OldClaudio

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  • in risposta a: tlmgr-gui.exe #116345
    OldClaudio
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      Difficile dirlo senza ulteriori informazioni.
      Intanto controla che sia una versione del 2019.
      Conferma che clicchi sulla voce giusta dell’Exolorer o dell’icona che hi messo sul desktop; casomai prova a cancellare quell’icona e a rigenerarla con le modalità specifiche del tuo sistema operativo; cioè, cito a memoria, clicca col destro su tmgr-gui.exe nella finestra dell’explorer; scegli la voce giusta nel menu a tendina che si apre dopo che hi cliccato; se te lo chiede specifica che vuoi il shortcut sul Desktop.
      Se neanche così si apre, non saprei proprio cosa dirti; tinei presente che sono andato a men=moria, perché non uso più Windows da 13 anni; sul mio Mac le cose sono più semplici.

      in risposta a: Il tormentone della lunghezza di riga #69276
      OldClaudio
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        Non veco che cosa ci sia di difficile.
        Però non puoi estrapolare la larghezza dell’alfabeto del Latin Modern da quello del Computer Modern; sono font diversi, non molto ma lo sono. Non puoi nemmeno estrapolare le dimensioni dell’alfabeto a 10pt moltiplicnado per 11/10, perché il font CM e gli LM sono dotati di corpi ottici, quindi con un disegno diverso a seconda del corpo; inoltre in generale i font CM sono fissi a certe dimensioni, mentre gli LM sono scalabili con continuità.

        Quindi il coefficiente alpha d Hogholm non ti interessa per niente; a te interessa la giustezza quindi devi semplicemente usare un codice semplice come quello che ti mostro:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
        % !TEX TS-program = pdflatex

        \documentclass{article}\errorcontextlines=100

        \newcommand\alfabeto{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}

        \dimendef\ALF\dimen300

        \newcommand\calcolagiustezza[5]{\settowidth\ALF{\fontencoding{#1}\fontfamily{#2}%
        \fontseries{#3}\fontshape{#4}\fontsize{#5}{#5}\selectfont\alfabeto}\the\dimexpr\ALF*66/26}

        \begin{document}

        Con il font Latin Modern, codificato in T1, di serie media, e forma normale di corpo 11pt, la giustezza ottimale vale
        \calcolagiustezza{T1}{eclmr}{m}{n}{11}.

        \end{document}`L’unica cosa poco ortodossa è quella di usare esplicitamente i numeri di registro (un registro lunghezza, in questo caso) mediante un numero, invece che mediante una comune allocazione di registri. Il comando \dimendef serve per usare un nome, invece che il numero 300, ma il tutto è decisamente semplice. Forse l’unica difficoltà è sapere il nome della famiglia, quale la conosce il sistema TeX attraverso i suoi file .fd (font description), ma basta andare a cercare nelle varie cartelle del sistema TeX e si trovano tutti i file .fd che servono.

        Se al posto di eclmr (LM codificati T1) metti cmr (CM codificati OT1) vedrai che ottini valori diversi, poco, ma diversi.

        Inoltre non ti preoccupare troppo; quando ho scritto che il numero ottimale è di 66±6 caratteri, ho stimato un intervallo decente, visto che siamo in prossimità di un ottimo e quindi piccole variazioni sono poco significative. l’intervallo 60—72 sembra quello ottimale, a si tratta di una stima; io non mi scandalizzere se con un dato font si arrivasse a 74 o 75 caratteri; Se guardi che cosa fa il pacchetto layaureo per determinare lle dimensioni del blocco di stampa, vedresi che lì otterresti 74 caratteri.

        Insomma non è difficile; bisogna capire il meccanismo e poi, senza fare i conti a mente, il programmino che ti ho dato calcola la giustezza teoricamante ottimale su cui fai la tara che ritieni giusta a buon senso, senza affidarti ad altre formule.

        in risposta a: Testo sbandierato a destra #116182
        OldClaudio
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          Meno male 🙂
          Claudio

          in risposta a: Testatina sovrapposta #116310
          OldClaudio
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            sabrina.biology” post=116761Ti ringrazio, ma comunque non ho capito dove mettere questo codice.
            Io uso Windows.

            Per geometry non lo so perché è richiamato 2 volte, ripeto, io ho copiato ed incollato il preambolo dalla tesi del mio ragazzo. 🙁


            @Sabrina
            , richiamare un pacchetto due volte spesso non oroduce danni,ma altrettanto spesso può essere fonte di errori difficili da snidare, come, per esempio l’errore di “Option clash”.

