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In effetti io non ho capito quanto scrivevi, perché ti sei spiegato benissimo specificando il paragrafo 7.2.2 dell’Arte; io ho parlato del comando \date di LaTeX, tu parli invece del database bibliografico, che NON è in linguaggio LaTeX. ScusamiIn LaTeX il comando \date è attivo solo mentre vene composto il titolo del documento.
Nel database bibliografico i campi possibili sono solo year, date added, e date modified; gli ultimi due riguardano solo le informazioni scritte nel database e non vengono trasferite alla bibliografia composta con uno dei programmi di composizione basati su LaTeX; infatti non mi risulta che né bibtex, né biber astraggano quei campi quando vengono lanciati per scrivere il file .bbl necessario ai programmi di composizione per comporre la bibliografia.Io ho composto moltissime bibliografie usando sia il pacchetto natbib (e derivati) con l’estrattore bibtex, e il pacchetto biblatex con poche aggiunte di pacchetti aggiuntivi, e l’estrattore biber, ma non ho mai pensato di usare il campo date, che, consultando la documentazione sia di natbib, sia di biblatex non ho mai incontrato.
Questo mi fa pensare che quanto scritto nel paragrafo 7.2.2 dell’arte sia sbagliato o sia “obsoleto”. Nel senso che non è escluso che 10 o 15 anni fa potesse essere un nome di campo corretto. Mi stupisco molto di questo fatto, perché gli autori dell’Arte sono molto preciso e scrupolosi e so che hanno rivisto il testo milllanta volte; e molti altri hanno rivisto il testo. Apparentemente nessuno si è accorto di questo “errore”.
Noto anche che questo “errore” si trova anche nel paragrafo 11.2.2 della LaTeXpedia.
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Suppomgo che tu sia andato in https://miktex.org/download e che abbia esaminato tutte le opzioni, compresa questa:Getting MiKTeX
MiKTeX is available for selected operating systems. Please check the prerequisites in order to find out whether your system is supported.
If your system is not (yet) supported: it is not too difficult to build MiKTeX.
Windows
Mac
LinuxDocker
All downloadsAll downloads
Basic Installer
64-bit
Basic Installer
32-bit
Net Installer
64-bitThis installer allows you download all packages and install a complete TeX/LaTeX system on Windows.
Date:
1/4/2019
File name:
setup-2.9.6942-x64.exe
Size:
24.77 MB
SHA-256:
648ed1c06a4da18bd3afeb5f2296bf57be5ec21ec86b78ceae6ec8849f6a0218E così?
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\footnoemark e \foootnotetex sono descritti in qualsiasi guida. Nela sezione Documentazione non hai che l’imbarazzo della scelta; Io ti consiglierei la traduzione in italiano commentate della guida di Leslie Lamport, il creatore di LaTeX: Il LaTeX Reference Manual commentatoGuarda: se proprio non ci riesci e solo in quel caso, metti nel tuo preambolo il codice seguente`\makeatletter
\newcommand*\nota[1][\mathord{*}]{%
\xdef\@thefnmark{\ensuremath{\m@th#1}}\@footnotemark\@footnotetext}\makeatother`I comandi \makeatletter e \makeatother servono per rendere usabili i comandi che contengono la chiocciola nel loro nome; sono comandi interni di LaTeX.
La restante parte del codice l’ho copiata e incollata dal pacchetto TOPtesi, dove funziona senza problemi.
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B´’, allora la tua soluzione è quella di preprare separatamente quell’unica pagina in un file pdf in formato A4, poi crei un altro piccolo file che invoca pdfpages e con quello metti al pagina A4 sulla pagina A3 in landscape e a destra, come haii ora spiegato bene.
Ovviamente devi leggere la documentazione di pdfpages (texdoc pdfpages); vedrai che non è difficile, amche se è un po’ delicato.
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Usa i comandi \footnomark e \footnotetext, sempre che tu non metta un titolo e probabilmente ti basta il comando \thanks.
