OldClaudio

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  • in risposta a: Spiriti in greco con suftesi #113126
    OldClaudio
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      Con la mia installazione del sistema TeX aggiornata ad oggi, e specificando i font `\textgreek{

      in risposta a: Spiriti in greco con suftesi #113123
      OldClaudio
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        @Tommaso
        , [tt]polutonico.greek[/tt] risale alla preistoria, prima metà degli anni ’90. Funziona per retrocompatibilità.

        Documentazione texdoc babel-greek


        @Lencioni
        , il tuo non è un esempio minimo compilabile, perché richede interventi da perte di chi vuol darti una mano per confezionare un file .tex direttamente compilabile.

        Per fortuna quel poco che hai mandato cotien l’essenziale epr confezionare l’esempio.

        Un esempio minimo compilabile comincia generalmente con \documentclass e finisce con \end{document}; se hi bisogno di altri file non standard, prima di \documentclass potrebbero essserci uno o più ambienti filecontents* che contengono i sorgenti degli altri file non standard.
        Ora è tardi, ma domattina esamino bene la cosa; ho il sospetto che la cosa dipenda dai font di default, e in particolare che non sia stata specificata l’opzione greekfont=…
        Ma devo verificare. Ho anche altri sospetti. Domai ti faccio sapere. Come puoi vedere nelle pagine 5-7 della documentazione gli spiriti vengono sempre bene, come anche gli altri diacritici.

        in risposta a: visibilità con footnote #113096
        OldClaudio
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          In TeXstudio non ho trovato nulla che possa evidenziare in qualche modo il contenuto di certi comandi.

          M se si può fare cone emacs, fallo con emacs. Se il problema è che con emacs non hi il correttore ortogrfico per l’italiano, installalo; come? non te lo so dire, perché non uso più emacs da anni (e non l’ho mai usato con la dovuta padronanza); ora non l’ho nemmeno installato sul mio attuale calcolatore. Gran software, indubbiamente, ma troppo difficile da usare per me.

          in risposta a: Spiriti in greco con suftesi #113119
          OldClaudio
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            A me suftesi non dà nessun problema.

            Ma per risponderti sarebbe utile avere un esempio minimo compilabile, e sapere come è impostato il tuo editor e il tuo preambolo (impostazioni di codifica) e che font hai impostato.

            in risposta a: Problema con classe suftesi #113106
            OldClaudio
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              Oppure appendi il modificatore [tt].main[/tt] all’inglese, così:`\usepackage[greek.polutoniko,german,english.main,italian]{babel}`

              Sei sicuro di voler usare nella tua tesi epr la Cranfield University anche del testo in tedesco e in greco politonico? Se non usi queste lingue, toglile dalla lista delle lingue gestite da babel per la tua tesi.

              OldClaudio
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                OK, se [tt]\noindent[/tt] non risolve, quei tre spazio sono causati dai fine riga dopo le parentesi chiuse degli ambienti figure messi in modo orizzontale, senza le righe vuote.

                Ripeto lascia le righe vuote prima e dopo ogni ambiente figure, sempre e non solo in questo caso.

                Se vuoi che la frase che comincia con “In Table” non sia rientrata, nonostante la riga vuota che la precede nel file sorgente, inserisci prima un \noindent e vedrai che funziona.

                In ogni caso ricorda che “punto e a capo” in italiano vuol dire “fine capoverso”, quindi lo scritto che viene dopo non può far parte dello stesso capoverso, perchè del primo con il “punto e a capo” ha detto che è finito.

                Se vuo che faccia parte dello stesso capoverso non devi usare \\ ma devi scivere la frase che comincia con “in Table” di seguito al testo precedente senza righe vuote in mezzo e senza \noindent. Così sarebbe corretto.

                Il Chicago Manual of Style, dice che per l’inglese il “punto e a capo” ha la stessa funzione, quindi anche se scrivi in inglese, la regola è la stessa.

