OldClaudio

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  • in risposta a: Parere pacchetti matematici #114749
    OldClaudio
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      Non anche mathtool, ma solo mathtool al posto di amsmath. texdoc mathtool

      Come leggi nelle documentazione mathtool ridefinisce el funzionalità di amasmath e corregge un paio di bachi oltre ad aggiungere alcuni comandi e ambienti nuovi. La cosa più utile, che risponde ad una domanda apparsa di recente qui sul forum, sarebbe capace di numerare solo le equazioni che vengono citate nel documento. Alcuni utenti ci tengono a eliminare la numerazione delle formule non citate.
      In questi trent’anni di uso di LaTeX mi sono posto il problema anch’io, ma per il mio modo di scrivere questa funzionalità non mi sembra indispensabile. Tuttavia posso immaginare che sia utile a molti.

      OldClaudio
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        Esiste; consiste nel NON USARE gli ambienti flottanti.

        L’ambiente figure fa flottare il suo contenuto, generalmente un’immagine, dove c’è il posto per metterlo insieme ad una sua eventuale didascalia. L’ambiente table fa la stessa cosa, sal vo il suo contenuto generalmente è una tabella ed una sua eventuale didascalia.

        L’immagine (eventuale) viene immessa, di solito, con \include graphics; oppure con un ambiente picture, tikzpicture, pspicture, e simili.
        La tabella (eventuale) viene immessa sotto forma di ambiente tabular, tabular*, tabularx, e simili.

        L’unica differenza fra i due ambienti flottanti non è che siano destinati l’uno alle immagini comunque fatre, invece che a tabelle comunque fatte. la differenza è che nell’ambiente figure la didascalia comincia con il titolino Figura XX, mentre nell’ambiente table la didascalia cominica con i titolino Tabella YY.

        Nel tuo caso io farei una tabela con un’unica colonna, del tipo`\begin{tabular}{c}
        \includegraphics[width=…]{file della firma}\\[…]
        \signature
        \end{tabular}` Regola i puntini dopo width per specificare la larghezza a cui sia scalata la firma; regola i pntini con lo spazio verticale che vorresti presente fra la firma e sopra la dicitura della \signature. Magari metti il tutto dentro una minipage a sua volta dentro in flushright.

        Probabilmente Gustavo, il creatore di letteracpd, ti indicherà qualcosa di meglio del mio suggerimento.

        in risposta a: Parere pacchetti matematici #114747
        OldClaudio
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          Se leggi al documentazione specifica dei singoli pacchetti (da terminale, con texdoc seguito dal nome del pacchetto) scopri che non c’è bisogno di caricare amsfonts, visto che lo fa amssymb.

          In realtà mathtool ha due scopi: uno è quello di essere un superset di amsmath che dovrebbe anche correggere alcuni bachi di amsmath; l’altro è quello di estendere un poco le funzionalità di amsmath.

          Mathtool è del 2008; dieci anni dopo i difetti di amsmath non ci sono più; vale la pena di usarlo se e solo se ti sembrano necessari quei pochi comandi e/o aambienti che mathtool aggiunge ala già ricca collezione di amsmath.

          I due autori sono in gambissima e ci si può fidare; tuttavia sono dieci anni che non ci mettono mano; la cosa mi insospettisce, ma non ho elementi per valutare quanto mathtool abbia bisogno di un poco di restyling.

          in risposta a: pdf e font estraibili e NON #114660
          OldClaudio
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            Sì, anch’io l’ho fatto, ma solo per file pdf di una pagina contenente per lo più materiale grafico, con pochissimo testo. in questo modo ho superato alcune difficoltà di compatibilità PDF/A. ma non lo farei mai per un documento con molto testo; trasformare i glifi in disegni vettoriali, con o senza ghostscript, vuol dire sostituire ogni segno in disegno; se ci sono 1000 “a” si inseriscono nel file 1000 disegni, e via di questo passo per tutte le altre lettere.

            in risposta a: Pacchetto amssymb e formule #114743
            OldClaudio
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              Gli integrali multipli sono definiti dentro il file amsmath.sty, quello che carichi con \usepackage{amsmath}.

              Cerca il file nel tuo disco, e aprilo con lo stesso editor che usi per i file .tex; vai alla riga 635 e constata.

