ivan

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    Perfetto, sei stato illuminante. Ho risolto.

    Pongo a te o a chi altro un’altra domanda sempre riguardante la bibliografia.

    Io ho una voce nella bibliografia che essendo molto lunga mi occupa due righe, nella prima riga ad esempio compare autore e titolo ed essendo eccessivamente lunghi casa editrice ed anno di pubblicazione vanno a finire nella riga sottostante.

    Il problema è che il testo nella prima riga è giustificato.

    Come faccio a non farlo giustifcato senza intaccare tutto il resto del documento e quindi solo la bibliografia?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    È normale che la bibliografia sia giustificata, a meno che non usi qualche stile particolare. Se c’è un cattivo riempimento di riga, probabilmente LaTeX non riesce a sillabare alcuni termini. Puoi inserire delle sillabazioni manuali nel nome della casa editrice, per esempio. Se non risolvi invia un documento minimale.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema conclusione tesi #43453
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    Per ora ho risolto inserendo:

    `\markboth{\MakeUppercase{}}{\MakeUppercase{}}`

    Non mi sembra una soluzione elegantissima, ma mi permette di avere una testatina identica a quella dell’introduzione ed in linea con il resto della tesi.

    Non usare la variante con asterisco. Esempio:

    `\documentclass{book}

    \usepackage{lipsum}

    \begin{document}
    \tableofcontents

    \frontmatter
    \chapter{Introduzione}
    \lipsum\lipsum

    \mainmatter
    \chapter{Primo}
    \lipsum\lipsum

    \backmatter
    \chapter{Conclusione}
    \lipsum\lipsum

    \end{document}`

    Come hai ottenuto le testatine?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Compatibilità classicthesis e longtable #43411
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    La riga
    `\pagestyle{scrheadings}
    `
    dà quel problema.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: bibliografia e nomi di pù autori #43290
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    È una scelta degli stili di Ivan. Infatti il cognome per primo autore serve per l’ordine alfabetico, ma per gli altri autori non è necessario (ed è possibile allora scrivere correttamente il nome prima del cognome).

    Ehm… in realtà non è una scelta mia, ma di Philipp Lehman, scelta che io ho subito sposato. Però grazie per l’attribuzione 😀 Non ho mai usato BibTeX puro, quindi non so come siano gli stili standard. In BibLaTeX è così.
    In una versione precedente degli stli philosophy c’era un’opzione (namelastfirst) per ottenere questo risultato. Nell’ultima versione l’ho eliminata, per i motivi che sono già stati detti in questo topic, e che ripeterò di seguito.

    ciao,
    grazie per la risposta. Comprendo, come dici, la scelta di Ivan, peccato che il problema è che non si tratta di comprendere scelte, ma di evitare di vedersi rimandare in dietro un lavoro per l’eccessivo e fastidioso zelo di chi preferisce un ordine piuttosto che un altro.
    Per quanto mi riguarda è la stessa cosa mettere in bibliografia prima il nome e poi il cognome o viceversa, è semplicemente una questione di evitare eventuali problemi, tutto qui.

    Capisco l’esigenza e hai tutto il mio sostegno morale 😉 Tuttavia non è la stessa cosa. Nella lingua italiana va prima il nome e poi il cognome; se li si inverte devono essere separati da virgola. Su questo non ci sono dubbi. Quindi, in una lista di autori in bibliografia, è il primo autore che, semmai, viene riportato in modo “errato” (per una giusta causa), non gli altri! Di conseguenza, invertire nome e cognome di tutti gli autori significa moltiplicare un “errore” senza giustificato motivo. E poi considera che in questo modo dovresti aggiungere una virgola dopo ogni cognome (questo è d’obbligo se scrivi “Cognome, Nome”), il che renderebbe anche meno bella la voce. Ci sono perciò due ragioni per non fare questo: una ragione estetica e una ragione linguistica. (Ho virgolettato “errore” e intendo “ragioni” in senso debole 😉 )
    E poi visto che i problemi che vuoi evitare sono “eventuali” aspettiamo un po’ prima di fasciarci la testa…

    Per quanto riguarda la modifica, purtroppo non sono in grado di farla, se qualche uomo di buona volontà avesse il mio stesso problema e fosse in grado di risolverlo, me lo faccia sapere.