                OldClaudio
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                  Secondo me l’errore, o meglio la differenza di comportamento deriva dal fatto di avere usato qul comando [tt]\\[/tt] che si vede nella prima riga del codice allegato al primo messaggio L’ambiente figure deve stare “obbligatoriamente” in modo verticale, non ha senso metterci prima un segno di “nuova riga” visto che la figura diventa un oggetto mobile e quindi non starà “lì”.

                  Detto in altri termini gli ambienti figure, tabelle e simili oggetti flottanti (definiti con le funzionalità del pacchetto float) devono sempre essere preceduti e seguiti da una riga vuota. Poi LaTeX li metterà dove gli è consentito.

                  Provacon le righe vuote e vediamo se trovi delle differenze.

                  Nota che i tre “spazi” vuoti che indichi, sono il normale rientro di ogni capoverso normalmente composto.

                  in risposta a: pacchetto imakeidx con splitindex #113103
                  OldClaudio
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                    Ho dovuto andare a vedere come stanno le cose, perché non mi ricordavo più la questione del restricted e unrestricted write18.

                    Io avevo fra i miei comandi un comando che mi permetteva dall’interno del mio editor di cliccare un’icona/voce di menu che lanciasse pdflatex in modalità unrestricted write18, perché al fine di usare splitindex (un programma esterno che il sistema TeX non considera sicuro) è necessario usare questa modalità. Per motivi che mi sfuggono, ma che mi riprometto di approfondire, ora questo comando non funziona più.
                    Allora bisogna procedere a mano.
                    1) compili regolarmente il tuo documento mydoc.tex e ti si produce mydoc.idx
                    2) apri un terminale, ti sposti nella cartelal dove risiede mydoc.tex e devi trovarci mydoc.ids (comando dir su windows, oppure ls su *NIX)
                    3) dai il comando splitindex mydoc.idx
                    4) con lo stesso comando dir o ls verifichi che ora hai anche i file splitindex-.idx ma splitindex ha fatto anche girare makeindex sui vari file e dovresti trovarci anche i corrispondenti file .ind
                    5) ricompili mydoc.tex una o due volte (a seconda che ti abbia specificato l’opzione intoc ai vari comandi \makeiindex{nome-
                    …] per avere i tutoi indici analitici elencati nell’indice generale.

                    Peccato che tutto ciò non possa essere fatto in automatico in questo momento. Nel senso che malgrado tutto anche con l’opzione -shell-scape alla linea di comando di pdflatex, continua a lavorare in modo restricted write18. Forse il mio comando con le ultime versioni di TeXLive non ha più la sintassi giusta; per questo devo approfondire.

                    Personalmente la cosa non mi dà troppo fastidio di dover agire a mano, ma lo scopo di imakeidx sembra ora dimezzato. Oppure sono io che ho sbagliato qualcosa…

                    Il seguente codice minimale con la procedura in 5 punti che ti ho descritto funziona benissimo`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                    % !TEX TS-program = pdflatex

                    \documentclass[12pt]{report}
                    \usepackage[splitindex]{imakeidx}
                    \makeindex[name=pippo,title=Pippo,intoc]
                    \makeindex[name=pluto,title=Pluto,intoc]
                    \begin{document}

                    \tableofcontents

                    \index[pippo]{Io sono Pippo}

                    \index[pluto]{Io sono Pluto}

                    \printindex[pippo]

                    \printindex[pluto]

                    \end{document}`

                    in risposta a: pacchetto imakeidx con splitindex #113101
                    OldClaudio
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                      È del tutto inutile ricorrere a splitindex se non si riceve l’avviso che sono esauriti i canali di scrittura.

                      Con La GuidaGuIT ci sono 6 indici analitici diversi e non è necessario ricorrere a splitindex.

