzione di un esempio minimo compilabile (EMC). Infatti questa mia risposta è un modestissimo riassunto delle operazioni da eseguire, che è spiegata molto più chiaramente nella guida tematica; e la mia risposta è piuttosto generica, perché senza l’EMC è difficile immaginare che cosa tu abbia realmente fatto.
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Naturalmente, oltre ad aver scaricato il pacchetto Awesome-CV-master.zip e l’hai decompresso come specificato nelle istruzioni contenute nel file README.md; Naturalmente disponi localmente di una installazione completa e aggiornata del sistema TeX; naturalmente disponi anche dei font OpenType speciali che quel pacchetto (che non fa parte del sistema TeX) usa.
Inoltre sai che in generale non ci occupiamo di problemi che nascono dall’uso di pacchetti che non fanno parte del sistema TeX. Sono troppo numerosi e, comunque ci costringerebbero a scaricare e ad installare pacchetti che di solito non ci interessano per il nostro uso quotidiano.Se ti rivolgi a pacchetti esterni, devi, casomai, chiedere aiuto ai loro autori.
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Infati non è complicata,ma deviusare fancyhdr, cme ti ho detto; quindi in primis devi leggerne la documentaziione che hai già a bordo: texdoc fancyhdr da terminale o prompt dei comandi finestra comandi, come preferisci chiamarla o come si chiama col tuo sistema operativo.La raccomandazione, però, è quella di non preoccupartene ora; lo farai quando avrai finito di comporre il testo del tuo documento, con le figure o gli schemi necessari, la bibliograia e ogni altro dettaglio funzionale; Col testo a posto, puoi dedicarti ai dettagli ornamentali.
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Se sei alle prime armi, non cimentarti con queste cose.Quando avrai più esperienza potrai usare il pacchetto fancyhdr e con quello puoi anche usare il colore nelle testatine e nei piedini.
Ma non cominciare con il piede sbagliato:
a) non consultare il Web, tranne che i siti ufficiali gestiti da utenti di LaTeX; fra i tanti, in italiano ha solo questo che stai usando;
b) oltre alla sezione della Documentazione che ti ho indicato nell’altro messaggio, e dove trovi guide di ogni genere, generali, specifiche, di primo livello, di livello medio, di livello avanzato;
c) Le personalizzazioni, come la colorazione dei numeri delle pagine, sono dettagli estetici a cui ti puoi dedicare quando hai finito il tuo documento; Non perdere tempo con questi dettagli, specialmente se sei alle prime armi. Prima scrivi il tuo documento e rileggilo diverse volte, a distanza di tempo fra una lettura alla successiva; ogni volta troverai errori di battitura, frasi mozze, frasi troppo lunghe, cattivo uso di coordinazione e subordinazioni delle frasi; punteggiatura errata, e dia discorrendo. Finché il documento non è a posto, non serve aggiungervi gli “ornamenti”, quali sono i numeri delle pagine colorati.
d) ricordati che la tua installazione contien anche tutti i file di documentazione; non serve andare a cercare in rete ciò che hai già a bordo della tua installazione del sistema TeX.
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È possibilissimo che ti succeda la cosa che lamenti; ci sono decine o centinaia di motivi per il quale questo succede; te n elenco un paio
a) il testo è stato composto con un font che non accetta la cesura in fin di riga;
b) stai componendo avendo impostato (dal codice che hai copiato altrove) la lingua inglese mentre stai scrivendo in italiano.Ma per sapere qual è il motivo esatto nel tuo codice, è necessario un esempio minimo compilabile (EMC), coè è necessario che tu includa nel tuo messaggio un esempio di codice completo, che cominci con [tt]\documentclass[/tt] e finisca con [tt]\end{document}[/tt]; che non importi file che non alleghi; che abbia il preambolo (da [tt]\documentclass[/tt] fino a [tt]\begin{document}[/tt] che contenga il minimo necessario per compilare L’EMC in modo da riprodurre il problema; che il corpo del documento (quello che va da [tt]\begin{document}[/tt] fino a [tt]\end{document}[/tt]).