Mmmm…
Mi pare che thanls possa fare al caso tuo, ma dubito che funzioni fuori del comando \maketitle.In alternativa puoi provare con \footnote[$\star$]{Testo della nota}. In fondo al testo ci metti fra parentesi (N.d.T.) (che sta per nota del traduttore).
13 Maggio 2019 alle 14:25 in risposta a: miktex non trova i file .sty solo nella conversione da dvi a pdf #115722::
Il tuo file compila benissimo sia con latex sia con pdflatex, senza nessun errore e trovando tutti i file che gli servono.Trasformando il file .dvi sembrerebbe che MiKTeX non trovi al mappa dei font; la mappa per divipdfm è diversa da quella per pdftex equeste due sono diverse ancora da quella di dvips (che trasforma il file dvi in file ps; poi con pstopdf lo si può ulterir=ormente trasformare in pdf).
Mi are strano che pur compilando con pdflatex e con latex non si lamenti di caricare fontspec che è specifico per xelatex e lualatex. Eppure leggendo il log, anche se la riga è commentata, apparentemente il file amsart se lo carica da solo e ne sfrutta qualche proprietà. Misteri dell’informatica.
In ogni caso ti suggerisco di aprire con Adobe Reader o Adobe Acrobat il pdf ottenuto con la compilazione; una volta aprto il file premi CTRL D e ti si apre una finestra che ti presenta diverse proprietà del file pdf che hai aperto; clicca la linguetta Fonts, e vedi quali font carica; ci sono due istanze di EBGaramond-Regular e diverse istanze dei font matematici normali di LaTeX; in sostanza i font usati in matematica non sono font Garamond.
12 Maggio 2019 alle 6:14 in risposta a: al creare il pdf, trasformare il testo in tracciati/vettori #115703::
I programmi del sistema TeX che producono file pdf incorporano solo i font come embedded subsets.
Perché dunque i/certi programmi di verifica prestampa dovrebbero combinare pasticci se, appunto, i caratteri dei font usati nel documento sono tutti caricati, anche se non sono caricati i glifi non usati?Nota che anche la norma ISO 19005 PDF/X (gestibile con i programmi del sistema tex con l’uso del pacchetto pdfx con l’apposita opzione per la conformità con i file da stampare — non da archiviare) prescrivono solo l’incorporazione dei soli glifi usati con tutti i font usati nel file.
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Non hai sbagliato, se non in una piccola cosa; non hai letto la documentazione di ebgaramond-maths.sty (texdoc ebgaramond-maths) che dice che prima di caricare il pacchetto ebgaramond-maths bsogna caricare il pacchetto newtxmath.Tra le altre cose, oltre a fare riferimento ad un font inesistente (o obsoleto, comunque non installato né con TeX Live, né con MacTeX né con MiKTeX) la documentazione insegna a creare i file mancanti usando fra l’altro un comando, sed che esiste solo su Linux, quindi gli utenti di Wndows e di Mac sono tagliati fuori
Se anche l’avessi fatto avresti ottenuto on errore fatale, perché il file EBGaramond-Maths.map fa riferimento ad un font che non esiste né su MiKTeX né su MacTeX.
Ho già segnalato il problema sia al Team di TeXLive, sia al curatore di ebgaramond-maths.sty.
Speriamo che la cosa proceda rapidamente.
Me se sul tuo Linux con TeX Live, compilando con pdfLaTeX tu non ottieni errori, allora hai una scorciatoia: copiati su una chiavetta i file indicati nella unica riga del file EBGaramond-Maths.map; creati ul tuo MiKTeX un albero personale secondo le indicazioni che ti ho scritto nel precedente messaggio; specifica a MiKTeX che il tuo nuovo albero personale deve essere primo nell’oridne di lettura da parte dei programmi di compilazione;
creati in quell’albero personale le sottocartelle dove in Linux erano i file che hai copiato nella chiavetta e incollaci ordinatamente quei file dalla chiavetta; aggiorna il database dei nomi dei file; esegui la procedura di MiKTeX per ricreare la mappa generale dei font secondo le spiegazioni della documentazione di MiKTeX; riprova a compilare il tuo MWE. A questo punto il tutto dovrebbe funzionare purché, ovviamente, funzionasse anche su Linux.