    È molto semplice ottenere quello che chiedi e mi sembra di ricordare di avere messo il codice in qualche topic, ma non ti dico dov’è, perché non sono d’accordo 😎 Prima di affannarti nella ricerca della soluzione cerca di capire le motivazioni. Puoi sempre spiegare a chi di dovere perché usi quel criterio; se è una persona ragionevole capirà e ti lascerà fare.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stile philosophy-verbose #42860
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    Ciao Ivan:
    domattina alle 8 in punto stampo.
    Il bug famoso è rimasto, stanotte aggiungo le pagine a mano!!!
    Se però mi puoi aiutatre con un ultima cosa:
    un patch per eliminare i duepunti da “luogo: editore, anno” e sostituirli con una virgola, ti sarei gratissimo. Non ci provo io perché non ho tempo e ho troppe cose per la testa, è che me ne ero dimenticato in queste ultime due settimane di delirio pre-stampa!!!

    GRAZIE comunque
    sei stato di vero aiuto.

    `\renewbibmacro*{colonloc}{%
    \printlist{location}%
    \iflistundef{publisher}%
    {\setunit*{\addspace}}
    {\setunit*{\addcomma\space}}%
    \printlist{publisher}%
    \setunit*{\addcomma\space}%
    \usebibmacro{date}%
    \newunit}`

    Serve l’opzione colonloc.
    Ciao
    Ivan

    in risposta a: TeXworks – compilare un documento con *.eps #43338
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    Ho temporaneamente risolto il problema dell’eps. Sfruttando il crimson editor come scritto qui nel vostro sito:

    ho creato un tool per compilare in latex;

    avevo ancora lo stesso problema con l’eps, ma ho visto che il file dvi creato da crimson era giusto (ed aveva l’immagine!). quindi:

    ho creato un altro tool per convertire il dvi in pdf sfruttando il file dvipdfm.exe presente sempre sotto la cartella miktex\bin.

    questo crea un pdf con l’immagine eps! (ora devo un pò vedere come spostare l’immagine, ma il problema originale è risolto!)

    Se avete altri consigli per migliorare il procedimento sono comunque sempre ben accetti ^^

    Grazie mille dell’aiuto! a presto 😉
    Pimpi

    Troppe contorsioni. Non ha più senso oggi produrre un dvi per poi convertirlo in pdf.
    Fai così: converti l’immagine .eps in un’immagine .pdf. Per Windows c’era un programmino molto semplice, anche con interfaccia grafica. Mi sembra si chiamasse eps2pdf
    Quindi usa semplicemente il grafico pdf appena convertito e compila con pdfLaTeX (basta sceglierlo nella finestra in alto di TeXworks o nell’analoga finestra di TeXnicCenter scegliendo “LaTeX==>PDF”). Otterrai direttamente un pdf senza tutti quei passaggi. In questo caso non ti serve caricare il pacchetto epstopdf. Credo che fosse inutile anche prima perché probabilmente non avevi abilitato shell-escape. Altrimenti avrebbe funzionato.

    Ciao
    Ivan

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    Benvenuto/a!

    Ciao a tutti,mi servirebbe il vostro aiuto.

    Nello scrivere un eventuale libro mi sto preparando i capitoli singolarmente e in questa fase del lavoro mi farebbe comodo non far comparire la parola Capitolo.

    E perché mai? Che disturbo ti dà “Capitolo”? Semmai è proprio nella fase preliminare che serve… Non capisco 🙄

    Cosi’ ho inserito nel mio lavoro il comando \chapter* (per evitare che ci fosse la scritta CAPITOLO).
    Cio’ ha comportato che le sezioni ( come tutte le formule ) incominciassero con la numerazione 0.1 e non piu’ 1.1 .