                      In un libro liturgico ha dovuto comporre con imakeidx 12 indici analitici, e non ho avuto problemi con splitindex,, salvo che preferisco farlo a mano, perché nel frattempo devo modificare certi indici aggiungendovi gli indici gia prodotti per altri tomi. Quindi, per essere totalmente onesto, non ho avuto problemi perché ho eseguito splitindex a mano. Però onestamente non ho mai notato né prima né dopo che l’unico file .idx composto con l’opzione splitindex in azione, non venisse correttamente smembrato nei singoli file .idx dei vari indici tematici.

                      OldClaudio
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                        Avrai certamente notato che l’opzione giusta è giveninits con una ‘n’ dopo give e prima di inits 🙂

                        in risposta a: TeXlive 2018 #113052
                        OldClaudio
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                          Be’, certo, non è un caso che Goosens, coautore di The LaTeX Companion, era ed è tuttora al CERN.

                          Ho scaricato MacTeX con la mia linea su doppino di rame, non su fibra ottica; Il malloppone di 3.42 Gibyte ci ha messo 65 minuti (in piena note, con la rete abbastanza scarica)con una velocità di download relativamante alta di “~800KiB/s” [c’è l’imbrogilo della confusione fra i byte e i bit, ma questi sono bit, e quelli da scaricare sono byte…]), ma l’installazione dal file pkg è durata due minuti e qualche secondo, ovviamente con MacTeX vuol dire che sono su un Mac.

                          Tutto bene salvo che l’installazione e la composizione del file dtx documentato non funziona più 🙁 😈 . Sto cercando il baco per segnalarlo, ma questo non tocca gli utenti “normali” che per lo più non compongono file dtx.

                          ==========

                          Era una banalità: ora LaTeX è più attento con i codici LICR per le codifiche non ASCII; in fondo i codici di docstrip e di ltxdoc sono fatti per il codice dei sorgenti di classi e pacchetti da commentare in inglese; quindi niente di diverso dai codici ASCII è stato previsoto nel lontano 1998 quando è stato scritto docstrip; però prima l’esecuzione di pdflatex su un sorgente .dtx non se ne accorgeva. Meglio ora. Un grande grazie agli sviluppatori del nostro software preferito.

                          Tuttavia, per scoprire questa novità e l’errore che ne derivava, ho dovuto ricorrere ai grandi mezzi, descritti fra l’altro anche nel prossimo fascicolo di aprile di Ars. 😉

                          in risposta a: visibilità con footnote #113094
                          OldClaudio
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                            Il consiglio di Knuth, che ha creato TeX, è quello di non usare note.
                            Al di là dell’indicazione del papà di TeX, le note sono ragionevoli quando riescono a stare completamente nella stessa pagina del richiamo e comlessivamente nella pagina o nella colonna, non ne occupano più di metà; se ne hai così lunghe e/o così tante, le stai usando male; è vero, nelle humanities si scrivono edizioni critiche che hanno anche 5 apparati di note, ma quelle sono edizioni critiche, non sono libri, anche se ne hanno l’aspetto, sono dei materilali di studio.

                            Comunque con LaTeX in generale la composizione è differita, quindi non puoi vedere due finestre che siano dinamicamente formate, la finestra di editing e quella del testo composto; C’era una volta il programma TeXtures per i vecchi Mac che faceva queste cose in assolto sincronismo in tempo reale. Oggi ci sono delle versioni del sistema TeX che hanno la stessa funzionalità, ma sono prodotti commerciali, piuttosto costosi. Io non ho mai cercato di saperne di più perché questi sistemi violano, per così dire, l’approccio what you see is what you mean del sistema TeX.

                            Ma ci sono alcuni shell editor, fra i quali TeXstudio, che permetterebbero di vedere quasi in simultanea brevi parti del testo composto; non ho mai attivato questa funzionalità, proprio per il motivo detto sopra di violare il principio WYSIWYM di LaTeX. Tuttavia sia TeXstudio sia altri editor permettono di eseguire la compilazione col clic del mouse e di vedere subito nella finestra di preview la pagina composta esattamente nel punto corrispondente alla posizione del cursore nella finestra di editing. Non ti basta questo?

