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egreg9″ post=85726
Naturalmente, però, in caso di documento multilingue, si dovrà sempre e per forza marcare il cambio di lingua, a differenza di xelatex, oppure no?
I continui passaggi di lingua sono per me il motivo che mi lega strettamente a XeLaTeX.Ciao e grazie!
P.S.: dite che si può installare la 2013 oppure è meglio evitare rischi, almeno per ora?
Perché, con XeLaTeX non lo marchi? E come ti si dividono le parole a fine riga? A caso?
Per la 2013 aspetta l’uscita ufficiale: i server che hanno la versione test sono pochi.
Ciao
EnricoNon sempre mi è necessario marcarlo: considera che spesso sono costretto a scrivere poche lettere latine in testi greci di default, o viceversa.
Insomma, abbi fede: nel mio caso almeno, è così!Grazie per l’info! Attenderò!
::Pawn371″ post=85723 @DOC
Non vorrei ripetermi, ma essendo del tutto nuovo nell’utilizzo di LaTex, tendo a fare un pò di confusione.
Se installo Texworks o Texstudio, posso comunque continuare ad utilizzare tutti i pacchetti scaricati nell’atto dell’installazione di TexLive2012? In pratica funzionano come semplici GUI di TexLive2012 che invece lavora alle spalle?Come già ti ho accennato e come ti ha precisato OldClaudio, l’editor e texlive sono due mondi separati e indipendenti. Puoi editare i tuoi file con qualunque editor, anche gedit, e compilarli con il buon terminale.
Gli editor specifici non fanno altro che offrirti una serie di tastini comodi per editare i files e per lanciare la compilazione, che altrimenti andrebbe fatta a manina via terminale.
::egreg9″ post=85721
Alla luce dei nuovi aggiornamenti/pacchetti greek-inputenc, greek-fontenc e babel-greek, come sono cambiate le cose per chi vuole scrivere in greco? Sono diventate più semplici o no? Nell’Arte, in particolare, bisogna cambiare qualcosa? Scusate la franchezza con cui lo chiedo, ma sono pienissimo di cose da fare, e temo di non venirne fuori 🙁
Ciao
TommasoDiventa tutto molto più semplice:
`% -*- coding: utf-8 -*-
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[greek]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}\begin{document}
Η Αθήνα (Ἀθῆναι στα αρχαία ελληνικά και την καθαρεύουσα) είναι η
πρωτεύουσα της Ελλάδας. Επίσης είναι η έδρα της Περιφέρειας
Αττικής. Βρίσκεται στη Στερεά (Κεντρική) Ελλάδα και αποτελεί εύρωστο
οικονομικό, πολιτιστικό και διοικητικό κέντρο της χώρας. Πήρε το όνομά
της από τη θεά Αθηνά που ήταν και η προστάτιδά της. Η Αθήνα σήμερα
είναι μία σύγχρονη πόλη αλλά και διάσημη, καθώς στην αρχαιότητα ήταν
πανίσχυρη πόλη-κράτος και σημαντικότατο κέντρο πολιτισμού· θεωρείται η
ιστορικότερη πόλη της Ευρώπης μαζί με τη Ρώμη. Είναι γνωστή σε όλο τον
κόσμο για τα ιστορικά της μνημεία που διασώθηκαν,έστω και μερικώς, στο
πέρασμα των αιώνων. Επίνειο της ιστορικής πόλης είναι το λιμάνι του
Πειραιά. Πολιούχος της Πόλης των Αθηνών είναι ο Άγιος Διονύσιος ο
Αρεοπαγίτης.\begin{verse}
Μῆνιν ἄειδε, θεά, Πηληϊάδεω Ἀχιλῆος\\
οὐλομένην, ἣ μυρί’ Ἀχαιοῖς ἄλγε’ ἔθηκε,\\
πολλὰς δ’ ἰφθίμους ψυχὰς Ἄϊδι προΐαψεν\\
ἡρώων, αὐτοὺς δὲ ἑλώρια τεῦχε κύνεσσιν\\
οἰωνοῖσί τε πᾶσι· Διὸς δ’ ἐτελείετο βουλή·\\
ἐξ οὗ δὴ τὰ πρῶτα διαστήτην ἐρίσαντε\\
Ἀτρεΐδης τε ἄναξ ἀνδρῶν καὶ δῖος Ἀχιλλεύς.