    C’e’ un modo per evitare che cio’ avvenga e quindi non far comparire la scritta capitolo e far incominciare la sezione con 1. 1?

    Sì, c’è un modo. Ti dico dove cercare la soluzione; il modo migliore per imparare 😉
    Leggi l’Appendice D.7.4 Gestione dei numeri dell’Introduzione all’arte della composizione tipografica (il link è in alto).

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Allineamento testo nella cella di una tabella #43360
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    Come si fa a posizionare il contenuto di una cella in alto, in basso o al centro?

    `\begin{table}
    \centering
    \begin{tabular}{| c | p{8cm} |}
    \hline

    \includegraphics[scale=0.05]{prova.eps} & Testo \\

    \hline
    \end{tabular}
    \end{table}`

    In questo esempio se l’immagine è molto grande, il testo della cella di destra ‘Testo’ si dispone nel fondo della cella. E se lo volessi al centro o in alto?

    Grazie.

    Cerca nella guida “Introduzione all’arte della composizione tipografica” (il link è in alto) minipage. La soluzione non è difficile. È una delle possibili. Un’altra soluzione potrebbe essere il pacchetto sidecap. Lo trovi spiegato anche sull’Arte (il link è sempre qui sopra). Se ci sono problemi sono qui.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Le ragioni “logiche “dello stile alphabetic #43345
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    Discussione troppo invitante…

    Ciao a tutti.

    “Gli stili bibliografici” sono un argomento vasto e complesso. A volte si sceglie uno stile invece di un altro perché così impongono le consuetudini dell’editore o i gusti del relatore, e gusti e consuetudini non si discutono.

    Sul fatto che lo stile sia imposto dall’editore o dal relatore, nulla da ridire.
    Ma chi l’ha detto che le consuetudini non si discutono? Forse lo si assume per consuetudine? Si possono discutere, eccome!

    Supponiamo di scrivere un lavoro umanistico, e di non voler usare lo stile numeric.

    Assumiamo di accettare il consiglio di Umberto Eco: lo stile autore-anno si usa solo se la bibliografia è moderna (quindi nessuna scrittura del tipo “(Platone, 2009)”).

    Lo stesso Eco usa lo stile autore-anno in molti suoi libri, con bibliografia non necessariamente moderne (con opere senza data, Eco usa la forma “Pinco, s.d.”). Per quanto riguarda i classici della filosofia, come ho detto più volte, ci sono delle sigle consolidate. Per citare il Filebo, non si scrive “Platone, 2009”, ma semplicemente “Filebo“. Così se scrivo KrV, KpV e KU mi riferisco in tutto il mondo alle tre “critiche” di Kant. Poi si può o meno prevedere una sezione “Sigle” (in testi lunghi) o mettere l’indicazione della sigla nella prima occorrenza (articoli e testi brevi). Questa è la consuetudine negli scritti seri. Immagino che ci siano consuetudini analoghe nelle altre discipline umanistiche. Poi ci sono anche autori autorevoli che scrivono tranquillamente “(Platone, 2009)”. Ma questo un laureando non se lo può permettere, secondo alcuni.

    Supponiamo ora di avere a che fare con una bibliografia in cui non tutte le opere hanno un autore o un anno di pubblicazione noto. Per esempio, abbiamo dei siti Internet, che spesso non hanno un autore definito e per i quali specificare l’anno non ha probabilmente molto senso. Oppure abbiamo a che fare con opere di filosofi dell’antichità classica (per cui non ha ovviamente senso parlare di “anno di pubblicazione”).

