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Se anche si trovasse il modo di farlo (il che non è cosi difficile, visto che se scrivi in italiano e usi babel, \è disponibile il comando \ap {per mettere a esponente del testo), il punto vero è un altro: non puoi mettere ad esponente una unità di misura. È vietatissimo dalla buona pratica, oltre che dalle norme ISO (che per altro una volta accettavano i gradi centesimali indicati con l’unità gon – simile all’unità rad per quando misuri gli angoli in radianti — ora non sono più sicuro, visto che è un po’ che non ho accesso all’ultima edizione delle norme ISO). Comunque una volta il gradi centesimali si indicavano con gon.
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1) non caricare lo stesso pacchetto due volte; vedi il commento di fianco al secondo booktabs.2) Usi una sintassi sbagliata e i due esempi che hi mandato presentano lo stesso problema della didascalia stretta e divisa in sillabe.
3) esmina il codice seguente con attenzione`\documentclass[a4paper,twoside,12pt,english,notitlepage,openright]{report}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{txfonts}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{longtable}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{url}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage[maxdepth=6]{gitinfo2}
\graphicspath{{./immagini/}}
\usepackage{emptypage}
%\usepackage{booktabs}% già caricato
\usepackage{marvosym}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{subfig}
\usepackage{enumitem}
\usepackage[nottoc]{tocbibind} %per lista delle figure
\usepackage{colortbl}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{rotating}
\usepackage{caption}
\captionsetup{tableposition=top,figureposition=bottom,font=small}
\captionsetup{format=hang,labelfont={bf}}\usepackage{mwe}% per testo e figure di un Minimum Working Example
% Esempio Minimo Compilabile\begin{document}
\begin{figure}[htb]
\centering
\subfloat[Didascalia della prima immagine\label{fig:immagine_1}]
{\includegraphics[width=0.85\textwidth]{example-image-a}}\subfloat[Didascalia della seconda immagine\label{fig:immagine_2}]
{\includegraphics[width=0.85\textwidth]{example-image-b}}
\caption{Didascalia complessiva}
\label{etichetta-1}
\end{figure}\begin{figure}[htb]
\centering
\subfloat[Didascalia della prima immagine\label{fig:immagine_3}]
{\includegraphics[width=0.45\textwidth]{example-image-a}}
\qquad
\subfloat[Didascalia della seconda immagine\label{fig:immagine_4}]
{\includegraphics[width=0.45\textwidth]{example-image-b}}
\caption{Didascalia complessiva}
\label{etichetta-2}
\end{figure}\end{document}`Osserva la posizione delle graffe e delle quadre e confrontalo con quello che mi hai inviato. Prendi nota delle differenze.
Se cambi la classe report con la classe book viene come si deve lo stesso; Senza la correzione delle graffe e quadre sia con report sia con book le didascalie venivano male.
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1) Sia con book sia con report si presenta il medesimo inconveniente delle didascalie che si sviluppano a sillabe in verticale.2) in realtà con entrambe le classi la sintassi che usi per subbfloat è sbagliata. qui ti riporto il codice con la classe report, ma succede lo stesso se il corpo del documento è lo sesso; in sostanza se nell’esempio minimo compilabie cambi report con book si ottengono gli stessi risultati.`\documentclass[a4paper,twoside,12pt,english,notitlepage,openright]{report}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{txfonts}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{longtable}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{url}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage[maxdepth=6]{gitinfo2}
\graphicspath{{./immagini/}}
\usepackage{emptypage}
%\usepackage{booktabs}% già caricato
\usepackage{marvosym}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{subfig}
\usepackage{enumitem}
\usepackage[nottoc]{tocbibind} %per lista delle figure
\usepackage{colortbl}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{rotating}
\usepackage{caption}
\captionsetup{tableposition=top,figureposition=bottom,font=small}
\captionsetup{format=hang,labelfont={bf}}\usepackage{mwe}% per testo e figure di un Minimum Working Example
% Esempio Minimo Compilabile\begin{document}
\begin{figure}[htb]
\centering
\subfloat[Didascalia della prima immagine\label{fig:immagine_1}]
{\includegraphics[width=0.85\textwidth]{example-image-a}}\subfloat[Didascalia della seconda immagine\label{fig:immagine_2}]
{\includegraphics[width=0.85\textwidth]{example-image-b}}
\caption{Didascalia complessiva}
\label{etichetta-1}
\end{figure}\begin{figure}[htb]
\centering
\subfloat[Didascalia della prima immagine\label{fig:immagine_3}]
{\includegraphics[width=0.45\textwidth]{example-image-a}}
\qquad
\subfloat[Didascalia della seconda immagine\label{fig:immagine_4}]
{\includegraphics[width=0.45\textwidth]{example-image-b}}
\caption{Didascalia complessiva}
\label{etichetta-2}
\end{figure}\end{document}` Nota i commenti e togli i pacchetti duplicati. Esamina con attenzione dove sono le graffe e le quadre negli argomenti di \subfloat.
