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18 Settembre 2019 alle 19:12 in risposta a: Glossaries-extra toglie riferimento alla pag. con \gls nel titolo sezione #11642317 Settembre 2019 alle 6:27 in risposta a: Modificare una classe per farla funzionare in italiano #116421::
Dunque ci sono alcuni problemini, alcuni facilmente superabili, altri forse no.0) Siccome è vietato modificare le classi e ogni altro software del sistema TeX senza cambiare loro il nome, copia e incolla questa classe nel tuo albero personale, cambiale il nome, per esempio elegantpaper-it.cls, e modifica questa versione, non quella originale.
1) L’italianizzazione di quella classe si può fare facilmente; ti copio qui sotto le cose che ho modificato, senza ricopiarti l’intera classe`\DeclareStringOption[en]{lang}
\DeclareVoidOption{cn}{\ekv{lang = cn}}
\DeclareVoidOption{en}{\ekv{lang = en}}
\DeclareVoidOption{it}{\ekv{lang = it}} % <----- aggiungere ... \ifdefstring{\ELEGANT@lang}{it}{% <----- aggiongere questo intero blocco ... \theoremstyle{plain}% default \newtheorem{theorem}{Teorema}[section] % \newtheorem{lemma}[theorem]{Lemma} % \newtheorem{proposition}[theorem]{Enunciato} % \newtheorem*{corollary}{Corollario} % \theoremstyle{definition} % \newtheorem{definition}{Definizione}[section] % \newtheorem{conjecture}{Congettura}[section] % \newtheorem{example}{Eesempio}[section] % \theoremstyle{remark} % \newtheorem*{remark}{Osservazione} % \newtheorem*{note}{Nota} % \newtheorem{case}{Caso} % \renewcommand*{\proofname}{\normalfont\bfseries Dimostrazione}% \newcommand\versiontext{\itshape Versione: }% \newcommand\updatetext{\itshape Aggiornamento: }% \renewcommand{\abstracttextfont}{\sffamily\small\kaishu} \newcommand{\keywords}[1]{\vskip2ex\par\noindent\normalfont{\bfseries Parole chiave: } #1} \newcommand\figref[1]{{\bfseries Figura~\ref{#1}}} \newcommand\tabref[1]{{\bfseries Tabella~\ref{#1}}} }{\relax}% <------ prima della riga seguente \AtBeginEnvironment{verbatim}{\microtypesetup{activate=false}}` 2) Bisogna compilare con XeLaTeX o LuaLaTeX, assolutamente non con pdfLaTeX (vedi sotto) Il seguente codice a me funziona senza errori, anche se non testa tutte le aggiunte della classe`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode % !TEX TS-program = xelatex \documentclass[12pt,a4paper]{elegantpaper-it} \usepackage[italian]{babel} \usepackage{mwe} \author{Mario Rossi} \title{Prova di elegantpaper-it} \date{\today} \begin{document} \maketitle \tableofcontents \begin{abstract} Questa è semplicemente una prova della classe elegantpaper modificata per rendere accessibile anche l'italiano, visto che di default accetta solo l'inglese e il cinese \end{abstract} \section{Prima sezione} \lipsum[1-2] \subsection{Prima sottosezione della prima sezione} \lipsum[3-4] \subsection{Seconda sottosezione della prima sezione} \lipsum[5-6] \section{Seconda sezione} \lipsum[7-8] \subsection{Prima sottosezione della seconda sezione} \lipsum[9-10] \subsection{Seconda sottosezione della seconda sezione} \lipsum[11-12] \end{document}`Nel log compare un "errore", nel senso che nella mia macchina non è installato un certo font che serve per comporre in cinese; se ci tieni a comporre anche in cinese, leggiti il file .log, per scovare il nome del font mancante e installatelo. Io non ho interesse a comporre in cinese, quindi non mi preoccupo; l' "errore" è tutt'altro che fatale, quindi la compilazione in italiano va a buon fine senza problemi e senza arresti per messaggi d'errore. Quello che non devi assolutamente fare è comporre con pdfLaTeX (né caricare i pacchetti inputenc e fontenc necessari per pdfLaTeX), che è quello che ti produce gli errori che lamentavi. Il fatto che sia escluso pdfLaTeX dipende dal fatto che la classe serve ai cinesi per comporre i loro testi in cinese e/o in inglese, e con gli ideogrammi l'accesso ai font OpenType è essenziale. Forse si potrebbe eliminare ogni rifermento al cinese da questa classe, ma la si snaturerebbe.16 Settembre 2019 alle 21:02 in risposta a: Modificare una classe per farla funzionare in italiano #116420::
Come vedi la parte superiore della b è allineata con la parte superiore della a. Perché è cosi che si comporta TikZ.Ma si può correggere.