                            A me basta, ma cerco di usare il minor numero possibile di note.

                            Esisterebbe la possibilità di raccogliere le note di un intero capitolo alla fine del capitolo; è il miglior modo per non avere problemi con le note in calce al testo, ma è anche il miglior modo per scoraggiare qualsiasi lettore a leggerle. 👿

                            in risposta a: Impaginazione copertina #113076
                            OldClaudio
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                              Daniele90″ post=113425direi ottimo come suggerimento, ho capito anche come funziona il contrasto di colore per farlo diventare o più scuro o più chiaro. Grazie anche per il suggerimento del testo Il LaTeX Reference Manual commentato, provvederò subito a stamparlo e a leggerlo. A parer tuo – ho bisogno di un consiglio/parere di un esperto in materia – la copertina che sto andando a creare come ti sembra?

                              Io sono indeciso, se lasciare la copertina senza linea verticale, e quindi optare per la soluzione con logo, titolo, descrizione, autore e email centrata nella pagina;
                              `\documentclass[a4paper]{book}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage[T1]{fontenc}
                              \usepackage[italian]{babel}
                              \usepackage{graphicx}
                              \usepackage{wrapfig}
                              \usepackage{amsmath}
                              \usepackage{siunitx}
                              \usepackage{booktabs}
                              \usepackage{bm}
                              \usepackage{hyperref}
                              \hypersetup{
                              colorlinks=true,
                              linkcolor=blue,
                              anchorcolor=magenta,
                              citecolor=blue,
                              urlcolor=blue,
                              }
                              \usepackage[hypertext]{cdpaddon}
                              \usepackage[dvipsnames]{xcolor}

                              \begin{document}\errorcontextlines=100
                              \pagestyle{empty}
                              \frontmatter

                              \begin{titlepage}\parindent=0pt
                              \parbox[t][\textheight]{0.75\textwidth}{\centering
                              \includegraphics[width=0.4\textwidth]{5Torricini}
                              \vspace{5\baselineskip}

                              \textbf{\Huge Titolo principale}\vspace{0.5\baselineskip}

                              \textit{\large Secondo titolo o descrizione}\vspace{5\baselineskip}

                              \textsc{\Large Autore}\vspace{\baselineskip}

                              \emph{E-mail:} \url{pippo@latex.org}\vspace{\stretch{1}}

                              \url{http://pippo.com}\vspace{\baselineskip}

                              \makebox[\linewidth]{2017-2018}
                              }}
                              \end{titlepage}
                              \end{document}`

                              oppure utilizzare la linea verticale, dove a parer mio occorre fare qualche altra modifica perchè all’occhio c’è qualcosa che inganna;

                              `\documentclass[a4paper]{book}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage[T1]{fontenc}
                              \usepackage[italian]{babel}
                              \usepackage{graphicx}
                              \usepackage{wrapfig}
                              \usepackage{amsmath}
                              \usepackage{siunitx}
                              \usepackage{booktabs}
                              \usepackage{bm}
                              \usepackage{hyperref}
                              \hypersetup{
                              colorlinks=true,
                              linkcolor=blue,
                              anchorcolor=magenta,
                              citecolor=blue,
                              urlcolor=blue,
                              }
                              \usepackage[hypertext]{cdpaddon}
                              \usepackage[dvipsnames]{xcolor}

                              \begin{document}\errorcontextlines=100
                              \pagestyle{empty}
                              \frontmatter

                              \begin{titlepage}\parindent=0pt
                              \centering
                              \parbox{0.8\textwidth}{%
                              \smash{\textcolor{orange!80!black}{\rule[-\textheight]{2pt}{\textheight}}}\hfill
                              \parbox[t][\textheight]{0.75\textwidth}{\centering
                              \includegraphics[width=0.4\textwidth]{5Torricini}
                              \vspace{5\baselineskip}

