ivan

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  • in risposta a: Note a piè pagina – Linea divisoria #69691
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    Mirandola” post=71715

    [quote=”Mirandola” post=71693][quote=”ansys” post=68862][quote=”Drughen” post=68859]Non mi ero accorto che la classe “Suftesi” andava a modificare questa cosa. Ora provo per tentativi a vedere se riesco a farla apparire, perché il problema è che con tutte le note che mi obbligano a mettere, non c’è una distinzione netta tra la gabbia del testo e le note a piè pagina.
    Insomma viene un pò una porcheria, ripeto non per colpa di Latex o del pacchetto Suftesi, ma semplicemente per le richieste accademiche.

    Metti questo nel preambolo (è la definizione presa dal source2e.pdf)

    `\makeatletter
    \renewcommand{\footnoterule}{\kern-3\p@ \hrule \@width 2in \kern 2.6\p@}
    \makeatother`
    Ciao
    Orlando

    Scusate la domanda sciocca, ma questo comando cosa fa di preciso? Potrebbe essere utilizzato per modificare lo spazio tra la linea della nota e il testo seguente, aumentandone eventualmente le distanza?[/quote]

    Non modificare il layout della calsse suftesi. La classe nasce senza la line di separazione
    tra testo e note e così deve restare. Nella documentazione è scritto chiaramente che se non
    piacciono le scelte stilistiche della classe se ne deve usare un’altra.
    Dalla doc si suftesi (http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/macros/latex/contrib/suftesi/suftesi.pdf)
    PLEASE DO NOT MODIFY THE STYLES OF THIS CLASS
    IF YOU DO NOT LIKE THESE STYLES, USE ANOTHER CLASS.

    L’ho scritto in grassetto maiuscoletto in modo che si veda bene 😉

    Ciao
    Ivan[/quote]

    😳 pardon, volevo solo capire cosa fa il comando di preciso….:oops: 😳 :oops:[/quote]

    Ho messo quella restrizione per un motivo molto semplice: la classe suftesi è lo sviluppo di una idea
    di impaginazione e vorrei che rimanesse tale. Partendo da una classe standard si possono creare un’infinità
    di layout diversi. La cosa che vorrei evitare è che ci siano documenti che dicono di essere composti con suftesi
    e mostrano un layout diverso 😉

    Ciao
    Ivan

    edit Ho letto in ritardo la risposta di Claudio, che ha colto nel segno i miei desiderata.

    in risposta a: Note a piè pagina – Linea divisoria #69688
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    Mirandola” post=71693

    [quote=”Drughen” post=68859]Non mi ero accorto che la classe “Suftesi” andava a modificare questa cosa. Ora provo per tentativi a vedere se riesco a farla apparire, perché il problema è che con tutte le note che mi obbligano a mettere, non c’è una distinzione netta tra la gabbia del testo e le note a piè pagina.
    Insomma viene un pò una porcheria, ripeto non per colpa di Latex o del pacchetto Suftesi, ma semplicemente per le richieste accademiche.

    Metti questo nel preambolo (è la definizione presa dal source2e.pdf)

    `\makeatletter
    \renewcommand{\footnoterule}{\kern-3\p@ \hrule \@width 2in \kern 2.6\p@}
    \makeatother`
    Ciao
    Orlando

    Scusate la domanda sciocca, ma questo comando cosa fa di preciso? Potrebbe essere utilizzato per modificare lo spazio tra la linea della nota e il testo seguente, aumentandone eventualmente le distanza?[/quote]

    Non modificare il layout della calsse suftesi. La classe nasce senza la line di separazione
    tra testo e note e così deve restare. Nella documentazione è scritto chiaramente che se non
    piacciono le scelte stilistiche della classe se ne deve usare un’altra.
    Dalla doc si suftesi (http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/macros/latex/contrib/suftesi/suftesi.pdf)
    PLEASE DO NOT MODIFY THE STYLES OF THIS CLASS
    IF YOU DO NOT LIKE THESE STYLES, USE ANOTHER CLASS.