              Dunque se ottieni quell’errore hai dimenticato di caricare amsmath (come è evidente dall’EMC che hai allegato).

              Il pacchetto amssymb non c’entra niente. ma nella stessa cartella dove risied amsmath trovi anche amssymb.

              Il comando da terminale tlmgr install dubito che accetti un nome di file racchiuso fra parentesi uncinate < >.
              Hai sicuramente nella tua installazione il comando da terminale texdoc da far seguire col nome del file di documentazione che vuoi visualizzare; perciò apri un terminale; scrivici dentro texdoc amssymb, premi il tasto invio e leggi. Se non leggessi, controlla di avere scritto correttamente il comando. Io invece ottengo la documentazione con il titolo

              The amssymb package
              American Mathematical Society
              Version 3.01, 2013/01/14

              Quindi non hai bosogno di installare nulla.

              in risposta a: Spezzare integrale lungo #114737
              OldClaudio
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                Il tuo integrale lungo funziona meglio se eviti di metterci graffe che non servono; da qualche parte ne hai dimenticata una e quindi ottieni errore; così come i \left e \right vanno appaiati nella stessa riga; giustamanto si può usare il punto come parentesi invisibile, ma non devi usarlo dopo i comandi \bigl \bigr e soci; \bigr. non serve a niente e non fa niente. i \big… non devono essere appaiati nella stessa riga.

                Stando alle regole \times si può usare come moltiplicatore solo fra i numeri; fra vettori indica il prodotto vettore. fra numeri e variabili e fra variabili, anche fra parentesi si usa \cdot se proprio lo si ritiene necessario. Gli esponenti e i pedici formati da un solo token (anche \phi, per esempio, è un solo token) o un solo carattere non necessitano di graffe quando sono ad esponente o a pedice, anche per gli estremi degli integrali; non li ho tolti, ma se li togli, visto che sono inutili, vedi più facilmente se le graffe sono appaiate bene.

                \per caipre bene che cosa non nadava ho dovuto usare geometri per mettere il foglio di carta in landascape; ora in quel che segue landscape è commentato, quindi quelle righe relative a geometry non servono più; le ho lasciate per mostrarti come ho fatto a scovare dove gli allineamanti non funzionavano.

                Dopo di che scopri che split e multline danno pressapoco lo stesso risultato.
                Quando mandi del codice epr ottenere aiuto cerca di inviare un esempio minimo compilabile (EMC) come il seguente.`% !TEX TS-program = pdflatex
                %%%% @solda232

                \documentclass[12pt]{article}
                \usepackage[%landscape,
                a4paper]{geometry}
                \usepackage{amsmath,amssymb}

                \begin{document}

                \begin{equation*}
                \begin{split}
                0 & =\int_{0}^{T}\int_{0}^{L}\int_{A}\Bigl[\sigma_{xx}\Bigl(\delta \varepsilon_{xx}^{(0)}+z\delta \varepsilon_{xx}^{(1)}+z^{3}\delta \varepsilon_{xx}^{(3)}\Bigr)+\sigma_{xz}\Bigl(\delta \gamma_{xz}^{(0)}+z^{2}\delta \gamma_{xz}^{(2)}\Bigr)\Bigr]\,dA\,dx\,dt\\
                %
                &\quad -\int_{0}^{T}\int_{0}^{L}\int_{A}\rho \Biggl\{ \Bigl[ \dot{u}_{0}+z \dot{\phi}-c_{1}z^{3} \Bigl(\dot{\phi}+\frac{\partial \dot{w}_{0}}{\partial x}\Bigr)\Bigr]
                \cdot\Bigl[\delta \dot{u}_{0}+z\delta \dot{\phi}-c_{1}z^{3}\Bigl(\delta \dot{\phi}+\frac{\partial \delta \dot{w}_{0}}{\partial x}\Bigr)\Bigr]\\
                %
                &\quad +\dot{w}_{0}\delta \dot{w}_{0} \Biggr\}\,dA\,dx\,dt+\int_{0}^{T}\int_{0}^{L}q \delta \omega_{0}\,dx\,dt
                \end{split}
                \end{equation*}