Ti suggerisco di copiare il mio esempio evidenziando il contenuto dell’intero riquadro del codice; copia la parte evidenziata, incollala in un tuo nuovo file .tex (non importa il nome) e compila. Vedrai che le didascalie vengono tutte come si deve.
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A me pare che così vada meglio`\documentclass[letterpaper,twoside,11pt,fleqn]{report}\usepackage{tabularx}
\usepackage{lastpage}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\fancyhf{}% Azzera tutti i campi
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
\renewcommand\chaptermark[1]{\markboth{\thechapter.\ #1}{}}
\headsep=3\baselineskip% Visto che l'header è piuttosto grande bisogna aumentare la distanza della testatina dalla griglia di stampa interna
\fancyhead[C]{%
\begin{tabularx}{1\textwidth}{|X|b{0.6\textwidth}|X|}% meglio “b”
\hline
logo &
\centering
\Huge\rule[-0.75ex]{0pt}{3ex} \leftmark &
\raggedleft
\thepage\ de \pageref{LastPage}\tabularnewline
\hline
\end{tabularx}%
}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{mathpazo}
\linespread{1.15}\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\begin{titlepage}
\Huge{My Title}
\end{titlepage}\tableofcontents
\chapter{First Chapter}
\lipsum[1-33]
\end{document}`ma si possono fare miglioramenti
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In alre parole vorresti allineare a destra anche l’etichetta Candidato.Se non è così, non ho capito quello che vuoi fare.
Nella figura che hai allegato (e che conosco bene, perché l’ho generata io) ci sono le cose come vanno fatte in modo tipograficamente corretto e TOPtesi fa appunto quello che si vede nell’immagine.
Se vuoi fare diversamente specifica l’opzione tipotesi=custom e ti crei il forntespizio come vuoi tu, con i font che preferisci, scegliendo famiglia, serie, forma corpo e scartamento come ti piace di più, mettendo le varie parti del frontespizio dove vuoi tu, allineate come preferisci, nei colori o sfumature di grigio che ti piaccono. Insomma sei completamente libero di fare quello che vuoi.
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La tua è una tabella normalissima, nella quale non devi usare né multirow, né multicolum. Essa richede l’uso di due descrittori di colonna del tipo p{larghezza} all’interno delle cui celle il testo va a capo da solo.Ti suggerisco però di usare il pacchetto tabularx; prima leggine la documentazione; credo che sia trattato anche nell’Arte; di sicuro è trattato nella guida tematica Tabelle, da scaricare dalla sezione documentazione di questo forum.
In sostanza usi l’ambiente tabularx a cui fissi la larghezza complessiva pari a \textwidth; poi nell’argomento che contiene i descrittori di colonna specifichi {XXX} (ics maiuscole). e il tutto si sistema da solo come nell’immagine che hai allegato al tuo messaggio.
Diventa un pochino più difficile stabilire larghezze diverse; ma visto che nella prima colonna puoi usare un descrittore p di larghezza fissa, potresti cominciare la tua tabella con qualcosa del tipo`\begin{tabularx}{\textwidth}{p{0.30\texwidth}XX}`magari aggisutando a mano quel valore di 0.30, magari portandolo a 0.25, o qualche cosa di intermedio, finché il tutto ti soddisfa.In ogni caso non è detto che le singole righe vadano a capo nelle stesse posizioni della tabella che hai catturato e allegato al tuo messaggio; dipende dai font che usi e dalla larghezza della tua griglia di stampa.