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Ti rispondo agli ultimi due messaggi in oridne inverso2) MikKTeX consente all’utente di defiirsi diversi alberi di ricerca dei file. Li deve creare lui, l’utente, con la radice dell’albero dove gli apre, ma deve dirlo al programma mediante le impostazioni di configurazione che si aprono e attivano da quel percorso Avvio –> Programmi –> MiKTeX –> 2.9 –>…
La cosa è utile solo per impostarsi un albero personale; volendo anche più di uno. Ma nel caso dei tuoi EBGaramaond non serve perché, se MiKTeX è aggiornato, sono già immessi nella distribuzione (aggiornata) e completa di MiKTeX; siccome con l’ultimo aggiornamento che ho fatto in questa settimana, fra gli altri c’è appunto la collezione dei font Type 1 dell’EBGaramond, è possibile che MiKTeX non sia ancora aggiornato ad oggi.1) Ho provato i tuoi due esempi; il seconcdo non funziona perché l’hai scritto male, ma se anche lo si corregge, i file garamond.sty e garamond-maths.sty non esistono. Invece il primo arriva ad un errore fatale, perché il font EBGaramond-Maths.pfb è mappato male anche in TeXLive/MacTeX; voglio studiare meglio il caso, ma se ho analizzato bene la cosa, c’è proprio un errore di fondo; se ho ragione, penso di poterlo correggere (forse), in ogni caso solo per TeXLive; posso comunque segnalare il bug al Team che si occupa di queste cose sperando che loro sappiano come fare; Poi Chritian Schenk, il curatore di MiKTeX ci metterà il suo tempo per introdurre la correzione nella sua distribuzione MiKTeX.
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Benvenuto nel forum.La pagina A3 piegata in modo che si abbiano due facciate A4 affacciate e consultabili senza sfogliare in inglese si chiamano spread; in italiano ho visto solo la lucuzione nominale “due pagine affacciate”.
Comunque suppongo che tu non voglia davvero tampare un fogli A3, da piegare da inserire nella tua tesi (in formato A4) come fosse un inserto.
Suppongo invece che tu voglia inserire una lista di simboli che occupa due pagine A4, e vorresti che nella tesi la prima delle due pagina venga stampata su una pagina pari e la seconda sulla pagina dispari immediatamente successiva.
Ti suggerisco questa cosa un po’ complicata, ma tutto sommato semplice:
1) nel preambolo carica il pacchetto afterpage
2) nel preambolo inserisci questo codice`\makeatletter
\newcommand\supaginapari[1]{%
\afterpage{%
\ifodd\value{page}\expandafter\@firstoftwo
\else\expandafter\@secondoftwo
\fi{\ComponiSuPaginaPari{#1}}{#1}%
}\makeatother
}`Visto che sei nuovo non ti spaventare; il codice è relativamente semplice, ma contiene trucchetti per rendere i comando sufficientemente affidabile.
1) Il pacchetto afterpage definisce il comando \afterpage che accetta un argomento; questo comando immette il suo argomento nel flusso di dati che il programma di composizione deve elaborare solo quando detto programma ha completato una intera pagina e l’ha accodata al file di uscita.Questo è semplice da capire e il nome del comando è sufficientemente autoesplicativo; alcuni esempi d’uso di questo comando mi pare che siano descritti nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX o in LaTeX-pedia entrambe scaricabili dall sezione Documentazione di questo forum.
2) La macro è racchiusa fra \makeatletter e \makeatother perché contiene del macro che usnao nomi formati da lettere vere e proprie e dal segno @; quei due comandi servono il primo per dire al programma di composizione che @ è da trattare come na lettera e il seocndo per ripristinalo a alla categoria degli altri segni.