Siccome è troppo lungo spiegartelo qui con questo messaggio, ti suggerisco di passare nella sezione Documentazione di questo forum e ci cercare la guida tematica relativa alla creazione di un EMC; vi troverai non solo come fare, ma anche diversi trucchi (che forse in questo tuo caso non servono, ma ti potranno servire in altri casi); scarica la guida e studiatela cominciando dall’inizio, poi più avanti può saltare quello che ora non ti serve.
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Sempre tirando a indovinare ed estrapolando, forse malamente, da quello che leggo nel tuo ultimo messaggio, credo di poter dire quanto segue:
a) il nome del file bib può essere qualsiasi; non è vietato chiamarlo con lo stesso nome del file principa;e della tesi, anche se non è vietato e magari consigliato.
b) Il file bib non viene mai comilato; anche se clicchi sui bottoni di TeXShop (avendolo ocnfigurato per lanciare biber, ciòe dopo avere aggiunto un engine alla lista degli engine che TeXShop conosce, oppure dopo avere inserito in testa al file sorgente la riga magica`% !BIB program=biber` la sequenza dei passaggi è la seguente e vi indico anche i comandi manuali che, anche se non li usi, ma usi l’engine giusto di TeXShop:
b-1) compilare la tesi: comando pdflatex LaMiaBellaTesi
b-2) generare il file bbl: comando biber LaMiaBellaTesi
b-3) ricompilare la tesi: comando pdflatex LaMiaBellaTesi
b-4) ripetere l’operazione b-3 quante volte bassta se nella console appaiono messaggi relativi al fatto che certe citazioni forse devono essere ancora decifrate.
c) nota che il nome da passare a tutti i comandi è sempre il nome della tesi, non il nome della bibliografia; e questo è il motivo per il quale il file bib può avere un nome qualsiasi, perché ci pensa pdflatex a passare a biber attraverso il file aux il nome vero del file bib.Venendo alle tue ultime domande,:
1) tranne il campo author, dove le maiuscole vengono conservate perché le minuscole hanno altri specifici significati (per esempio in preposizioni tipo de, dei, degli, da, von, van, mac, o’, eccetera) in tutti gi altri campi o la singola parola o l’intero campo va racchiuso fra parentesi graffe.
2) una bibliografia si riferisce ad un elenco di testi di vario genere, non ai corsi seguiti; nessuno può andare in biblioteca per andare a leggere un corso seguito, non mi risulta che nessun docente metta in rete nemmeno le sue dispense senza dar loro un nome e un titolo; in questo caso la categoria più anonima del tipo di documento è @misc. Tuttavia, le dispense dei corsi possono variare da un anno all’altro, e se metti nella bibliografia l’indicazione del corso di Pennutologia svolto nel 2018-2019 dal prof Papero de’ Paperis, è probabile, se non certo, che chi legge la tua tesi nel 2019-2010 non trovi più le dispense del tuo anno. In sostanza, o il testo è pubblicato ufficialmente, e quindi depositato a norma di legge almeno nelle Biblioteche Nazionali, o il riferimento è del tutto utile solo a riempire tre righe della bibliografia, ma non ha nessuna utilità. Come non ha nessuna utilità citare qualcosa con il nome dell’autore e il titolo “Comunicazione personale”; cos’era: una telefonata? una lettera? un SMS? un messaggio di posta elettronica? Eppure si vedono citazioni di questo genere, secondo il mio parere, del tutto inutili, anche se l’autore della comunicazione personale arrivasse un personaggio di peso, che so, Albert Einstein, Giosuè Carducci, Luigi EInaudi, tanto per citare alcuni nomi di personaggi importanti.
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Benvenuto nel forumNella sezione Documentzione di questo forum c’è una bella guida tematica solla creazione delle bibliografie. C’è anche un’altra guida tematica sulla creazione degli Esempi Minimi Compilabili (EMC); anche se non l’hai consultata, hai già una buona idea di che cosa sia un EMC.