    L’ho scritto in grassetto maiuscoletto in modo che si veda bene 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Neofita: ome si cambia la dicitura Capitolo #23360
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    Se ci spieghi quello che vuoi fare magari possiamo aiutarti meglio.
    Dalle informazioni che cautamente ci dai si intuisce qualcosa, ma sarebbe bene
    qualche delucidazione in più.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: XeLaTeX, suftesi, mathspec #72437
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    Ma Sara” post=71583

    Cara @MaSara,
    ho provato il tuo esempio minimo, che riproduce esattamente l’ option clash che tu lamenti.

    mathspec invoca fontspec con certe opzioni, ma secondo me lo invoca in modo errato; ho provato a copiare mathspec cambaindogli ome e modificandolo, per correggere questi errori, ma ho eleimato quell’errore e ne sono emersi altri più avanti.

    Ho il sospetto che ti convenga usare fontspec normalmente, il pacchetto unicode-math e selezionare come math font XITSMath; La forma dei segni di questo font matematico si accorda beneisimo con quelli di Linux Libertine, quindi non ci sono questioni di compatibilità estetica.

    Probabilmente, una volta selezionato fontspec e unicode-math, scegliere come math font lo stesso Linux Libertine è possibile, perché anche se non ha una dotazione completa di glifi matematici come XITSMath, ne ha già molti e probabilmente ti è sufficiente.

    Non ho provato questa soluzione, ma se non funzinasse, ci sempre i font XITSMath.

    Ciao
    Claudio

    Grazie mille.
    Tuttavia quello che mi intriga(va) parecchio di mathspec è la possibilità di raccordare elegantemente i font matematici con quelli in uso nel testo al cambiare dei font del testo stesso, cambiando poche righe di codice. Praticamente la stessa comodità che offre XeLaTeX estesa però anche alla matematica.

    Infatti. Secondo me avere la possibilità di scrivere formule (sebbene semplici) con
    font coerente è una gran cosa:
    `% !TEX TS-program = xelatex
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    \documentclass[periodical]{suftesi}

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage[garamond]{mathdesign}
    \usepackage{mathspec}
    \usepackage[no-sscript]{xltxtra}
    \defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
    \setprimaryfont[Numbers=OldStyle]{Junicode}
    \setmathsfont(Digits){Junicode}

    \begin{document}

    Testo normale 123456789\\

    Un'equazione con numeri in Junicode e simboli di \textsf{mathdesign}:
    \begin{equation}
    1+2+3+4+5+6+7+8+9= 9\times 5
    \end{equation}

    \end{document} `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72401
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    pepsimmac” post=71526Grazie mille!!
    Alla fine andavo a sbattermi chissà dove nei meandri dei pacchetti o delle opzioni per natbib
    quando una “”semplice”” virgola nel posto giusto bastava!
    Quindi grazie!!
    E ad ogni modo io voglio che i testi in bib appaiano nella bibliografia in ordine di citazione della tesi, cosa che avviene, quindi….perfetto!!

    Avrei un ulteriore problema ma con l’appendice questa volta.
    Nel senso che a me servirebbe, o vorrei che quando appare nell’indice venga scritto “Appendix A”
    invece compare solamente “A”

    La importo citando il comando:
    \appendix
    \capitolo{}{AppendiceA} (dove capitolo è stato ridefinito con un newcommand per inserire appunto i capitoli..)

    Come posso fare ad aggiungere “Appendix” prima del semplice “A”???

    Grazie mille!

    La domanda è off topic.
    Aprine un altro e invia un documento minimo compilabile.
    Prima, però, cerca di capire dove sta il problema.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: friulan #72385
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    OldClaudio” post=71489Reagazzi, calma. Non ho ancora detto nulla a nessuno, perché credo che ci siano già i file gloss-furlan.ldf per usarli con polyglossia e XeLaTeX, ma mancano ancora i file di descrizione ella lingua per usarli con babel; li ho caricati oggi su CTAN, ci vorrano ancora alcuni giorni perché compaiano in TeX Live per poterli usare con pdfLaTeX. 😎