\end{verse}\end{document}`
Come vedi, puoi usare anche il politonico, ma naturalmente la sillabazione sarà quella del monotonico, a meno che non usi l’opzione [tt]polutonikogreek[/tt].Con l’opzione [tt]polutonikogreek[/tt] puoi usare anche la solita traslitterazione
`\begin{verse}
M~hnin >'aeide, je'a, Phlh”i'adew >Aqil~hos
\end{verse}`Niente più [tt]LGRx[/tt] e trucchi vari. Naturalmente questo vale per la TeX Live 2013 o per MiKTeX aggiornato.
Ciao
EnricoOttimo!
Naturalmente, però, in caso di documento multilingue, si dovrà sempre e per forza marcare il cambio di lingua, a differenza di xelatex, oppure no?
I continui passaggi di lingua sono per me il motivo che mi lega strettamente a XeLaTeX.Ciao e grazie!
P.S.: dite che si può installare la 2013 oppure è meglio evitare rischi, almeno per ora?
::OldClaudio” post=85712Non occore reinstallare niente qualuqnue editor tu voglia usare; al massimo devi configurare l’editor per trovarsi a posto e a suo agio con il sistema TeX che ti sei installato.
Il punto non è se Kile vada bene o no, il punto è sapre se ha un visualizzatore PDF integrato e sincornizzabile, oppure se bisogna installare anche un ulteriore visualizzatore PDF sincronizzabile, oppure ancora se non esiste nessun visualizzatore PDF sincornizzabile con lo specifico editor.
Ora:
1) TeXworks e TeXstudio hanno entrambi un visualizzatore integrato sincronizzato.
2) non mi risulata che Kile abbia un visualizzaotore PDF Integrato, ma mi pare che Okular sia sincronizzabile con Kike
3) su Ubuntu non userei Geanie o altri editor di quella specie; però i gusti sono gusti, quindi a te la scelta…
4) se sei a tuo agio com emacs, allora uslao con il plugin auktex che lo configura esplicitamente per lavorare con i file sorgente LaTeX, ma devi caricare un opportuno visualizzatore PDF, come Okular, sincornizzabile con emacs, perché un visualizzatore sincronizzato oggi è un obbligo assoluto.
5) Che io sappia Adobe Reader non è sincronizzabile, anche se è un ottimo visualizzatore PDF gratuito, che conviene comunque avere a disposizione perché fornisce informazioni sui documenti PDF che gli altri visualizzatori non permettono di rivelare.6) Se usa ubuntu, direi che ha gnome o questo fantomatico Unity, dunque Kile, editor KDE, è sconsigliato, se non altro per le tonnellate di dipendenze che si porta dietro. 😉
::Pawn371″ post=85687Li trovo nel Software Center? Ma installandoli, posso continuare ad utilizzare tutti i pacchetti scaricati quando ho installato TexLive2012, come accade con Geany, oppure mi tocca reinstallare?
Niente reinstallazione!
Piuttosto, impara ad usare equivs, per evitare dipendenze.
Ad esempio guarda qua: http://elubuntu.blogspot.it/2010/09/creare-un-metapacchetto-deb-con-equivs.html
::furly” post=85327Penso che le proprie opinioni derivino anche dalle proprie esperienze.
Concordo pienamente con quanto affermato da Elrond e Doc, ma personalmente quando ho dato “privilegi” a utenti normali hanno solo combinato guai.
Pertanto penso che certe operazioni debbano essere compiute solo da root e non da sudo/utente.Se quanto illustrato nel mio post non è corretto, eliminiamolo subito, senza indurre utenti a errori.
Grazie.
Direi che la questione del sudo non è legata a “proprie esperienze”, ma piuttosto a condizioni e situazioni contingenti relative alle macchine su cui si lavora ed alle persone che con queste macchine devono lavorare. 😆
Io, insomma, sudo, ma, se la mia macchina fosse condivisa da “persone pericolose”, [tt]gpasswd -d nome_utente sudo[/tt] e ciao! 😉
::Elrond” post=85325Su Debian io ho messo il mio utente fra i [tt]sudoers[/tt]. Sinceramente preferisco premettere [tt]sudo[/tt] a tutti i comandi di amministrazione piuttosto che entrare e uscire in continuazione da una shell di root o peggio entrare e dimenticarmi di uscire.
