OldClaudio

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  • in risposta a: TeXLive 2018: consigli pratici #114691
    OldClaudio
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      Sì, alludevo a quelli. Comunque sono d’accordo sul fatto di essere autonomo. Ma la soluzione chiavetta non mi sembra quella giusta. So di alcuni che sono riusciti a farlo, ma ci hanno messo settimane per riuscirci. Io non ci ho nemmeno provato, quindi parlo per sentito dire. Prendi le mie paole con beneficio di inventario.

      in risposta a: problemi con l’inserimento del frontespizio #114827
      OldClaudio
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        Come ti ha spiegato @Marluxia MiKTeX e TeXLive sono due diverse distribuzioni del sistema TeX; MiKTeX è nato per Windows ma so che il curatore sta cercando di esportarlo anche ad altre piattaforme; TeX Live è multipiattaforma e si può installare su qualunque macchina; questo è uno dei motivi per il quale qui diamo la preferenza a TeX Live.
        Uno degli altri motivi è che il programma di installazione di TeXlive per impostazione predefintia esegue l’installazione full; mentre MiKTeX, dalla sua pagina di installazione propone l’installazione Basic e la maggior parte degli utenti (tra i quali, sembrerebbe che ci sia anche tu…) non scende nella videata e non si accorge che si può installare la versione completa.
        Un terzo motivo è che TeX Live si può aggiornare, volendo, ogni giorno, mentre MiKTeX richiede al curatore non poche operazioni per creare i pacchetti .cab con cui eseguire gli aggiornamenti, per cui la versione MiKTeX richiede qualche settimana per essere aggiornata rispetto a quanto avviene nell’archivio principale CTAN. (www.tug.org/ctan,html).
        Io dispongo di TeXLive e aggiorno ogni 7 o 10 giorni; ogni volta ci sono alcune decine di pacchetti aggiornabili e una mezza dozzina di pacchetti nuovi.

        Ora, quello che mi stupisce in merito al tuo problema è che i pacchetti graphics e graphicx viaggiano insieme e sono installati assieme; non sono pacchetti che si trovino nella cartella tools, ma sono essenziali oggi molto più che ieri; quindi mi stupisco che una installazione basic non installi anche questi due pacchettini assolutamente essenziali.

        Vediamo allora come comporre il tuo frontespizio; dal modello di Ca’ Foscari hai due possibilità:

        1) compili il frontespizio sul template/modello di Ca’Foscari, magari con un qualunque word processor che possa gestire il formato di quel modello, e lo esposti in formato PDF. Poi contrlla di disporre del pacchetto pdfpages; leggine la documentazione dando da terminale il comando texdoc pdfpages e poi usa il comando \includepdf con la sintassi descritta nella documentazione e specificando il nome del file del frontespizio.

        2) Estrai lo stemma di Ca’ Foscari dal modello che ti hanno fornito e salvalo in un file grafico con uno dei seguenti formati: .jpg, .png, .pdf, .eps; come fare dipende dal software di cui disponi. Poi, verificato di disporre del pacchetto graphicx, nel documento .tex della tua tesi usa l’ambiente titlepage, nel quale puoi inserire, oltre all’immagine dello stemma mediante il comando \includegraphics, qualunque altra cosa sia necessaria, per lo più il nome dell’ateneo, il titolo, il tuo nome, il nome del relatore, l’anno accademico, insomma tutte le altre cose richieste da Ca’ Foscari; le puoi scrivere dove vuoi, con i font che vuoi, del corpo che vuoi, con la nerezza che vuoi, eventualmente del colore che vuoi; insomma hai la massima libertà di usare i comandi \centering, \vspace{…}, \Huge, \huge,…,\normalsize, \ttfamily{…} \mdseries, \bfseries, \rmshape, \itshape,…. Non hai che da sbizzarrirti (consiglio: non usare i colori).

        3) la terza via consiste nell’usare il pacchetto frontespizio (che con la tua installazione basic devi certamente installare); leggine bene la documentazione con texdoc frontespizio. Ti permette di arrivare ad un risultato molto ben fatto, non necessariamente identico al modello di Ca’ Foscari, seguendo una strada intermedia alle prime due descritte sopra.