Innanzi tutto quei due simboli indicano coordinate lungo l’asse x, quindi vanno scritti in modo matematico. Se non bastasse, inserisci accanto ad a e a b un comando \mathstrut che inserisce un oggetto invisibile della stessa altezza in modo da allineare del due lettere alla linea di base.
Infine non usare mai i descrittoe H per la posizione delle figure, mai e poi mai, nemmeno sotto la minaccia delle armi. Potrebbe servire in rarissimi casi in cusi sia necessario inserire una figurina in dispay con un’altezza piccolissima e senza didascalia. In nessun altro caso si deve tenere fisso un oggetto di grandi dimensioni come un diagramma cartesiano. Le buone regole della tipografia richiedono inoltre che una figura NON venga messa come primo oggetto dopo il titolo di un paragrafo, come appare dlla figura che hai allegato.
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Va bene, ma non ho capito perché ripeti le stessse cose nel comando`{\tableofcontents \let\cleardoublepage\clearpage \listoffigures
\let\cleardoublepage\clearpage \listoftables}`Dovrebbe bastare il codice segente`{\tableofcontents \let\cleardoublepage\clearpage
\listoffigures \listoftables}`
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È logico che sia così; i capitoli li hai eseguiti ocn \section non con \chapter; non oslo, ma hai usato il comando di sezionamento asteriscato \section*. Tutti i comandi asteriscati non mettono nulla nell’indice, e quindi Nella lista dei bookmarks non ti compare nemmeno Introduction. L’ultimo capitolo che hai usato indirettamente è stato quello con cui hai composto l’indice delle figure. Usa \chapter{Introduction} e vedrai che tutto va a posto. Al massimo, se l’intestazione del capitolo ti occupa troppo spazio verticale, studiati qualcosa per configurare quell’intestazione in modo che occupi meno spazio. Il modo migliore, secondo me, è far seguire il titolo da sufficiente testo da non lasciare la pagina mezzo vuota, e/o di scriverci dopo una \section (sempre senza asterisco) per completare la pagina con in \newpage prima della prima \subsection.Non posso essere esplicito, perché in realtà non dici che cosa contengano le varie strutture gerarchicamente innestate di \chapter, \section, \subsection, eccetera.
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0) hai fatto bene a togliere quella prima riga con i due \rule; io l’avevo messa nel mio EMC solo per verificare che le larghezze delle colonne fossero proprio quelle specificate.1) quel c nella descrizione delle colonne diceva che la tabela aveva 3 colonne la prima di tipo c, la seconda di tipo m{\primacolonna} e la terza di tipo m{\secondacolonna}; Nel corpo della tabella avevo nella prima cella di tipo c un oggetto di larghezza \primacolonna; nella seconda cella di tipo m{\primacolonna} avevo il testo prodotto dal comando \BlaText, che quidi veniva composto nella giustezza \primacolonna della — in effetti — seconda colonna; nella terza colonna di tipo m{\secondacolonna} non avevo niente perché ero già andato nella riga successiva con \\.
2) Le parentesi graffe attorno al nome della macro da definire sono superflue, perché non occorrono per racchiudere un solo token; il nome della macro da definire comincia con \ ed è formato solo da lettere, quindi TeX sa che quella stringa di caratteri è un solo token. Metterci le parentesi graffe on disturba per niente, ma è superfluo.