    Premesso che in lavori umanistici è molto raro citare siti internet, va detto che sono veramente pochi i siti che possono essere citati in testi o tesi di qualità. Non permetterei mai di citare Wikipedia in una tesi. Se poi si deve citare qualche sito, lo si può fare in nota, eventualmente riportando alla fine del documento la lista dei siti consultati. Quindi si possono riportare i riferimenti direttamente nel testo con lo stile autore-anno e inserire qualche nota per eventuali siti internet. Lo schema autore-anno è fatto per le “opere” che hanno un autore e una data, più o meno certa. (Anche i testi “senza data” una data ce l’hanno; solo non la conosciamo.)

    Lo stile alphabetic (io penso) ha il vantaggio di comunicare l’autore e l’anno di pubblicazione per le opere per cui questi dati si conoscono (per esempio, con “[Mor07]” capisco che l’opera è di Mori e che è del 2007), mentre comunica l’informazione saliente per le opere che non hanno un autore o per cui cnon si conosce l’anno di pubblicazione (per esempio con “[Wiki]” capisco che si sta parlando di Wikipedia).

    Lo stile alphabetic, secondo me non ha alcun vantaggio rispetto al numeric. Se scrivo [Lob36] non è così chiaro che mi sto riferendo a Lobačevskij. Dovrei comunque controllarlo in bibliografia.

    Dire la stessa cosa con un sistema autore-anno è impossibile (mi sbaglio)?

    Per maggiori dettagli si vedano (Mori, 2007) e (Wikipedia).

    perché quel (Wikipedia) tra parentesi può generare confusione.

    Se è in nota non c’è problema:

    \footnote{Per maggiori dettagli si vedano (Mori, 2007) e (Wikipedia).}

    Se si usano i riferimenti nel corpo del testo:

    Per maggiori dettagli si veda (Mori, 2007).\footnote{Il tema è trattato anche nella pagina web…ecc. ecc.}}

    Spero che Enrico non mi cancelli 😥

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Algorithm #43274
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    Ciao a tutti!
    Utilizzo da poco Latex, devo scrivere un algoritmo, inserisco quindi il comando

    \begin{algorithm}
    .
    .
    \end{algorithm}

    ma nn me lo compila,e mi da questo errore:
    Error: environment algorithm undefinied.

    Qualcuno mi sa dire perchè?? forse nn ho inserito i pacchetti giusti??

    Benvenuto!

    Hai usato un ambiente senza istruire LaTeX su cosa significhi. Serve:

    `\usepackage{algorithm}
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: europecv e tabella delle lingue #25208
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    Ragazzi, con il seguente codice
    `
    \documentclass[a4paper,helvetica,narrow,flagCMYK,italian,utf8]{europecv}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    %\usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{graphicx}

    \begin{document}
    \begin{europecv}
    \ecvmothertongue{Italiano}
    \ecvlanguageheader{(*)}
    \ecvlanguage{English}{\ecvAOne}{\ecvAOne}{\ecvAOne}{\ecvAOne}{\ecvAOne}
    \ecvlanguagefooter{(*)}
    \end{europecv}
    \end{document}
    `

    mi viene fuori una tabella bruttissima (vedete il risultato qui) e la cosa non migliora con l’opzione booktabs… come mai? è un problema solo mio?

    Grazie, Daniele.

    Aggiungi:
    `\usepackage[a4paper,left=2cm,right=2cm,top=2cm,bottom=3cm]{geometry}
    `
    aggiustando le misure.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Dubbio su comandi di sectioning #43271
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    Salve, ho provato a creare una nuova classe e ad aggiungere dei comandi tipo section, subsection ma con dei nomi personalizzati, ad esempio in italiano (sezione e sottosezione)