                \begin{multline*}
                0 =\int_{0}^{T}\int_{0}^{L}\int_{A}\Bigl[\sigma_{xx}\Bigl(\delta \varepsilon_{xx}^{(0)}+z\delta \varepsilon_{xx}^{(1)}+z^{3}\delta \varepsilon_{xx}^{(3)}\Bigr)+\sigma_{xz}\Bigl(\delta \gamma_{xz}^{(0)}+z^{2}\delta \gamma_{xz}^{(2)}\Bigr)\Bigr]\,dA\,dx\,dt\\
                %
                \quad -\int_{0}^{T}\int_{0}^{L}\int_{A}\rho \Biggl\{ \Bigl[ \dot{u}_{0}+z \dot{\phi}-c_{1}z^{3} \Bigl(\dot{\phi}+\frac{\partial \dot{w}_{0}}{\partial x}\Bigr)\Bigr]
                \cdot\Bigl[\delta \dot{u}_{0}+z\delta \dot{\phi}-c_{1}z^{3}\Bigl(\delta \dot{\phi}+\frac{\partial \delta \dot{w}_{0}}{\partial x}\Bigr)\Bigr]\\
                %
                \quad +\dot{w}_{0}\delta \dot{w}_{0} \Biggr\}\,dA\,dx\,dt+\int_{0}^{T}\int_{0}^{L} q \delta \omega_{0}\,dx\,dt
                \end{multline*}

                \end{document}`
                Per inciso; non so a che cosa ti servano questi integrali, che tipo di matematica stai scrivendo; la tua formula non mi dà nessun indizio. MA se per caso si riferisce alla fisica o a una disciplina che usa le grandezze misurabili ocn le loro unità di misura, allora i tuoi segni di differenziale non soddisfano le norme ISO relative a queste discipline; caso mai, dai un’occhiata alla guida tematica ComporreMatematica; dalla sezione Documentazione di questo sito la puoi scaricare direttamente.

                in risposta a: Fancy TiKZ #114728
                OldClaudio
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                  Non vorrei essere troppo pignolo, ma la numerazione (pagination in inglese) e il numero di pagina (folio in inglese) sono due cose diverse.
                  La numerazione è sempre presente; il folio non necessariamente.

                  Il frontespizio o pagina del titolo viene numerato anche se il numero non appare; se rimetti a 1 il contatore di pagina, la numerazione riparte da 1, ma alla fine tit trovi due pagine associate al numero “uno” scritto i due modi diversi; uno con inchiostro “invisibile” ma che potrebbe essere anche in cifre arabe invisibili; uno in numeri romani; quando poi passi alla main matter e quindi sostituisci i numeri romani con quelli arabi, hai di nuovo una pagina numero “uno”, ma stavolta scritto in cifre arabe. Niente da dire se non usi hyperref.
                  Invece se usi hyperref lui scarta il secondo “uno” e usa come target il primo “uno” scritto nella stessa maniera, prescindendo dal tipo e colore dell’inchiostro, ma guardando solo il valore “uno” e il tipo di numerazione.

                  Sarebbe diverso se per la pagina del titolo usassi \pagenumbering{alph} e lo stile empty; non compaiono numeri nella pagina del titolo, ma a quella pagina sarebbe associato un numero la cui maniera di scriverlo sarebbe diversa e hyperref non avrebbe problemi.

                  Vedi quindi che non si può agire con leggerezza; per fare queste modifiche bisogna sapere come agiscono i vari comandi; \pagenumbering{pincopallo} associa il contatore della pagina al contatore interno \c@pincopallo; A me non risulta che esista un contatore \c@gobble e se la cosa non ti ha dato errori finora. è grazie as una serie di fatti fortuiti che evitano di incrementare un contatore che non esiste.

                  TikZ è complicato e il numero di pagine dellasua documentazione lo evidenzia; ma anche una cosa banale come la numerazione va approfondita prima di metterci le mani. Vai a cercare le definizioni di \pagenumebring, \frontmatter, \mainmatter e \backmatter o nel file latex.ltx, o nel file book.cls e ti rendi conto che il tutto non è così semplice come appare in superficie.

                  in risposta a: Fancy TiKZ #114726
                  OldClaudio
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                    Be’ è logico che sia così, ciò che l’effetto grafico sia solo nella prima pagina del capitolo, perché hai ridefinito solo quella.
                    Le pagine successive sono in stile headings, quaindi dovresti ridefinere quella.