3) la sintassi di \newcommand (come anche di \renewcommand e \providecommand) è la seguente:
\newcommand{⟨comando⟩}[⟨numero argomenti⟩][⟨default⟩]{⟨definizione⟩}
\renewcommand{⟨comando⟩}[⟨numero argomenti⟩][⟨default⟩]{⟨definizione⟩}
\providecommand{⟨comando⟩}[⟨numero argomenti⟩][⟨default⟩]{⟨definizione⟩}Come specificato nel paragrafo 1.7.1; vi viene spiegato che i due argomenti facoltativi sono appunto facoltativi; se mancano il nuovo comando è privo di argomenti; se c’è soli il primo facoltativo il comando vuole obbligatoriamente tanti argomenti quanto è in valore del numero di argomenti; se c’è anche il secondo argomento facoltativo, questo dice che il primo argomento è facoltativo e se “default” non è vuoto, quel default è il valore dell’argomento facoltativo se nell’uso del comando non viene specificato il suo primo argomento facoltativo. Perciò, se il “comando” è \mycommand,
a) se numero argomenti non c’è la chiamata del comando \mycommand è semplicemente \mycommand
b) se numero argomenti vale 2 ma il default non è specificato, la chiamata del comando \mycommand è \mycommand{primo}{secondo}
c) se è specificato il secondo argomento facoltativo, la chiamata del comando \mycommand è \mycommand{secondo} oppure \mycommand[primo]{secondo}; con la prima chiamata il valore del rpimo argomento è vuoto o default a seconda di cosa si è messo dentro al secondo facoltativo della definizione.Sembra complicato, ma poi pensandoci su si vede che è logico, anche se le definizioni eseguibili con queste tre comandi nativi di LaTeX sono un po’ limitate; se si vogliono eseguire definizioni più complesse, con più argomenti facoltativi diversamente racchiusi e non limitati al solo primo argomento, le definizioni avanzate che si possono eseguire con le funzionalità del pacchetto xparse sono una cannonata. Ma richiedono di leggere la documentazione di xparse e di capirla fino in fondo. xparse si basa sul linguaggio LaTeX3, che è quello che prima o poi sostituirà completamente LaTeX2e, anche se verrà mantenuta la compatibilità con il linguaggio LaTeX che noi utenti normali usiamo quotidianamente.
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Un modo rozzo e incompleto ci sarebbe: copiati nella cartella del tuo main file il file plainnat.bst (vevi cercarlo negli alberi dela tua distribuzione del sistema TeX- sono diversi con TeX Live rispetto a MikTeX; quindi devi cercarlo con gli strumenti della tua macchina e del tuo sistema operativo).
Una volta che hi trovato quel file e l’hai copiato nella cartella dove risiede il tuo mainfile cambiagli subito il nome, per esempio in plainnat-it.bst.Ora aprilo con il tuo editor che usi per lavorare i file .tex; vai alla riga 232 che dovrebe contenere quanto segue:
` { ” and ” * t * }` e cambia quell’ “and” in “e”. poi salva.Ora vai nel tuo mainfile e dove ha specificato \bibliographystyle{plainnat}, cambia plainnat col nome del nuovo file plainnat-it.
Ricompila i documento.
Rigenera la bibliografia con BibTeX
Ricompila il documento.Constati che ora nella bibliografia l’ultimo autore è preceduto da e, non più da and.
QUesto è uno sporco trucco (come chiamava queste cose il papà del sistema TeX), ma funziona. L’importante è che il file modificato non abbia lo stesso nome del file originale.
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Hai ragione, c’era un c di troppo nella serie di descrittori delle colonne. INoltre ho notato che le figure così alte fanno si che la riga mediana della figura inserita in ogni cella della prima colonna, non atraversi la figura fasulla per il suo centro.Con questa modifica le cose dovrebbero andare meglio`\documentclass[a4paper,twoside,12pt,english,notitlepage,openright]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}% Perché insisti con latin1?
% Oggi ci vuole sempre utf8.