6 Settembre 2019 alle 6:16 in risposta a: Glossario: eliminare il salto pagina e ridurre lo spazio tra le definizioni #116329::
Premesso che la parola “interlinea” ha un significato preciso in tipografia tradizionale, ma nel parlare moderno ha assunto diversi significati, io ho difficoltà a capire di quale spazio verticale stai parlando; se intendi lo spazio verticale ch separa ogni entry dall’ultima riga di quella precedente, allora, forse, la soluzione che cerchi consiste nel modificare l’aspetto dell’ambiente description, su cui si basa lo stile LIST che vuoi usare; (vedi pag. 223 della documentazione di glossaries).Per modificare l’ambiente description devi caricare il pacchetto enumitem e vedere in quel pacchetto come modificare lo spazio fra i blocchi di righe che formano gli item della descrizione; Io abitualmente tolgo completamente ogni spazio fra gli item di tutte le mie liste, description comrosa] specificando l’opzione noitemsep, ma nel tuo caso credo che non sia sufficiente, perché, anche se carichi enumitem prima di glossaries (e anche prima di hyperref) non credo che tu possa specificare questa opzione al comando di stampa del glossario; tuttavia il pacchetto enumitem contiene comandi per modificare globalmente le caratteristiche stilistiche degli ambienti già definiti. Devi leggerne la documentazione e tenere sempre a mente che enumitem è un pacchetto prezioso, da usare più spesso di quanto non si faccia abitualmente.
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Fare quello che chiedi con la classe book che è compatibile con il pacchetto fancuhdr, è semplce, vedi il link che hai citato.
Farlo con le classi Koma Script richiede di decifrare la pessima documentazione inglese di quelle classi ed essere capaci di arrampicarsi sui vetri per aggirare le complicazioni mal documentate di quelle classi. abbandona scrbook passa a book e segui le indicazioni contenute in quel link.Per ispirarti a qualche cosa di simile a quello che vuoi fare, oltre a leggere la documentazione di fancyhdr, guarda anche la documentazione del pacchetto isodoc. Inoltre può essere utile leggere la documentazione del pacchetto iso10303. Sono già due classi/pacchetti che assomigliano molto al tipo di documento che vuoi comporre tu.
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Se il codice è scritto in carattere monospaziato, la sillabazione è interdetta; ma nella prima colonna non è vietato introdurre uno o più comandi \neline, né di inserire nelle parole del codice qualche \discretionary{}{}{}; la seconda via produce risultati migliori ma dipende molto da che cosa includi nei tre argomenti del comando \dicretionary; dipende dal codice che scrivi e dalle spiegazioni che dai per specificare che quel particolare segno (possibilmente diverso da trattino) non fa parte del codice, ma segna la prosecuzione della parola nella riga successiva.
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Daniele, stai confondendo le cose; è chiaro che se inserisci una correzione della pagina (una riduzione della giustezza con corrispondente spostamento a destra della griglia di stampa) diminuisci la giustezza e la composizione dei tre capoversi cambia e le cesure in fin di riga cambiano. Inoltre nel secondo esempio non hai più specificato il font pagella. Quindi i due esempi non sono confrontabili.Nei due esempi che hai allegato qual è la lingua secondo cui LaTeX dovrebbe usare le regole di sillabazione? L’inglese? il tedesco?, il latino?, altre?
Guarda questo esempio`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[letterpaper,twoside,11pt,fleqn]{scrreprt}%\KOMAoptions{BCOR=8.25mm}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[german]{babel}
%\usepackage[italian]{babel}\usepackage{tgpagella}
\usepackage{mathpazo}
\linespread{1.15}\KOMAoptions{BCOR=8.25mm}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\chapter{First Chapter}
\lipsum[1-33]
\end{document}`Commenta e decommanta le varie righe che infuiscono sulla composizione:
1) A pari lingua, anche commentando tutte le invocazioni a babel (il che corrisponde all’ingles…) ma usando solo uno dei due statement per la binding correction, se usi solo il secondo, hai la situazione che descrivi nel primo messaggio; se usi il primo hai la soluzione descritta nel tuo secondo messaggio; ma se confronti gli specchi di stampa, sono palesementi con una giustezza diversa; nella seocnda prova la giustezza è di 8,25mm più corta.
2) tieni ferma una sola delle due correzioni, in particolare la seconda, così da confrontare la situazione cambiando lingua; commenta tutti e tre gli statement che invocano babel: ti ritrovi nella situazione descritta nel tuo primo messaggio;
2.a) decommenta la sola riga che invoca babele con la lingua inglese; la situazione non cambia, e dimostra che senza specificare nessuna lingua, la sillabazione di default è l’inglese (naturale, visto che il sistema TeX è nato in una nazione anglofona).
2.b) commenta l’inglese e decommenta il tedesco (la lingua preferita dalle classi Koma Script): il presunto errore di sillabazione sparisce.