        Come fare ad installare ciò che ti manca?
        1) Smonta MiKTeX; vai in rete nel sito di CTAN che ti ho indicato sopra, cerca TeX Live, scarica l’immagne ISO del disco di installazione, Monta questo disco cliccando sul file con estensione .iso, segui le indicazioni e ti ritrovi con tutto TeXLive, intero, completo, anche se poi la prima cosa da fare è di aggiornare quanto hai installato; per non farla torppo lunga ti consiglio di leggere i dettagli nella guide LaTeXpedia che puoi scaricare dal link che si trova nella sezione Documentazione di questo forum. In questo modo hai l’installazione completa di TeXLive e la puoi tenere aggiornata settimanalmente. Oppure
        2) conserva MiKTeX; clicca su Avvio –> Programmi –> MiKTeX –> 2.9 –>… e cerca il MiKTeX Wizard per gestire i vari pacchetti; accertati di essere collegata in rete, e usa il Wizard per installare correttamente tutti i pacchetti che via via ti mancano.

        in risposta a: problemi con l’inserimento del frontespizio #114822
        OldClaudio
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          Benvenuta Martina.

          Le tue informazioni sono molto scarne. In particolare mi lasica perplesso il fatto che tu abbia scaricato e copiato da qualche parte il file graphicx quando ne dovresti già disporre se hai installato il sistema TeX correttamente nel tuo elaboratore.

          In ogni caso sai che puoi aprire una finestra comandi, scriverci dentro il comando texdoc graphicx, e lo madni in secuzione; ti si apre una finestra dove puoi leggere come si fa ad usare correttamente quel pacchetto.

          in risposta a: replicare Book cover page #114809
          OldClaudio
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            @Black Goku, potresti fare tutto da solo se non ti prendessi impegni che non hai ancora la forza di portare a termine.

            Comunque la tua copertina è semplicissima da fare senza ricorrere a TikZ; non dico che non si possa fare, ma l’ambiente picture ha una documentazione di una decina di pagine non quel malloppo immenso di TikZ. Il codice che ti allego è una buona approssimazione di quello che hai allegato alla tua richiesta; aggiusta i colori secondo quel che ti piace, e magari con i nomi che hai associato a xcolor.`\documentclass[12pt,a4paper]{article}
            \usepackage{xcolor}
            \definecolor{azzurro}{rgb}{0.6,0.6,1}
            \definecolor{bluscuro}{rgb}{0.3,0.3,0.5}

            \newenvironment{coverpage}{% Apertura
            \unitlength=1mm
            \begin{picture}(0,0)(37.5,242.5)
            }{% Chiusura
            \end{picture}}

            \begin{document}\errorcontextlines=100
            \thispagestyle{empty}
            \begin{coverpage}
            \put(0,0){\framebox(200,287){}}
            \put(0,0){\color{azzurro}\rule{115\unitlength}{287\unitlength}}
            \put(120,0){\color{bluscuro}\rule{80\unitlength}{287\unitlength}}
            \put(0,140){\color{blue}\rule{200\unitlength}{10\unitlength}}
            \put(20,142){\makebox(0,0)[bl]{\color{white}\Huge\sffamily\bfseries SOME TEXT}}
            \end{coverpage}
            \end{document}`

            OldClaudio
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              Prova a ridefinire il comando \listequation così:
              `\newcommand{\listequation}[2]{$#1$\hfill\listequationnumber\label{#2}}`
              da usarsi così`\listequation{ A + B = C }{eq:ABC}`

              in risposta a: Formato titolo #114778
              OldClaudio
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                😉

                in risposta a: Gestione puntatori elenchi annidati #114789
                OldClaudio
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                  Quando parlo di “scusa” mi riferisco al fatto che stai traducendo un manuale esistente in una forma tipografica partendo da una versione precedente composta con un software che non ha la necessaria qualità tipografica. Secondo me, nell’eseguire questa traduzione tu dovresti avere la forza di interloquire con la direzione o comunque con chi supervisiona questo tuo lavoro, segnalando gli errori tipografici della precedente versione e proponendo le varianti.