            Il codice che ti ha dato @Samiel per contare le parole in un documento serve per Linux; probbailmente anche per Mac.
            Forse Windows ha qualcosa di equivalente, sicuramente con una sintassi diversa. Non sono in grad di dirtelo come non era in grado @Samiel, perché lui lavora con Linux e io lavoro con Mac.

            Vediamo se c’è qualche utente Windows che conosce qualcosa di simile.

            Ma son in grado di dirti che quel comando con i suoi argomenti, o qualcosa di simile con Windows, non si mette dentro il file sorgente .tex, ma lo si scrive in una finestra comandi o prompt dei comandi, come si chiama con Windows; Per aprire una finestra comandi con Windows, se ben ricordo dopo anni che non ne faccio più uso, si cliccano in successione Avvio –> Programmi — cmd; forse Windows10 ti presenta quel comando preconfezionato sotto forma di uno di quei rettangolini colorati che appaiono quando clicchi su Avvio.

            Se vuoi usare bene il tuo PC, indipendentemente dall’usare una qualche installazione del sistema TeX, devi saper usare la finestra comandi. Prova ad aprirne una: scrivici dentro HELP e poi premi il tasto Invio o Enter, comunque sia chiamato con la tua tastiera. Troverai l’elenco di un centinaio di comandi, ciascuno con la sua funzione e la sua sintassi, in modo da sapere come usarli e cosa farne; sono la vecchia maniera di quando si usavano i primi PC senza le “finestre” il cui sistema operativo si chiamava DOS; quelle funzionalità sono sopravvissute anche con i sistemi operativi moderni, ma non erano affatto delle sciocchezzuole; I russi negli anni ’80, erano ancora un po’ indietro con l’informatica “personale”, ma mandavano in orbita i loro satelliti usando il DOS 🙂 Oggi, abituati come siamo al mouse e alle icone cliccabili, non siamo spesso nemmeno al corrente che si possono impartire ordini al calcolatore attraverso la finestra comandi (terminale, prompt dei comandi, xterm, eccetera, a seconda dei sistemi operativi). Ti garantisco che imparare ad usare la finestra comandi richiede un po’ di tempo, ma ne vale la pena, anche se 99 volte su cento continuerai ad usare le finestre con il mouse e le icone.

            in risposta a: Problema con enumerazione Table of Contents (?) #116343
            OldClaudio
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              Leggo solo ora il messaggio iniziale e la conversazione fra @Valerio e @Luca34.

              Il problema iniziale di @Valerio dipende dal fatto che lo spazio epr il numero dei capitoli è prefissato e si trova dentro la definizione del comando \l@chapter (come quello delle parti si trova dentro \l@part, ed ha un valore diverso, maggiore di quello per i capitoli). La ridefinizione di que. l comando è molto difficile, perché non è quella standard di book, ma quella di scrbook, la cui documentazione è in tedesco (quella in inglese fa pena).
              Inoltre il pacchetto Classicthesis è categorico: non ammette modifiche: dice espressamante che se si vogliono apportare modifiche non lo si deve fare, ma si deve scegliere un’altra classe e/o un altro pacchetto.

              Posso immaginare la soluzione di @Valerio che ha inserito il comando \quad; Spero che l’abbia fatto come si deve, perché rischia di avere un indice mal composto; cioè che la sua cura sia peggio del male. Siccome è geloso del suo codice, non ce l’ha mostrato, quindi mi restano i dubbi,ma spero che abbia fatto le cose per bene.

              Vorrei permettermi un paio di commenti.
              Mi domando perché si vadano a cercare template per le tesi, quando vari membri del GuIT ne hanno già proposte diverse; cito sufesi, sapthesis, unifith, toptesi; in più c’è frontespizio che permette di personalizzare il frontespizio in modo molto professionale; sono tutti file di classe o pacchetti, presenti in ogni installazione completa e aggiornata del sistema TeX. Con questi pacchetti non è necessario andare a cercare template in rete e il risultato in generale è molto buono.

              Tutto ciò che si basa sulle classi ed i pacchetti della collezione Koma Script è molto diffuso in Germania e nei paesi limitrofi; fra questi scrbook, scrreprt, da una parte e ClassicThesis dall’altra; persino ArsClassica, che serve per comporre con ClassicThesis la nota guida L’Arte di scrivere con LaTeX, sono difficili da usare per il motivo a cui ho accennato sopra: documentazione carente, quindi o prendere o lasciare. È vero che con il software della collezione Koma Script si potrebbe configurare quasi tutto e ancora di più; ma quando si fa troppo, il tutto diventa estremamente complicato e interidpendente per cui se si da un colpo al cerchio si distrugge la botte…:sad:

              Un’altra classe con cui si può fare di tutto e di più è memoir; io l’ho usata spesso come base per costruirci sopra altre classi, ma facendo troppo, la sua documentazione diventa monumentale (centinaia di pagine) e quindi difficile da consultare e da usare.