Ma si snatura la divisione utente/root presente in Debian.
Solo avendo un sistema operativo con un singolo utente, avrebbe senso “dargli” i privilegi di amministratore.Personalmente non sono d’accordo con nessuna delle due affermazioni.
Anche se l’utente è fra i [tt]sudoers[/tt] rimane comunque sempre un semplice utente, per “elevarsi” a root ha sempre bisogno di “fare qualcosa” (e il premettere [tt]sudo[/tt] a tutti i comandi può anche essere considerato in un certo senso più “faticoso” di eseguire [tt]su[/tt] una sola volta), ma almeno finita quella operazione smette subito di essere root. Mi sembra un’importante misura di sicurezza. Ubuntu avrà tanti difetti ma penso sia giusto segnalare le cose (almeno a mio parere) sensate. Che [tt]sudo[/tt] abbia dei vantaggi rispetto alla shell di root non lo dico solo io: http://wiki.debian.org/sudo
Se il sistema è usato da due o più persone che si fidano l’una dell’altra e sono tutte coscienti delle conseguenze delle operazioni svolte a livello di sistema non vedo perché non possa esserci più di un [tt]sudoers[/tt].
Concordo pienamente!
Io sudo e, francamente, non faccio tutti i passaggi indicati sopra, ma quelli basilari!Oltre ad aggiungere il mio utente al gruppo sudo, mi limito ad editare il file /etc/sudoers e ad aggiungervi la path per texbin.
Se servono delucidazioni, posso darle. Ora, però, vado in letargo! 😛
::robitex” post=85040Ciao,
@OldClaudio, io sono fermo alla 10.04 Lucid Lynx.
Per i tuoi stessi motovi non aggiorno Ubuntu da un bel pezzo, ma forse il prossimo anno passerò a Debian: visto che mi interessano versioni stabili di Ubuntu tanto vale passare a Debian.
Prima però ho in programma di costruirmi un pc nuovo scegliendo pezzo dopo pezzo ed assemblando il tutto, una meraviglia.
Quando arriverà TeX Live 2013 proverò a imbrogliare cambiando il nome della cartella da 2012 a 2013 e lanciando un aggiornamento.
Forse funziona.
R.Se lanci l’aggiornamento nei giorni immediatamente successivi al rilascio, otterrai l’upgrade sperato alla 2013, senza cambiare nome alla cartella.
Ho verificato la cosa per ben due anni di fila, senza riscontrare malfunzionamenti. Lo so che non è un metodo pulito, ma ha funzionato!P.S.: Debian Wheezy è uscito proprio il 5 maggio. Perché non lo installi ora? Perché aspettare l’anno prossimo?
::SoONicK” post=85007Ciao a tutti.
Credo che aver fatto il passaggio da ubuntu Lucyd alla 12.04 abbia incasinato l’installazione del latex sul mio laptop.
Partiamo dalla cosa più semplice: se aproun documento .tex con Geany e cerco di compilarlo, ricevo l’errore
`/bin/sh: 1: latex: not found`Prima di toccare qualsiasi cosa, visto che ho avuto già svariati problemi in passato, chiedo una mano ai più esperti…
Non so bene che informazioni aggiungere, a parte:
`nedu@nedu:~$ which latex
/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/latex`E allegare l’immagine della schermata delle opzioni
Grazie in anticipoMolto strano! Domanda: avevi per caso installato texlive anche da repositories di ubuntu?
Hai reso disponibile la path di Texlive anche per il sistema, come indicato nella guida di Enrico?Infine, altra domanda: quale login manager usa questa versione di ubuntu?
::Elrond” post=84704
[quote=”Elrond” post=84699]Sono un po’ spaesato. Mai avuto a usare il pacchetto AUCTeX su Debian o Ubuntu, dopo averlo installato era sempre già funzionante senza dover fare nulla, neanche modificare il file di inizializzazione (il responsabile del pacchetto Debian ha aggiunto un file che risparmia questo passaggio all’utente). Il tuo problema precedente (comunque non presente nelle ultime versioni del pacchetto) era dovuto a una situazione “non standard” (diciamo che non è “standard” avere la TeX Live vanilla al posto di quella fornita nei repo), quindi è comprensibile che non sia stato trovato da altri prima. Ma questo problema mi sembra più grave, Emacs sembra non trovare proprio AUCTeX, il che dovrebbe essere comune a tutti.