                  Allora il conflitto degli asterischi delle note e quelli delle elencazioni è un conflitto che generava o poteva generare confusioni nei lettori anche nella versione precedente. La buona tipografia prevede che si possa usare un simbolo per le note, quando queste siano pochissime e decisamante locali e alle quali non si debba fare riferimento con il meccanismo di cross reference. Il meccanismo \footnotemark[] e \footnotetext[]{} ti permette di scegliere qualuque simbolo analfabetico, comprreso l’asterisco, ma da prendere da liste di simboli diversi dal triangolino, a quadratini di diverse dimensioni, a disegnini come \dagger e \ddagger, eccetera. Se appunto le note sono rare e da non gestire con la cross reference, questo meccanismo risolve il conflitto degli asterischi. Altrimenti le note vanno numerate ed eventualmente citate anche col meccanismo della cross reference (sia per il numero della nota, sia per la pagina in cui cade la nota).

                  Lo stesso si può fare con i simboli delle elencazioni sia usando il pacchetto enumitem, sia usando il semplice comando che ti ha suggerito Gustavo. Va da se che elle voci di una elencazione semplice NON si può fare riferimento con il meccanismo della cross reference; solo le enumerazioni possono essere gestite in questo modo; le enumerazioni possono essere annidate fino ala quarto livello e ogni voce elencata a qualunque livello può essere citata con il meccanismo della cross reference, proprio perché ogni voce ha un identificatore diverso.

                  in risposta a: Formato titolo #114776
                  OldClaudio
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                    Vanto? Nessuno di noi si vanta di niente. Forse cerchiamo di trasmetter quello che abbiamo imparato in decenni di uso di LaTeX. Lo dico per me e per chiunque altro ti abbia risposto. In questo forum tutti vorremmo essere di aiuto ad ogni altro; poi c’è chi ha più esperienza e chi ne ha meno e gli aiuti possono essere più o meno utili. Nessuno di noi, però. dovrebbe mai risolvere il problema sottoposto per aiuto quando al risposta è già nella documentazione.

                    Non voglio nemmeno fare le pulci al codice che ti ha inviato illinguista1972; Il suo codice funziona, ma contiene una piccolissima imprecisione: un gruppo di troppo: lo vedi nel codice seguente dove il gruppo di troppo non c’è più?
                    `\documentclass[a4paper]{article}
                    \usepackage{xcolor}

                    \begin{document}

                    \begin{titlepage}
                    \begin{center}
                    \bfseries\Huge\textcolor{red}{CIAO}
                    \end{center}
                    \end{titlepage}

                    \end{document}`

                    in risposta a: Gestione puntatori elenchi annidati #114787
                    OldClaudio
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                      A parte la tiratina di Gustavo e la sua descrizione di come usare il pacchetto mwe e le sue funzionalità per mostrarti come fare per configurare le liste semplici, ti suggerisco di leggere l’articolo sulle liste semplici, sule enumerazioni e sulle descrizioni pubblicato o in Ars 23 o in Arse 21. L’autroe è uno scrittore tecnico e descrive al differenza sostanziale fra i tra tipi di liste.
                      Scoprirai che le liste semplici come le tue non formano capoversi ma parti di un unico capoverso. Di conseguenza di solito un elenco luntato (lista semplice) non deve contenere altre liste se non puntate; che il capoverso che contengoa due liste seplici annidate, è difficile da capire e una lista semplice che ne contenga un’altra la quale ne contiene un’altra ancora (quindi fino al terzo livello) è illeggibile e incomprensibile.
                      La scusa che devi rendere in LaTeX un manuale esistente, non è una buona scusa; Se il mauale iniziale era stato composto da una persona che non conosce le regole di scrittura delle liste tecniche, e aveva già composto liste incomprensibili e/o tecnicamente errate, non è un buon motivo per perseverare nell’errore.
                      Ciò detto, fai come ti pare; ma uomo avvisato, mezzo salvato.

                      OldClaudio
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                        Il tuo messaggio non dice granché. Perché vuoi l’assistenza di un professionista? Tu non ocnosci e non sai usare LaTeX? Devi inviare un articolo composto con LaTeX ad una rivista che lo vuole in quel modo? Magari richiede l’uso di un file di classe particolare?