                    Forse il pacchetto fancyhdr ti può aiutare.

                    Lo stile della numerazione che hai specificato a \pagenumbering, gobble, non mi risulta che esista, a meno che non sia stato ridefinito contestualmente al comando del capitolo. Certamente, però, non sortisce nessun effetto, quindi a che cosa serve?

                    in risposta a: Arte LaTeX Spagnolo #114733
                    OldClaudio
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                      Ci dovrebbe essere una serie di traduzioni di un testo tipo “Latex per L’impaziente” in molte lingue, compreso lo spagnolo.

                      Ma il tuo amico che parla solo lo spagnolo non dovrebbe avere difficoltà a comprendere l’italiano scritto e nemmeno il portoghese scritto, anche se non si tratta di castigliano puro, purissimo. A prima vista scorrendo l’installazione completa di TeX Live, ho trovato in portoghese LaTeX-via-exemplos e CursoLatex. Con santa pazienza (che a quest’ora della notte mi manca) non dovrebbe essere troppo complicato trovare lshort in spagnolo: infatti si trova in

                      /usr/local/texlive/2018/texmf-dist/doc/latex/lshort-spanish/lshort-a4.pdf

                      È veramente corto, meno di un centinaio di pagine; penso che “LaTeX per l’impaziente” di Pantieri sia migliore, ma se il tuo amico conosce solo lo spagnolo…

                      Tastiera senza accenti? Hai una tastiera buona per programmare, e non come quella italiana che non serve nemmeno per scrivere correttamente in italiano (ma dispone di ç e di altri segni che nessuno scrivendo in italiano userebbe mai). Sei fortunato. A seconda della piattaforma su cui lavori, e del sistema operativo che usi, puoi scrivere tutti gli accenti che vuoi imparando alcune scorciatoie da tastiera. Con Win10 dovrebbe essere più facile che con versioni precedenti. con Linux si hanno diverse possibilità; con il Mac OS X, già da una decina di anni puoi usare una specie di tastiera virtuale con tutti i tasti morti necessari per scrivere qualunque segno; qualunque,?be’ non esageriamo; ogni driver di tastiera permette l’uso di circa 300 segni; io sul mio Mac uso la tastiera ASCII senza accenti, ma con il driver USA extended scrivo in italiano con tutti gli accenti che occorrono à è é ì ò ù À È É Ì Ò Ù; cambio driver con un click, e posso scrivere in greco politonico, in ebraico, in coreano e in giapponese (ognuno con il suo driver, ma sempre con un’unica tastiera). Non sto facendo réclame per il Mac, perché sono cose che si possono fare anche sulle altre piattaforme. Io trovo che il modo di farle sul mio Mac mi è particolarmente congeniale.

                      in risposta a: Dubbio pacchetto xcolor #114722
                      OldClaudio
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                        Lo è, perché indica che non hai letto la documentazione; quella di xcolor presenta un mucchio di collezioni di colori e in particolare ci penza lui a caricare il pacchetto color al momento giusto, e non a casacci come hai fatto tu. Svgnames, inoltra non è un pacchetto,ma un’opzione per xcolor.

                        in risposta a: Numerazione note a piè di pagina #114719
                        OldClaudio
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                          Benvenuto nel foum

                          Stacca il contatore delle note dal contatore dei capitoli mediante il comando \counterwithout.
                          Se vuoi saprene di più consulta il manuale LaTeX disponibile come guida tematica dalla sezione Documentazione di questo sito “Il LaTeX Reference Manual commentato”.

                          Detto questo, sai come fare cioò che vuoi fare.

                          Però ti dico di non farlo. La numerazione subrdinata quella del capitolo è una tradizione tipografica che ha anche i suoi motivi d’essere; ciò non toglie che ci siano dei lavori in cui le note sono numerate progressivamente come vorresti fare tu, ma devono esserci dei motivi molto particolari per giustificare una deviazione dalla “tradizione”, e la giustificazione “a me sembra innaturale” non è una giustificazione sufficiente.

                          Ripensaci.

                          Ma la tesi è la tua e fai come meglio credi.