Giusto per scrupolo, verifica che hai il file [tt]/etc/emacs/site-start.d/50auctex.el[/tt] (è fornito dal pacchetto Debian), che è quello che dovrebbe attivare AUCTeX
Il file c’è!
Ho comunque segnalato il bacarozzo!Proprio in questi giorni in cui si spera di poter rilasciare Wheezy (
ho letto del 7 maggio come possibile datadovrebbe uscire fra il 4 e il 5 maggio), ti odieranno 😛Doc” post=84700P.S.: sono proprio sfigato! 😕
Abbastanza 😀
Fai questa prova: apri un documento LaTeX con Emacs ed esegui (l’autocompletamento con TAB ti può aiutare): [tt]M-x load-library RET preview-latex RET[/tt] (questo solo se hai installato anche il pacchetto preview-latex), poi [tt]M-x load-library RET auctex RET[/tt] e infine [tt]M-x latex-mode RET[/tt]. Se tutto va bene dovrebbero apparire i tanto sospirati pulsantini, ti accorgi che è attivo AUCTeX anche dai diversi colori dell’evidenziazione della sintassi. Se così funziona resta da capire perché Emacs non carichi da solo AUCTeX all’avvio[/quote]
Niente da fare!Loading auctex…
byte-code: Cannot open load file: /usr/share/emacs23/site-lisp/auctex/tex-site.el::Elrond” post=84699Sono un po’ spaesato. Mai avuto a usare il pacchetto AUCTeX su Debian o Ubuntu, dopo averlo installato era sempre già funzionante senza dover fare nulla, neanche modificare il file di inizializzazione (il responsabile del pacchetto Debian ha aggiunto un file che risparmia questo passaggio all’utente). Il tuo problema precedente (comunque non presente nelle ultime versioni del pacchetto) era dovuto a una situazione “non standard” (diciamo che non è “standard” avere la TeX Live vanilla al posto di quella fornita nei repo), quindi è comprensibile che non sia stato trovato da altri prima. Ma questo problema mi sembra più grave, Emacs sembra non trovare proprio AUCTeX, il che dovrebbe essere comune a tutti.
Giusto per scrupolo, verifica che hai il file [tt]/etc/emacs/site-start.d/50auctex.el[/tt] (è fornito dal pacchetto Debian), che è quello che dovrebbe attivare AUCTeX
Il file c’è!
Ho comunque segnalato il bacarozzo!P.S.: sono proprio sfigato! 😕
::Elrond” post=84697
@Elrond
Ho fatto l’upgrade a Wheezy e finalmente ho potuto installare auctex. Tuttavia, non mi compare il menu di tastini!!!!
In una mia altra installazione va tutto a dovere. L’unica differenza è che quella è 32 bit con Xfce, questa una 64 bit con Gnome.Aggiungo che le righe magiche non sono riconosciute e anzi compila sempre (male) un dvi.
Tutto quello che descrivi mi fa pensare che non stai usando AUCTeX ma la modalità per LaTeX nativa di Emacs (che come ho già detto è molto più scarna, per esempio non ha i tastini e le variabili locali proprie di AUCTeX non sono riconosciute).
Esattamente quello che ho sospettato io!
Elrond” post=84697Come hai installato AUCTeX? Pacchetto dal repository di Debian? Dubito fortemente che l’architettura conti qualcosa, AUCTeX è interamente composto da codice Elisp, quindi completamente portabile (infatti su Debian c’è un unico pacchetto per tutte le architetture)
Ovviamente, da repos ufficiali! 😕
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@Elrond
Ho fatto l’upgrade a Wheezy e finalmente ho potuto installare auctex. Tuttavia, non mi compare il menu di tastini!!!!
In una mia altra installazione va tutto a dovere. L’unica differenza è che quella è 32 bit con Xfce, questa una 64 bit con Gnome.Aggiungo che le righe magiche non sono riconosciute e anzi compila sempre (male) un dvi.
Da te la situazione com’è?
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