                              \textbf{\Huge Titolo principale}\vspace{0.5\baselineskip}

                              \textit{\large Secondo titolo o descrizione}\vspace{5\baselineskip}

                              \textsc{\Large Autore}\vspace{\baselineskip}

                              \emph{E-mail:} \url{pippo@latex.org}\vspace{\stretch{1}}

                              \url{http://pippo.com}\vspace{\baselineskip}

                              \makebox[\linewidth]{2017-2018}
                              }}
                              \end{titlepage}
                              \end{document}`

                              Infatti come puoi vedere nella soluzione che hai creato ho inserito “\parbox{0.8\textwidth}” altrimenti il testo risultava troppo distante dalla linea verticale; e poi “\centering” perchè altrimenti il blocco di linea verticale e testo era spostato tutto da una parte. In secondo luogo quando c’è una linea verticale non sarebbe meglio che il testo fosse allineato alla sinistra invece di lasciarlo centrato?

                              Aspetto un tuo parere e giudizio di quanto appena detto e nel mentre ti ringrazio ancora vivamente per il supporto datomi 😀 😀

                              Vedi, il disegno della copertina è una questione solo di gusti personali. Il suggerimento di @heinrich è valido, ma io preferirei, per una mia copertina, disegnarmene una per conto mio.

                              L’esempio che ti ho mandato serve solo per spiegarti che cosa si può fare, non per dirti che sia la soluzione all’estetica della pagina.

                              Ma il fatto che ti sembri che tutto sia spostato da una parte, non si risolve stringendo la scatola esterna, bensì ridefinendo il layout della pagina del frontespizio. Mi spiego; Hai usato la classe book in modalità di default, cioè twoside. Con questa impostazione i margini laterali sono abbastanza larghi, ma quello sterno è decisamente più ampio di quello interno, tanto che può accogliere bene le note marginali, normalmente collocate, appunto, nel margine esterno. È una soluzione tipograficamente corretta per tutte le pagine, tranne il frontespizio, o meglio, la pagina del titolo, dove lo specchio di stampa deve essere centrato nella facciata.. Questo è un ottimo motivo per usare bookcover. Ma,di nuovo “appunto”, bookcover si riferisce alla sovra coperta di un libro, Questa è fatta di un foglio molto largo, con la facciata interna bianca, e la facciata esterna divisa in 5 parti; le due esterne sono per i risvolti, la seconda da destra copre la prima di copertina, la terza copre il dorso, la quarta la quarta di copertina, è anche difficile da stmapare, a meno che uno non abbia una stampatne che gestisce foglimolto grandi; per un libro di 300 pagine in formato A4 occore un foglio largo almeno 650mm 😯

                              Cambiare classe per comporre solo la prima pagina da importare in un secondo tempo con pdfpages, si può fare, ma bisogna saper usare pdfpages molto bene (texdoc pdfpages). Oppure bisogna saper maneggiare con molta creatività 😉 le scatoele di LaTeX per spostare lo specchi di stampa in modo da “imbrogliare” la classe book. Si può fare; ma non è banale. Volendo e studiando bene il manuale Il LaTeX Reference Manual commentato ci si può riuscire, ma bisogna farlo da soli in modo da sapere esattamente a che cosa serva ogni singola macro usata, altrimenti alla minima modifica si combina un pasticcio.

                              Ci sono classi, come memoir, che consentono di definire diversi layout di pagina, di salvarli con nomi acconci, e di usarli dove occorre.

                              Il pacchetto geometry riesce a fare una cosa simile a quella di memoir.

                              Tuttavia vale il solito avviso che bisogna usare questa classe o questo pacchetto da soli proprio per i motivi che ho indicato sopra.