3) La macro \ComponiSuPaginPari accetta un argomento e si usa semplicemente così`\ComponiSuPaginaPari{}` 4) la definizione della macro è quasi autoesplicativa comincia con un test che controlla se il valore del numero di pagina è dispari; a seconda del tes che sia vero o falso esegue \@firstoftwo oppure \@secondoftwo entrambi preceduti dal comando di fine test(\else se è vero e \fi se il test è falso) ciascuno preceduto dal comando misterioso \expandafter; questo seguito da due macro esegue prima la seocnda e poi la prima; quiandi nel nosto caso prima termina il test e poi esegue la macro giusta.
5) chiusa questa definizione ci sono due argomenti; sono quelli da scegliere con \@firstoftwo o \@secondoftwo, due comandi del nucleo di LaTeX (ecco perché sono “protetti” dal segno @) che fanno esattamente quello che dice il ro nome.
6) Concludendo: se la pagina è dispari l’argomento corrispondente aviene rimesso in coda ad un’alta istanza della stessa macro, altrimenti la pagina è pari e quel codice vien eseguito. Questa macro è quasi affidabile; il quasi vuo dire che 9 vole su 10 (forse anche più spesso) essa viene eseguita come ci si aspetta; invece talvolta fa pasticci; questi avvengono quando \afterpage con il suo argomento interferiscono con la routine di uscita senza tenere conto (ed è quasi impossibile tenerne conto) ci sono altri comandi che eseguono la routine di uscita: tutti i comandi di sezionamento, i comandi per mettere in posizione gli oggetti flottanti e alcuni altri. La cura per questi malfunzionamenti è semplice basta tagliare quel codice e incollarlo qualche capoverso dopo.
Tuttavia io uso quella macro da tempo e i malfunzionamenti sono piuttosto rari e sono costretto a ricorrere alla “cura” piuttosto raramente, ma sono sempre riuscito a spostare quel codice lungo il flusso del file sorgente .tex con pochissimi tentativi.
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Davide, tu puoi creare mappe per i Type 1 a tuo piacere; ovviamente le informazioni sulla mappa devono corrispondere ai dati del fnt. MA non è detto che scaricando un font si creai anche il corrispondente pacchetto .sty.
O te la crei da solo, oppure ti crei le macro per accedere direttamente a quel font. Tuttavia se mancano il file t1font.fd {che dicono quali famiglie, serie, forme e corpi siano disponibili per quel font, anche i comandi di basso livello possono fare poco.Come credo di avere già scritto, l’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX contiene un capitolo intero dedicato alla gestione dei font; e si dice anche come creare il file .fd.
Ho l’impressione, probabilmente sbagliata, che tu vorresti che chi di noi conosce queste cose ti fornisca il tutto già fatto. Anch’io conosco queste cose e potrei farlo, ma nei tuoi messaggi mancano sempre i dettagli importanti; Distribuzione TeX, piattaforma, sistema operativo, quale font, dove l’hai trovato, come hai fatto la mappa, in quale rich si trova la riga che si riferisce al tuo font e che cosa c’è scritto in quella riga, che cosa metti nel preambolo per usare quel font, esempio minimo compilabile. Vedi che manca un mucchio di informazione?
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In ogni caso su WIndows c’è in Avvio –> Programmi –> MiKTeX –> … tutta una serie di cose che ti permettono di installare al volo le parti mancanti se per per caso hai installato la MiKTeX incompleta o di installare aggiornamenti dei pacchetti aggiornati, se invece ce lhai completa.
Ma come ha detto @Claudio (da non confondere con @OldClaudio); MiKTeX prende da TeXLive, re-impacchetta tutto e lo rende disponibile per i suoi aggiornamenti; il tutto, come dice @Claudio, lo configura come di “seconda mano”; come tale è sempre in ritardo rispetto agli aggiornamenti di TeXLive.A me non risulta che per MiKTeX esistano altri repository o mirror da cui eseguire installazioni o aggiornamenti. Il sito principale di MiKTeX è [tt]https://miktex.org/[/tt]. Quel sito dice che è anche disponibile per alcuni Linux e per MAcOS; per MacOS, mi è stato riferito che è incompleto e in pratica nemmeno confrontabile con il TeXLive incluso in MaxTeX. Per quelle varianti di Linux non so dirti nulla. Resta il fatto che in ogni caso è di “seconda mano”.
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