                        Come certamente sai il sistema TeX è nato dall’idea di un matematico e LaTeX è stato creato per rendere facile la composizione di documenti da parte di utenti non particolarmente ferrati nell’uso di linguaggi di mark-up come è LaTeX e come sono i vari linguaggio usati in rete per gestire l’informazione che si trova quando si naviga Internet.

                        Come sai LaTeX e TeX sono stati sponsorizzati immediatamente dall’American Mathematical Society che ha anche contribuito al sistema diversi pacchetti di estensione i cui nomi cominciano tutti con il prefisso “ams”; il pacchetto amsmath è talmente impostante che in pratica viene sempre usato da tutti,anche dagli umanisti che non scrivono di matematica, ma talvolta devono usare simboli o costrutti di aspetto matematico.

                        Naturalmente hai già esplorato il forum del GuIT e vi hai trovato la sezione Documentazione dove vi compaiono decine di guide a diverso livello che permettono a chiunque di imparare o di perfezionare la propria competenza nell’uso di LaTeX.

                        Non posso immaginare che un matematico sia digiuno di LaTeX, l’unico programma esistente per comporre la matematica in modo insuperabile (grazie al fatto che è stato creato da un matematico in primis per i matematici).

                        Quindi la tua speciale richiesta richiede qualche informazione in più; forse non ha trovato da nessuna parte la composizione della speciale matematica che serve a te?

                        in risposta a: Formato titolo #114770
                        OldClaudio
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                          La tesi è un documento serio, non un pieghevole di réclame.

                          Detto questo se il colore del titolo è estremamente sobrio, come un grigio scuro, passi, anche se il colore è superfluo. Se vuoi fare una sovracoperta in carta patinata e a colori, puoi divertirti a fare qualunque cosa, ma non credo che tu voglia inserire una sovracoperta alla tua tesi.

                          Quindi pensaci bene prima di usare il colore nel titolo della tesi; pensaci bene anche ad usare il colore in qualunque parte testuale della tesi. Lo puoi usare nelle figure, nei diagrammi, e nelle loro legende, se il colore ha uno scopo specifico, ma non nel testo corrente.

                          Sarebbe come evidenziare un locuzione fra virgolette, in maiuscoletto, corsivo, nero e colorato. Terribile!

                          Come è terribile il titolo della tesi in corpo huge nero; Se ci provi ti rendi conto che il titolo viene troppo nero e pare uscire dal foglio. Il corpo huge è più che sufficiente, specialmente se usi privi di corpi ottici.

                          La tesi è tua, quindi fai quello che vuoi, ma pensaci bene.

                          in risposta a: Problema codifica utf-8 #114762
                          OldClaudio
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                            Ci sono utenti del Mac che continuano ad usare la codfica applemac; e fanno malissimo.
                            Ci sono utenti di tutte le piattaforme che si ostinano a NON usare la codifica UTF-8.

                            Si tratta palesemente di una dialogo fra sordi.

                            Sulle guide di oggi, tutte le guide, non solo qualcuna, purché siano recenti, si dice di usare solo la codifica UTF-8. Confesso che 10 anni fa ero sospettoso nei confronti della codifica UTF-8, quindi è possibile che 10 anni fa io abbia scritto del cretinate in genere, anche se magari non tanto gravi. Mi ci è voluto del tempo per fare il salto, come succede spesso alla persone anziane (mia unica giustificazione), ma poi ci sono riuscito in modo assolutamente indolore, al punto che mi stupisco che persone giovani non riescano a digerire il concetto di codifica universalmente accettata, e continuino ad usare codifiche che potevano avere un senso quando era ancora comune il sistema operativo DOS, e i sistemi operativi a finestre con interfaccia grafica stavano nascendo ed erano ancora un po’ rudimentali.

                            Oggi il sistema TeX assume per impostazione predefinita che il file sorgente siano codificati in UTF-8, quindi oggi, a stretto rigore, sarebbe superfluo specificare il pacchetto inputenc con l’opzione utf8; non guasta, ma non fa nulla di speciale. Magari questo è vero per TeX Live, e non è vero per MIKTeX, ma se per questa distribuzione la cosa non è ancora attuale, lo sarà certamente con il prossimo aggiornamento.