              A mie spese, ho imparato che è più facile partire dalle classi standard, poi ci sono una miriadi di pacchetti che toccano ora questo ora quello, ma di solito non sono interdipendenti; sono focalizzati solo su un aspetto. La configurazione dell’indice generale, per esempio si fa benissimo con il pacchetto tocloft, ma il pacchetto si occupa solo dell’indice generale e degli elenche delel figure e delle tabelle, senza toccare nient’altro. Altri pacchetti consentono di dimensionare la griglia di stampa: geometry, per esempio. E via di questo passo.

              ine dei commenti di un vecchio brontolone

              in risposta a: Il tormentone della lunghezza di riga #69274
              OldClaudio
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                È tutto spiegato nella guida tematica IntroPageDesign.pdf che puoi scaricare direttamente dalla sezione documentazione di questo forum, che, d’altra parte credo che tu stia già usando.

                Determinare la lunghezza di una stringa si fa con i comandi base di LaTeX, descritti nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, precisamente nella pagina 80.

                [PS] Nella pagina 44 della guida IntroPAgeDesign, c’è il comando da dare per determinare la lunghezza dell’alfabeto se usi il pacchetto geometry; è interressante usare questo pacchetto perché lui stesso è in grado di calcolare la giustezza (lunghezza della riga, o meglio, larghezza del blocco di stampa). Prova a leggere la documentazione di geometry e vedi quali magie può fare, calcolandosi da solo la lunghezza dell’alfabeto.

                OldClaudio
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                  Quindi sei riuscito a togliere il salto pagina prima del glossario, ma vorresti farlo anche dopo, cioè eliminare il salto pagina dopo il glossario. probabilmente si può fare salvando il significato di \\clearpage e di \cleardoublepage, in macro di servizio, e ridefinire i due comando come ha fatto per \glsclearpage, dopo la stampa del glossario e prima di cominciare un altro capitolo, devi ristabilire il significato delle due macro con i loro significati salvati in precedenza..

                  Non ho voglia di andare a leggere la documentazione completa di glossaries, né di andare ad esaminarne il codice interno; ma sei sicuro che glossaries non ti permetta di gestire il glossario come una \section invece che come un \chapter?

                  Ahimè, temo di non esseri stato di grande aiuto, ma personalmente mi sono trovato meglio con il pacchetto più “rudimentale” nomenclature, e alla fine ho scritto i miei glossari come pareva a me, usando l’ambiente description, che sembra fatto apposta, tranne per quel che riguarda gli hyperlink (che non servono a niente se la destinazione del documento è la stampa.

                  in risposta a: Aiuto con gli shorthand #116323
                  OldClaudio
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                    Per esempio leggere la documentazione completamente: texdoc babel-italian; infatti nella pagina 2 m=nell’item 4 si dice espressamente che per attivare gli “shorthands” è necessario inserire prima di \bengin{document} il comando \setactivedoblequote; che imposta il carattere “come attivo; dopo, se fosse necessario lo si può disattivare con \shorthandoff e riattivare con \shorthandon.

                    Questo artifizio si è reso necessario per venire incontro a quei (pochi?) uteti che usano il pacchetto xy, dove il segno ” svolge un ruolo particolare. Tuttavia in tutti i miei documenti in italiano metto sempre \setactivedoublequote, e non ho mai avuto problemi, anche perché prefisco usare altri strumenti, diversi da xy, per disegnare qualunque cosa, compresi di diagrammi commutativi che dovrebbero essere una specilità di xy. Credo di non avere mai avuto bisogno di disattivare il segno” e quindi non ho mai usato \shorthandoff e \shorthandon, se non per collaudarne il funzionamento.

                    in risposta a: [RISOLTO] Elenco immagini #116320
                    OldClaudio
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                      Be’ LaTeX può fare di tutto; con le figure immesse nelle tabelle bisogna stare attenti a scegliere convenientemente gli stili delle colonne; suggerirei di usare il codice di colonna m{…} che si ottiene caricando il pacchetto array. Ma il difficile con le figure è che il loro punto di riferimento è l’angolo in basso a sinistra, quindi per la colonna delle figure forse sarebbe meglio usare il codice di colonna b{…}, sempre del pacchetto array, oppure bisogna darsi da fare per inserire ogni figura dentro una scatola che ne sposti il punto di riferimento. Insomma bisogna arrangiarsi un poco.