                          in risposta a: Crop per una cover, con abbondanza. #114710
                          OldClaudio
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                            @Stevin
                            , ho provato a creare la tua copertina con i semplici mezzi di pdfLaTeX senza ricorrere a PSTricks. Come sai io evito PSTricks, non perché sia un brutto pacchetto, anzi, è poderoso e quasi onnipotente. Ma per cose semplici come i rettangoli della tua copertina è un po’ sprecato. Nello stesso modo sono sprecati quei comandi \DeclareFixedFont la cui utilità si ha in altre circostanze. L’ho sostituito con una mia macro un po’ riveduta e corretta per adattarla ai tuoi font e alla tua copertina.

                            Nella macro puoi cambiare il valore di default 1.2 con un valore minore, ma sempre maggiore di 1, per esempio 1.1, per accostare un poco le righe scritte in tutto maiuscolo della prima di copertina, comunque puoi sempre usare il valore facoltativo del comando (1.2 è solo il valore preimpostato per l’argomento facoltativo che viene usato quando non lo si specifica quando si usa il comando). Ho cambiato in corpi in pollici (…?) in corpi in millimetri, perché onestamente non so quanto siano ingombranti i font da mezzo pollice, e gli altri un filino più piccoli, perché a prima vista non riesco a immaginarmelo; ho una pagina di 140mm per 210mm, quanto occupa un font da mezzo pollice? quanto occupa un font da 12mm? Personalmente non mi piace mescolare le unità inglesi con quelle SI; sebbene sia più difficile passare dagli uni agli altri, mi disturbano anche le misure SI mescolate con i punti tipografici e con i big point; purtroppo queste misure tipografiche bisogna usarle, non tanto per sembrare esperti di tipografia, perché, almeno io non lo sono, quanto perché non mi piace mescolare; in fondo un punto è circa un terzo di millimetro e qualche conto a mente lo si riesce a fare. I veri tipografi, invece, sanno distinguere un corpo di 12pt da uno di 12bp 😯

                            Come vedi il tutto si compila con pdflatex senza bisogno di trasformazioni di formati DVI –> PS –> PDF.

                            L’unica cosa che non ho capito è il comando \EUR(12), perché conosco il codice ISBN e il codice EAN, ma di quello Eur non so nulla. Ho usato il pacchetto makebarcode e vi ho impostato delle specifiche quasi di default; leggendo la documentazione potrei anche rendere un po’ più corto il tuo esempio di 13 volte 1 (EAN=1111111111111).

                            Il pacchetto picture serve per esprimere le misure metriche dell’ambiente picture anche con valori metrici espressi con le unità di misura, invece che come multipli adimensionati di \unitlength.

                            `% !TEX TS-program = pdflatex

                            \documentclass[12pt]{article}
                            \usepackage[paperwidth=28.55truecm,paperheight=21truecm,margin=0truecm,showcrop]{geometry}
                            \usepackage{picture}
                            \usepackage[code=Code39,X=0.5mm,ratio=2.25,H=10mm]{makebarcode}
                            \usepackage{graphicx}
                            \usepackage{lipsum}

                            \usepackage[width=30.55cm,height=23cm,center]{crop}

                            \begin{document}

                            \pagestyle{empty}

                            \begin{picture}(28.55cm,21cm)

                            \newcommand\setfontsize[2][1.2]{\linespread{#1}\fontfamily{ppl}\fontseries{b}\fontshape{it}\fontsize{#2}{#2}\selectfont}

                            \put(16cm,19cm){\begin{minipage}[t]{12cm}% Autori, titolo, sottotitolo
                            \setfontsize{10mm}\color{black}\centering XXXXXXXX\\
                            XXXXXXXXXX\\[1ex]
                            XXXXXXXXX\\[1ex]
                            XXXXXXXXXX\\
                            XXXXXXXXXXX

                            \vspace{2\baselineskip}

                            \setfontsize{7.5mm}
                            XXXXXXXX\\
                            XXXXXXXXXX\\
                            XXXXXXXXXXXXX
                            \end{minipage}}

                            \put(14.25cm,11cm){\rotatebox[origin=cc]{90}{\fontsize{6pt}{6pt}\selectfont
                            \color{black}{XXXXXXXX XXXXXXXXXXX XXXXXXXXXX XXXXXXXXXXXX}}}

                            \put(1cm,18cm){\begin{minipage}[t]{12cm}\large
                            \lipsum[1]% Testo della quarta di copertina
                            \end{minipage}}

                            \put(1.25cm,1.75cm){\barcode{1111111111111}}% Barcode

                            \put(1cm,35mm){% sfondo bianco
                            \makebox(0,0)[bl]{\color{white}\rule{25mm}{7.5mm}}%
                            % cornice nera
                            \framebox(25mm,7.5mm){EUR(12)}}% che cosa significa \EUR{12} ?