    La butto lì, ma trattandosi di un contributo di fatto a sostegno di una minoranza linguistica
    sarebbe bello che la documentazione fosse in friulano 😉
    Io non ti so aiutare, ma Tommaso che è di quelle parti non dovrebbe aver problemi 😀
    Intanto ci do un’occhiata, perché mi piacerebbe che ci fosse qualcosa anche per la lingua cimbra e veneta.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: immagine molto grande, dove piazzarla? #72365
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    Number22″ post=71481Ciao a tutti, premetto che non sono sicuro che sia la sezione giusta, ma dato che è un problema stilistico posto qui. Sto scrivendo la tesina triennale e ho un problema con un immagine di grandi dimensioni: si tratta di un grafico matlab. Per poter vedere meglio il grafico sarebbe opportuno inserire l’immagine in orizzontale: secondo voi è preferibile inserire l’immagine dove serve in orizzontale o allegare un foglio extra alla fine della tesi con l’immagine grande? grazie a tutti dell’aiuto

    Mettila in una pagina vicina al luogo in cui serve. Ruotala, se le dimensioni lo consentono.
    Potrebbe essere necessaria qualche interruzione di pagina manuale per farla stare proprio lì,
    ma se fai questo in fase di revisione non dovresti aver problemi.

    Ciao,
    Ivan

    in risposta a: friulan #72382
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    illinguista1972″ post=71483Vorrei ringraziare Claudione 🙂 per il nuovo lavoro che permetterà di scrivi par furlan con la corretta sillabazione! Non interesserà a molti, forse, ma a me sì, dato che sono di quelle parti lì.

    Ciao
    Tommaso

    Come veneto doc mi associo al ringraziamento.
    Chissà, in futuro ci sarà anche un modulo per la sillabazione del Cimbro?
    È la lingua antica delle mie parti 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Personalizzare Biblatex Philosophy #72085
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    Doc” post=71434Il problema è costituito da una serie di testi, noti malissimo ed attraverso edizioni spesso parziali.
    Per farti un esempio, l’Etymologicum Gudianum è noto tramite una pessima edizione del 1818, ma anche tramite un’eccellente edizione pubblicata fra 1909 e 1920, ma rimasta, ahimé!, incompiuta.
    La sigla sarà sempre la stessa (EGud), ma la differenziazione la faccio aggiungendo in fondo ai numeri di pagina e di righe la sigla dell’editore (Sturz o De Stefani).

    Una soluzione è questa (dopo ):
    `\textcite[p.~5 (Sturz)]{egud}`
    Meglio ancora sarebbe definirsi un nuovo comando, ma forse non ne vale la pena.
    È più sintetico scrivere “EGuD, p.~5 (Sturz)”. L’unico vantaggio sarebbe nella riduzione di refusi e nella possibilità
    di indicizzare le citazioni.

    Doc” post=71434
    Cirillo invece è noto…. lasciamo perdere! Diciamo pure che NON è noto! 😉

    Ne conosco uno: ha una giunteria. È lui per caso? 😉

    Doc” post=71434
    Tuttavia, chiarisco: NON ho mai usato comandi di biblatex per le (migliaia e migliaia e migliaia e migliaia) di citazioni di queste fonti nell’apparato critico! Le citazioni le ho sempre trascritte semplicemente, per ovvi motivi di (mia) comodità. In breve, i comandi di citazione li ho utilizzati SOLO per gli autori moderni, che sono finiti in un diverso gruppo della bibliografia finale.
    Pertanto, il mio problema è solo generare una bibliografia finale razionale e leggibile degli autori antichi.

    In una situazione del genere è pressoché impossibile (forse) trovare una soluzione automatizzata.

    Ora è un po’ più chiaro. In pratica citi manualmente ma componi sigle e bibliografia con biblatex.
    Chiaramente non conosco i dettagli, ma in linea di principio i comandi classici potrebbero essere usati anche per quelle voci.
    L’importante è definire una sigla unica e richiamare sempre la label per la quale la sigla è definita, come indicato sopra.
    Concordo con te che non è detto che sia più conveniente usare i comandi di biblatex in casi come il tuo.