                      Tuttavia la tua domanda non è tanto se si può fare da un punto di vista TeXnico, quanto se sia conveniente farlo in un catalogo del tipo di quello che hai descritto. Questa è una cosa che puoi deidere solo tu, in base all’immagine della azienda per la quale vorresti fare questo lavoro.

                      Una volta che tu abbia risposto a questa domanda di carattere promozionale, metiti sotto a pancia a terra, perché non credo che due settimane siano sufficienti; è vero: non so quante pagine di questa tabella vuoi mettere assieme, tuttavia una pagina riempita con una tabella talvolta richiede piu tempo di na pagina di solo testo.

                      in risposta a: Frontespizio con toptesi, stile=triennale #116315
                      OldClaudio
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                        Hai fatto quello che è pribito fare. Nesuno, per la licenza LPPL (LaTeX Project Public Licence) può modificare neinte se non cambiando nome all’oggetto/file che modifica. Non lo faccio, ma potrei prendere decisioni gravi nei tuo confronti…:sad:

                        Quello che puoi legalmente fare è copiare nel tuo preambolo quello che vuoi modificare, ravviuderlo eventualmente fra un \makeatletter prima e un \makeatother dopo, e ridefinre il brano che hai copiato e incollatonel tuo preambolo; ottieni lo stesso risultato senza violare la legge.

                        Io però ti ho suggerito cose diverse mettendoti sulla strada; prendi il tipotesi=magistrale; cambi il titolo del documento con l’apposito comando che trovi nel capitolo 4 in modo da chiarla Tesi di lariea iennale; nello stessomodo cambia il nome sda scrivere sopra l’elenco dei relati in Tutore con l’apposito comando. Quni, come vedi, senza violare la cicenza puoi cambiare quelle che ti pare senza fare acrobaziem, ma usando le funzionalità della classe.

                        Infine, se il risultato non ti piacesse, puoi sempre usare il tipotei=custom, con il quale hai a disposizione l’ambiente titlepage, dentro il quale puoi scrivere quelllo che vuoi, dove vuoi, con in font che vuoi e nel copro che ti piace di più; c’è un esempio in toptesi-it. Più libero di così si muore. ma sempre senza violare la licenza, quindi senza violare la legge.

                        Abituati a rispettare la legge; il software libero non è libero del tutto; “free software”, come dice la descrizione della parola, non è equivalente a “free beer”, è gratuito ma non si è completamente liberi di farci quello che si vuole; e la licenza spiega che cosa se ne può fare. E, tanto perché la legge non è ben conosciuta, il testo della LaTeX Project Public Licence è riportato nella documentazione italiana di toptesi-it (anche se la licenza è scritta in inglese).

                        in risposta a: Label ad un ITEMIZE #116318
                        OldClaudio
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                          Infatti non si può. Con enumerate si può mettere un label a ciascuna voce, ma con itemize e description non si può; si può mettere un label al primo item, ma poi gli si può far riferimento solo con \pageref; Itemize e description non sono oggetti numerati, quindi non c’è un contatore a cui fare riferimento. Nemmeno gli enumerate sono oggetti numerati, ma sono numerati i loro singoli item.

                          in risposta a: Frontespizio con toptesi, stile=triennale #116313
                          OldClaudio
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                            Benvenuto nel forum

                            Il tempo che dici di avere perso, l’hai perso perché non hai letto la documentazione, o per lo meno non l’hai letta tutta.
                            Incidentalmente verifica di avere una versione di TOPtesi aggiornata; l’ultima versione è la 6.3.06; controlla ed eventualmente aggiorna la tua installazione.

                            La soluzione è scritta nella documentazione che si legge dando da terminale il comando texdoc toptesi-it

                            È troppo lungo da spiegare qui, ma non è complicato; e, visto che la documentazione in italiano esiste, non ci sono scuse per non leggerla.:smile:

                            Ma devi capire come funziona la “macchina”; la triennale e la dottorale sono pensate senza tutori o supervisors o relatori; solo la dottorale per la scuola di dottorato del Politecnico di Torino prevede il comando \tutore. La magistrale può avere uno o pi¡u relatori; se alcuni sono da chiamare Correlatori, la documentazione spiega come fare.

                            Tuttavia nessuno degli 8 tipi di tesi e di frontespizi è immutabile; quindi TOPtesi prevede scorciatoie per fare quasi tutto che la fantasia delle varie sedi e dei vari laureandi/dottorandi richiede.