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{longtable}
\usepackage{array,booktabs}% Nelle tabelle senza filetti verticali usare
% sempre booktabs e i suoi comandi per i filetti orizzontali\errorcontextlines=100
\newlength\primacolonna
\newlength\secondacolonna
\newcommand\insertimage[2][\primacolonna]{%
\parbox[c]{#1}{\mbox{\rule{0pt}{0.5ex}}\newline
\mbox{\includegraphics[width=\hsize]{#2}}\newline
\mbox{\rule{0pt}{1ex}}%
}%
}\usepackage{mwe}
\newcommand\BlaText[1][\secondacolonna]{\parbox[c]{#1}{%
Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
% bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla.}}
% con la riga
% di mezzo commentata nel mio EMC il testo è meno alto della figura;
% se togli il segno di commento, il testo è più alto della figura.\begin{document}
\section{Key picture}
\label{sec:cat_picture}
Some introduction to explain what are we showing\dots\begin{center}
\setlength{\primacolonna}{4cm}
\setlength{\secondacolonna}{7cm}\begin{longtable}{m{\primacolonna}m{\secondacolonna}}
\caption{List of symbols}\\
\label{tab:symb_list}\\
\toprule \multicolumn{1}{c}{\textbf{Symbol}}&\multicolumn{1}{l}{\textbf{Description}}\\ \midrule
\endfirsthead\multicolumn{2}{c}%
{\bfseries \tablename\ \thetable{} — continued from previous page} \\
\toprule \multicolumn{1}{c}{\textbf{Symbol}} & \multicolumn{1}{l}{\textbf{Description}} \\ \midrule
\endhead\midrule \multicolumn{2}{c}{{Continued on next page}} \\ \bottomrule
\endfoot\bottomrule
\endlastfoot%\includegraphics[width=0.2\textwidth]{front.jpg} &Text 1st row\\
%\includegraphics[width=0.2\textwidth]{rear.jpg} &Text 2nd row\\
\rule{\primacolonna}{1pt} & \rule{\secondacolonna}{1pt}\\[\baselineskip]
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\end{longtable}
\end{center}\end{document}`Se non capisci che cosa indichi il secondo argomento fra quadre del comando \inserimage e similmente nel comando \BlaText, bisogna che studi la grammatica e la sintassi dei comandi di LaTeX; se non sai dove guardare, c’è sempre la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, che credo di averti già indicato; è scaricabile dal paragrafo delle guide tematiche della sezione Documentazione di questo forum.
Le spiegazioni te le do quando uso i comandi nativi di TeX; nel codice che ti ho inviato ho usato solo comandi di LaTeX; nella prima riga della tabella ho messo due righe esattamente larghe quanto ciascuna colonna, ma ho sempre usato comandi nativi di LaTeX; ti ho tolto anche le macro \hbox, quindi, davvero, non ho usato nessun trucco che non sia realizzabile con i comandi di LaTeX, senza arrampicarsi sui vetri.
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Certo, perché gli autori devono essere separati con and quindi il tuo esempio deve venire scritto così:` @book{algebra,
title={Algebra},
publisher={Levrotto Bella},
author={Conte, A. and {Picco Botta}, L. and Romagnoli, D.},
year={2009}
}`Inoltre nella bibliografia devi mettere sempre le informazioni complete; per book devi inserire anche la location, cioè almeno la città di pubblicazione, ma per un’editrice minore come Levrotto \& Bella, dovresti indicare, forse, anche l’indirizzo. In altre parole ci vogliono tutte le indicazioni precise per reperire la fonte. Se leggi la documentazione di BibTeX con il comando texdoc bibtex dato nel terminale o prompt dei comandi, e vai al paragrafo 3.1, “Entry types”, per ogni tipologia di riferimento trovi ben elencati i campi obbligatori e quelli facoltativi che il programma BibTeX può gestire.Nota che nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica sulla bibliografia. Penso che ti ocnverrebe darle un’occhiata, anche se la guida si riferisce principalmente all’uso del programma biber, più efficace e performante di BibTeX.
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Benvenuto nel forum.Da quel che hai messo nel preambolo chiamando tutti quei pacchetti, alcuni dei quali sono inutili, e da come hai scritto l’equazione, si vede che ti mancano molte nozioni; se hai letto qualche manuale/guida, non l’hai letto con attenzione.Questo codice`\begin{equation} a+ b = c\end{equation}` funziona alla perfezione e i comando \[…\] sono errati dentro l’ambiente equation, tanto quanto sono sbagliati i commandi $$; entreambi questi comandi servono per comporre equazioni non numerate, per esempio` \[ a = b = c \]` funziona da solo benissimo per una equazione non numerata; caricando, però il pacchetto amsmath al posto di questi delimitatori “stenografici”, puoi usare `\begin{equation*} a + b = c \end{equation*}`.
Deduco che ti manca la lettura approfondita di una buona guida per neofiti, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX, che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum.
Inoltre leggi la documentazione dei pacchetti che includi con \usepackage. Per esempio per leggere la documentazione di amsmath apri un terminale e scrivici dentro il comando texdoc amsmath; la cosa funziona con qualunque pacchetto. La documentazione c’è già sul tuo calcolatore senza bisogno di andare a cercare in rete.