2.c) commenta il tedesco e decommenta l’italiano (la lingua che presumibilmente useresti tu): il presento errore sparisce, ma la composizione del capoverso cambia rispetto a quella fatta con il tedesco.
3) ripeti gli esperimenti precedenti, commentando il secondo staement di binding correction e decommentando il primo; otterrai composioni con giustezza minore ma con cesure ancora diverse a seconda della lingua usata.Gli esperimenti 2.b e 2.c dimostrano che (ovviamente) la composizione dei capoversi con regole diverse per la cesura è diversa.
L’errore che tu lamenti, dunque, dipende dalla giustezza e dalle regole linguistiche per la sillabazione, oltre che, dall’algoritmo interno che usa il programma di composizione per comporre i capoversi; queste regole sono poco conosciute, ma sono descritte sia nel TeXbook, appendice H, sia nella guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (sezione Documentazione di questo forum), capitolo 25; sia in altri testi, ma il secondo è quello più facile da reperire. Il concetto è che il motore, sia esso tex, e-tex, pdftex, xetex, luatex, compone l’intero capoverso eventualmente spezzando qualche parola in fin di riga secondo le regole della lingua in uso in quel capoverso, in modo che la “bruttezza” dell’intero capoverso sia minima. Questo minimo è calcolato in modo piuttosto complesso, descritto nei due testi citati sopra, ma se il motore di composizione lascia sporgere una riga fuori dai margini come nel tuo primo esempio, è perché quella sforatura dei margini è quela che cono i vincoli specificati dalla lingua in uso, rende minima la brittezza dell’intero capoverso.
Se si capisce questo concetto, si capiscono anche i metodi suggeriti per evitare queste situazioni. Ti concedo che l’argomento è poco noto ed è difficile intervenire in modo che si cambi la situazione, ma si possono modificare certi parametri se se ne conosce il ruolo nell’algoritmo di sillabazione.
Spero di averti spiegato perché il presunto errore non è un errore, ma è il danno minore che si può ottenere con la cesura di un testo di una data lingua, con una data lingua, con una data sequenza di parole in una composizione di una data giustezza. Se te la senti cerca di leggere bene il capitolo 25 dell’ “Introduzione all’arte” citato sopra; da un lato ti rendi conto dei vincoli,dall’altro capisci perché i testi composti con i motori di composizione del sistema TeX sono così belli e non confrontabili con quelli che si possono ottenere con i word processor; ti rendi conto delle magie algoritmiche che Knuth ha inserito nel suo programma TeX-the-program, magie che sono conservate in tutti i suoi discendenti e-tex, pdftex, xetex, luatex, eccetera.
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Fornisci tante informazioni, probabilmente tutti utili, ma non fornisci il preambolo che; classe pacchetti caricati, impostazioni varie, ecceter.
Subfloat mi lascia perplesso, ma prima funzionava con la classe book, e ora non funziona pù con la classse report? Molto strano, a mono che modificando il preambolo tu abbia dimenticato qualche pacchetto.
Dovrebbe essere un indizio il fatto che ti dica che dopo aver specificato 100pt per la didascali te la componga bne ma ti segnali una scatola che eccede la larghezza proprio di 100pt.Inoltre, se specifichi che le sotto figure che importi sono scalate all’85% della larghezza del testo e ci metti in mezzo un doppio quadro (\qquad), immagino che tu le voglia mettere affiancate in orizzontale; ma se ciascuna è larga l’85% della giustezza, e due affiancate sono larghe complessivamente il170% della giustezza più i circa 8mm di distanza del doppio quadro. Questo potrebbe essere irrilevante per il tuo problema, ma sicuramente non ti porta all’esito che vorresti ottenere.
Ripensa un po’ a quello che stai facendo e se non ne esci, produci un esempio minimo compilabile, seguendo le istruzioni riportate nell’apposita guida tematica presente nella sezione Documentazione di questo sito. In sostanza devi scrivere un cdice che parta con \documentclass e finisca con \end{document}; il suo preambolo deve contenere il minimo numero di pacchetti e il contenuto fra [tt]\begin{document}[/tt] e [tt]\end{document}[/tt] deve essere il minimo necessario per replicare il problema e affinché chi vuol darti una mano posa copia-incollare il tuo esempio, in un suo file .tex, lo possa compilare e, visto il problema, possa condurre le necessarie analisi e possa scoprire dove sta l’errore, o che soluzione si possa adottare.
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