    Però non rinuncio al tentativo di trovare una soluzione interna anche per quei casi.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Personalizzare Biblatex Philosophy #72083
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    Doc” post=71385

    La cosa, tuttavia, mi lascia perplesso: stessa sigla per edizioni molto differenti?
    Che senso ha? Mi pare un po’ antifilologico 🙄
    Però hai già risposto: non dipende da te 😉

    Infatti, il problema non riguarda le edizioni della Repubblica di Platone!
    Se sei veramente curioso, posso spiegarti di che si tratta, ma si rischia l’off-topic!

    Grazie mille di nuovo,
    Domenico

    Sono curioso. Non si rischia l’off topic, perché per personalizzare biblatex,
    ovvero per trovare soluzioni consistenti e il più possibile generali,
    è necessario capire il contenuto dei problemi.

    Per risolvere i problemi degli umanisti, poi, è necessario capirli (sia i problemi che gli umanisti, come me 😉 ).
    e per capirli bisogna entrare nel merito.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: siunitx e Junicode #72295
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    `% !TEX TS-program = xelatex
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    \documentclass[periodical]{suftesi}

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage[garamond]{mathdesign}
    \usepackage{mathspec}
    \usepackage[no-sscript]{xltxtra}
    \defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
    \setprimaryfont[Numbers=OldStyle]{Junicode}
    \setmathsfont(Digits){Junicode}

    \usepackage{siunitx}

    \begin{document}

    123456789\\

    \SI{123456789}{\Hz}

    \end{document} `
    mathdesign non serve, tuttavia io lo carico sempre quando uso font umanisti con XeLaTeX.
    In questo modo hai anche simboli come + – =, ecc. coerenti col disegno

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problemi con le opzioni OpenType con i font Junicode #72178
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    illinguista1972″ post=71384 Il vero superscript deve essere maiuscolo? Bene, basta caricare xltxtra e scrivere \textsuperscript{123}.

    Se però vuoi scrivere
    `
    5\textsuperscript{a} edizione
    3\textsuperscript{o} numero
    `
    ti serve
    `\usepackage[no-sscript]{xltxtra}`
    perché senza quell’opzione opzione xltxtra ridefinisce \textsuper(sub)script e l’ordinale non viene in apice 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problemi con le opzioni OpenType con i font Junicode #72174
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    illinguista1972″ post=71340
    Quando però voglio ottenere qualcosa di diverso nel testo, per esempio dei numeri in esponente usando \addfontfeature, oppure altre cose documentate nella documentazione e perciò disponibili, ottengo un errore e la compilazione si blocca. Ottengo lo stesso errore anche quando metto l’opzione nel preambolo.

    Perché usare \addfontfeatures per i numeri a esponente?
    `% !TEX TS-program = xelatex
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    \documentclass[periodical]{suftesi}

    \usepackage{mathspec}
    \usepackage[no-sscript]{xltxtra}
    \defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
    \setprimaryfont[Numbers=OldStyle]{Junicode}

    \begin{document}

    Lorem ipsum\textsuperscript{123456789}
    Dolor sit amet\textsuperscript{abcdefghi}

    \end{document} `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: problemi con ambiente wrapfloat #72157
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    lorenzo.pantieri” post=71334Una wrapfig va circondata con testo “puro” e usata solo in circostanze eccezionali, mettendo in conto di investire del tempo in tentativi manuali per avere l’impaginazione desiderata. Queste cose nell’Arte ci sono.

    Forse il riferimento a wrapfig potrebbe essere omesso nell’Arte
    o semplicemente abbreviato in una nota (per avvolgere il testo si veda wrapfig)

    Purtroppo figure circondate da testo sono uno delle tante “”esigenze”” che il principiante di LaTeX
    si porta dietro dalla sua nefasta esperienza con Word :D.
    Infatti le prime domande sono: come si allarga l’interlinea? Come si cambiano i margini?
    Come si mettono le figure proprio lì?