                            \end{picture}

                            \end{document}`
                            Tutto sommato per una cosa così semplice, il codice di picture è molto più comprensibile del codice di PSTricks, anche se si tratta di un linguaggio infinitamente meno potente. Come vedi gli unici comandi specifici che ho usato sono \put e gli adattamenti dei comandi LaTeX makebox e framebox all’ambiente picture.

                            in risposta a: Crop per una cover, con abbondanza. #114709
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Le tue pagine sono di 140mm per 210mm (strettine direi, più piccole di un A5, da cui i titoli rappresentate nell’EMC con delle file di X, appaiono con le righe affastelalte, perché nella prima di copertina, almeno c’è troppo roba, ma questa è un’alta cosa, e il dorso è di soli 5,5mm (circa 55 pagine di carta da 80 grammi al metro quadro) hai giustamente specificato in geometry un foglio delle dimensioni d285,5 mm per 210mm; Hi usato i centimetri e ha specificato “true”, anche se a me pare una specifica superflua; forse non lo è perché per ottenere un file DVI, da trasformare in PS prima e da distillare in PDF poi.
                              Ne dedico che la tua copertina deve coprire una brossura con la copertina a filo delle pagine; non è la copertina di una cartonatura, perché non hai tenuto conto del dorsetto e dello spessore del cartone e dei risvolti per ripiegare il foglio attorno ai piatti e al dorsetto.

                              Hai specificato un formato a crop di 305,5mm per 230mm; quindi hai messo i vertici dei crop all’estetno della pagina vera 15mm all’esterno del foglio vero più i 5mm della lunghezza dei segni di crop. Questi segni a forma di squadra servono per ritagliare la carta di formato rifilato che ti serve, Quindi, una volta stampato il il foglio che ti produce LaTeX+dvips+ps2pdf, e rifilatolo secondo le linee specificate dai crocini, ti ritrovi con un foglio di 295.5mm per 220mm
                              Ecco perché mi sembra che to abbia messo i crocini troppo all’esterno. Va bene l’abbondanza, ma è quella che ritagli via e non mi pare corretto che la tua copertina sporaga di 5,, fuori dai fogli rifilati.

                              Questo sarebbe stato il mio ragionamento nel supporre che il rettangolo dei foglio da rifilare sia troppo grande rispetto al foglio rifilato; Probabilmente mi sbaglio, ma questa è la pulce nell’orecchio che mi è venuta. È evidente che se il mio ragionamento basato su ipotesi inventate è sbagliato, non devi tenerne conto.

                              Sull’altra questione relative alle file di X, solo tu puoi giudicare; capisco benissimo che esse sono solo un modello anonimo per celare le parole vere, ma certo la prima di copertina che ne esce fuori è troppo piena e le righe appaiono accavallate..

                              Ti allego due link cliccando sui quali vedi quello che ho ottenuto io con il tuo codice; Il primo l’ink ti permette di scaricare il pdf che ho ottenuto; il secondo link è la schermata del mio Acrobat Pro con cui ho verificato le dimensioni della pagina che sono quelle che ho riportato sopra.

                              https://www.dropbox.com/s/q3frxmtpfs70t55/Copertina.pdf?dl=0
                              https://www.dropbox.com/s/1ijz7atqh5p8orp/CopertinaSize.png?dl=0

                              Clicca su ciascuno dei due link e ti scarichi i due file.

                              in risposta a: Crop per una cover, con abbondanza. #114706
                              OldClaudio
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                                Forse non conosco bene i pacchetti che usi, ma mi sembra che cis sia una incongruenza fra le dimensioni che hai dato al geometri per comporre la tua copertina, e quelle che invece hai dato a crop per inserire i crop marks.