                              Estetica? Io personalmente non userei il filetto verticale e lascerei tutto centrato; il logo non lo metterei so[ra il titolo, ma nella metà inferiore della pagina. Nella prima riga metterei il nome dll’autore. in ogni caso lascerei tutto centrato.

                              Una cosa come quella che potresti fare con bookcover, o con un programma di grafica specializzato in disegno al calcolatore, potrebbe avere sfondi colorati, disegni di vario genere, font di diversi colori, e via di questo passo, ma per ottenere na cosa bella devi essere artisticamente molto bravo e saper usare lo strumento informatico da maestro. Altrimenti si ottiene qualcosa che tipograficamente ed esteticamente non sta in piedi.

                              in risposta a: TeXlive 2018 #113044
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Sì, MacTeX ha una pagina con due link, uno per l’installazione completa e una per un’installazione di base; se si clicca sull’installazione di base si scarica un file pkg piuttosto piccolo, in pochi minuti, e cliccando sul file scaricato si ha l’installazione della durata di qualsiasi altro programma che giri sul Mac, poche decine di secondi.

                                Poi da metà febbraio MiKTeX è disponibile anche per Linux e Mac, sempre con l’installazione basic che si auto-carica i pacchetti mancanti al momento del bisogno. Io non l’ho provato, perché mi sta bene il MacTeX completo, ma Luigi ha fatto un controllo e ha notato delle discrepanze, non saprei dire se essenziali o se tali da rendere MiKTeX parzialmente incompatibile con TeXLive, anche nelal sua versione parziale.

                                in risposta a: Impaginazione copertina #113072
                                OldClaudio
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                                  Prova questo codice`% !TEX TS-program = pdflatex
                                  % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  \documentclass[a4paper]{book}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                                  \usepackage[T1]{fontenc}
                                  \usepackage[italian]{babel}
                                  \usepackage{graphicx}
                                  \usepackage{wrapfig}
                                  \usepackage{amsmath}
                                  \usepackage{siunitx}
                                  \usepackage{booktabs}
                                  \usepackage{bm}
                                  \usepackage{hyperref}
                                  \hypersetup{
                                  colorlinks=true,
                                  linkcolor=blue,
                                  anchorcolor=magenta,
                                  citecolor=blue,
                                  urlcolor=blue,
                                  }
                                  \usepackage[hypertext]{cdpaddon}
                                  \usepackage[dvipsnames]{xcolor}

                                  \begin{document}\errorcontextlines=100
                                  \pagestyle{empty}
                                  \frontmatter

                                  \begin{titlepage}\parindent=0pt
                                  \parbox{\textwidth}{%
                                  \smash{\textcolor{orange!80!black}{\rule[-\textheight]{2pt}{\textheight}}}\hfill
                                  \parbox[t][\textheight]{0.75\textwidth}{\centering
                                  \includegraphics[width=0.4\textwidth]{5Torricini}
                                  \vspace{5\baselineskip}

                                  \textbf{\Huge Titolo principale}\vspace{0.5\baselineskip}

                                  \textit{\large Secondo titolo o descrizione}\vspace{5\baselineskip}

                                  \textsc{\Large Autore}\vspace{\baselineskip}

                                  \emph{E-mail:} \url{pippo@latex.org}\vspace{\stretch{1}}

                                  \url{http://pippo.com}\vspace{\baselineskip}

                                  \makebox[\linewidth]{2017-2018}
                                  }}
                                  \end{titlepage}
                                  \end{document}`dove ti ho mostrato come si usano le “color expressions” del pacchetto xcolor.

                                  Per quanto riguarda una pagina a due colonne, ci sono i comandi \twocolumn e \onecolumn; ma non fare domande in merito a cose che sono scritte in ogni guida. Se non ti basta L’Arte, esamina la sezione Documentazione di questo sito e non avrai che l’imbarazzo della scelta; ti suggerisco il manuale tradotto in italiano Il LaTeX Reference Manual commentato tendendolo sempre a portata di mouse.

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