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Non ti è chiaro il concetto di punto di riferimento; quello delle immagini incluse nel file mediante \includegraphics è nel loro punto inferiore sinistro. Se usi i descrittori p per le colonne è chiaro che la figura e il testo di una riga che lo affianca sono entrembe allineate in fondo; se il testo è di più righe, la sua prima riga ha la base allineata con la base della figura.Per curare questo problema devi usare i descrittori m
Ma non basta, perché come al solito il punto di riferimento della figura continaa ad essere il punto inderiore sinistro.
Quindi bisogna mascherare questa situazione con una \parbox centrata. Per questo ha definito alcune cose, la più importante e “strana” delle quali è il nuovo comando \insertimage, il cui primo argomento è facoltativo e di default vale la larghezza della prima colonna, ma se lo specifichi puoi avere un altro valore di larghezza. Quegli \hbox contenti una riga verticale di cui è specificata una larghezza nulla, servono per immettere nella \parbox uno spazietto bianco sopra e un altro sotto la scatola che contiene l’immagine vera e propria.
Ciò premesso il codice, che a me funziona e che non presenta nessuno dei problemi che indichi, è il seguente:`\documentclass[a4paper,twoside,12pt,english,notitlepage,openright]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}% Perché insisti con latin1?
% Oggi ci vuole sempre utf8.
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{longtable}
\usepackage{array,booktabs}% Nelle tabelle senza filetti verticali usare
% sempre booktabs e i suoi comandi per i filetti orizzontali% Queste definizioni sono convenienti; se ne impostano i valori dentro l'ambiente che contiene la tabella
\newlength\primacolonna
\newlength\secondacolonna\newcommand\insertimage[2][\primacolonna]{%
\parbox[c]{#1}{\hbox{\rule{0pt}{0.5ex}}%
\hbox{\includegraphics[width=\hsize]{#2}}%
\hbox{\rule{0pt}{1ex}}%
}%
}\usepackage{mwe}% per le figure fasulle
\newcommand\BlaText{Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla% Per il testo fasullo
% bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla.}% con la riga
% di mezzo commentata nel mio EMC il testo è meno alto della figura;
% se togli il segno di commento, il testo è più alto della figura.\begin{document}
\section{Key picture}
\label{sec:cat_picture}
Some introduction to explain what are we showing\dots\begin{center}
\setlength{\primacolonna}{4cm}
\setlength{\secondacolonna}{7cm}\begin{longtable}{cm{\primacolonna}m{\secondacolonna}}
\caption{List of symbols}\\
\label{tab:symb_list}\\
\toprule \multicolumn{1}{c}{\textbf{Symbol}}&\multicolumn{1}{l}{\textbf{Description}}\\ \midrule
\endfirsthead\multicolumn{2}{c}%
{\bfseries \tablename\ \thetable{} — continued from previous page} \\
\toprule \multicolumn{1}{c}{\textbf{Symbol}} & \multicolumn{1}{l}{\textbf{Description}} \\ \midrule
\endhead\midrule \multicolumn{2}{c}{{Continued on next page}} \\ \bottomrule
\endfoot\bottomrule
\endlastfoot%\includegraphics[width=0.2\textwidth]{front.jpg} &Text 1st row\\
%\includegraphics[width=0.2\textwidth]{rear.jpg} &Text 2nd row\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-a} &\BlaText\\
\insertimage{example-image-b} &\BlaText\\
\end{longtable}
\end{center}\end{document}`Attento che ho tolto tutti gli \hline dalle impostazioni di longtable e li ho sostituiti con i comandi di booktabs.
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Ciao @simonahoney e benvenuta nel forumTi confesso che il tuo problema non corrisponde alle mie conoscenze. plainnat , come dice la documentazione di natbib (texdoc natbib) È compatibile cone tutti gli stili di citazione di natbib come si legge nel paragrafo 2.1 della documentazione. E se fra gli stili usabili c’è anche lo stile “author-year”, i riferimenti devono essere composti in ordine alfabetico del primo autore.
Allora, provo ad indovinare, visto che le informazioni che dai sono insufficienti.