                            Per questo motivo mi stupisco che gli aggiornamenti più recenti degli edito come TeXShop, TeXworks, TeXstudio, Texmaker, e similli, non abbiano ancora come predefinita l’impostazione per la codifica UTF-8; in realtà TeXstudio ce l’ha, ma se riconosce che il file aperto non è composto con quella codifica, lo apre assumento che sia Latin1, il che potrebbe essere vero, ma potrebbe non esserlo e il malcapitato utente potrebbe ritrovarsi con un file reso quasi illeggibile. TeXShop può essere configurato con una codifica qualsiasi, ma se apre un file che non è stato salvato con quella codifica, lo apre assumendo che sia in codifica Latin 9. Tutti quei quattro però sono in grado di interpretare le righe magiche e non combinano pasticci se il file le contiene, in particolare contiene la riga magica relativa alla codifica.

                            Ecco. Questa è la situazione. Puoi essere sicuro che incontrerai in rete molti file codificati in mdo diverso da UTF-8. Se conosci bene il problema delle codifiche, in pochi minuti sei in grado di convertirli; ma se non hai familiarità con l’esistenza di tante codifiche incompatibili fra loro puoi andare incontro agli stessi problemi che stai affrontando in questo momento.

                            Con Tommaso Gordini abbiamo scritto una guida sulle codifiche; la trovi nella sezione Documentazione di questo sito nella raccolta delle guide tematiche. Secondo me vale la pena di familiarizzarsi con le codifiche cercando di capire quello che c’è scritto in quella guida tematica. Magari non è una lettura divertente, ma fa chiarezza sui problemi che stai incontrando.

                            in risposta a: Pacchetto amssymb e formule #114745
                            OldClaudio
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                              Le parentesi uncinate servono per indicare qualcosa che va indicato dall’utente, che ovviamante deve inserire il nome che vuole senza parentesi uncinate.
                              Ribadisco però che se hai amsmath hai già anche amssymb, quindi non devi installare proprio niente.

                              in risposta a: Problemi di kerning (di apostrofo) #114757
                              OldClaudio
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                                Se usi XeLaTeX o LuaLaTeX, l’apostrofo lo va a prendere direttamente, senza intermediari, dal font; nel senso che il file .tex è in Unicode o UTF-8, il secondo essendo una transcodifica del primo, che questi programmi gestiscono da soli; e quando scrivi il file sorgente con l’editor, hai direttamente impostato l’editor in modo che inserisca i caratteri nel fiel .tex con la codifica giusta.
                                Esiste il file xunicode.sty dove sono definiti una gran quantità di segni con i codici unicode;
                                il codice U+02BC ha un comando \rasp che potrebbe essere l’acronimo di “right apostrophe spaced”, mentre il codice U+0027 corrisponde al comando \textquotesingle.

                                Per quanto riguarda l’apostrofo, quindi, propendo per U+02BC, ma ovviamente con un grosso beneficio di inventario.

                                Per i pattern, nelle lingue dove l’apostrofo marca l’elisione, come in italiano, c’è un file a parte per distinguere l’apostrofo a 8bit dall’apostrofo unicode multibyte; per quest’ultimo viene usato il codice 02BC, mentre per pdfLaTeX, che gestisce solo font condificati con un solo byte, vienne usato il codice 27.

                                Sono andato a tentoni,quindi prendi quel che ho scritto sopra con beneficio di inventario.

                                in risposta a: Problemi di kerning (di apostrofo) #114755
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Il MinionPro è protetto da licenza, quindi non lo puoi modificare, nemmeno per uso personale.
                                  Invece quello che puoi fare è di usare LuaLaTeX invece di XeLaTeX, perché se guari la documentazione di LuaTeX, trovi anche come modificare le metriche dei font. Non è una cosa semplice, ma LuaTeX (e quindi LuaLaTeX) è capace di farlo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,876 al 1,890 (di 11,287 totali)

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