Risposte nei forum create
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Premessa: il formato delle didascalie andrebbe lasciato alla classe. La spaziatura standard, poi, mi pare adeguata. In ogni caso, con LaTeX si può far di tutto.
`\documentclass{article}
\usepackage{graphicx}\usepackage{caption}
\captionsetup{font=small,format=hang,labelfont={sf,bf},skip=10pt}\begin{document}
\begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=\columnwidth]{Mani}
\caption{Didascalia.}
\end{figure}\end{document}`
10 punti è lo spazio standard. Puoi aumentarlo a tuo gusto.Ciao,
L.
::robitex” post=93860
Per esempio “la legge \S\ 4520” è lo stesso che “la legge \S 4520”.È un esempio sbagliato: le leggi non si citano così!
http://www.maldura.unipd.it/buro/manuali/norma.pdf
In questo documento si consiglia di scrivere per intero la parola “paragrafo”.
::maximator” post=93568
formattazione, riferimenti incrociati, formule e tabelle – che immagino vadano rifatte in toto.È un pezzo che non provo gli strumenti di conversione automatica dal formato xyz a LaTeX, ma, se le cose non sono cambiate drasticamente da allora, la tua supposizione è corretta: formato, riferimenti incrociati, tabelle e formule vanno rifatti da capo. Il che è un bene, intendiamoci: così hai l’occasione di comporre un documento a regola d’arte tipografica.
Il gioco vale la candela? Quasi sicuramente sì. L’investimento fatto per imparare LaTeX ripaga già nella stesura del primo documento “significativo” (come una tesi): dal secondo documento in poi, scoprirai di non poterne più fare a meno.
Ciao,
L.
::Feynberg” post=92762
Complimenti agli autoriGrazi mille per i complimenti, di cuore. Abbiamo scritto la guida innanzitutto per diletto e soddisfazione personale, nella convinzione che potesse essere utile ad altri.
La guida sintetizza il contributo (gratuito) di tanti forumisti: la sua natura gratuita deve restare.
Forse la cosa migliore sarebbe pubblicare l’Arte su carta, lasciando il PDF liberamente scaricabile.
A presto, buon LaTeX!
::illinguista1972`Numeri in Iwona tondo nero: \textbf{\sffamily 0123456789}
Numeri in Palatino tondo: 0123456789
Numeri in Euler: $0123456789$
Questi tre sono i font utilizzati da Miede in ClassicThesis.`
Solo una precisazione: lo stile ClassicThesis di Miede non usa gli Iwona (né alcun altro font sans serif): gli Iwona sono di ArsClassica.
Ringrazio Dork che ha posto il problema e Tommaso per il suo esempio e la sua analisi: non avevo pensato alla possibilità di fare confusione con i numeri, ma effettivamente questa possibilità esiste (anche se penso che il contesto possa chiarire le cose, per lo meno nella maggior parte dei casi). Gli stili sono come vestiti: impossibile trovarne uno che vada bene per tutte le occasioni.
Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=92597
Non hai risolto e non ci sono misfatti. I numeri di arsclassica sono normalmente in Palatino. Sono in Euler solo quando li metti in modo matematico. I numeri che a te non piacciono sono in Iwona nero, come dice l’opzione [tt]sf[/tt].Ti ripeto: non c’è nulla di sbagliato, nessuna svista, nessuna discrepanza!
Quello che vedi nel tuo risultato è quello che vedo io, ed è corretto. Le didascalie hanno l’etichetta in Iwona nero e il testo in Palatino, il testo principale del documento è in Palatino con i numeri old style, e la matematica è in Euler. In Euler, lo ripeto, ci sono solo i numeri scritti in modalità matematica e i numeri di capitolo. Le opzioni [tt]eulermath[/tt] e [tt]eulerchapternumbers[/tt] servono proprio a questo. Semplicemente, tu confondi Euler con Palatino.
Tutto questo è corretto e voluto, e nessuno può modificare come hai fatto tu, lo ripeto, perché pensa che sia sbagliato, e Lorenzo non ne sarebbe contento. Credimi.
Anche perché la scelta dei font non è di Lorenzo ma di André Miede, l’autore di ClassicThesis, e modificare questo aspetto significa modificare ClassicThesis. E la cosa non si può fare. Hai idea di quanto ci abbia pensato Miede prima di decidere questo abbinamento di caratteri? Ne vuoi la prova? Commenta la chiamata ad ArsClassica e vedrai la stessa cosa.
Mi dispiace che tu abbia “non risolto” questa cosa per un lavoro che ormai sarà già stampato. Ripeto ancora una volta: era tutto a posto. Non ti piace il risultato? Ci sono tanti e tanti stili a disposizione, che c’è solo l’imbarazzo della scelta. ArsClassica e ClassicThesis sono stili “prendere o lasciare”. Non puoi modificare nulla.
Concordo in pieno. La scelta dei font è (anche) un fatto estetico, e i font di ClassicThesis e ArsClassica sono stati scelti con cura. Non parlerei di scorrettezze, in tipografia (come nell’arte, con la a minuscola) non esistono “giusto” e “sbagliato”, ma “gradevole” e “sgradevole”.
Se non ti piace lo stile, sei libero di modificarlo, naturalmente. Ma non te lo consiglio!
::robitex” post=92516
Se la guida è “privata” ed il merito non è precisamente individuato, posso anche decidere di non contribuire e fare altro. Invece una guida “aperta” diventa un contributo del GuIT.
Secondo me serve anche sostenere il gruppo al di la di quali tecnologie web per collaborare utilizzare ed al di la delle forme di sviluppo delle ambizioni personali.
…un passo avanti (cit)
R.Aggiornare una guida a LaTeX è un’impresa. Prima o poi è inevitabile che gli autori si stufino: una guida “aperta” non ha questo problema. Contro: una guida aperta rischia di avere meno personalità di una che pochi autori hanno curato amorevolmente, mettendoci del loro. Wikipedia non è fatto male, ma è molto anonimo.
::Giamma_Mo” post=92359Vi scrivo perché ho un problema da risolvere a cui non ho trovato una soluzione guardando la documentazione che ho.
Vexata quaestio.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Studia la parte sugli oggetti in testo e fuori testo.
::marchetto” post=91281Per scrivere un due righe in latex […].
Se devi scrivere “due righe”, probabilmente LaTeX non è lo strumento giusto. Proprio un paio di settimane fa, ho dovuto produrre un PDF, base di una targhetta per studi professionali (del tipo “Dott. Tal Dei Tali — Dottore commercialista”). LaTeX? E perché mai?
Ma per un documento corposo (con sezioni numerate, riferimenti incrociati, tabelle e figure), a LaTeX non potrei rinunciare.
Non è (tanto) questione di “essere innamorati” (fatto irrazionale), ma di scegliere lo strumento migliore.
::OldClaudio” post=90664Non voglio fare propaganda per nessun editor particolare; io sul Mac uso TeXShop, specifico per il Mac, scarno e pulito, con il completamento dei comandi e degli ambienti, che non uso mai, perché ho sufficiente esperienza per farne a meno.
Anch’io!
(P.S. L’esempio delle tagliatelle è superbo!)
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