È possibile che tu ti dimentichi di rigenerare il file .bbl dopo ogni cambiamento di stile; ti ricordo che dopo ogni cambiamento al file .bib, o allo stile (per esempio cambiando plain con plainnat) devi ri-esegure il comando bibtex.È possibile che, addirittura, tu non abbia creato il file references.bib, ma tu per caso lo abbia creato scrivendo a mano un file references.bbl contenente l’ambiente thebibliography con le tue voci scritte in ordine sparso; così ottini una bibliografia, ma non è quella generata da bibtex mediante le configurazioni di natbib e plainnat.bst
È possibile… rinuncio a continuare a tirare ad indovinare, quindi ti suggerisco di inviarci un esempio minimo compilabile, formato, cioè, da un breve file sorgente .tex che contenga solo le impostazioni di natbib con la sua invocazioone e lo stile bibliografico scelto, e un corpo del documento che contenga solo \printbibliography con il suo argomento. Assieme alleghi un file bib estratto dal tuo file .bib (non importa che questo esempio minimo lavori su tutto il tuo file originale) ma contenga diciamo tre voci bibliografiche complete, i cui primi autori NON siano in ordine alfabetico. Per allegare questi due brevi file racchiudili dentro un “ambiente” aperto con [tt][ code][/tt] e chiuso con [tt][ /code][/tt]. (senza gli spazi dopo le quadre aperte). Per maggiori informazioni sugli esempi minimi compilabili, puoi riferirti alla guida tematica su questo argomento che trovi nella sezione Documentazione di questo forum; vi è un paragrafo che elenca tutte le guide tematiche disponibili, fra le quali una sugli esempi minimi compilabili.
In questo modo chiunque possa darti una mano può sperimentare sul codice che tu usi davvero.
Intanto ti ricordo i passi da fare per creare una bibliografia:
0)Se la cartella del tuo main file contiene già un file con lo stesso nome del tuo amin file e l’estensione .bbl, cancellalo.
1) Compila il tuo documento con il programma che usi normalmente, sia esso pdflatex, xelatex, lualatex; mancando il file .bbl, il documento conterrà una bibliografia vuota o mancherà completamente anche del solo titolo. In compenso nella tua cartella esisterà il file .aux necessario per i punti successivi.
2) Crea un database bibliografico con il nome che ti pare ma con l’estensione .bib. Se lavori con un Mac già disponi del programma BibDesk per fare questaoperazione; se lavori con un altro sistema operativo, se non ne disponi già installati il programma Jabref (e se occorre Java) e usa Jabref. Salva il file nella stessa cartella dove si trova il main file del documento che stai scrivendo (la tesi?).
3) Esegui dalla finestra comandi o terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, il comando bibtex seguito dal nome del tuo file principale senza specificarne l’estensione.
4) Ricompila il tuo documento con pdflatex o xelatex o lualatex; questa volta il documento compilato conterrà la bibliografia, ma le citazioni non saranno ancora corrette.
5) ripeti il punto 3) due o tre volte finche nella console non appare più il messaggio di avviso (Warning) che i riferimenti possono non essere corretti.Se cambi stile bibliografico riprendi la sequenza dal punto 3); fai lo stesso se modifichi il database bibliografico, perché questa modifica corrisponde ad aver rieseguito il punto due sostituendo la parola “Crea” con la parola “Modifica”.
Se segui questo processo come ti ho descritto, dovresti ottenere la tua bibliografia in modo corretto. Se ciò non succede, allora ci vuole l’Esempio Minimo Compilabile (EMC).
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Vedo.
Non importa se piace a me, quando piace a te.
Ti suggerisco una soluzione più semplice; carica il pacchetto widetable che definisce l’ambiente widetale, non flottate, ma di larghezza che si può specificare; la sua sintassi è identica a quella di tabular, a parte la specificazione della larghezza. Io pertanto frarei così:`\usepackage{widetable} % nel preambolo
% poi per comporre il frontespizio\vspace{\stretch{1}}
\begin{widetable}{\textwidth}{@{}ll@{}}
\Relatori & Candidato \\[1ex]% stacca un poco
Prof. Mario Rossi & Giovanni Bianchi \\
Ing. Pierto Verdi & \\
\end{widetable}\vspace{\stretch{1}}% altro spazio sotto
`I due comandi @{} servono per non mettere gli spazi a sinistra e a destra, come hai usato nel tuo esempio, ma puoi provare a toglierli e vedere se ti piace di più.
Il risultato dovrebbe essere uguale al tuo a parte gli spazi verticali a cui fanno riferimento i commenti, ma il codice è molto più semplice.
Widetable funziona senza bisogno di mettere nessun comando speciale del tipo @{\extracolsep{fill}}, perché ci pensa lui a calcolare lo spazio intercolonna necessario; agisce anche sugli spazi a sinistra e a destra dell’intera colonna; secondo me, posso sbalgiare, produce risultati migliori di quelli che si ottengono con tabular*
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