Ora tu hai allegato un file che sicuramente è minimo ma non è compilabile, nel senso che mancando il file bibliografia.bib non si può replicare l’errore.
Per questo scopo la guida tematica sugli EMC, specifica come fare quando c’è una bibliografia di mezzo.
3 Marzo 2020 alle 14:34 in risposta a: Cambiare font in LaTeX: utilizzare roboto intero documento #117392::
Mettendo 10pt fra le opzioni della classe funziona benissimo; mettendoci 11pt funziona benissimo, mettendoci 14pt non cambia niente, anzi; perché la classe book accetta solo i corpi normali di 10pt, 11pt e 12pt.Infatti se metti 14pt nel file log comapre la scrita
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[14pt].Per usare coopri diversi dovresti usare un’altra classe che lo ocnsenta,
Tuttavia avere un copro normale di 14pt può andare bene per scrivere un testo da proporre alla lettura di un bambino di terza o quarta elementare.
La classe memoir ti permette corpi normali di ogni dimensione; la classe suftesi ti permette di usare una opzione che ricorre ad un file specifico per l’impostazione di corpi così grandi.
La classe per tesi toptesi dice che per tesi che richiedono font particolari e inusuali si possono specificare corpi anche fratti, ma raccomanda di non superare 13.5pt; il valore massimo consigliato è 12pt.
Quindi lascia perdere corpi srani e fai la tua relazione in roboto, sperando che non sia troppo faticosa da leggere; infatti i ofnt senza grazie vanno bene per leggere frasi semplici o singole parole (cartelli stradali per esempio; titoli di sezionamenti, come altro esempio) ma non per leggere testo continuo; almeno questo dicono studi socio-psicologicici fatti con lettori del mondo occidentale che leggono l’alfabeto latino; studi analoghi svolti in Russia, hanno provato che con i caratteri cirillici non si è rivelata nessuna differenza sulla maggiore o minore facilità di lettura.
Quindi se il tuo prof. ti di usare i font roboto, dimostra di non conoscere l’arte tipografica. Quindi, se ti avesse ordinato di usare i font Comics, usali pure, ma poi cestina il tuo rapporto di laboratorio dopo che il prof., tutto contento, si è deliziato a leggere una relazione scritta in Comics.
Comics va bene per i fumetti. Roboto non so per cosa possa andare bene, ma ci sarà sicuramente qualche impiego, visto che fa parte della collezione Ubuntu; magari va bene per scrivere le intestazioni delle finestre del sistema operativo, singole parole o poco più.
3 Marzo 2020 alle 12:26 in risposta a: Cambiare font in LaTeX: utilizzare roboto intero documento #117389::
Non ho capito che cosa ti funzioni o non funzioni. Quello che posso direti è di provare questo esempio minimo compilabile che è il tuo con l’aggiunta di due righe`\documentclass[12pt,a4paper,oneside]{book}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[sfdefault]{roboto} %% Option 'sfdefault' only if the base font of the document is to be sans serif\begin{document}
testo prova
\Large testo di prova
\scriptsize testo di oprova
\end{document}`A me i cambiamenti di corpo funzionano benissimo; provalo e vedi che cosa ottieni.
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Benvenuto nel forum.Stai usando sapthesis ma non ne hai letto la documentazione; nella pagina 6 c’è scritto
abstract An environment to compose the abstract of your document. This environment has an optional parameter to choose the title of the abstract section.
Ne segue che devi scrivere`\selectlanguage{italian}
\begin{abstract}[Sommario]TESTO DEL SOMMARIO
\end{abstract}
\selectlanguage{english}`Tu raccomando di non usare mai una classe o un pacchetto senza averne studiato la documentazione; ricorda che la documentazione è già a bordo del tuo PC/Mac/Linux e la puoi leggere dando ed eseguendo in una finestra comandi il comando texdoc seguito dal nome senza estensione della classe o del pacchetto. Nel tuo caso texdoc sapthesis
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