                            Ti suggerisco l’ultimo capitolo della documentazione, perché lì ho messo tutti i comandi da usare anche epr cambiare le parole fisse, quindi di ogni tipo di tesi si può cambiare la dicitura che qualifica la tesi; per esempio nel tipotesi=triennale (la parola chiave stile non accetta il valore triennale;lo fa solola parola chiave tipotesi si può cambiare la dicitura Monografia in Tesi di laurea, Tesi di laurea triennale, Bachelor final work, eccetera, non c’è limita alla dicitura da inserire nel frontespizio. Analogamente una tesi magistrale, più essere cambiata da Tesi di laurea magistrale, in Tesi di Laurea, Master Thesis, eccetera. E in questo tipo il titoletto Relatore (nelle versioni singolare e plurale, può essere cambiati {sempre nella doppia versione) in Tutore, Supervisor, eccetera. Non sono sicuro di avere creato una soluzione così configurabile da raggiungere il numero infinito di varianti, ma ci ho provato.

                            in risposta a: Frontespizio in inglese con toptesi #116300
                            OldClaudio
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                              Ci sono anche \NRelatore e \NCorrelatore nella pagina 8.

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                              OldClaudio
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                                Nella pagina 8 della documentazione di frontespizio c’è scritto come inidicare il noem del o dei correlatori.

                                Il fatto che il correlatore sia di un altro ateneo riguarda la tua università,quindi devi chiedere alla tua segreteria se e come indicare il correlatore (con o senza il nemo dell’ateneo di appartenenza?) Se ne vogliono l’indicazione, sta a te trovare come indicarlo accanto/sotto/in nota.
                                Siccome vuoi usare frontespizio devi usare la sua documentazione e scoprire come fare.

                                Come ti ho spiegato, frontespizio è di una altro autore, non sono in grado di risponderti, a meno di non inventarmi un frontespizio e fare gli esperimenti che devi fare tu.

                                in risposta a: Frontespizio in inglese con toptesi #116295
                                OldClaudio
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                                  Dipende.
                                  Se l’università vuole solo la versione in pdf per gli archivi, questa è bene che sia composta solo fronte, se non altro perché leggendoa schermo, non si ha lo spostamento alternato del blocco di stampa a destra e a sinistra, in quanto i margini potrebbero essere diversi; inoltre il pdf solo fronte non contiene lepagine bianche affinché i capitoli comincino solo su pagine dispari.

                                  Tuttavia la classe TOPtesi, prevede l’opzione libro. Con questa opzione impostata, i margini interno ed esterno sono diversi (quello esterno maggiore di quello interno come avviene nella tipografia di qualità); ovviamente funziona solo se si compone con l’opzione twoside; Senza l’opzione libro, i margini sono uguali anche con l’opzione twoside.

                                  Ciò premesso, io mi stamperei la tesi fronte/retro e me la frei rilegare non in brossura,ma cucita (costa un po’ di più, ma il risultato è incomparabilmente superiore). La rilegatura col dorso incollato (brossura) ha il difetto che se non è fatta moooolto bene, i fogli dopo un po’ di aperture e chiusure si staccano. Inoltre l’apertura del testo è relativamente rigida, per cui i fogli restano incurvati in prossimità del margine interno; per facilitare la lettura spesso,anche in TOPtesi, si prevede una correzione per la rilegatura; in TOPtesi c’è l’opzione cucitura (che forse dovrebbe chiamarsi brossura, per con la rilegatura cucita questa correzione non serve) che sposta lo specchio di stampa verso l’esterno, di default di 7mm, ma secondo me 7mm sono già tanti.

                                  Conclusione: Stampa in fronte/retro, risparmi carta, alberi, sei più ecologico. consegna, se la tua università vuole il pdf, consegna il pdf composto in oneside. Quindi, compila la tesi in oneside e ottieni il pdf da consegnare in segreteria; poi ricompila in twoside, e fornisci questo nuovo pdf alla copisteria/legatoria che ti confeziona la tesi per te, e, se vuoi alcune copie in più per il/i relatore/i, parenti e, se vuoi, per gli amici particolarmente cari.

                                  Se la tua università vuole la copia cartacea, usa solo il secondo pdf composto twoside, e consegnalo in brossura semplice, cioè col dorso incollato e la copertina di cartoncino leggero incollata, non certo con con la copertina rigida; tanto l’università metterà questo fascicolo nei suoi archivi, ma nessuno lotirerà mai fuori da lì, se non, magari per vuotare gli archivi,magari dopo 50 anni. 🙁

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