    `
    \NeedsTeXFormat{LaTeX2e}
    \ProvidesClass{myclass}

    \renewcommand\normalsize{\fontsize{10pt}{12pt}\selectfont}

    \setlength\paperheight{297mm}
    \setlength\paperwidth{210mm}

    \setlength{\textwidth}{150mm}
    \setlength{\textheight}{609pt}

    \newcommand\large{@setfontsize\large\@xiipt{14}}

    \pagenumbering{arabic}
    \pagestyle{empty}

    \setcounter{secnumdepth}{3}%
    \newcounter {sezione}%
    \newcounter {sottosezione}[sezione]%
    \newcounter {sottosottosezione}[sottosezione]%
    \newcounter {paragrafo}[sottosottosezione]%
    \newcounter {sottoparagrafo}[paragrafo]%
    \renewcommand\thesezione {\arabic{sezione}}%
    \renewcommand\thesottosezione {\thesezione.\arabic{sottosezione}}%
    \renewcommand\thesottosottosezione{\thesottosezione.\arabic{sottosottosezione}}%
    \renewcommand\theparagrafo {\thesottosottosezione.\arabic{paragrafo}}%
    \renewcommand\thesottoparagrafo {\theparagrafo.\arabic{sottoparagrafo}}%

    \newcommand\sezione{\@startsection {sezione}{1}{\z@}%
    {-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {2.3ex \@plus.2ex}%
    {\normalfont\normalsize\bfseries}}%
    \newcommand\sottosezione{\@startsection{sottosezione}{2}{\z@}%
    {-3.25ex\@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {1.5ex \@plus .2ex}%
    {\normalfont\large\bfseries}}%
    \newcommand\sottosottosezione{\@startsection{sottosottosezione}{3}{\z@}%
    {-3.25ex\@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {1.5ex \@plus .2ex}%
    {\normalfont\normalsize\bfseries}} %
    \newcommand\paragrafo{\@startsection{paragrafo}{4}{\z@}%
    {3.25ex \@plus1ex \@minus.2ex}%
    {-1em}%
    {\normalfont\normalsize\bfseries}} %
    \newcommand\sottoparagrafo{\@startsection{sottoparagrafo}{5}{\parindent}%
    {3.25ex \@plus1ex \@minus .2ex}%
    {-1em}%
    {\normalfont\normalsize\bfseries}}%`

    ma l’output presenta dei problemi: cioè se scrivo
    `\documentclass{myclass}
    \begin{document}
    \sezione{Titolo sezione}
    testo sezione
    \end{document}`
    ottengo
    1 Titolo sezione
    Titolo sezione
    testo sezione

    Mi chiedevo se qualcuno sa dirmi dove sbaglio o conosce una soluzione

    grazie

    Benvenuto!

    Per ogni comando di sezionamento è sufficiente:
    `\newcommand\sezione{\@startsection {section}{1}{\z@}%
    {-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {2.3ex \@plus.2ex}%
    {\normalfont\normalsize\bfseries}}`
    senza dover definire nuovi contatori. Ma che differenza c’è nello scrivere \sezione al posto di \section?

    Inoltre per creare una nuova classe ti conviene partire da una delle classi standard (nel tuo caso article), che carichi con \LoadClass{classe}. Questo ti evita di definire tutti i comandi e di modificare solo quelli che ti interessano.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Pacchetto Frontespizio #41660
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    Ho risolto col frontespizio. In realtà ce l’avevo già pronto, ma mi dava un badbox che non capivo cosa fosse. Pensavo di rifarlo col suddetto pacchetto del reverendissimo egreg, ma vedendo i risultati mi sono reso conto che sarebbe stato un lavoro molto più lungo rifare ciò che volevo io per mezzo del pacchetto. Allora mi sono rimesso sotto e finalmente ho tolto quel maledetto badbox.
    Per quanto riguarda txfonts l’ho caricato per avere i simboli matematici del campo reale e complesso come li ho sempre visti sui libri e non come li dà di default latex (non che siano così brutti, ma da qualche parte avevo visto una tabella in cui faceva vedere i font e i relativi pacchetti, e quei simboli fatti con txfonts mi piacevano molto di più che nella versione “normale”, forse perché somigliano molto di più a quelli che ho sempre trovato sui libri di analisi e di metodi) e alla fine il risultato complessivo (al di là di quei simboli) mi soddisfaceva maggiormente (mi sembrano più “definiti” i caratteri, non so se mi spiego).