                                Tuttavia, prima di scervellarmi per indovinare quello che non va nel tuo codice, e che tu consumi altro tempo per cercare di correggere quello che non va, mi domando perché vuoi reinventare la ruota 🙂 ?

                                Mi spiego: esiste la classe bookcover nell’installazione completa e aggiornata di TeXLive che fa quello che vuoi tu e anche di più perché consente di fare anche i risvolti; perché vuoi reinventare ciò che si trova già fatto?

                                in risposta a: TeXLive 2018: consigli pratici #114678
                                OldClaudio
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                                  Sì, l’articolo è di Salvatore Schirone in uno dei primizziomi numeri di Ars:

                                  La tipografia nel taschino. Presentazione del sistema OPS4guIt
                                  (Salvatore Schirone)

                                  Sommario
                                  OPS4guIt è un sistema LaTeX portatile per PenDrive USB utilizzabile sul sistema operativo Windows (9x, ME, XP) e ottenibile gratuitamente e in formato aperto dalla rete. OPS4guIt permette di avere sempre a portata di mano un sistema LaTeX completo e funzionante, e quindi di ricompilare i nostri sorgenti su qualsiasi macchina, anche se sprovvista di un’installazione LaTeX. In questo articolo presento per la prima volta OPS4guIt, descrivendone la struttura, l’installazione e la personalizzazione.

                                  Dovrebbe essere sufficiente cercare in rete con la parola chiave PPS4guIT; il punto debole è che funziona solamente su sistemi Windows; inotre essendo un articolo del 2007 o del 2008, non esistevano ancora i veri Win7, Win8 e Win10, e ho il sospetto che quell’articolo non sia applicabile a WIn10. (I miei sospetti valgono meno del due di picche, perché non dispongo di un PC Windows e quindi non posso provare i miei sospetti).

                                  In questo thread, il problema sollevato è quello di installare su una chiavetta il sistema TeX disponendo di una piattaforma Linux Ubuntu.

                                  Quanto dici a proposito di Overleaf mi era parzialmente noto; tuttavia su TUGboat, la rivista massimamente autorevole, si sta esaminando la divvusione di TeX-On-Cloud con molta attenzione, perché gli utenti che non installano in locale il sistema TeX ma si rivolgono a Overlieaf stanno aumentando corposamente di numero. Anche qui sul forum abbiamo ricevuto richieste di supporto da parte di persone che usano Overlieaf.

                                  È chiaro che tra gli svantaggi di un sistema “nelle nuvole”, è difficile dare assistenza, perché non si sa quanto siano conformi al modello di TeXLive standard completo e specialmente, quanti siano aggiornati.

                                  Ecco perché io, a titolo puramente personale, preferisco non servirmi delle nuvole; ed ecco perché nei miei interventi parlo sempre di installazioni complete-e-aggiornate (vorrei creare un neologismo per esprimere lo stesso concetto, ma la locuzione, che qui ho unito con le lineette, la cito sempre e chiunque la può capire). Non sono l’unico a parlare di installazioni complete e aggiornate; quasi tutti siamo d’accordo che la filosofia di MiKTeX (installabile completa, ma aggiornabile, secondo me, con difficoltà perché non dispone di un programma aggiornatore efficace come tlmgr) non è vincente se non con gli utenti Windows alle prime armi e che non hanno provato/capito la magnificenza del sistema completo. Io sono sicuro che non comporrò ami in mongolo, sebbene il sistema completo sia capace di farlo. ma non perdo tempo a selezionare quali pacchetti installare, essendo ormai arrivati a circa 4000 bundle e a circa 1200.000 file.

                                  Mi metto nei panni di una persona con un piccolo portatile e capisco che il desiderio di installare il meno possibile sia giustificato. Disponendo di poco, però, si rinuncia a molto.

                                  Io stesso ho un Notebook che mi è stato utile una decina di anni fa; ora non gira più, non perché sia guasto, ma perché bisognerebbe piallare il disco e reinstallare tutto da zero, compreso un sistema operativo. Non sono riuscito a ferlo partire da una chiavetta, visto che non dispone del gira DVD, ma non ci pensa nemmeno di partire da un dispositivo diverso dal disco C:. Quindi fra non molto me ne libererò aumentando la differenziata di prodotti elettrici.

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