    Sarebbe bene che le risposte a queste domande fossero esoteriche.
    Un po’ come i numeri irrazionali ai tempi di Pitagora: c’erano, ma guai a dirlo in giro 😉

    Ciao
    Ivan

    @Enrico Spero di trovarti domani perché vengo apposta 😉

    in risposta a: Personalizzare Biblatex Philosophy #72081
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    Doc” post=71316

    Campo sortshorthand (funziona solo con biber)

    Interessante un’edizione critica con bibliografia in stile autore-anno.
    Quando hai pubblicato il lavoro manda gli estremi. Mi interessano per gli esempi di voci
    bibliografiche di testi classici ed edizioni critiche. Visto che sono molto complessi
    sarebbe bello che gli stili philosophy prevedessero un modo razionale per creare dei record ad hoc, magari con dei nuovi campi.
    Con biber questo è (teoricamente) possibile, anche se potrebbe essere molto laborEdizione 2ioso.

    Grazie, Ivan!
    Infatti, ho imparato ad usare proprio biber: più lento di bibtex (si nota molto su eeepc), ma meravigliosamente potente!

    Se vuoi vedere come funzionerà la mia bibliografia, puoi anche consultare il mio primo volume (edizione degli scolii platonici: Scholia Graeca in Platonem), anche se non composto con latex.
    In generale, gli autori moderni saranno citati secondo lo stile Autore-Anno (mi va benissimo così), ma nell’edizione critica le fonti ed i paralleli seguiranno citazioni secondo la prassi. A dirtela tutta, rinuncio a priori a citazioni di autori antichi in stile Latex: ci pensi ad usare \cite e simili per tutte le MIGLIAIA E MIGLIAIA di citazioni di, ad esempio, un Cyr. o di una Σ?
    Per gli autori antichi, scriverò dunque la citazione direttamente a mano.

    L’unica magagna che mi rimane da risolvere è relativa proprio alle sigle dei testi all’interno della “tabella”. Il problema è che spesso, per motivi su cui non ti trattengo, ma che non dipendono, purtroppo, da me, sono costretto ad usare la stessa sigla per un dato autore (es.: Cyr.) per più edizioni, spesso completamente diverse fra di loro, ed uscite a distanza di secoli l’una dall’altra.
    Attualmente, nella mia “tabella”, si leggono, ad esempio:

    Cyr Edizione 1
    Cyr Edizione 2
    Cyr Edizione 3

    Chiaramente, sarebbe molto più bello poter avere la sigla solo sulla prima riga e poi spazi vuoti nelle successive, fino alla sigla successiva.
    Hai idee su come fare?

    `
    @book{Platone:repubblica1,
    Author = {Platone},
    Shorthand = {Resp.},
    Title = {La Repubblica (prima edizione)}}
    @book{Platone:repubblica2,
    Author = {Platone},
    Shorthand = {{}},
    Sortshorthand = {respa},
    Title = {La Repubblica (seconda edizione)}}
    @book{Platone:repubblica3,
    Author = {Platone},
    Shorthand = {{}},
    Sortshorthand = {respb},
    Title = {La Repubblica (terza edizione)}}
    `
    Naturalmente avrai cura di usare sempre “Platone:repubblica1” per le citazioni fatte con i comandi classici.
    Ma d’altra parte, se una sigla rimanda a una lista di opere poco interessa sapere come è stata
    generata. Gli altri record dovranno essere richiamati con \nocite o con altri sistemi, affinché
    venga prodotta la relativa voce nella lista delle sigle. Se vuoi evitare che vengano stampati in bibliografia aggiungi
    al record:
    `skipbib=true`

    La cosa, tuttavia, mi lascia perplesso: stessa sigla per edizioni molto differenti?
    Che senso ha? Mi pare un po’ antifilologico 🙄
    Però hai già risposto: non dipende da te 😉

    Doc” post=71316
    Comunque, veramente i miei complimenti per il tuo biblatex-philosophy: veramente ben fatto e veramente molto bello!

    Grazie! In questi giorni sto lavorando per implementare un nuovo modo
    più razionale per la gestione di traduzioni, reprint, ecc.

    Darò un’occhiata al tuo lavoro.

    Ciao
    Ivan

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