    Credo di capire. Intendi i simboli per gli insiemi N, R, Z, C, ecc.?
    I gusti sono gusti… Hai provato i pacchetti mathpazo o fourier?
    Il fatto è che il Times è un font con poco respiro; è molto compresso. Va meglio per i quotidiani (per i quali è nato) che per i testi matematici.
    E poi ricorda: il Times è diffuso perché è il font di default di Word, e questo è sufficiente per squalificarlo 😉 Ragion di più per non usarlo nel tuo bellissimo documento LaTeX 😀

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Pacchetto Frontespizio #41658
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    Provando a togliere il pacchetto txfonts ho visto cosa succede e mi sono ricordato il motivo per cui l’ho adottato. Per le altre due osservazioni ti farà piacere sapere che effettivamente sto valutando la tua posizione in entrambi i casi, non mi sento di rifiutarla così disinvoltamente.
    Il problema iniziale, quello del frontespizio, però rimane (anche se è di natura diversa ora).
    Grazie mille per i consigli!
    Davide

    Cos’è che non va ne frontespizio? Il pacchetto frontespizio ti permette di modificarne molti aspetti. Si può tentare di modificarlo in base alle tue esigenze.
    Curiosità: a cosa ti serviva txfonts? Magari c’è una soluzione migliore. Nel caso manda un codice minimale.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Pacchetto Frontespizio #41656
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    Vengo alle tue osservazioni, Ivan (tra l’altro, fosse per me vi darei “in pasto” tutta la tesi per farvi fare le osservazioni che ritenete opportune, quindi anche se non richieste sono molto gradite!). Innanzitutto non mi sono posto il problema del font, in quanto ho pensato di adottare la filosofia:” Se Latex fa questa scelta, probabilmente è più giusto così”. Magari sbaglio, ma se non ho capito male il principio di latex è proprio quello di lasciare al programma le scelte tipografiche, quindi non ho nemmeno pensato di cambiare i font.

    Questo è l’atteggiamento giusto 😀 Però non ti sei accorto di aver caricato il pacchetto txfonts, che carica il font Times. Quindi il font l’hai cambiato 😉 L’avevo evidenziato in blu nel mio post precedente.
    Per quanto riguarda l’interlinea dovresti usare lo stesso atteggiamento, e ancora con più convinzione, visto che LaTeX è nato per scrivere testi che contengono molta matematica.
    Se la pagina ti sembra troppo fitta perché ci sono troppe formule in corpo, probabilmente alcune formule dovrebbero andare fuori corpo. Ma di scrittura matematica mi dichiaro profondamente incompetente, quindi è meglio se qualcun altro ti potrà dare la sua opinione.

    Per indentfirst l’avevo messo all’inizio nel preambolo perché mi sembrava più “coerente” allilneare la prima riga di ogni capoverso, ma quando avrò 5 minuti guarderò un po’ di post sull’argomento cosicché io possa lasciarmi convincere, leggendo le opinioni degli auterevoli, ancora una volta a far fare a latex il suo mestiere.

    Ne abbiamo discusso in questo post (nato per altri scopi…). Ci sono essenzialmente due posizioni: una (la mia ma anche quella di molti altri sicuramente più autorevoli), che potremmo chiamare “razionalista” e che è anche un po’ prescrittiva e riduzionista, si basa sull’analisi delle ragioni per rientrare la prima riga; un’altra posizione, meno riduzionista, tiene in considerazione anche le consuetudini. Leggi un po’ e fatti un’idea. Certo che se vuoi lasciar fare a LaTeX il suo mestiere basta semplicemente che non carichi il pacchetto. Poi secondo me fa molto dandy non rientrare il primo paragrafo…è uno dei tanti segni distintivi di un documento LaTeX.

    Ciao
    Ivan

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